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Notizie Milano 24 ore

 "Con la d'Urso la voce della politica è vicina alle persone". Zingaretti finisce nella bufera >>
Inserita il 24 Feb, 2021 5:24:19 PM
Nicola Zingaretti è al centro delle polemiche per un tweet scritto in favore di Barbara d'Urso. "In un programma che tratta argomenti molto diversi tra loro hai portato la voce della politica vicino alle persone. Ce n'è bisogno", ha scritto il segretario del Partito democratico, che pochi giorni fa era stato ospite di Live - Non è la d'Urso, programma che secondo alcune voci di corridoio potrebbe essere chiuso. Un endorsement che gli elettori del Pd non si sarebbero aspettati da parte del loro leader, che fa seguito all'attacco di qualche settimana fa da parte di Zingaretti a Concita De Gregorio, ospite di Fabio Fazio per commentare un suo articolo scritto per La Repubblica.La svolta nazional popolare di Nicola Zingaretti ha spiazzato gli elettori del Pd, già scossi dal post social del presidente della Regione Lazio risalente a circa tre settimane fa. Il segretario nazionale del Pd si era mostrato risentito dopo un articolo al fulmicotone di Concita De Gregorio, in cui la giornalista lo aveva attaccato. Una stilettata affilata al leader del Pd da parte di una delle più coriacee sostenitrici della sinistra, che il presidente della Regione Lazio aveva bollato come "l'eterno ritorno di una sinistra elitaria e radical chic che vuole sempre dare lezioni a tutti ma a noi ha lasciato macerie sulle quali stiamo ricostruendo". Parole inaspettate da parte di Nicola Zingaretti, accusato dai suoi stessi sostenitori di utilizzare termini tipicamente di destra. Tra le tante accuse mosse in quell'occasione a Zingaretti, anche quella di sessismo.Proseguendo sulla linea tracciata con il post contro Concita De Gregorio, Nicola Zingaretti ha tessuto le lodi di Barbara d'Urso. La conduttrice pop per eccellenza è agli antipodi rispetto alla firma de La Repubblica. Se per Concita De Gregorio, infatti, Zingaretti parla di sinistra elitaria, della conduttrice di Canale5 il leader del Partito democratico elogia la capacità di portare "la voce della politica vicino alle persone". Anche in questo caso, il segretario del Pd non è stato esente da critiche e da polemiche, che si sono sviluppate principalmente sui social. In molti l'hanno accusato di non restare attenzione alla disastrosa situazione italiana ma di spendersi per un programma televisivo.Ora i rossi sono disorientati e lo si capisce dai loro tweet. "Cosa dobbiamo espiare noi di sinistra in questa vita è un mistero ancora irrisolto", si legge in uno dei tanti tweet. E poi ancora: "Zingaretti ha deciso di perdere anche quel poco di consenso che gli era rimasto". C'è chi fa dell'ironia: "Era ora che il segretario del Partito democratico prendesse posizione su una questione cruciale per il futuro del Paese. Finalmente!". Ma le critiche sono tantissime: "I politici che parlano in tv farebbero bene a non parlare della tv, qualunque cosa dicano". E sono tanti quelli che ora scrivono: "Il Pd riparta dalla d'Urso"..@carmelitadurso in un programma che tratta argomenti molto diversi tra loro hai portato la voce della politica vicino alle persone. Ce n'è bisogno! #noneladurso- Nicola Zingaretti (@nzingaretti) February 24, 2021 >>

 Nuova strategia di Bertolaso Ora mette il turbo sui vaccini >>
Inserita il 24 Feb, 2021 5:04:27 PM
Scorte ridotte per le seconde inoculazioni così da favorire la vaccinazione del maggior numero di cittadini della Lombardia, al momento ferma al 70% delle somministrazioni rispetto alle dosi ricevute.Questo il piano di Guido Bertolaso, che ha il compito di coordinare la distribuzione del siero all'interno dei confini della Regione. "Non possiamo vaccinare tutti, perché non abbiamo i vaccini a sufficienza. Ma questo non è un alibi", spiega in conferenza stampa l'ex direttore del dipartimento della Protezione civile, come riferisce AdnKronos. "Molti in Italia lo fanno ma noi non ci rifugiamo dietro a questa situazione, stiamo andando ventre a terra, riducendo le scorte che dovremmo tenere per sicurezza, secondo le indicazioni. Abbatteremo", si dice convinto Bertolaso, "la percentuale di scorte disponibili, perché pensiamo che si debba intervenire immediatamente. Bisogna fare e correre di più". E l'offensiva, come sottolineato dallo stesso ex capo della Protezione Civile e dall'assessore alla Salute della Lombardia, Letiza Moratti, parte dal Bresciano e dalla Bergamasca. Da domani ed entro 5-6 giorni verranno vaccinati i circa 24mila cittadini dei Comuni al confine tra Bergamo e Brescia con cui la Regione Lombardia prova a cambiare la strategia per le vaccinazioni. Verrà vaccinata in prima battuta tutta la popolazione di età compresa tra 60 e 79 anni in 14 Comuni della provincia di Bergamo e 8 della provincia di Brescia. In questo modo potrebbe nascere un cordone sanitario a difesa delle due zone duramente colpite.D'accordo coi vertici della regione Lombardia, Bertolaso illustra la strategia che cercherà di seguire per favorire la diffusione del siero tra la popolazione."Non possiamo sempre e solo inseguire il virus", puntualizza ancora, dicendosi pronto, d'accordo con gli Enti locali e con gli esperti del settore, a trovare un modo per contrastare i focolai esistenti nel territorio sotto la sua supervisione. Non dovrebbero esserci rischi o rallentamenti, rassicura l'ex capo della Protezione civile, per quanto riguarda la vaccinazione degli over 80 tuttora in corso di svolgimento. "Rallenteremo forse il settore della Fasr 1 bis, categorie che si occupano di attività sociali, che non sono le più a rischio, la coperta è quella che è. Credo che nessuno possa contestare l'esigenza di provare a contrastare la variante più pericolosa". L'obiettivo è anche quello di poter aprire presto le porte al vaccino russo "Sputnik", già ampiamente utilizzato in varie zone del mondo. "Spero vada in orbita presto", si augura Bertolaso, parlando dell'approvazione del siero. "Si tratta solo di capire la qualità della fabbricazione del vaccino. Stiamo parlando di una situazione di emergenza: tra l'assistere alla diffusione della variante inglese e all'aumento dei pazienti in terapia intensiva, io sarei per una diffusione di un vaccino sicuro, stando a Lancet, la Bibbia dei medici, e che non risulta abbia ammazzato nessuno".Diverso, invece, il discorso su Astrazeneca, vaccino le cui somministrazioni hanno ricevuto bruschi ritardi in Lombardia. Ritardi che sarebbero causati da "una strana, ingiustificata campagna informativa per cui alcuni si sono inventati patologie per evitare di vaccinarsi con Astrazeneca". >>

 Niente elezioni comunali in primavera. Ma spunta la data X >>
Inserita il 24 Feb, 2021 4:46:41 PM
A maggio sono previste le elezioni comunali in alcune grandi città come Milano, Roma, Napoli, Torino e Bologna. È previsto che vadano al voto milioni di italiani per rinnovare le amministrazioni locali di alcune delle metropoli più grandi e importanti del Paese. È un voto strategico fondamentale ma è anche un passaggio democratico obbligato, che però rischia di slittare di molti mesi, anche fino a settembre/ottobre, per colpa della pandemia. È quanto rivela Marco Antonellis su Italia Oggi, secondo il quale sarebbe già stata individuata una data: 19 settembre.Il dossier è sulla scrivania di Mario Draghi ed è uno di quelli con la massima priorità. Il governo è chiamato a una decisione nel più breve tempo possibile, anche perché se venisse confermata la chiamata alle urne a maggio, ai candidati dev'essere dato il tempo materiale di organizzare e condurre la campagna elettorale. Ma i dubbi sono tanti, e crescono con l'andare dei giorni alla luce dell'aumento dei contagi. Inoltre, se davvero si andasse al voto per le elezioni comunali a settembre, cadrebbe la ragione per la quale Sergio Mattarella all'inizio del mese ha dichiarato di non voler sciogliere le Camere e andare al voto per paura dei contagi. La questione è sul tavolo e i quesiti tanti. C'è anche l'ipotesi che si possa slittare fino a ottobre per il voto, una differita di 5 mesi rispetto alla scadenza naturale del mandato.Il Quirinale, proprio in virtù delle parole di Sergio Mattarella nel giorno del dichiarato fallimento dei tentativi di Roberto Fico di arrivare al Conte ter, è maggiormente orientato sullo slittamento. Far trascorrere l'estate, sperando che la combinazione tra vaccini e alte temperature abbatta i contagi sembra essere la strada preferita del Colle, secondo il quale non sarebbe ora sostenibile il rischio di assembramenti in campagna elettorale. Il governo di Mario Draghi sembra voler tenere la stessa identica linea ma finchè non ci saranno decisioni ufficiali tutto è ancora possibile. I partiti sono ora in fermento: per loro avere la data è fondamentale, anche perché ancora non sono stati individuati i candidati nelle città principali. Nel caso in cui si dovesse andare al voto a maggio, i partiti dovranno decidere il prima possibile a chi affidare la corsa per il posto più ambito alla guida delle città. La decisione è attesa nei prossimi giorni: i leader sono alla finestra in attesa delle decisioni di Mario Draghi e di Sergio Mattarella. >>

 Red Sparrow, così le spie seducono i nemici >>
Inserita il 24 Feb, 2021 4:25:45 PM
Red Sparrow - che andrà in onda questa sera alle 21.21 su Italia 1 - è la pellicola che è stata tratta dal romanzo omonimo firmato nel 2013 da Jason Matthews, scrittore che alle spalle ha una lunga carriera decennale da agente operativo della CIA, l'agenzia di servizi segreti degli Stati Uniti.Il film è interpretato da Jennifer Lawrence, attrice diventata famosa per aver indossato i panni di Katniss Everdeen nella saga cinematografica di Hunger Games, diventata un vero e proprio cult. E sebbene il suo personaggio in Red Sparrow sia totalmente fittizio, alcune delle cose raccontate nel film sono vere.Red Sparrow, la tramaDominika (Jennifer Lawrence) è una ballerina russa di indiscusso talento che sembra essere proiettata alla carriera nel famoso teatro Bol'¨oj. Con una madre malata, lo stipendio che la ragazza ottiene dalla sua arte è pressoché fondamentale. Ma le cose volgono al peggio quando la ragazza è costretta a interrompere brutalmente la sua carriera.Senza molte altre possibilità davanti a sé per sostenersi e per mantenere il tenore di vita della madre bisognosa di cure, Dominika accetta la proposta dello zio (Matthias Schoenaerts) e inizia la sua carriera da spia. Per farlo, però, prima di tutto deve seguire un addestramento umiliante in una scuola dell'Unione Sovietica dove uomini e donne vengono educati a usare il proprio corpo e il proprio fascino per ottenere informazioni.Alla fine di questo percorso Dominika diventa una spia, una Sparrow. Tuttavia, ancora una volta, la sua strada è destinata a cambiare di nuovo rotta quando le viene affidata la missione di scoprire tutto su Nathaniel Nash (Joel Edgerton), una spia della CIA che è il centro di una rete di talpe che il governo russo vuole scoprire ed eliminare.La vera scuola delle Sparrow nell'Unione SovieticaCome riporta il sito dell'Internet Movie Data Base, lo scrittore Jason Matthews si è ispirato a una vera scuola dell'Unione Sovietica nella città di Kazan, sulle sponde del Volga, dove alle giovani ragazze russe veniva insegnato a diventare delle vere e proprie cortigiane per potersi avvicinare agli obiettivi del governo senza destare grandi sospetti. In una scena di Red Sparrow, infatti, il personaggio interpretato da Jennifer Lawrence è vista all'interno di una classe scolastica in cui le viene insegnato come usare il suo corpo, la sua nudità e il desiderio maschile per ottenere quello ciò che vuole, per rendere dunque vulnerabile un funzionario del governo.In un'intervista con la NBC, lo scrittore Matthews ha detto: "I russi hanno usato per molti anni delle donne al fine di intrappolare sessualmente degli alti funzionari stranieri per poi ricattarli e carpire i loro segreti". Lo scrittore del romanzo da cui Red Sparrow è tratto ha poi spiegato: "Se le condizioni erano favorevoli, a Mosca qualcuno che aveva un accesso a dati sensibili finiva col bere troppi drinks al bar e sicuramente una giovane ragazza avrebbe finito con l'avvicinarsi per vedere come sarebbero andate le cose."Secondo l'ex agente della CIA l'addestramento nella vera scuola delle Red Sparrow passava dall'educare a sostenere una conversazione ad aprire una bottiglia >>

 La previsione choc sull'Italia: "33mila morti senza il vaccino" >>
Inserita il 24 Feb, 2021 4:24:27 PM
Tutt'altro che positiva la previsione elaborata dall'Institute for health metrics and evaluation, il centro ricerche di Seattle creato da Bill Gates nel 2007, che ha messo nero su bianco: se l'Italia non accelera con i vaccini entro giugno avrà altri 33mila morti. Con l'apice della terza ondata previsto tra marzo e aprile, praticamente tra non molto.La previsione sull'ItaliaCome riportato dal Corriere, tra oggi e il prossimo giugno in Italia potrebbero morire altre 28mila persone contagiate dal Covid e dalle sue varianti. Nel caso peggiore il numero potrebbe arrivare a 33mila. Tutto dipenderà dal piano vaccinale che in questo momento è decisamente lento. Insomma, meglio che il nostro Paese si dia velocemente una mossa con i vaccini o saranno guai. Se non avremo altri impedimenti o rallentamenti, 10mila persone le potremmo salvare. Un altro migliaio se la popolazione continuerà a indossare le mascherine e a mantenere le regole. Al momento è circa il 95% dei cittadini che utilizza la protezione, uno dei dati migliori a livello mondiale. Almeno questo.Tornando al report, il documento è aggiornato e include tutti gli elementi, diffusione delle varianti compresa ed eventuali misure più restrittive se i morti aumenteranno. Viene anche considerato un piano vaccinale che prosegue senza intoppi. Con questi dati in Italia la terza ondata toccherà il suo massimo verso la metà di marzo e la metà di aprile, o anche oltre. Poi una attenuazione dei decessi fino ad arrivare allo 0 per giugno. "In un certo momento, fino a giugno prossimo, 15 Regioni avranno un livello di stress elevato o estremo sugli ospedali e 18 Regioni si troveranno nella stessa condizione anche per i reparti di terapia intensiva" si legge, il che vuol dire che le strutture ospedaliere e il sistema sanitario in generale, subiranno un forte stress.Le Regioni che staranno peggioAnalisti ed epidemiologi dell'Ihme studiano gli scenari a livello globale, ma vanno anche nello specifico italiano. Ed ecco secondo la previsione quali saranno le regioni che se la vedranno peggio con la gestione delle terapie intensive: Marche, Umbria e Campania, oltre alle province di Trento e Bolzano. Anche Puglia, Piemonte e Abruzzo sono considerate ad alto rischio. E comunque quasi per tutte c'è il rischio di pressione elevata. E pensare che l'Istituto di Bill Gates l'anno scorso era stato accusato negli Stati Uniti di utilizzare un modello troppo ottimistico che dava man forte alle decisioni prese dall'allora presidente Donald Trump. Adesso invece sembra aver cambiato passo ed è addirittura più negativo degli altri quattro maggiori modelli internazionali che vengono usati per studiare l'evoluzione dell'epidemia. Tra questi anche quello del Massachussets institute of technology e quello dell'Imperial college di Londra. Il maggior pessimismo lo raggiunge parlando del picco tra marzo e aprile. Nella previsione le varianti riescono a diffondersi anche in zone che fino a questo momento erano state risparmiate. >>

 Telegram si rinnova. E ora le chat si autodistruggono >>
Inserita il 24 Feb, 2021 4:08:52 PM
È tempo di un nuovo aggiornamento per Telegram: la squadra al lavoro sull'app ha lanciato una nuova versione che porta con sé un buon numero di funzionalità inedite, così da fidelizzare e tenere incollati al proprio servizio i tanti che nell'ultimo periodo l'hanno provato per la prima volta, in molti casi delusi dalle imposizioni introdotte da WhatsApp. Non stupisce dunque che le novità si concentrino anzitutto sul fronte della privacy.La prima riguarda il debutto del timer di autoeliminazione per i messaggi in qualsiasi chat (fino ad oggi era disponibile solo in quelle "segrete"). Grazie a questa caratteristica chi scrive ha modo di impostare un conto alla rovescia di 24 ore o 7 giorni al termine del quale il contenuto scomparirà per sempre, per tutti i partecipanti alla conversazione.Per attivare il timer su Android è necessario selezionare la voce "Cancella cronologia" dal menu della chat, quindi scegliere una durata, mentre su iOS bisogna toccare e tenere premuto un messaggio, poi "Seleziona", "Elimina tutto" e infine "Attiva autoeliminazione".Sono poi stati aggiunti widget da posizionare a piacimento sulla schermata Home così da poter visualizzare un'anteprima dei messaggi recenti o i nomi di chi li ha inviati, anche senza aprire Telegram. Per aggiungerli è sufficiente toccare e tenere premuto su un punto della schermata principale. Su iOS la funzionalità mostra aggiornamenti solo di tanto in tanto e non di continuo come accade su Android, a causa di limitazioni imposte dal sistema operativo di Apple.A questo si aggiungono i link d'invito per coinvolgere gli utenti nei propri gruppi o canali: adesso possono avere una durata prestabilita oppure un numero di utilizzi limitato (o entrambe le cose). È possibile condividerli sotto forma di semplice link o come codici Qr da scansionare.L'elenco delle novità introdotte si conclude con la possibilità di coinvolgere un numero illimitato di membri nei gruppi (trasformandoli in Gruppi Broadcast), con l'arrivo di nuove emoji animate e di miglioramenti apportati al sistema a cui far riferimento per segnalare eventuali abusi. Per ulteriori informazioni invitiamo a consultare il post dedicato sull'aggiornamento condiviso sul blog ufficiale. >>

 Cosa fare con le seconde case. Gli spostamenti zona per zona >>
Inserita il 24 Feb, 2021 4:08:29 PM
Nuove limitazioni per l'utilizzo delle seconde case. Secondo quanto definito all'interno del decreto appena approvato dal governo presieduto da Mario Draghi e dalle ordinanze locali firmate dai presidenti delle Regioni e dai sindaci, le norme per regolamentare l'accesso ad abitazioni in cui non si è residenti cambiano per gli italiani. A fungere da elemento di valutazione per la definizione di tali limitazioni è la fascia di colore attribuita al luogo in cui si vive.Le seconde case sono fruibili e pertanto raggiungibili solo per il nucleo convivente ed unicamente nel caso in cui l'abitazione sia disabitata. Non ci si può recare in una seconda casa con amici o parenti estranei al nucleo familiare. Resta comunque l'obbligo di dimostrare di averne titolo: ciò e quindi consentito a chi è proprietario o affittuario dell'abitazione da una data antecedente rispetto al 14 di gennaio dell'anno in corso.Come anticipato, le regole sono modulate a seconda della fascia di colore in cui si vive. Per chi si trova in "fascia gialla" è possibile raggiungere le seconde case anche se queste sono collocate oltre i confini della Regione. Se l'abitazione in questione si colloca in zona gialla o arancione non vi sono limitazioni, mentre in caso di zona "arancione scuro" o di zona "rossa", il divieto diventa assoluto.Le norme approvate per chi vive in "fascia arancione" ricalcano quelle previste nel caso precedente. Quindi resta la possibilità di recarsi presso una seconda abitazione al di fuori della propria Regione se questa si trova in zona "arancione". Se l'edificio si trova invece in un territorio collocato in zona "arancione scuro" oppure in "zona rossa" l'utilizzo dello stesso è tassativamente vietato.Diverso invece il discorso che riguarda gli italiani che vivono in quelle zone definite "arancione scuro". Stando a quanto definito dalle ordinanze firmate da governatori e sindaci, tale fascia cromatica impedisce a chiunque di spostarsi al di fuori dei confini del proprio comune di residenza: resta la possibilità di farlo esclusivamente a coloro che dimostrino la presenza di "comprovate esigenze". Torna ad essere dunque obbligatoria in questo caso l'autocertificazione, che rende lecito lo spostamento in caso di motivi di lavoro, di salute o di emergenza. Ovvio, pertanto, che in questo caso sia assolutamente vietato raggiungere le seconde case.Maglie strettissime anche per coloro che vivono in "fascia rossa": gli italiani che si trovano in tale condizione sono obbligati a mostrare alle forze dell'ordine un'autocertificazione che possa giustificare motivi di salute, lavoro o urgenza. Resta il divieto di utilizzo delle seconde case. >>

