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Notizie Milano 24 ore

 Pesaro graffiti con le svastiche sulla scuola intitolata ad Anna Frank >>
Inserita il 19 Nov, 2017 5:41:34 PM
Dopo gli orrendi adesivi stampati dai tifosi della Lazio, la memoria di Anna Frank subisce un'altra offesa. A Pesaro una scuola elementare intitolata alla ragazzina ebrea simbolo dell'Olocausto è stata sfregiata con una svastica dipinta in vernice nera.Come se l'idiozia non fosse bastata, una mano anonima ha anche vergato sull'asfalto una seconda croce uncinata con l'illuminante scritta "make war not love": "Fate la guerra e non fate l'amore". Su altri cartelli stradali dei dintorni sono comparse altri graffiti con la svastica e con il simbolo runico delle SS.A denunciare l'accaduto, in un breve post su Facebook, il sindaco della città Matteo Ricci, che ha annunciato iniziative legali: "Ignoranti e delinquenti. Siete contro la storia e l’umanità. Faremo denuncia contro ignoti e ripuliremo subito. Non vanno sottovalutati certi comportamenti di pericolosa intolleranza e nuovo estremismo. Continueremo il lavoro sulla memoria nelle scuole affinché i valori di libertà e uguaglianza siano per sempre".Sul tema è intervenuto anche il segretario Pd Matteo Renzi, che sempre su Facebook si è detto "al fianco di Ricci della comunità e dei fratelli ebrei", bollando le scritte come "uno schifo da combattere". >>

 Faremo il ministero della terza età. Berlusconi rilancia sulle pensioni minime >>
Inserita il 19 Nov, 2017 5:36:02 PM
"Se il centrodestra vincerà le elezioni, ci sarà un ministero dedicato a voi: il ministero della Terza Età". Nel videomessaggio inviato al sesto Congresso Nazionale Senior Italia Federanziani, Silvio Berlusconi rilancia il tema delle pensioni. Mentre infatti il governo Gentiloni litiga con i sindacati sull'aumento automatico dell'età di ritiro, il Cavaliere svela i punti dell'agenda di governo del centrodestra che riguardano da vicino anziani e pensionati. "Oggi nessuno può vivere dignitosamente con 500 euro - spiega - quindi è indispensabile e doveroso aumentare le pensioni minime ad almeno 1.000 euro". Un aumento che interesserà anche le casalinghe. "Le nostre mamme - continua - devono avere la possibilità di avere vecchiaia dignitosa".Ieri il governo ha messo sul tavolo altre due proposte e ha incassato l'approvazione della Cisl senza riuscire però a modificare il "no" della Cgil. La Uil ha provato a mediare, rilanciando con un nuovo incontro fissato per martedì. Le novità del pacchetto illustrato dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni sono lo stop all'innalzamento dell'età pensionabile per le quindici categorie di lavori gravosi non solo per le pensioni di vecchiaia ma anche per quelle di anzianità. La seconda apertura è un fondo a cui destinare eventuali risparmi di spesa per favorire il prolungamento e la messa a regime dell'Ape sociale. Per Berlusconi, però, bisogna intervenire quanto prima sulle pensioni minime perché, al giorno d'oggi, "nessuno può vivere dignitosamente con 500 euro". Da qui l'impegno, nel caso in cui il centrodestra dovesse vincere le elezioni politiche nel 2018, di alzarle "ad almeno 1.000 euro".Nel discorso aperto con la frase "cari coetanei" Berlusconi prende un impegno in prima persona a mettere queste misure come primi provvedimenti del nuovo governo, se gli italiani "come credo" daranno al centrodestra il compito di governare. Misure che, secondo il leader di Forza Italia, si rendono necessarie anche perché la vita "per fortuna" si allunga con prospettive future anche "fino ai 125 anni". Una prospettiva definita "affascinante" ma allo stesso tempo che crea "diversi problemi" visto che le persone "le persone devono poter invecchiare in salute ma anche in sicurezza economica" e oggi "nessun anziano può vivere dignitosamente con 500 euro". >>

 A Tu sì que vales Belen esagera: il vestito è hot, Martin non guarda >>
Inserita il 19 Nov, 2017 5:29:49 PM
"Dai Martin Vamos!". A Tu sì que vales c'è una Belen Rodriguez bella come non mai. Complice anche il minidress rosso fuoco che ha deciso di indossare per la puntata di ieri sera che si è aggiudicata ancora una volta il miglior risultato negli ascolti del sabato sera. E, quando la showgirl argentina è saluta sul tavolo per ballare incitando Martín Castrogiovanni a fare altrettanto, il rugbista si è subito coperto gli occhi dall'imbarazzo.Tu sí que vales su Canale 5 si conferma lo show d'intrattenimento più visto della settimana con oltre 5,5 milioni di spettatori. Complice anche la bellezza della Rodriguez che ieri sera ha sfoggiato un vestitino attillatissimo. Pur nascondendo il décolleté, il minidress in perfetto stile anni Ottanta, in laminato rosso con le maniche lunghe, metteva in bella mostra le gambe della soubrette argentina. Per la gioia dei fan. E, quando è salita sul tavolo e ha invitato Castrogiovanni a ballare con lei, il rugbista ha nascosto gli occhi tra le mani. Dai Martin vamos!!!! @castrito81 @tusiquevales_itUn post condiviso da Belén Rodriguez (@belenrodriguezreal) in data: 18 Nov 2017 alle ore 13:06 PST >>

 Serie A, il Benevento perde ancora. Pareggi per Torino e Fiorentina >>
Inserita il 19 Nov, 2017 5:27:47 PM
Dopo gli anticipi di ieri, che hanno visto le vittorie di Napoli e Roma su Milan e Lazio, la 13esima giornata di Serie A è proseguita oggi alle 12:30 con l'anticipo dell'ora di pranzo vinto per 1-0 dal Genoa di Ballardini, sul campo del Crotone di Nicola. Nel pomeriggio, invece, si sono disputate 5 partite con la Juventus di Allegri che ha perso malamente per 3-2 contro la Sampdoria di Marco Giampaolo.Finisce 1-1 tra Spal e Fiorentina: in gol Paloschi per i ferraresi, Chiesa per i viola. Il Sassuolo è corsaro per 2-1 sul campo del Benevento: in rete Matri, Armenteros e Peluso nel finale di partita. Finisce 1-1 tra il Torino di Mihajlovic e il Chievo di Maran: in gol Hetemaj e Baselli. Il Cagliari di Rastelli espugna 1-0 il campo dell'Udinese grazie a un gol di Joao Pedro.Questa sera ci sarà il posticipo tra l'Inter di Spalletti e l'Atalanta di Gasperini, mentre domani sera il Verona di Pecchia ospiterà il Bologna di Donadoni e chiuderà la 13esima giornata di Serie A.LA CLASSIFICA DI SERIE A: NAPOLI 35, JUVENTUS 31, ROMA* E INTER* 30, LAZIO* 28, SAMPDORIA* 26, MILAN 19, TORINO 18, , FIORENTINA E CHIEVO 17, ATALANTA* 16, CAGLIARI 15, BOLOGNA* 14, UDINESE E CROTONE 12, SASSUOLO 11, E SPAL 10, GENOA 9, VERONA *6, BENEVENTO 0.*una partita in meno >>

 La Sampdoria castiga la Juventus: 3-2 dei blucerchiati alla Vecchia Signora >>
Inserita il 19 Nov, 2017 5:09:01 PM
La Juventus di Massimiliano Allegri cade malamente sul campo della scatenata Sampdoria di Marco Giampaolo che continua a macinare punti. I bianconeri sono stati sconfitti con un pesantissimo 3-2 frutto delle reti di Zapata, Torreira e Ferrari che tra il 52' e il 79' hanno inflitto una dura lezione ai campioni d'Italia in carica. I gol di Higuain e Dybala nel finale hanno reso solo meno amaro il passivo. Sconfitta bruciante per la Juventus che resta ferma a quota 31 e questa sera potrebbe essere superata dall'Inter di Spalletti. La Sampdoria, invece, sale a quota 26 punti, con ancora una partita da recuperare.Nel primo tempo è la Juventus ad andare al tiro dopo 2' con Higuain: Viviano la mette in angolo. I bianconeri continuano a premere ma la Sampdoria è ben messa in campo e rischia poco. Al 32' Cuadrado ha una grandissima occasione per portare in vantaggio i suoi ma calcia forte addosso a Viviano, colpendolo sulla schiena, con la palla che finisce in angolo. Nella ripresa Higuain e Rugani tra il 50' e il 51' fanno venire un brivido a Szczesny ma al 52' è la Sampdoria a passare in vantaggio con Zapata che la mette di testa sul palo più lontano dopo errore in disimpegno di Bernardeschi. Al 56' Zapata va vicino al raddoppio ma Szczesny salva tutto. Al 71' Torreira, su assist di Ramirez, fa 2-0 con un preciso destro all'angolino che non lascia scampo al portiere polacco della Juventus. Al 79' Ferrari fa 3-0 su assist dell'ex Quagliarella, con Khedira fermo a protestare con l'arbitro. Nel finale, al 91', la Juventus accorcia con Higuain, su rigore, per fallo di Strinic su Douglas Costa e al 93' Dybala rende solo meno amaro il punteggio finale. >>

 Mugabe espulso dal partito. In Zimbabwe pronta la transizione >>
Inserita il 19 Nov, 2017 5:05:03 PM
Ormai era solo questione di giorni prima che arrivasse la notizia della destituzione di Robert Mugabe, l'anziano leader dello Zimbabwe, eroe della guerra d'indipendenza ma ampiamente condannato a livello internazionale, già agli arresti domiciliari dopo l'intervento dell'esercito per le vie della capitale Harare.A pochi giorni da quei fatti, arriva l'annuncio di un cambio al vertice del partito di governo, lo Zanu-PF. È finita l'era di Mugabe, inizia quella di Emmerson Mnangagwa, il vice presidente messo alla porta per tentare una successione dinastica, che sostituisse l'ultra-novantenne presidente con la moglie Grace, di molto più giovane di lui.Insieme all'espulsione del presidente dallo Zanu è arrivata anche quella della consorte, mentre a decine di migliaia scendevano per le strade per chiedere che il leader del Paese lasciasse il suo posto.Se per ora rimane de facto il presidente, la rimozione da leader del partito è l'ulteriore segnale di una crescente pressione perché abbandoni il suo posto. L'ultimatum è arrivato: Mugabe deve lsciare il suo posto entro lunedì a mezzogiorno. Se non lo farà sarà cacciato. >>

 Pensioni, si rompe il fronte dei sindacati: Così la Camusso sbaglia >>
Inserita il 19 Nov, 2017 4:59:40 PM
Paolo Gentiloni mette sul tavolo altre due proposte e incassa l'approvazione della Cisl senza, però, riuscir a modificare il "no" della Cgil. La Uil prova a mediare, rilanciando con un nuovo incontro fissato per martedì. "Il governo - attacca Susanna Camusso - ha messo una pietra tombale sull'idea di cambiare questo sistema delle pensioni che non va proprio bene". Annamaria Furlan, però, non è d'accordo: "La Camusso sbaglia. Sui lavori gravosi abbiamo ottenuto persino più di quel che chiedemmo poco più di un anno fa tutti insieme". Una rottura che non spaventa la leader della Cgil ("Non serve drammattizzare") che incassa l'appoggio di Mdp e Lega Nord.Le novità del pacchetto sono lo stop all'innalzamento dell'età pensionabile per le quindici categorie di lavori gravosi non solo per le pensioni di vecchiaia ma anche per quelle di anzianità. La seconda apertura è un fondo a cui destinare eventuali risparmi di spesa per favorire il prolungamento e la messa a regime dell'Ape social. Il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, intervenendo al Festival Economia Come, dice chiaramente che il governo è ancora disposto a "correggere le imprecisioni" che ci sono ancora nel testo. Ma per la Cgil le misure restano di "grande insufficienza" dal momento che non viene previsto nulla per le pensioni dei giovani, delle donne e di chi svolge il lavoro di cura e non viene modificato il meccanismo dell'innalzamento automatico dell'età pensionabile in relazione alle aspettative di vita. "Non stiamo facendo una vertenza sulle pensioni già in atto - chiarisc la Camusso - ma bisogna rendersi conto che le pensioni dei giovani così come sono pensate ora non permetteranno loro di avere un'anzianità serena. Inoltre le donne non sono sufficientemente tutelate"."Il mio mestiere è quello di fare sindacato. E un sindacato ha il dovere di portare a casa risultati". La Furlan non è affatto d'accordo con la Camusso. "Quando i risultati sono a portata di mano, li si coglie - spiega alla Stampa la leader della Cisl - a condizioni date abbiamo portato a casa risultati importanti. Nel Paese delle meraviglie di Alice forse sarebbe andata diversamente...". Parole dure che alla Camusso non fanno né caldo né freddo. Anzi. "Abbiamo avuto opinioni diverse anche in merito al Jobs Act - taglia corto - non serve drammatizzare". Al suo fianco si schierano, invece, Mdp con Roberto Speranza, che si dice pronto a "sostenere la mobilitazione" in piazza e la battaglia "in parlamento per modificare il testo", e Matteo Salvini, che minaccia di "riempire le piazze di Roma" contro la riforma del governo. >>

