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Notizie Milano 24 ore

 Altra fuga di immigrati: bloccati con elicotteri. In Sicilia è il Far West >>
Inserita il 09 Aug, 2020 6:53:02 PM
Situazione sempre più tesa in Sicilia, dove si sono dati alla fuga sette tunisini che sono riusciti ad allontanarsi da un centro di accoglienza di Isnello, nel palermitano. Tre sono stati rintracciati e ricondotti nella struttura che li sta ospitando, il resto dei migranti fuggiti è oggetto di una ricerca senza sosta. Si tratta di una zona isolata, con una strada provinciale di collegamento tra la zona sciistica di piano Battaglia e i paesi delle Madonie. Eppure, le ricerche sono scattate immediatamente. Sul luogo sono arrivati gli uomini della polizia, i carabinieri, i vigili del fuoco, i forestali e le squadre della protezione civile. Si è levato in volo anche un elicottero per monitorare dall'alto la zona. Il velivolo infatti, sta battendo la campagna per vedere se i migranti hanno trovato una zona dove ripararsi. La notizia arriva dopo le continue fughe dai centri di accoglienza: ieri 58 migranti sono scappati dall'hotspot di Messina, altri 54 sono fuggiti dall'hotspot di Pozzallo. Alcuni sono stati rintracciati e sono stati ricondotti al centro. Ancora ricerche in corso per rintracciare, invece, i migranti che si sono allontanati dileguandosi tra le campagne e la zona industriale di Pozzallo nel ragusano.Il senatore della Lega Stefano Candiani, segretario regionale in Sicilia è stato durissimo contro la politica migratoria nazionale. "Con i tunisini scappati stamane dal centro di accoglienza di Isnello, in provincia di Palermo, si ingrossa ancora di più l'inaccettabile elenco di immigrati, quasi sempre positivi al coronavirus, che fuggono dai centri predisposti alla loro sorveglianza in Sicilia. Pozzallo, Lampedusa, Siculiana, Messina, Palermo, Porto Empedocle, Caltanissetta, Partinico: ecco i nomi del fallimento della Lamorgese, del suo lassismo e della sua incapace gestione del fenomeno che costringe polizia e carabinieri deputati al controllo dei migranti posti in quarantena a veri e propri salti mortali". Alessandro Anello, commissario Lega a Palermo rincara la dose. "Lamorgese si renda conto che senza un consistente aumento degli organici delle Forze dell'Ordine, la sorveglianza dei migranti clandestini obbligati alla quarantena è praticamente aleatoria e di facciata. Questo governo Pd-5Stelle amico e complice di ong e scafisti, è un calcio negli stinchi agli sforzi e ai sacrifici dei siciliani e degli italiani obbligati in quarantena per mesi da Conte. Lamorgese e il governo Conte si stanno rendendo responsabili di creare una nuova ondata di contagi da Covid19 e di questo dovranno rispondere", concludono i due leghisti che puntano il dito contro l'altissimo numero di fughe dai centri di accoglienza.Intanto il governatore Nello Musumeci prende le misure e nella nuova ordinanza anti covid, sottoscritta per limitare il contagio, ha inserito un articolo dell'ordinanza dedicato solo all'emergenza migranti. Niente tendopoli per ospitare i migranti e in caso di altre strutture individuate dal governo centrale serve la preventiva idoneità della locale Asp. La dura misura tiene conto dell'elevata incidenza dei soggetti positivi al Coronavirus tra le persone sbarcate nel territorio siciliano che è determinata, in larga parte, dalla promiscuità dei luoghi di partenza e di accoglienza, con l'effetto di un rapporto proporzionale assai superiore alla media >>

 I furbetti dei 600 euro appartengono a Lega, M5S e Italia Viva >>
Inserita il 09 Aug, 2020 6:19:27 PM
I furbetti non hanno ancora un nome. Ma hanno un colore politico ben definito. Lo scoop di Repubblica ha terremotato questa domenica di agosto. Cinque deputati avrebbero chiesto e ottenuto dall'Inps il bonus da 600 euro, varato dal governo giallorosso per sostenere il reddito di autonomi e partite Iva in difficoltà durante la crisi del coronavirus.Stando sempre a Repubblica ora questi parlamentari hanno un'appartenenza politica. Si tratta di diversi partiti di maggioranza e opposizione: tre sarebbero della Lega, uno del Movimento 5 Stelle e uno di Italia Viva. Inoltre, nella vicenda sarebbero coinvolti anche duemila tra assessori regionali, consiglieri regionali e comunali, governatori e sindaci.Per quanto riguarda i deputati leghisti coinvolti, è stato lo stesso Matteo Salvini a stroncare il gesto. Diretto, il leader del Carroccio, ha condannato il comportamento dei deputati e ha accusato l'Inps: "Che un parlamentare chieda i 600 euro destinati alle partite Iva in difficoltà è una vergogna. Che un decreto del governo lo permetta è una vergogna - attacca Salvini - ma che l'Inps abbia dato quei soldi è una vergogna. In qualunque Paese al mondo, tutti costoro si dimetterebbero".Dure anche le parole della presidente di Fratelli D'Italia, Giorgia Meloni. Ha definito la vicenda uno squallore. E poi ha aggiunto: "Una brutta storia di deputati avidi e governo incompetente sulla quale pretendiamo massima chiarezza. Intanto, visto che l'Inps non fa i nomi per questione di privacy, invito ogni parlamentare a dichiarare '#Bonus Inps io no!'. In modo che i nomi emergano lo stesso, per esclusione".A intervenire sul caso è anche il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che su Facebook ha scritto: "Oggi la Repubblica parla di 5 Parlamentari, di 5 poveri furbetti che durante la pandemia hanno avuto il coraggio di avanzare richiesta allo Stato per avere il bonus di 600 euro riservato ai lavoratori autonomi e alle partite iva in difficoltà. Evidentemente non gli bastavano i quasi 13mila euro netti di stipendio al mese, non gli bastavano tutti i benefit e privilegi di cui già godono. È vergognoso. È davvero indecente".Poi ha aggiunto:"Questa pandemia ha fatto danni economici senza precedenti. Ci sono state persone che hanno perso il lavoro, aziende che hanno visto il proprio fatturato scendere in maniera drastica, attività che hanno chiuso senza più riaprire. E questi 5 personaggi invece di rispondere al popolo che li ha eletti hanno ben pensato di approfittarne - prosegue Di Maio - i nomi di queste 5 persone sono coperti dalla legge sulla privacy. Bene, siano loro ad avere il coraggio di uscire allo scoperto. Chiedano scusa agli italiani, restituiscano i soldi e si dimettano, se in corpo gli è rimasto ancora un briciolo di pudore. Non importa di quale forza politica siano espressione. Mi auguro che anche le altre forze politiche la vedano come noi".Anche il presidente della Camera, Roberto Fico, ha condannato il comportamento dei cinque furbetti: "È una vergogna che cinque parlamentari abbiano usufruito del bonus per le partite Iva. Questi deputati chiedano scusa e restituiscano quanto percepito. È una questione di >>

 Flavio Briatore "respinge" la Gismondo: "Non lascia una lira, non dà lavoro a nessuno" >>
Inserita il 09 Aug, 2020 5:24:48 PM
Flavio Briatore è un fiume in piena nel rispondere alle dichiarazioni rilasciate da Maria Rita Gismondo, uno dei medici che abbiamo imparato a conoscere meglio durante i mesi di quarantena grazie ai suoi interventi in tv e sui media. Nei giorni più bui del coronavirus, la professoressa Gismondo era in prima linea come virologa all'ospedale Sacco, uno degli hub italiani per i malati di Covid. Terminata la stringente emergenza anche lei ha deciso di dedicare qualche giorno alle ferie e così ha fatto scalo nella meta vacanziera più cool per le vacanze estive in Italia, la mondanissima Porto Cervo.Qui, Maria Rita Gismondo è proprietaria di un appartamento nell'iconica piazzetta della frazione di Arzachena ma prende le distanza dagli ambienti più esclusivi della località. "Sono schiva, mi vanto di non essere mai stata al Billionaire. Faccio una vacanza semplice: mi sono portata solo due magliette e un paio di jeans e cucino da sola la pasta alla norma e la parmigiana. Niente vita mondana", ha detto a Il Fatto Quotidiano. La virologa prende le distanze da un certo status vacanziero tipico della Costa Smeralda, che è diventata famosa nel mondo proprio per la bellezza delle sue località unita allo scintillio della sua vita notturna. Nel corso dell'intervista ha raccontato di essere stata riconosciuta all'imbarco del traghetto di Genova, tanto da ricevere l'imbarco prioritario. Un'accortezza che l'avrebbe messa in imbarazzo. Prima di partire si è sottoposta al tampone e ha sempre con sé la mascherina, perché "siamo personaggi pubblici, dobbiamo dare il buon esempio".Questa intervista non è piaciuta a Flavio Briatore, che in quanto patron del Billionaire si è sentito chiamato in causa dalle affermazioni di Maria Rita Gismondo. "Io mi vanto del fatto che una così non è mai entrata al Billionaire", ha detto l'imprenditore dopo aver riposto ai suoi follower le parole della virologa. "In pratica questa qui non lascia una lira a nessuno. Era meglio se restava a casa e non veniva in Sardegna. Cucina da sola, fa tutto da sola. Dà lavoro a zero persone e non va nei ristoranti, per cui Gismondo stattene a casa", continua Flavio Briatore mentre prosegue nel commento all'intervista della virologa: "Ma chi riconosce la Gismondo, ma chi ti fila? Dici che sei un personaggio pubblico? Ma va là! Voi avete terrorizzato l'Italia, tu sei una di quelle che ha terrorizzato l'Italia e al Sacco eravate in due, uno contro l'altro".Il video prosegue con Briatore che mette in discussione il racconto del traghetto della virologa: "Sei una paracula...". Flavio Briatore conclude il video con alcune sue considerazioni sulla virologa: "Guarda, al Billionaire non sei mai venuta ma diamo lavoro a 180 persone. Tu dai lavoro a 0. Quando vai in televisione magari ti fai anche dare i soldi per l'appears, ma gente come te non la vogliamo. È proprio la gente che in Sardegna non vogliamo, perché non dai soldi a nessuno, non consumi niente. Gismondo, non sei la cliente per noi e non sei la cliente per nessuno". >>

 "Io, Tardelli e il Covid tra famiglie allargate e l'amore dopo i 50" >>
Inserita il 09 Aug, 2020 5:11:49 PM
Lei si fa chiamare "straccio felice". E lui l'ha soprannominato "triglia innamorata". A vederla in tv, con quel piglio deciso, quell'aspetto imponente, quella parlantina inarrestabile, non ci si immaginerebbe mai una Myrta Merlino trasognata, persa nelle nuvole di cuoricini. La sua "triglia", si sa, non è uno qualsiasi, ma Marco Tardelli, il campione simbolo dei Mondiali dell'82, (il suo urlo è tra le immagini iconiche della storia del calcio), poi allenatore, commentatore e tanto altro ancora. Si sono messi insieme 4 anni fa. E a 51 anni (lei) e 65 (lui) continuano ad amarsi come due diciottenni, a fuggire insieme per weekend romantici, a girare con il vespino rosso, addirittura a festeggiare San Valentino. O a gustarsi il tramonto abbracciati in riva al mare, come si stanno concedendo ora a Pantelleria. Ma non pensate che la passione l'abbia sedata o rammollita: a settembre è pronta a tornare con la sua grinta alla guida de L'aria che tira su La7, per un autunno più complicato che mai.Dunque, Myrta, per un momento accantoniamo politica ed economia: quanto ti ha cambiata la relazione con Tardelli?"Molto. Lui mi ha permesso di abbassare le difese, di lasciarmi andare. Ho passato gran parte della mia vita a correre, studiare, lavorare, costruirmi una carriera, fare la moglie e la madre. Ho avuto due gemelli (Pietro e Giulio, 23 anni) quando ero molto giovane. Con lui mi sono fermata, tranquillizzata e mi sono ripresa quello che non ho potuto avere a vent'anni".Forse è più facile quando si è raggiunta una certa maturità"Certo. Lui è una persone risolta. E pure io. Mi è capitato di incontrare uomini che facevano fatica a stare con una donna ingombrante come me, che ha un ruolo pubblico, che si comporta da capofamiglia. Invece tra noi questo problema non esiste, non c'è rivalità. Mi ha addolcita, mi accetta per quella che sono, con lui posso essere me stessa, Myrta e basta".Ma da dove viene il nomignolo "straccio felice", non proprio romantico?"Che ridere Nei primi tempi, era il 2016, ci incontravamo di notte, verso l'una e trenta, quando lui finiva di partecipare ai programmi sugli Europei, io invece mi dovevo alzare alle 7 per andare in studio. E lui mi diceva: "Amore sei uno straccio Invece a dare il soprannome a lui è stata una mia amica: la prima sera che ci ha visti insieme mi ha detto: Ha proprio gli occhi da triglia innamorata".All'inizio è stato difficile"Due persone famose, cinque figli (tre miei e due di Marco) da preservare, relazioni precedenti di cui tenere conto: non volevamo nasconderci, ma tenere tutto sotto traccia, per cui ci sono rimasta male quando si sono scatenati i giornali scandalistici. Ora siamo una grande famiglia allargata. Comunque, per Marco non è stato difficile conquistare il cuore dei miei due gemelli, tifosi sfegatati, benché romanisti Stella Pende, madre di Nicola, secondogenito di Marco, e mia cara amica, ricorda che quando stava con lei non era così dolce, dice che ora è diventato un agnellino".Durante il lockdown vi incontravate al >>

 Case, auto, ristoranti, reddito d'emergenza. Come avere i bonus. Ma i fondi sono finiti >>
Inserita il 09 Aug, 2020 5:00:04 PM
Una miriade di bonus, indennità e rimborsi nella quale districarsi. Poco meno della metà del decreto Agosto è, infatti, dedicata (come pure i precedenti dl emergenziali) agli interventi a pioggia che, tuttavia, rischiano di creare confusione tra i potenziali beneficiari. Proviamo, quindi, a fare un po' di ordine.SUPERBONUS AL 110%Il dl Agosto ha agevolato l'acceso allo sgravio del 110% sulle spese per le ristrutturazioni finalizzate all'efficienza energetica e agli interventi antisismici previsti dal dl Rilancio. In particolare, per quanto riguarda i condomini tali operazioni potranno essere approvate a maggioranza dall'assemblea, purché i voti rappresentino almeno un terzo del valore dell'edificio. Dunque, per gli interventi effettuati dal primo luglio 2020 al 31 dicembre 2021 basterà la maggioranza semplice. L'agevolazione si applica anche a: prime case, seconde case, ville unifamiliari, case popolari, immobili di organizzazioni non profit e di associazioni sportive dilettantistiche. La detrazione varia dal 65 al 110% e, oltre a poter essere usufruita nell'arco di 5 anni in dichiarazione dei redditi, può essere immediatamente "monetizzata" sia tramite un intermediario finanziario che tramite l'esecutore dei lavori. Anche familiari e conviventi del possessore dell'immobile potranno usufruire dello sconto purché attestino di aver sostenuto le spese.ECOBONUS AUTODal primo agosto al 31 dicembre 2020 se si rottama un veicolo con almeno dieci anni di vita, viene riconosciuto uno sconto di 2mila euro per l'acquisto di una vettura elettrica o ibrida con emissioni da 0 a 60 grammi di CO2/chilometro e di 1.750 euro per le auto con emissioni da 61 a 110 grammi/chilometro. A questi si aggiunge un contributo di pari importo da parte del concessionario per un totale di 4mila e di 3.500 euro rispettivamente. Se non si rottama, il contributo si dimezza.BONUS STAGIONALIPer i mesi di giugno e luglio 2020 è riconosciuta una indennità onnicomprensiva di 1.000 euro per i lavoratori stagionali del turismo, del settore termale, dello spettacolo e alle partite Iva non iscritte a casse previdenziali (queste con reddito 2019 inferiore a 5mila euro) che abbiano perso il lavoro dopo il 17 marzo 2020 e non abbiano avuto accesso alla Naspi o ad altre indennità. La provvidenza è erogata dall'Inps nel limite di 680 milioni di euro. Dunque, chi volesse richiederla deve affrettarsi non appena il decreto sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale.FONDO CASALINGHEIl decreto Agosto istituisce un Fondo per la formazione delle casalinghe da 3 milioni l'anno a partire dal 2020. I criteri e le modalità di riparto del fondo, precisa il testo, saranno definite con un decreto del ministro per le Pari opportunità e la famiglia da emanarsi entro il 31 dicembre 2020. Le donne, dunque, dovranno attendere il provvedimento della ministra Bonetti.BONUS RISTORANTIDi certo c'è solo l'ammontare di 600 milioni di euro. È un contributo a fondo perduto istituito dal ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, per i ristoranti che hanno subito un cospicuo calo di fatturato e che certifichino l'acquisto di prodotti agroalimentari di filiera al 100% made in Italy.REMI lavoratori atipici (in buona parte irregolari) potranno fare entro il 15 ottobre richiesta per una nuova tranche >>

 Ladri in casa di Facchinetti: "Se minacci la la vita della mia famiglia io ti faccio fuori" >>
Inserita il 09 Aug, 2020 4:39:27 PM
Francesco Facchinetti è il protagonista della docuserie The Facchinettis, un esperimento nuovo nel nostro Paese, nel quale si racconta la vita quotidiana della famiglia dell'ex Dj Francesco insieme a sua moglie Wilma Faissol e i loro bambini. In questi giorni vanno in onda su Real Time le puntate inedite e in quella che verrà trasmessa questa sera ci sarà uno degli eventi più traumatici vissuti da Francesco Facchinetti negli ultimi mesi. Durante i mesi di produzione della docuserie, infatti, nella splendida villa dell'imprenditore a Mariano Comense ha fatto irruzione un topo d'appartamento, ripreso dalle telecamere di sorveglianza. È lo stesso Francesco Facchinetti a raccontare quello spiacevole episodio e la sua reazione nel veder violata la sua abitazione in piena notte, quando sia lui che sia moglie e i bambini, erano in casa e addormentati. "Ieri purtroppo ci sono entrati i ladri in casa", racconta l'imprenditore nella clip che andrà in onda stasera, registrata il giorno dopo l'evento. Nella bellissima casa in provincia di Como del figlio di Roberto Facchinetti è stata realizzata una panic room ed è lì che sono andati a rifugiarsi quando hanno sentito i rumori provenire dal salotto dell'abitazione. Nelle immagini si vede un uomo che, armato di torcia elettrica, esplora l'ambiente alla ricerca di qualcosa da rubare.La casa di Facchinetti è dotata di un impianto di videosorveglianza di ultima generazione con telecamere dislocate in modo tale da riprendere qualsiasi angolo di ogni stanza. Nello stacco successivo, infatti, ecco che viene inquadrato Francesco che, nella panic room, carica due pistole. "Quando ero giù e avevo in mano un'arma, ho cercato di darne una anche a mia moglie", spiega l'imprenditore, che come si vede nelle immagini insiste affinché Wilma la prenda. "Non mi vergogno di voler difendere le persone che amo a ogni costo", scrive Francesco Facchinetti in sovraimpressione nei video pubblicati sulle storie di Instagram."Per chi non ha mai sparato, prendere un'arma in mano non è una cosa semplice", continua a spiegare l'ex compagno di Alessia Marcuzzi, che sempre nelle storie specifica di non approvare il Far West, "ma se minacci la vita della mia famiglia io ti faccio fuori". Nella storia successiva, Francesco Facchinetti spiega in modo più approfondito questo concetto e il suo punto di vista, perché "se il ladro entra in casa tua per rubare una tv, lui sta determinando che la sua vita vale quanto la tv. Lui sta rischiando la sua vita per rubare la tv". >>