 A Roma le scale mobili sono fuori uso e un uomo su sedia ?a rotelle viene portato in spalla >>
Inserita il 24 Feb, 2021 4:02:25 PM
"Tutte le strade portano a Roma", recita un antico proverbio latino. Ma poi a Roma si fermano, verrebbere da dire. E non solo le strade (lastrellate di buche) ma anche le scale mobili. Lo sa bene Dario Dongo, avvocato in sedia a rotelle, costretto a farsi trasportare in spalla da altri passeggeri per raggiungere il convoglio della metro di Roma Termini. Il motivo? Un "disservizio" del montascale. L'episodio è stato denunciato su Twitter da leader della Lega Matteo Salvini che non ha mancato di esprimere solidarietà allo sfortunato protagonista della vicenda. Intanto, l'ATAC (Agenzia del trasporto autoferrotranviario del Comune di Roma) ha assicurato che sta già provvedendo agli interventi di manutenzione degli impianti ferroviari.IMMAGINI DA STAZIONE TERMINIA Roma chi usa i mezzi di trasporto pubblico viene umiliato con disservizi quotidiani ma chi ha una disabilità viene umiliato due volte. Per un ascensore fuori uso (da tempo) un avvocato in sedia a rotelle, Dario Dongo, ha dovuto ricorrere alla... pic.twitter.com/a2j9WhdlO9- Matteo Salvini (@matteosalvinimi) February 23, 2021La dissaventuraL'episodio risale alla mattinata di lunedì 22 febbraio. Dario Dongo, un avvocato con disabilità motoria, si ritrova davanti alle scale mobili della stazione Roma Termini: "fuori servizio", recita un cartello. Tutto quello che deve fare è raggiungere il convoglio della metro al piano seminterrato, nulla di più semplice. Se non fosse che è in sedia a rotelle e, per certo, non può affidarsi teletrasporto. A quel punto intervengono alcuni viaggiatori che, per ottemperare al grave disservizio, decidono di sollevare la carrozzina fin giù dalla rampa di scale. Un'impresa stoica che, però, ha garantito a Dario la possibilità di prendere la metro in tempo utile per i suoi impegni. Ma se la stazione fosse stata deserta, cosa sarebbe accaduto?Le ragioni del guastoCirca la disavventura occorsa all'avvocato, l'Atac ha precisato con una nota stampa che "la criticità è stata determinata da alcune infiltrazioni d'acqua dall'esterno, che hanno reso necessario la chiusura dell'impianto per ragioni precauzionali. L'azienda si è subito attivata con interventi specifici e conta a breve di risolvere la problematica" assicurando di aver "svolto immediati accertamenti sul grave disservizio". Infine, Atac "assicura di essere impegnata quotidianamente per migliorare l'accessibilità delle proprie infrastrutture, come mostrano i notevoli passi avanti compiuti in questi ultimi anni nella gestione e nella manutenzione degli impianti di stazione".Storie di disservizi capitoliniA Roma "il mondo è fatto a scale", come ricordava il marchese del Grillo inginocchiato a lato della sedia gestatoria del Papa. Di scale ricoperte da erbacce - vedi quelle di villa Borghese segnalate dalla giornalista di Reuters Crispian Balmer appena un giorno fa - e di scale mobili "fuori servizio". Poi ci sono le stazioni interdette al traffico ferroviario. Come ben ricorda il quotidiano La Repubblica, le fermate Castro Pretorio e Policlinico, lungo la linea B, sono chiuse da ottobre e da fine novembre per la sostituzione trentennale degli impianti, mentre da Manzoni a Flaminio, da Cipro a Valle Aurelia, da Rebibbia a Tiburtina, gli impianti sono aperti ma molti dei sistemi di movimentazione interna sono in panne. Lo sono nonostante >>

 Incidente sulla neve per Mauro Corona. La Berlinguer interrompe la diretta >>
Inserita il 24 Feb, 2021 4:00:06 PM
Brutto incidente per lo scrittore e alpinista Mauro Corona. L'ex opinionista di Cartabianca è stato vittima di un infortunio mentre si trovava sulla neve e ha riportato diverse fratture. A darne notizia è stata Bianca Berlinguer nel corso dell'ultima puntata del format di Rai Tre. La conduttrice stava intervistando Matteo Salvini, quando ha interrotto la diretta per salutare calorosamente il suo ex opinionista. Bianca Berlinguer aveva da poco concluso la chiacchierata con il leader leghista e stava per annunciare l'ospite successivo prima di lanciare la pubblicità. Matteo Salvini l'ha ironicamente anticipata: "Dopo c'è Mauro Corona?". Bianca Berlinguer, sorpresa, ha colto l'occasione per parlare dell'alpinista, fuori da Cartabianca da ormai diversi mesi: "No, non me lo hanno ridato, ma ha fatto bene a ricordarmelo!".Il fuori programma di Salvini ha consentito alla Berlinguer di riportare l'attenzione sul suo ex opinionista. Lei - nonostante lo scrittore le abbia dato della "gallina" in diretta - lo vorrebbe nuovamente in trasmissione, ma il direttore di rete Franco Di Mare è irremovibile e - pare - per motivi indipendenti da viale Mazzini. La conduttrice ha così svelato l'incidente che ha visto protagonista Mauro Corona. "Voglio salutarlo con affetto - ha spiegato la Berlinguer - si è rotto la spalla e la testa dell'omero scivolando sulla neve con gli sci. Lui non ha bisogno degli impianti perché va sulla neve fresca. Un grande abbraccio e speriamo che guarisca presto". Anche Matteo Salvini si è voluto unire alla conduttrice, salutando Corona e "tutti gli uomini di montagna".Bianca Berlinguer, interrompendo momentaneamente la diretta del suo programma, ha augurato una pronta guarigione allo scrittore, sottolineando che non gli è stata ancora data la possibilità di riaverlo in trasmissione, dopo gli incresciosi fatti dello scorso settembre. Parole che sembrano essere l'ennesima stoccata della giornalista al direttore di rete, che di far rientrare Mauro Corona a Cartabianca non ne vuole proprio sapere. Della questione se n'era occupata anche Striscia La Notizia che a Franco Di Mare aveva consegnato un tapiro per altre questioni ma che non si era lasciata sfuggire l'occasione di punzecchiare il direttore sul caso Corona.Bianca Berlinguer saluta in diretta Mauro Corona infortunato. https://t.co/zWelenzMK2- Caffè fou fou (@CaffeFou) February 24, 2021 (Più ferite che battaglie). La montagna ci vuole bene e quando la avviciniamo ci abbraccia, a volte però stringe troppo. Tra un mese, spero, tutto a posto.Posted by Mauro Corona on Thursday, February 18, 2021 >>

 ?Your Honor?: famiglia, crimine e giustizia in una danza cupa >>
Inserita il 24 Feb, 2021 3:04:13 PM
Your Honor si può riassumere nella seguente domanda, non certo nuova cinematograficamente quando si parla di vicende familiari dalle venature thriller e drammatiche: saresti disposto a infrangere la legge per proteggere un tuo caro?Il quesito risuona nella mente dello spettatore fin dal primo episodio della nuova miniserie che segna per Bryan Cranston, appena nominato al Golden Globe come miglior attore protagonista, il ritorno ad un ruolo di prestigio dopo l'enorme successo di "Breaking Bad".Alle prese con scelte difficilissime, il suo personaggio ricorda figure già viste in molti altri titoli dello stesso genere, ma è indubbio che in questo caso l'interpretazione di Cranston faccia la differenza in positivo, coadiuvata anche dalla presenza di un ottimo cast di supporto."Your Honor" si snoda per dieci episodi di cui sono stati forniti in anteprima alla stampa soltanto i primi sei.Michael Desiato (Cranston), rigoroso e rispettato giudice di New Orleans, è vedovo da un anno e vive con il figlio Adam (Hunter Doohan). Nell'anniversario della morte della mamma, Adam si reca dove la donna ha perso la vita, una zona malfamata in cui s'imbatte in una banda di brutti ceffi locali. Spaventato, fugge via in auto e, in preda ad un attacco d'asma, investe un ragazzo in moto, uccidendolo. Confessato al padre l'accaduto, sta per recarsi alla polizia per costituirsi ma, una volta scoperto che la vittima è il figlio di un importante boss, è proprio il giudice a consigliare di tacere: è un chiaro caso in cui per non andare incontro a morte certa è necessario coprire il crimine, cosa che lui è potenzialmente in grado di fare grazie alle sue competenze e alla sua sfera di influenza. Desiato ha infatti diversi privilegi derivatigli dalla toga, tra cui legami politici, sapere come ci si prepara a un interrogatorio e così via. Inoltre è disposto a tessere attorno al figlio una rete di bugie finalizzate a prevenirne la cattura. Le numerose macchinazioni messe in atto, tuttavia, non eviteranno l'ulterione complicarsi della situazione.Adattato da una serie israeliana, "Your Honor" ha nella sequenza d'apertura, legata all'incidente mortale, un momento difficile da dimenticare. Sono minuti, compresi quelli che precedono e seguono il fatto, di grande efficacia perché realistici e d'intensità viscerale.Venendo mostrato da subito chi è il colpevole dell'accadimento fatale, la serie verterà sui progressivi tentativi di insabbiare quanto già noto allo spettatore. Meno mistero dunque al centro della trama, ma non per questo minor tensione. Anzi, ci si chiede continuamente fino a che punto il giudice, toccato nel vivo in quanto padre, si allontanerà dal proprio rigore morale. Lo osserviamo costruire un alibi, cancellare filmati di sorveglianza incriminanti, asciugare macchie di sangue, far sparire l'auto "assassina" e, in generale, fare leva su un sistema giudiziario compromesso da falle e da pregiudizi raziali.In quanto padre prima che giudice, Desiato si autoassolve dalle decisioni spinose adducendo che "a volte ci sono verità per cui vale la pena mentire". La collana di azioni nate dal suo inedito stakanovismo "criminale", però, ha nel figlio l'anello debole. Il ragazzo, instabile per indole >>

 Sacchi ora "smaschera" il Milan: "Ecco quando sono iniziate le sue difficoltà" >>
Inserita il 24 Feb, 2021 2:32:46 PM
Il Milan di Stefano Pioli ha perso sei punti nei confronti dell'Inter di Antonio Conte nelle ultime due giornate e ora i rossoneri sono secondi a meno quattro dai cugini nerazzurri. Il derby ha lasciato strascichi importanti perché il Milan è stato letteralmente surclassato dal punto di vista fisico, del gioco e delle idee da parte dell'Inter che ha vinto con ampio merito.Arrigo Sacchi conosce bene l'ambiente rossonero e ai microfoni della Gazzetta dello Sport ha dato la sua personale opinione sulla Stracittadina e sul rendimento dell'ultimo periodo della squadra di Pioli: "Il Milan ha cominciato a sentirsi troppo bravo e sono uscite fuori le furbizie che sono l'anticamera delle difficoltà e delle sconfitte...", l'affondo dell'ex tecnico di Fusignano.La reprimendaLa critica di Sacchi nei confronti del Milan parte da lontano: "Calabria ha cercato un giallo per non giocare con lo Spezia. La società doveva rimproverarlo". L'ex allenatore del Milan ha poi parlato della presenza di Zlatan Ibrahimovic a Sanremo: "Per non parlare di Ibrahimovic a Sanremo. Se lui va al Festival anche gli altri sono giustificati ad andare in giro per l'Italia. Il calcio a questi livelli è una cosa seria e la società doveva farsi sentire. La leadership si dimostra con i fatti e le regole devono valere per tutti. Si vince di squadra, non devono esserci privilegi". Chiusura con stoccata al capitano rossonero Romagnoli per la marcatura disastrosa nei confronti di Lukaku: "L'unica è anticiparlo, altrimenti sei finito. Romagnoli non l'ha fatto mai. È un buon giocatore ma è cresciuto e migliorato troppo poco negli ultimi anni. Ho la sensazione che si sia accontentato". Gli elogi a ConteDopo le critiche al Milan, Sacchi ha anche trovato il modo di elogiare l'Inter e il suo allenatore Conte: "Antonio sta facendo un buon lavoro, la sensazione è che la squadra abbia fatto il salto. La squadra sta crescendo, è ben protetta dietro, micidiale nelle ripartenze e oggi unisce alla forma e all'intesa di chi già finora era stato decisivo, come Lukaku, Lautaro e Barella."La chiusura con un consiglio al tecnico dell'Inter: "Se posso dare un consiglio a Conte vorrei che prendesse ancora di più l'iniziativa: ora ha delle certezze difensive che gli consentono di rischiare di più ed essere sempre padrone del gioco. Se manterranno la voglia di migliorarsi hanno tutto per conquistare il titolo, se invece si accontenteranno pensando di essere invincibili allora può tornare tutto in gioco". Segui già la pagina di sport de ilGiornale.it? >>

 Molise, arriva l'esercito per attivare posti in terapia intensiva >>
Inserita il 24 Feb, 2021 1:53:28 PM
Il Molise ha chiesto l'intervento dell'esercito per cercare di sopperire alla mancanza di posti letto nei reparti di terapia intensiva. Infatti, nella Regione la percentuale dei posti letto occupati da pazienti Covid nei reparti di terapia intensiva, rispetto a quelli totali disponibili, è pari al 38%.In Molise arriva l'EsercitoCome annunciato sulla pagina Facebook da Micaela Fanelli, capogruppo del Partito democratico in consiglio regionale, il ministro della Difesa Lorenzo Guerini si è detto pronto a inviare i militari. Il presidente della Regione Molise Donato Toma ha chiesto formalmente al ministero della Difesa l'intervento dell'Esercito ai fini dell'attivazione in emergenza di almeno una decina di posti letto di terapia intensiva Covid presso vari ospedali sparsi a livello regionale. Sarebbe questo quanto previsto nella mozione presentata dai consiglieri regionali di minoranza del Pd, Micaela Fanelli e Vittorino Facciolla, che è stata approvata dall'Assemblea a maggioranza. La capogruppo Fanelli ha così commentato la decisione presa: "Una scelta forte e urgente, oltre alle strutture mobili che si stanno montando in Basso Molise, moduli senza Rianimazione, ci vengano in soccorso con mezzi e personale".La capogruppo sul social aveva reso noto di aver parlato telefonicamente con il ministro Lorenzo Guerini e di essere stata da lui rassicurata riguardo l'invio dell'Esercito proprio per poter attivare nuovi posti di terapia intensiva, come da richiesta della mozione approvata. La Fanelli ha inoltre tenuto a precisare di avere informato il governatore del Molise che ha quindi deciso di inviare la richiesta. "Ora è indispensabile agire con il massimo della celerità. Ora l'unica priorità è salvare vite umane e arginare la disperazione. Grazie al Ministro della Difesa Guerini e a tutti coloro che sapranno operare presto e bene per il Molise in difficoltà" ha infine concluso la Fanelli. Inoltre, l'atto di indirizzo impegna il presidente del Molise a rendere operativi i posti letto di terapia intensiva presso l'ospedale San Timoteo di Termoli, comune in provincia di Campobasso, attraverso l'adattamento del reparto di Rianimazione. Dovranno quindi essere schermati gli ambienti e separati i percorsi, garantendo in questo modo la divisione dei percorsi e le procedure di sicurezza degli operatori.La situazioneRicordiamo che in Molise, da domenica 21 febbraio a domenica 7 marzo, un comune su quattro si trova in zona rossa. Questo è l'effetto dell'ordinanza emessa dal presidente della Regione che ha deciso di prorogare un precedente provvedimento che riguardava 28 comuni dell'area Basso molisana includendone altri cinque nella fascia di maggior rischio: Bonefro, Lupara, Montelongo, Morrone del Sannio e Provvidenti, tutti Comuni che si trovano in provincia di Campobasso. Intanto è tornata a salire la curva epidemica in Italia, complici le varianti che stanno diffondendosi in tutta Italia e in alcune regioni in modo particolare. Nell'ultima settimana si registra un incremento di casi del 9,9%, in peggioramento da più giorni. Il Molise ha registrato un +16,6%. >>

 Il numero che svela l'invasione. Perché adesso è assalto all'Italia >>
Inserita il 24 Feb, 2021 1:40:54 PM
La seconda parte di febbraio ha regalato temperature quasi primaverili a Lampedusa e al resto della Sicilia. Questo ha coinciso però con nuovi timori sul fronte dell'immigrazione. Oltre al clima, anche il fenomeno degli sbarchi ha registrato livelli rintracciabili in ben altre stagioni. All'orizzonte, oltre i problemi connessi all'accoglienza dei migranti, anche la questione relativa all'emergenza coronavirus. Dopo gli ultimi approdi infatti, sono stati registrati alcuni casi di contagio tra gli stessi migranti.I numeri che fanno pauraSe a gennaio la situazione sembrava sotto controllo, nel secondo mese del 2021 qualcosa è cambiato. I dati del Viminale lo confermano: nei primi 31 giorni dell'anno sono approdati in Italia 1.039 migranti, a fronte dei 1.342 del gennaio 2020. A febbraio invece si è già superata la soglia psicologica dei 3.000 nuovi arrivati: il ministero dell'Interno ha registrato complessivamente 3.118 persone sbarcate, a fronte dei 1.211 del febbraio 2020.In totale, dal primo gennaio ad oggi, sono arrivati irregolarmente 4.157 migranti. Nello stesso periodo dell'anno scorso la cifra è stata di 2.341. L'aumento è netto e corrisponde in termini percentuali al 77%.Ma ciò che induce maggiormente a riflettere è il fatto che il trend attuale va avanti già da diversi mesi. Gli aumenti riscontrati nel 2021 stanno andando di pari passo a quelli già visti nel 2020. Basti pensare che nel febbraio del 2019, i migranti approdati in Italia sono stati appena 60.Il vero timore è che, se l'andamento dovesse confermarsi anche nei prossimi mesi, si potrebbero avere numeri ben maggiori rispetto al 2020, ma soprattutto decuplicati a confronto del 2019. Ad incidere su questa tendenza sono diversi fattori. Nell'ultimo biennio è cambiato lo scenario politico italiano, dove si è passati dall'esecutivo gialloverde, formato da Lega e M5S e con Matteo Salvini nel ruolo di ministro dell'Interno, alla maggioranza giallorossa. Inoltre la situazione in Libia e Tunisia è profondamente degenerata, spingendo i locali gruppi criminali a far salpare sempre più barconi dalle coste nordafricane.Buona parte degli sbarchi anche in questo 2021 sta avvenendo in modo autonomo ed ha riguardato soprattutto l'isola di Lampedusa. Qui il centro di accoglienza è stato prossimo al collasso, nei giorni scorsi è arrivato ad ospitare 900 persone a fronte di una capienza massima di 192.Alcuni migranti sono stati fatti salire a bordo della Splendid, una delle navi usate per la quarantena. Attualmente sono altri due i mezzi usati per ospitare le persone arrivate lungo le nostre coste: la nave Adriatica e la Allegra, ancorate a Porto Empedocle.Ma è in ripresa anche l'incidenza degli arrivi tramite le navi delle Ong. Open Arms e Ocean Viking sono state le più attive, attraccando nei porti italiani in almeno quattro occasioni dall'inizio dell'anno. Di recente alcuni migranti sono sbarcati dopo essere stati soccorsi dai mercantili Asso Trenta e Vos Triton.I casi di positività al CovidProprio a bordo della Asso Trenta, come sottolineato su Libero da Andrea Morigi, su 232 migranti sono stati rintracciati 50 casi di positività. Giunti a Porto Empedocle, sono stati tutti messi in quarantena sulla Allegra, anche se ieri alcuni >>