 La sinistra arruola bambini e insegnanti per il sì allo ius soli >>
Inserita il 19 Nov, 2017 4:28:10 PM
L'Opa della sinistra sul Pd e, di conseguenza, sul governo avrà domani in Piazza Montecitorio alle 16 il suo atto finale: il «girotondo della cittadinanza» con insegnati e studenti per sollecitare il Senato all'approvazione della legge sullo ius soli.L'elenco delle sigle che aderiscono alla manifestazione è lunghissimo, ma fondamentalmente dietro l'iniziativa ci sono Cgil, Cisl, Uil, Arci, Caritas, Fondazione Migrantes e Libera. Insomma, l'happening intitolato «A scuola nessuno è straniero» ha una chiara paternità politica: quel pezzo di sinistra che vede nello ius soli una delle sue ragioni sociali e che non fa scrupolo di coinvolgere lo zoccolo duro dell'elettorato costituito da insegnanti e studenti politicizzati a cercare di fare una fortissima moral suasion sul governo di Gentiloni (che sul provvedimento ha posto la fiducia) e sul Nazareno.Difficile non leggere in controluce il tentativo della Cgil (tatticamente più «vicina» alle posizioni bersanian-dalemiane che a quelle di Renzi) di porre un'ulteriore ipoteca sul futuro della coalizione di centrosinistra. Da un lato, infatti, c'è la mobilitazione annunciata contro lo stop all'adeguamento dell'età pensionabile in quanto le risorse della legge di Bilancio 2018 sono ritenute insufficienti. Dall'altro lato, c'è la volontà di accelerare su un provvedimento che è visto (assieme al testamento biologico) come una delle possibili «esche» per attirare la sinistra in coalizione con il Pd sebbene un tema così divisivo come la concessione della cittadinanza ai figli degli immigrati regolari non sia considerato prioritario dallo stesso Matteo Renzi.Che cosa accadrà, dunque, domani? Davanti alla Camera si riunirà la solita kermesse di giovani e professori che ribadiranno l'urgenza della riforma. L'appuntamento, infatti, è stato organizzato al termine di una campagna di sensibilizzazione sullo ius soli che ha visto i docenti alternarsi in quello sciopero della fame che aveva coinvolto anche politici come il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, il senatore dem Luigi Manconi e il jazzista Paolo Fresu. E così domani bambini, bambine e professori scenderanno in piazza per celebrare in maniera differente la Giornata internazionale dello studente. Ma anche ieri nelle principali città italiane la Rete degli Studenti medi e L'unione degli universitari, organizzazioni da sempre vicine alla sinistra, hanno aiutato il movimento «Italiani senza cittadinanza» a organizzare happening prodromici alla mobilitazione. Nella Capitale la protesta è andata in scena sotto il ministero dell'Istruzione per ricordare che senza cittadinanza è impossibile per uno studente straniere accedere al progetto Erasmus. A Milano l'assessore Majorino ha accolto una rappresentanza di giovani stranieri durante gli stati generali dell'immigrazione.La sinistra, perciò, chiama a raccolta quello che è rimasto della base per fare pressing sul Senato. «Il tempo è adesso!», dicono i manifestanti cercando di autoconvincersi. La legge di Bilancio sarà nell'aula di Palazzo Madama il 27 novembre. Entro il 30 si dovrebbe procedere alla fiducia. Resteranno due settimane al presidente Grasso e ai capigruppo per decidere cosa fare: dovranno scegliere tra ius soli, testamento biologico e riforma dei regolamenti parlamentari. Difficile pensare che nelle poche sedute disponibili prima del ritorno della manovra si potranno varare tutti quei provvedimenti. Male che vada la sinistra avrà il >>

 Spari durante la movida: feriti 6 giovani a Napoli >>
Inserita il 19 Nov, 2017 4:22:17 PM
Poteva trasformarsi in una mattanza di ragazzini il sabato notte appena passato a Napoli. Erano all’incirca le tre quando nel quartiere “bene” di Chiaia delle pistolettate hanno sconquassato il caos della movida. Sei ragazzini sono rimasti feriti: quattro con colpi d’arma da fuoco. Tra di loro quattro sono minorenni e uno ha raggiunto oggi la maggiore età. Ha 19 anni la più grande, è ora ricoverata al Vecchio Pellegrini con un’ogiva nel seno: è stata ritenuta guaribile in 30 giorni. Con lei, nel punto in cui è avvenuta la sparatoria – in via Carlo Poerio, all’angolo con via Bisignano - si trovavano due cugine di 14 anni: una è stata colpita alla gamba, e risulta residente nel quartiere di San Giovanni a Teduccio (periferia orientale di Napoli), per lei la prognosi è di 10 giorni; l’altra ha riportato lievi ferite che si sarebbe probabilmente procurata cadendo nel tentativo di scappare. Un 16enne di via Comunale Ottaviano, già censurato, è stato raggiunto all’addome e al torace dai proiettili. Ha una ferita d’arma da fuoco al braccio un ragazzo che oggi compie 18 anni, sul cui conto risultano pregiudizi per lesioni: è stato giudicato guaribile in 20 giorni. Un 14enne di Cercola (comune della provincia napoletana), pregiudicato per furto, presenta una ferita lacero contusa al naso, dove sarebbe stato colpito con un pugno.Non è ancora chiaro se i sei ragazzi feriti facessero parte di due bande contrapposte. Sulla base di una prima ricostruzione dei fatti, al termine di un parapiglia, da uno scooter in transito sarebbero stati esplosi i colpi d’arma da fuoco. Sul caso indaga la Squadra mobile della Questura di Napoli. Un video girato dal Comitato Chiaia Vive e Vivibile cattura i momenti immediatamente successivi alla sparatoria. Nella confusione si nota che, a un certo punto, moto che sfrecciano e gruppi di giovani iniziano ad allontanarsi, fino a svuotare la strada dove poi gli agenti dell’Upg appiedati hanno iniziato con torce alla mano la ricerca di bossoli e di altri elementi utili a far luce sull’accaduto.Il quartiere è una delle mete predilette in città per chi fa vita notturna. Nei weekend viene preso letteralmente d’assalto dal popolo della movida. La confusione che va avanti fino all’alba toglie il sonno e la tranquillità agli abitanti del posto, che da tempo stanno chiedendo al Comune guidato dal sindaco Luigi De Magistris di fare qualcosa. Solo giovedì è stata emessa un’ordinanza che, tra le altre cose, vieta la vendita di bevande in vetro e lattina dopo la mezzanotte nella nel zona dei baretti a Chiaia, in via Aniello Falcone, piazza Bellini, a Coroglio e a Bagnoli. Con il provvedimento dei giorni scorsi il primo cittadino ha poi imposto la chiusura dei locali alle 3 dal giovedì al sabato, e alle 2 nei giorni restanti della settimana. Delle misure che, evidentemente, non bastano a riportare tranquillità ai residenti esausti. >>

 Quarta categoria inglese, gol da urlo di Dubidat: è il più bello dell'anno? >>
Inserita il 19 Nov, 2017 4:20:01 PM
Siamo solo a novembre e in questi primi tre mesi di calcio si sono visti tantissimi gol, anche se la stagione è ancora molto lunga. Tra colpi di tacco, acrobazie, serpentine e tiri da fuori area, però, c'è un giocatore che si sta prendendo la ribalta, nonostante non sia per niente famoso. Si tratta di un giocatore che milita nell'Alvechurch, squadra inglese di quarta categoria, che di nome fa Danny Dubidat.Dubidat ha segnato un gran gol e ora il video della sua marcatura sta davvero impazzando sul web. L'attaccante dell'Alvechurc ha messo in mostra le sue abilità balistiche, visto che ha prima controllato di destro, su un rilancio lungo del suo portiere, agganciando dolcemente il pallone nonostante la marcatura di un difensore avversario, se l'è poi portato avanti con il ginocchio e in caduta con il destro ha battuto l'esteremo difensore avversario con tiro che ha baciato la traversa ed è andata in gol. L'attaccante è stato poi sommerso dai suoi compagni di squadra, ecco il video che testimonia la prodezza di Dubidat: >>

 Pisapia insiste: Mdp ci ripensi, stiamo uniti. Ma Bersani risponde: Parliamone dopo il voto >>
Inserita il 19 Nov, 2017 3:54:06 PM
L'ex sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ormai ci ha preso gusto a fare il pompiere. E si sta prodigando più di tutti per far scoppiare la pace tra le varie anime della sinistra."C’è stata troppa irrisione, il pensare che non fosse più possibile, divisioni che erano considerate insanabili" ma "se il punto fondamentale è il bene del Paese, le divisioni per motivi politici ma anche personali vanno superate. Soprattutto nel nostro campo. E questo è quello che possiamo ancora fare" . Intervenuto a Bologna ad un'iniziativa promossa dall’ex ministro ulivista, Giulio Santagata, il leader di Campo progressista si dice convinto della possibilità di dare vita a un nuovo centrosinistra: "Ce la possiamo fare, ce la dobbiamo fare e ce la faremo se riusciremo a superare le incomprensioni". Il problema, però, è che le incomprensioni sono davvero profonde e radicate e al momento i tentativi di mediazione sono apparsi timidi. Pisapia però non demorde: "Vorrei fare un richiamo affettuoso, di amicizia, non polemico" perché "si trovi il modo per fare almeno un pezzo di strada insieme per evitare la vittoria dei 5 Stelle e del populismo di destra. Mi appello a Mdp perché ci ripensino e trovino, anzi troviamo, un modo per evitare" la vittoria di M5S e delle destre alle politiche.Ma Mdp che ne dice? Sentiamo l'opinione di Pier Luigi Bersani, intervenuto nello studio di In Mezz'ora su Rai 3: "Noi andiamo avanti con il nostro progetto. Provino a considerare la nostra proposta. Noi andiamo avanti e facciamo la sinistra plurale. Il giorno dopo le elezioni discuteremo con il Pd, se cambia registro", aggiunge Bersani. Ma "no ad accrocchi e teatrini". Insomma, Mdp non ci crede. Non si fida. E rifiuta quelle che Speranza ha definito le "liste civetta", volte ad attirare voti ma non a costruire una vera coalizione politica. Poi Bersani ribadisce il proprio no alla manovra: "A meno che non ci siano novità eclatanti". E sul dialogo mette in chiaro le cose: "Prodi lo sento spesso. Fassino non l'ho sentito, chiamerà Speranza, non so. Ma quello che devo dire a Fassino o a Prodi, lo posso dire anche qui" e "sconsiglio di andare avanti con questo teatrino". Poi Bersani strizza l'occhio al mondo grillino. Lo fa a modo suo, prendendo il discorso alla larga: "Se mi piacciono i 5 Stelle? Hanno dentro qualcosa.. non sono un fuoco di paglia". E ancora: M5S è "un movimento ancora non risolto" e ve tenuto dentro l'alveo democratico. Per questo, "anche se mi schiaffeggiassero, io gli parlerei". >>

 Un Gesù dalla dubbia sessualità: lo spettacolo della trans divide il Brasile >>
Inserita il 19 Nov, 2017 3:45:39 PM
"Il Vangelo secondo Gesù, regina del cielo". La transgender 33enne Renata Carvalho sale sull'altare con una tunica luccicante e i tacchi alti: il suo monologo rappresenta un Gesù dalla dubbia sessualità.Le polemiche in Brasile, Paese dove la destra religiosa ha un forte peso, sono state numerose, così come i tentativi di bloccare lo spettacolo. La rappresentazione teatrale è stata cancellata a Jundaì, Stato di San Paolo, per ordine di un giudice su denuncia di un avvocato, mentre un tentativo analogo non è andato a buon fine a Porto Alegre."Nella mia situazione conosco bene i pregiudizi e l’ipocrisia - ha affermato Renata Carvalho -. Ma chi ci attacca non ha letto la Bibbia, perché Gesù stava dalla parte degli esclusi. Il nostro è uno spettacolo transfemminista, questa è la parola giusta, che parla di amore, tolleranza e rispetto. Molti credenti lo hanno capito, e ci hanno accolto a braccia aperte".La regista Natalia Mello ricorda come il Brasile, conosciuto nel mondo per la sua presunta tolleranza, è in realtà un Paese molto omofobico. Secondo una stima, solo quest’anno 170 persone trans sono state assassinate. >>

 La prof invia foto hot agli studenti: Se fate sesso con me non vi boccio >>
Inserita il 19 Nov, 2017 3:31:52 PM
Il lato b in bella mostra. Oppure la camicetta aperta. Immagini esplicite che non potevano essere equivocato. E, anche se qualcuno dei suoi studenti non lo avesse capito, Yokasta lo metteva pure per iscritto: "Chi non fa sesso con me, verrà bocciato". Questa professoressa di Medellin non si limitava infatti a invare foto ad altissimo contenuto erotico a tutti i suoi alunni, ma li minaccia anche di ritorsioni a fine anno nel caso in cui loro non fossero andati a letto con lei. Adesso che queste sue perversioni sono state portate alla luce, rischia ora di stare in carcere per ben quarant'anni.Le sue vittime erano tutti minorenni. Yokasta, che di anni ne ha ben quaranta, li contattava tutti su WhatsApp. Era così ossessionata dal voler far sesso con ognuno di loro che li tempestava di fotografie erotiche. Selfie che lei stessa si scattava in posizioni al limite del pornografia. Alcuni scatti erano più soft, altri erano decisamente espliciti. Uno dopo l'altro, come racconta il Messaggero, finivano nelle chat dei suoi alunni. A questa professoressa colombiana non importava di essere scoperta. Non ha mai pensato, nemmeno lontanamente, che, se resi pubblici, quei selfie avrebbero potuto aprirle le porte del carcere di Medellin. Inizialmente le minacce hanno attecchito sui giovani studenti. Tra il gennaio e l'aprile 2016un numero imprecisato di ragazzi ssono andati a casa della professoressa per fare sesso.Yokasta è sposata, ma nemmeno la presenza del marito l'ha fatta desistere dal circuire i suoi giovani studenti. Così, per diversi mesi li ha trascinati a casa propria per intere giornate di sesso finché il papà di uno di questi non ha trovato fotografie compromettenti nel cellulare del figlio. Subito dopo la denuncia, per la professoressa sono scattate le manette. Un processo, che ha svelato tutte le sue perfersione, l'ha condannata a quarant'anni di carcere per estorsione e abusi sessuali su minori. >>