 Schiaffi dalla Sicilia per Conte: scatta blocco per le tendopoli >>
Inserita il 09 Aug, 2020 4:04:31 PM
Detto, fatto. L'aumento della curva dei contagi ha indotto il governatore Nello Musumeci a porre rimedio. II numero uno di palazzo d'Orleans ha firmato di suo pugno una nuova ordinanza che limita le libertà fin qui concesse ai cittadini, ma pone anche nuove restrizioni su chi sbarca in Sicilia e in generale sui migranti.Un articolo specifico dell'ordinanza è dedicato all'emergenza migranti. Niente tendopoli per ospitare i migranti e in caso di altre strutture individuate dal governo centrale serve la preventiva idoneità dell'Asp provinciale. "La dura misura tiene conto dell'elevata incidenza dei soggetti positivi al coronavirus tra le persone sbarcate nel territorio siciliano che è determinata, in larga parte, dalla promiscuità dei luoghi di partenza e di accoglienza, con l'effetto di un rapporto proporzionale assai superiore alla media regionale tra il numero complessivo dei soggetti interessati e quelli risultati positivi", si legge nell'ordinanza. Nelle more dell'eventuale sottoscrizione di un protocollo di sicurezza sanitaria tra il ministero dell'Interno e la presidenza della Regione Siciliana, chiesto più volte dallo stesso governatore, nell'ordinanza appena emanata viene disposto obbligo del tampone su ogni migrante sbarcato. La nuova ordinanza invita anche le Prefetture ed i sindaci a predisporre controlli nell'ambito delle rispettive competenze e prevede inoltre il massimo delle sanzioni amministrative per i trasgressori delle disposizioni.La situazione è ormai al collasso ed è infatti una guerra aperta con il governo. Una frizione che ha radici lontane, da un lato il Viminale spinge per una doppia soluzione: ovvero, navi-quarantena da mettere al largo delle coste siciliane e calabresi e nuove tendopoli di cui una a Vizzini nel catanese per tamponare il problema sbarchi. Dall'altro il pugno duro del governatore Musumeci che da tre mesi invita il governo a riguardare la politica migratoria."Conte e l'Europa hanno tradito l'Italia e la Sicilia", ha detto qualche giorno fa Musumeci. "Oggi è facile dire che c'è una emergenza in Sicilia - spiega - Ma bisognerebbe anche avere l'onestà di riconoscere che il governo nazionale non ha previsto per tempo alcun piano". Per Musumeci ci sono diversi livelli di responsabilità che vanno chiaramente attribuiti all'Europa al governo italiano. "Capisco la pandemia - afferma in un duro j'accuse a Roma - e comprendo le difficoltà economiche ma non è tollerabile che si faccia quasi finta di nulla". È prevista inoltre, un'adeguata profilassi sanitaria con visita medica di tutti i soggetti interessati. Il divieto di allestire o utilizzare tensostrutture è determinato dai frequenti episodi quotidiani di fuga dei migranti e dalla pericolosa promiscuità che si determina fra gli stessi ospiti, con gli assembramenti. I luoghi destinati alla quarantena dei migranti, invece, saranno definiti solo dopo il parere dell'autorità sanitaria che dovrà verificare la conformità dei siti alle regole di prevenzione del contagio e distanziamento interpersonale.?L'ordinanza prevede anche controlli a tappeto sui cittadini. La decisione è arrivata dopo i continui asssembramenti nelle località marittime dell'isola. Troppo alto il rischio di far aumentare la curva dei contagi, troppo alto il rischio di una nuova ondata. E allora, via con le misure preventive nei locali della movida >>

 Cosa si sono detti Sarri e Agnelli: il faccia a faccia a porte chiuse >>
Inserita il 09 Aug, 2020 4:01:59 PM
Maurizio Sarri ha lasciato in silenzio e in punta di piedi la Juventus che ha deciso di puntare con forza su Andrea Pirlo, uno dei pupilli di Andrea Agnelli. Il giovane presidente bianconero ha deciso di puntare deciso su quello che in teoria sarebbe dovuto essere il tecnico dell'under 23 per una serie di ragioni soprattutto legati a costi e tempistiche. Il rapporto tra Sarri e Agnelli non sarebbe mai decollato e non solo dato che il tecnico toscano non avrebbe legato nemmeno con la gran parte dell'ambiente bianconero.Nervi tesiSecondo quanto riporta il Mattino la scintilla tra Sarri e l'ambiente bianconero non sarebbe mai scattata per varie ragioni e il messaggio arrivato forte e chiaro è stato il seguente: "Meglio lasciarsi prima che sia troppo tardi". L'ex di Chelsea, Empoli e Napoli tra l'altro aveva il contratto in scadenza il 30 giugno del 2022 e ora potrebbe anche decidere di restare fermo un anno se non arriverà un'opportunità davvero irrinunciabile.Questione di feelingSarri ha pagato a caro prezzo le sconfitte nelle finali di Supercoppa Italiana e Coppa Italia per mano di Lazio e Napoli e la prematura eliminiazione dalla Champions League ma anche altre cose non sono piaciute alla dirigenza e ad alcuni calciatori nonostante la conquista del nono, sudatissimo, scudetto consecutivo. Secondo quanto riporta la Gazzetta dello Sport, inoltre, non sarebbe scattato il feeling con diversi calciatori tra cui due dei due grandi leader: il capitano Giorgio Chiellini e soprattutto Cristiano Ronaldo e per ragioni differenti. Al portoghese pare non sia mai andato giù lo spostamento della sua posizione in campo e le sostituzioni subite mentre a Chiellini non sarebbe addirittura mai piaciuto lo stile Sarri.Il fumo, il linguaggio e i silenziSecondo quanto riporta il Corriere della Sera, inoltre, il fallimento Juventus-Sarri sarebbe stato totale soprattutto dal punto di vista empatico e comunicativo con alcuni giocatori infastiditi dal suo continuo fumare fuori dagli spogliatoi, le troppe parolacce e il linguaggio molto spesso colorito e lo scarso feeling con la maggior parte dei calciatori della sua rosa tra cui Buffon, spesso silenzioso nello spogliatoio a testimonianza di una scarsa empatia con il tecnico. I recenti like social in relazione al suo addio da parte di Douglas Costa e di due ex scartati da Sarri ovvero Mandzukic ed Emre Can fanno capire come il tecnico non avesse propriamente in mano lo spogliatoio.Durante la preparazione estiva, inoltre, era il 21 luglio del 2019 la Juventus è sotto contro il Tottenham dell'allora tecnico Pochettino con Sarri che pare se ne sia uscito fuori con una battuta infelice: "Ma come ho fatto a perdere due scudetti contro di voi?". Una battuta ovviamente scherzosa ma che di fatto non fu interpretata bene da gran parte dello spogliatoio e che ha poi compromesso la stagione intera.Il futuro di CR7France Football qualche tempo fa si era espresso in maniera netta circa la voglia di CR7 di continuare la sua avventura in Italia: "Cristiano si è stancato della Juventus", aveva scritto il periodico francese con il Psg in agguato >>

 L'ipotesi choc sulla mamma dj. Lo ha sepolto prima della fine >>
Inserita il 09 Aug, 2020 2:38:37 PM
Sono ore di enorme apprensione nel Messinese. Dopo aver ritrovato il corpo senza di Viviana Parisi nei boschi di Caronia, ora le ricerche sono concentrare su Gioele, il figlioletto di quattro anni con il quale la donna si sarebbe allonata da Venatico lo scorso lunedì. Dal giorno della scomparsa, del bimbo si sono perse completamente le tracce. Dov'è finito? In attesa che salti fuori la verità, si fa strada l'ennesimo, inquietante retroscena: Viviana potrebbe aver sepolto il piccolo di togliersi la vita. Al momento, si tratta solo di una macabra ipotesi e tutte le alte piste, compresa quella dell'omicidio, restano aperte.Dove si trova Gioele?Tante le domande ancora irrosolte a cui stanno tentando di rispondere gli investigatori. Tra queste, la più intricata, riguarda le sorti del bimbo di 4 anni, del quale non sono ancora pervenute notizie: si teme per la sua vita. Sebbene, infatti, la speranza sia di ritrovarlo sano e salvo a breve, la drammatica circostanza della morte di Viviana impone la formulazione di scenari ben più tragici di quelli profilati fino ad oggi. Secondo gli inquirenti, il piccolo Gioele era nel bosco dove è stata ritrovata la mamma. Il corpo della 43enne è stato rinvenuto cadavere, completamente irriconoscibile, accanto ad un traliccio dell'energia elettrica. Ma c'è un nuovo dettaglio che emerge dalle ultime ricostruzioni. Stando a quanto riporta il Corriere della Sera, la donna non si sarebbe gettata dal traliccio perché l'impalacatura sovrastante la struttura non evidenzierebbe segni del suo passaggio. Inoltre, particolare ancor più cruento, non si esclude che possa aver ucciso e seppellito il figlio prima di farla finita. Tuttavia, sarà l'autopsia disposta sulla salma di Viviana a chiarire la dinamica della vicenda. Al momento, restano plausibili tutte le piste delittuose.Le ricercheSulla scia di questa nuova intuizione, sono state intensificate le ricerche in zona. Sul luogo del ritrovamento è giunto anche il marito di Viviana, Daniele Mondello, insieme ad altri familiari della vittima. Decine di professionisti e unità cinofile stanno scandagliando ogni centimetro del bosco di Caronia. Per affrettare i tempi, è stato disposto anche l'utilizzo di droni. "Fino ad oggi - spiegano i vigili del fuoco - abbiamo perlustratp più di 500 ettari con l'ausilio dei cani e dei droni. Un'attività complicata perché si tratta di boschi e luoghi impervi dove è difficile spostarsi". Le prossime ore potrebbe essere decisive per il piccolo. >>

 I migranti infettano gli agenti. E adesso a Treviso è il caos >>
Inserita il 09 Aug, 2020 2:21:05 PM
L'ex Caserma Serena di Treviso è attualmente il più grande focolaio attivo di Covid in Italia e non sembra fermarsi la catena di contagi legata a questo centro per migranti. Oltre agli ospiti e agli operatori della struttura, in queste ore è emersa la positività di un poliziotto. L'agente è entrato in contatto con i migranti del centro per sedare una rivolta insieme a due suoi colleghi, che si trovano attualmente in isolamento fiduciario. Lo scorso sabato, dall'ex Caserma Serena era arrivata una richiesta alla Questura di Treviso per un intervento all'interno del centro migranti, dove si era scatenata una rivolta. Gli ospiti si erano ribellati alla possibile decisione da parte del sindaco di trattare la caserma come se fosse una zona rossa. Una misura tale da impedire qualunque scambio con l'esterno per limitare la diffusione del Covid. L'idea di dover ancora sottostare al regime di quarantena aveva causato l'escandescenza di alcuni migranti, che avevano assaltato l'infermieria della struttura. A quel punto sono intervenuti i tre agenti della Questura di Treviso, che hanno tratto in arresto un 26enne del Gambia. L'uomo, dopo aver distrutto alcune attrezzature presenti all'interno dell'infermieria, aveva prima aggredito uno dei medici e poi minacciato gli agenti con una spranga di ferro. Dopo pochi giorni da quell'episodio, uno dei tre poliziotti ha manifestato i sintomi tipici del contagio da Covid-19 e il tampone ha dato esito positivo. A quel punto è stata immediata la richiesta di tamponi anche per i suoi colleghi. Per loro, il primo test ha dato esito negativo ma quello successivo ha sovvertito il risultato. Ora sono in attesa dell'esito del terzo tampone ma intanto per loro è stata disposta la quarantena fiduciaria. L'ex Caserma Serena torna così al centro della cronaca dopo l'aumento esponenziale dei casi in una settimana, che hanno superato quota 250.La gestione dell'emergenza nel centro migranti è posta sotto la lente di ingrandimento a causa di un possibile mancato rispetto delle norme previste contro la diffusione dell'epidemia. Pare che all'interno dell'ex Caserma Serena non siano stati divisi gli ospiti positivi da quelli negativi e questo avrebbe favorito l'esplosione dei casi, facendo dell'ex caserma il focolaio più grande del Paese. Come riferisce il Gazzettino di Treviso, la Procura ha ora aperto un fascicolo per capire se il contagio del poliziotto, e quello da confermare dei suoi colleghi, possa essere riconducibile direttamente al suo intervento all'interno del centro di accoglienza. >>

 Un allarme sui contagi: qual è la fascia d'età ?che adesso è nel mirino >>
Inserita il 09 Aug, 2020 1:52:42 PM
Se in una prima fase dell'emergenza sanitaria erano le persone anziane i soggetti maggiormente colpiti dal coronavirus, nelle ultime settimane si sta assistendo ad una evoluzione nell'azione dell'infezione. Ora i casi di Covid registrati tra gli under 19 sono, infatti, decuplicati. Allo stesso tempo, però, si segnala che gli stessi giovani presentano sintomi più lievi. Così anche l'età media dei positivi è scesa a 39 anni.I dati arrivano dall'Istituto Superiore di Sanità e sono piuttosto chiari: se l'11 aprile il valore mediano era di 68 anni, al 7 agosto lo stesso è sceso a 39, con un trend in costante calo. Il fenomeno appare ancora più evidente se monitorano le fasce di età. L'11 marzo, ad esempio, i contagiati compresi tra 0 e 18 anni erano l'1,2% mentre, sempre nello stesso giorno, erano il 22% quelli tra i 19 e i 50 anni.Come spiega il Corriere della Sera, se si prende in considerazione il valore medio del periodo compreso tra l'8 luglio e l'8 agosto si noterà un forte incremento tra bambini, adolescenti e persone che non possono essere definite anziane. I positivi tra 0 e 18 anni balzano al 12,8% mentre quelli tra i 19 e i 50 raggiungono il 54,9%. In pratica, l'11 marzo ogni 100 ammalati erano 23,2 quelli sotto i 50 anni: questa cifra si è impennata fino a raggiungere 67,7 nell'ultimo mese.Va ricordato che in Italia si sta registrando un incremento di nuovi casi di contagio anche a causa di immigrati clandestini positivi al coronavirus. Poi ci sono focolai in Veneto, Lombardia ed Emilia dovuti ai giovani che rientrano dalle vacanze. Ad esempio si ricorderà il caso della comitiva di circa cento ragazzi lombardi e veneti che si era recata in Croazia per festeggiare la Maturità: al rientro a casa, ben 21 giovanisono stati trovati positivi al coronavirus. Emblematica la storia di una 18enne padovana che si era recata a Pag:"Ho preso il Covid in Croazia, 7 giorni senza mascherina. Ora mi sento in colpa", ha spiegato la giovane che ha ammesso che "nessuno indossava protezioni, ci siamo fatte condizionare. Ora temo per i miei genitori".Ma segnalazioni simili, con persone di rientro dalle vacanze in Paesi europei, giungono anche dall'Emilia-Romagna e dalla Toscana. Si ipotizza che i giovani durante il viaggio prestino minore attenzione alle indicazioni per il contenimento del coronavirus, come quello sul rispetto del distanziamento sociale nei posti affollati e dell'uso della mascherina. Ma comportamenti che violano le disposizioni si segnalano anche in diverse località italiane. A Gallipoli, in Puglia, ci sono state polemiche per una festa in spiaggia con due mila giovani che hanno ballato senza indossare la mascherina. A Roma sono già una decina i locali chiusi perché troppo affollati. Provvedimento simile anche a Vercelli dove sono stati posti i sigilli al circolo privato "Divina Club": in questo caso ci sono diversi contagi.Giuseppe Ippolito, direttore dell'Istituto scientifico dello Spallanzani, al Corriere della Sera ha spiegato il perché dell'abbassamento dell'età media dei contagiati: "I giovani hanno una vita sociale più attiva e >>

 "Vergogna...", "Urla la mattina". È "rissa" tra Veronesi e Salvini >>
Inserita il 09 Aug, 2020 1:17:06 PM
Evidentemente la raffinata e fantasiosa tecnica dell'accostamento al fascismo degli oppositori dell'esecutivo continua a rimanere l'ultima carta da giocare anche nella corsa alle prossime consultazioni regionali: l'ultimo esempio arriva da Viareggio (provincia di Lucca), dove Matteo Salvini stava tenendo un comizio elettorale in favore di Susanna Ceccardi.Il protagonista in questa occasione è il candidato del Partito democratico al consiglio regionale, nonchè direttore musicale del Festival Puccini di Torre del Lago (frazione di Viareggio) Alberto Veronesi, figlio del celebre oncologo Umberto, deceduto nel 2016.Il leader del Carroccio era impegnato in un incontro coi propri elettori in piazza Campioni, lungo la passeggiata di Viareggio, un comizio per sostenere la candidata alla presidenza della regione Toscana Susanna Ceccardi e la candidata sindaco Barbara Paci. Una tornata elettorale, quella prevista per il prossimo settembre, dall'esito al momento non scontato, con una situazione di sostanziale equilibrio tra centrodestra e centrosinistra che non si era mai registrata, specie in una regione tradizionalmente "rossa" come la Toscana. Certo, una grossa mano a far traballare la posizione preponderante del Pd l'hanno data le discutibili esternazioni del rivale della Ceccardi Eugenio Giani, non proprio condivise dai colleghi di partito che hanno chiesto dei cambi anche nel comitato strategico elettorale.Fatto sta che lo stesso Salvini si è detto fiducioso, o quantomeno soddisfatto del fatto di poter giocare la partita delle consultazioni regionali senza essere già sconfitto in partenza. "Un'occasione storica per cambiare Viareggio e la Toscana. Dopo 50 anni in cui si sapeva già in anticipo chi avrebbe vinto, un po' come accade per il campionato di calcio dove alla fine vince sempre la Juve, stavolta è diverso", ha detto l'ex vicepremier come riportato da "Il Corriere". "Viareggio in particolare deve tornare ad essere la perla di un tempo: oggi, quando si parla di Versilia, prima vengono altri citati altri comuni limitrofi. E questo voi viareggini non lo potete più accettare".Fin quando dalla folla non sbuca Alberto Veronesi, che si presenta, come riferito da AdnKronos, con un cartello con su scritto "Noi siamo una città civile" e "Vergogna, non si scherza con l'antifascismo". Il direttore d'orchestra, appena rinfrancato dalla manovra del governo che ha sbloccato 10 milioni di euro utilizzando il fondo emergenze spettacolo dal vivo, cinema e audiovisivo istituito col decreto Cura Italia prima e il Dl Rilancio poi, si è lasciato andare ad una rumorosa protesta rivolta contro il palco della Lega. Salito in piedi sopra un piccolo basamento ha iniziato a gridare: "Questa è terra di libertà, questa è terra di antifascismo. Non si scherza con l'antifascismo"."Se il direttore di uno dei principali festival musicali è quello che viene qua come un matto a gridare la domenica mattina a gente che non la pensa come lui, allora qua ci sono da cambiare molte cose", ha replicato Matteo Salvini. >>