 'Riaprire', 'No a nuove misure' Ed è scontro Salvini-Speranza >>
Inserita il 24 Feb, 2021 1:30:49 PM
"Serve un cambio di marcia, non dico un cambio di squadra". A sottolinearlo è Matteo Salvini, leader della Lega, intervenuto nel corso della conferenza stampa al Senato Covid e lockdown, gli effetti collaterali sulla psiche dei bambini e dei giovani, promossa dal senatore Armando Siri. Già per le prossime decisioni da prendere, che verranno esposte nel prossimo decreto o Dpcm, "si partirà una settimana prima, già questo è un segnale di cambiamento, si parte con una settimana di anticipo. Non si diranno cose il sabato sera per la domenica".Per sconfiggere la pandemia, ribadisce Salvini, "serve un cambio di passo, un cambio di approccio". Per questo, il leader leghista già oggi pomeriggio sarà "in Senato ad ascoltare il ministro Speranza" e assicura: "Nel prossimo Dpcm farò di tutto perché ci siamo dei segnali di ritorno alla vita, di riapertura". Tra coloro che spingono per un allentamento delle misure di contenimento, ci sono i ristoratori, che chiedono maggiore apertura: "Se- spiega il numero uno del Carroccio-vado a pranzo, perché non posso andare a cena al ristorante?". L'intento è quello di evitare "una generazione di dipendenti, da Amazon, da Glovo che ti propone la cena per la sera, e dal telefonino".Ma il ministro della Salute Roberto Speranza non intende allentare le misure di contenimento e durante le comunicazioni in aula al Senato ha detto: "Finalmente vediamo la luce in fondo al tunnel. Ma bisogna essere chiari: in questo ultimo miglio non possiamo assolutamente abbassare la guardia: non ci sono oggi le condizioni epidemiologiche per abbassare le misure di contrasto alla pandemia". Anzi, ha ribadito Speranza, dato lo sviluppo di nuove varianti, sarebbero necessarie misure più rigorose: "Con maggiore velocità la diffusione della variante inglese rende indispensabile alzare il livello di guardia. È ancora possibile contenerne la diffusione purché vengano applicate misure molto rigorose, che chirurgicamente possono ridurre i focolai". Fino ad ora, il governo ha messo in atto misure a livello regionale, evitando di applicare lockdown generali, ma per valutare la situazione è necessario un "nuovo confronto con un tavolo tecnico tra esperti Iss, ministero Salute e Regioni", che è già stato previsto.Sulla situazione generale della pandemia da Covid-19, Matteo Salvini commenta: "Su 1248 letti di terapia intensiva quanti sono quelli occupati? Sono meno di un terzo, 408, l'ospedale in fiera a Milano, ne ha solo 54 occupati. Chiamo Bassetti a Genova, e mi dice situazione sotto controllo, chiamo Zangrillo, mi dice lo stesso". Informazioni che non coinciderebbero con quelle della televisione: "Qua c'è l'altro volto del Cts, un'altra parte di vita, uno che torna sul pianeta terra e guarda i numeri e ha altri numeri". In più, il Covid-19 è una malattia che, come tutte le altre, "si può curare" e, nonostante le varianti siano più contagiose, esse non sembrano avere un grado più elevato di letalità o gravità e "si possono curare a casa". Le considerazioni del leader leghista Matteo Salvini non sono volte a sottovalutare una situazione che rimane delicata: "Questo - conclude infatti - non significa sottovalutare, ma non >>

 Telecamere nel bagno delle colleghe. ?Sindaco di Albano sotto inchiesta >>
Inserita il 24 Feb, 2021 1:15:08 PM
"Situazione delicata e incresciosa", queste le parole che aleggiano da giorni all'interno del comune di Albano Sant'Alessandro, piccolo centro della bergamasca. Soprattutto perché il caso coinvolge il sindaco, Maurizio Donisi, che ricopre anche il ruolo di maestro nella scuola elementare del paese. Ed è proprio nella scuola che sono avvenuti i fatti. Il primo cittadino, per sua stessa ammissione, ha installato una telecamera nascosta nel bagno delle colleghe. Scoperto e messo sotto inchiesta, Donisi ha ammesso le sue responsabilità e da giorni è irreperibile. Intanto in Comune vengono invocate le sue dimissioni.In paese non si parla d'altro e non potrebbe essere diversamente. La bomba è scoppiata venerdì scorso quando una maestra dell'istituto Matilde Naccarato, scuola primaria di Albano Sant'Alessandro, ha scoperto una microcamera nascosta nel porta rotoli accanto al wc del bagno, che viene utilizzato solo dal personale docente femminile. La donna ha denunciato il fatto alla dirigente scolastica che, recatasi nel bagno, ha appurato la presenza della telecamera (grande come una chiavetta usb) che puntava verso il gabinetto. La dirigente ha convocato singolarmente i docenti per verificare l'accaduto ed è qui che il sindaco e maestro Maurizio Donisi ha ammesso le sue responsabilità. Il sindaco l'avrebbe installata per un gioco erotico, per riprendere una collega con cui sostiene di avere una relazione non ufficiale, in quanto sposata. Come riporta Bergamo Corriere, Donisi ha assicurato di non averlo mai fatto prima e di aver messo in funzione la microcamera nel giorno in cui è stata ritrovata. I carabinieri intanto hanno sequestrato la telecamera nascosta e il cellulare del Sindaco, per procedere all'analisi delle immagini registrate, così come dei contenuti del telefonino. La Procura di Bergamo ha aperto un fascicolo con l'ipotesi di interferenze illecite nella vita privata. Nell'obiettivo della microcamera, puntata verso il wc, infatti non è finita solo l'amante del sindaco e maestro, ma anche le altre insegnanti che lavorano nel complesso.Se da una parte la legge farà il suo corso, dall'altra un provvedimento disciplinare è stato avviato dall'Ufficio scolastico provinciale. Maurizio Donisi è irreperibile da sabato e a scuola, nonostante non ci sia ancora nessuna sospensione ufficiale, non si è più presentato. Anche in Comune - dove è sindaco per una lista di centro sinistra dal 2012 - non si vede da giorni. Le sue funzioni di primo cittadino sono state assunte dal vicesindaco Claudia Vanonicini, che al Corriere ha spiegato: "Non so cosa sia accaduto, non ho visto nessun atto e non ho parlato con il sindaco perché non sta bene. Lo conosco come una persona onesta e scrupolosa, dunque mi riservo di capire di più. Noi stiamo andando avanti a lavorare". Ma mentre la maggioranza fa scudo attorno a Donisi, l'opposizione ne chiede le dimissioni. A farsi portavoce della richiesta la leghista Rita Maffi: "Se ciò che sembra sarà confermato, chiederemo le dimissioni, è il minimo". >>

 La profezia di Moody's sull'Italia: "Cosa accadrà davvero con Draghi" >>
Inserita il 24 Feb, 2021 1:00:42 PM
Una crescita molto differenziata tra i paesi del G-20, sulla quale influirà in maniera determinante il peso in ciascuno di essi delle famose "varianti" del Coronavirus, questo è in breve ciò che prevede Moody's per l'anno in corso.La celebre agenzia di rating ha stimato complessivamente una crescita del 5,3%, ma si tratta di un numero poco significativo da applicare a tutti gli Stati ai quali dovrebbe riferirsi, proprio a causa dell'incognita rappresentata dalla pandemia. Questo è quanto emerge nel rapporto degli esperti di Moody's all'interno dell'aggiornamento del mese di febbraio al Global macro outlook 2021. Per quanto concerne specificamente l'Eurozona le stime di crescita per l'anno in corso sono state tagliate dell'1%, dato che si passa dal 4,7% ipotizzato qualche mese fa (per la precisione nel novembre del 2020) al 3,7% attuale. Se la situazione dovesse stabilizzarsi, pertanto senza ulteriori scossoni, una minima crescita (calcolata al 3,9%) dovrebbe invece registrarsi per l'anno prossimo: in questo caso specifico dal 3% inizialmente prospettato si potrebbe salire dello 0,9% se si prendono a confronto le previsioni effettuate in conclusione di 2020.Nel pieno del trend tracciato per l'Eurozona anche l'Italia, la cui stima per l'anno in corso è stata tagliata dell'1,9% rispetto alle previsioni effettuate a novembre: si passa infatti dal 5,6% al 3,7%. Così come calcolato per gli altri Paesi che rientrano all'interno della stessa area presa in esame anche nel nostro Paese Moody's prevede una lieve crescita per l'anno 2022: gli esperti dell'agenzia di rating pronosticano un incremento del 4,1%, con un + 0,6% rispetto a quanto definito alla conclusione del 2020 (ovvero il 3,5%)."Poiché il covid e le sue varianti continuano a gettare un'ombra sui sistemi sanitari e sull'economia di tutto il mondo il livello di incertezza e di forza della ripresa economica varierà a seconda dei paesi", spiega nel dettaglio il rapporto del Global macro outlook 2021 riportato da Radiocor Plus. "Ci aspettiamo che il pil reale cresca su base annua in tutti i paesi del G20 ma per alcuni paesi occorrerà maggior tempo per tornare a piena capacità. La risposta di politica fiscale e monetaria, oltre che la gestione della pandemia, svolgerà un ruolo chiave", dicono ancora gli esperti di Moody's."I miliardi del Recovery Fun potrebbero rafforzare le prospettive di crescita dell'Italia se impiegati e utilizzati in modo efficace per infrastrutture pubbliche e altri programmi di spesa capaci di aumentare il tasso di crescita", spiegano per quanto concerne il nostro Paese. "L'inaugurazione di un governo di larghe intese sotto la guida del primo ministro Mario Draghi aumenta la possibilità che questo avvenga". >>

 Raffica di controlli in arrivo: le partite Iva col fiato sospeso >>
Inserita il 24 Feb, 2021 12:55:08 PM
Il Fisco ha un obiettivo molto chiaro: effettuare 340mila controlli nel triennio 2021-2023 su professionisti, lavoratori autonomi e piccole imprese.Qual è il pianoL'Agenzia delle Entrate vuol combattere in ogni modo l'evasione fiscale e si evince dal potenziamento dei controlli all'interno del cosidetto "Piano delle performance" nel periodo in esame. "Per quanto attiene la pianificazione per il triennio 2021-2023 l'Agenzia, nel rispetto delle priorità politiche da perseguire, ha individuato quattro aree strategiche (Servizi, Prevenzione, Contrasto e Risorse), in cui sono individuati gli obiettivi che intende raggiungere, le azioni da mettere in atto e gli indicatori volti a misurare il grado di conseguimento degli stessi obiettivi", si legge sul documento.Come riportato da Italiaoggi, l'azione di recupero di quanto non viene dichiarato a livello fiscale si concentrerà in maniera principale sull'adempimento collaborativo che avrebbe già consentito il raggiungimento di importanti risultati negli anni appena trascorsi. L'Agenzia delle Entrate ha un obiettivo molto ambizioso: per contrastare l'evasione fiscale, si cercheranno di recuperare circa 14 miliardi di euro nell'anno in corso, 15,36 miliardi nel 2022 e 15,32 miliardi nel 2023. Come vedete, cifre enormi e di tutto rispetto che chiederanno uno sforzo notevole considerando anche gli attuali scenari economici e il perdurare della crisi anche sull'anno in corso a causa della pandemia Covid-19.Quale strategia?Secondo quanto riportato sul documento (clicca qui), le attività strategiche per contrastare l'evasione fiscale saranno improntate alla progressiva riduzione del 'tax gap' da realizzarsi attraverso un'attività di controllo sempre più mirata ed efficace grazie ad un ulteriore affinamento delle tecniche di analisi e valutazione del rischio oltre ad un più attento monitoraggio dei comportamenti dei soggetti ad elevata pericolosità fiscale. È in quest'ottica che il legislatore ha pensato di sostituire gli studi di settore con i cosiddetti "indicatori sintetici di affidabilità fiscale", grazie ai quali sarà più facile rintracciare chi commette l'evasione.La stangata potrebbe colpire le piccole imprese ed i liberi professionisti messi in ginocchio dalla crisi pandemia i cui effetti sono stati eccezzionali: alcuni settori di attività tra quelli in elenco sul codice Ateco, hanno fatto i conti con chiusure prolungate imposte dai vari Dpcm e quindi, il coinvolgimento in una prossima verifica fiscale, potrebbe rappresentare una vera e propria beffa oltre ad un'ulteriore mazzata. Per queste categorie, quindi, sarà fondamentale prestare particolare attenzione all'affidabilità fiscale che potrà emergere dalle stime degli Isa (Principi di revisione internazionale): potrebbero essere i bassi punteggi degli indicatori a costituire il fattore di innesco di una delle 340 mila verifiche programmate dal Fisco.Dichiarazioni dei redditi precompilateUn altro piano che sta mettendo a punto il Fisco prevede, nell'arco del triennio 2021-2023, il raggiungimento del 15% di modelli 730 precompilati trasmessi dal contribuente sul totale dei 730 ricevuti dall'Agenzia. È per questo che si continuano ad arruolare intere categorie di soggetti economici come scuole ed Istituti scolastici pubblici e privati, fondamentali per la trasmissione delle informazioni necessarie per la predisposizione delle dichiarazioni precompilate. Insomma, il Fisco non ha intenzione di fare sconti. >>

 Il principe Filippo si trova in ospedale: "Ha un'infezione" >>
Inserita il 24 Feb, 2021 12:54:32 PM
In questi ultimi giorni l'Inghilterra ha tenuto il fiato sospeso a causa delle condizioni di salute del principe Filippo. Il ricovero improvviso al King Edward's VII Hospital, lo scorso martedì 16 febbraio, aveva fatto temere per la sorte del quasi centenario duca di Edimburgo. Le uniche notizie trapelate dal Palazzo parlavano di un generico "malore" sottolineando, però, che il marito della sovrana era stato accompagnato in ospedale con l'auto e vi era entrato sulle sue gambe. Nessuna ambulanza, nessun ricovero d'urgenza, insomma. Solo una "precauzione", hanno chiarito le fonti.Il principe consorte avrebbe iniziato la degenza con il buon umore e quel suo carattere spigoloso che non avrebbe risparmiato neppure il personale sanitario. Tutto sembrava relativamente tranquillo. Finché nel pomeriggio di sabato 20 febbraio il principe Carlo non è andato a far visita al padre in ospedale. Trenta minuti di colloquio da cui è uscito con gli occhi arrossati dal pianto. Le foto dell'erede al trono hanno fatto il giro del web e dei giornali in pochi minuti, gettando di nuovo nello sconforto i sudditi. Del resto, hanno pensato in molti, perché Carlo avrebbe fatto un viaggio di 150 chilometri da Highgrove a Londra, se la situazione non fosse grave? C'era già chi presagiva il peggio, aspettandosi da un minuto all'altro la notizia del decesso del duca.Invece il principe Filippo è ancora vivo e pare che la sua salute stia migliorando. Ad aprire un piccolo spiraglio è stato il principe William che, lunedì 22 febbraio, durante la visita ufficiale al centro per le vaccinazioni anti Covid del King's Lynn nel Norfolk, ha rassicurato tutti, dichiarando semplicemente che suo nonno "sta bene", ma i medici vogliono ancora "tenerlo d'occhio". Nessun particolare, niente più che queste poche parole a cui si aggiungono le dichiarazioni a Sky News del principe Edoardo, il quale ha rivelato che il padre "sta molto meglio e non vede l'ora di essere dimesso, che è la cosa più positiva. Teniamo le dita incrociate". Quando gli è stato ricordato che il principe Filippo è un uomo piuttosto impaziente, Edoardo ha ribadito: "Un pochino è così", ma è normale quando ti ritrovi in una stanza d'ospedale a "guardare e riguardare l'orologio o i muri".L'ultimo comunicato di Buckingham Palace conferma quanto detto dai principi, precisando che il principe Filippo "sta rispondendo bene alle cure". Quali cure? Qual è la causa del suo ricovero? Su questo il Palazzo continua a mantenere il riserbo più assoluto, dando informazioni con il contagocce. Nella nota ufficiale possiamo leggere solo che "Il Duca di Edimburgo resterà ricoverato al King Edward's VII Hospital, dove è sottoposto a delle cure volte a placare un'infezione, per diversi giorni". Abbiamo solo due indizi: uno è quello dell'infezione. Certo, non è granché, ma almeno abbiamo qualcosa di un po' meno generico rispetto al "malore" di cui Buckingham Palace aveva parlato nelle ore immediatamente successive al ricovero. L'altro è la sicurezza quasi totale che non si tratti di coronavirus, visto che a inizio gennaio 2021 il principe Filippo e la regina Elisabetta sono >>

 Simona Izzo: "Sono delusa dal Pd di Zinga... E sono sorpresa da Berlusconi" >>
Inserita il 24 Feb, 2021 12:32:29 PM
Si può essere moglie, madre, nonna, gemella e anche professionista di successo. Tutto insieme, se ti chiami Simona Izzo è possibile. La regista e sceneggiatrice, nonché attrice e doppiatrice, è l'esempio perfetto di una donna che ce l'ha fatta. È riuscita nell'impresa di barcamenarsi tra un matrimonio che dura da 35 anni con Ricky Tognazzi, una famiglia allargata ("Mio marito la chiama la minoranza etnica") e un lavoro che le ha regalato e continua a regalarle grandi soddisfazioni."Nella mia vita ho sempre lottato e sono riuscita a raggiungere i miei obiettivi. Mi rendo conto però di come le donne ancora oggi in Italia facciano molta fatica ad emergere. Per questo è arrivato il momento di raccontare storie al femminile". Stasera su Canale 5 va in onda l'ultima puntata di "L'amore strappato", una fiction nella quale Simona Izzo è regista insieme al marito Tognazzi, protagonista Sabrina Ferilli che interpreta il ruolo di una madre vittima di un clamoroso errore giudiziario, costatole l'allontanamento dalla figlia. E ad aprile sempre su Mediaset ci sarà un'altra fiction del duo Izzo-Tognazzi, "Svegliati amore mio", un'altra storia al femminile interpretata sempre dalla Ferilli.Perché, secondo lei, per le donne è ancora così difficile emergere?"Perché hanno tanti ruoli, sono 'cangure', le chiamo così. Portano nei loro marsupi i problemi di tutti i giorni e spesso sono costrette a scegliere tra il lavoro e la famiglia. Nel 2021 questo non è più accettabile".Prima lo era? "No, certo neanche prima lo era. Pensi che quando 40 anni fa ho scritto la mia prima sceneggiatura, ho dovuto firmarla con uno pseudonimo. Lina Wertmüller non credeva neanche che l'avessi scritta io. Mi disse: una scrittrice non ha i tacchi, va con le scarpe basse. Ma io non ho mai rinunciato alla mia femminilità".Nel frattempo però le cose sono cambiate?"Beh, certo. Qualcosina è cambiata, ma nel cinema le registe si contano sempre con le dita di due mani, non di più. E non va molto meglio in politica".Si aspettava più donne nel governo?"Mi aspettavo più donne del Partito Democratico. La Serracchiani, per esempio, pensavo potesse tranquillamente fare il ministro. Mi ha sorpreso invece Berlusconi. Ora spero in ogni caso che con le nomine dei sottosegretari ci sia un riequilibrio".È d'accordo con le quote rose?"Non mi piacciono. Servirebbe solo il buonsenso".Lei è romana di Roma. La Capitale è amministrata da una donna... "È vero, ma diciamo la verità: io non ho votato la Raggi, ma avrebbe difficoltà ad amministrare Roma anche un uomo".È ridotta così male la sua città?"È una bellissima moglie, che si fa sempre più sciatta e più indifferente. Io ho deciso di abitare alle porte di Roma, perché non sopportavo più il traffico e il caos. Se vai dal dentista, puoi fare solo quello perché perdi mezza giornata per arrivarci. Qui per le distanze finiscono persino le storie d'amore".La sua però dura da 35 anni. Qual è il vostro segreto? "Io e Ricky amiamo le stesse cose. Non ci siamo mai lasciati. Litighiamo come tutti, ma facciamo pace sempre prima di >>

