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Notizie Milano 24 ore

 Clochard e pure un centro sociale nella galleria "gioiello" di Napoli >>
Inserita il 28 Jan, 2020 9:21:36 AM
"Vedo i pavimenti lucidi, puliti. C'è ordine. Questa galleria è bellissima, però non c'è niente, non c'è animazione. È morta", commenta Adriana. Sta passeggiando con il marito nella Galleria Principe di Napoli. Il complesso monumentale, nato nella seconda metà del diciannovesimo secolo, da tempo attende un rilancio. I locali sono stati assegnati in concessione d'uso a imprenditori e associazioni risultati vincitori di un avviso pubblico indetto dal Comune di Napoli nel 2015. Ma sono ancora quasi tutti chiusi e deserti. Un tempo ospitavano principalmente uffici comunali. Su alcuni ci sono ancora le vecchie insegne dei vigili urbani e della tesoreria comunale. Sbirciando dalle vetrate, si vedono stanze vuote, impalcature di sostegno, e - dove c'è - dell'arredamento impolverato. Un paio di locali sono occupati abusivamente: delle bandiere rosse marcano gli spazi di cui si è impossessato un centro sociale dal 2013.[[video 1817647]]Nando Cirella è uno dei pochi commercianti già operativi in galleria. Da un paio di anni gestisce un bar vicino all'ingresso che si apre su piazza Museo Nazionale . "Si è perso un po' di tempo perché, prima, un gruppo di imprenditori assegnatari si è tirato indietro. Poi, c'è stata la chiusura che ha ritardato ulteriormente l'avvio delle attività. Ora dipende tutto dagli imprenditori", ha raccontato. Rimasta inaccessibile per un anno in seguito alla caduta di calcinacci, la Galleria Principe è stata riaperta al pubblico solo a giugno scorso, al termine di lavori di messa in sicurezza costati al Comune di Napoli circa 60 mila euro. Da allora le sue pareti sono coperte da una rete di protezione.L'opera, oggi, risulta avvolta da un silenzio desolante. A sorvegliarla ci pensano i custodi della Napoli Servizi, società partecipata del Comune di Napoli. Aprono i cancelli alle 7 e li chiudono alle 8 di sera. Capita che debbano affrontare ragazzini che giocano a pallone o persone che entrano con le bici. Problemi ne incontrano spesso al momento della chiusura, quando devono far uscire alcuni dei senzatetto che trovano riparo sotto la volta di vetro e ferro. "Qualcuno, a volte, è ubriaco e non vuole andare via", ha rivelato Mariano Cosacchi. "Qualche collega - ha poi raccontato - è stato aggredito e si è dovuto difendere. Anche se chiamiamo le forze dell'ordine, o non hanno macchine a disposizione o non hanno la possibilità di venire, oppure, per le loro condizioni lavorative, arrivano con un po' di ritardo. Il più delle volte ce la dobbiamo risolvere noi la faccenda con i senza fissa dimora".Sono decine i senzatetto che di notte trovano ricovero sotto i porticati della galleria. Di mattina i loro giacigli spariscono. Gli operatori dell'Asìa passano a rimuoverli e gli addetti della Napoli Servizi provvedono alla pulizia. Qualche clochard può succedere che resista allo sgombero e che si fermi a dormire anche in pieno giorno sotto un ammasso di coperte.[[gallery 1817458]]La presenza dei clochard causa non pochi disagi ai commercianti. "Dalla mattina alla sera fanno ciò che vogliono e il degrado aumenta. Tutti i loro bisogni, anche fisiologici, li fanno per strada. Tutti >>

 Elisa De Panicis ha avuto un flirt con Maxi Lopez, Wanda Nara: ?Sono cornuta? >>
Inserita il 28 Jan, 2020 9:12:49 AM