 La figlia di Al Bano ci prova con la musica. La Lecciso fa un passo indietro: "Non le ruberò la scena" >>
Inserita il 09 Aug, 2020 12:28:52 PM
Il suo primo singolo "Ego" ha raggiunto le duecentomila visualizzazioni su Youtube in pochissimo tempo e continua a essere uno dei brani più ascoltati sul web. Jasmine Carrisi ha ereditato la bellezza della madre, Loredana Lecciso, e il talento del padre, Al Bano Carrisi, ma in questa sua nuova avventura è solista e protagonista. Questa volta Loredana Lecciso non è al suo fianco ma un passo dietro rispetto a lei, per farle fare la sua strada in modo indipendente.Loredana Lecciso non ha dubbi, questa volta la scena è tutta di Jasmine e ha deciso di non comparire al fianco della giovane. "Ovviamente la seguo e sono felice per lei ma da madre voglio rispettare il suo momento - ci ha confessato Loredana -. Mi è venuto naturale fare un passo indietro. Mi piace quello che sta facendo ma ho un grande rispetto del suo momento e non voglio mettermi in mezzo". E così Loredana ha scelto l'inusuale ruolo del dietro le quinte per consentire a Jasmine di prendersi la scena, perché il debutto nel mondo della musica con il suo brano pop la sta catapultando al centro dell'attenzione come mai prima d'ora. Jasmine, nonostante i suoi 19 anni, ha le idee chiare ed è sicura del suo futuro, come ha confessato in una recente intervista a IlGiornale.it: "Mi presento come Jasmine e basta, non c'è il cognome Carrisi. Non voglio puntare su quello. La musica è un sogno ma ho un piano b, l'università (allo Iulm di Milano, ndr)".E poco importa se sul web il chiacchiericcio sia già decollato e il sogno di Jasmine di volare in America appaia agli occhi di molti un affronto per la storia con Romina Power. Loredana Lecciso c'è, ma un passo dietro di lei: "La cosa che ho apprezzato è che ha fatto tutto da sola e che a prodotto finito lo ha fatto sentire al padre. Dritta per la sua strada". Jasmine ha scelto di non seguire le orme musicali del padre, puntando sul rap e sul pop, ma ha voluto fortemente che il videoclip del brano fosse girato nella tenuta di Cellino, luogo a lei caro. Sulle pagine delle riviste Loredana non è voluta comparire ma ha lasciato che padre e figlia "duettassero" virtualmente nel campo che oggi li accomuna, la musica.Loredana Lecciso oggi, invece, si gode l'estate a Cellino San Marco con la sua famiglia e Al Bano, con uno sguardo al prossimo futuro che potrebbe regalarle un impegno da protagonista nella televisione spagnola. Un programma nel quale, al fianco del camaleontico amico Cristiano Malgioglio, lei farebbe da giudice. "Nulla di certo, c'è solo un contatto", ha precisato Loredana ma la porta rimane aperta verso nuovi impegni. ] >>

 Gismondo: "La tregua da Covid? Ecco quanto durerà" >>
Inserita il 09 Aug, 2020 12:20:59 PM
"Negazionista". È questo l'ultimo appellativo usato per definire Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di Microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze del Sacco. Un appellativo - quello di negazionista - usato per screditare un convegno che si è tenuto al Senato lo scorso 27 luglio. Insieme a lei, oltre a diversi esponenti politici, molti medici e studiosi, come Matteo Bassetti, Giuseppe De Donno, Massimo Clementi, Giulio Tarro e Alberto Zangrillo (in diretta Skype). Esperti che in questi mesi di pandemia abbiamo imparato a conoscere. E qualcuno anche ad apprezzare. Medici e ricercatori che non hanno negato il Coronavirus - come invece qualcuno vorrebbe far credere - ma che non ci hanno nemmeno terrorizzato. Qualcuno di loro ha anche sbagliato, come la stessa Gismondo (ma allora perché non ricordare che Burioni disse che il rischio era zero?). Tutti, però, si sono rimboccati le maniche per cercare di capire, studiare e mettere nell'angolo il virus.La lunga premessa per dire un po' di più dell'autrice, Maria Rita Gismondo, di Ombre allo specchio. Bioterrorismo, infodemia e il futuro della crisi (La Nave di Teseo). Un libro che cerca di fare un po' di chiarezza sulla vicenda Covid-19 a sette mesi dall'inizio ufficiale della pandemia e di tracciare possibili scenari per il futuro. Già perché, mentre in Italia l'epidemia sembra rallentare (poco più di 300 casi lievi al giorno) nel mondo il virus continua a diffondersi, soprattutto negli Stati Uniti e in Brasile. Cosa accadrà domani? Dobbiamo davvero temere il virus?Partiamo da un presupposto, come ricorda la virologa nel suo libro: le malattie fanno parte della vita e della storia dell'uomo. Hanno decimato popolazioni e stroncato prematuramente vite, come nel caso della spagnola. Hanno cambiato il corso di battaglie, come fece la peste durante il conflitto tra Atene e Sparta. In poche parole, hanno plasmato il mondo. Ma noi ce ne siamo dimenticati. Per il mondo occidentale, infatti, le epidemie sono state a lungo un qualcosa di lontano. Certo, c'era stata la Sars, ma tutto sommato si era trattato di un fenomeno contenuto. Ebola e colera, invece, sono malattie che, con un certo cinismo, molti vedono lontane. Non ci toccano, dunque non esistono. Ma non è così, come abbiamo raccontato su queste pagine.Il vero problema di questo virus è che ci ha colti impreparati. Il governo stesso, forse, non credeva al reale pericolo di Sars-Cov-2, come spiega la Gismondo: "Con la prima ordinanza si nominava, quale commissario con la responsabilità di gestire gli interventi necessari a superare la situazione di emergenza, Borrelli, già capo della Protezione civile. Viene da chiedersi quale sia stata la motivazione alla base di tale scelta. Tutti i compiti affidati alla Protezione civile sarebbero comunque stati svolti, con o senza nomina, con o senza stato di emergenza. E, benché Borrelli sia un professionista serio e preparato, per un'emergenza sanitaria ci saremmo aspettati una figura di spicco nell'ambito delle bioemergenze, con anche il supporto dell'Iss, organo ufficiale di consulenza del ministero della Salute. La realtà, secondo me, è che nessuno in >>

 "Questo hotel è a cinque stelle". Ma per Lady Bonolis finisce male >>
Inserita il 09 Aug, 2020 12:19:05 PM
Non c'è un attimo di pace per Lady Bonolis. La moglie del presentatore di Canale 5 e imprenditrice di successo (anche se pesantemente colpita dalla crisi post Covid) è ancora una volta bersagliata sui social da critiche algide e al veleno. Infatti, per Sonia Bruganelli questa vacanza in giro per l'Italia e la Spagna è una continua pioggia di critiche da parte dei fan e, soprattutto, da parte degli hater. Un semplice scatto può scatenare una vera e propria bufera. E dopo quanto è successo nei giorni scorsi, ora a finire nel mirino è una foto che la moglie di Bonolis ha pubblicato sui social, per l'esattezza su Instagram, in cui appare serena e felice insieme a un gruppo di amiche, ma neanche questa foto riesce a sedare una rabbia incontrollata da parte dei fan."Le donne che parlano tanto sono un luogo comune ormai superato", scrive la Bruganelli nella didascalia. La foto è stata scattata in Sardegna, in un albergo di Porto Cervo, su di un terrazzo in cui la bella imprenditrice si sta godendo qualche chiacchiera informale con due amiche. E Lady Bonolis, con il suo solito sorriso e quella mise perfetta, si lascia fotografare sperando di condividere un altro pezzo della sua quotidianità con i suoi follower. C'è chi apprezza ma, tra i commenti, si leggono molti utenti che di nuovo non apprezzano l'ultimo scatto pubblicato dalla Bruganelli. "Una semplice curiosità. Perché specificare che l'hotel è a cinque stelle e che per di più si trova a Porto Cervo? Nulla in contrario, però a volte un po' di umiltà non ti farebbe male", tuona pesantemente uno dei suoi utenti. Ma non è finita qui."Ma è vero che hai avuto una relazione con Laurentis?", domanda un fan fin troppo curioso. "Ma con la tua becera prosopopea non ti puoi accontentare di un albergo a 5 stelle. Io almeno avrei chiesto uno a sei stelle", ironizza beffardo un altro fan. "Come al solito. Non ti smentisci mai. Devi sempre ostentare la tua ricchezza", si legge ancora. "Vorrei essere una mosca per ascoltare i vostri discorsi beceri". La foto ha totalizzato più di duemila like, oltre ai commenti negativi, ha racimolato anche diversi commenti positivi da chi cerca di proteggere Lady Bonolis dall'attacco degli hater. In molti parlano di invidia o semplicemente di attacchi ingiustificati a una persona che può permettersi questo stile di vita. Sta di fatto che Sonia Bruganelli questa volta non è intervenuta durante lo scambio di accuse. Ha continuato a godersi la sua serata in Sardegna. Visualizza questo post su Instagram Le donne che parlano tanto sono un luogo comune ormai superato #cocktail #serateestive #amici #fendi #musica #moda #risate @dudu973Un post condiviso da Sonia Bruganelli (@soniabrugi) in data: 8 Ago 2020 alle ore 3:16 PDT >>

 Adesso parla l'uomo dei verbali: "Perché chiusero tutta l'Italia..." >>
Inserita il 09 Aug, 2020 12:04:41 PM
In questi giorni, dopo la desecretazione dei verbali dei Comitato tecnico scientifico, si ripercorrono le azioni compiute dal governo agli inizi di marzo, quando il Coronavirus aveva cominciato a terrorizzare anche in Italia.Intervistato dal "Corriere della Sera", Fabio Ciciliano, dirigente della Protezione civile e membro del Comitato tecnico scientifico, parla della decisione di chiudere l'intero Paese e assicura che non vi fu alcun contrasto con l'esecutivo."I nostri pareri si basano sempre sull'andamento della curva epidemiologica. Tra il 7 e il 9 marzo ha avuto un'impennata e il governo ha deciso di chiudere l'Italia. Non c'è stato alcun contrasto", dichiara infatti Ciciliano, che sino ad oggi, come componente del Comitato tecnico scientifico, si è occupato anche di stilare le indicazioni degli scienziati e di inviarle a Palazzo Chigi.Un lavoro rigoroso, quello del Cts. "Dobbiamo essere sempre rapidi e veloci. Ma soprattutto in linea con quanto abbiamo detto in precedenza e coerenti con gli indici epidemiologici", spiega al "Corriere" il dirigente della Protezione civile. "Abbiamo scritto migliaia di pagine, sempre con l'unico obiettivo di indicare la strada sulla base del numero dei contagi e delle tenuta del sistema sanitario".Il fatto che, come emerso in questi giorni, il premier abbia deciso in certe occasioni di non ascoltare le raccomandazioni del Cts non ha comportato alcun contrasto. Interrogato dal giornalista, Ciciliano ribadisce: "Noi siamo tecnici, il decisore politico ha il quadro completo e prende la strada che ritiene più opportuna".Ciò non toglie che il Comitato il 7 marzo si sia espresso chiedendo una chiusura a zone, con particolare attenzione per le regioni del nord Italia. "Erano le più colpite", dice Ciciliano, "ma poi c'è stata la fuga verso Sud ed evidentemente il governo ha ritenuto che sarebbe stato troppo rischioso. Io vorrei ricordare che in quel periodo siamo arrivati a circa mille vittime al giorno".Momenti difficili, ricorda Ciciliano, che parla di un senso di frustrazione percepito da tutti i membri del Comitato, con il comprensibile timore di "prendere la direzione sbagliata e misure non efficaci, ma così non è stato. Sappiamo che da questo dipende la salute dei cittadini e sinceramente, visto anche quanto sta accadendo negli altri Stati, ritengo che la linea sia stata quella giusta".Quindi la spinosa questione dei verbali. In realtà non c'è stata alcuna secretazione, assicura Ciciliano. "Si è ritenuto di non diffonderli proprio per tutelare i cittadini che potevano lasciarsi influenzare da valutazioni cliniche che poi dovevano trasformarsi in decisioni", aggiunge. "E, in ogni caso, non possono essere letti senza inserirli nel contesto del periodo e dunque leggendo i precedenti e i successivi per capire come ci siamo mossi"."Ci sono molte nostre indicazioni che le autorità locali non hanno seguito: sulla Milano-Sanremo avevamo dato parere negativo e invece è stata autorizzata, i numeri che abbiamo indicato per le manifestazioni all'aperto e al chiuso sono state modificate", prosegue Ciciliano. "Il caso più eclatante è quello dei trasporti pubblici: noi pensiamo che viaggiare con tutti i posti occupati sia molto rischioso ma alcune Regioni hanno deciso di non seguire questo suggerimento".Da >>

 Ecco chi è davvero Antonio Conte >>
Inserita il 09 Aug, 2020 12:02:40 PM
Le lettere iniziali (qui la firma) molto grandi e il solo cognome per esteso ci suggeriscono come egli tenga molto al prestigio sociale per cui che non deve mai essere sottovalutato da chicchessia. Il taglio della lettera "T", con l'asta assai prolungata verso destra quasi a sembrare una freccia, ci indica un carattere focoso e sempre attento a gestire al meglio la professione allontanando tutto ciò che possa mettere in discussone le sue doti. Conte sembra amare il contrasto dal quale riesce a trarre motivi per eccellere ed essere così ammirato. Egli, infatti, possiede in Ego ipertrofico che lo pone sempre in "trincea" pronto a lottare per sentirsi un "fuori classe". Tuttavia, dalla firma di Antonio Conte emerge un Io volitivo e determinato, con buone capacità di volontà ferrea e ricca energia vitale; ciò, oltre a garantire prestazioni efficienti, gli conferisce stabilità e resistenza alla fatica. Siamo senz'altro di fronte a una personalità ambiziosa, che desidera stare al centro dell'attenzione, come se ogni vittoria gli appartenesse di diritto. Ama inoltre esercitare il suo "fascino" sul pubblico suscitando interesse e ammirazione per il suo modo di fare l'allenatore, utilizzando una mimica eloquente e persuasiva. Ciò che invece può difettare in lui è il livello di fedeltà alla causa: infatti, nel momento in cui non dovesse sentire su di sé tutta la stima richiesta e la valorizzazione desiderata, in lui potrebbe venir meno il senso di appartenenza. Antonio Conte, oltre alla spinta motivazionale, sa mette tutta la sua foga nel suo lavoro, cavalcando con protagonismo e una buona dose di narcisismo la via del successo, riuscendo così a trasmettere ai "suoi ragazzi" il suo spirito competitivo e la voglia di essere protagonisti. Sarà pertanto difficile che egli rinunci facilmente alle sue pretese professionali, economiche, ma soprattutto d'immagine e di prestigio.Per chi ama la grafologia inizia un corso triennale a distanza (online). Visita il sito www.evicrotti.com >>

 Adesso aumentano i casi di gotta. Ecco cosa è e come si manifesta >>
Inserita il 09 Aug, 2020 11:32:24 AM
Nota sin dall'antichità e descritta da Ippocrate, Galeno e Celso, colpisce circa lo 0,3% della popolazione europea. Ad esserne interessati sono soprattutto gli uomini (95% dei casi circa) di età compresa fra i 30 e i 50 anni. Un tempo il disturbo veniva considerato prerogativa dei ceti sociali più ricchi, tanto che Svetonio lo definì 'morbus dominorum'. La gotta è un disordine del metabolismo purinico e, in quanto tale, è la conseguenza di un'iperuricemia cronica. L'acido urico, il prodotto finale delle purine, si forma a partire dalla formazione di queste ultime, sia endogena che esogena. Si definisce iperuricemico un soggetto che presenta valori di acido urico nel sangue superiori a 7 mg/dl se uomo e 6,5 mg/dl se donna. L'iperuricemia, a sua volta, è classificata come primitiva o secondaria.Due sono le cause principali della gotta: una sintesi abnorme di purine con annessa iperproduzione di acido urico e una diminuita escrezione renale di quest'ultimo. La prima condizione, spesso a base ereditaria, può anche essere aggravata da un'aumentata introduzione di composti purinici con la dieta. La seconda, invece, è l'esito di una cattiva efficienza del rene nell'eliminazione di acido urico. Fattori di rischio della patologia includono: alcolismo, sedentarietà, uso prolungato di determinati farmaci. L'iperuricemia cronica che provoca il disturbo è molto pericolosa per l'organismo poiché avvia lo sviluppo di depositi di urato monosodico in vari organi e tessuti. Se non trattata, le conseguenze a livello cardiovascolare, articolare e renale possono essere gravi.Uno dei sintomi caratteristici della gotta è la cosiddetta artrite monoarticolare, quasi sempre associata a eritema, gonfiore, algia e calore. Gli episodi dolorosi coinvolgono in particolar modo le articolazioni di mani e piedi e, in circa il 90% dei casi, ad essere colpita per prima è l'articolazione metatarso-falangea dell'alluce. Nelle forme croniche non è rara la comparsa di tofi, ovvero noduli di grandezza variabile. Per la precisione si tratta di depositi di acido urico (il loro colore vira dal rosa salmone al bianco giallastro) che con il passare del tempo appaiono anche in sede extrarticolare, come nella parte esterna dell'orecchio e nel tendine d'Achille. La malattia facilita, altresì, la formazione di calcoli e litiasi con possibile compromissione della funzionalità renale.La gotta, con oltre 41 milioni di pazienti nel mondo, è un disturbo in forte aumento dal 1990 ad oggi (+5,5% dei casi). Ad affermarlo uno studio condotto da Emma Smith della University of Sydney (Australia) e pubblicato sulla rivista 'Arthritis & Rheumatology'. L'analisi, che ha confrontato i dati relativi agli anni 1990 e 2017, ha mostrato che i malati sono almeno 41 milioni e 200mila, con 92 casi l'anno ogni 100mila individui. Secondo Smith il peso sanitario di questa condizione è destinato ad aumentare via via che la popolazione mondiale invecchia. Pertanto è fondamentale una maggiore consapevolezza dei fattori di rischio, della precocità della diagnosi e delle adeguate terapie. >>