 Il mistero del cellulare riacceso un anno dopo la morte di Kristina >>
Inserita il 24 Feb, 2021 12:20:17 PM
A quasi due anni dalla morte misteriosa di Kristina Gallo, la madre 30enne rinvenuta cadavere il 25 marzo 2019 nella sua abitazione alla Bolognina, il caso potrebbe essere a una svolta. Il telefono della donna, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, avrebbe ripreso vita portando gli inquirenti a una ipotesi tutt'altro che campata per aria: Kristina non sarebbe morta per cause naturali ma potrebbe essere stata vittima di un femminicidio. E nel registro degli indagati c'è adesso anche il nome di un uomo che aveva frequentato la 30enne e sul quale la Procura sta indagando. I carabinieri del nucleo investigativo di Bologna, nonostante il tempo trascorso, non hanno mai smesso di investigare.Kristina è stata soffocata?Quel 25 marzo di quasi due anni fa era stato il fratello, che non riusciva a comunicare con la sorella da alcuni giorni, a trovare il cadavere di Kristina e ad allertare i soccorsi. Il corpo nudo della giovane era stato rinvenuto per terra a pancia in su e circa metà si trovava sotto il letto matrimoniale, all'interno dell'appartamento sito al civico 11 di via Andrea da Faenza, zona Ferrarese. Sul luogo erano intervenuti i carabinieri che avevano avvertito sia il magistrato di turno Stefano Dambruoso, che il medico legale per una prima perizia. Era però stato impossibile stabilire con esattezza il giorno e l'ora della morte, dato che i raggi solari che filtravano dalla finestra avevano avviato in anticipo il processo di decomposizione sul volto di Kristina. Si era parlato indicativamente di circa 5 o 6 giorni prima del ritrovamento del cadavere. Al tempo il medico legale aveva concluso che il decesso era stato causato da un arresto cardiaco in seguito a cause naturali. C'è comunque da sottolineare che la 30enne non soffriva di patologie e che l'esame autoptico non aveva riscontrato l'assunzione di sostanze o alcol.La famiglia della giovane, assistita dal legale Cesarina Mitaritonna, si oppose alla prima richiesta di archiviazione del caso. I genitori della 30enne fecero ricorso a una consulenza medico-legale che portò a conclusioni opposte rispetto a quelle a cui era giunta la Procura. A causa dello stato di decomposizione non era stato effettuato l'esame delle vie respiratorie e di conseguenza non poteva essere esclusa del tutto una asfissia meccanica per occlusione delle prime vie aeree. In poche parole, qualcuno poteva avere soffocato Kristina. Ipotesi che gli inquirenti hanno deciso di mollare. La posizione innaturale in cui era stato ritrovato il corpo della donna, nudo e sotto il letto matrimoniale basso, aveva fatto venire qualche dubbio. Circa un anno fa il gip Domenico Panza aveva disposto nuove indagini ai carabinieri coordinati dal procuratore aggiunto Francesco Caleca. Da quel momento i militari hanno passato al setaccio gli amici, le frequentazioni e la vita della 30enne.Il telefono riacceso e utilizzatoKristina vivena con un cane di razza Rotweiller che aveva vegliato la sua padrona per diversi giorni. Sul corpo della vittima erano stati riscontrati alcuni graffi ed ecchimosi e, in un primo momento si pensò a un vano tentativo dell'animale di svegliare la >>

 In Italia usata solo 1 dose su 10, ecco perché non si fa il vaccino >>
Inserita il 24 Feb, 2021 12:13:46 PM
Dallo sprint iniziale alle retrovie. L'Italia, ora, nella campagna di vaccinazione anti Covid si trova a rincorrere chi ha fatto meglio. E non sono in pochi. Basta dare uno sguardo al numero di dosi somministrate ogni 100 abitanti riportate da Our world in data. Quella degli Usa è 19,39, quella del Regno Unito 27,03, quella di Israele, ormai, 87,06. La media Ue è di 6,09. L'Italia, dopo aver guidato la classifica Ue nelle prime settimane di gennaio, con 5,9 dosi somministrate per 100 abitanti è dietro a Polonia, Slovacchia, Spagna, Francia e Germania. E la scusa dei continui tagli nelle forniture delle dosi, di cui l'ultimo scoperto ieri, non basta a giustificare il ritardo italiano. Perché la sforbiciata, di fatto, riguarda tutti i Paesi europei.Da noi, finché si è trattato di vaccinare medici e infermieri dentro i 300 ospedali tutto è filato liscio. Ed eravamo i primi della classe. Poi, come sottolinea il Sole 24 Ore, con l'inizio della somministrazione di massa tutti i limiti organizzativi vengono a galla. E il 30% dei flaconi di siero resta nei frigoriferi. Perché? Il problema sta nelle difficoltà organizzative delle Regioni penalizzate dall'assenza di una pianificazione omogenea rimpiazzata da 21 piani regionali diversi. E tra moduli da scaricare e compilare, numeri da chiamare per prenotarsi, siti vari da consultare, la solita burocrazia infinita zavorra una campagna vaccinale che, invece, dovrebbe correre.E vaccinare al di fuori degli ospedali - over 80, docenti, personale scolastico e forze dell'ordine - diventa un caos. C'è chi va troppo a rilento e chi è già avanti, ma non ha le dosi per il richiamo. E così più di una dose su quattro (il 30%) non viene usata. Su 5,2 milioni di dosi disponibili le somministrazioni sono quasi 3,7 milioni. In pratica, 1,5 milioni di dosi restano in stand by nei frigoriferi. Un po' troppo per essere giustificato dalla necessità di accantonare i flaconi per il richiamo. Ma lo scenario, come dimostra il report in tempo reale sui vaccini somministrati, è molto diverso da Regione a Regione. Se la Valle d'Aosta ha somministrato oltre il 90% delle dosi disponibili Calabria, Sardegna e Liguria ne lascia quasi la metà inutilizzate. Ma lo spreco peggiora con il vaccino di AstraZeneca, che ha appena dimezzato le consegne per il secondo trimestre. Su 1 milione e 48mila dosi, finora è stata impiegata solo una dose su dieci. Sono solo 51mila i vaccinati con la prima dose del personale scolastico under 65 e 33mila quelli che appartengono alle forze armate. Un totale di circa 80mila dosi impiegate a cui vanno aggiunte qualche altro migliaio per le vaccinazioni di medici privati under 55.Anche in questo caso a pesare sul ritardo è l'assenza di linee guida condivise. Si è passati da un piano nazionale sui vaccini generico declinato in 21 piani regionali. Con regole e tempi diversi. Il Lazio è molto avanti nelle vaccinazioni degli over 80 con il 20% dei grandi anziani già vaccinati. Ache la provincia di Bolzano, che con i tassi più alti >>

 Fiammetta La Guidara morta per "complicazioni della gravidanza" >>
Inserita il 24 Feb, 2021 11:59:41 AM
Non ce l'ha fatta Fiammetta La Guidara che, nella notte tra lunedì e martedì, era stata ricoverata in ospedale per un malore improvviso. La giornalista sportiva, volto simbolo della Formula 1 e del Motomondiale, è morta nella notte di martedì nel reparto di Terapia Intensiva dell'Ospedale "Circolo e Fondazione Macchi" di Varese dopo il repentino peggioramento delle sue condizioni. A causare la morte di Fiammetta La Guidara sarebbero state complicazioni legate a una gravidanza, come riporta il Corriere della Sera. La giornalista sportiva, firma di Motosprint e Autosprint, si è spenta all'età di 50 anni dopo due giorni di agonia all'ospedale di Varese dove ogni tentativo dei medici di curarla è risultato vano. Una scomparsa dolorosa e improvvisa che ha lasciato nello sconforto il marito, Tarcisio Bernasconi, direttore sportivo della squadra corse "Cupra Racing" e l'intero mondo dei motori.Grande appassionata di motori e presenza fissa in numerose trasmissioni televisive dedicate a Formula 1 e Motomondiale, Fiammetta La Guidara aveva lavorato fino alla mattina del giorno del malore, che le è stato fatale. Lunedì scorso, infatti, la giornalista aveva intervistato il pilota Jordi Gené di Cupra, che gareggia nel campionato Pure Etcr. Dal 2012 collaborava con "Aci Sport" e fino al 2020 aveva gestito l'ufficio stampa del campionato automobilistico TCR. L'amore per i motori l'aveva fatta incontrare con il marito, Tarcisio Bernasconi, e proprio sulle piste era scoccata la scintilla che li aveva portati alle nozze, celebrate a Varese nel maggio del 2019.Di lei il direttore di Motosprint, Federico Porrozzi, scrive oggi sulla rivista online: "Oggi abbiamo perso una persona di famiglia e io un'amica e una collega, vera. Ho imparato a conoscerla bene. Invidiavo, nel senso buono del termine, il suo approccio al lavoro: aveva sempre il sorriso sulle labbra, era disponibile con tutti, gentile anche con la persona più arrogante e maleducata".La notizia della morte della giornalista arriva poche ore dopo l'annuncio della scomparsa di Fausto Gresini, ex campione mondiale della 125. Due lutti che hanno profondamento colpito il mondo dei motori. Migliaia i messaggi di cordoglio alla famiglia di Fiammetta La Guidara. "Da qui saranno le mie prossime telecronache. Un saluto da Fiammetta La Guidara". L'ultima frase di addio della giornalista sportiva, ritratta come un angelo sulle nuvole per il suo ultimo saluto al popolo dei motori. Da qui saranno le mie prossime telecronache. Un saluto da Fiammetta La GuidaraPosted by Fiammetta La Guidara on Tuesday, February 23, 2021 >>

 Confessione di Obama: "Lui mi chiamò 'negro' e io gli ruppi il naso..." >>
Inserita il 24 Feb, 2021 11:31:01 AM
L'ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama e il "boss" del rock, Bruce Springsteen, hanno lanciato un podcast insieme: "Renegades: born in the U.S.A.". La serie si compone di 8 episodi e tratta temi quali il razzismo, la politica e la società americana. L'ex presidente ha annunciato la partenza del podcast con un post su Twitter: "L'anno scorso mi sono seduto con il mio vecchio amico Bruce e abbiamo avuto una lunga e significativa conversazione, che ha toccato particolarmente temi che stiamo affrontando oggigiorno. Sarò felice di condividerli con voi nelle prossime settimane".Durante una delle puntate del podcast Obama ha raccontato un aneddoto risalente alla sua adolescenza. Da ragazzino ruppe il naso ad un compagno di scuola, dopo che questo lo aveva offeso, lanciandogli un insulto razzista. "Quando ero a scuola avevo un amico", ha raccontato Obama, "Giocavamo a basket insieme. E una volta abbiamo litigato e mi ha chiamato negro. Il suo intento era 'posso ferirti dicendo questo. Ricordo di averlo colpito in faccia e gli ho rotto il naso ed eravamo nello spogliatoio", ha ricordato l'ex inquilino della Casa Bianca con un sorriso, concludendo: "Gli ho spiegato di non chiamarmi mai in questo modo. Lanciare insulti razzisti si riduce a un'affermazione di status sull'altro. Quella psicologia di base che poi viene istituzionalizzata per giustificare la disumanizzazione di qualcuno, approfittandone, per imbrogliarlo, derubarlo, ucciderlo, violentarlo".Obama si è soffermato sul problema del razzismo e sul suo impatto sulla società americana. Il podcast va in onda su Spotify, dove in una nota i due conduttori hanno spiegato l'obiettivo del progetto che hanno creato: "È una discussione personale e profonda tra due amici che esplorano il proprio passato, i loro credo e il paese che amano come era, come è e come dovrebbe andare avanti". Last year, I sat down with my good friend Bruce @Springsteen for a long and meaningful conversation that touched on so much of what we're all dealing with these days. I'm excited to share it with you over the next few weeks: https://t.co/sQACD08AWx pic.twitter.com/biMoxCLhAG- Barack Obama (@BarackObama) February 22, 2021 >>

 L'Air Force Renzi ormai è un rottame. E le indagini arrivano a una svolta >>
Inserita il 24 Feb, 2021 11:23:43 AM
Un velivolo acquistato a oltre 160 milioni di euro per compiere voli di Stato ma ormai ridotto a un rottame, parcheggiato nello scalo di Fiumicino distante dagli occhi dei curiosi e fermo dal lontano 2018 in totale abbandono. Stiamo parlando del famoso Air Force voluto dal governo Matteo Renzi. In sostanza nessuno lo vuole più, nemmeno venduto a pezzi: fino a oggi è risultato vano ogni tentativo di vendere parti dell'apparecchio. Non c'è nulla da fare. Nel frattempo l'aereo versa in condizioni tutt'altro che brillanti: come testimoniato dal servizio esclusivo di Natasha Farinelli per Fuori dal coro su Rete 4, ormai è scomparsa la tradizionale scritta "Repubblica italiana" e i motori sono stati coperti.Nel 2016 l'ex presidente del Consiglio aveva deciso di comprare il Boeing da 300 posti, una comoda e ampia prima classe dove installare tutti i comfort del caso. "Questa è una prima classe, ma a Renzi non bastava e quindi aveva stanziato circa 20 milioni di euro per farci anche una camera da letto e un bagno per stare comodo. Questo è l'esempio dell'arroganza del potere che il 4 marzo è stato mandato a casa", era stata la denuncia di Luigi Di Maio nel luglio del 2018.L'inchiesta coordinata dal procuratore capo Andrea Vardar sembra prossima alla conclusione. Fonti vicine alla Procura danno come imminente la chiusura delle indagini. Addirittura, scrive La Verità, la conclusione potrebbe arrivare nel prossimo mese di aprile. Tra gli indagati, a cui viene contestata la truffa aggravata, vi sarebbero anche profili che non hanno avuto ruoli politici. All'Air Force non si è interessata solo la magistratura ordinaria, ma anche le toghe della Corte dei conti vogliono vederci chiaro. "Ci sono ancora delle cose da chiarire, che si chiariranno nelle prossime settimane. Dobbiamo stare molto attenti", ha riferito una fonte che vuole restare anonima.La relazioneA denunciare la vicenda nel 2018 era stato Gaetano Intrieri, all'epoca componente della struttura tecnica di missione del Ministero delle Infrastruttuere e dei Trasporti. Il docente universitario aveva rivelato che il velivolo sarebbe stato acquistato da Etihad al costo di 6,4 milioni di euro e poi dato in dato in leasing all'allora esecutivo Renzi a 168 milioni, un prezzo superiore di ben 26 volte rispetto al valore di mercato. Ma non è finito tutto qui: l'esperto di trasporto aereo aveva inoltre sottolineato il fatto che non fosse stato redatto nessun bando di gara per la compravendita e la successiva segretazione del contratto."Un velivolo che, secondo la relazione tecnica di Intrieri, è ritenuto da tutti gli esperti del settore uno dei modelli che ha riscosso il minor consenso, tanto che l'Airbus ne produrrà solo 40", ha fatto sapere la giornalista del programma condotto da Mario Giordano. Alitalia fungeva da intermediario tra Etihad e lo Stato italiano attraverso un contratto pubblico che veniva secretato? Intrieri aveva messo in luce che i contratti sarebbe stati 2: uno tra Alitalia ed Etihad; l'altro tra la stessa Alitalia e il Mistero della Difesa, il segretariato generale della Difesa ed Armaereo. >>

 Morto suicida Antonio Catricalà >>
Inserita il 24 Feb, 2021 11:06:03 AM
L'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio ed ex garante dell'Antitrust, Antonio Catricalà, è stato trovato morto nella sua abitazione a Roma in via Antonio Bertoloni, nel quartiere Parioli.Secondo quanto si apprende da fonti investigative interpellate dall'Ansa, Catricalà si sarebbe suicidato sparandosi un colpo di pistola mentre la moglie era in casa. Il suicidio sarebbe avvenuto tra le 9.30 e le 10 di questa mattina. Il corpo senza vita del 69enne è stato trovato sul balcone del suo appartamento. Sarebbe stata la moglie a dare l'allarme dopo essersi accorta dell'estremo gesto compiuto dal marito. La donna ha subito chiamato il 118: da qui la segnalazione è stata poi trasferita alla sala operativa della Questura di Roma.A spingerlo al suicidio - stando a quanto riporta Dagospia - sarebbe stato il cancro. Sul posto, oltre alla polizia e alla Scientifica, c'è anche il pm di turno Giovanni Bertolini. I pm della procura di Roma hanno aperto un fascicolo in relazione alla sua morte e sul posto, oltre alla polizia e alla Scientifica, c'è anche il pm di turno Giovanni Bertolini.Catricalà, nato a Catanzaro il 7 febbraio 1952, fu allievo di Federico Caffè. È stato innanzitutto un importante uomo di governo e delle istituzioni. È stato presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato dal 2005 al 2011. Successivamente, dal 2011 al 2013, è stato sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri nel governo guidato da Mario Monti. Dal 2001 al 2005, quando capo del governo era Silvio Berlusconi, è stato anche segretario generale della presdienza del Consiglio dei ministri. Dal 2013 al 2014 è stato viceministro per lo Sviluppo economico durante il governo Letta. Avvocato cassazionista, è stato magistrato del consiglio di Stato della Repubblica italiana. Laureato in Giurisprudenza, è stato consigliere e presidente di sezione del Consiglio di Stato. Già docente di Diritto privato all'Università di Roma Tor Vergata, ha insegnato Diritto dei consumatori all'Università LUISS Guido Carli a Roma. Attualmente era presidente di Aeroporti di Roma Spa. Il 18 febbraio scorso Catricalà, già presidente di Aeroporti di Roma, era stato nominato presidente dell'Istituto Grandi Infrastrutture (Igi). Catricalà lascia la moglie Diana e due figlie.I messaggi di cordoglio"Rivolgo un pensiero commosso alla memoria di Antonio Catricalà. La sua repentina scomparsa mi ha dolorosamente colpito. Ne ricordo la figura di servitore dello Stato, la profonda cultura giuridica, le grandi capacità di lavoro al servizio delle istituzioni, il tratto umano garbato e signorile". Lo afferma in una nota Silvio Berlusconi. "Il prof. Catricalà -aggiunge l'ex premier- collaborò con i nostri governi in qualità di segretario generale della presidenza del Consiglio. In questa funzione si distinse non solo per l'efficienza, ma anche per l'equilibrio e la disponibilità. L'Italia con lui perde un vero grand commis dello Stato, un protagonista della vita pubblica di alto livello. Ai familiari esprimo il mio più vivo cordoglio e affettuosa solidarietà"."Ho appreso in questo istante che purtroppo è mancato Antonio Catricalà che ha rivestito ruoli istituzionali molto importanti come avvocato, magistrato del Consiglio di Stato, dirigente e anche >>