Scoop durante la diretta del Grande Fratello Vip: Alfonso Signorini ha lanciato una vera e propria bomba che coinvolge Elisa De Panicis e Wanda Nara.Cosa hanno in comune la ex concorrente e l'opinionista del Gf Vip? Pare proprio che abbiano condiviso lo stesso uomo: Maxi Lopez. Il direttore del settimanale Chi ha deciso di svelare il gossip quasi a conclusione della puntata di ieri, 27 gennaio, del reality show: "I miei uccellini mi hanno detto, cara Wanda, che la nostra Elisa De Panicis, che è una che non si fa mancare niente, ha avuto una tresca...Indovina con chi? Con Maxi Lopez!".E, mentre la Nara filmava il momento della rivelazione dello scoop limitandosi, in un primo momento, ad un laconico "Ah sì!?", la De Panicis tentava di nascondersi il volto e si lasciava andare ad una risata tra il divertito e l'isterico. "Non sapevo nulla!", ha aggiunto la moglie di Mauro Icardi che, quando ai tempi in cui palesò la relazione con l'ex attaccante dell'Inter, fu travolta dalle polemiche e accusata di aver tradito Maxi Lopez proprio con il suo grande amico.Ma Alfonso Signorini, lanciata la bomba, ha continuato ad indagare sulla tresca tra Lopez e la De Panicis, chiedendo a quest'ultima se tutto fosse avvenuto durante il matrimonio con Wanda Nara o quando lui era single. Elisa, evidentemente in imbarazzo, ha glissato sulla domanda chiedendo semplicemente al conduttore: "Ma quanti uccellini hai?". Un replica che è apparsa a molti come una conferma, e che Wanda Nara non ha esitato ad accogliere con estrema ironia."Ah, io sono cornuta?", ha domandato l'opinionista del Gf Vip mostrando con orgoglio il gesto delle corna. Il tutto si è risolto con una grassa risata da parte dei diretti interessati, ma Pupo non si è fatto sfuggire l'occasione di lanciare una velenosa frecciatina alla De Panicis, che nel suo passato sentimentale vanta una serie di flirt con grandi calciatori: Cristiano Ronaldo, Maxi Lopez e, in ultimo, Theo Hernández. "Elisa, io giocavo nella nazionale cantanti: ti interessa?", le ha domandato ironicamente Enzo Ghinazzi, scatenando la risata fragorosa della sua collega Wanda Nara."L'amica di Pupo è cornuta - ha commentato ancora l'argentina, mentre Signorini la rincuorava - . Amore, prima o poi le corna ce le mangiamo tutti!". >>

 Tirapugni e coltelli per rapinare i ragazzini: baby gang fermata >>
Inserita il 28 Jan, 2020 9:11:03 AM
Minacce, botte e rapine ai danni di ragazzi minorenni. Era una baby gang, anch'essa composta da giovani tra i 15 e i 17 anni, a terrorizzare una zona centrale. Nel mirino finivano appunto i coetanei degli adolescenti bloccati dalla polizia.Gli agenti hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare che ordina il collocamento in comunità, i destinatari sono quattro minorenni. Sono accusati di rapina aggravata e lesioni nei confronti di altri adolescenti. Al provvedimento si è arrivati dopo le indagini dei poliziotti del Commissariato Monforte Vittoria nate a loro volta dalle denunce di alcuni genitori delle vittime. Gli episodi su cui la polizia ha raccolto riscontri e prove (sarebbero almeno sei) si sono verificati nel marzo del 2019 in zone centrali come piazza Cinque Giornate, largo Marinai d'Italia, piazza Grandi, via Mondolfo e via Cervignano.Gli agenti hanno ricostruito come la baby gang entrava in azione, ogni volta con metodi simili. I componenti della banda si sono serviti di un coltello e di un tirapugni per minacciare o picchiare le vittime, strappando loro di dosso gioielli e derubandoli di cellulari e denaro. In alcune circostanze hanno costretto i ragazzini presi di mira a spogliarsi e a consegnare abiti e scarpe griffati o costosi. In un caso a un adolescente è stato anche rotto un dente. Gli inquirenti stanno accertando un eventuale collegamento con alcune molestie sessuali denunciate da ragazzine nei parchi della zona.Le indagini avevano già portato, nel marzo del 2019, al fermo di un 17enne e di un 15enne per rapina, minacce e furto, reati tutti aggravati. Da quell'attività di polizia giudiziaria, grazie anche ai servizi di osservazione nei luoghi di ritrovo dei giovani tra piazza Grandi e via Cena e davanti ad alcune scuole, i poliziotti del Commissariato sono riusciti a identificare gli altri componenti della banda di giovanissimi. Le incursioni della gang avevano provocato un forte allarme nella zona. >>

 Mezzanotte in metrò, risse e assalti >>