 "Mi scusi, posso sedermi qui?" Poi il gesto choc dello straniero >>
Inserita il 09 Aug, 2020 11:19:34 AM
La percezione di sicurezza in Italia non è elevata e lo dimostrano i numerosi casi di cronaca quotidiani. Tra gli ultimi c'è una violenza sessuale perpetrata ai danni di una donna di 67 anni a bordo di un treno sulla linea Roma-Avezzano nella giornata di venerdì 7 agosto, in pieno giorno, da parte di un cittadino straniero di 28 anni.L'uomo, dopo aver chiesto se poteva prendere posto vicino a lei ha viaggiato insieme alla donna per un tratto. Tra loro c'era la cordialità normale che spesso si instaura con gli altri passeggeri del proprio vagone. I due hano chiacchierato normalmente e così l'uomo è riuscito a conquistare la fiducia della passeggera. Nulla lasciava presagire quello che sarebbe successo da lì a pochi minuti. Quella che sembrava una semplice conoscenza di circostanza tra vicini di posto è diventata un vero incubo per la donna, perché nel momento in cui il vagone è sceso l'ultimo passeggero oltre a loro due, il ragazzo si è scagliato contro di lei per esercitare la violenza. Tutto questo è accaduto in pieno giorno, attorno alle 10 del mattino e a bordo del treno. Nonostante la furia e la forza dell'uomo che stava esercitando la sua violenza, la donna è riuscita a reagire e le sue urla sono state fortunatamente udite dal personale, che ha immediatamente arrestato il treno per prestare soccorso. Raggiunto il vagone sul quale viaggiavano la donna e il suo aggressore, gli uomini del servizio di bordo hanno tentato di bloccare l'uomo in attesa dell'arrivo delle forze dell'ordine ma lui è riuscito a divincolarsi e a scendere dal convoglio. Una volta a terra ha cercato di scappare correndo lungo i binari, alleggerendosi anche del borsone che aveva con sé per andare più veloce. Ha tentato la fuga addentrandosi nelle campagne ma i Carabinieri della Compagnia di Tivoli erano già stati allertati ed erano così già scattati i posti di blocco nella zona. L'aggressore, che risulterebbe regolare in Italia, è stato fermato nei pressi della stazione di Marcellina e qui è stato arrestato e portato in caserma, mentre la donna è stata accompagnata presso l'ospedale di Tivoli. Qui è scattato il protocollo antiviolenza predisposto dall'Asl Roma 5 e Differenza Donna Centro antiviolenza di Tivoli. La vittima verrà ora seguita da un team di esperte del centro antiviolenza per superare lo choc di quanto accaduto, sia fisicamente che psicologicamente.Nel frattempo la Procura sta lavorando per ricostruire i fatti sotto la guida del procuratore Francesco Menditto. "La differenza d'età tra l'arrestato e la vittima dimostra ancora una volta un dato che ormai è stato acquisito dalla Procura negli ultimi anni attraverso l'analisi dei numerosi casi di violenza sessuale. Questo crimine può colpire qualsiasi donna, in qualsiasi contesto ed è mosso esclusivamente dalla mera volontà dell'uomo di esercitare violenza", ha detto il procuratore a RomaToday. >>

 È morta l'attrice Franca Valeri >>
Inserita il 09 Aug, 2020 10:24:07 AM
La sora Cecioni ci ha lasciati per sempre. Franca Valeri è morta oggi all'età di 100 anni(compiuti qualche settimana fa) dopo aver passato la sua vita tra cinema, tv, radio e soprattutto teatro, la sua grande passione. L'infanzia e gli esordi in teatro Nata il 31 luglio 1920 col nome Franca Maria Norsa in una famiglia borghese, da padre ebreo e madre cattolica. Nel 1938, a causa delle leggi razziali, la sua famiglia è costretta a rinunciare ad alcuni diritti e alle fidate domestiche. Nel 1943, dopo l'armistizio, il padre e il fratello fuggono in Svizzera mentre Franca, grazie a un documento falso, resta a Milano con la madre.Finita la guerra si trasferisce a Roma ma viene bocciata alla prova di ammissione nell'Accademia nazionale d'arte drammatica. "Presi bene la bocciatura: anziché studiare, avrei lavorato. Nella mia infinita presunzione - racconterà in un'intervista del 2014 - ero convinta che sarei diventata attrice lo stesso. Una cugina di mio padre, che mi ospitava a Roma, mi resse il sacco per tre anni, fingendo con i miei che frequentassi l'Accademia". Nei primi anni '50 cambia il suo cognome da Norsa a Valeri. "Lo cambiai perché papà non voleva che ridicolizzassi il cognome della famiglia col teatro. Non aveva molta fiducia nelle mie qualità artistiche", disse nel 1962, intervistata da Oriana Fallaci a cui spiegò di aver scelto Valeri perché si trovò in mano un libro di Paul Valery.Nel 1946 vota per la Repubblica e per il Partito Socialista all' Assemblea Costituente e ha trascorso una vita schierata a sinistra. La sua carriera di attrice, invece, inizia nel 1951 quando debutta in teatro con i Gobbi, Alberto Bonucci, e Vittorio Caprioli che sposerà nel 1960 e da cui divorzierà 14 anni più tardi. Nei primi anni '50 ottiene un grande successo alla radio con la Signorina Cesira e in tivù con la signorina snob e la sora Cecioni, una romana sempliciotta che trascorre le giornate al telefono con "mammà". Nel 1950 debutta al cinema con il film "Luci del varietà", diretto da Federico Fellini e Alberto Lattuada. Due anni più tardi recita nel film Totò a colori, poi in vari film diretta da registri del calibro di Vittorio De Sica, Eduardo De Filippo e Mario Monicelli. Ottiene un'ulteriore notorietà con i film "Il segno di Venere" di Dino Risi, "Il bigamo" di Luciano Emmer e "Il vedovo", sempre di Risi. La Valeri spese sempre parole molto belle nei confronti dei suoi colleghi solo di Totò ne evidenziò la tristezza fuori dalla cinepresa, mentre con Alberto Sordi la confidenza era tale che, nel film "Il vedovo" decise di improvvisare definendolo 'cretinetti'. "Mi venne spontaneo chiamarlo così. E - rivelò - anche a lui ogni tanto veniva qualche battuta fuori copione. Ma entrambi abbiamo sempre preteso di lavorare su sceneggiature solidissime". I suoi due grandi amoriAltre rivelazioni importanti le fece sui suoi due grandi amori. "Vittorio Caprioli. Uomo molto attratto dalle donne. Amava piacere - spiegò in un'intervista - e ci riusciva con la sua simpatia >>

 Un inferno a Catania: urla e spari per strada. ?A terra due cadaveri >>
Inserita il 09 Aug, 2020 9:59:56 AM
A Catania si ritorna a sparare come se fossimo tornati negli "anni di piompo". Ieri (8 agosto ndr) intorno le 19.30 nel quartiere di Librino ed esattamente in viale Grimaldi una sparatoria è andata in scena. Due le persone morte, 4 i feriti. A rimanere senza vita: Sono Vincenzo Scalia, 29 anni - conosciuto come Enzo Negativa - e Luciano D'Alessandro, 48 anni.Una delle vittime era vicina al noto cantante neomelodico Niko Pandetta, che ha postato un messaggio di cordoglio. "Riposa in pace vita mia. Non mi poteva arrivare notizia più brutta. Ancora non ci credo" scrive il cantante catanese sui social.Gli investigatori stanno cercando di capire il movente di quello che sarebbe successo. Sul posto rilievi a cura del SIS del Reparto Operativo. Indagano i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale coordinati dalla Procura di Catania. Non si esclude alcuna pista. Al vaglio degli inquirenti le registrazioni delle telecamere presenti in zona.La sparatoria pare sia avvenuta a causa del controllo dello spaccio di stupefacenti a Librino. Un altro passaggio potrebbe essere con un altro fatto recente di sangue. Qualche giorno fa nel quartiere di San Berillo Nuovo un ragazzo è stato raggiungo da dei colpi di pistola. Il giovane di 24 anni è stato colpito al polpaccio. La vittima da sola è andata in ospedale per le cure del caso. Il giovane non ha riportato una ferita rilevante. Sul fatto indaga la polizia. La vittima è il fratello di un esponente del clan Cappello, arrestato nell'operazione Camaleonte. Ma al momento è solo una pista investigativa.Quache tempo fa, proprio il quartiere di Librino è stato al centro di polemiche perché utilizzato come "set" per realizzare un video musicale dal titolo: "Quartiere Librino 2". Il brano musicale è di una cantante neomelodica: Agata Arena, nipote del boss Giovanni Arena. Lo storico capo della mafia catenese è stato latitante per un ventennio. Nel dicembre 1993 aveva fatto perdere le proprie tracce vivendo come un uomo invisibile. E' stato arrestato dalla squadra mobile di Catania nell'ottobre del 2011.Ma tornando alla canzone neomelodica. Il ritornello recitava "questa è la vita nostra e non la possiamo cambiare... chi sbaglia e spaccia è per necessità...". Polemiche anche per il video "Quartiere Librino" in cui il regista, attraverso le sue riprese aveva eloggiato le due principali piazze di spaccio del quartiere. Inoltre durante il video musicale, sono state tante le "partecipazioni" alle riprese, da parte di personaggi noti alle cronache giudiziarie. >>

 La "profezia" di Maria De Filippi: "Cosa accadrà a Belen e Stefano" >>
Inserita il 09 Aug, 2020 9:14:52 AM
Il gossip dell'estate, quello che interessa la rottura tra Belen Rodriguez e Stefano de Martino, ogni giorno che passa si trasforma in una vera e propria soap-opera. E ora sull'argomento prende parola anche Maria De Filippi, in un'intervista che ha rilasciato di recente su Gente. La conduttrice delle reti Mediaset conosce personalmente i due divi che da settimane sono nel mirino dei fan e dei procacciatori dei gossip e, forse, potrebbe essere l'unica persona che potrebbe avere un'opinione chiara e precisa sulla questione. E infatti nell'intervista che ha rilasciato al magazine italiano, più volte afferma che Stefano De Martino è "un vero combina guai" e che "lui fa più pasticci di tutti". Ma andiamo con ordine."Dopo la fine del lockdown e dopo che avevo letto ciò che è successo tra i due, prima di tornare a Napoli, Stefano ha chiesto di passare a Roma. Voleva vedermi - esordisce Maria De Filippi-. So perfettamente che tutte le volte che viene a trovarmi vuol dire che ha combinato qualche guaio. Lui è fatto così", ammette la De Filippi. I due sono legati da una profonda amicizia che non è stata scalfita dai segni del tempo né tanto meno da tutti i pettegolezzi che hanno interessato la vita dell'ex ballerino. "Lui è un ragazzo molto particolare - aggiunge -. Ha la capacità di farsi voler bene e, soprattutto, riesce a farsi perdonare anche l'imperdonabile. Lo ha fatto anche con me. Ha avuto una storia con una ballerina di Amici eppure sono sempre riuscita a trovare qualcosa di buono nelle sue azioni. Ne ha combinate tante. È un vero combina guai".E durante l'intervista, Maria De Filippi non poteva di certo non dire la sua su quel gossip che sta scuotendo il mondo del web. "Secondo me tra Belen e Stefano ci sarà un ritorno di fiamma - ammette -. Lui ha una strana capacità. Fa i disastri e poi arriva con quella faccia lì, con quel sorriso lì, con quella parlata lì e tu gli perdoni tutto - rivela -. Condivido il comportamento di Belen. Lei sa emozionarsi. È sempre rimasta una bambina nel cuore. Tra due non so come finirà - commenta-. Si metteranno insieme o forse no. Però, secondo me, nulla è da escludere", conclude. E intanto sul web si cercano ancora dettagli su una possibile riappacificazione ma per ora tutto tace. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Gente Settimanale (@gentesettimanale) in data: 6 Ago 2020 alle ore 11:35 PDT >>

 Oro, argento e corallo per architetture divine >>
Inserita il 09 Aug, 2020 8:31:47 AM
Arriva a Palermo, negli spazi intimi del Museo Diocesano, e in una luce viva, nella oscurità degli ambienti, una mostra che solo in Sicilia si può realizzare, nella esaltazione di argenti, coralli, stoffe preziose, tra architettura e arti applicate. Sono gli spazi immaginari, altrove in cuoio dipinto o scagliola, dei "paliotti" d'altare con spericolate prospettive che avrebbe voluto concepire Escher, soprattutto ora che, estratti dalle loro funzioni, stanno sulle pareti come vedute in un delirio di sogni . In questo percorso, fra labirinti che si intersecano, si esaltano i sensi. Penso ai conventi dove, nel tempo lento, all'ombra di altari barocchi con intarsi di pietre dure, le monache intrecciano preghiere e biscotti, canti e dolci, miele e sospiri.Le donne che entravano in un monastero di clausura non ne uscivano più, sceglievano un mondo dove sparire contrasta con l'apparire. I ritmi erano frenetici, la vita di ogni giorno scorreva nel silenzio, l'unica espressione verbale era la preghiera, in quanto trascorrevano la maggior parte del tempo a recitare salmi, inni, preghiere e letture, avevano un'enorme capacità di controllo del loro corpo, restavano ore in ginocchio come in una posizione naturale, camminavano lungo i corridoi come se volassero, anche nell'aprire le porte era come fossero eteree, comunicavano attraverso gesti e sguardi che pesavano più delle parole, era concessa solo una breve pausa di ricreazione per poi riprendere le attività di preghiera.I dolci - lo sa bene padre Giuseppe Bucaro che alla vita claustrale ha dedicato una memorabile mostra, "Sacra et pretiosa",nel convento di Santa Caterina - oltre a essere concepiti nei monasteri femminili, a Palermo ebbero anche un gaudente promotore, l'abate Giovanni Meli che, nel Settecento, scrisse un delizioso libretto in dialetto, Li cosi duci di li batii,che ancora oggi costituisce un notevole ricettario di delizie culinarie. Non ci sono altri conventi come in Sicilia che tengano insieme piaceri dello spirito e piaceri dei sensi. Preghiere, dolci, e paliotti.Vorrei dire di cose lontane che mi legano alla Sicilia, nell'ordine dei valori assoluti: le arti segrete di argentieri e tessitori, in lenti e pazienti opere di meticoloso e assiduo impegno artigianale, per intercettare una dimensione di estasi nella bellezza, che trasferisce in forme perfette la devozione. Non può essere infatti frutto, se non di una esperienza mistica,la creazione di paliotti che traducono la fede in meraviglia, e testimoniano in favore della esistenza di Dio nello spirito e nelle mani degli uomini.Sarà difficile rivedere una mostra ardimentosa e coraggiosa come questa voluta da Rosalba Panvini e Salvatore Rizzo ,per celebrare la magnificenza della liturgia che innalza la bellezza allo splendore di Dio nel luogo della celebrazione : l'altare . E, in queste mirabili Architetture barocche in argento e corallo, il paliotto si trasferisce nella dimensione spaziale della veduta prospettica come le scene di un teatro.Giuseppe Cantelli parla del paliotto e della qualità scenografica dell'altare barocco: antependium era chiamato nel Medioevo , ed era ornamento di un blocco di pietra disadorno, fin dal tempo dei riti liturgici dei primi cristiani perseguitati in epoca romana. Occorreva concorrere >>

 Aretha canta ancora al cinema e in tv. La famiglia si dissocia >>
Inserita il 09 Aug, 2020 8:30:51 AM
Los Angeles. Esattamente due anni fa, era il 16 agosto del 2018, la regina del soul Aretha Franklin ci lasciava. Ora Hollywood le rende omaggio con due diversi progetti, un film e la terza stagione della serie televisiva Genius, prodotta da Nat Geo e dedicata alle menti geniali del Ventesimo secolo, che dopo Einstein e Picasso ha deciso di raccontare la storia della grande cantante di Memphis, la cui genialità non aveva a che fare solo con la musica ma con il suo attivismo e la sua passione politica, legata ai diritti civili della comunità nera, e al suo femminismo. Avrebbe dovuto andare in onda a maggio ma la pandemia ha rallentato la produzione, sarà in onda il prossimo inverno. Vede protagonista Cynthia Erivo, attrice e cantante candidata all'Oscar, lo scorso febbraio, per la sua interpretazione nel film biografico Harriet.Il secondo progetto è invece un film diretto da Liesl Tommy, dal titolo Respect come una delle canzoni più famose della Franklin. Anche questo film avrebbe dovuto debuttare negli Stati Uniti proprio in questi giorni ma è stato rinviato a gennaio del prossimo anno a causa dell'emergenza sanitaria che ha bloccato tutti i set a Hollywood. Ad interpretare la grande cantante è in questo caso Jennifer Hudson: "Sono panni piuttosto impegnativi da indossare confessa l'attrice, un Oscar nel 2007 per il musical Dreamgirls per non venirne sopraffatta ho deciso di affrontare l'impegno un passo alla volta, un giorno alla volta. Così facendo credo di essere riuscita a tributarle l'onore e il rispetto che merita e assecondare le sue volontà. Per lungo tempo, prima della sua scomparsa, abbiamo parlato insieme della possibilità di fare un film in cui l'avrei rappresentata, quindi spero di renderla orgogliosa e di renderle giustizia".L'idea di un film su Aretha Franklin infatti, era nata prima della morte della cantante, avvenuta per un tumore al pancreas. Il produttore Harvey Mason Jr. aveva discusso a lungo con la musicista del progetto, di quali episodi della sua vita raccontati nel libro The Queen Next Door, da cui il film è tratto - avrebbe dovuto prendere in considerazione e di chi avrebbe dovuto interpretarla. "Avremmo avuto almeno un centinaio di telefonate insieme dice il produttore - e fu lei stessa a volere Jennifer Hudson. Anzi, per lei era una condizione essenziale affinché il film si facesse, o lei o nessun'altra. Credo e spero di aver realizzato un film in grado di reggere la sua leggenda, un lavoro che sia un lascito degno del suo mito". Nonostante i contatti con l'artista e la sua stessa volontà di raccontarsi in un film, uno dei figli della cantante, Kecalf Franklin, ha espresso dubbi sul progetto, soprattutto perché la produzione ha deciso di non coinvolgere la famiglia dopo la morte della cantante. In un post su Facebook l'uomo ha chiesto al pubblico di boicottare il film. "L'unica approvazione di mia madre, prima di morire, riguardava Jennifer Hudson si legge nel post tutto il resto è andato contro la sua volontà e contro quella della famiglia. Non >>