 Insulti a Giorgia Meloni: ora il Pd protegge chi fomenta l'odio >>
Inserita il 24 Feb, 2021 10:50:56 AM
Dopo la telefonata di Sergio Mattarella a Giorgia Meloni, tutte le forze politiche hanno espresso la loro solidarietà alla leader di Fratelli d'Italia per le offese ricevute. La politica ha momentaneamente fatto quadrato attorno a lei per le gravissime parole, che hanno portato alla proposta di sospensione senza stipendio per tre mesi del professore Giovanni Gozzini. Il docente di storia contemporanea, però, non era solo nel corso della diretta radiofonica incriminata. Tra gli ospiti della trasmissione c'era anche Giorgio Van Straten della presidenza della Fondazione Alinari ma, come riporta La Nazione, la risoluzione per rimuoverlo dal suo incarico non è stata firmata dal Partito democratico.Nelle scorse ore, infatti, il capogruppo di Fratelli d'Italia nel Consiglio della Regione Toscana ha presentato una risoluzione ai colleghi di maggioranza e opposizione da presentare poi in assemblea. Un documento con il quale Francesco Torselli chiedeva il sollevamento dagli incarichi presidenziali di Giorgio Van Straten. La risoluzione, oltre che da Fratelli d'Italia, è stata firmata da Forza Italia e dalla Lega, ma anche dal Movimento 5 Stelle e da Italia viva. L'unico partito a non aver firmato è il Partito democratico. Un comportamento permeato di controsenso quello del Pd, perché se da un lato il capogruppo dem in Consiglio regionale, Vincenzo Ceccarelli, appoggia pienamente i moti di solidarietà nei confronti di Giorgia Meloni, dall'altra non condivide la richiesta di allontanamento di Giorgio Van Straten dalla presidenza della Fondazione Alinari, organismo fondato dalla Regione Toscana. Finché si tratta di solidarietà teoria, a parole, il Pd c'è, ma quando bisogna passare ai fatti per prendere una posizione netta e distante da certi comportamenti, i dem fanno un passo indietro.Vincenzo Ceccarelli ha sottolineato come quello di Giorgio Van Straten fosse un ruolo marginale e secondario nella trasmissione, completamente diverso da quello di Giovanni Gozzini. "Non possiamo prestarci alle strumentalizzazioni della destra. Mi sembra sinceramente esagerato mettere sullo stesso piano l'atteggiamento tenuto da Van Straten con quello, stigmatizzato da tutti, del professor Gozzini", ha detto il capogruppo dem. Una spiegazione che Francesco Torselli non ha gradito: "Atteggiamento gravissimo da parte del Pd. Nella riunione dei capigruppo, Ceccarelli ci ha chiesto di togliere la parte relativa a Van Straten e lasciare quella della solidarietà. Chi voleva farle le scuse l'ha chiamata o l'ha detto pubblicamente, ora serve l'atto politico conseguente: Van Straten non può parlare di cultura a nome della Regione come presidente della Fondazione dopo l'atteggiamento che ha tenuto". Quindi, il capogruppo di FdI ha ribadito la sua richiesta: "Deve lasciare quella poltrona. Che ne pensa la segretaria del Pd Bonafè?"Al fianco di Francesco Torselli si è schierato Marco Stella, capogruppo di Forza Italia: "Non è accettabile che Van Straten presieda un ente culturale dopo la performance in radio". Dello stesso avviso anche Elisa Montemagni, capogruppo della Lega. Sono poi arrivate anche le parole di Giorgio Van Straten: "Non si scambi il mio silenzio per una forma di arroganza. Io sono mortificato per quello che è successo e mi sono anche già scusato con l'onorevole Meloni. Per favore, si >>

 Dimezzate le dosi entro giugno: per 5 milioni vaccino in ritardo >>
Inserita il 24 Feb, 2021 10:37:45 AM
AstraZeneca taglia e l'Europa incassa. Non è bastato aver decurtato oltre il 60% delle dosi di vaccino anti Covid pattuito entro marzo. Ora il copione si ripete anche per il secondo trimestre, mettendo a rischio la campagna vaccinale europea che già arranca. Con una media di appena 6 vaccinati ogni 100 abitanti. La casa anglo-svedese tra aprile e giugno, invece di 180 milioni di dosi, stando a fonti europee citate da Reuters, ne consegnerà appena 90 milioni. La metà della fornitura resta in stand by insieme ai 40 milioni tagliati nel primo trimestre del 2021.Entro giugno sarebbero dovuti arrivare 300 milioni di dosi, invece ne arriveranno soltanto 130 milioni. Una sforbiciata che per l'Italia si traduce in 10 milioni di dosi in meno e in 5 milioni di persone che per avere l'agognato antidoto dovranno attendere almeno tre mesi in più. Il governo Draghi avrebbe saputo in largo anticipo del taglio, come dimostrerebbe la modifica risalente al 12 febbraio scorso, dei dati della tabella sulle dosi di vaccino disponibili pubblicata sul sito del ministero della Salute. Da 22 milioni di vaccini per il secondo trimestre, infatti, si è passati a poco più di 10 milioni. Ben 11 giorni prima rispetto La Commissione europea, però, ha assicurato che i ritardi verrano ammortizzati, se tutto andrà bene, tra luglio e settembre, quando l'Italia dovrebbe ricevere 24,7 milioni di dosi (rispetto ai 13,9 milioni previsti).Da AstraZeneca, però, tacciono sul taglio, anche se non smentiscono. "Stiamo continuamente rivedendo il nostro programma di consegne - ammette l'azienda - e stiamo informando settimanalmente la Commissione sui nostri piani". Cosa che viene confermata direttamente da Bruxelles. "Le discussioni con AstraZeneca sul calendario delle consegne continuano - risponde un portavoce della Commissione alla richiesta di una conferma come riporta AdnKronos - la compagnia sta rivedendo il calendario e lo sta consolidando, sulla base di tutti i siti produttivi disponibili, in Europa e fuori. La Commissione si attende che le venga presentata una proposta di calendario migliorata".I ritardi ora non sono più tollerabili. "Tutti gli sforzi dell'Unione Europea - dichiara l'europarlamentare di Forza Italia-Ppe Massimiliano Salini, intervenendo in Commissione Commercio internazionale (Inta) durante il dibattito sull'export dei vaccini anti-Covid 19 - devono essere concentrati in una sola direzione: alleggerire i vincoli burocratici sulla filiera del farmaco e aiutare le aziende a produrre un numero sempre maggiore di vaccini. Oltre alle lentezze di carattere logistico nella somministrazione, assistiamo infatti ad una sostanziale carenza di dosi nei 27 Stati membri. L'imperativo è correre: una vaccinazione di massa rapida ed efficiente è l'unica strada per uscire dalla pandemia. Le autorità regolatorie europee devono quindi snellire tutte le procedure autorizzative, comprese quelle per convertire gli impianti delle imprese farmaceutiche, in modo tale da consentire, laddove possibile, nuove linee di produzione dei vaccini anti-Covid".Ma quanto alle cause dell'ennesima impasse nelle consegne, da AstraZeneca non specificano. A gennaio "per rispettare l'impegno di consegnare all'Italia 4,2 milioni di dosi nel primo trimestre", avevano liquidato i ritardi come "dovuti a lavori di potenziamento nei siti in Olanda >>

 La mazzata sui vini italiani: così Bruxelles ci mette in ginocchio >>
Inserita il 24 Feb, 2021 10:14:05 AM
"L'Unione Europea non ha alcuna intenzione di proibire il vino, né di etichettarlo come una sostanza tossica", si è affrettato a chiarire il vicepresidente della Commissione europea, Margaritis Schinas, dopo la presentazione del piano europeo per la lotta al cancro. Ma le rassicurazioni che sono arrivate da palazzo Berlaymont su richiesta della Coldiretti, che qualche giorno prima della pubblicazione del documento aveva protestato con delle lettere inviate ai commissari Gentiloni, Kyriakides e Wojciekowski, non convincono i produttori italiani, lasciati nell'incertezza dal piano di azione dell'Ue che vorrebbe revisionare la tassazione sulle bevande alcoliche e tagliare le risorse per la promozione del vino.A partire dal 2022, inoltre, la Commissione vorrebbe introdurre l'obbligo di etichettare i prodotti con una lista degli ingredienti ed una dichiarazione nutrizionale, per poi aggiungere entro il 2023 una serie di avvertenze per la salute direttamente sul packaging. "Non sappiamo ancora se si tratterà di messaggi choc, su modello dei pacchetti di sigarette, o di piccoli simboli come quelli che già compaiono su alcune bottiglie, di sicuro non è facendo terrorismo che si fa educazione", commenta Federico Castellucci, presidente Fnp Vino di Confagicoltura e produttore di Verdicchio in un vigneto di 20 ettari sulle colline dei Castelli di Jesi, nelle Marche."Già facciamo quello che l'Ue ci sta chiedendo in termini di comunicazione, la promozione dei vini italiani è da sempre strettamente legata al territorio - sottolinea - e ad un consumo di qualità, connesso ai pasti o agli aperitivi, da non confondere con quello dannoso di cui parla la Commissione nel Cancer Plan". L'accusa principale che viene mossa alle istituzioni europee, infatti, come nel caso del tabacco e della carne, è quella di fare di tutta l'erba un fascio."Nel documento della Commissione Ue si parte da un assunto erroneo, ovvero che qualsiasi consumo di alcol sia dannoso, senza tenere conto della quantità consumata o delle condizioni in cui si realizza il consumo", sottolineavano le organizzazioni della filiera vitivinicola di Confagricoltura in una lettera inviata nei giorni scorsi al commissario europeo per l'Economia, Paolo Gentiloni e agli eurodeputati Paolo De Castro e Herbert Dorfmann. "È inconfutabile che un consumo eccessivo di alcol, qualsiasi sia la bevanda in questione, sia nocivo per la salute, ma non è tuttavia corretto considerare che il consumo moderato di vino, durante i pasti, rappresenti un pericolo", è il punto sostenuto dalle associazioni.Vigneto a Jesi, nelle Marche. (Foto di Chiara Santarelli)Per i rappresentanti della filiera del vino è fondamentale "scongiurare il rischio che decisioni avventate e dogmatiche mettano in pericolo il futuro di una filiera strategica per il nostro Paese come quella vitivinicola, senza peraltro riuscire a trovare una soluzione ai problemi di salute pubblica". Secondo i dati della Coldiretti il comparto vinicolo italiano vale oltre 11 miliardi di euro di fatturato e offre opportunità di lavoro, nel complesso, a 1,3 milioni di persone.Nella produzione l'Italia è leader mondiale, con 46 milioni di ettolitri vendemmiati nel 2020, destinati per il 70 per cento a vini Docg, Doc e Igt, e ai vini da tavola per >>

 "Da Palazzo Chigi stanno indagando...". Perché Arcuri ha troncato gli sms? >>
Inserita il 24 Feb, 2021 10:01:20 AM
Quali rapporti avevano Domenico Arcuri e Mario Benotti? Si conoscevano prima dell'esplosione della pandemia? Hanno allacciato contatti solamente in occasione dell'acquisto di mascherine? Beh, stando al racconto fornito dal giornalista Rai in aspettativa i due avrebbero iniziato a scambiarsi qualche sms ben prima del decreto di nomina a commissario speciale per l'emergenza Coronavirus in Italia. "Arcuri lo conoscevo dai tempi in cui facevo il consigliere al governo", ha riferito Benotti nell'intervista rilasciata in esclusiva a Nicola Porro per Quarta Repubblica su Rete 4. Il cosiddetto "uomo delle mascherine" non ha esitato a mostrare in tv lo scambio di messaggi con l'amministratore delegato di Invitalia, rivelando una serie di aspetti che fino a poche ore fa non erano state rese note.I tabulati parlano chiaro: la Procura ha contato ben 1282 i contatti avvenuti tra telefonate, sms e chiamate senza risposta. Le comunicazioni si interrompono bruscamente il 7 maggio del 2020. A fornire la propria versione è lo stesso Benotti: "Il commissario mi incontrò in una via di Roma. Arcuri si fece precedere da una telefonata del dottor Bonaretti. Mi dice che mi doveva vedere lui. Invece arrivano lui e il commissario. Sotto il mio ufficio, in Prati a Roma. E mi dice che c'era una difficoltà, che a Palazzo Chigi lo avevano informato che c'era un'indagine su tutta questa situazione, forse dei Servizi. Da Palazzo Chigi si possono avere soltanto indagini che vengono dai Servizi. Ma era anche normale che i Servizi indagassero su questa cosa. Mi pregò di interrompere qualunque comunicazione con lui, cosa che io ho fatto".A ottobre il giornalista Rai in aspettativa viene intercettato mentre avrebbe provato a riallacciare i rapporti, comportando però l'intervento in prima persona di Mauro Bonaretti - capo di gabinetto del Mit quando Benotti era consigliere giuridico nello stesso ufficio - che avrebbe provato così a convincerlo: "(Arcuri, ndr) mi ha detto no, guarda, perché ci tengo. Voglio evitare che Mario si sporca [...] Mi ha detto di non farti vivo in questa fase, di lasciarlo un attimo per evitare casini". A quel punto "l'uomo delle mascherine" capisce che gli stava "per arrivare addosso" qualche inchiesta giudiziaria.Quel linguaggio cripticoDagli sms mostrati dal "mediatore" emerge un linguaggio criptico e spesso con riferimenti ecclesiali. Il giornalista, ad esempio, parla di se stesso in terza persona e si definisce "monsignore". Il 13 marzo Benotti fa sapere che terrà "una concelebrazione 'ad mentem Dominici'". La risposta di Arcuri non sarebbe tardata ad arrivare: "Bene! Peccato che se e quando la stessa dovesse produrre i suoi effetti il destinatario sarà morto!". Il giornalista Rai in aspettativa invita a fare sì "che resti in vita".Il 24 marzo è ancora Benotti a scrivere al commissario, riservandogli parole al miele: "Ho apprezzato il tratto istituzionale e quasi ecclesiastico del Suo comunicare. Migliore e più umano - pur nella fermezza - di chi fin qui ha comunicato". Il giorno dopo arrivano i ringraziamenti: "Buonanotte monsignore. Per lei che può dormire La ringrazio delle parole di apprezzamento". Il 21 aprile il "mediatore" chiede attenzioni: >>

 Vende foto sexy sul web. I figli cacciati dalla scuola >>
Inserita il 24 Feb, 2021 9:40:23 AM
Tre bambini californiani sono stati espulsi dalla loro scuole elementare, la Sacro Cuore di Sacramento, perché la mamma degli stessi è protagonista di "scatti sexy" diffusi sul web. I tre figli della donna, di nome Crystal Jackson, sono stati infatti cacciati dall'istituto cattolico a causa del lavoro della prima, dedita alla vendita on-line di proprie foto piccanti. Sarebbero state le mamme dei compagni di scuola dei tre ragazzini, venute a conoscenza della professione hot svolta dalla donna incriminata, a sollecitare i vertici della scuola a prendere provvedimenti contro quei bambini. L'espulsione dei suoi tre figli ha ovviamente scatenato proteste da parte della Jackson, che, nello svolgimento di tale piccante attività, si fa aiutare dal marito Chris.Nel dettaglio, la mamma hot pubblica abitualmente sul web proprie immagini, firmandosi con il nome d'arte di "Tiffany Poindexter", in cui appare mentre svolge attività casalinghe con indosso biancheria intima sexy e mentre rivolge sguardi invitanti all'obiettivo della fotocamera. Gli scatti vengono poi postati su Twitter e sul sito a pagamento OnlyFans e, grazie a tale lavoro, lei riesce a guadagnare circa 150mila dollari al mese, forte di un nutrito seguito di internauti appassionati alle sue immagini conturbanti. Le immagini provocanti della Jackson vengono scattate direttamente da suo marito ed entrambi hanno più volte presentato l'attività incriminata come di natura semplicemente "artistica e provocante". Tuttavia, le immagini di Tiffany sono state considerate ultimamente, dai genitori dei compagni di scuola dei figli della donna e dai vertici dell'istituto di Sacramento, come pornografiche.Do you like the white? pic.twitter.com/t3XdnfdBhQ- Mrs Poindexter @ OnlyFans (@poindexter_mrs) February 7, 2021La scoperta, da parte di genitori e vertici scolastici, della particolare professione della Jackson è avvenuta di recente grazie a una busta anonima, recapitata presso la struttura Sacro Cuore. All'interno della stessa busta c'erano diverse foto di Tiffany Poindexter, che hanno subito fatto il giro dell'intera comunità scolastica e hanno così indotto le mamme indignate a organizzare una raccolta firme per chiedere al dirigente scolastico di prendere provvedimenti contro i figli della diva sexy. Il direttore dell'istituto cattolico di Sacramento ha alla fine scritto una dura lettera alla signora Jackson tuonando: "Il suo sito per adulti è in diretto contrasto con quel che vogliamo insegnare ai nostri studenti". La lettera citata terminava con le seguenti parole: "Le chiediamo quindi di trovare un'altra scuola per i suoi figli e troncare ogni rapporto con la nostra".La notizia della cacciata dei tre bambini dalla scuola elementare ha fatto andare su tutte le furie la Jackson e il marito Chris, che accusano la Sacro Cuore di essersela presa con ragazzini che non c'entrano nulla con il lavoro dei propri genitori. Il padre dei bimbi ha così biasimato l'istituto per avere voluto punire dei minori per il solo disprezzo nei confronti dell'attività professionale del primo e della moglie. La coppia ha inoltre denunciato alle emittenti californiane che i tre bambini sarebbero ancora molto rattristati per il fatto di non potere più frequentare quella scuola elementare e ha contestualmente fatto sapere di volere iscrivere quei bambini in un >>

 Condannato per aggressione sessuale cugino della regina Elisabetta II >>
Inserita il 24 Feb, 2021 8:50:41 AM
Guai giudiziari per la famiglia reale britannica, a causa della condanna inflitta in tribunale al cugino della regina Elisabetta II. Sulla Casa reale si è infatti ultimamente abbattuta la notizia della condanna per molestie sessuali inflitta al 34enne Simon Bowes-Lyon, 19esimo conte di Strathmore e Kinghorne nonché appunto cugino della sovrana per via materna, in quanto nipote della defunta Elizabeth Bowes-Lyon, madre della regina in carica. Il parente in questione della sovrana non è nuovo ai guai con la giustizia, essendosi in passato reso protagonista di diverse violazioni di legge.Nel dettaglio, una sheriff court di Dundee, in Scozia, ha condannato ieri il cugino della regina a 10 mesi di carcere, per il reato di aggressione sessuale. Il fatto attribuito al membro della famiglia reale risalirebbe a febbraio di anno fa, quando Bowes-Lyon si sarebbe introdotto di sera ubriaco nella stanza occupata allora da un'ospite del castello di Glamis, sua residenza personale nonché luogo dell'infanzia della madre di Elisabetta II, e ubicato ad Angus, nell'est della Scozia. Il conte, una volta entrato di nascosto in quella camera in preda ai fumi dell'alcol, sarebbe quindi "saltato addosso" alla donna, afferrandole il seno e le parti intime, per poi spingerla contro un muro e cercando di toglierle la vestaglia. L'aggressione dell'imputato ai danni dell'ospite sarebbe stata però respinta alla fine da quest'ultima, dopo circa venti minuti di insistenze da parte del nobile.Il cugino della sovrana, nel corso del processo a suo carico, si è dichiarato colpevole delle accuse formulate contro di lui, ottenendo di conseguenza il diritto a uno sconto di pena. Alla luce del fatto che l'imputato aveva subito chiesto scusa all'ospite del suo castello non appena tornato in sé e che, appunto, aveva ammesso le proprie colpe in tribunale, il magistrato scozzese ha dunque riconosciuto le attenuanti generiche a Bowes-Lyon. Tuttavia, lo stesso giudice ha puntualizzato, al termine del processo, che qualsiasi pena non detentiva sarebbe stata troppo lieve di fronte alla gravità del reato e ha così comminato all'aristocratico 10 mesi di prigione. Un'eventuale condanna dell'imputato agli arresti domiciliari, da scontare nel suo castello di Glamis, non sarebbe stata infatti, ad avviso della Corte, adeguata rispetto al reato consumato dal primo ai danni di quella donna.Relativamente ai problemi con la giustizia avuti in passato dal conte, questi è stato, ad esempio, protagonista di episodi di guida spericolata in sella a moto, che gli sono costati numerosi ritiri della patente. L'ultima grana giudiziaria a suo carico era esplosa nel giugno dello scorso anno, in quanto accusato di avere violato le restrizioni anti-Covid in materia di viaggi e spostamenti. >>