Inserita il 28 Jan, 2020 9:07:47 AM
Mezzanotte di un sabato qualsiasi. Il mese non ha importanza, tanto lo spettacolo è sempre lo stesso.La banchina della metropolitana Udine (linea verde, direzione Cologno/Gessate) gremita di giovani: la maggior parte minorenni (alcune sono ragazze) che danno il via a quello che pare un rito tribale: colpire violentemente i due distributori automatici di bibite e snack. Lo fanno per far "cadere" gratis qualcosa, oppure - più probabilmente - solo per far casino. Sono super eccitati da alcol e spinelli (le nuvole di fumo e l'odore dolciastro non lascia dubbi sulla tipologia di "fumo").A volte, alla stessa fermata, si incrociano comitive diverse: e allora basta un niente per far scoppiare le risse. Volano gli insulti. Si passa alle vie di fatto. Bottiglie spaccate. Minacce con i cocci di vetro.L'eco delle urla riecheggia nell'aria: la gente che abita nei palazzi attorno spia da dietro le finestre. L'istinto sarebbe affacciarsi e gridare cose brutte. Ma equivarrebbe a precipitare al livello di quella teppaglia, abbruttendosi come loro. Continui così a guardare da dietro le tendine. Ti fanno pena. Ma ti fa pure rabbia quel senso di impunità. Pensi: ma perché l'addetto della metropolitana, che vede tutto dal display del suo gabbiotto, non interviene? Ma poi pensi: cosa potrebbe fare una persona, da sola, contro tanti esagitati? Rischierebbe grosso. E allora pensi: potrebbe chiamare la polizia o i carabinieri. La stessa cosa potremmo fare noi cittadini. In più occasioni l'abbiamo fatto ma le forze dell'ordine, in una Milano notturna, hanno ben altre priorità. Non resta allora che ricorrere agli agenti della sicurezza privata dell'Atm."Su questo fronte abbiamo potenziato le risorse - sottolinea l'Azienda dei trasporti milanesi -. Abbiamo assunto uomini e potenziato pattuglie e servizi di controllo e prevenzione dei reati che si consumano in metropolitana". Che sarà anche vero, però resta il fatto che ogni sabato, puntualmente, ci sono stazioni che si trasformano in una terra di nessuno dove spadroneggiano le baby gang. Dove ogni legge sembra sospesa. Ogni regola abolita. Ogni norma dimenticata. È il regno dei prepotenti. Dei delinquenti un pò vigliacchi. Perché abituati a prendersela con i più deboli.In metropolitana si consumano reati gravi (in primis borseggi e molestie sessuali) ma anche assaltare i distributori automatici e fare a botte funestando le notti di centinai di residenti è un comportamento ugualmente odioso.A concordare sono gli stessi dipendenti (controllori e macchinisti) dell'Atm che soprattutto nelle ultime corse del sabato si trovano a fare i conti con bande di scalmanati. Sono loro stessi a consigliare i viaggiatori: "Protestate contro l'Atm. Denunciate questa situazioni a polizia e carabinieri. Così non si può più andare avanti. I pericoli sono per noi ma anche per voi". Sui treni e sulle banchine, dopo una certa ora, regna il terrore. Atti vandalici e aggressioni sono sempre in agguato. I responsabili? Per lo più adolescenti che si trasformano in branco "caricandosi" l'uno con l'altro. In gruppo ognuno si sente più forte, più coraggioso, più imbattibile. Pure chi, preso singolarmente, se la farebbe addosso con un semplice "Bu!".Basterebbe poco per >>

 Sassi lanciati dal ponte sulla strada per colpire macchine e passanti >>
Inserita il 28 Jan, 2020 9:07:03 AM