 Papa Francesco: L'indifferenza per i poveri è un grave peccato >>
Inserita il 19 Nov, 2017 3:26:15 PM
Nella prima Giornata mondiale dei poveri, che ha fortemente voluto, Papa Francesco sottolinea un peccato grave in cui possono incorrere i cristiani, l'indifferenza. "Spesso ci accontentiamo dell’idea di non aver fatto nulla di male - osserva il Papa - presumendo per questo di essere buoni e giusti". Ma Bergoglio ricorda che non è così, e che l'indifferenza è sempre in agguato.Nell'omelia durante la messa a San Pietro il pontefice descrive in cosa consiste l'indifferenza da lui deunciata: "È dire: 'Non mi riguarda, non è affar mio, è colpa della società. È girarsi dall'altra parte quando il fratello è nel bisogno, è cambiare canale appena una questione seria ci infastidisce, è anche sdegnarsi di fronte al male senza far nulla"."Omissione - osserva Papa Francesco - è una parola forse andata un po' in disuso eppure molto attuale". Spesso "noi siamo dell'idea di non aver fatto nulla di male e per questo ci accontentiamo, presumendo di essere buoni e giusti. Così, però, rischiamo di comportarci come il servo malvagio: anche lui non ha fatto nulla di male, non ha rovinato il talento, anzi l'ha ben conservato sotto terra. Ma non fare nulla di male non basta", ammonisce Bergoglio."Dio non è un controllore in cerca di biglietti non timbrati - prosegue Bergoglio nell'omelia - è un padre alla ricerca di figli, cui affidare i suoi beni e i suoi progetti. Ed è triste quando il padre dell'amore non riceve una risposta generosa di amore dai figli, che si limitano a rispettare le regole, ad adempiere i comandamenti, come salariati nella casa del padre". Il Papa sottolinea che se i poveri "agli occhi del mondo hanno poco valore, sono loro che ci aprono la via al cielo, sono il nostro passaporto per il paradiso". >>

 Da Mdp a Sinistra italiana, il no al Pd si allarga >>
Inserita il 19 Nov, 2017 3:07:53 PM
Sembra davvero difficile che la sinistra rimetta insieme tutti i pezzi e che torni il sereno tra il Pd renziano e le altre forze della galassia progressista. Non perché lo diciamo noi. Basta leggere le dichiarazioni dei vari esponenti schierati a sinistra del Pd per comprendere che il clima è incandescente e che, a parte Pisapia e il suo "Campo progressista", c'è poca voglia di sotterrare l'ascia di guerra. I conti sul recente passato, che ha portato a spaccature e viscerali divisioni, ancora non sono stati fatti e a dominare la scena è tuttora un profondo astio. C'è chi pensa che la soluzione sia quella di affidare il ruolo di garante (e mediatore) a Romano Prodi, che forse non si tirerebbe indietro, a condizione però che ci sia, tra le varie parti, la voglia di dialogare veramente. Nel frattempo il Professore ha incontrato Renzi (i due hanno avuto un "lungo e cordiale colloquio", spiega l'ufficio stampa di Prodi). Oggi, intanto, Mdp-Art.1 si è riunito nell'assemblea nazionale. All'ordine del giorno, ovviamente, il rapporto con il Pd in vista delle elezioni."Renzi ora ci ama? Allora i gufi sono diventati delle allodole, delle cinciallegre...". Pier Luigi Bersani risponde con ironia al giornalista Enrico Lucci che cerca di porgli delle domande sull'attualità politica e sul riavvicinamento, o meno, con i democratici. Al di là delle battute all'assemblea nazionale di Mdp Bersani osserva che "la sinistra deve chiedersi come mai perde il treno. Non do per scontato niente ma non ho visto nel Pd una sincera riflessione su nulla". E sui tentativi di mediazione affidati a Fassino osserva: "Secondo me sottovalutano la situazione e il perché un pezzo di popolo se n'è andato. Io lascio aperta la porta però bisogna leggere la legge elettorale: non vince nessuno, ci si ritrova comunque in parlamento". Ma Bersani è a favore o no dell'alleanza col Pd? "Non chiudo le porte, le tengo aperte, ma abbiamo letto la legge elettorale? Ci si ritrova comunque in parlamento, non vince nessuno con quella roba lì".Molto più duro e diretto è l'intervento di Roberto Speranza, coordinatore Mdp: "Vogliamo uscire dal teatrino di questi giorni. Renzi è un nome del passato, non del futuro. Noi vogliamo andare in un'altra direzione. Fare l'unità senza cambiamento è solo alchimia elettorale che non porta da nessuna parte". E prosegue: "Nelle prossime due settimane in Italia succederà un fatto importante. Noi costruiremo un'alternativa a quello che c'è e che c'è stato. I mille giorni non sono altro che la variante italiana, un po' pasticciata e col solito surplus di arroganza, degli errori commessi dal centrosinistra nel mondo negli ultimi anni. Noi diciamo no a tutto questo". Sulla possibile alleanza Speranza mette le mani avanti: "Se volete l'unità senza cambiamento vuol dire che non state cercando un'alleanza ma liste civetta". "Con Prodi credo ci sia un'interlocuzione a partire da Bersani - riconosce il deputato Alfredo D'Attorre -. Ma il punto sono i contenuti. Ad esempio, e lo dico col massimo rispetto, Prodi del Jobs Act che giudizio dà? >>

 Il Genoa è corsaro a Crotone: 1-0 e primo successo per Ballardini >>
Inserita il 19 Nov, 2017 3:03:23 PM
Il Genoa del neo tecnico Davide Ballardini ottiene la seconda vittoria in campionato e lo fa di misura espugnando l'Ezio Scida di Crotone, per 1-0, grazie alla rete siglata da Luca Rigoni all'11' del primo tempo. Il Grifone ha vinto con merito viste le numerose occasionie da rete costruite nell'arco di tutta la partita. Il Genoa sale così a quota 9 punti in classifica, mentre i calabresi restano fermi a quota 12. Nel prossimo turno i rossoblù se la vedranno contro la Roma a Marassi, mentre il Crotone andrà a giocare sul campo della Juventus.Nel primo tempo parte forte il Genoa che va al tiro tra il 2' e il 3' con Zukanovic, di testa, e Pandev, di destro: blocca Cordaz. Ceccherini risponde con un tiro da 30 metri e ancora Pandev al 7' impegna il portiere del Crotone. Al 9' Mandragora fa venire i brividi a Perin e all'11' il Genoa passa in vantaggio con Rigoni che schiaccia di testa l'assist perfetto di Laxalt. Tra il 21' e il 32' Cordaz compie tre miracoli, due volte sullo scatenato Taraabt e una volta sull'ex Rosi. Nella ripresa Bertolacci va vicino al gol del 2-0 con un tiro di sinitro che finisce fuori di un soffio, mentre la risposta del Crotone è affidata ai tiri di Mandragora e Barberis troppo deboli per impensierire Perin. All'81' ci prova lo svedese Rohden ma il portiere del Genoa sventa la minaccia. >>

 Scossa di terremoto a Fornovo di Taro (Parma) >>
Inserita il 19 Nov, 2017 2:26:37 PM
La terra ha tremato in provincia di Parma. La scossa, di magnitudo 4.4, è stata registrata alle 13.37 a 4 chilometri a sud ovest di Fornovo di Taro. Come rende noto l'Ingv l'epicentro è stato individuato a 32 chilometri di profondità. Poco prima, alle 13.10, c'era stata un'altra scossa, più lieve (magnitudo 3.3). Il sisma è stato avvertito anche a Reggio Emilia, Genova e La Spezia. E qualcuno dice di averla avvertita anche più a Nord, a Torino e Milano. Sui social network sono decine le persone che dicono di aver sentito la scossa. I Vigili del fuoco fanno sapere che non ci sono interventi in atto e sono state fatte segnalazioni di danni a persone o cose. #terremoto ML 4.4 ore 13:37 IT del 19-11-2017 a 4 km SW Fornovo di Taro (PR) Prof=32Km https://t.co/RSbOns8Wbc— INGVterremoti (@INGVterremoti) 19 novembre 2017La scossa è stata avvertita anche nella vicina Parma. Il sindaco della città ducale, Federico Pizzarotti, su Facebook ha scritto: "In merito alle scosse di terremoto avvertite nella nostra città, e soprattutto nella provincia, come vedete dall'immagine sono in atto nell'Appennino intorno a Fornovo Taro e Varano Melegari. Su Parma l'intensità è stata percepibile ma non di particolare rilievo al momento. Siamo in contatto con il centro regionale di protezione civile per ulteriori aggiornamenti. La situazione è in corso di monitoraggio". >>

 Ti voglio bene mio bel fieu. La lettera di Giampaolo Pansa al figlio Alessandro >>
Inserita il 19 Nov, 2017 2:18:41 PM
"Te ne sei andato a 55 anni. Mentre io sono ancora vivo quando ne ho 82. Ti confesso che in questi giorni più di una volta mi sono domandato: perché il Padreterno non ha preso me, invece di te, anche se avrebbe arrecato un grande dolore alla persona che amo di più al mondo, la mia cara Adele? Lo so, è una domanda senza senso: il perché lo conosce soltanto lui. Ma l' ho pensato e credo che ci metterò del tempo prima di non chiedermelo più".Una lunga lettera commovente. Giampaolo Pansa vuole ricordare così il figlio Alessandro, 55 anni, vicepresidente della Feltrinelli e ex ad di Finmeccanica, morto lo scorso 11 novembre colpito da un infarto improvviso da cui non si è più ripreso."Caro Alessandro, la tua scomparsa improvvisa mi ha costretto a prendere atto di alcune verità. La prima è che nella vita di tutti giorni accade ciò che di solito avviene quando c’ è una guerra: a morire sono sempre i giovani, mentre gli anziani la scampano. Insomma, la guerra rovescia lo stato naturale delle cose. Ma può accadere così anche se il mondo si trova in pace", ha scritto il giornalista nella lettera pubblicata dal quotidiano La Verità.Gli amiciIl padre giornalista ripercorre le tappe della vita del figlio, a partire dagli amici. "In questi giorni mi sono reso conto con gioia che avevi una vita intensa di affetti e di amicizie forti. Non la conoscevo anche se eri il mio unico figlio. Accanto a te c'era un gruppo di amici, molto compatto e solidale".La famigliaPansa padre e nonno parla dei figli di Alessandro, Giacomo e Angelica: "Quel che conta è la fortuna di avere avuto un padre sempre molto sollecito, anche se immerso in un mare di impegni. Da adolescenti non esitavano a criticarti e io lo consideravo una prova che insieme a tua moglie Costanza eravate stati capaci di crescerli da ragazzi liberi, senza soggezioni".Il lavoroRicordi di vita privata e pubblica messi neri su bianco con amore e semplicità. "E adesso mi inoltro su un terreno minato. Dove incontro un lato importante del tuo carattere. Eri un uomo consapevole delle proprie capacità e dunque molto tenace nell' affrontare le sconfitte momentanee. La più dura emerse nel 2014 quando il governo di Matteo Renzi, insediato da qualche settimana, mandò via i capi di tutte le aziende partecipate dallo Stato. In quel momento eri l' amministratore delegato della grande Finmeccanica. Conoscevi tutto di quel gruppo poiché ci lavoravi da 12 anni, salendo gradino dopo gradino. E, insieme a un gruppo ristretto di giovani dirigenti, ne avevi retto il timone con mani salde. Con me non parlavi mai della tua caduta, ma avvertivo l' amarezza mista a rabbia".Il rapporto padre-figlio"Come avrei potuto proteggerti, figlio? Nel mondo della politica non avevo amici importanti. Inoltre sono stato da sempre un padre ingombrante anche perché mi ostinavo a scrivere articoli e libri scomodi, pur avendo già superato l'età della pensione. Ingombrante e spesso assente. Ecco un'altra scoperta: non ho mai conosciuto >>

 In Alto Adige la mozione choc: bambini italiani schedati negli asili tedeschi >>
Inserita il 19 Nov, 2017 2:12:07 PM
L'attacco alla comunità italiana, questa volta, arrva dai Freiheitlichen. Il partito indipendentista ha presentato una mozione, appoggiata anche dalla Südtiroler Volkspartei, per "schedare" i bambini italiani negli asili dell'Alto Adige. "Vogliono separarli fin dai primi passi scolastici per evitare qualsiasi integrazione e dunque ogni futura reale convivenza - denuncia al Tempo la deputata di Forza Italia Michaela Biancofiore - è una vergogna inaudita sulla quale spero si indigni l'Italia intera".Un paio di settimane fa la Giunta provinciale di Bolzano ha fatto passare una mozione dei Freiheitlichen che richiede a tutti i genitori, che devono iscrivere i figli all'asilo, la dichiarazione della madrelingua dei bambini. Per la Biancofiore non ci sono mezzi termini per descrivere questo "obbrobrio immorale" che arriva alla "vile discriminazione etnica dei bambini". Per la deputata di Forza Italia si tratta di una mozione a dir poco "ignobile" perché, alla vigilia delle elezioni nazionali, utilizza i bambini "a fini politici" in "una escalation di lotta etnica".Secondo la Biancofiore, i Freiheitlichen, con l'appoggio della Svp, puntano, "fin dai primi passi scolastici", a "separare" i bambini italiani da quelli tedeschi per "evitare qualsiasi integrazione e dunque ogni futura reale convivenza". "Una vergogna inaudita sulla quale spero si indigni l'Italia intera - accusa ancora la deputata di Forza Italia - c'è l'assoluta, continua, asfissiante e infinita pulsione, da una certa parte retrograda tedesca a cancellare tutto ciò che ha identità italiana".Nelle prossime ore la Biancofiore presenterà un esposto al garante della privacy e all'ufficio nazionale Anti discriminazioni razziali. >>

 Piero Angela: Volevo andare sulla Luna >>
Inserita il 19 Nov, 2017 1:29:31 PM
"Volevo essere il primo giornalista a mettere piede sulla Luna". In tutti i suoi anni di carriera Piero Angela è stato ovunque e ha provato ad andare anche sulla Luna. 89 anni a dicembre, 38 pubblicazioni e numerosi programmi televisivi di successo. Ma Angela non ha intenzone di mollare. "Uscire di scena adesso? Mai. Nel 2018 devo preparare le nuove puntate di Superquark", ha dichiarato il giornalista a Il Messaggero.Da quando il padre gli ha regalato l'Enciclopedia dei ragazzi, Piero Angela non ha più smesso di indagare tutto l'indagabile: il corpo umano, la mente, il cosmo, la natura. Un investigatore e un viaggiatore instancabile. "Ho vissuto nel periodo più bello della storia: sarà stato anche pieno di problemi, ma è stato un secolo ricco di scoperte e di umanità. Io ho viaggiato soprattutto negli anni 50 e 60. C' erano zone del mondo in cui si finiva nel Medioevo, o addirittura nella preistoria. Quando ti muovi, ti rendi conto di quello che siamo stati anche noi. Nell'arco di una generazione si è passati dalla lampada a petrolio alle stazioni spaziali. Noi siamo stati fortunati, mi creda"."Quando avevo seguito in America le missioni 7, 8, 9, 10, 11 e 12 dell' Apollo, a un certo punto ho incontrato colui che stava progettando lo shuttle e mi sono fatto iscrivere per salirci anche io", ha raccontato Angela. Una passione innata, che non conosce limiti, per tutto ciò che lo circonda, dalla natura all'essere umano. "Ogni uomo è un mondo da esplorare e si impara da tutti, dagli scienziati come dalle persone semplici". >>