 Bush-Clinton, le figlie socie nel calcio femminile >>
Inserita il 24 Feb, 2021 8:17:26 AM
Guarda un po' come va la vita. Divise anni fa dalla distanza politica tra i rispettivi genitori, Jenna Bush e Chelsea Clinton, figlie degli ex presidenti George W. (più Laura) e Bill (più Hilary), ora sono socie: assieme ad altri imprenditori hanno infatti investito nelle Washington Spirit, la squadra di calcio femminile professionista della Capitale. Le Spirit esistono dal 2012, anno di nascita della National Women's Soccer League, la principale lega americana per donne, e hanno avuto come miglior risultato il secondo posto nel 2016, sconfitte in finale dalle Western New York Flash. Non avevano apparenti problemi economici ma ora sono ancora più solide grazie all'investimento della Repubblicana e della Democratica, anche se Jenna Bush, come la sorella Barbara, da parecchi anni non si identifica con alcun partito politico e anzi la famiglia Bush già durante la campagna elettorale del 2016 aveva manifestato il proprio dissendo verso l'allora candidato presidente Donald Trump. Con Jenna (39 anni) e Chelsea (nomen omen, 40), che ammettono di condividere anche il rarissimo status di figlie presidenziali e per questo si sono spesso confrontate con le figlie di Barack Obama, ci sono anche l'ex portiere della nazionale Scurry e l'ex olimpionica della ginnastica Dawes.Ma l'onda femminile non si ferma lì: la tennista Naomi Osaka ha infatti acquistato un alto numero di quote delle North Carolina Courage mentre le Angel City FC di Los Angeles conta, tra le azioniste, Serena Williams, le attrici Natalie Portmann, Eva Longoria, Uzo Aduba, America Ferrera, Jessica Chastain e Jennifer Garner, l'ex tennista Billie Jean King e l'ex sciatrice Lindsey Vonn. Mica è finita: la nuova squadra di Kansas City ha tra i proprietari Brittany Matthews, fidanzata del quarterback dei Chiefs Pat Mahomes fin dai tempi di liceo e a sua volta ex calciatrice, con tanto di campionato vinto in Islanda nel 2017. Al netto delle mode, un segnale, anche per alzare la qualità della vita delle calciatrici: quelle della nazionale canadese e americana vengono pagate dalle rispettive federazioni, mentre le altre prendono da un minimo di 20.000 a un massimo di 50.000 dollari a stagione. >>

 È una Dea... bendata. Sfida mezzo Real Madrid con Muriel re d'Europa >>
Inserita il 24 Feb, 2021 8:16:11 AM
Nessuno come lui in Europa. L'Atalanta sogna l'impresa contro il Real Madrid e si affida al goleador con la miglior media realizzativa del Vecchio Continente: Luis Muriel. Il colombiano va a segno ogni 54 minuti in Serie A che diventano 73 al netto delle coppe. Solo sua maestà Lewandowski riesce a tenere i ritmi micidiali del colombiano, andando in gol ogni 68 minuti in Bundesliga (82 coppe comprese). Tutti gli altri da Ibra a CR7 passando Mbappè e Messi non reggono il confronto con il 9 nerazzurro.Un impatto incredibile quello di Muriel se si considera che oltre il 60% delle sue marcature le ha realizzate da subentrante e giocando il 30% in meno dei minuti disputati dai rivali. Il miglior dodicesimo uomo al mondo, capace in pochi minuti di cambiare il destino di una gara. Anche se da titolare diventa ancor più implacabile (9 segnature nelle ultime 9 apparizioni dall'inizio in Serie A). Gol spettacolari e giocate funamboliche. Impossibile non restare stregati dall'ex Siviglia, sbarcato a Bergamo nell'estate 2019 per 15 milioni di euro. Un affarone. La punta come ha raccontato in conferenza stampa non fa una piega dinanzi alle esclusioni dal primo minuto: "Giocare 20 minuti o tutta la gara per me non cambia, all'Atalanta sono felice e libero di fare le mie giocate. Il tempo a disposizione non conta, in tanti vorrebbero essere al mio posto".Un'esplosione tardiva per chi in età giovanile era accostato a un certo Ronaldo. Cresciuto divorando le vhs con i gol del Fenomeno, Muriel vola a ridosso dei 30 anni e il presidente Percassi se lo coccola: "Che ci fa nell'Atalanta uno come lui? È straordinario, una goduria vedere come tocca la palla e i movimenti che fa". Un apprezzamento che potrebbe tradursi a breve in una proposta di rinnovo del contratto (in scadenza nel 2023). I rapporti col suo agente Alessandro Lucci, tra i primi a credere in Luis fin dai tempi di Lecce, sono eccellenti e potrebbero facilitare l'intesa.Intanto il presente si chiama Real, che stasera scenderà in campo con nove indisponibili tra cui i pilastri Ramos e Benzema, a cui si aggiungono tra gli altri Marcelo, Carvajal, Hazard, Valverde e Rodrygo. Un vantaggio da capitalizzare al massimo in vista del ritorno al Bernabeu tra tre settimane. Come contro il Napoli (privo domenica di quattro titolari) i nerazzurri potranno contare anche sull'aiuto della... Dea bendata che ha falcidiato di assenze gli avversari. Giocando ogni 3 giorni un fattore da non trascurare, anche se pure la Dea (col lutto al braccio per ricordare l'ex Primavera Willy Ta Bi scomparso a 21 anni dopo una lunga malattia) sarà priva di un titolarissimo come Hateboer. Ma con un Muriel così ogni impresa appare fattibile. Zidane è avvisato... >>

 "Ecco quello che ho fatto per salvare 73 famiglie" >>
Inserita il 24 Feb, 2021 8:10:28 AM
Era il 18 dicembre quando abbiamo intervistato Fausto. Solo lui, impegnato in ogni classe mondiale, MotoE compresa, avrebbe potuto raccontarci il 2021. L'intervista doveva uscire a fine anno. Ma il 26 la notiza del ricovero. E l'abbiamo fermata. Letta oggi, racconta tutto l'amore per la sua gente e la sua voglia di futuro. Ciao Fausto!Il terrore. La scorsa primavera Fausto Gresini, 2 mondiali vinti da pilota, 7 da team manager, a capo di una struttura impegnata in tutte le classi del Motomondiale, ha temuto il peggio. La cancellazione del Campionato MotoGP a causa della pandemia avrebbe rappresentato per l'imolese "la fine di un'era, scomparire". Grazie all'ottimo lavoro di Dorna, Irta, i team e le Case, la MotoGP interrotta a marzo e ripresa a fine luglio ha regalato in un condensato di 4 mesi un campionato entusiasmante.Qual è il bilancio di questo 2020?"È stato un anno molto complicato. Le restrizioni imposte dal Covid ci hanno costretto a fare i conti con una coperta già corta. Ezpeleta, però, ha fatto un ottimo lavoro mettendo insieme un business plan e un calendario che ha permesso di salvare la stagione in sicurezza e credibilità".C'è stato un momento di paura?"Più che paura, il terrore. Durante i mesi del primo lockdown ho temuto il peggio: bloccare il circus avrebbe significato scomparire. Da imprenditore sentivo la responsabilità dei miei dipendenti: 73 famiglie in totale. Abbiamo rivisto i contratti con gli sponsor e preso dei rischi per supportare chi lavora da anni con noi perché la Gresini Racing è prima di tutto una famiglia".Nei momenti bui è prevalso l'ex pilota?"Mantengo la grinta e la determinazione di quando correvo, ma coi budget devi mettere da parte il cuore e ragionare da imprenditore".Come hanno risposto i partner?"C'è stato un ridimensionamento, ma alla fine siamo soddisfatti. Sono contento anche guardando al 2021. La cosa importante è andare avanti".E da poco anche l'annuncio del rinnovo dell'accordo con Dorna come Indipendent team in MotoGP fino al 2026."Il rinnovo era strategico e apre scenari ancora da scrivere che ci entusiasmano. Il prossimo anno sarà il 7° e l'ultimo con Aprilia in MotoGP. Anni difficili in cui sono mancati i risultati. Mi piacerebbe concludere con almeno un podio, prima di tornare a gestire in prima persona la squadra MotoGP. Mi manca non avere la parola sulla scelta dei piloti, sulle decisioni tecniche".Novità?"Tante, soprattutto in Moto2 dove schieriamo Di Giannantonio e Bulega. Abbiamo attinto a professionalità da altri team per riportare a casa il titolo vinto con Toni Elias nel 2010".E in Moto3?"Ho voluto dare fiducia ai ragazzi che hanno vinto il titolo con Jorge Martin nel 2018".E poi la MotoE."Abbiamo vinto il titolo con Matteo Ferrari nel 2019 e ci riproviamo nel 2021. Io sono della vecchia scuola che ama il rombo del motore, ma sono anche a favore dell'innovazione.Unico team indipendente, insieme a Petronas, presente in tutte le categorie, ha già deciso con quali moto correrà nel 2022?"È una scelta strategica che stiamo valutando. Una cosa è certa: vogliamo tornare vincenti. Siamo stati 3 >>

 L'ipotesi TikTok: riconoscimento facciale per i minori >>
Inserita il 24 Feb, 2021 8:05:29 AM
Sì, certo: certi social non sono permessi ai minori di una certa età. Per esempio TikTok, che di questi tempi fa rima con pericolo, seppur di solito la colpa non dovrebbe essere del mezzo ma di chi lo usa. Però il caso drammatico della bambina di Palermo morta durante una stupida sfida di quelle che girano sull'app, ha aperto il dibattito: come si fa a impedire che chi ha meno di 13 anni apra un account? TikTok ci sta provando, promettendo di andare a caccia di tutti gli iscritti sotto età per cancellarli. Se però si conta che solo in Italia il "social dei balletti" ha ben 10 milioni di utenti, è come andare a caccia di una specifica pecora bianca in un gregge al pascolo. Ci sono insomma due esigenze che contrastano: quella di un'azienda che sul suo servizio ci fa i soldi e quella di chi vorrebbe garantita la sicurezza di chi a quel servizio si iscrive. In mezzo su certe cose si chiude un occhio - da una parte e dell'altra - sperando che arrivi la soluzione finale. Ma quale?L'unica possibile porta all'utilizzo dell'intelligenza artificiale: ovvero identificare l'età dell'utente attraverso il riconoscimento facciale e/o scandagliando tutto quanto ognuno di noi lascia nei suoi dispositivi. TikTok ci sta pensando, approfittando di soluzioni che sono già in circolazione. Però, la privacy? Appunto: mettiamo che il social che ha sede europea a Dublino si presenti davanti al Garante con una richiesta del genere: vi aspettate una risposta positiva? È dunque il cane tecnologico che si morde la coda. Ed è anche la dimostrazione di quanto noi in materia di sicurezza siamo un po' bipolari: chiediamo rispetto della nostra intimità, ma pretendiamo però che si evitino drammi come quello di Palermo senza rinunciare a nulla. Per poi magari mettere sul web tutto di noi senza pensarci. C'è un giochino, per esempio, che si chiama "How old I look", ovvero ti fai una foto e il computer calcola la tua età apparente (e di solito ti regala qualche anno per farti contento). Ecco in quel momento, oltre a gonfiare la nostra vanità, stiamo regalando qualcuno degli oltre 300 indicatori che un'intelligenza artificiale estrapola dalle nostre tracce digitali per darci un'identità. E usarla secondo comando. Quella, per dire, che già usano certi governi per compilare liste di bravi cittadini, oppure corporation per inviarti il messaggio giusto e condizionare i tuoi gusti. Sì, poi c'è TikTok e una soluzione da trovare: ma forse è troppo tardi. >>

 E la fidanzata di Luigino lavora per una dissidente >>
Inserita il 24 Feb, 2021 7:57:54 AM
I venti di scissione (politica) soffiano anche in casa Di Maio. La guerra nei Cinque stelle non risparmia il nido d'amore tra Virginia e Luigi. Sia chiaro, si tratta di una separazione (se separazione sarà) politica. Tutta colpa della nascita del governo Draghi. E di un Movimento che si sgretola. L'amore va a gonfie vele. Per fortuna. Ma l'ultimo scossone in casa grillina, con l'espulsione di 36 dissidenti, rischia di avere strascichi in casa Di Maio. Tra gli epurati, dopo il no al governo Draghi, c'è anche la parlamentare sarda Emanuela Corda: un pezzo pesante nell'universo pentastellato. La deputata Corda è componente della commissione Difesa; in procinto nel Conte due di entrare al governo al posto del sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo. L'assistente parlamentare della Corda è Virginia Saba. Poco conosciuta come assistente parlamentare, nota ai più (soprattutto ai rotocalchi) come la fidanzata del ministro degli Esteri. Virginia Saba è sarda come la parlamentare Corda. Assistente, ma soprattutto amica di vecchia data. E pare che sia stata proprio la Corda a far conoscere Luigi e Virginia.Ma ora in casa Di Maio c'è un problema da risolvere. La fidanzata del ministro degli Esteri lavora - come riportano fino a dicembre numerosi giornali (senza alcuna smentita) - nello staff della dissidente espulsa. E ora? Che si fa? Virginia Saba continuerà a prestare attività fianco a fianco della deputata (ex grillina) Corda, che spara quotidianamente palate di fango e accuse contro il partito (il M5S) del ministro-fidanzato Di Maio? Un bel conflitto sentimentale e politico. Tra il cuore e il lavoro cosa sceglierà la bionda giornalista sarda? Sicuramente l'amore. Saranno giorni complicati per la compagna titolare della Farnesina reduce da un'altra polemica per l'intervista fatta su Radio Radicale a Rocco Casalino, ex portavoce dell'ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte. >>

 La donna che sparò al Duce in odor di santità >>
Inserita il 24 Feb, 2021 7:48:11 AM
È sempre un terreno minato quello che vede notizie riguardanti Benito Mussolini e relativi pensieri o commenti; ma se il marito dell'autrice del documentario del 2014, The Woman who shot Mussolini (La donna che sparò a Mussolini, ndr) può abbandonarsi ad affermare: "Finalmente, la donna che sparò a Mussolini avrà il riconoscimento che merita. Un uomo, al suo posto, avrebbe da tempo una statua in suo onore"; è lecito rispondere che non ci risulta che il tentato assassinio - seppure di un dittatore - sia gesto tanto nobile da meritare una targa, o addirittura una statua. E per tale conclusione basta risalire al fatto storico non particolarmente noto alle cronache.Dublino, 1922. Mentre nel Regno d'Italia l'ex agitatore, giornalista e fervente socialista, Benito Amilcare Mussolini si prepara a marciare su Roma insieme ai quadrumviri e alle camicie nere per diventare il futuro Duce del Fascismo; una donna irlandese, Violet Gibson, è vittima di un grave esaurimento nervoso che si manifesta attraverso evidenti disturbi mentali in via di peggioramento. La Gibson, che all'epoca ha già quarantotto anni, conduce una vita monacale ed è convinta di parlare con il Signore, che a dir suo pare averle affidato un singolare compito in terra: compiere un sacrificio "uccidendo qualcuno". Trasferitasi a Roma presso un convento, la visionaria decide di prendere in parola le voci che la invitano a uccidere in nome di Dio, e nel 1925 prova a suicidarsi sparandosi al petto senza riuscire nel suo intento. Salva per miracolo e non contenta, l'anno seguente sceglie un obiettivo decisamente ambizioso per consumare la mattanza divina: vuole uccidere il Duce.Così il 7 Aprile 1926 si presenta in Piazza del Campidoglio, attende che Mussolini esca dall'edificio dopo aver presenziato ad un convegno con un'associazione di chirurghi, sfodera un vecchio revolver di fabbricazione francese - una St Etienne 1892 che tiene nascosta sotto la sua veste nera - e confondendosi tra la folla spara un colpo ben mirato che sfiora il Duce, ferendolo al naso. Pare che Mussolini, notato l'agguato, si sarebbe "scansato" all'ultimo momento. La Gibson premerà il grilletto altre due volte, ma sia il secondo che il terzo colpo fanno cilecca. Il vecchio revolver, forse un souvenir del primo conflitto mondiale, si era "inceppato". La polizia presente sul posto la arresta prima che venga linciata dalla folla che in quel momento ancora stravede per Mussolini. Secondo quanto riportato dai rapporti dell'epoca la donna dirà agli inquirenti di aver provato ad ucciderlo "per glorificare Dio" che le aveva "inviato un angelo". Verrà immediatamente estradata in Inghilterra, "a condizione di non venir mai rilasciata", e internata nell'ospedale psichiatrico di St Andrews a Northampton, dove troverà la morte nel 1956. Inutili saranno le lettere richiedenti la "grazia" inviate negli anni al primo ministro Winston Churchill e alla futura Regina Elisabetta - che nonostante lo scoppio della guerra combattuta su più di un fronte con l'Italia, onorarono la parola data o forse ignorano le farneticazioni di una donna che molti allora ritenevano "pazza".Ora che però i tempi sono cambiati, mentre >>

 La mossa vincente sul mutuo: ecco come salvare 15mila euro >>
Inserita il 24 Feb, 2021 7:37:01 AM
Il differenziale tra titoli di Stato italiani e tedeschi, ovvero lo spread, può incidere anche sull'acquisto di un immobile. Il sistema utilizzato dagli istituti di credito per applicare gli interessi sulle rate di un mutuo, infatti, si detrermina in primis con l'applicazione del tasso di riferimento e successivamente con l'aggiunta dello Spread.Ovviamente il tasso di riferimento cambia nel caso in cui si parli di un mutuo a tasso fisso o variabile. Nel primo caso, infatti, ci si riferisce al tasso Eurirs, mentre in quello successivo all'Euribor. Una volta determinata la prima variabile, con riferimento a Eurirs/Euribor, quindi, per comprendere qual'è effettivamente il tasso di interesse che sarà applicato dopo la stipula di un mutuo, bisognerà aggiungere anche lo Spread. L'innalzamento di questa voce può quindi comportare un rialzo anche dello Spread sul mutuo applicato dalle banche le quali, vedendo indebolito il proprio patrimonio, decidono di aumentare i tassi applicati ai finanziamenti concessi. È proprio attraverso quest'ultimo (chiamato anche "ricarico", ovvero il costo che viene aggiunto al tasso di base) che l'istituto di credito determina il suo margine di guadagno sull'operazione bancaria. Dunque la decisione dello Spread da applicare al mutuo spetta direttamente all'istituto di credito e diviene un elemento spesso in grado di condizionare in modo determinante il costo complessivo della compravendita.Con la crisi economica in atto, la situazione di tassi e differenziali che si è venuta a creare può portare dei vantaggi a quanti decidano di accedere alla rinegoziazione oppure alla surroga del proprio mutuo. Basta tornare indietro di appena cinque anni per capire come le condizioni al giorno d'oggi siano decisamente cambiate. Si può per esempio ricostruire il caso di un mutuo della durata di 15 anni stipulato nel 2016 per l'acquisto di un immobile da 200mila euro. Come spiegato da "Il Giorno", una cifra del genere poteva concidere con l'applicazione di un tasso di interesse del 2,8%. Ciò significa, pertanto, che i residui 10 anni di mutuo comporterebbero un esborso di 21800 euro di interessi.Con l'attuale situazione economica, le condizioni potrebbero cambiare notevolmente in caso di rinegoziazione o surroga con differente istituto di credito. Sui 137mila euro di capitale restanti (10 anni) si potrebbe scendere tranquillamente dal 2,8% di interessi fino allo 0,90%, senza considerare che vi sono già banche che applicano interessi allo 0,50%. A fronte dei 21800 euro di interessi che sarebbero rimasti in caso di permanenza alle condizioni contrattuali iniziali, si scenderebbe fino a soli 6600: ovvero un risparmio complessivo di 15200 euro che, spalmato in 10 anni, si traduce in 1520 euro in meno ogni 12 mesi. Un evidente risparmio per i mutuatari che si vengano a trovare in condizioni del genere. Con l'arrivo al governo dell'ex presidente della Bce, inoltre, secondo i borsisti, lo Spread è in ulteriore calo. >>