Criminali in erba in azione a Milano. Mercoledì sera alcuni automobilisti e centauri sono finiti nel mirino di un gruppetto di ragazzini, che si sono divertiti a lanciare pietre dal ponticello che domina dall'alto la Stazione Garibaldi.È accaduto in pochi minuti. Il gioco pericolosissimo avrebbe potuto causare danni peggiori, perché erano da poco passate le 20 e la strada era affollata di gente che tornava a casa. Tra loro anche Marco, commerciante noto in zona, che ha condiviso lo sfortunato evento con Paolo e Mauro, due motociclisti che come lui stanno andando da Brera all'Isola."È una storia assurda - racconta Marco - avevo chiuso il negozio e stavo tornando a casa sopra un'Ape Piaggio. A un certo punto ho visto il motociclista che mi precedeva sbandare all'improvviso, perdere il controllo della sua moto enduro. Ho frenato per capire cosa stesse accadendo e un istante dopo ho sentito un rumore sordo, di qualcosa che aveva colpito l'Ape". Marco vuole scendere per capire cosa accade, vedere i danni alla sua vettura e soccorrere il poveretto davanti, centrato sulla parte anteriore del casco. Ma sente un centauro dietro che grida: "Attento, attento, stanno lanciando sassi dall'alto". Quest'ultimo in moto corre per fermare i teppisti, seguito dall'automobilista e dall'altro sull'enduro.Quando arrivano i tre con grande sorpresa si trovavo davanti un ragazzino di dieci anni con grosse pietre in mano. "Non è colpa mia ma del mio amichetto che è fuggito: ha colpito già una decina di macchine", scoppia a piangere il ragazzino.I tre malcapitati gli impongono di chiamare la madre. Ma il cellulare risulta è staccato, così chiamano il 112. Una pattuglia della polizia arriva sul posto e registra tutto, danni compresi. Quando gli agenti rintracciano la donna, però, rimangono anche loro senza parole. "La mamma del bambino, invece di sgridarlo, spiegandogli che avrebbe potuto causare una tragedia - raccontano Marco, Mauro e Paolo - minimizza. Le si avvicina poi un'amica a darle man forte. Scopriamo dopo che era la madre dell'altro vandalo, che nel frattempo fa per avvicinarsi. Ma la mamma grida fuggi, fuggi. E lui scompare. È una vergogna, sporgeremo denuncia".TPa >>

 Sala domenica lascia tutti a piedi >>
Inserita il 28 Jan, 2020 9:04:45 AM
Arriva come un fulmine a ciel sereno il post del sindaco Beppe Sala che alle 19 di ieri ha annunciato che domenica la circolazione sarà vietata al traffico. Tornano la domeniche a piedi tanto amate dall'amministrazione di Giuliano Pisapia, che le aveva istituite e calendarizzate anche per educare i milanesi a dimenticarsi del rombo dei motori per un giorno. Ma se l'avvocato prestato alla politica aveva preannunciato la decisione con tavoli che coinvolgevano la bellezza dei 32 sindaci dell'area metropolitana, ieri il sindaco, in completa solitudine, e a poche ore dall'annuncio dell'allerta smog e dello scattare delle misure del Protocollo Aria, ha deciso di radicalizzare i provvedimenti. Con buona pace di Regione Lombardia.Le domeniche a piedi non sono certo una novità per i milanesi, ma erano cinque anni che non se ne sentiva più parlare. Prima di Pisapia, già il sindaco Moratti, la "mamma" di Ecopass, le aveva messe in pratica e ancora prima di lei i suoi predecessori. Risale al 21 gennaio 1990 il primo blocco totale della circolazione firmato dal sindaco socialista Paolo Pillitteri. Ma la storia si ripete."I valori del Pm10 hanno nuovamente sforato i livelli di guardia e le previsioni meteorologiche per i prossimi giorni non lasciano sperare in una diminuzione delle concentrazioni di polveri nell'aria. Quella per l'ambiente è una battaglia di lungo periodo, che si realizza attraverso misure strutturali e scelte di ampia visione. - scrive Beppe Sala -. Allo stesso tempo, però, le condizioni attuali mi inducono a intervenire in modo contingente. Per questo motivo, domenica Milano sarà chiusa alla circolazione delle auto. Ho chiesto agli uffici di verificare i dettagli operativi e oggi saremo più precisi. Milanesi e turisti si preparino a trascorrere una giornata in città a piedi, in bici, sui mezzi pubblici ed elettrici".Gioiscono gli ambientalisti come Carlo Monguzzi, presidente della commissione comunale Mobilità: "Era ora...