 Scienza e fede religiosa non sono inconciliabili >>
Inserita il 09 Aug, 2020 8:30:05 AM
È stato Max Weber ad affermare ne La scienza come professione (1919) che "la tensione tra la sfera dei valori della scienza e quella della salvezza religiosa è insanabile". Il progresso scientifico dice Weber "è una frazione, e senza dubbio la più importante, di quel processo di intellettualizzazione al quale andiamo soggetti da secoli". E tale "progressiva intellettualizzazione e razionalizzazione" sta a significare che "la coscienza o la fede che basta soltanto volere, per potere, ogni cosa in linea di principio può essere dominata con la ragione. Il che significa il disincantamento del mondo. Non occorre più ricorrere alla magia per dominare o per ingraziarsi gli spiriti come fa il selvaggio per il quale esistono simili potenze. A ciò sopperiscono la ragione e i mezzi tecnici. È soprattutto questo il significato della intellettualizzazione come tale". Insomma: "È il destino dell'epoca nostra, con la sua caratteristica razionalizzazione e intellettualizzazione, e soprattutto col suo disincantamento del mondo, che proprio i valori supremi e sublimi sian divenuti estranei al gran pubblico per rifugiarsi nel regno extramondano della vita mistica o nella fraternità dei rapporti immediati e diretti tra i singoli".Per Weber, dunque, è quello di un aut-aut il rapporto tra la sfera dei valori della scienza e quella dei valori religiosi. Ma la situazione è proprio questa? Un mondo disincantato dalla scienza, letto cioè dalle teorie scientifiche, è un mondo che implica di necessità la negazione di un Creatore oppure è un mondo in cui dalla fede del credente vengono strappate via le croste di ataviche superstizioni? Un mondo senza ninfe dietro a una sorgente o senza un irritato Giove che lancia fulmini sugli uomini è davvero un universo in grado di proibire senza appello ogni traccia di Trascendenza? E poi questione di maggior rilievo è la scienza che desacralizza il mondo ovvero il mondo, per essere investigato scientificamente, dev'essere un mondo già desacralizzato, disincantato? Ecco, a tal riguardo, la fondamentale proposta di Max Scheler in Sociologia del sapere (1924): "Bisogna, innanzi tutto, farla finita con l'errore molto condiviso che la scienza positiva (e il suo movimento progressivo) abbia mai potuto e mai possa, fintanto che essa rimane nei suoi limiti essenziali, torcere un sol capello alla religione. Questa tesi, sia essa sostenuta da credenti o da increduli, è sempre ugualmente falsa". Falsa, per la ragione che "i tabù, che le religioni hanno impresso ai più diversi ambiti della conoscenza umana, dichiarando le rispettive cose come sacre e come articoli di fede, debbono perdere questo carattere di tabù per motivi religiosi o metafisici propri, e tornare a essere oggetti di scienza. Finché la natura è colma, per un dato gruppo, di forze personali e demoniache, essa è nella misura in cui lo è, esattamente ancora un tabù per la scienza. Chi considera le stelle come divinità visibili, non è ancora maturo per una astronomia scientifica". Di seguito la tesi di fondo proposta da Scheler: "Il monoteismo creazionistico giudaico-cristiano e la sua vittoria sulla religione e sulla metafisica del mondo antico fu senza dubbio >>

 "Sartre e altri scrittori troppo stupidi per me" >>
Inserita il 09 Aug, 2020 8:29:09 AM
Quanto siete disposti a sacrificare per una battuta sulfurea ben riuscita? Tutto? Niente? Céline non aveva timore di giocarsi la reputazione. L'iperbole spinta fino all'assurdo caratterizza non solo i suoi pamphlet, primo fra tutti il famigerato Bagattelle per un massacro, ma anche la sua corrispondenza. Non fa alcuna differenza se gli interlocutori sono i lettori, le amiche o il suo editore. Céline va a tavoletta, ottenendo sempre l'effetto voluto: sorprendere, scandalizzare, disorientare. A volte viene il sospetto che Céline metta alla prova chi legge e si chieda: mi prenderanno sul serio? Capiranno il grottesco delle mie esagerazioni? Era inevitabile prendere sul serio. Céline non mentiva. Si limitava (si fa per dire) a portare la sua opinione all'eccesso per evitare il rischio di essere noioso, verboso, intellettualoide.Un esempio interessante e molto divertente di questo modo di esprimersi si trova in La Bibliothèque de Louis-Ferdinand Céline, a cura di Laurent Simon & Jean-Paul Louis, Du Lérot éditeur (due volumi, pagg. 374+382, euro 90). Un lavoro monumentale, accuratissimo, utile allo studioso, formidabile per il semplice appassionato. In sostanza è un dizionario degli autori e delle opere citate da Céline negli scritti e nelle interviste. L'opera illumina alcuni aspetti centrali di Céline che rivela le sue fonti di ispirazione, per niente scontate. Da dove nasce, per esempio, la piccola musica, lo stile "jazzato", frenetico, fondato su una punteggiatura particolare, i famosi tre puntini di sospensione? Nelle pagine della Bibliothèque si trova risposta. Non è l'unico pregio dei due tomi. Viene fuori di prepotenza la cultura di Céline, lettore non particolarmente moderno, anzi, attardato su nomi e movimenti che, specie dopo la Seconda guerra mondiale, molti avrebbero ritenuto sepolti. Ne esce infine una mappa esilarante degli scrittori contemporanei divisi nettamente in due categorie: amici (due o tre) e nemici (due o tre legioni).Ecco un assaggio di cosa potete trovare nella Biblioteca di Céline.MAESTRIPaul Morand "lo riconosco come mio maestro come il Barbusse del Fuoco". Morand, autore di innumerevoli capolavori come Lewis et Irène, e Henri Barbusse (solo quello del Fuoco, però) sono modelli di stile. Entrambi hanno contribuito alla idea della "piccola musica", Morand per la prosa "jazzata", Barbusse per le innovazioni introdotte nei dialoghi. Il terzo nume è il romanziere svizzero Charles Ferdinand Ramuz, autore di Joie dans le ciel, per la concezione di prosa "oralizzata" spiegata nella Lettre à Bernard Grasset (1929).AMICIPochi ma buoni. Marcel Aymé: "Come autore di racconti è meglio di Maupassant". L'autore del Passamura è stimato anche per il suo coraggio. Passato indenne dall'epurazione, nonostante l'assidua presenza tra le colonne di Je suis partout, rivista dei collaborazionisti, Aymé si batterà contro la vendetta dei vincitori, difenderà Maurice Bardèche e rifiuterà la Legione d'onore. Roger Nimier: "Gli scrittori francesi rinnegano la lingua francese, preferiscono il francese da traduzione ... Tutti eccetto Nimier". Nimier, autore delle Spade e dell'Ussaro blu, era stato l'enfant prodige della letteratura del Dopoguerra. Divenuto consulente di Gallimard, è tra i principali responsabili della riabilitazione "editoriale" di Céline. Fu il caposcuola degli Ussari, corrente anticonformista, reazionaria, in opposizione >>

 Conte non vuole il rimpasto ma teme il caos d'autunno >>
Inserita il 09 Aug, 2020 8:24:42 AM
"Tutto può succedere, dopo le elezioni regionali e il referendum. E dietro l'angolo c'è Draghi...".Nella calura di mezza estate c'è chi nella maggioranza spera o paventa svolte autunnali. La possibile vittoria del sì nella consultazione confermativa della raffazzonata riforma che taglia il numero dei parlamentari avrà un risultato certo: la blindatura della legislatura. Nessun gruppo parlamentare, a cominciare da quello dei Cinque Stelle (destinato alla decimazione) avrà interesse ad un'accelerazione verso le urne. Finora si è detto che la blindatura si sarebbe automaticamente estesa al governo Conte bis. Ma in varie aree della maggioranza si inizia a pensare che non debba essere per forza così. "I grillini saranno i primi ad appoggiare qualsiasi governo, con qualunque maggioranza, pur di ritardare il voto e quindi la disoccupazione", ragiona un esponente dem.Sull'esecutivo, a inizio autunno, rischiano di scaricarsi tensioni difficilmente gestibili, grazie al cumulo di dossier rinviati e lasciati marcire dal premier per evitare scelte complicate. Basti citare il Mes: in autunno sarà chiaro che non si può fare a meno di attivarlo, ma nelle confuse file grilline esploderà il caos.E il risultato delle Regionali rischia di terremotare anche il Pd, finora elemento stabilizzatore della maggioranza: in Veneto, Liguria, Marche e Puglia i sondaggi vedono il centrosinistra (con o senza l'alleanza con i Cinque Stelle) in grande affanno, se non certamente sconfitto. Il vantaggio (sia pur di misura) viene registrato solo in Toscana e in Campania, dove però si è registrata l'entrata a gamba tesa dei pm nella campagna elettorale. Un quattro a due renderebbe assai più traballante la posizione di Nicola Zingaretti, che - dicono dalla fronda Pd - inizia a "sentire sul collo il fiato di Stefano Bonaccini". E al segretario dem rischia di venire messo in conto anche il gran pasticcio del referendum, con un Pd costretto a schierarsi ufficialmente per il sì ad una riforma che i suoi stessi massimi dirigenti definiscono "pericolosa per la democrazia", regalando ad un Movimento Cinque stelle ormai alla canna del gas una vittoria d'immagine, senza nulla in cambio.Nella confusione agostana rispuntano intanto le chiacchiere sul rimpasto di governo, con tanto di liste di chi entra e chi esce dai ministeri. Il premier Conte però non ne vuol sentir neanche parlare: "Ha capito che, se iniziasse a muovere qualche casella, il primo a saltare sarebbe lui", confida un esponente dell'esecutivo. E il capodelegazione dem Dario Franceschini, consapevole delle forti pressioni che arrivano dal suo partito (ma anche da Italia viva, e ovviamente dai Cinque Stelle affamati di promozioni ministeriali) per sostituire alcuni titolari di dicastero, ha tirato il freno a mano con un ragionamento assai lineare: "Nel partito grillino non esiste linea, gruppo dirigente, interlocutori parlamentari: con chi andate a discutere di sostituire un loro ministro con un altro?". Crimi, spiegano dal Pd, "conta quanto il due di coppe". Di Maio, presunto uomo forte, "ha grossissime difficoltà dei gruppi parlamentari". Quanto al mitologico Dibba, ansioso di tornare in pista, sconta l'handicap che nessuno dei suoi fan in Parlamento vuol rischiare nuove elezioni. Ergo, >>

 Forza Italia smentisce tentazioni centriste "Siamo fondamentali per il centrodestra" >>
Inserita il 09 Aug, 2020 8:22:59 AM
Tentazioni centriste? No, grazie. Difficile fare la conta di quante smentite sia stata costretta a fare nell'ultimo anno Forza Italia per ribadire il suo saldo ancoraggio al centrodestra, una convinzione che lo stesso Silvio Berlusconi ha ribadito quasi quotidianamente anche nelle sue interviste. E non si tratta soltanto di un tormentone estivo perché gli articoli giornalistici che descrivono i dirigenti azzurri (o gruppi di singoli parlamentari) tentati da questa o quella avventura nelle piccole formazioni dalla oscillante collocazione politica si succedono da circa due anni. L'ultima nota, arrivata ieri, ribadisce in maniera ancora più marcata la collocazione politica e l'identità di Forza Italia, un partito che si riconosce in valori diversi da quelli degli alleati sovranisti, ma nella sua diversità fondamentale per rendere la coalizione competitiva e spendibile a livello nazionale ed europeo."Ancora una volta è purtroppo necessario smentire ricostruzioni e retroscena apparsi su diversi quotidiani in merito alla situazione di Forza Italia e in particolare allo svolgimento della riunione di giovedì scorso dei vertici del movimento con il presidente Berlusconi. Tali notizie sono il frutto di pettegolezzi e voci incontrollate che non rendono giustizia né della situazione di Forza Italia né del duro lavoro in atto per prepararsi al meglio all'appuntamento elettorale delle Regionali e soprattutto alla difficile stagione della ripresa autunnale, nella quale il Paese rischia di sentire in modo ancora più grave il peso della crisi innescata dalla pandemia. Queste sono le preoccupazioni dei vertici di Forza Italia, non certo contrapposizioni personalistiche o di linea politica che non hanno ragion d'essere"."La linea, indicata in più occasioni dal presidente Berlusconi è chiarissima: siamo parte integrante del centrodestra - che in Italia esiste proprio grazie a noi - e all'interno del centrodestra abbiamo un ruolo profondamente diverso, per linguaggio, per cultura, per contenuti, dai nostri alleati. Siamo l'unica forza politica in Italia ad esprimere coerentemente e compiutamente una visione liberale, cristiana, europeista, garantista". Naturalmente -si legge ancora nella nota- "le persone che collaborano con il presidente Berlusconi hanno opinioni e sensibilità diverse, delle quali siamo abituati a discutere liberamente e con franchezza, ma non esiste nessuno, né fra i partecipanti alla riunione di giovedì, né fra gli altri dirigenti e parlamentari azzurri, che non condivida questa impostazione". L'ultimo passaggio si concentra sulla possibilità che possa crearsi un polo di centro con Italia Viva di Matteo Renzi, Azione di Carlo Calenda ed eventualmente un partito fondato da Giuseppe Conte. "Nessuno in particolare guarda a forze politiche minori che disperderebbero - invece di aggregarla - un'area politica di centro che per avere una funzione deve essere alternativa alla sinistra come accade in tutta Europa. L'impegno di tutti - conclude la nota - è invece quello di concentrare le forze per consolidare, già in vista delle prossime elezioni, una forza politica come la nostra che mai come oggi è determinante per il futuro del Paese". >>

 "Ristoratori maltrattati: 50mila imprese a rischio e nemmeno un aiuto" >>
Inserita il 09 Aug, 2020 8:19:57 AM
"Siamo figli di nessuno". Lino Stoppani, vicepresidente di Confcommercio e presidente Fipe (l'associazione dei pubblici esercizi che rappresenta il settore della ristorazione) è deluso dalla scarsa attenzione che il decreto agosto ha riservato alla sua categoria e al terziario in generale.Presidente Stoppani, il bonus per i consumi alla fine non è stato inserito nel dl."Il nostro è stato uno dei settori più danneggiati con un calo di fatturato diminuito in media del 50% rispetto alla situazione pre-Covid. Se esponenti autorevoli del governo e della maggioranza annunciano l'introduzione di un bonus del 20% o un miliardo di voucher per gli acquisti, si creano giuste aspettative del nostro settore. È chiaro che la considerazione nei nostri confronti è scarsa".È preoccupato?"La Gran Bretagna, pur con tutti i suoi problemi, ha predisposto un bonus del 50% per i consumi nei pub con un tetto di 10 sterline. Perché l'Italia non l'ha fatto? Con questa crisi chiudono 50mila pubblici esercizi che sono la vetrina dell'agroalimentare italiano e che sono una delle nostre maggiori attrattive turistiche".Si è dato una risposta?"I soldi si sono trovati per le auto, per i monopattini e non ci sono per gli operatori della ristorazione. Meritavamo un segnale di attenzione per chi vive momenti disastrosi. Il premier Conte aveva parlato di una manovra sull'Iva, sarebbe stato era un segnale simbolico per un settore maltrattato dalla politica. Un settore che dà lavoro a un milione di occupati, con 300mila imprese e che l'anno scorso ha prodotto 86 miliardi di valore aggiunto dovrebbe essere una priorità. Ma noi non abbiamo un ministero di riferimento con le competenze divise tra tre ministeri: non siamo importanti né per Patuanelli, né per la Bellanova né per Franceschini. Siamo figli di nessuno".Non la soddisfa l'avvio del programma di rimborsi per chi usa i pagamenti elettronici?"È una misura positiva ma richiede un analogo impulso al processo di abbattimento dei costi e delle commissioni connesse all'utilizzo ed accettazione di questi strumenti".Quali richieste si sente di avanzare?"Il nostro presidente Carlo Sangalli ha espresso chiaramente quali siano le nostre priorità. Serve una risposta più forte per sostenere i settori a rischio chiusura del terziario come turismo, trasporti, servizi e professioni. E, soprattutto, serve una risposta su tre fronti: recuperare con urgenza le iniziative per rilanciare i consumi come i bonus non previsti dal decreto, rafforzare i contributi a fondo perduto ed estendere le moratorie fiscali, anche per la riapertura dei termini del saldo del primo acconto delle imposte sui redditi. In particolare, vorrei mettere in evidenza la necessità di bonus per quei settori che stanno soffrendo maggiormente la crisi, anche attraverso una rimodulazione dell'Iva basata sui codici Ateco. I contributi a fondo perduto, infine, sono necessari per chi ha sofferto cali di fatturato che si stanno protraendo anche dopo il periodo di lockdown".A questo punto le risorse del Recovery Fund saranno decisive."Bisogna portare a casa quei 209 miliardi, ma non per sussidi e spese improduttive. Confcommercio è disponibile a contribuire alla stesura dei progetti di impiego di quei fondi. La speranza è >>

 Escort positiva Covid in fuga da Crotone >>
Inserita il 09 Aug, 2020 8:18:49 AM
Escort positiva al Covid 19 in fuga da Crotone. Un'altra "Bocca di rosa" contagiata dal coronavirus scatena il panico questa volta in Calabria.Dopo il caso di Modica dove una prostituta peruviana poi risultata contagiata aveva avuto diversi contatti ravvicinati ma ovviamente riservati ora è una escort straniera che ha "esercitato" a Crotone a preoccupare l'Azienda sanitaria provinciale. La donna infatti dopo essere stata sottoposta al test che ha dato esito positivo è scomparsaLa donna si sarebbe resa irreperibile due giorni fa subito dopo aver ricevuto l'esito del tampone eseguito nei giorni scorsi. Intanto l'Asp della città calabrese ha provato ad avviare i controlli per ricostruire i contatti avuti negli ultimi giorni dalla prostituta.Ovviamente la scomparsa della donna rende praticamente impossibile risalire ai suoi contatti, un passaggio necessario per poter circoscrivere quello che potrebbe trasformarsi in un focolaio se la donna da positiva avesse avuto numerosi rapporti con clienti che a loro volta potrebbero contagiare altre persone.Per il caso precedente la escort da Modica si era poi spostata a Foligno dove aveva eseguito il test. Anche in questo cosa però non fu facile risalire ai contatti avuti in Sicilia sia perchè la ragazza si era rifiutata di fornire qualsiasi indicazione sui suoi clienti sia perché l'autodenuncia poteva implicare situazioni imbarazzanti. In quel caso infatti le autorità sanitarie chiesero la collaborazione dei cittadini garantendo l'anonimato in caso di autodenuncia. >>

 Ripartono crociere e centri benessere. Torna il pubblico negli eventi sportivi >>
Inserita il 09 Aug, 2020 8:17:12 AM
Le regole anti-Covid, che ormai fanno parte del nostro quotidiano, ci accompagneranno per tutta l'estate. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato ieri il nuovo Dpcm che proroga le misure precauzionali minime per contrastare il diffondersi dei contagi fino al 7 settembre: mascherine, distanziamento di almeno un metro e lavaggio delle mani.Misure essenziali per tenere a bada i focolai, che ci sono ma per ora vengono gestiti senza particolare preoccupazione, anche se i numeri dell'epidemia negli ultimi giorni sono in salita. Colpa soprattutto della movida nei luoghi di vacanza e degli assembramenti, che andrebbero evitati anche tra i giovani. Dopo l'estate un nuovo pit-stop per valutare l'andamento della curva epidemiologica. E chissà se in autunno potremo dire addio alle protezioni individuali, che per ora vanno tenute sempre sui mezzi di trasporto, in tutti i luoghi chiusi e ovunque non sia possibile mantenere le distanze.Tra le novità, come già anticipato dal premier, il via libera alle crociere il 15 agosto, con gli imbarchi condizionati a severi screening dei viaggiatori e rigidi protocolli di sicurezza. In ambito sportivo quella più attesa è la ripresa dal 1 settembre della partecipazione del pubblico agli eventi di minore entità: saranno consentiti un massimo di 1.000 spettatori negli stadi aperti e di 200 negli impianti sportivi al chiuso. I posti a sedere dovranno essere assegnati preventivamente e rimane l'obbligo del distanziamento interpersonale. Il decreto prevede che in casi particolari, per eventi sportivi che superino il numero massimo di spettatori consentiti, gli amministratori locali sottopongano gli specifici protocolli di sicurezza alla validazione preventiva del Comitato tecnico-scientifico prima dell'evento. Un possibile spiraglio per gli Internazionali di tennis di Roma. Per gli stadi pieni ci sarà ancora da aspettare. Le partite nazionali restano a porte chiuse, mentre gli sport da contatto, come il calcetto, -sono consentiti nelle Regioni o Province autonome che ne abbiano accertato la compatibilità con l'andamento della situazione epidemiologica nei rispettivi territori e che abbiano individuato protocolli ad hoc per prevenire il rischio di contagio. Per quanto riguarda le competizioni internazionali e che prevedono la partecipazione di atleti e tecnici provenienti da paesi per i quali l'ingresso in Italia è vietato o per i quali è prevista la quarantena, questi ultimi, prima dell'ingresso in Italia, devono avere effettuato il tampone.Gli amanti dei centri benessere potranno nuovamente rilassarsi nelle saune, a patto che vengano prese alcune precauzioni, quali il contingentamento degli accessi, il distanziamento e il ricambio d'aria dopo ogni turno. Off limits gli ambienti molto umidi, come il bagno turco, che potranno essere utilizzati solo su prenotazione con uso esclusivo. Nelle zone interne di attesa si dovranno tenere le mascherine. Restano chiuse le discoteche, una brutta notizia per il settore del divertimento notturno, già duramente provato. Dal primo settembre sono consentite invece le fiere ed i congressi, attività che potranno essere regolate dalle Regioni in base alle dimensioni e alle caratteristiche dei luoghi. >>