 Zaccheroni: "Ecco il grande errore del Milan. Ma occhio a come finì nel '99..." >>
Inserita il 24 Feb, 2021 7:36:09 AM
Il Milan di Stefano Pioli non sta vivendo un buon momento dal punto di vista dei risultati. La bruciante sconfitta subita nel derby contro l'Inter di Antonio Conte ha spedito i rossoneri a meno quattro dai cugini nerazzurri ma con ancora quindici giornate da disputare tutto è ancora in gioco per lo scudetto. Alberto Zaccheroni ex allenatore di Milan, Inter, Lazio, Udinese e commissario tecnico del Giappone crede nella possibilità che il Diavolo possa conquistare il tricolore. In esclusiva per ilgiornale.it, il tecnico di Meldola ha toccato diversi argomenti tra cui la lotta scudetto, la presenza di Ibrahimovic a Sanremo e molto altro ancora:Zaccheroni, si aspettava una sconfitta così netta da parte del Milan nel derby?"No, a dire il vero non me l'aspettavo anche se è evidente come questo non sia il momento migliore per il Milan. Ci poteva stare una vittoria dell'Inter perché ha l'organico migliore senza ombra di dubbio ma non così nettamente. I nerazzurri sono stati costruiti per recitare un ruolo da protagonista dato che la Juventus si è ringiovanita, ha cambiato molto e ha attraversato delle difficoltà. Tutti siamo partiti che questo doveva essere l'anno dell'Inter perché c'è voglia di vincere dopo anni difficili. Nessuno si aspettava che si potesse mettere di mezzo in maniera così prepotente il Milan che per mesi si è mantenuto su alti livelli e io penso che sia presto per dare per morti i rossoneri".Qual è stato il problema reale del Milan nel derby e nelle ultime partite perse?"Ripeto, ora tutti lo stanno demolendo il Milan, soprattutto a livello mediatico, ma penso che ancora oggi sia la squadra che darà maggiormente fastidio all'Inter, fino alla fine. L'errore nel derby e nelle precedenti sconfitte è stato uno solo: adattarsi al gioco dell'avversario. Guarda caso contro Juventus, Atalanta, Spezia e Inter sono arrivate quattro sconfitte quando il Milan non ha giocato come di consueto tenendo il pallino del gioco. I rossoneri sono abituati a giocare in 30 metri, giocano bene a calcio e non si possono permettere di recietare un altro copione perché lì sono dolori. Il Milan per me è la squadra che gioca meglio al calcio, è l'unica ad aver trovato veramente la quadra, non ha la qualità dell'Inter ma ha delle armi importanti al suo bagaglio da poter sfruttare e gioca bene. Nel derby appena ha alzato il baricentro, nel secondo tempo, ha messo un po' in difficoltà la squadra di Contee e questo vorrà dire qualcosa".Crede ad una rimonta come fece il suo Milan nel 1998-99?"Io penso che sia assolutamente possibile. Lei poi è andato sul mio Milan che ha fatto dell'atteggiamento un marchio di fabbrica. Io non ho mai detto ai miei giocatori di adattarsi all'avversario che dovevamo affrontare. Noi abbiamo sempre giocato con le nostre caratteristiche e abbiamo ottenuto un risultato importante in quella stagione. Tornando al Milan attuale, io non so cosa gli dica Pioli ai suoi giocatori ma io non sarei preoccupato ed elencherei solo quello di buono che hanno fatto nel derby e da >>

 "Il virus fu inatteso? Menzogne. Vi svelo le colpe dello Stato" >>
Inserita il 24 Feb, 2021 7:33:58 AM
Un anno dopo, e non "è cambiato nulla". O quasi. Il contagio "si diffonde in maniera incontrollata", il dolore brucia ancora come l'olio bollente sulla carne viva. Ma la rabbia ha ormai "lasciato il passo alla determinazione". Un anno fa Consuelo Locati perdeva il padre, scopriva il coronavirus, veniva investita dal nemico sconosciuto. Oggi combatte, denuncia, scava. È uno degli avvocati che difende le vittime bergamasche della pandemia, quelle storie raccontate nel Libro nero del coronavirus. Locati dopo 365 giorni chiede ancora "verità, trasparenza e assunzione di responsabilità" a quelle istituzioni, senza distinzioni politiche, che "non hanno fatto abbastanza" per salvare la vita di oltre 90mila persone.Avvocato, è già passato un anno..."Ci stiamo avvicinando ad anniversari per noi molto difficili da affrontare"Cosa si ricorda di quelle ore in cui suo padre è venuto a mancare?"Ricordo incredulità, impotenza. Non riuscivo a capire cosa stesse succedendo. A mio padre hanno tolto il casco cpap perché in ospedale non ne avevano abbastanza per tutti. Gli hanno somministrato morfina per accompagnarlo alla morte. E io l'ho scoperto solo dalla cartella clinica"Prova ancora rabbia?"No, non sono più arrabbiata. Il dolore, che non guarisce certo in un anno, si è trasformato nel desiderio di fare chiarezza"Sulla gestione dell'emergenza c'è ancora molto da raccontare, o sappiamo tutto?"In un anno abbiamo squarciato una fitta coltre di nebbia e di mancata trasparenza. Altro che verbali desecretati: se non ci fossimo stati noi legali e Robert Lingard, probabilmente molti dettagli oggi non sarebbero di dominio pubblico"Cito alcuni esempi: il piano pandemico non aggiornato, il report dell'Oms scomparso, il "piano anti covid" tenuto segreto."Sono tutti elementi che forniscono alcune risposte alle tante domande dei cittadini"Quali risposte?"Ci hanno fatto capire che l'Italia non era pronta ad affrontare l'emergenza: lo dicono ormai le numerose prove documentali"Partiamo dal piano pandemico. Venne scritto nel 2006, poi nessuno ha mai provveduto ad aggiornarlo."È così. Alla fine ci siamo trovati costretti a mettere delle toppe perché non avevamo nulla: ci mancavano i presidi minimi per affrontare il virus. Non esisteva una catena di comando, nessuno sapeva come attivarla, non avevamo la mappatura dei posti letto, i dpi, i reagenti e neppure un numero adeguato di laboratori per i tamponi. Nulla di nulla. Tutta colpa del mancato aggiornamento del piano"Chi sono i responsabili del disastro?"Al ministero ci sono dei tecnici deputati all'adeguamento dei piani pandemici. Nel corso degli anni, soprattutto a partire dal 2013, nessuno ha verificato se il documento fosse al passo con i tempi"Però anche se obsoleto, almeno c'era."Sì certo, peccato non lo abbiano neppure attivato"A febbraio dell'anno scorso il ministero e il Cts hanno prodotto un Piano nazionale anti-covid, poi tenuto secretato."È il tipico esempio di raffazzonamento: lo hanno prodotto quando era ormai troppo tardi. Mio chiedo: ma perché hanno iniziato a lavorarci solo a febbraio, quando l'alert dell'Oms risale agli inizi di gennaio?"Provi a rispondere lei stessa."So solo che all'interno di quel documento, che ho letto, ci sono un insieme di misure che l'Italia avrebbe dovuto avere già codificate da anni: trasmissione di dati, >>

 Stretta su carne rossa e salumi. "Così l'Ue aiuta le multinazionali" >>
Inserita il 23 Feb, 2021 9:32:53 AM
Carne rossa e insaccati finiscono nel mirino dell'Unione Europea come prodotti potenzialmente cancerogeni, con buona pace delle eccellenze del Made in Italy. L'ultimo attacco alla dieta mediterranea arriva dal piano europeo per sconfiggere il cancro. Un documento elaborato dalla Commissione Ue e presentato ad inizio febbraio, che punta ad abbattere l'incidenza dei tumori in Europa dichiarando guerra a tabacco, vino e carni rosse, considerate pericolose per la salute.Il teorema della Commissione si basa su un paper redatto dall'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell'Oms, che mette in relazione l'alimentazione a base di carne e insaccati con l'incidenza di diversi tipi di tumori. È sulla base di questo principio, quindi, che verrà intrapresa una "revisione della politica di promozione dei prodotti agricoli", "in linea con il passaggio ad una dieta più vegetale, con meno carne rossa e lavorata ed altri alimenti legati al rischio di cancro", con la proposta di "un'etichettatura nutrizionale armonizzata e obbligatoria sulla parte anteriore della confezione per permettere ai consumatori di fare scelte alimentari informate, sane e sostenibili".Ecco chi vuole dichiarare guerra alle bisteccheUna strategia che, però, secondo la Coldiretti rischia di mettere in crisi "interi comparti agroalimentari italiani, che fanno della qualità e della distintività la loro bandiera di sostenibilità". "Prima la Farm to Fork, poi il Nutriscore, ora il Cancer Plan, la strategia dell'Ue è chiara e rappresenta un attacco generico al nostro modo di fare agricoltura e alimentazione", dice senza mezzi termini Paolo Di Stefano, direttore dell'ufficio di Bruxelles della stessa associazione. "Sullo sfondo - attacca - ci sono gli interessi delle grandi multinazionali contrapposti a quelli dei piccoli produttori".L'Ue, in effetti, non è la sola ad aver dichiarato guerra alla "fiorentina". L'ultimo appello a passare completamente alla carne sintetica "per combattere la crisi climatica", ad esempio, è arrivato da Bill Gates. Un concetto che però non entra in testa a Luca Panichi, che alleva una cinquantina di vacche chianine bianche come la neve sulle colline vicino ad Umbertide, oasi rurale sull'Appennino umbro, in provincia di Perugia. "La biodiversità è il nostro tratto distintivo - ribatte - queste mucche rappresentano una delle cinque razze autoctone della loro specie e vengono allevate a ciclo chiuso: noi produciamo tutto in azienda e quindi inquiniamo zero".La protesta di produttori e allevatoriUn modello all'insegna della sostenibilità che, ci assicura, sta prendendo piede in molte zone d'Italia. "Non possono metterci in un unico calderone - protesta - e accomunarci ad altri Paesi che non rispettano regole stringenti come le nostre, ad esempio sugli antibiotici e sui farmaci da somministrare agli animali: noi siamo l'unica nazione dove, per capirci, i controlli veterinari dipendono dal ministero della Salute". "E poi - va avanti - dire che la carne è cancerogena tout-court è sbagliato, bisogna vedere in che quantità e come viene mangiata"."Sono disgustato da queste notizie", esordisce al telefono Gianenrico Spoldi, vice presidente di Coldiretti Cremona, allevatore di suini e produttore del tipico salame cremonese. "I nostri prodotti sono alla base di una dieta, quella mediterranea, conosciuta in tutto il >>

 Che rimpianti la super Inter... nazionale. Ma Conte ha già la sua tabella scudetto >>
Inserita il 23 Feb, 2021 7:53:14 AM
Gli altri, tutti in campo. Chi a giocare il posticipo, chi a preparare le Coppe. Loro, gl'interisti in fuga, a riposarsi. Ieri e oggi. Si ritroveranno domani ad Appiano Gentile, con 4 punti di vantaggio e dopo 2 giorni di break, che in questa fase dell'anno possono fare la differenza. Insomma, un enorme vantaggio, paradossale conseguenza diretta dell'unico vero flop di Conte. Per questo all'Inter conviene che Juventus e Milan, ma anche Roma e Lazio e Atalanta vadano il più avanti possibile in Europa. Il Napoli no: sempre visto con gli occhi di Conte, è meglio che a Gattuso non riesca la rimonta col Granada, sì che si possa finalmente recuperare Juventus-Napoli, per dare a Pirlo un impegno in più in questo già affollatissimo finale d'inverno (col Napoli eliminato, si potrebbe giocare il 17 marzo).Certo, resta il rimpianto per aver chiuso tanto in fretta l'avventura europea, arrivando troppo tardi alla quadratura del cerchio, che fa oggi dell'Inter la squadra migliore d'Italia. L'inserimento di Hakimi (utilizzato anche da ala e finito in panchina), le incertezze su Skriniar (di gran lunga il miglior difensore, eppure lasciato anche fuori squadra), l'insistenza iniziale su Kolarov e quella più lunga su Vidal, la cocciuta miopia su Eriksen sono errori che, se fossero stati corretti in tempo, avrebbero tenuto l'Inter anche in Champions League, perché in Europa può contare (almeno secondo le statistiche) su 2 attaccanti come Lukaku e Martinez.La propaganda che sempre accompagna chi vince, vuole che dietro l'inserimento di Eriksen ci sa un profondo e proficuo lavoro di Conte, mentre cronologicamente è più giusto ricordare come il danese sia entrato stabilmente in squadra solo quando s'è fatto male Vidal (mai momento fu più fortunato per l'Inter). Tra dicembre e gennaio, Marotta ha detto più volte in tv che Eriksen non era "un giocatore funzionale" e che perciò sarebbe stato venduto. Ma poiché nessuno l'ha comprato, Conte l'ha provarlo come vice Brozovic. Compreso nel derby di Coppa Italia, con la punizione-gol della svolta. E lì nemmeno un mese fa - la lunga spiegazione sul lavoro fatto per adattarlo regista. Oggi celebriamo invece Eriksen come mezzala di lotta e di governo, l'ultima invenzione di Conte.Chi vince scrive la storia e Conte ha vinto il derby. Fra 3 mesi sapremo se avrà vinto anche il quinto campionato in 7 anni, anche se calendario alla mano è possibile che l'enigma venga svelato in anticipo. L'Inter ha appena battuto Lazio e Milan. A inizio marzo ospiterà l'Atalanta, col suo carico di eurofatiche. Prima e dopo, solo partite con squadre di livello inferiore. Non già vinte, ma quasi. Giusto in fondo al campionato, Roma e Juventus. La speranza di Conte è che a metà maggio i giochi siano già chiusi, possibilità da non scartare. Sullo sfondo, resta la crisi della società, certo non mitigata dai post social del presidente Zhang. Servono soldi (almeno 40 milioni entro marzo), non like. >>

 Il principe William furioso: "Harry e Meghan hanno sfidato la Regina" >>
Inserita il 22 Feb, 2021 7:02:40 PM
Sappiamo poco dell'opinione del principe William sulla Megxit. Il duca di Cambridge, infatti, è sempre rimasto relativamente in disparte rispetto all'addio dei Sussex alla royal family. In questi mesi sono trapelate delle indiscrezioni che vorrebbero William contro le scelte di Harry e Meghan. Possiamo ricordare, per esempio, le dichiarazioni rassegnate del primogenito di Lady Diana, che a gennaio 2020 avrebbe ammesso: "Sono stato la spalla di mio fratello per tutta la vita. Ora non posso più farlo". I tabloid hanno rivelato anche che il principe William partecipò all'ormai celebre vertice di Sandringham, avvenuto sempre a gennaio dello scorso anno.Tuttavia non avrebbe preso le parti del fratello, al contrario. Si sarebbe perfino rifiutato di pranzare con lui. Nel suo libro "Battle of Brothers" il biografo reale Robert Lacey ha scritto: "La sovrana avrebbe voluto riunire la famiglia intorno a un tavolo già prima del meeting, in programma nel primo pomeriggio. William però ha comunicato che sarebbe arrivato a Sandringham dopo pranzo" perché "non sarebbe riuscito a sorridere"al principe Harry, "lo avrebbe trovato un gesto ipocrita", ha chiosato l'esperto.Ora la replica piccata di Harry e Meghan al comunicato ufficiale con cui la regina Elisabetta ha scritto la parola fine sulla Megxit, avrebbe spinto il principe William a rendere più evidenti le sue opinioni in merito. Secondo il Sunday Times il duca di Cambridge sarebbe "triste e scioccato" a causa del comportamento del fratello e della cognata nei confronti della Corona. La goccia che ha fatto traboccare il vaso e potrebbe creare una nuova frattura tra William e Harry sta proprio nelle dichiarazioni dei Sussex.Nel comunicato di Buckingham Palace la sovrana ha chiarito che Harry e sua moglie non possono essere dei reali a metà, ma la risposta di questi ultimi a questa dura realtà non ha rispettato le regole dell'aplomb britannico e tantomeno il protocollo. Soprattutto l'ultima frase suona come un'invettiva: "Tutti possiamo vivere una vita di servizio. Il servizio è universale". Tradotto in parole povere i Sussex avrebbero detto: facciamo ciò che vogliamo, la royal family non è necessaria ai nostri scopi e non ha l'esclusiva sui nostri progetti e sulle nostre vite. Il principe William sarebbe rimasto costernato da queste parole, al punto da definire la replica di Harry "petulante, irrispettosa, un insulto".Così ci raccontano le fonti reali. Non solo. Gli insider ci informano anche che per il duca di Cambridge quelle affermazioni"hanno creato inutilmente ulteriore tensione. Hanno sfidato la Regina". Addirittura qualcuno avrebbe visto William camminare nervosamente per i corridoi del Palazzo, sussurrando a denti stretti: "Non devi mancare di rispetto a tua nonna, Harry. Non si risponde così alla Regina". Se queste parole fossero vere, si riaprirebbe una guerra tra fratelli che, a ben vedere, non sarebbe mai finita del tutto.Stavolta il duca di Sussex ha davvero esagerato. La rabbia del principe William ha anche un'altra ragione, come sottolinea una fonte a Page Six: "Dopo l'addio del fratello alla royal family [William] sente su di sé molta più pressione. Il suo futuro è diverso proprio a causa delle >>