è da tempo che lo chiediamo...c'è un ordine del giorno firmato da me e dal consigliere Alessandro Giungi. Certo bisogna fare anche tutto il resto....e in fretta".Contraria Forza Italia con il capogruppo Fabrizio De Pasquale: "Le domeniche senza traffico sono uno provvedimento inutile per l'aria, punitivo per anziani e lavoratori".Unico dato certo: i livelli di Pm10. Rilevati domenica 89 microgrammi per metro cubo in viale Marche, 81 a Città Studi, 90 in via Senato e 81 al Verziere. Nell'area metropolitana 91 microgrammi per metro cubo a Pioltello. Valori quasi doppi rispetto al limite di legge di 50 microgrammi al metro cubo. Con domenica, quindi, si è raggiunto il sesto giorno consecutivo di superamento per la provincia di Monza, il quinto per Milano, Lodi, Cremona, Mantova e Bergamo e il quarto per Varese. Da questa mattina dunque scattano nuovamente le misure temporanee di primo livello nei Comuni con più di 30mila abitanti e in quelli aderenti su base volontaria nelle province di Milano, Monza, Cremona, Pavia, Bergamo, Como, Lodi, Varese e Mantova stabilite dal protocollo aria della Regione Lombardia.In pratica da questa mattina stop a i veicoli fino agli Euro 4 Diesel in ambito urbano e >>

 Gianna e le orme di papà: "Sarò la tua erede" >>
Inserita il 28 Jan, 2020 9:00:27 AM
Kobe era un italiano. Non di passaporto, ma di sentimento. Gli erano bastati setti anni, quelli decisivi nella formazione di un ragazzo, per assorbire il meglio che può dare il nostro Paese. L'amore per la famiglia, l'amore per la vita. Lui ci ha messo il resto. L'amore per il basket e l'ossessione per la perfezione. Così è diventato uno dei più grandi di sempre nel basket e non solo in quello, perché la commozione scatenata dalla sua morte ha oltrepassato i confini dello sport.È bizzarro che uno che aveva ereditato il nome da una bistecca giapponese, abbia scelto solo nomi italiani per le sue quattro figlie. Natalia Diamante, Gianna Maria Onore, Bianka Bella e Capri Kobe. Originali, ma italiani. "Italianissimi", come sottolineò una volta in un'intervista, rimarcando il suo amore per il nostro Paese. Un amore sbocciato tra Rieti, Reggio Calabria, Pistoia e Reggio Emilia e fra i 6 e i 13 per anni, il periodo in cui il bambino diventa ragazzino. "A parte la mia grande elevazione tutto il resto lo devo all'Italia", ha sempre raccontato nelle sue frequenti visite italiane. E non lo raccontava solo a noi italiani per farci sentire importanti. Lo raccontava sempre, anche nella bella biografia scritta da Roland Lazenby ed edita in Italia da 66thand2nd. "Stavamo bene, lì - diceva Kobe -. Sviluppammo quel tipo di mentalità, in Italia. La cosa importante è la solidità della famiglia. Quando hai quella, tutto il resto va bene. Che tu segni cinquanta punti o nessuno, la tua famiglia sarà sempre lì per te. Gli italiani la pensano allo stesso modo. È un popolo dal cuore caldo". E quanto tenesse all'Italia lo dimostrano le parole dette quando ha ricevuto l'Oscar per il miglior cortometraggio: "Mi wife Vanessa and our daughters Natalia, Gianna and Bianka vi amo con tutto il mio cuore: you are my inspiration" con quella frase pronunciata in italiano davanti all'Accademy.Quella famiglia tutta al femminile era il suo tesoro. Gianna, "Gigi" la sua erede designata per cui aveva già scelto il nomignolo "Mambacita" se ne è andata con lui su quell'elicottero maledetto. Gigi aveva l'idea del gioco e pure il carattere forte di papà. "Una volta davanti a lei alcuni tifosi mi dissero che avrei dovuto avere un figlio maschio per proseguire la dinastia, lei rispose fiera: Non vi preoccupate, ci penserò io", aveva detto Kobe allo show di Jimmy Kimmel .I suoi vecchi amici italiani non smettono di piangere. "Voleva sempre giocare a basket e quando non giocava guardava le cassette che suo padre si faceva spedire dall'America", ricordano i suoi vecchi amici con i quali è sempre rimasto in contatto. Guardava Magic, Jordan ne imitava i movimenti. E quando non giocava e non era davanti alla tv, era a bordo campi a vedere papà. Era uno dei ragazzini che asciugavano il parquet. In cambio nell'intervallo gli permettevamo di tirare. E la gente che lo vedeva non staccava più gli occhi da quel ricciolone. Capitò anche che Dan Peterson, allenatore della squadra avversaria, si fermò >>