 Tavecchio vicino alla resa: ?domani le dimissioni dalla Figc? >>
Inserita il 19 Nov, 2017 1:22:33 PM
Non è passata nemmeno una settimana dalla debacle dell'Italia contro la Svezia. Gli azzurri sono riusciti nell'impresa di non qualificarsi ai prossimi Mondiali in Russia, cosa che non succedeva da 60 anni. A fine gara tutti si attendevano le dimissioni di Ventura, che non sono mai arrivate, così come quelle del Presidente della Figc Carlo Tavecchio che mercoledì ha preso la parola per sollevare dall'incarico l'ormai ex ct, ammettendo di non avere intenzione di dimettersi.Tavecchio, così come Ventura, è stato anche assediato dalla Iene dove commuovendosi ha ammesso le colpe dell'allenatore: "L'ho scelto io l'allenatore...non dormo tranquillo. Sono quattro giorni che non dormo". Secondo quanto riporta la Repubblica, però, Tavecchio starebbe pensando di dimettersi e lo farebbe proprio domani, presentandosu davanti al consiglio federale. Il Presidente ha perso di credibilità con il sindacato dei calciatori, presieduto da Tommasi e con molti esponenti della Lega di Serie C e dilettanti. Se dovesse davvero rassegnare le dimissioni, dunque, nel 2018 ci saranno le nuove elezioni per scegliere il nuovo Presidente Federale e non sarà un compito facile. >>

 Foto hot della figlia 13enne vendute ai clienti per 50 euro >>
Inserita il 19 Nov, 2017 1:17:56 PM
Prima il pagamento anticipato: cinquanta euro su una carta prepagata. Poi la donna inviava al suo giro di "clienti" le foto hot della figlia tredicenne, ripresa nei centri commerciali della Capitale mentre si provava una serie di completini intimi.La transazione avveniva così e poi su WhatsApp arrivano le fotografie scattate dalla madre. Una situazione scoperta dalle indagini del pool Antiviolenza del commissariato di Tivoli, che ha svolto una lunga indagine collaborando con una struttura protetta dove la donna e la figlia già vivevano e con la polizia postale.I primi contatti sarebbero avvenuti sui social network, secondo quanto hanno rivelato le indagini. Da qui sarebbero arrivati i primi "clienti" del business scabroso messo in piedi dalla donna. Tabulati telefonici e movimenti di denaro destinati alla carta della madre hanno aiutato a ricostruire il traffico di soldi e immagini pedopornografiche.Pornografia minorile e detenzione di materiale pornografico sono le ipotesi di reato al vaglio. La madre, indagata a piede libero, è stata allontanata dai figli. Le è stata tolta la potestà genitoriale. >>

 L'ultima beffa per i terremotati: Rischio stangata sulle bollette >>
Inserita il 19 Nov, 2017 1:01:36 PM
Alcuni mesi fa l’Autorità per l’energia aveva deciso che nelle zone colpite dal terremoto non si sarebbero più pagati alcuni balzelli contenuti nelle bollette, tipo i costi relativi al trasporto e misura dell’energia e quelli per gli oneri generali di sistema. Le agevolazioni, per tre anni, sono applicate in modo automatico a tutte le utenze che già esistevano nei Comuni colpiti dal sisma. Ma quello che ha denunciato il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, se confermato è a dir poco sconcertante. Per quei terremotati che vivono nelle casette (in gergo in una "Sae", soluzione abitativa emergenziale) per la burocrazia si trovano in una "seconda casa". Con tutte le conseguenze del caso. Ovvero il rischio di pagare bollette molto più salate del normale. Per il momento non pagano di più, perché come dicevamo sono state adottate delle agevolazioni fiscali. Ma quando queste termineranno (e prima o poi accadrà) se non si fa qualcosa potrebbe scattare il salasso.Come riporta Libero il sindaco di Amatrice ha preso carta e penna rivolgendosi al presidente dell' Autorità per l'energia: "I cittadini assegnatari delle Sae - scrive Pirozzi - attivando le forniture di energia elettrica e gas, si trovano oggi a dovere affrontare la scelta della residenza anagrafica fra la loro abitazione inagibile e la Sae. Questa cosa non ha senso. La scelta che si vedono costretti ad affrontare è ingiusta, in quanto, già psicologicamente provati dalle difficoltà del post terremoto e dagli eccessi della burocrazia, li porterebbe a lasciare la residenza della casa di provenienza, esponendoli a sicure difficoltà nel prossimo futuro per la fase tanto attesa di ricostruzione. Mentre, se scelgono un contratto seconda casa per la loro abitazione provvisoria, al venire meno delle agevolazioni previste l'impatto sui cittadini sarà notevole e gravoso".Qualcuno potrebbe obiettare: ma perché i terremotati non spostano la residenza nelle casette, evitando in questo modo di pagare le bollette con le tariffe previste per la seconda casa? Il motivo è presto detto: il rischio (che molti vogliono evitare) è quello di perdere la priorità nella fase di ricostruzione. Con l'aggravio di doversi occupare delle procedure burocratiche necessarie per ottenere ciò che, nei fatti, è un loro diritto. Pirozzi si sfoga così dalle colonne di Libero: "Se questi la casa non ce l'hanno più, come si fa a considerare la casetta provvisoria una seconda casa? Oggi sulla bolletta elettrica ci sono agevolazioni, ma sono a tempo. Quando finiranno, a questi poveretti arriverà una stangata. Che senso ha?".Non sarebbe il caso di trovare una soluzione che in nome del buonsenso eviti di arreccare ulteriori danni a chi ne già ha subito parecchi per colpa del terremoto? >>

 Ostia al ballottaggio: affluenza in calo rispetto al primo turno >>
Inserita il 19 Nov, 2017 12:44:00 PM
Un voto tra sicurezza e rischio astensionismo. Questa mattina si sono aperte le urne per il ballottaggio per le elezioni del presidente del decimo municipio di Roma, quello che comprende anche la città di Ostia. La sfida è tra Giuliana Di Pillo del Movimento 5 Stelle e Monica Picca di Fratelli d'Italia per il centrodestra. Dopo la prima tornata di domenica 5 novembre era in testa la candidata pentastellata di circa 2.300 preferenze.Dopo due anni di commissariamento per infiltrazioni mafiose, gli elettori tornano al voto per scegliere una nuova guida. Da questa mattina Ostia è blindata con agenti in borghese mimetizzati tra i votanti dei 183 seggi. Le forze dell'ordine presidiano da ieri la città, mentre l'esercito vigilerà sul deposito delle schede. Il ministro dell'Interno Marco Minniti ha infatti disposto che fosse fatto tutto il possibile per garantire la regolarità del voto e per evitare condizionamenti. CasaPound, cosi come il Pd, non ha dato indicazioni di voto.L'affluenzaAlle ore 12, l'affluenza alla urne è dell'8,6%, pari a 15.968 elettori. Il dato segna una flessione di oltre il 2%, pari a oltre 4.000 elettori in meno, rispetto al primo turno, quando alla stessa ora aveva votato il 10,89% degli aventi diritto.Ostia sta vivendo settimane di tensione. Il giornalista, Daniele Piervincenzi, inviato della trasmissione Nemo è stato aggredito da Roberto Spada, fratello del boss Carmine, mentre realizzava un servizio televisivo sulle elezioni. Piervincenzi stava ponendo delle domande a Spada in relazione al suo appoggio al candidato di CasaPound Luca Marsella, quando è stato colpito con una testata in faccia. >>

 Frase choc del prete: Ha fatto più vittime Riina o la Bonino? >>
Inserita il 19 Nov, 2017 12:19:32 PM
Una frase che è destinata a far discutere, forse tanto quanto avevano fatto parlare le esternazioni di don Guidotti, che la scorsa settimana si era accanito su facebook contro una ragazza minorenne vittima di stupro, sostenendo che se l'era andata a cercare, per essersi "ubriacata e allontanata con un maghrebino".Questa volta al centro della vicenda c'è un altro sacerdote, don Francesco Pieri, che dal suo profilo su Facebook traccia un parallelismo tra il "capo dei capi" Totò Riina, appena deceduto, ed Emma Bonino. "Ha più morti innocenti sulla coscienza Totò Rijna (sic) o Emma Bonino?", scrive, paragonando le vittime di mafia ai feti abortiti.Parole che scatenano da subito un polverone - scrive il Resto del Carlino -. Il sacerdote, che insegna alla Facoltà teologica dell'Emilia-Romagna, spiega tra i commenti, ora riservati agli "amici" di facebook, che "moralmente non c'è differenza" e giustifica le sue parole con quelle del Concilio Vaticano II.La Gaudium et spes, scrive "mette l’aborto (non importa se legalizzato, ospedalizzato e mutuabile o no) in serie con 'genocidio, omicidio volontario' e altri crimini orrendi (GS 27), tra cui certamente quelli di mafia, e lo definisce 'abominevole delitto' (GS 51). Solo che vedo meno gente disposta a indignarsi e schierarsi per 'questi' innocenti. Anche tra chi metterebbe la mano sul fuoco per il Vaticano II". >>

 Cento programmi! Questo è per te. Gerry Scotti in lacrime a Tu sì que vales >>
Inserita il 19 Nov, 2017 12:13:16 PM
"Cento programmi, Gerry". E Maria De Filippi a svelare il mistero che c'è dietro il disegno di Denys Dytyniuk, concorrente di Tu sì que vales che ieri sera ha fatto emozionare e commuovere Gerry Scotti (video). Durante il programma l'artista ha, infatti, disegnato su una tela un grande ritratto del presentatore. Una sorta di omaggio alla sua carriera sul piccolo schermo. "Sono emozionato come un bambino a Natale - è stato il commento - io non ho mai avuto un omaggio come questo... sono commosso veramente".Gerry Scotti a bocca aperta, con gli occhi lucidi. Non capita spesso vederlo così, commosso. Ieri sera, su Canale 5, l'artista Denys Dytyniuk è riuscito ad andare a segno facendo un regalo belissimo al presentatore di Mediaset. Durante la sua esibizione a Tu sì que vales ha, infatti, omaggiato Gerry Scotti con un ritratto fatto sul momento. "Gerry, indovinca che cos'è! - l'ha sfidato inizialmente la De Filippi - Milano... Roma...". "Cosa fa? Non riesco a capire...", ha commentato il presentatore incredulo. "Sta dipingendo con dei colori - è intervenuto Rudy Zerbi - forse lo capiremo dopo...". Perché, mentre Denys Dytyniuk andava di pennello, sulla tela apparivano una serie di immagini che ripercorrevano la carriera di Gerry Scotti (video). La regia, il TeleGatto... "No... - è infine saltato sul,a sedia Teo Mammucari - sei tu!". E Gerry Scotti a bocca aperta. "Cento programmi - ha continuato Mammucari - tutte le cose che hai fatto tu...".Quando le immagini hanno smesso di scorrere sulla tela e in studio si sono accese le luci, il soggetto del quadro è stato finalmente chiaro. E Gerry Scotti si è commosso davanti a tutti. Poi, avvicinandosi all'artista, lo ha ringraziato di persona. "Sono emozionato come un bambino a Natale - ha detto - Io non ho mai avuto un omaggio come questo, sono commosso veramente". E poi: "Grazie... è veramente bello. Sono commosso...". >>

 Annamaria Franzoni: Appena torno libera, me ne vado dall'Italia >>
Inserita il 19 Nov, 2017 11:51:53 AM
"Appena sarò libera me ne andrò a vivere lontano, all'estero. Sarà la prima cosa che farò, qui non ci voglio più stare". Annamaria Franzoni conta i giorni che la separano dalla data di fine pena fissata a luglio 2019. E a Libero dichiara di non voler parlare con nessuno "Non per essere scortese, ma è dal 2006 che resto in silenzio, che non rilascio interviste: voglio essere dimenticata"."Ogni volta che appare il mio nome in pubblico, fa discutere. Per questo ho scelto di non parlare più". Annamaria Franzoni, sorretta da un nucleo familiare che, confida, "è stato la mia forza, anche perché, nonostante i tanti problemi, siamo rimasti uniti e ci vogliamo bene", vuole spegnere una volta per tutte la luce dei riflettori che è accesa su di lei da 15 anni.Il delitto di CogneEra la mattina del 30 gennaio 2002 quando Samuele, il figlioletto di Annamaria, di appena tre anni, fu ucciso nel lettone della villetta dei Lorenzi a Cogne, in Val d'Aosta. Il piccolo aveva il cranio fracassato. La Franzoni telefonò al 118 dicendo che suo figlio stava vomitando sangue. I medici arrivarono e trovarono Samuele con numerose ferite alla testa e alle mani. Meno di due ore più tardi il bimbo era morto. Sei anni dopo, al termine di battaglie di periti e avvocati nei tribunali, la madre fu condannata in via definitiva per omicidio. Nel giugno 2014 Annamaria Franzoni ha lasciato il carcere bolognese della Dozza, dopo sei anni di reclusione, per scontare ai domiciliari gli ultimi anni della pena. >>