 Le imprese del Sud ora vogliono i danni: "È stato un golpe" >>
Inserita il 09 Aug, 2020 8:15:27 AM
La Sicilia che si lecca le ferite. E non solo. L'intero Sud che scopre che forse si poteva attutire il colpo. Il lockdown che lo ha messo in ginocchio, compromettendo la stagione con danni ancora da quantificare, ma comunque "nell'ordine di miliardi di euro", grida il governatore dell'isola Nello Musumeci, non era stato richiesto.Gli scienziati non avevano suggerito un blocco per tutto il Paese, ma solo per alcune aree del nord: "Quella di chiudere tutto fu una scelta politica", ribadiscono dal comitato tecnico scientifico dopo la desecretazione dei verbali delle riunioni di quei giorni drammatici. E allora restano le domande, i perché, come di quella fuga di notizie e di persone dal nord al sud che aveva preceduto il dcpm che il 9 marzo avrebbe fatto dell'Italia una intera zona rossa, ma soprattutto restano i "come" e i "se" si potesse fare diversamente per evitare a tutto il Paese di correre verso il baratro di un Pil ora in caduta del 12 per cento. È durissimo Musumeci: "Sono stati sleali con i siciliani e con tutte quelle Regioni meridionali che avrebbero potuto attenuare i disastri economici seguiti al lockdown, sono sconcertato, come se il Governo non avesse voluto avere fiducia nelle Regioni meridionali, non vorrei che questo sia avvenuto anche perché la Sicilia è governata dal centrodestra. Un'economia in difficoltà, con alti tassi di povertà avrebbe potuto continuare a produrre e invece ci hanno bloccato completamente a dispetto di ogni dato scientifico". I calcoli "li faremo a fine anno, ma per ora, solo nel comparto turistico, viene stimato un calo del 30-35 per cento, ci stiamo riprendendo un po' in queste ultime settimane, ma il danno è ormai fatto".E se anche il viceministro della Salute difende la bontà di quella scelta che ha salvato 600mila vite, per quel danno, le associazioni di categoria starebbero valutando di chiedere un risarcimento. Un'ipotesi di azione legale che per ora non viene formalizzata ma che è sul tavolo. Patrizia Di Dio, presidente Confcommercio Palermo, accusa il governo: "È stato un golpe e non ne capiamo le ragioni. Chiederemo con forza che i danni per un territorio come il nostro vengano risarciti, che emerga la responsabilità per avere fatto sprofondare la Sicilia in una drammatica e insanabile emergenza economica e sociale".Il rapporto Svimez calcola nel lockdown di una perdita di valore aggiunto su base mensile di 48 miliardi di euro, di cui 10 solo nel mezzogiorno. E se la perdita complessiva di fatturato per ogni mese di blocco ha toccato i 25 miliardi, ben 7 sono riferibili al Meridione. Potrebbero muoversi albergatori, ristoratori e gli imprenditori del settore turistico, come spiega la Fipe, l'associazione degli esercenti: "Per ora non abbiamo deciso di intraprendere azioni legali ha detto il segretario vicario Aldo Cursano ma sicuramente c'è un gruppo di ristoratori che ci sta pensando". Il comitato spontaneo Eolie 2030, nato durante il lockdown sulla tempesta di una crisi senza precedenti per il comparto delle isole, aveva già annunciato di stare "verificando se esistono le condizioni per >>

 La "partita" decisiva per la Chiesa: chi può succedere al Papa >>
Inserita il 09 Aug, 2020 8:01:51 AM
Parlare del prossimo Papa con Jorge Mario Bergoglio ancora regnante può essere percepito come un esercizio privo di senso, ma di questi tempi alcune case editrici stanno pubblicando alcuni libri che trattano proprio del "Next Pope", del consacrato che sarà chiamato a regnare sul soglio di Pietro."Perché?", ci si potrebbe chiedere. Le ragioni possono essere soprattutto due: c'è chi evidenzia che i cardinali non si conoscano tra di loro e quindi abbiano bisogno in anticipo dei profili degli altri porporati per scegliere in futuro, ma c'è anche chi pensa che papa Francesco possa persino dimettersi. Joseph Ratzinger ha aperto una breccia nella storia. Benedetto XVI ha creato una figura nuova, il pontefice emerito. E nessuno, a ben vedere, può dare per scontato che Joseph Ratzinger rimanga l'unico papa ad optare per quella scelta dopo la rinuncia del 2013.Quando abbiamo intervistato il vaticanista del National Catholic Register per Inside Over, Edward Pentin ci ha detto che la scelta di lavorare alla sua ultima fatica, "The Next Pope" appunto, è dipesa pure dal fatto che "Ii un conclave, di solito, non è solo il pubblico ad avere poca o nessuna conoscenza del futuro Papa. Forse, sorprendentemente, nemmeno i cardinali che stanno votando per lui. Nell'ultimo conclave del 2013, un cardinale ha dichiarato in modo memorabile di aver trovato confuse le informazioni ricevute e altri si sono lamentati della mancanza di informazioni su chi votavano". Questa è una delle spiegazioni che riguardano la ratio di una delle pubblicazioni comparse sul prossimo vescovo di Roma.L'altra causa di questi libri può essere rintracciata per esempio su quanto scritto anche da Italia Oggi di recente: in Santa Sede avrebbero già iniziato a pensare a qualche nome. E magari anche papa Francesco può aver fatto qualche ragionamento sul suo successore. Ma perché viene ventilata l'ipotesi che il Santo Padre possa intraprendere lo stesso percorso scelto da Joseph Ratzinger? Esiste almeno un motivo per pensare che Jorge Mario Bergoglio possa diventare il prossimo "emerito"?Dalle ventilazioni dei giornalisti considerati "amici" del pontefice argentino, alle riflessioni che lo stesso papa Franesco ha presentato in relazione alla mossa del 2013 di Ratzinger: questa eventualità non viene del tutto esclusa dalle cronache vaticane, che se ne sono occupate e che ogni tanto tirano fuori questo scenario. Per comprendere cosa potrebbe accadere non è ovviamente sufficiente indagare gli umori dei vari "fronti" che operano sul piano dell'opinione pubblica - ricorderete di come un arcivescovo, Carlo Maria Viganò, abbia persino domandato le dimissioni del Santo Padre - . Non si può che lasciare che il tempo fornisca le risposte.Il cardinale americano Timothy Dolan, stando a quanto riportato dalla Cna, ha inviato ai suoi fratelli cardinali il libro di George Weigel, un altro "The Next Pope". Qualche movimento, se non altro dal punto di vista culturale, sembra esserci. Il fatto che vengano pubblicati libri non dimostra che il papa stia per dimettersi. Certifica, al limite, che il dibattito sull'avvenire ecclesiastico è aperto. Nel corso di questo pontificato, si è parlato spesso pure di "complotti" contro >>

 La grande trappola della banca: "Abbiamo perso i nostri soldi" >>
Inserita il 09 Aug, 2020 8:00:51 AM
"Fui la prima a dire che non volevo comprare azioni, ma la banca ci assicurò sul fatto che i prodotti che offriva, non essendo quotati in borsa, non sarebbero stati soggetti a oscillazioni pericolose. Ma così non è stato". Maria, nome di fantasia, racconta a ilGiornale.it come gli incauti investimenti della Banca Agricola popolare di Ragusa hanno fortemente danneggiato i risparmi dei suoi genitori."Stiamo parlando di due anziani che hanno un livello d'istruzione molto basso: mio padre ha la licenza media, mia madre la quinta elementare che, dieci anni fa, furono convinti ad acquistare 3000 azioni della banca spacciandole come più sicure dei bot", ci spiega Maria. Che aggiunge: "Ci avevano che si trattava di prodotti sicuri in quanto 'liquidi'. Oggi, invece, noi abbiamo scoperto che il titolo non quotato, per sua natura, è illiquido". Un problema che affligge ben 19mila azionisti-risparmiatori e che perdura da ormai sei anni. "Inizialmente ci avevano assicurato che, se ne avessimo fatto richiesta, tali azioni sarebbero state rimborsate nell'arco di tre giorni e, fino, al 2014 è stato così. Anzi, le nostre azioni avevano raggiunto un valore molto alto (117,40 euro)", racconta la risparmiatrice ragusana. Dopo qualche mese, la banca inizia ad acquistare sempre meno azioni e, poi, si è inserisce nel mercato HIMTS "innescando così un meccanismo perverso", dice Mari.Secondo l'istituto di credito ragusano "questa era la soluzione a tutti i mali dal momento che, a causa di una particolare nuova norma, non poteva più comprare le azioni in maniera illimitata come prima". Altri soggetti, invece, non avrebbero avuto questi vincoli e la banca rassicurò gli azionisti che, nel giro di poco tempo, avremmo potuto rientrare dei nostri soldi. "Questo, però, non è avvenuto e, anzi, le azioni non si sono più vendute: su 500mila azioni messe in vendita 2-300 azioni a settimana", ci rivela Maria. Da quel momento in poi la situazione finanziaria degli azionisti ragusani si fa sempre più delicata. "Una volta entrati in questo mercato non siamo più riusciti a vendere tale azione che, di conseguenza, ha perso valore passando da 117, 40 euro a 83,50 euro e, per i prossimi mesi, si prospettano ulteriori ribassi", dice l'azionista. Solo nel gennaio 2019, dopo svariate proteste, qualcosa si muove.Il sottosegretario all'Economia Alessio Villarosa e di Banca d'Italia, finalmente, si interessano al caso dei risparmiatori della Banca popolare di Ragusa che si attiva per creare un 'liquidity provider', una sorta di società creata ad hoc per riacquistare queste azioni. "Da quel momento le azioni vendute crescono da 3-500 a 1600 azioni a settimana anche se a un prezzo inferiore. Finita l'estate, però, questo processo si è fermato. Il tasso di acquisti si è ribassato di nuovo", ammette sconfortata la giovane Maria. Inutile persino cambiare banca. "Noi lo abbiamo fatto, ma le nostre azioni rimangono tali, non si trasformano in soldi e finché non si vendono tali azioni non rientreremo dei nostri soldi", ci spiega la risparmiatrice che accusa il governo di immobilismo. "A parte il liquidity provider non è stato fatto nulla. >>

 Belen è un fiume in piena e spara a zero contro De Martino: "Un uomo va anche perdonato... No" >>
Inserita il 08 Aug, 2020 3:52:41 PM
Belen Rodriguez è pronta a perdonare Stefano De Martino? A quanto pare no. Come al solito l'argentina preferisce non intervenire direttamente nel gossip che ha travolto il suo matrimonio, ormai al capolinea, con l'ex ballerino ma non si tira indietro quando deve dire o far capire qualcosa. Da qualche giorno la questione è tornata di attualità per uno "scambio" di battute sui social che poteva lasciar intendere un riavvicinamento ma, soprattutto per le parole di Maria De Filippi affidate al settimanale Gente in edicola questa settimana."Questa volta con Belen non so come andrà a finire, può darsi che tornino insieme, con lui non si sa mai", ha detto Maria De Filippi. Parole che a molti sono sembrate possibilisite per un futuro perdono da parte dell'argentina. D'altronde, Maria De Filippi conosce molto bene sia il ballerino che la showgirl, quindi i fan si sono aggrappati alle sue parole per continuare a sperare. Ad alimentare queste voci possibiliste ci sono anche i due post di Belen e Stefano, che sembrano quasi l'uno la risposta all'altro e che avevano fatto intravedere uno spiraglio di pace tra loro. Invece no, per lo meno non nell'immediato futuro, almeno stando alle ultime storie condivise dall'argentina che sembra le stia letteralmente cantando al suo ex marito. Che Belen abbia una passione per il canto è noto a tutti. L'argentina si esibisce spesso per gli amici e i video a volte finiscono sui social, dove Belen Rodrguez è molto attiva. Durante queste vacanze così particolari, in piena pandemia e a pochi mesi dalla separazione, l'argentina ha avuto anche il tempo di aprire e chiudere un flirt con un affascinante imprenditore napoletano. Per molti quella sarebbe stata solo una vendetta nei confronti dell'ex marito, da molte parti accusato di averla tradita.Ora Belen sta cercando di ritrovare un po' di leggerezza e non c'è niente di meglio di una serata karaoke con gli amici più cari. Ma l'argentina non ha scelto di postare sul suo profilo una canzone qualunque ma nelle sue storie ha condiviso una parte de La mia storia tra le dita, uno dei brani simbolo della discografia di Gianluca Grignani. "Ma quali buoni amici maledetti, io un amico lo perdono, mentre a te ti amo. Può sembrarti un po' banale, ma è un istinto naturale", canta Belen Rodriguez con uno spiccato accento argentino che rende la canzone particolarmente intrigante."Ma c'è una cosa che io non ti ho detto mai, i miei problemi senza te si chiaman guai. Ed è per questo che mi piace fare il duro in mezzo al mondo per sentirmi più sicuro", continua Belen nella sua esibizione, negando però quelle parole con la gestualità, come a dire che a lei, di fare quella dura, non interessa. In effetti l'argentina non ha mai negato di aver sofferto per la separazione da De Martino. "E se davvero non vuoi dirmi che ho sbagliato, ricorda a volte un uomo va anche perdonato", canta Belen per poi correggersi: "No!". Impossibile non notare una risposta indiretta alle parole di >>

 Finito il patriottismo, i vip vanno in vacanza all'estero >>
Inserita il 08 Aug, 2020 3:05:28 PM
Formentera, Mykonos, Isole Canarie sono queste le mete più gettonate dai vip nostrani per le loro vacanze post quarantena. E pensare che durante il lockdown - sognando un'estate normale - il mantra dei volti noti era: "Quest'anno vacanze italiane". E invece troppo grande deve esser stata la tentazione di prendere un volo e godersi il sole e il mare a migliaia di chilometri di distanza dal Belpaese. Così, alla spicciolata, da Aurora Ramazzotti a Raffaella Fico, da Alessia Marcuzzi ad Alba Parietti ecco le nostre vip salutare l'Italia in favore del turismo estero.La prima a prendere il volo, destinazione Formentera, è stata Alba Parietti. Sull'isola delle Baleari la showgirl possiede un'abitazione nella quale si rifugia ogni estate, ma questo non l'ha risparmiata dalle critiche e dai giudizi del popolo del web. A farle eco anche l'influencer Ludovica Valli che a Formentera ha deciso di trascorrere buona parte dell'estate, dopo aver accusato malesseri che hanno preoccupato il popolo social. A godersi il caldo sole spagnolo è volata anche la chiacchieratissima Alessia Marcuzzi, che a Formentera ha trovato il suo buen retiro da anni. Insieme alla figlia Mia e ad alcune amiche, la conduttrice ha preso le distanze dall'Italia e dai pettegolezzi, concedendosi qualche giorno di relax prima dell'inizio delle registrazioni della sua edizione di Temptation Island.Mykonos ha invece stregato l'attrice Ludovica Bizzaglia e l'influencer Soleil Stasi che, insieme alla collega Dayane Mello (al centro di un piccante gossip tra Gianmaria Antinolfi e Belen Rodriguez), si è concessa una vacanza all'insegna del divertimento alle isole cicladi. L'affascinante isola greca ha conquistato anche altre starlette dello spettacolo nostrano: l'attrice Michela Quattrociocche, l'influencer Chiara Nasti e Raffaella Fico. Per tutte e tre Mykonos è stata l'occasione per presentare i loro nuovi amori, nati in questa strana estate pandemica.Insomma alla faccia del turismo di prossimità tanto decantato durante i lunghi mesi di quarantena. La maggior parte dei vip nostrani ha deciso di fare almeno una puntatina all'estero in questa inusuale estate, scatenado - spesso - la reazione indignata del popolo social alla vista di post e foto scattati fuori dai confini nazionali. Anche Aurora Ramazzotti non è stata da meno ed è volata alle Isole Canarie. La figlia di Michelle Hunziker e Eros Ramazzotti è approdata a Lanzarote nelle scorse ore in compagnia del fidanzato Goffredo e di un gruppo di amici, pronta a esplorare la suggestiva isola vulcanica. >>

 La testimonianza choc: "Una pervertita procurava le ragazze a Epstein. Conosceva Andrea" >>
Inserita il 08 Aug, 2020 12:27:10 PM
Una nuova rivelazione confermerebbe il legame tra il principe Andrea e il milionario pedofilo Jeffrey Epstein. A quanto riportato dal Mirror, un'altra donna oltre a Ghislaine Maxwell sarebbe stata complice "chiave" del magnate nel traffico di minorenni. La donna, la cui identità per ora è segreta, sarebbe di nazionalità britannica e avrebbe soggiornato con il duca di York sull'esclusiva isola di Little Saint James, di proprietà del milionario deceduto.Secondo quanto trapelato, la vacanza del principe con la donna avvenne alcune settimane prima che la damigella di Lady Diana, Clemmie Hambro, volò sull'isola, aggiungendosi alle frequentazioni "reali" del magnate."Jeffrey godeva dei suoi legami con la famiglia reale e l'aristocrazia britannica", ha dichiarato una fonte. "Faceva sempre i loro nomi quando aveva bisogno di una porta aperta. I suoi legami con la famiglia reale sono molto più profondi di quanto la gente creda". Ed ora questa nuova donna del mistero inglese, aiutante del perverso milionario, confermerebbe ulteriormente la stretta connessione tra Epstein e i salotti dell'alta società britannica. Maria Farmer, vittima del magnate, racconta che la donna senza scrupoli procurava ad Epstein le minorenni dall'Inghilterra e si riferisce a lei come la "babysitter"."Procurava le ragazze dall'inghilterra. Era una pervertita e ne è uscita pulita, dopo tutte le schifezze che ha combinato per Jeffrey", racconta ancora Maria Farmer. Ghislaine Maxwell non era quindi la sola complice di Epstein, ma un'altra "Crudelia De Mon" aiutava il ricco americano ad abusare delle minorenni. "È sotto i radar ma protetta dai soldi", conclude la Farmer, riferendosi alla donna misteriosa, il cui ruolo è venuto alla luce con l'arresto di Ghislaine Maxwell. L'amicizia tra la "madame" di Epstein e Andrea di York risale ai tempi dell'università, ed è proseguita negli anni, tra feste nelle tenute reali ed eventi prestigiosi. Il terzogenito di Elisabetta è stato accusato da Virginia Giuffre di aver avuto rapporti intimi con lei all'età di 17 anni, costretta proprio dalla Maxwell. "Schiava sessuale" del diabolico magnate, la Giuffre ha inoltre accusato la donna di aver abusato in prima persona delle ragazze. >>