 Quando la scienza trascina il mondo nel suo lato oscuro >>
Inserita il 20 Feb, 2021 9:15:36 AM
La divinità estende le sue braccia, lunghe e molteplici, sul pianeta intero. Arriva ovunque, perfino nelle nostre menti. La divinità è inarrestabile, resistere al suo potere e al suo fascino è impossibile e, dall'illuminismo in poi, (quasi) nessuno osa mettere in dubbio che la divinità sia sacra, che la sua autorità sia assoluta. Eppure, la dea fa paura. La dea, la scienza, fa paura tanto quanto è indispensabile alle nostre vite; e fa paura perché, come la divinità dalle molteplici braccia, non porta soltanto al bene. A volte la scienza, le sue scoperte, l'utilizzo che ne viene fatto, trascinano verso il male, assoluto anche lui.Al cuore della dea c'è il buio, una oscurità che non è soltanto una suggestione, o un timore da umanisti romantici, o una resistenza da bigotti: è l'altro lato della nostra luna luminosa, che gli stessi scienziati hanno intravisto e, quando è successo, qualcosa è cambiato. Lo raccontano, in modi molto diversi, Benjamin Labatut e Naomi Oreskes: il primo è uno scrittore olandese che vive in Cile, la seconda è una professoressa di Harvard, dove insegna Storia della scienza e Scienze della Terra. Perché fidarsi della scienza? (Bollati Boringhieri, pagg. 194, euro 20) di Oreskes è un saggio, che si muove sul terreno della filosofia della scienza e dell'epistemologia e che nonostante, o forse proprio per via dei dubbi che semina, dà una risposta alla domanda del titolo; e la risposta è basata su una visione consensuale e collettiva della scienza, il che forse può sembrare poco, ma in realtà è moltissimo, se si pensa che la studiosa fa a pezzi il feticcio del metodo scientifico, mette in discussione l'autorità della scienza e l'ideale della sua purezza e neutralità e mostra una serie di errori compiuti, più o meno in buona fede, negli ultimi secoli, che sono la prova che anche l'esattezza può essere sbagliata (però, cosa importantissima, ce ne siamo accorti, o meglio, altri scienziati se ne sono accorti). Quando abbiamo smesso di capire il mondo (Adelphi, pagg. 180, euro 18) di Labatut è un romanzo, una "non fiction novel" dicono gli anglosassoni, in cui il lato oscuro è scandagliato a livello intimo, umano, e l'umanità di cui parla Labatut sono gli scienziati stessi. Si parte da un colore, il blu di Prussia: una tonalità magnifica, così magica da ricordare il misterioso hsbd iryt, il blu del cielo dei dipinti egizi, la cui formula andò perduta. All'inizio del Settecento, uno svizzero di nome Diesbach inventa nel suo laboratorio il blu di Prussia (anche se in realtà sta cercando il carminio), poi si fa fregare il business dal suo finanziatore, l'entomologo Frisch (le cui idee sulla coltivazione dei gelsi saranno riprese dai nazisti), ma ciò che è più importante è l'apporto del suo assistente, un certo Dippel, alchimista, proprietario del castello di Frankenstein a Darmstad, noto per la sua crudeltà e perversione nel sezionare e sperimentare su animali vivi e morti. Nella leggenda nera di Dippel emerge quell'oscurità che avvolge la scienza nel suo profondo: il >>

 Lo sbarco sulla Luna: la storia viene riscritta con For All Mankind >>
Inserita il 19 Feb, 2021 6:05:34 PM
Nel corso del 2019 anche il colosso della Apple, in un'ottica di espansione, ha fondato una piattaforma streaming a pagamento come contenitore di film, serie tv e documentari originali. Apple Tv+, questo è il suo nome, sulla falsariga di Netflix e Amazon Prime Video nel novembre di due anni fa ha lanciato For All Mankind. La serie tv a sfondo storico, che miscela fatti realmente accaduti alla finzione narrativa, fin dalla sua prima apparizione ha convinto pubblico e critica, tanto è vero che i vertici hanno deciso di realizzare anche una seconda stagione. I nuovi episodi, uno a settimana, sono disponibili dal 19 febbraio solo per gli abbonati alla piattaforma.Al timone del progetto televisivo c'è Ronald D. Moore, celebre sceneggiatore americano che in passato ha realizzato Battlestar Galactica e la saga di Outlander. Qui, in For All Mankind si cimenta in qualcosa di nuovo. Scrive una serie tv che miscela pagine di storia realmente accadute a un racconto di un gruppo di uomini, di donne e delle loro famiglie di fronte a cambiamenti politici, sociali e culturali di un mondo in continuo movimento.For All Mankind: di cosa parla la serie tvAmbientata negli anni '60, la serie racconta le fasi cruciali della corsa allo spazio, che in quel periodo aveva visto la Russia e l'America contendersi il primato. For All Mankind re-inventa il nostro stesso passato, immaginando un mondo assai diverso, in cui l'Unione Sovietica ha battuto gli Stati Uniti riuscendo a portare il primo uomo sulla Luna in una missione quasi impossibile. Sono gli anni della Guerra Fredda, il periodo in cui le due super-potenze cercavano di imporre il loro dominio in un mondo ancora dilaniato dal secondo conflitto mondiale. Per gli States questa è stata una grande sconfitta, ma gli scienziati della NASA non si arrendono di fronte alle avversità.Sono tanti gli ostacoli da superare e il tempo è tiranno. Sullo sfondo si animano le vicende personali e lavorative degli astronauti. L'intenzione è quella di esplorare il lato oscuro degli uomini che hanno fatto la storia. Molti dei personaggi, infatti, sono ispirati a personalità realmente esistite. Al centro della storia c'è Edward Baldwin (Joel Kinnaman), persona sicura di sé che non si arrende di fronte alle difficoltà, desideroso di diventare uno tra i primi a mettere piede sul suolo lunare. È sposato con Karen (Shantel Vansanten) una donna umile che è sempre dalla parte del marito. Senza dimenticare Michael Dorman (Gordo Stevens), amico e collega di Edward. É un pilota di aerei in cerca di successo, notorietà e del vero amore, anche se tradisce la moglie di continuo. E poi la serie rivolge uno sguardo anche mondo femminile, raccontando dell'ingegnere Margo Madison (Wren Schimdt), donna tenace che fatica a muoversi in una realtà popolata solo da uomini.La seconda stagione, rispetto alla prima, compie un passo avanti nel tempo e proietta la narrazione nel 1983, in un periodo in cui la tensione tra le due potenze era al limite. Con il dipartimento della Difesa che è stato militarizzato i protagonisti >>

 La minaccia Hohenzollern: "Berlino ci risarcisca o svuotiamo i suoi musei" >>
Inserita il 16 Feb, 2021 5:24:12 PM
Gli Hohenzollern potrebbero riprendersi tutto: terre, castelli e beni artistici oggi esposti nei musei di Berlino e del Brandeburgo. La minaccia non è un'ipotesi di scuola ma è stata messa nero su bianco da Jürgen Aretz, storico tedesco di scuola cattolica e già sottosegretario alla Cultura in forze alla Cdu nella piccola Turingia. Autore di oltre 200 pubblicazioni scientifiche di tema storico, Aretz ha riaperto una vecchia ferita in Germania con una lettera aperta indirizzata alle ministre delle Finanze e della Cultura del Brandeburgo, rispettivamente Katrin Lange e Manja Schüle, pubblicata dal berlinese Tagesspiegel."La storia della Prussia ha scritto non si estende solo ai confini degli odierni Länder di Brandeburgo e Berlino". Lo storico ha evidenziato come "senza dubbio", i beni già appartenuti alla casa imperiale degli Hohenzollern, oggi parte delle collezioni pubbliche dei Länder federali Berlino e Brandeburgo possano essere esposti "anche al di fuori" dei loro confini "in una cornice appropriata". Una minaccia da far tremare i polsi ai presidenti dei due Länder e, a scendere, ai responsabili dei musei e poi degli aeroporti, degli albergatori e di tutto l'indotto del turismo nella capitale tedesca. Quella di Aretz non è un'iniziativa personale: lo storico parla a nome della casa di Hohenzollern, oggi guidata dal principe Giorgio Federico di Prussia, discendente diretto dell'ultimo imperatore tedesco, il kaiser Guglielmo II. Il pretendente al trono dell'Impero tedesco ha un lungo contenzioso con le autorità della Repubblica federale tedesca, che sembra aver preso sul serio la minaccia del principe nato nel 1976.Il contenzioso è figlio a sua volta della divisione della Germania a seguito della Seconda guerra mondiale. Perché gli Hohenzollern e la Repubblica di Weimar avevano già trovato un accordo nel lontano 1926, stabilendo quali beni mobili e immobili sarebbero restati nelle mani della dinastia che aveva unificato la Germania, quali sarebbero diventati di proprietà dello Stato e quali pur formalmente di proprietà dell'ex casa reale sarebbero stati "prestati" per sempre al governo di Weimar e ai suoi musei. L'avvento della Ddr nel 1949 rimette tutto in discussione: il regime socialista governa su Berlino e sul Brandeburgo, che stanno agli Hohenzollern come Torino e il Piemonte stanno ai Savoia, castelli, terreni e beni mobili dell'antica casata prussiana sono nazionalizzati e messi a disposizione del popolo. La questione è rimasta congelata per 45 anni ma il crollo della Ddr e l'avvento della Repubblica federale fa ripartire una storia mai conclusa. Nel 1994 il Bundestag approva una legge per concedere ai cittadini il diritto di reclamare i beni sequestrati durante l'occupazione sovietica della Germania orientale: in questa categoria ricadono anche gli Hohenzollern. Dalla restituzione o dal risarcimento sono però esclusi coloro che abbiano "aiutato sostanzialmente" il regime nazista. Il caveat non aiuta la casa reale e imperiale che, al pari di larga parte dell'aristocrazia tedesca, si era macchiata di intelligenza con i nazisti: non tanto per tornare sui troni persi per sempre ma per recuperare soprattutto le terre nazionalizzate dal governo di Weimar e per fermare l'avanzata dei comunisti. Fra i più entusiasti >>

 Troppe app di chat sul telefono? Basta raggrupparle: ecco come >>
Inserita il 16 Feb, 2021 7:57:55 AM
Troppe app di chat sul telefono? Ora arriva la soluzione. Beeper, software in grado di raggruppare in un'unica interfaccia i servizi di messaggistica più noti, promette di mettere in ordine nei nostri smartphone e nelle nostre teste.Sono ormai moltissime infatti le app che ci permettono di scambiare messaggi via chat privata con amici e conoscenti. Oltre a quelle nate appositamente per questo scopo, anche altre piattaforme - come i social network - permettono di avviare conversazioni non pubbliche. Un esempio è la funzione Direct di Instagram. Il proliferare di spazi di interazione diretta ha fatto così aumentare il numero di notifiche ricevute dagli utenti più attivi. Senza contare che molte persone potrebbero essere ancora alla ricerca della propria nuova piattaforma di riferimento, dopo la fuga da Whatsapp.Beeper punta a rendere più agevole la gestione delle comunicazioni aperte su più fronti. L'idea è di una personalità già nota nel mondo tech. Si tratta di Eric Migicovsky, fondatore del marchio di smartwatch Pebble. Dopo due anni di lavoro, è arrivato il lancio di questa app di messaggistica universale, basata sul protocollo open source Matrix, che permette di riunire nello stesso ambiente fino a 15 sistemi di messaggistica diversi tra Whatsapp, Facebook Messenger, iMessage, Android Messages, Telegram, Twitter, Slack, Hangouts, Instagram, Skype, Irc, Matrix, Discord, Signal e lo stesso Beeper.Le chat con gli amici e quelle avviate per motivi professionali (come su Slack) sono così a portata di mano senza premere ogni singola icona. Un bel risparmio di tempo e un aiuto per la memoria. Il servizio è a pagamento e costa 10 dollari al mese (poco più di 8 euro). Essendo il sistema ancora in fase beta, il software al momento non è scaricabile dai tradizionali app store. È possibile averlo solo su invito, dopo avere compilato un form di richiesta sul sito ufficiale di Beeper. Funziona su tutti i principali sistemi operativi: MacOS, iOS, Windows, ‍Android e Linux. Il protocollo Matrix permette di creare dei "bridge", dei ponti, tra Beeper e gli alti servizi di messaggistica attraverso i quali le comunicazioni vengono trasmesse tra mittente e destinatario.Non si tratta del primo tentativo di creare una soluzione universale. È, tuttavia, la prima volta che tra le piattaforme di chat viene inclusa anche iMessage. Nessuno era ancora riuscito a renderla disponibile al di fuori dell'ecosistema Apple. Beeper ce l'ha fatta, ma con un paio di espedienti. Il più curioso prevede l'invio ai suoi utenti che usano Windows, Android o Linux di un iPhone 4s con jailbreak - cioè senza le restrizioni software imposte da Apple - da usare come ponte. Non è ancora chiaro se lo smartphone sarà compreso nell'abbonamento. In alternativa, è necessario un Mac personale su cui appoggiarsi. La pratica dei "telefoni modificati" potrebbe far storcere il naso all'azienda di Cupertino. Ma Migicovsky non è preoccupato: "Considerando l'attuale desiderio di libertà nell'inviare messaggi, penso sarebbe folle per Apple iniziare una battaglia contro i propri utenti". >>

 ?Wonder Woman 1984?, un sequel deludente perché mai incisivo >>
Inserita il 13 Feb, 2021 12:36:11 PM
Wonder Woman 1984, il sequel del cinecomic di quattro anni fa, è diretto nuovamente da Patty Jenkins e arriva finalmente anche in Italia. Senza ricostruire il percorso accidentato, causa pandemia, che ha portato il film a uscire oltreoceano per le festività natalizie dopo innumerevoli rimandi, diciamo subito che si tratta di un titolo destinato a interrompere la prolungata astinenza cinematografica dei fan del genere ma non a soddisfarli.Il live action del 2017, origin story ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale, vide la Jenkins essere la prima donna a dirigere un cinecomic (il più alto incasso di sempre per un lungometraggio diretto da una regista). Il nuovo film, che la ritrova anche sceneggiatrice insieme a Geoff Johns e Dave Callaham, sposta l'ambientazione temporale agli anni Ottanta e l'attenzione su Diane Prince, la versione in incognito dietro cui si cela la nostra regina delle amazzoni.Wonder Woman (Gal Gadot), nell'anno del titolo, continua a sventare crimini e ad aiutare il prossimo ma, nel quotidiano, si mimetizza lavorando come archeologa al Smithsonian Museum di Washington. Fa una vita molto ritirata, essendo ancora fedele al ricordo del compianto Steve (Chris Pine), suo amato pilota scomparso decenni prima, ed è molto ammirata, soprattutto dalla nuova collega, l'impacciata Barbara Minerva (Kristen Wiig). Quando le due si imbattono in un antico artefatto con un'iscrizione che lo qualifica come pietra in grado di esaudire i desideri, non possono fare a meno di pensare a come la loro vita sarebbe migliore se l'una riavesse il defunto amore e l'altra avesse la bellezza, la sicurezza e i talenti dell'amica. Si trovano esaudite proprio mentre la pietra finisce nelle mani sbagliate, ovvero in quelle di Max Lord (Pedro Pascal), un uomo d'affari senza scrupoli al punto da diventare una minaccia per l'intera umanità.Paradossalmente il momento più avvincente del film coincide con il prologo, la sequenza adrenalinica in cui la protagonista è ancora una bambina nella terra delle amazzoni e partecipa a una sorta di "giochi senza frontiere" alla cui conclusione è enunciato il monito che ci accompagnerà durante tutto il film: dalle scorciatoie non viene nulla di buono.A seguire, tutto prende i colori e le fattezze (anche troppo caricaturali) dei magnifici Eighties, intesi come si sono cristallizzati nell'immaginario collettivo. Quel decennio, però, è già stato ampliamente saccheggiato di recente da così tanti film e serie tv da volgere l'effetto nostalgia in rischio di saturazione. Detto questo, è indubbio che l'epoca qui non sia una mera scelta stilistica, ma corrisponda alla volontà di risalire alle origini dell'edonismo e della sete di successo che ancora oggi caratterizzano i nostri tempi.Il rampantismo da juppies è incarnato dal villain maschile, mentre l'ossessione per l'avvenenza fisica da quello femminile. Passare in rassegna gli stereotipi radicatisi in quegli anni, però, è cosa diversa dal vivificarli fino alla macchietta, raffigurando tutti gli uomini come potenziali predatori e suddividendo le donne tra chi brama di avere avance e chi sa loro tenere testa.Il film suggerisce come avidità, egoismo e potere siano la triade venerata da chi fa dell'individualismo e della >>

 "Come la vita può cambiare in un secondo?". Nek rompe il silenzio >>
Inserita il 10 Feb, 2021 9:43:26 AM
Era il mese di novembre quando Nek è dovuto correre in ospedale per un'operazione d'urgenza alla mano. Il cantante ha fatto preoccupare i fan pubblicando, sul suo profilo Instagram, una foto in cui era disteso in un letto con la flebo attaccata al braccio. A causa di un incidente domestico, Nek ha dovuto subire un difficile intervento per evitare che potesse perdere l'uso della mano. Dopo due mesi di silenzio e una lunga riabilitazione, l'incubo è finito. Nek è tornato a sorridere e, sempre sui social, ha postato una foto in cui racconta come ha vissuto il decorso post-operatorio.Il cantante ha mostrato le cicatrici sulla mano e ha condiviso con i suoi follower una lunga riflessione sulla vita e il valore di ogni singolo giorno. Il post subito è diventato virale e in molti hanno augurato a Nek una pronta guarigione, auspicando che possa tornare quanto prima a cantare e a suonare la chitarra. "Ecco la mia mano oggi. La sento reagire. La sento lievemente risvegliarsi come da un lungo letargo - scrive -. È come se rinascessi di nuovo. Queste cicatrici sono dolorose, ma ogni giorno mi ricordano quanto tutto possa cambiare in un solo secondo. E quest'anno lo ha ricordato a molte persone, purtroppo. Pianifichiamo, progettiamo sicuri nel nostro cammino. Poi qualcosa di inaspettato, come un pugno nello stomaco, trasforma tutto. Sì, continuerò a pianificare e a progettare ma da ora in poi tenterò di vivere ogni giorno come se fosse il primo".Il cantante si rivela, si mette a nudo e racconta l'esperienza che ha vissuto. Un momento che lo ha segnato profondamente, che non gli ha fatto perdere la gioia di vivere e il desiderio di tornare a riallacciare i nodi della sua esistenza. Il peggio è passato, ma l'intervento che Nek ha subito è stato lungo e difficile. È durato undici ore. Tutte le dita erano danneggiate, in particolare l'anulare e il medio, ma i medici sono riusciti a salvare tutte le funzionalità. E dopo l'intervento, il percorso di riabilitazione non è stato facile dato che ha dovuto lavorare molto per riprendere la funzionalità della mano. È stata dura, ma alla fine, è riuscito ad affrontare anche questa sfida. Si spera in meglio, e fan si uniscono in un caldo abbraccio virtuale. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Nek Filippo Neviani (@nekfilipponeviani) >>

 Maria Elena Boschi dichiara il suo amore per Giulio Berruti >>
Inserita il 08 Feb, 2021 1:47:15 PM
Non teme critiche Maria Elena Boschi che ospite a Live non è la d'Urso ha parlato a lunga di politica ma anche di argomenti più leggeri, come del suo amore per l'attore Giulio Berruti. Una coppia che era stata accolta da tutti in maniera molto insolita e che era uscita allo scoperto solo grazie ai numerosi servizi fotografici che ritraevano i due felici durante cene a lume di candela o gite al mare sulla moto di lui.E se fino a poco tempo fa aveva mantenuto il più stretto riserbo ora invece non teme critiche nel parlarne. "Sono innamorata, Giulio è dolce e c'è sempre", ha raccontato a Barbara d'Urso. Così tra l'idea che ha sui vaccini e quella sull'avvento di Mario Draghi ha anche soddisfatto la curiosità di molti sulla sua vita privata."E' confortante sapere che qualsiasi cosa succeda torni a casa la sera e lui c'è". Una frase che ha confermato anche il fatto che i due vivono ormai stabilmente insieme. In molti hanno visto in queste esternazioni inaspettate un vero e proprio gesto d'amore nei confronti del suo compagno. Forse un preludio a qualcosa di più strutturato e stabile come potrebbe essere il matrimonio?Sono in molti a pensarlo e anche a scriverlo sui social visto che per lunghi anni Maria Elena aveva dichiarato di aver sacrificato la sua vita per la carriera. Ovviamente da ex ministro ha dato anche il suo parere sulla situazione politica: "Italia Viva vuole un governo composto di persone che sanno quello che fanno, sanno dove mettere le mani, perché non possiamo perdere tempo, ci servono persone competenti. Il ministro dello Sport Spadafora ha detto 'dopo 17 mesi al governo ho capito cosa è lo sport', mi piacerebbe avere ministri che sanno quello che fanno prima ancora di entrarci in quel ministero. Il futuro del commissario Domenico Arcuri? Lo vedrà il governo".Un pensiero anche per Mario Draghi: "Mi auguro che il governo Draghi inizi il prima possibile. Sarà una vittoria per l'Italia. E un po' è stata anche una nostra vittoria. Andava fatto per il Paese". >>

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