 Insultò il migrante e la Boldrini: stipendio dimezzato all'agente >>
Inserita il 19 Nov, 2017 11:28:19 AM
"Siamo di fronte a un padre di tre figli costretto a campare con 700-800 euro perché ha fatto una semplice battuta". Gianni Tonelli, il segretario del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap), non ci gira troppo attorno. E,sentito da Libero, attacca a testa bassa il Tar del Piemonte che nei giorni scorsi ha respinto la domanda cautelare avanzata da un agente di polizia finito nei guai per un video pubblicato su internet lo scorso luglio (guarda) in cui prendeva in giro un immigrato e il presidente della Camera Laura Boldrini. "L'agente rischia addirittura l'espulsione dalla polizia - sbotta Tonelli - ma vi rendete conto?".Nel video si vede la volante dell'agente "scortare" un immigrato in bicicletta nella corsia di emergenza dell'autostrada Torino-Bardonecchia. "Risorse della Boldrini, ecco come finirà l'Italia - commentava l'agente nel video - tutti su una Graziella in autostrada a comandare". E ancora: "Voi che amate Laura Boldrini, voi che avete voluto questa gente... Goditi questo panorama, ecco le risorse della Boldrini: un tipo che pedala sulla Graziella pensando che fosse una strada normale, con le cuffiette in testa". Ne era nata una bufera senza fine. E il poliziotto era stato sospeso dal servizio. Eppure lo stesso Moussa Qattarra, il 19enne scortato nel video, aveva ringraziato la pattuglia di avergli "salvato la vita". "Pensavo di aver preso la tangenziale come faccio sempre - aveva spiegato - i poliziotti mi hanno accompagnato al sicuro". Ma niente. Ora deve tirare avanti con lo stipendio dimezzato.[[video 1423372]]Il poliziotto ha provato a fare ricorso. Tutto inutile Nel respingere la domanda di reintegro il Tar ha ritenuto ravvisabile nella condotta dell'agente "mancanza di capacità di autocontrollo" che, invece, si "deve ragionevolmente pretendere da un organo di polizia". "Prendiamo atto dell'ordinanza e siamo dispiaciuti - spiega l'avvocato Luca Verrienti, legale difensore dell'agente - ma riteniamo che la condotta dell'agente abbia contribuito a salvare vite umane, quella del signore ivoriano in bici e quella di altri utenti". Per Tonelli, però, in questo provvedimento c'è una forte sfumatura politica". Adesso non resta che riporre fiducia nella Commissione provinciale di disciplina. Tra qualche settimana l'organo interno della polizia deciderà, infatti, quale provvedimento adottare nei confronti del poliziotto. >>

 Addestratore sbranato da un cane nel Torinese >>
Inserita il 19 Nov, 2017 10:49:19 AM
Il suo lavoro forse lo faceva sentire tranquillo. Davide Lobue, 27enne di Rivoli (Torino), faceva l'addestratore di cani. Ma è stato proprio un cane, un "bull terrier" a ucciderlo sbranandolo. Il corpo del giovane, pieno di morsicature e graffi, è stato trovato senza vita all’interno di un giardino condominiale tra Monteu e Cavagnolo, nel Torinese.La stampa locale scrive che il cane gli era stato affidato nel pomeriggio da un amico, Daniele Conte, che ieri era andato a Milano per assistere ad un concerto. A lanciare l’allarme è stato un 16enne vicino di casa del ragazzo, che aveva sentito abbaiare furiosamente il cane. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Cavagnolo, i vigili del fuoco di Chivasso e i medici della Croce Rossa. All’autopsia, che verrà effettuata nei prossimi giorni, il compito di cercare di chiarire con esattezza la dinamica dei fatti. Non si può scartare, infatti, l'ipotesi che il cane possa essersi accanito contro l'uomo solo dopo che questi aveva avuto un malore. Questo giustificherebbe il fatto che sia stato trovato poco sangue.Le indagini sono coordinate dal pm Daniele Iavarone della procura di Ivrea e condotte dai carabinieri di Chivasso. Il cane, che ha un anno e sei mesi, è stato affidato a un canile di Settimo Torinese. >>

 Bologna, la rivolta dei preti: niente pranzo con i migranti >>
Inserita il 19 Nov, 2017 10:36:05 AM
Tutto nasce da un'iniziativa di papa Francesco. Oggi, infatti, si celebra la "Giornata mondiale dei poveri". È stata istituita proprio quest'anno dal Santo Padre e a Bologna è stata il pretesto per creare una forte divisione all'interno della Curia. La rivolta della stragrande maggioranza dei parroci, però, non è contro Bergoglio ma contro l'arcivescovo Mattia Zuppi che, come racconta il Corriere della Sera, ha chiesto ai preti della città di ospitare a pranzo i migranti dell’hub di via Mattei. Il risultato è stato imbonente. Appena venti parrocchie su novanta hanno, infatti, aderito all'iniziativa.Come fa notare Renato Farina su Libero, "tanti vescovi italiani, credendo forse di farsi belli con il Papa argentino, identificano i poveri con i migranti e privilegiano tra loro i musulmani". E così succede a Bologna dove la "Giornata mondiale dei poveri" è stata affidata a don Matteo Prodi. A fine settembre il nipote dell'ex premier Romano si era dimesso dall’incarico di parroco di una frazione di Zola Predosa dopo le polemiche che aveva scatenato per aver accolto in parrocchia i profughi. "Non sono una persona che coltiva rancori o cerca vendette - aveva scritto in una lettera ai fedeli riportata da Qn - mi chiedo solo perché e a che cosa è servito...". Adesso è di nuovo nell'occhio de ciclone per colpa di una iniziativa fortemente voluta dall'arcivescovo Zuppi. Iniziativa, quella di offrire un pasto caldo ai migranti del centro di accoglienza di via Mattei, che non è piaciuta ai più.I dubbi dei parroci sono molti. "Può essere una bella iniziativa, ma bisogna chiedersi quale sia il senso dell'accoglienza di un musulmano in chiesa - spiega al Corriere della Sera don Antonio Rota del Sacro Cuore - non è facile mettere insieme due mondi religiosi". D'altra parte anche per il vicario Giovanni Silvagni è "sbagliata e indebita l'equazione 'poveri uguale, migranti uguale musulmani'". Le stragrande maggioranza delle parrocchie si è infatti messa in gioco invitando a pranzo persone e famiglie con problemi economici. "Non per forza migranti", mette in chiaro il vicario. "Non sono bocche da sfamare - puntualizza - ma vite e storie da accogliere". >>

 La lettera del generale suicida: Ho colpe per le vittime dell'hotel Rigopiano >>
Inserita il 19 Nov, 2017 10:06:01 AM
Si è suicidato con un colpo di pistola. Il generale dei carabinieri-forestali Guido Conti, andato in pensione per ricoprire un incarico presso la Total della Val d'Agri in Basilicata, se ne è andato lasciando due lettere, forse tre. Una di queste è indirizzata "Alla mia famiglia". Nella lettera, che l'AdnKronos ha potuto visionare, cita la vicenda di Rigopiano come fonte per lui di grande angoscia: "Da quando è accaduta la tragedia di Rigopiano la mia vita è cambiata. Quelle vittime mi pesano come un macigno. Perché tra i tanti atti, ci sono anche prescrizioni a mia firma".Il 58enne ex ufficiale della Forestale (passata dopo la riforma ai carabinieri) ha lasciato una lettera alla famiglia, l'altra ad una sorella. Mancherebbe una terza missiva che sarebbe stata spedita non si sa a quale destinatario, poco prima di salire sulla propria auto per dirigersi alle pendici del Monte Morrone (luogo a lui molto caro) per compiere il gesto estremo. "Da quando è accaduta la tragedia di Rigopiano la mia vita è cambiata - scrive guido Conti nella lettera ai familiari - quelle vittime mi pesano come un macigno. Perché tra i tanti atti, ci sono anche prescrizioni a mia firma". Quindi entra nel merito della tragedia specificando di non aver deciso di togliersi la vita "per l'albergo, di cui non so nulla, ma per l'edificazione del centro benessere, dove solo poi appresi non esserci state vittime". "Ma ciò non leniva il mio dolore- spiega - pur sapendo e realizzando che il mio scritto era ininfluente ai fini della pratica autorizzativa mi sono sempre posto la domanda: 'Potevo fare di più?'". Conti conclude il drammatico testo indirizzandosi alla famiglia con espressioni di fortissimo affetto.A far scattare l'allarme sono stati proprio i familiari di Guido Conti quando non lo hanno visto tornare per l'ora di pranzo. A trovare il cadavere dell'ex ufficiale della Forestale, molto noto e stimato sia nella Regione Abruzzo sia in quella dell'Umbria, sono stati alcuni agenti che, in passato, avevano in passato insieme a lui a Sulmona. Il magistrato ha aperto una inchiesta. Lettere, auto e pistola sono stati sequestrati. Ed è stato già affidato l'incarico di eseguire sul cadavere l'autopsia. >>

 Sì al permesso, se Fido sta male >>
Inserita il 19 Nov, 2017 9:39:13 AM
Non solo per assistere un parente malato, oggi è possibile richiedere un permesso retribuito al datore di lavoro anche per assistere il proprio animale domestico che necessita di cure mediche. Perlomeno questo è quanto l'Università La Sapienza di Roma ha recentemente concesso ad una propria impiegata, donna, single, convivente con un cane e senza nessuno a cui poter delegare l'assistenza del proprio «miglior amico». L'animale domestico ha dovuto sottoporsi ad un intervento chirurgico a causa di un'improvvisa paralisi della laringe e la prognosi era di due giorni di riposo, in cui avrebbe dovuto sottoporsi a frequenti controlli del veterinario. La dipendente dell'ateneo romano, dopo una prima risposta negativa da parte dell'Università, ha perseverato nella sua richiesta, chiedendo aiuto alla Lega Anti Vivisezione (Lav). È così riferisce il presidente Gianluigi Felicetti che con l'aiuto dell'ufficio legale è stato possibile rintracciare alcuni precedenti della Cassazione che affermano che la mancata cura dell'animale domestico configura il reato di maltrattamenti degli animali, ai sensi dell'art. 544-ter del codice penale, punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro. Per la Suprema Corte, la mancata cura del cane può costituire anche il reato di abbandono di animale, punito dall'art. 727 del codice penale con l'arresto fino ad un anno o con l'ammenda da 1.000 a 10.000 euro. La donna ha dunque argomentato la sua richiesta di permesso retribuito, accompagnando il certificato medico del veterinario, con la dichiarazione che, se avesse omesso di assistere il cane malato, avrebbe commesso un reato. A quel punto l'Università ha concesso alla determinata lavoratrice un permesso retribuito, a norma di contratto collettivo dei dipendenti pubblici, per grave motivo famigliare e personale. La Lav ha così sostenuto che è stato compiuto un altro significativo passo in avanti che prende atto di come gli animali, non tenuti a fini di lucro o di produzione, sono a tutti gli effetti componenti della famiglia. >>

 E ora il branco di lupi torna a fare paura >>
Inserita il 19 Nov, 2017 9:35:52 AM
Lo scorso 21 settembre, mentre camminava da sola lungo una spiaggia deserta a Maroneia, nel Nord della Grecia, una turista inglese è stata aggredita e sbranata da un branco di lupi. Il poco che restava di lei è stato ritrovato qualche giorno dopo. È accaduto insomma ciò che ormai stava purtroppo diventando probabile: ossia che in Europa il lupo, dilagando indisturbato, cominciasse ad attaccare non più solo le pecore (in Francia l'anno scorso ne ha uccise circa 6mila) e altri animali domestici, ma anche l'uomo. In vacanza a Maroneia, la donna, Celia Hollingworth, dipendente dell'università di Bristol da poco in pensione, si era fatta portare da un taxi fino a un'area archeologica non custodita situata a una certa distanza dal centro abitato, e da lì stava facendo ritorno a piedi al suo albergo quando il branco di lupi l'ha raggiunta e aggredita.Tanto forte è la «lobby» che in sede di Unione europea vuole il ritorno incontrollato dei grandi carnivori sulle montagne e nelle campagne del nostro continente che fuori della Gran Bretagna e della Grecia la tragica notizia non ha però avuto eco alcuna. E anche in Grecia ci sono voluti diversi giorni perché le autorità locali ammettessero che la poveretta era stata vittima di lupi. La Bbc ha seguito la vicenda fino a quando ufficialmente la causa della sua morte è stata così accertata, e poi non ne ha parlato più.La vicenda è di una tragicità evidente, ma sarebbe un errore classificarla come un evento isolato e assolutamente straordinario. Fatti del genere diventeranno sempre meno isolati e sempre meno straordinari se non ci si oppone a chi progetta, con l'illegittimo sostegno dell'Unione europea, di far uscire i grandi carnivori dalle aree di riserva ristrette e controllate in cui sussistevano, e lasciare che si diffondano in Europa ovunque possono. In Italia finora il lupo ha sbranato solo pecore e cani, ma in un caso in Toscana si è già andati vicino a una tragedia come quella accaduta in Grecia. In Trentino già diverse persone sono state poi aggredite da orsi.La prossimità tra l'uomo e i grandi carnivori non è possibile. Non solo ciò è stato chiaro sin dall'inizio della storia, come tutte le più antiche letterature confermano, ma la vittoria nello scontro con i grandi carnivori fu cruciale ai fini della sopravvivenza dell'uomo preistorico, ossia del nostro più antico antenato. È con quella prima vittoria che la civiltà umana inizia.In fin dei conti tutto il resto è venuto per conseguenza. È ovvio che oggi il rapporto di forza è così a favore dell'uomo che comunque non può ribaltarsi in breve tempo. Proviamo però ad immaginarci che cosa, in un ambiente caratterizzato da una consistente presenza di lupi e di orsi, potrebbe accadere nel caso di un terremoto come quello che colpì nello scorso 2016 alcune aree appenniniche del centro Italia. Una circostanza cioè in cui in località isolate sconvolte da un sisma delle persone magari in stato di shock, bisognose di soccorso e spesso anche ferite, restino a lungo senza >>