 La Sanremo più pazza per Nibali e Viviani pronti a sorprendere >>
Inserita il 08 Aug, 2020 8:41:48 AM
Da classica di apertura a corsa della ripartenza, anche se in realtà non è proprio una ripartenza, ma una partenza nuova, unica e assoluta. Una Sanremo mai vista prima in 110 anni di storia. Che per le note questioni di Covid-19 è stata spostata da marzo ad agosto, con tutte le complicazioni del caso dovute al caldo. Poi ci si è messa anche la politica, con i tredici sindaci del savonese che hanno deciso per la non transitabilità della Classicissima sulle loro strade, per ragioni di sicurezza (dicono), per questioni di traffico (hanno detto) e forse anche per una mancanza di dialogo tra la politica e l'ente organizzatore (Rcs Sport, ndr). Così la corsa di marzo che si corre ad agosto, dopo oltre cento anni cambia il proprio spartito. Addio Turchino, addio Capo Berta, Mele e Cervo, addio a gran parte della Liguria. Del percorso tradizionale restano solo gli ultimi 40 km, da Imperia con la Cipressa e il Poggio, prima dell'arrivo su via Roma nella città dei fiori.Sarà una Sanremo da Special Edition, come l'ha definita Mauro Vegni, direttore del Giro e della Classica di apertura. Sarà una Sanremo suggestiva e ancor più imprevedibile, secondo noi anche più difficile, tutt'altro che da sottovalutare.I corridori si troveranno come da tradizione a Milano, in Piazza Castello. Il via ufficiale da Trezzano sul Naviglio, alle 11 dopo 10 km di trasferimento. La corsa misurerà 305 km. "La Sanremo è sempre la Sanremo, ma non posso dire di essere felice di questo cambiamento spiega Elia Viviani, oro di Rio, che da anni insegue questa corsa -. Credo che non sia giusto cambiare il percorso a dieci giorni dalla corsa: nessuno di noi ha potuto provare il nuovo tracciato".Non ci sarà il Turchino, ma il colle di Nava, molto più vicino al traguardo, con conseguente picchiata verso Pieve di Teco. Discesa tecnica e veloce, adatta ai colpi di mano, di chi sa e vuole. Sarà una corsa tutta da vivere, proprio per la sua unicità, anche se Mauro Vegni manda un messaggio chiaro: "Vediamo come va questa edizione, non è scontato che si torni all'antico". Per la serie: qui si guarda al presente, che può essere anche il futuro.A puntare al bersaglio grosso, oltre a Elia Viviani, il belga Wout Van Aert, trionfatore sabato scorso alla Strade Bianche. Con lui il colombiano Fernando Gaviria, l'australiano Caleb Ewan, l'olandese Mathieu Van der Poel e il tri-iridato slovacco Peter Sagan. Meno brillante pare essere il trionfatore di un anno fa Julian Alaphilippe, mentre piuttosto in palla è il connazionale Arnaud Demare, che la Sanremo sa già come si vince (2016). E i nostri? Occhi puntati su Giacomo Nizzolo, Sonny Colbrelli, Niccolò Bonifazio, Matteo Trentin e Alberto Bettiol. Guai a non considerare Vincenzo Nibali: su un tracciato tutto da scoprire, lui rappresenta la sorpresa più bella. >>

 Ecco perché bere troppa acqua fa male >>
Inserita il 03 Aug, 2020 6:14:43 PM
bere toppa acqua può portare all' "aquaholism".È una nuova patologia recentemente analizzata. Nei casi estremi comporta una forma di dipendenza che non va assolutamente sottovalutata. Secondo studi scientifici recenti infatti assumere troppo liquidi al giorno non fa bene alla salute. Comporta problemi cardiovascolari. Può addirittura provocare seri danni al cervello.L'assunzione di acqua raccomandata è di un litro e mezzo al dì. Però c'è da precisare che in estate inevitabilmente tendiamo a bere molto di più per mantenere costante l'idratazione. Quando però si eccede con l'acqua come conseguenza immediata si tende a sudare in maniera esagerata. La raccomandazione è di bere quando si sente effettivamente sete. Il segnale ci arriva direttamente dal nostro corpo e va assecondato. Spesso si ha sete non perché abbiamo bisogno di reintegrare i liquidi che perdiamo solitamente sudando. La percezione della sete può dipendere dal tipo di alimentazione che seguiamo. Ad esempio se si mangiano cibi troppo salati è inevitabile avere voglia di più acqua.Gli esperti chiariscono che gli otto bicchieri di acqua al giorno che sono spesso raccomandati anche negli spot pubblicitari possono risultare eccessivi per alcuni soggetti rispetto ad altri. I rischi riguardano sia il sistema neurologico che quello renale. Le intossicazioni di acqua si presentano quando l'organismo assorbe più acqua di quanta non sia in grado di eliminarne. Si verifica nei soggetti in cui l'eliminazione urinaria non avviene normalmente. Questo accade solitamente in chi soffre di malattie cardiache, renali od epatiche o in chi assume regolarmente antidepressivi o farmaci che favoriscono la ritenzione idrica. Molti ignorano che bere troppo inoltre può provocare anche problemi di insonnia.Una regola fondamentale è di bere acqua. Mai eccedere con bevande gassate o zuccherate che nel concreto non dissetano affatto. La bevanda che disseta efficacemente senza farci ingrassare è senza dubbio l'acqua. Ci sono però casi in cui è di importanza vitale bere di più. Ci riferiamo ai soggetti con calcolosi renale, cistiti, gastroenteriti con diarrea, o negli stati di disidratazione o colpo di calore.Il rischio di un'intossicazione di acqua comporta un disturbo elettrolitico in cui la concentrazione del sodio nel plasma diventa più bassa del normale. I sintomi sono differenti e comportano disturbi non indifferenti come letargia, senso di nausea, convulsioni e nei casi gravi l'arresto cardiaco. Si sono registrati infatti casi con protagonisti atleti che sotto sforzo a causa dell'eccessivo consumo di acqua hanno avuto problemi cardiaci gravi o addirittura sono deceduti. >>

 Il complotto di Philip Roth è riuscito >>
Inserita il 02 Aug, 2020 8:28:59 AM
Ogni epoca si identifica con particolari termini che in altri tempi, se non sconosciuti, erano quanto meno poco usati. Oggi si usano definizioni come "futuro distopico" basato su previsioni negative e addirittura nefaste, parole quali "resilienza", molto di moda, oppure "ucronia", a indicare un'ipotesi storica che non si è realizzata. Su quest'ultimo lemma si basa ad esempio una della serie più gettonate, The Man in the High Castle, tratta dal romanzo di Philip K. Dick, che disegna un inquietante mondo dove la Seconda guerra mondiale è stata vinta dai nazisti. Ucronico è anche Il complotto contro l'America, una delle opere più famose di Philip Roth, pubblicata nel 2004, che immagina la vittoria di Charles Lindberg alle elezioni presidenziali del 1940 (contro Roosevelt), il quale decidendo per il non intervento trasformò l'America in un Paese razzista, antisemita, di fatto alleato di Hitler.Il romanzo è appena diventato una miniserie in sei puntate ideata da David Simon ed Ed Burns in onda su Sky Atlantic. Un lavoro avvincente, minuzioso nella ricostruzione del New Jersey anni '40, fedele alla poetica di Roth di leggere la Storia attraverso una pluralità di voci che coinvolge personaggi minori e sconosciuti, e di osservare come i grandi eventi del tempo creino conflitti insanabili all'interno degli stessi nuclei familiari.Non è facile "ridurre" a cinema e la letteratura di Philip Roth. Alcuni tentativi sono da considerarsi veri e propri fallimenti, come Pastorale americana del 2016 diretto da Ewan McGregor, Lezioni d'amore tratto da L'animale morente nel 2008, La macchia umana del 2003 nonostante la presenza di Nicole Kidman. Qui va decisamente meglio, poiché in sei ore le vicende trovano il modo di essere raccontate con maggiore ampiezza, permettendosi persino divagazioni e aggiunte rispetto alla matrice originale.Tra gli attori spicca Winona Rider, che grazie alle serie tv in particolare dopo Stranger Things attraverso un momento artisticamente molto felice. Ne Il complotto contro l'America è Eveline, donna inquieta, infelice e combattuta, che talora sembra giovane grazie al trucco tranne poi rivelare i segni dell'età e delle sconfitte. Un fortunato recupero per il cinema di un talento dato per perso. Altra star del film è John Turturro nel ruolo del rabbino Bengesldorf, che nel racconto metastorico di Roth schierandosi per ambizione a fianco di Lindberg non capì o non volle capire il crescente pericolo per gli ebrei d'America.Nonostante qualche inevitabile passaggio fin troppo letterario, la miniserie risulta avvincente, corposa, ricca di sfumature, attenta nel cogliere i caratteri e la psicologia dei personaggi. Ho letto in giro più di un tentativo di strumentalizzare il romanzo di Roth ai fini di una calata nel presente, ma credo proprio che andrebbero evitate le letture viziate, anche perché sappiamo tutti che non è andata così. >>

 Il capitalismo in balia dei manager >>
Inserita il 02 Aug, 2020 8:19:36 AM
Il libro di cui vi parlo oggi non lo trovate in libreria. Scritto da Giovanni Maddalena e da Riccardo Ruggeri, si chiama Uomini o consumatori. Il declino del Ceo capitalism. E l'unico modo per poterne entrare in possesso è quello di abbonarsi al "simil quotidiano on line" Zafferano.news. Foglio di informazione digitale pensato e ideato proprio da Riccardo Ruggeri e la cui caratteristica editoriale, del tutto inedita, è la sua perpetua gratuità. L'idea di Ruggeri è che l'editoria, come la conosciamo noi, sia morta e se per questo anche il capitalismo classico non si trovi in gran forma. Il dramma, contenuto diffusamente nel libro, è che la "libertà è confusa con l'arbitrio, la conoscenza con la sola analisi, la morale con il moralismo, il dubbio con lo scetticismo e la laicità con il laicismo".L'idea più originale di Ruggeri, che da semplice operaio ha scalato tutti i gradini della gerarchia industriale fino a diventare potente amministratore delegato, è che viviamo in un CeoCapitalism, geniale locuzione da lui inventata. "Nel CEO capitalism i cittadini (e le persone) vengono sostituiti dai consumatori e le figure centrali non sono più gli imprenditori ma i supermanager (CEO, chief executive officers), figure impersonali, che non rischiano il proprio capitale e che sono nominati da un consiglio di amministrazione. È un'alterazione radicale del capitalismo: le responsabilità non sono più del "padrone" o dell'imprenditore ma sfumano in una rete indefinita".È una critica feroce all'evoluzione recente del capitalismo, che, aggiungiamo noi, non è più mercato. I ceo "sono pagati moltissimo... perché sono dei bravi comunicatori che riescono a far apparire sempre in salute le loro realtà, anche quando non lo sono, e così procurano giganteschi guadagni in Borsa. Ma nessuno si accorge del trucco? No, perché parte del gioco è che i CEO siano connessi culturalmente, economicamente, e spesso personalmente, con gli organi di controllo e con la politica".La rivoluzione digitale, ha come sublimato, questo meccanismo. "Il CEO capitalism ha preso le vesti delle felpe californiane: vende tutto a basso prezzo ma prende gratis da tutti i dati personali, dall'anagrafica alle preferenze in ogni campo. Il modello organizzativo si ripete, identico, in tutti i campi: ai supermanager corrispondono i supercuochi, i superprofessori, i superartisti, per non parlare dei supermagistrati e dei superavvocati".Il tratto di Ruggeri non è malinconico, ma pessimista. È un'analisi originale, prende spunto da principi e saperi liberali, ma ad essa forse manca un pizzico in più di fiducia nell'ordine spontaneo, che alla fine distrugge ed emenda anche se stesso. Speriamo, almeno. >>

 La terra madre da cui scappò per diventare "PPP" >>
Inserita il 02 Aug, 2020 8:17:16 AM
Se si segue la vulgata, il rapporto di Pasolini con il Friuli è stato improntato soprattutto a una struggente nostalgia di realtà incontaminate fonte d'ispirazione di versi memorabili, "Tu lo sai quel luogo, quel Friuli / che solo il vento tocca, ch'è un profumo!". Tutto ciò in parte è vero, il fatto stesso che il poeta riposi a Casarsa, in quella commovente tomba-culla concepita da Gino Valle, ne è un evidente indizio. Ma quando si ha a che fare con Pasolini non si può mai parlare di rapporti pacificati, del tutto risolti.In realtà il rapporto di Pasolini con il Friuli, e viceversa (quello del Friuli con Pasolini), è un rapporto ambiguo, paradossale, di profondo amore-odio. Del resto, da vero wildiano, Pasolini sapeva benissimo che "ogni uomo uccide ciò che ama". Linguisticamente (e poeticamente) Pasolini dà al Friuli (e all'Italia) un autentico capolavoro: Poesie a Casarsa. L'intuizione è geniale. La tradizione fatta di dialetti in fondo cittadini (il milanese di Carlo Porta ma anche del dialettofono Manzoni , il veneziano di Goldoni, il romanesco di Belli, il napoletano di Basile) viene completamente ribaltata a favore di una parlata contadina, di confine, senza alcuna traccia scritta, tendente già al Veneto nelle vocali finali aperte in -a, e quella parlata viene portata al livello delle grandi lingue poetiche europee, il francese, lo spagnolo, il tedesco. Non era mai successo. (E poi sarebbe successo sempre più spesso, ma per farlo succedere ci volle Pasolini: in fondo anche Amarcord deve molto a Poesie a Casarsa; nel secondo Novecento il dialetto non è quello di città, ma quello del piccolo borgo).Invece il rapporto con il Friuli cambia se lo si vede sotto una luce biografica. Una legge non detta e segretissima (che potremmo chiamare "Legge di Pasolini") dice così: Solo chi lascia il Friuli trova la fama. Controesempio: Amedeo Giacomini, grande intellettuale e poeta, l'unico vero successore friulano di Pasolini, ha sempre vissuto tra Udine e Codroipo, senza mai raggiungere la notorietà che avrebbe meritato figura di coltissimo maudit, dovrebbe spiccare nel canone poetico novecentesco. Lo stesso vale per Elio Bartolini, potente narratore alla Fenoglio, impareggiabile sceneggiatore di Antonioni sempre di stanza in Friuli però. Ecco, invece, Pasolini razionalmente? visceralmente? intuì questo nodo/snodo. Mi direte che ci furono i famosi "fatti di Ramuscello", lo scandalo sessuale che portò alla fuga a Roma. Ferita dolorosissima, certo, probabilmente pilotata pure ad hoc (Pasolini era figura scomoda in quel Friuli postbellico, bianchissimo di strade polverose e Democrazia cristiana), ma fu anche la grande occasione per scappare e diventare Pasolini.In Pasolini non vige il principio di non-contraddizione, in lui tutto è polimaterico e polimorfico, mutante. Se Pasolini fosse rimasto in Friuli, non sarebbe diventato Pasolini. Per tutta una serie di ragioni, alcune facilmente intuibili: in Friuli non c'erano case editrici nazionali, né case di produzione cinematografica, non c'erano Moravia e Bertolucci. Il friulano lingua meravigliosa, dolcissima non ha la forza magmatica e travolgente del romanesco. Impossibile scrivere Ragazzi di vita in friulano (dove suonerebbe Fruts di vite, lirico ma non >>

 Il Raffaello che non ti aspetti >>
Inserita il 31 Jul, 2020 5:24:55 PM
Per entrare alla mostra di Raffaello, alle Scuderie del Quirinale, occorre arrivare qualche minuto prima dell'orario scelto al momento della prenotazione online, indicato sul biglietto. C'è tempo per riprendere fiato dopo la leggera salita e i sanpietrini, ma attendendo fuori dal Palazzo, contendendosi con il resto dei turisti la poca ombra sul piazzale, dietro le transenne. Dentro vedi il fresco e il vuoto.L'appuntamento è alle 15. Un'addetta del museo puntualissima - chiama i nomi. Si entra uno alla volta, a gruppi di otto. "L'arte è un appello al quale troppi rispondono senza essere stati chiamati", diceva Leo Longanesi. Oggi è una prenotazione obbligatoria via web.Se l'emergenza sanitaria e l'apertura contingentata dei musei ti permettono di scegliere solo una mostra per il 2020, che sia questa. Nel cuore di Roma, nella testa di un genio.Quando le Scuderie del Quirinale annunciarono la mostra di Raffello Sanzio in occasione del 500esimo anniversario dalla sua morte, inaugurata il 5 marzo dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella (poco prima che esplodesse la pandemia di Coronavirus), poi subito chiusa, l'inversione delle date nel titolo Raffaello 1520-1483 stupì tutti. E ancora colpisce, lì sui banner, vedere la data di morte precedere quella di nascita. Il divino Raffaello capovolto. Eppure l'idea di percorrere la parabola dell'artista a ritroso, partendo dalla grande tela ottocentesca del francese Pierre-Nolasque Bergeret Onori resi a Raffaello al suo capezzale di morte, posta ai piedi dello scalone che porta al primo piano, e poi, in cima, il commovente I funerali di Raffaello di Pietro Vanni (1900), è inappuntabile. E così, iniziando dalla fine, e finendo col suo principio, ecco l'avventura artistica e umana del pittore italiano tra i più celebri del Rinascimento, à rebours: da Roma alla giovinezza fiorentina, gli inizi nell'Umbria fino alla nativa Urbino. Morì, privilegio degli Immortali, lo stesso giorno in cui nacque, il 6 aprile, a 37 anni. Ille hic est Raphael, timuit qui sospite vinci, rerum magna parens et moriente mori. È l'epitaffio del Bembo. "Questi è quel Raffaello da cui, fin che visse, madre Natura temette d'esser superata e quando morì temette di morire con lui".Oggi Raffaello è sepolto al Pantheon. Ed ecco, nella prima sala, la ricostruzione della monumentale tomba sormontata dalla Madonna del Sasso, scolpita dall'allievo di Raffaello, Lorenzetto, a grandezza quasi naturale: è più bassa solo di qualche spanna, perché i soffitti non permettevano la scala 1:1. È un'enorme stampa su metallo, realizzata da FactumArte, in cui anche toccandole fatichi a capire che persino le imperfezioni delle venature del marmo sono finte. Un fake, ma capolavoro.In realtà l'intera mostra, curata da Marzia Faietti e Matteo Lafranconi, è un capolavoro. L'eccellenza italiana al suo meglio. Vale il fastidio della prenotazione, l'attesa al sole, la militarizzazione dei tempi e dei modi della visita, i 15 euro del biglietto. Molti dicono che dopo il Coronavirus sia il futuro delle mostre: poche, originali, di altissima qualità.Durante il lockdown è restata in somno. A un certo punto si è potuta visitare virtualmente da casa, con video-racconti online sul sito e >>