 Per i conigli le carote non bastano >>
Inserita il 19 Nov, 2017 9:35:16 AM
Parliamo sempre di cani e gatti mentre in Italia, pesci e uccelli a parte, il terzo animale d'affezione è il coniglio nano che conta migliaia di esemplari coccolati e amati tanto quanto, se non più, dei tradizionali Fido e Silvestro.E allora è giusto dare qualche consiglio sull'alimentazione di Bunny che è il fondamento assoluto della sua salute.Si tenga conto che il coniglio assomiglia molto al bovino, in quanto ha un intestino cieco che è un vero e proprio laboratorio chimico raffinato, un po' come il rumine.Se va in crisi il cieco sono dolori seri e l'animale rischia la vita. In questo originale laboratorio si produce il cosiddetto ciecotrofo, una sostanza molliccia che il coniglio preleva dall'ano nottetempo ingerendola.Che ci piaccia o no la natura gli ha dato questa via per assumere aminoacidi e vitamine di importanza vitale.L'alimentazione del coniglio deve essere molto grezza: il fieno, di buona qualità, è l'alimento principe che non deve mai mancare per far funzionare quel famoso laboratorio e per pareggiare i denti che altrimenti crescono a dismisura.Poi pellet di erba medica pressata, verdure le più disparate ma mai bagnate e fredde.Niente frutta zuccherina.E buon appetito. >>

 Mr. Bean diventa Maigret E non c'è niente da ridere >>
Inserita il 19 Nov, 2017 9:30:57 AM
Il primo movimento di macchina parte da una celebre chimère a forma di demone che l'architetto Eugène Viollet-le-Duc volle aggiungere, a metà Ottocento, in cima alla facciata di Notre-Dame, con sullo sfondo la Torre Eiffel. Ma tutto è molto, molto meno scontato di quanto sembri.Nulla è scontato nell'inatteso mondo di Georges Simenon. Neppure che il compassato commissario Maigret possa avere, come nella nuova serie televisiva ispirata alle storie poliziesche dello scrittore belga, il volto e il physique dell'attore comico Rowan Atkinson, surreale quando è Mr. Bean, perfetto nel ruolo dell'investigatore più celebre della letteratura del Novecento. Chi avrebbe detto, quando la prima puntata fu trasmessa dalla britannica ITV nel marzo dell'anno scroso, che la dissacrante maschera buffa di Atkinson si sarebbe adattata all'aspetto severo, chiuso, riflessivo dello scontroso Maigret? Eppure, la miniserie, che doveva esaurirsi dopo i primi due episodi, visto il clamoroso successo (sei milioni e mezzo di spettatori), è stata rinnovata per una seconda stagione. E ora, lungo quel robusto filo giallo che lega il commissario francese al pubblico di lettori e telespettatori italiani, arriva in prima tv su laeffe (SKY canale 139) venerdì 15 e 22 dicembre. E ieri, a Milano, per BookCity, ha avuto una festeggiatissima anteprima al teatro Elfo Puccini. Doveva esserci anche un fan d'eccezione, il giallista Marco Malvandi, che però ha visto in privato la serie: «Mi è piaciuto molto il fatto che Maigret parla molto poco, e che tutti quelli con cui interagisce sembrano prenderlo per fesso fino al momento in cui apre bocca per far notare un'incongruenza. Peccato invece, perché fa parte del personaggio, la quasi totale assenza di bettole e bistrot dove Maigret è solito lubrificare il cervello a colpi di bianchini già dal mattino...».E così il leggendario commissario Jules Maigret - un'onorata carriera di 75 romanzi e 28 racconti, da noi tutti nel catalogo Adelphi - torna a investigare sul piccolo schermo. Dagli anni '50 a oggi è stato protagonista di duecento fra telefilm, sceneggiati e film per la tv (e 14 film), dal Giappone all'ex Unione Sovietica, dalla Francia all'Italia: tutti da noi ricordano ovviamente le inchieste del «commissario» Gino Cervi andate in onda sulla Rai fra il 1964 e il 1972, ma ci fu a metà anni '80 un grande Maigret radiofonico interpretato da Alberto Lionello, mentre quello di Sergio Castellitto, del 2004, è già stato dimenticato.Tutti, invece, ricordano la descrizione che ne fa Georges Simenon, quando lo fa nascere, letterariamente, nel 1931: «Maigret non somiglia ai poliziotti resi popolari dalle caricature. Non aveva né baffi né scarpe a doppia suola. Portava abiti di lana fine e di buon taglio. Inoltre si radeva ogni mattina e aveva mani curate. Ma la struttura era plebea. Era enorme e di ossatura robusta».Piccolo, elegante, passo dinoccolato, leggermente ingobbito, Rowan Atkinson - sopracciglia pesanti e tono di voce leggero, doppiato da Marco Mete - è, al di là del canone filmico, un Maigret perfetto. Non una smorfia in 90 minuti (la durata media dei quattro episodi realizzati finora), ha smesso tutto >>

 Quando sono le donne a molestare gli uomini >>
Inserita il 19 Nov, 2017 9:14:39 AM
«Tutto è cominciato nel 2014. Mi ci sono voluti due anni per decidermi a denunciare, perché provavo un senso di vergogna, imbarazzo e disagio, a causa delle molestie/violenze sessuali ed esistenziali subite da questa donna».Una violenza, quella femminile, di cui non si parla, che spesso viene sminuita portando chi la subisce a forti stati d'ansia e depressivi, dovuti anche al vuoto istituzionale e civile che una società avanzata come la nostra deve saper colmare. Quale miglior occasione dell'odierna Giornata internazionale dell'uomo? Inaugurata nel '99 in Trinidad e Tobago, in Italia si celebra dal 2009 per merito dell'avvocato Giorgio Ceccarelli (presidente dell'Associazione Figli Negati), vittima in passato di un tentativo da parte della suocera di farlo condannare per spaccio di droga (fu lei a far mettere chili di cocaina nella sua auto), per far sì che la ex moglie potesse portare la loro bambina in Grecia.Questa giornata tra i suoi scopi ha anche quello di evidenziare le discriminazioni contro il genere maschile. Come quelle di chi si trova vittima di una donna e poi di un sistema che non lo riconosce tale. Allora per una volta lasciamo la parola alle vittime, di cui parlo ampiamente in 50 Sfumature di Violenza (Cairo Editore). «È cominciato tutto nel 2014 su Facebook, lei mi ha contattato facendo riferimento a particolari della mia vita di cui era venuta a conoscenza per il suo ruolo nella Pubblica amministrazione. Ne è nata un'amicizia e tale sarebbe dovuta restare. Invece si è trasformata in un incubo. Il primo grave episodio è avvenuto il giorno del mio compleanno, durante un pranzo a casa sua. Ero seduto a tavola, lei si è avvicinata strisciando la sua parte inguinale contro il mio gomito destro, l'ho allontanata bruscamente. In altre occasioni ha tentato approcci sessuali (per lei piacevoli massaggi) e a ogni rifiuto affermava di essere una povera donna sola che deve essere amata, corteggiata, vezzeggiata. Una volta, costretto a letto per un infortunio che mi aveva reso cieco, si è stesa accanto a me e immobilizzandomi contro la mia volontà mi ha palpeggiato le parti intime. Un urlo strozzato ha richiamato l'attenzione di mia madre che l'ha mandata via. Ho interrotto l'amicizia, ma ha cominciato con appostamenti, pedinamenti, messaggi in chat, ritorsioni: mia madre, che ha più di 70anni ed è malata, si è improvvisamente ritrovata senza Carta dei Farmaci. Abbiamo dovuto cambiare abitudini e itinerari, e viviamo ancora in un forte stato di prostrazione e paura. Alla querela del 2016 non è seguita nessuna misura restrittiva».Un'altra testimonianza racconta di false accuse di violenza e maltrattamenti. Il rapporto è un continuo tira e molla. Lui la lascia, lei non lo accetta e inizia l'odissea. Le carte processuali non sono ancora state pubblicate, ma la testimonianza di quest'uomo non vale meno di quella delle donne che in questi giorni hanno scoperchiato il vaso di Pandora delle molestie: «Torna con me», «senza di te io mi uccido». «Al mio ennesimo rifiuto racconta - ha cambiato faccia: Sappi che ti ho sempre tradito, tu >>

 È malato di playstation. Ragazzo tolto alla madre >>
Inserita il 19 Nov, 2017 9:12:35 AM
Che la nuova generazione sia nata e cresciuta col dito puntato sul telefonino è un dato di fatto. L'aggeggio (e tutta l'elettronica che gli gira attorno) rappresenta la preferibile realtà, un mondo parallelo alimentato a batteria. Una droga che dà dipendenza come l'eroina. E infatti la notizia che un giudice minaccia di allontanare un ragazzino dalla propria famiglia perché schiavo dei videogiochi ce l'aspettavamo. Così va il nuovo mondo. Lo choccante provvedimento non è ancora operativo, nel frattempo il ragazzo - un 14enne di Crema - ha scritto al magistrato del Tribunale dei minori di Brescia perché annulli l'ordine di allontanamento dalla famiglia. «Signor giudice, la prego, mi lasci con la mia mamma. Le prometto che faccio il bravo e non gioco più con i videogame».La storia comincia due anni fa, quando la mamma - abbandonata da due anni dal marito con i due figli (una ragazza oggi maggiorenne e il ragazzino in questione) - chiede aiuto ai servizi sociali per riuscire a gestire meglio il figlio ipertelematico. Il ragazzo viene così indirizzato al reparto di neuropsichiatria infantile e a scuola ottiene un insegnante di sostegno. Tutto sembra filare liscio. Ma sul finire dell'anno scolastico (frequenta la terza media) comincia a far registrare troppe assenze. Con l'estate la questione sembra risolversi, tanto che i neuropsichiatri decidono di passare il ragazzo allo psicologo (passaggio in realtà mai concretizzato). Macché, col nuovo anno il giovane ricomincia a diradare le presenze in classe, sempre più risucchiato dall'amata PlayStation. La mamma avverte i servizi sociali, che però incolpano la donna di negligenza. A quel punto si rivolgono al giudice dei minori che, a sua volta, emette il provvedimento di allontanamento dalla casa familiare e di sistemazione del ragazzo presso una comunità. «Prima di emettere il provvedimento spiega il procuratore capo presso Tribunale dei Minori di Brescia, Emma Avezzù sono state percorse tutte le strade, senza ottenere nulla di positivo. Di lì la decisione. Il ragazzo sarà tolto alla famiglia, che però potrà regolarmente visitarlo. Se il percorso indicato sarà eseguito con regolarità, il giovane potrà far rientro a casa».Il provvedimento è stato promulgato ai primi di ottobre e sin qui non è stato applicato, ma presto potrebbe essere applicato. La mamma, che non è riuscita a farsi ascoltare dai servizi sociali, ha interpellato il Comitato dei cittadini per i diritti umani onlus, raccontando la storia. «In questa vicenda dice Paolo Roat, rappresentante del Comitato non si tiene conto della volontà del minore, come prescrive la convenzione di New York, ratificata anche dall'Italia e noi siamo determinati ad andare anche dal magistrato per far valere le ragioni del ragazzo il quale, è bene ribadirlo, vuole restare in famiglia». E lo spavento provato dal giovane è stato molto forte, tanto che quando ha saputo che stavano per portarlo via da casa, ha consegnato la PlayStation alla mamma e ha ripreso a frequentare le lezioni. Tuttavia, resta l'ordine del giudice. >>

 L'Austria ci ordina di arrestare la ladra rom che noi lasciamo libera >>
Inserita il 19 Nov, 2017 9:03:48 AM
In Italia doveva scontare 19 anni e 10 giorni di carcere. Il frutto di un'interminabile serie di condanne, una quarantina, per furto e scippo. Con una specializzazione nel campo, assai appetitoso, delle carte di credito e dei bancomat. Ma fino a pochi giorni fa, Meri Secic, considerata anche dalla stampa italiana la regina dei borseggi, era libera. Perché madre di 11 figli e incinta del dodicesimo.Ora la svolta. La donna, rom trentatreenne di cittadinanza croata, è stata arrestata con mandato di cattura europeo su richiesta dell'Austria e l'altro ieri, a sorpresa, la corte d'appello di Roma ha deciso di tenerla in cella e di estradarla a Vienna. Un verdetto che segna il destino della donna che finora era sempre stata denunciata a piede libero o era uscita dalla cella dopo una detenzione lampo, sfruttando le maglie larghe della legislazione tricolore.Gli austriaci in un dettagliatissimo rapporto le avevano addebitato 358 furti. Un record. E alla fine è stata proprio la determinazione degli austriaci ad incastrarla. Vienna vuole processarla e per questo ha indicato uno per uno i 358 addebiti, suddividendoli in tre gruppi di 152, 105, 101 episodi. E inserendo il tutto nel quadro delle attività di una banda cui vengono attribuiti la bellezza di 2.034 reati. Per questo il reato contestato dal procuratore della repubblica di Vienna è l'associazione per delinquere finalizzata alla consumazione di reati contro il patrimonio. Non solo, dettaglio quasi incredibile, il periodo preso in esame è brevissimo: dal 2015 al 2017. Insomma, i crimini, se dobbiamo credere all'impostazione dell'accusa, si susseguivano con cadenza quasi quotidiana. Eppure, mentre l'Austria confezionava il pacchetto, lei era di nuovo libera. Utilizzando la doppia protezione stabilita dal legislatore per tutelare le madri: la carcerazione preventiva può essere stabilita per chi abbia figli di età inferiore ai sei anni solo per motivi di «eccezionale rilevanza». In pratica, almeno finora, mai o quasi mai. La Secic veniva fermata e usciva, oppure collezionava denunce. E pene teoriche: lo scudo scattava anche quando i tribunali emettevano le sentenze e le condanne diventavano definitive. In questo caso la linea tratteggiata dalle norme è ancora più favorevole: la madre con prole inferiore ai dieci anni raramente va in galera. E cosi Meri Secic, inseguita da un numero spaventoso di sentenze, era tranquillamente fuori. Tanto da far ritenere che, almeno nel suo caso, il reato di furto fosse stato abrogato dal combinato disposto fra la legge «buonista» e l'interpretazione altrettanto elastica della norma da parte della magistratura.In Austria però la pensano diversamente e vogliono giudicarla: così nel mandato di arresto europeo sono indicati minuziosamente non solo tutti gli illeciti, ma anche le date, gli eventuali complici, le parti offese. La corte d'appello di Roma si è trovata così davanti a un bivio: spedire la signora a Vienna oppure proseguire con la politica giudiziaria sin qui seguita. Scarcerarla dunque e lasciarla tornare al campo di Pomezia, in provincia di Roma, dove era stata bloccata. Per la verità, anche il mandato di arresto europeo trova un limite nelle garanzie poste >>

 Ricci, l'anarchico che spernacchia il conformismo tv >>
Inserita il 19 Nov, 2017 8:30:14 AM
Antonio Ricci tecnicamente e volgarmente si può definire uno stronzo. Per questa sua qualità ha avuto il successo televisivo che merita. C'è chi lo ricorda per Fantastico, chi per i Te li do io... del suo amico di parrocchia Beppe Grillo, altri per il capolavoro Drive In, il pulp fiction delle tette in tv. Ma il suo capolavoro, l'essenza della sua favolosa stronzaggine, è Striscia la Notizia. Leggendo Me tapiro. Antonio Ricci intercettato da Luigi Galella (Mondadori) si capisce molto. Ricci spogliava Beppe, lo metteva in mutandoni e gli faceva gridare «Samurai kamikaze» negli alberghi giapponesi, con l'intento di farsi uno sberleffo degli americani bamboloni. Mandava a quell'intellò di Giletti finte poesie di Montale sull'emerocallo da recitare in tv. Fece licenziare, per qualche ora, Dorelli da Finalmente venerdì e non è detto sia vero l'aneddoto di un Eco ubriaco che rovina con Ricci fuori da un bar.In Me tapiro si capisce bene perché la stronzaggine di Ricci sia una decisiva componente del successo di Striscia. Non ci si può fidare di lui, ma per uno scherzo, un'idea, un progetto, una denuncia potrebbe mettere in gioco tutto ciò che ha conquistato. Non molla un centimetro del suo terreno. Non è generoso. Combatte come un leone. Ha una qualità che pochi giornalisti hanno. Gli sfugge tra le righe: «quando mi danno dell'inveterato goliarda, mi adombro. Io non faccio gli scherzi, non me la prendo con i più deboli, calandogli le braghe per spazzolargli le chiappe con lucido da scarpe». Vabbè poi esagera e dice «faccio ricerche sociologiche». Resta il punto: Striscia e Ricci sono democraticamente e simpaticamente stronzi. È la loro forza, la loro credibilità. Il tapiro è come Il Trono di Spade, difficile da conquistare e mantenere in eterno. Ricci è il nero, Fazio è il rosso. E del conduttore della Rai, scrive: «martiri vergini, che del vittimismo avevano fatto una fonte di reddito».«Se non sei un mostro non esisti» dice riguardo le star tv. E a modo suo è un mostro, come lo era Cuccia, rincorso invano proprio da lui (poi si sentirono al telefono per parlare di Carige): entrambi hanno dominato la scena, senza comparire. La cultura, l'ambiente di Ricci non sono quelli di un liberale. Ma il suo anarchismo ci affascina. In Me tapiro cita Popper: «è vera civiltà quella che è in grado di far morire le nostre idee al nostro posto». E, geniale, bastona il Popper da fumetti, l'unico che conoscono a Repubblica, quello di Cattiva maestra televisione: «Per me la tv non può essere maestra, nemmeno cattiva maestra, di un bel niente: è casomai l'allievo che sta tenendo il libro al contrario». Alzi la mano chi ha sentito una frase più liberale girare nel clubbino del trombonismo tv. Comprate pure Me tapiro, tanto Ricci non ci fa una lira, e capirete perché per fare buona informazione essere stronzi non è indispensabile, ma aiuta. Ps Sappiate che i prossimi fuori onda che andranno su Striscia riguardo al sottoscritto sono falsi e girati da un attore.[[fotonocrop 1464867]] >>

 Da Ventura a Sarri, la rivincita di Insigne castiga Montella >>
Inserita il 19 Nov, 2017 8:21:59 AM
A Giampiero Ventura ieri sera saranno fischiate le orecchie senza soluzione di continuità. Più anche di quanto sia successo dal lunedì della catastrofe mondiale in avanti. Lorenzo Insigne, la pietra dello scandalo del fallimento azzurro perché tenuto in panchina contro la Svezia dall'ex ct, ha dato ragione a tutto il Paese, infuriato per la sua esclusione in Nazionale. Infatti il piccolo fantasista del Napoli ha praticamente steso da solo il Milan. Ha risposto da campione riversando sul campo tutta la rabbia per non aver potuto aiutare l'Italia ad andare in Russia. Tavecchio che al solo pensiero dei «piccoletti in panchina» è scoppiato in lacrime (di coccodrillo), avrà spento la televisione dopo il primo tempo, per un'altra notte insonne. A quel punto Insigne aveva ricamato calcio nell'ordine di un assist a Callejon, un gol, un palo dopo controllo da fantascienza (in fuorigioco) e un tiro a giro che ha obbligato al miracolo Donnarumma. Decisivo. Per usare un eufemismo. La sfortuna del Milan è stata una e solo una: semplicemente Sarri non è Ventura, con lui Lorenzo gioca sempre. Anche se a dire il vero in passato non è sempre stato così. E un'altra verità è che il Napoli non è l'Italia, a partire da quegli automatismi di gioco che ormai vanno a memoria.Montella ha provato a incepparli con una difesa a elastico che passava velocemente dalla linea a tre a quella a quattro. E soprattutto con quel centrocampo infarcito di qualità per provare a tenere botta al palleggio del Napoli. Per oltre mezz'ora è stato così con il Milan a confermare quell'identità ormai acquisita, di cui aveva parlato alla vigilia lo stesso Montella. Una personalità che nessuno, nemmeno l'Inter capace di venire via con un punto dal San Paolo, finora aveva dimostrato all'ombra del Vesuvio. Ma il piano è riuscito fino a un certo punto, fino a quando Insigne non ha eluso il fuorigioco e ha castigato Donnarumma. A quel punto è iniziata un'altra partita con il solito Napoli straripante, trascinato appunto dal fantasista. Il Milan ha barcollato ma è stato tenuto in piedi dal suo portiere che, a proposito di Nazionale, con un paio di parate ha raccolto subito l'eredità che Buffon in lacrime gli aveva consegnato a San Siro. Ecco la nuova Italia ha già due pedine da cui ripartire, l'ha detto il San Paolo.Anche il Milan può avere un futuro perché nonostante perda Suso prima dell'intervallo, gioca anche un secondo tempo coraggioso, rispettato da un Napoli che a un certo punto ha anche arretrato come quasi mai gli capita, soprattutto in casa. La squadra di Montella non ha tirato quasi mai in porta, solo un paio di vere occasioni. A quel punto un'altra giocata stavolta di Mertens per Zielinski chiudeva la partita con Donnarumma a prendere gol in mezzo alle gambe.Il tutto sul filo del fuorigioco, ma stavolta il Var resta muto, a differenza del gol di Insigne quando è successo di tutto. Il guardalinee ha tenuto giù la bandierina, poi con la palla in rete l'ha alzata >>

 Migranti, è caos pratiche: 100mila ferme nelle coop >>
Inserita il 19 Nov, 2017 8:01:23 AM
D oveva servire a snellire le procedure per le richieste di asilo. A velocizzare l'iter che va dalla domanda al responso che permette ai migranti di restare in Italia o li obbliga ad andarsene. Ma il decreto con cui sei mesi fa il ministro dell'Interno Marco Minniti sperava di correggere le storture nella gestione dell'immigrazione nel nostro Paese non aveva fatto i conti con cooperative, onlus e signori dell'accoglienza. Molti dei quali di fronte al provvedimento che trasferiva a loro, dalla Questura, il compito di comunicare ai migranti le decisioni delle commissioni che esaminano le istanze di asilo, avevano incrociato le braccia. Chi per questioni di principio, chi al grido di «non siamo ufficiali giudiziari», chi per difficoltà organizzative e chi per l'imbarazzo di doversi magari ritrovare a invitare gli ospiti a lasciare il territorio. Di fatto però l'ammutinamento degli operatori oltre a costringere il Viminale a sospendere le disposizioni, ha prodotto un imbuto burocratico di 102mila notifiche tutt'ora ferme.Si tratta di convocazioni per i richiedenti asilo che dovrebbero presentarsi davanti agli organismi territoriali ma che non lo hanno ancora fatto perché nessuno glielo ha comunicato; o che attendono risposte alle domande di protezione internazionale forse già esaminate. Il numero emerge da una relazione della presidente della Commissione nazionale per l'Asilo del Viminale, Sandra Sarti, lo scorso 24 ottobre alla Camera. Per la precisione «sono in attesa di convocazione davanti alle commissioni 101.486 richiedenti. Un dato - ha spiegato - che va collegato anche al recente decreto Minniti, che ha introdotto un sistema diverso sulle modalità di notifica poiché coinvolge direttamente i centri che sono anche i luoghi di residenza dei richiedenti asilo. Ma richiede delle modalità attuative che non sono consolidate e che stiamo cercando di snellire, di delineare e di definire. Su questo tema - ha aggiunto - è in corso un tavolo sul quale stiamo lavorando molto alacremente anche con il Gabinetto del ministro».Già, perché la protesta, in primis firmata dalla Caritas ambrosiana, aveva costretto il ministero a sospendere la normativa in attesa di chiarimenti. Tutt'ora però quelle disposizioni sono lettera morta. Così la funzione della notifica è rimasta in capo alla Questura, insieme alle ordinarie difficoltà delle autorità nel rintracciare gli stranieri per comunicare loro i responsi, soprattutto quando negativi. Nelle intenzioni di Minniti trasferire il compito ai gestori dei centri di accoglienza avrebbe accorciato la filiera burocratica e di conseguenza anche i tempi di permanenza nel nostro Paese dei soggetti che non ne hanno diritto. E pensare che c'è stato anche chi, come Fondazione Arca, aveva già predisposto nei propri centri la casella Pec per adeguarsi alla nuova legge: «Da allora tutto è rimasto in sospeso», fanno sapere. Come queste 102mila lettere che gonfiano la mole delle 146.700 mila procedure pendenti davanti alle commissioni territoriali da nord a sud. «Al ministero è in corso un tavolo tecnico per accelerare» e per sbloccare l'empasse, ha assicurato la presidente Sarti in audizione a Montecitorio. Ma intanto «anziché semplificare, la situazione si è complicata, portando a un ingolfamento >>

 Giletti rientra a testa alta nell'arena del talk >>
Inserita il 19 Nov, 2017 8:00:14 AM
Va a finire che Non è l'Arena verrà studiato come un «caso» della recente televisione italiana, a partire dal gesto, di cui molto si è parlato, del conduttore Massimo Giletti e del suo addio alla Rai dopo trent'anni di onorato servizio.Lo conosco fin dai banchi del Liceo D'Azeglio a Torino, sempre stato un tipo ambizioso, intelligente e orgoglioso. Col tempo è diventato un gran professionista e ha imparato a fare dell'ottimo giornalismo televisivo senza scivolare nei tipici strepitii e risse da cortile, ha senso del ritmo e non è mai unilaterale. Un sabaudo, d'altra parte, non urla mai.Soprattutto, se pungolato, Massimo non si tira indietro. Il trasferimento dalla corazzata di viale Mazzini all'outsider La7 poteva costargli caro. Con l'incoscienza di chi non ha nulla da perdere, rinuncia alla più comoda collocazione infrasettimanale di Non è l'Arena e lancia il guanto di sfida la domenica, in prima serata, addirittura a Fabio Fazio e alla fiction Rosy Abate su Canale 5. Uscendone benissimo, in termini di ascolti e confermando così il proprio valore aggiunto: Giletti ha fidelizzato un pubblico, proprio come accade a quei direttori di giornale che si sono conquistati credibilità e fiducia. Un pubblico disposto a seguirlo perché ne apprezza lo stile, gli argomenti e il modo di trattarli. Non manca mai di ringraziare Giovanni Minoli, da cui ha imparato molto e di cui è certamente l'erede.Dopo aver liquidato in pochi minuti la sua vicenda personale, in un monologo stringato, sincero e mai rancoroso, Giletti riparte con convinzione. Clou della prima puntata, il 12 novembre, è l'affaire Tulliani che ha segnato l'eclissi politica dell'ex presidente della Camera Gianfranco Fini. Un'inchiesta condotta nei minimi particolari, lunga e dettagliata, costruita come un romanzo giallo con i divertenti inseguimenti dei reporter d'assalto anche se di finzione non c'è nulla. Questione tornata di attualità per il recente arresto a Dubai del «famoso cognato» che rimette in discussione le pressioni, gli abusi di potere, i favoritismi, il malcostume, ovvero l'estetica resa pratica nella stanza dei bottoni che non accenna a smettere.Giletti e i suoi ospiti politici e giornalisti - sanno usare il registro dell'ironia, non danno risposte demagogiche e lasciano aperto il giudizio al pubblico. Invece di puntare alla pancia, di cavalcare la rabbia, Non è l'Arena sollecita l'intelligenza, chiedendo ai telespettatori di costruirsi un'idea e non limitarsi ai preconcetti, di analizzare i fatti in modo plurale. Poiché la fascia di età del consumatore di tv risulta abbastanza elevata, l'altro tema portante affronta l'annosa questione delle pensioni. «La pensione si allontana ma il vitalizio non si tocca», recita uno degli slogan. Il conduttore espone dati aritmetici e dà spazio al pensiero di chi lavora e lo dovrà fare ancora per molto. Tutti d'accordo che la disparità di trattamento tra la vita reale e la politica deve finire. A non esacerbare gli animi e mantenere l'eleganza contribuisce l'allestimento dello studio, di gusto minimale e contemporaneo. >>

 Fiorentina-Chiesa, c'è la fumata bianca sul rinnovo: accordo fino al 2022 >>
Inserita il 18 Nov, 2017 2:03:42 PM
Federico Chiesa-Fiorentina, la storia d'amore andrà avanti fino al 30 giugno del 2022. Il giovanissimo talento cresciuto nella cantera viola ha infatti raggiunto l'intesa con il club di Della Valle. La Fiorentina stessa, con un comunicato ufficiale, ha confermato l'avvenuta fumata bianca per il rinnovo:"ACF Fiorentina comunica di aver prolungato fino al 30 giugno 2022, con reciproca soddisfazione, il contratto tra la Società viola e il calciatore Federico Chiesa".Chiesa dovrebbe percepire uno stipendio da 2 milioni di euro a stagione, diventando così il più pagato della Fiorentina. Sul giocatore ci sono l'Inter di Luciano Spalletti e il Napoli di Maurizio Sarri, mentre all'estero il Psg dello sceicco Nasser Al-Khelaifi ha messo i radar sul classe '97. L'Inter, addirittura, sarebbe pronta a sfrerrare l'attacco con un'offerta da 50 milioni di euro alla viola e 5 milioni di euro netti a stagione per Chiesa, ma il Napoli di De Laurentiis non molla, così come il club francese che potrebbe allettarlo dal fatto di giocare con attaccanti del calibro di Neymar, Cavani, Di Maria e Mbappé. >>