 Ecco il Johnny Cash più sottovalutato con Paul McCartney, Fogerty e Bono >>
Inserita il 30 Jul, 2020 8:33:01 AM
Johnny Cash, si sa, è una leggenda popolare ma ha vissuto anche periodi critici non solo umanamente ma anche artisticamente. Nato musicalmente alla gloriosa Sun records di Sam Phillips (l'uomo che lanciò Elvis), Cash è passato poi con successo a una major come la Columbia, ma alla fine degli anni Settanta la sua vena compositiva languiva e gli ultimi dischi per l'etichetta non erano particolarmente ispirati fatti salvi capolavori come Rockabilly Blues. Così nel 1986 il produttore Jack Clement lo porta alla Mercury, dove inciderà fino al 1991, prima di rilanciare alla grandissima la sua carriera con il produttore Rick Rubin. Il fecondo periodo trascorso alla Mercury viene ora messo in ordine e impreziosito con rarità e inediti nel cofanetto The Complete Mercury recordings 1986-1991. Si parte con un amarcord di una festa tra giganti che vuole ricordare il famoso album Billion Dollar Quartet, in cui si divertivano insieme nientemeno che Cash, Elvis, Jerry Lee Lewis e Carl Perkins. In questa opera dell'86 al posto di Presley c'è Roy Orbison e il quartetto si scatena cantando la tradizione. Cash in particolare ricorda Elvis in We Remember the King. La chicca è una lunghissima versione di Big Train From Memphis di John Fogerty con una valanga di ospiti e lo stesso cantante dei Creedence alla voce. Il primo album ufficiale di Johnny per la Mercury è Johnny Cash Is Coming to Town dell'anno seguente. È dell'88 Water From the Wells of Home che schiera un'impressionante fila di musicisti con in testa Paul McCartney, gli Everly Brothers, il "fuorilegge" Waylon Jennings e l'angelica voce di Emmylou Harris. Ed è la lentissima e melanconica New Moon Over Jamaica, cantata insieme a Paul e Linda Mccartney (che è anche coautore con Cash), una delle pagine più intense del disco, insieme alla autobiografica Water from the Wells of Home (scritta da Johnny con il figlio). Sempre nell'88 Cash decide di mettere da parte jack Clement e di produrre da solo il nuovo album, ovvero Classic cash: hall of Fame Series. Porta in studio i suoi musicisti e rilegge una ventina di standard del suo repertorio in versioni da brivido spaziando da Ballad of Ira Hayes a I Walk the Line. Il disco successivo è del tutto inedito. Si tratta di Classic cash: Hall of fame Series Early Mixes e presenta le stesse canzoni del precedente in una differente versione. Boom Chicka Boom (il titolo richiama il nome che caratterizzava il suono del suo trio agli esordi) proietta Cash negli anni Novanta e contiene sette brani rari o inediti come I Draw the Line (inedito assoluto) o Veteran's day di Tom Russell uscita solo su un raro 45 giri come lato B. Molto bello The Mistery of Life, che nel '91 chiude la collaborazione dell'uomo in nero con la Mercury. Ci sono ballate che sono piccoli capolavori come The Mistery of Life, una versione da ascoltare della "outlaw song" Wanted Man e, come bonus, The Wanderer, il duetto che Cash fece con gli U2, in una >>

 "Racconto la magia di Bacalov ma poi ritorno subito sul set" >>
Inserita il 30 Jul, 2020 8:32:20 AM
Oggi (30 luglio) Maria Grazia Cucinotta sarà al Pavaglione di Lugo, ospite del Ravenna Festival. È narratrice in Una vita da film: Luis Bacalov, spettacolo di musica, teatro e cinema del regista Carlos Branca (Corvino Produzioni). Diva internazionale grazie al film Il Postino, Cucinotta è attrice, produttrice e imprenditrice particolarmente attiva in Cina. Matrimonio solido - 25 anni al fianco di Giulio Violati - e maternità riuscita - la figlia Giulia, serissima, a 18 anni già studiava Economia e Commercio - Cucinotta proietta lo sguardo oltre la cortina del Covid. Non mancano tuffi nel passato.Come è nato il progetto su Bacalov?"Il produttore mi ha contattato e io ho accettato subito. Prima di tutto perché ho sempre adorato Bacalov. Poi mi piaceva la squadra di lavoro. Non ultimo, il fatto che Bacalov avesse pensato proprio a me per questo spettacolo".Bacalov vuol anche dire tango. Lo sa ballare?"Lo adoro ma come ballerina sono imbranatissima".Il prossimo film?"Lo annunceremo a fine agosto. È italianissimo, scritto molto bene, lo giriamo in Calabria. Le riprese dovevano iniziare il 4 maggio ma il Covid ha scombussolato l'agenda".Sempre innamorata della Cina?"Vi sono andata 15 anni fa e sono riuscita a costruire quello che qui è quasi impossibile. In Cina hanno voglia di imparare. Lavorano tanto, tutti e senza lamentarsi. Si fa e si costruisce con l'esito che in questi due decenni il cinema è cresciuto del 49 per cento, un miracolo".Riavvolgiamo il nastro. Cucinotta e i grandi del cinema. Ci racconti di Woody Allen."Al primo incontro, lo vidi timido, appartato e fobico, per cui mi dissi: Mah, forse l'ho divinizzato. Non appena iniziò a recitare, rimasi imbambolata. D'improvviso era diventato l'uomo più bello del mondo. Ha un carisma difficile da descrivere. Un fiume in piena di ironia".Lavorò con Ridley Scott e Gérard Depardieu per lo spot Barilla."Fu una delle mie prime esperienze. Scott mi incoraggiò dicendo che avevo un viso adatto al cinema e che sarei dovuta andare a Los Angeles".Cosa che lei fece. Che reputazione hanno le attrici italiane a Hollywood?"C'è rispetto per la professionalità. Non conta se sei russa o cinese. L'importante è che tu faccia bene il tuo lavoro".Quanto è affascinante Anthony Quinn?"È un gigante, cosa chiara a tutti, però molto autoritario".E che dire di Sir Anthony Hopkins?"Lavorare con lui è stato un sogno diventato realtà. Lo guardavo e mi dicevo voglio respirare come respira Hopkins. Cercavo di assorbire un po' della sua bravura".Nella serie americana I Soprano le chiesero di incarnare la tipica donna italiana. "Tipica" ovvero?"Donna in senso assoluto, completa, con le palle. La pregherei di scrivere con le palle, non saprei trovare altra espressione".Ha un diploma in analisi contabile. Quanto le è servito nella vita?"All'inizio mi consentiva di risparmiare i soldi per il commercialista. Appena ho potuto, ho delegato perché il mio legame con i soldi è pari a zero e non sono fatta per la contabilità".L'animo guerriero è eredità cromosomica paterna o materna?"Viene da mamma, che tra l'altro il 14 luglio ha compiuto 90 anni, sono andata a Messina e l'abbiamo >>

 Come perdere i chili di troppo con la detox water >>
Inserita il 29 Jul, 2020 2:55:19 PM
Arriva direttamente dagli Usa, una nuova tendenza per dimagrire efficacemente, la "detox water".Letteralmente questo nome significa "acqua depurativa". Infatti non è altro che una bevanda rinfrescante e dissetante che si prepara mettendo in infusione frutta e verdura per una notte in frigorifero. Questa bevanda benefica contiene proprietà organolettiche diverse in base agli ingredienti che si scelgono per la preparazione. È un valido aiuto per stimolare la diuresi, mantenere la pelle idratata, tonica ed elastica e aumentare le difese immunitarie. Inoltre consente anche di potenziare le capacità cognitive. Utile anche per disintossicare l'organismo dopo le abbuffate, se si ha la pancia gonfia o se si soffre di stipsi.Ormai è diventato il trend salutare di numerosi guru del benessere. Da qualche anno è diffuso anche nel nostro Paese. La detox water va sorseggiata durante tutto il giorno, soprattutto se si è a stomaco vuoto. Prepararla è semplicissimo. Per sfruttare al massimo le sue proprietà della occorre scegliere ingredienti biologici, non trattati e possibilmente di stagione. La versione più diffusa è quella a base di limone, cetriolo, zenzero e menta. Questo è un mix di ingredienti che fa perdere in poco tempo i chili di troppo. Inoltre disseta al meglio durante la stagione estiva. Di fatti il limone contiene la pepsina, una sostanza che aiuta a bruciare i grassi e ad attivare il metabolismo. Invece il cetriolo e lo zenzero eliminano i liquidi in eccesso. Infine la menta è un prezioso aiuto se si soffre di i gas intestinali.Secondo gli esperti quando si prepara la dose giornaliera dell'acqua depurativa bisogna prestare attenzione alla disposizione degli ingredienti all'interno del recipiente. Occorre posizionare sul fondo le fette di limone e successivamente quelle di cetriolo, poi a seguire le foglie di menta e lo spicchio di zenzero. Alla fine di questo meticoloso procedimento si può riempire il recipiente con dell'acqua fresca che serve a coprire tutti gli ingredienti utilizzati.Il tempo ottimale dell'infusione dura circa dodici ore. Ecco perché si consiglia vivamente di prepararla la sera prima per poi poterla gustare piacevolmente durante tutta la giornata seguente. Per quanto riguarda il recipiente si prediligono caraffe o brocche di vetro. Questi materiali infatti permettono di mantenere alla perfezione la temperatura desiderata. Inoltre sono preziosi per preservare gli effetti delle sostanze che si sprigioneranno durante l'infusione. Altro accorgimento è quello di utilizzatore contenitore con tappi, meglio se con chiusura ermetica. In alternativa si può optare alla pellicola trasparente. >>

 Donne, esordi e politica. Venezia riparte dal cinema italiano >>
Inserita il 29 Jul, 2020 7:54:59 AM
Sì certo, lo abbiamo imparato a memoria: da grandi poteri derivano grandi responsabilità. E anche se i cinecomic sono oggi solo un'eco lontana, e sembra passato un secolo da Joker, appena lo scorso anno in concorso a Venezia, bisogna ammettere che il direttore della 77a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica (in programma al Lido di Venezia dal 2 al 12 settembre), Alberto Barbera, ha tradotto alla lettera, cinematograficamente, il motto "Far di necessità virtù". E, responsabilmente, ha architettato la programmazione ("Abbiamo ridotto un po' il numero di film ma il cuore della Mostra è salvo") e la fruizione dell'edizione per lui sicuramente più speciale, non solo perché parliamo del primo grande festival internazionale che si svolgerà "in presenza", dopo l'inizio della pandemia, ma anche perché sulla carta è l'ultimo del suo mandato (il nono consecutivo, il dodicesimo in generale) sempre che il nuovo presidente della Biennale, Roberto Cicutto, non lo voglia riconfermare.Intanto quest'ultimo, nella conferenza stampa per la prima volta solo virtuale, snocciola le condizioni "di sicurezza più sicura": varchi di accesso "rapido e controllato" alla zona rossa con rilevamento temperatura, tutti gli accreditati avranno biglietti numerati, le poltrone saranno tutte distanziate e non saranno ammessi vicini nemmeno se congiunti (si passerà dunque da un totale di 6000 posti a circa 4000), più repliche di un film in sale diverse, due arene all'aperto (una al Lido e una ai Giardini della Biennale), distanziamento anche sul Red Carpet che tanto "è il più lungo del mondo".Poi c'è il programma dei film. Così al grido di "Non sarà un festival autarchico" perché, spiega il direttore, "il numero dei film italiani è analogo a quello dello scorso anno", la selezione ufficiale accusa il colpo della mancanza di film statunitensi di richiamo ("Il cinema americano è quello più impanicato", si lascia sfuggire il direttore) ma si difende con un concorso più aperto alle varie cinematografie mondiali: dall'Azerbaijan al Messico, da Israele alla Russia, dal Giappone al Canada, all'Iran, alla Francia, alla Polonia, all'India, alla Germania.Tanti i temi trattati ma, ad esempio, con due veterani che tornano a Venezia si va sul sicuro. Ecco le riflessioni storiche sulla convivenza tra israeliani e palestinesi in Laila in Haifa di Amos Gitai, e quelle sullo sciopero degli operai represso nel sangue dell'Unione Sovietica di Breznev in Cari compagni! di Andrei Konchalovsky. In mezzo due film indipendenti statunitensi, The World To Come di Mona Fastvold con Vanessa Kirby e Casey Affleck, storia della passione tra due donne di fine 800, e Nomadland di Chloé Zhao con Frances McDormand sui nuovi nomadi americani. Non a caso due registe (la prima è norvegese, la seconda cinese), perché, sorprendentemente, saranno ben otto le colleghe in concorso ("Sempre scelte in base alla qualità e non a protocolli di genere", dice il direttore) e due sono pure italiane, Emma Dante ritorna a Venezia dopo Via Castellana Bandiera con un'altra sua pièce, Le sorelle Macaluso, mentre Susanna Nicchiarelli, dopo il successo due anni fa nella sezione Orizzonti di Nico, 1988, fa il grande salto con >>

 Come rendere salutari le patate fritte >>
Inserita il 25 Jul, 2020 1:05:42 PM
Le patate fritte sono considerate un cibo divino e gustoso ma anche "cibo spazzatura".Eppure le patate sono ricche di vitamine, fibre e minerali. Sono un alleato prezioso per la salute dei muscoli e delle ossa. Contengono una fonte preziosa di vitamina C che permette di assorbire il ferro di origine vegetale oltre ad essere un valido antiossidante. La frittura ha ricadute positive solo dal punto di vista del gusto ma rende questo cibo più grasso e calorico.Negli ultimi anni secondo l'United States Department of Agriculture americano le patate fritte sono consumate indistintamente sia dai grandi che dai piccini. I ricercatori statunitensi confermano che è il metodo di cottura che fa la differenza per l'apporto di benefici al nostro organismo. Di fatti in un recente studio pubblicato dall'American Journal of Clinical Nutrition ha dimostrato che il consumo frequente di questo alimento (due o tre volte a settimana) aumenta il rischio di mortalità. A rendere pericoloso questo alimento sono i grassi trans e il sale aggiunto, sostanze pericolose che provocano malattie cardiovascolari. Altri problemi che sono in grado di scaturire sono diabete, ipertensione e obesità.Per non rinunciare a questo alimento gustoso si può optare per una frittura salutare. Secondo una ricerca dell'Università Federico II di Napoli, il fritto fa bene se è inserito all'interno di un pasto completo. Ad esempio se è associato a verdure crude, frutta e proteine. Fanno bene infatti se mangiate insieme ad alimenti che sono in grado di facilitare la diuresi. Solo così è possibile ottenere una corretta riattivazione metabolica che permette al nostro organismo di espellere efficacemente le tossine. Inoltre Gli esperti consigliano vivamente di mangiare patatine fritte insieme ai finocchi o dell'ananas, consumati a fine pasto.Un altro suggerimento al fine di renderle salutari è di preferire le patate fresche a quelle surgelate. Di quest'ultime si fa un largo consumo al giorno d'oggi per la loro praticità. Risultano avere una cottura più veloce rispetto a quella di quelle naturali. Inoltre per renderle dietetiche bisognerebbe utilizzare una friggitrice ad aria. In commercio ce ne sono tantissime. Per inserirle in un regime dietetico che consente di dimagrire i nutrizionisti suggeriscono di sostituire le patate alle carote. Il sapore è altrettanto gustoso se tagliate a strisce sottili e cotte con una friggitrice ad aria fino a renderle croccanti. Si otterrà così la stessa consistenza delle patatine fritte. Come risultato ingrasserete meno e apporterete all'organismo fibre e un buon apporto di vitamina A e C. >>

 Glaucoma, la malattia subdola che distrugge la vista >>
Inserita il 22 Jul, 2020 2:14:03 PM
In Italia ne soffrono circa due milioni di persone, la maggior parte delle quali del tutto inconsapevoli. Con un'incidenza superiore al nord, colpisce soprattutto i soggetti con più di 40 anni. Oltre i 60 anni il rischio è doppio, oltre i 70 aumenta fino a cinque volte. Il termine glaucoma indica un gruppo eterogeneo di patologie caratterizzate dall'aumento della pressione endoculare. All'interno del bulbo scorre il cosiddetto umor acqueo. Questo liquido, che come suggerisce il nome assomiglia all'acqua, assicura il nutrimento a strutture oculari fondamentali, circola continuamente all'interno del bulbo ed esce attraverso specifiche vie di deflusso. Quando queste ultime si ostruiscono, aumenta il rapporto tra umore acqueo prodotto ed eliminato. Ne consegue che la pressione all'interno del bulbo cresce, superando i valori normali di 14-16 mmHg. Un incremento pressorio importante o che perdura nel tempo può danneggiare il nervo ottico.Esistono due tipologie di glaucoma: ad angolo perto e ad angolo stretto. Nel primo caso si assiste ad una progressione lenta della malattia a causa di un'alterazione dei sistemi di deflusso dell'umore acqueo che progredisce in maniera rallentata. Nel secondo caso (meno comune) il disturbo si manifesta all'improvviso. L'ostruzione al deflusso è talmente intensa e brusca da scatenare sintomi come dolore oculare, visione offuscata, aloni attorno alle luci, nausea e vomito. Vi sono poi altre forme, tutte con caratteristiche ed opzioni terapeutiche differenti: glaucoma congenito e glaucoma pigmentario. Anche se per questa patologia non si può parlare di prevenzione precoce, una semplice visita oculistica è comunque in grado di bloccare o di limitare la sua progressione. Pertanto, superati i 40 anni (35 per gli individui a rischio), è bene consultare uno specialista ogni due anni.Il glaucoma è un disturbo subdolo. Molto spesso, infatti, non si manifesta con alcun sintomo e ci si accorge della sua presenza solo quando la vista è irrimediabilmente compromessa. La lesione delle fibre nervose conduce a un progressivo restringimento del campo visivo. Il danno, che inizialmente interessa solo la visione laterale, passa inosservato per poi palesarsi con la perdita di gran parte della visione. Fattori di rischio dello stesso sono: ipertensione oculare, diabete, miopia, emicrania, traumi oculari pregressi, familiarità e utilizzo prolungato di alcuni farmaci come i cortisonici. Se il glaucoma viene riconosciuto in tempo, il paziente può conservare la vista. Il primo approccio terapeutico, quello farmacologico, si basa sulla somministrazione di colliri (beta bloccanti e prostaglandine). Nel caso in cui questo fallisca, si opta per l'intervento chirurgico al fine di ridurre la pressione endoculare. >>

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