 Gf Vip, Giulia ci ricasca: Ma quello è gay o normale? >>
Inserita il 18 Nov, 2017 1:29:11 PM
Giulia De Lellis è la prima finalista del Gf Vip e in questi giorni nella Casa più spiata d'Italia si gode spensierata il suo ruolo conquistato.Tra scherzi, giochi e confidenze, la fidanzata di Andrea Damante sta vivendo appieno la sua esperienza al Gf. Giulia De Lellis, però, ci è ricascata e ieri pomeriggio è stata la protagonista dell'ennesima gaffe sulla comunità Lgbt. Tutto è iniziato quando Ivana le ha raccontato che in Russia c'è un modello "che se lo vedi quando si veste sembra una donna bella bella". Immediatamente, Giulia ha domandato: "Ah ma quello con i capelli lunghi? Ma è gay o normale? Etero?".La ex di Uomini e Donne, resasi conto della clamorosa gaffe, ha subito cercato di rimediare domandando se il modello sia etero e facendogli diversi complimenti. I telespettatori, però, hanno visto e sentito quello che Giulia ha detto davanti alle telecamere del Gf Vip e sul web si sono indignati (ancora). "Si vede che la tirata di orecchie che ha ricevuto da Alfonso Signorini non le è bastata né servita. Solo una parola: schifo", scrive un utente su Twitter. E ancora: "Giulia cerca di salvarsi sostituendo normale a eterosessuale. Ma la sua omofobia resta sempre quella. Il gatto resta gatto non diventa mai topo...". Discorso tra giulia e ivana #gfvip ..ivana: c’è un modello in russia che se lo vedi quando si veste sembra una donna bella bella Giulia: ma è gay o normale? #schifo #ignoranza #ancoragiulia?— Laura Antonelli(way) (@h_petrarca) 15 novembre 2017 >>

 Il Ghana in emergenza nazionale: i cittadini defecano all'aperto >>
Inserita il 18 Nov, 2017 12:17:35 PM
In Ghana è molto diffuso il vizio di defecare all'aperto. E la World Bank nel 20172 lo aveva messo nero su bianco in un reporto per valutarne i danni all'economia del Paese. In totale fanno 79 milioni di dollari l'anno.Il fatto è che nello Stato africano 1ghanese su 5 defeca all'aperto e solo una casa ogni sette ha un bagno al suo interno (4,8 milioni di persone devono andare in bagno all'aperto). Ci sarà un motivo se il Ghana è stato classificato come il 7 Paese più sporco del mondo. Il tema continua ad essere una emergenza nazionale. Rushnan Murtaza, rappresentante dell'Unicef nella capitale, in occasione del lancio della "Campagna di Igiene Nazionale", ha detto che se il governo non prende una decisione rapida ci potrebbero volere 90 anni per risolvere la situazione. E così il presidente Nana Addo Dankwa Akufo-Addo ha dato il suo appoggio alla campagna "Manteniamo il Ghana pulito: fai la tua parte".Secondo il rapporto della Banca Mondiale, circa il 74% dei costi correlati alla spiacevole pratica, proviene dalla morte prematura di 19.000 ghanesi l'anno a causa di complicazioni legate alla diarrea, di cui 5.100 sono bambini sotto i 5 anni, e che quasi il 90% di queste morti è direttamente attribuibile a acqua infetta e mancanza di igiene. "Conosciamo da tempo l'impatto delle scarse condizioni igienico-sanitarie sulla salute, ma questo è uno dei primi studi per quantificarne i costi annuali - disse Yolande Coombes, specialista in acqua e servizi igienico-sanitari della World Bank - il Ghana non sarà in grado di crescere in modo sostenibile senza affrontare questi costi"."Per molte persone in Ghana - ha detto David Duncan, responsabile di WASH (Water, Sanitation and Hygiene) nell'ufficio dell'UNICEF in Ghana - questo è normale, in particolare nel nord del paese, dove circa 3 famiglie su 4 devono effettivamente recarsi nella boscaglia per andare al bagno. Per loro è normale, è il loro modo di vivere da generazioni, quindi è necessario un cambiamento culturale per superare il problema". >>

 Ma i maschi non sono tutti dei malati >>
Inserita il 18 Nov, 2017 9:04:24 AM
I racconti di molestie perpetrate dagli uomini ai danni delle donne stanno assumendo la forma di commedie tragicomiche. Dal caso Weinstein in poi sono stati sdoganati gli stereotipi e i pregiudizi più banali. Ogni testimonianza, anche se non suffragata da prove, conferma la teoria per cui vivremmo in un mondo in cui i maschi sono tutti sporcaccioni, e le femmine, tutte, pure e castissime. Incapaci di dire un semplice no, perché di fronte al carnefice, anche se disarmato, vanno incontro al fenomeno del freezing: una dissociazione emotiva, cognitiva e sensoriale, che isola la persona traumatizzata da quello che sta vivendo e impedisce altre reazioni molto più frequenti e adattive, come il combattimento o la fuga. Per essere più chiari, il freezing si verifica quando in una situazione di pericolo mollare un calcio ben assestato e scappare non è possibile, perché il molestatore, violento, impedisce con la forza l'accesso alla via d'uscita.Lo psichiatra Morelli è stato attaccato perché ha detto una semplice verità. Se non c'è coercizione fisica, tra il presunto carnefice e la presunta vittima, c'è un gioco delle parti. Se lui è il maschio dominatore, lei si è fatta usare, per ottenere quello che senza l'arma della seduzione non avrebbe acquisito, la parte in un film. I due, l'uomo che usa il suo potere per possedere una donna e la donna, che usa il suo corpo per accaparrarsi un ruolo in un film, stanno mercificando entrambi e per motivi diversi la sessualità. Quelle aspiranti attrici, specifica Morelli, si sono cacciate in una situazione in cui non potevano più dire di no. Dopo uno stupro, che sia stata perpetrata violenza fisica o psicologica, la vittima rifugge ogni luogo in cui la condizione di coercizione potrebbe ripresentarsi, e invece si sono lasciate fotografare con Weinstein in ogni dove, abbracciate a lui sul tappeto rosso.Non tutti i produttori sono dominatori malati di sesso e non tutte le aspiranti attrici hanno usato la seduzione come arma per arrivare allo scopo. In un ambiente in cui una su mille ce la fa la competizione è esasperata. Le ragazze che non riescono a realizzare il loro sogno senza raccomandazione e senza passare per la camera d'albergo dovrebbero provare a dirsi, onestamente, che non era il loro lavoro e ricordare le parole del premio Nobel Rita Levi Montalcini: le donne che hanno cambiato il mondo non hanno mai avuto bisogno di mostrare nulla se non la loro capacità. >>

 Nicki Minaj si fa in tre e dà scandalo sulla copertina di Paper >>
Inserita il 15 Nov, 2017 11:11:23 AM
Nicki Minaj posa per la copertina del numero di dicembre della rivista "Paper" e dà scandalo.Il titolone della rivista è "Minaj à trois" e il sottotilolo promette di "break the internet". Nella copertina, infatti, compaiono tre foto della rapper di "Anaconda" scattate dalla fotografa Ellen Von Unwerth.Nicki Minaj bionda, mora e con i capelli rosa. Ognuna tocca sessualmente l'altra. L’idea del direttore creativo di Paper, Drew Elliot, è quella di ripetere l’exploit della famosa copertina con Kim Kardashian, risalente ormai al lontano 2014 che fece molto scalpore.La rapper intanto sta lavorando al quarto disco, che farà seguito a ‘The Pinkprint’ del 2014. >>

 Gf Vip, la ex di Jeremias infastidita dal suo comportamento: Mi tolgo da questo schifo >>
Inserita il 08 Nov, 2017 3:43:23 PM
L'avvicinamento tra Jeremias Rodriguez e Aida Yespica nella casa del Gf Vip ha provocato non pochi malumori, dopo il fidanzato della venezuelana, a parlare è la ex compagna dell'argentino.Sara Battisti, nel corso delle scorse settimane, aveva fatto sentire la sua vicinanza a Jeremias Rodriguez inviandole un aereo. Lui si era commosso e aveva giurato che una volta uscito dal Gf Vip se la sarebbe andato a riprendere. Ora, però, il feeling con Aida Yespica potrebbe aver rovinato tutto e la Battisti si sfoga su Instagram.La giovane commessa milanese, infatti, interrogata dai fan sui social, si è detta infastidita dagli atteggiamenti mostrati da Jeremias Rodriguez in tv ed è pronta a fare un passo indietro: "Rispondo solo perché dopo mesi di silenzio è giusto che io esprima il mio parere. Ho imparato a seguire il consiglio di guardare i fatti e non le parole e i fatti parlano da soli. Non c’è bisogno di vendette o bassezze da parte delle persone che sono fuori perché di bassezze ne stiamo già vedendo abbastanza. La domanda è: bastano 60 giorni per distruggere rapporti VERI costruiti con passione, amore, sacrifici e dolori? Se la risposta è sì non mi resta altro che distogliermi da questo schifo e sperare che tutto questo serva da lezione a chi non rispetta i sentimenti altrui o a chi cambia continuamente atteggiamento e pensiero… non mi dilungo…potrei continuare, ma evito per rispetto della mia persona".Con questo lungo messaggio, la ex compagna di Jeremias - probabilmente - fa riferimento al bacio tra l'argentino e la modella venezuelana avvenuto fra le tende del confessionale del Gf. Anche questa coppia sta scoppiando del tutto? >>

 Gf Vip, Cecilia ripensa al suo ex: Non mi perdonerà mai >>
Inserita il 08 Nov, 2017 11:33:58 AM
Dopo una settimana dalla fine della sua relazione con Francesco Monte, Cecilia Rodriguez si è lasciata andare con il fratello e nel giardino del Gf Vip ha confessato quali sono le sue preoccupazioni. Passata la prima e dolorosa fase legata alla fine della sua storia d'amore, Cecilia Rodriguez ha avuto tempo e modo di ripensare al suo passato. "Mi dispiace dover parlare - dice in lacrime a Jeremias - ma se non lo facessi sembrerei incoerente visto che mi trovo in un programma televisivo. Ho accettato di mettere in piazza tutto per cui non sarebbe giusto non rispondere alle domande. Mi interessa poco quello che dicono, mi interessa di più quello che pensano Francesco e la sua famiglia. Per loro mi dispiace. So che lui non lo capirà mai, non mi perdonerà mai e mi dispiace. Lo conosco, so com’è fatto. Per me è difficile perché non mi ha mai fatto niente. Tutte le relazioni che ho chiuso fino a oggi, le ho chiuse perché mi avevano tradito. Lui non l’ha mai fatto per cui mi viene ancora più difficile. Ho immaginato tanto la vita con lui".Cecilia, quindi, per la prima volta dopo la fine della storia con Francesco Monte, è tornata a parlare di lui e teme di non ricevere il suo perdono. Così Jeremias è intervenuto per sostenerla, nonostante abbia un fore legame con Francesco. L'argentino l'ha rassicurata e le ha fatto notare che per stare con lui lei era cambiata al punto da non essere più nemmeno se stessa. "È una persona molto intelligente - dice - lo capirà. Basta guardare come stai per capire che non è stata una stronzata. Io non ti ho mai vista così. Se a te è servito per crescere e capire, va bene così. Tu qui dentro ti sei sentita libera per la prima volta. Sappiamo tutti come sei: hai sempre bisogno di qualcuno che ti dia una spinta. Qua ti hanno tolto tutto questo. Io avevo già capito tutto, non che ti piaceva Ignazio ma il resto. Qua dentro come facevo a parlare? È stato giusto così, avevi bisogno che nessuno ti dicesse niente per arrivarci da sola. E ci sei arrivata. Accanto a lui eri diventata un’altra, te l’ho detto tante volte. Avevi smesso anche di andare a prendere un caffè fuori. Penso che questa cosa ti abbia fatto solo del bene. Va bene così, nessuno è mai morto per amore".E mentre Cecilia e Jeremias parlano di Francesco, la Rodriguez si lascia andare a un pianto disperato. Forse sta realizzando veramente cosa è cambiato nella sua vita grazie al Gf Vip? (Guarda il video) #CeciliaRodríguez ripensa al suo ex fidanzato #FrancescoMonte. #GossipTvOfficial #GFVIP #Canale5 #mediaset @gossiptvofficial FonteUn post condiviso da Gossip Tv (@gossiptvofficial) in data: 7 Nov 2017 alle ore 09:37 PST >>

 Mina e Celentano a sorpresa il brano Eva >>
Inserita il 08 Nov, 2017 8:33:53 AM
Mina e Celentano tornano a sorpresa con un nuovo inedito dal titolo «Eva». Il brano sarà in radio e su tutte le piattaforme digitali da venerdì 10 novembre, ad un anno di distanza dallo straordinario successo di «Le migliori» l'album che ha battuto tutti i record di vendita del 2016: disco più venduto dell'anno e certificato 5 volte platino. «Eva» sarà contenuto in «Tutte le migliori», un cofanetto che raccoglierà per la prima volta i più bei duetti e una selezione dei successi della carriera dei due veri miti della musica italiana e che sarà in vendita dal primo dicembre. Si tratta di una «sorpresa» della coppia più atipica della nostra canzone d'autore, quella abituata a sbaragliare sempre la concorrenza e a sommare con il proprio repertorio praticamente quasi sessant'anni di grande musica. E anche questa volta, con la pubblicazione senza preannuncio di un brano singolo, Mina e Celentano confermano di essere imprevedibili. >>

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