 Lo schiaffo di Nicola Morra: "In Calabria non ho votato per il M5S" >>
Inserita il 28 Jan, 2020 8:54:55 AM
Nicola Morra molto severo con il Movimento 5 Stelle: "Non ho votato per loro. Sono il presidente della commissione parlamentare Antimafia. E non potevo votare una lista con anche una semplice ambiguità. E per questo mi è stato impedito, di fatto, di votarla". In effetti il senatore pentastellato aveva già criticato la scelta di candidare Francesco Aiello, il cugino di primo grado del boss di 'ndrangheta Luigi Aiello. "Non daro? alcun sostegno alla lista", aveva avvertito recentemente. Infatti così è stato: "Ho votato per nessuno". Le singole ambiguità non sarebbero state adeguatamente controllate a monte, ovvero dai "responsabili regionali per la formazione delle liste". E si è tirato fuori poiché in tutto ciò dice di non essere mai stato dentro: "Tutte le volte che mi è stato chiesto di fare dei controlli, io li ho fatti. Mettiamola così: stavolta nessuno mi ha chiesto di controllare. I controlli, in terre come la Calabria, comportano tempi lunghi...".Il grillino ha poi sferrato un duro attacco alla decisione di presentarsi a prescindere: "Se ci si vuole presentare a tutti i costi e ci si fa trascinare dall'entusiasmo senza mettere in campo i classici filtri che ci contraddistinguevano dalle altre forze politiche, allora non ci si deve stupire se arrivano risultati del genere"."Abbiamo smesso di studiare?"Numeri davvero pietosi quelli arrivati dalle elezioni Regionali in Calabria e in Emilia-Romagna, che però non scoraggiano il presidente della commissione Antimafia: "Non siamo assolutamente morti. Però dobbiamo iniziare a imparare dai nostri errori e ricordarci qual era la nostra natura". Tradotto: bisogna necessariamente "tornare a praticare la condivisione delle scelte e delle responsabilità", poiché negli ultimi tempi "c'è stato un fortissimo accentramento che ha impedito la collegialità". Non solo: sarebbe opportuno tornare ad "approfondire le analisi e a sviscerare i problemi". Anche perché si nota una certa superficialità da parte dei 5Stelle: "Abbiamo difettato di capacità argomentativa. Succede spesso quando si finisce di studiare. Il nostro popolo non si è sentito coinvolto anche perché non è stato coinvolto nelle decisioni che abbiamo preso".Nell'intervista rilasciata al Corriere della Sera, Morra ha parlato anche delle dimissioni di Luigi Di Maio da capo politico: "Era stata l'attuale legge elettorale a obbligarci a indicare un capo politico. Solo che, una volta terminati gli obblighi di legge, avremmo dovuto tornare immediatamente alla nostra storica architettura plurale, alla nostra classica biodiversità". Nel mirino, infine, è finito proprio il ruolo di capo politico che svetta all'interno del Movimento: "Dipendesse da me, assolutamente mai più. È il gruppo tutto che deve assumersi la sua responsabilità, accettando la sfida della 'scelta responsabile' senza demandarla ad alcun singolo. Serve una leadership collettiva, dobbiamo tornare al nostro antico entusiasmo". >>

 Billy Berlusconi conquista Tokyo con gli avatar della sua Igoodi >>
Inserita il 28 Jan, 2020 8:51:35 AM
Igoodi, la startup italiana creata da Billy Berlusconi ha ottenuto il primo posto nella categoria "Disruptive Social Innovation", alla finale mondiale dell'Open Innovation Contest appena conclusasi a Tokyo. La prima "Avatar Factory" made in Italy si è guadagnata questo riconoscimento dopo aver presentato la sua avanzata piattaforma tecnologica "The Digital You" sul palco dell'InterContinental Ana a Tokyo."Abbiamo conosciuto - ha detto Billy Berlusconi- tantissimi esperti del settore in una città incredibile, confidenti di poter continuare questa proficua collaborazione con Ntt Data, un grande gruppo internazionale che ha riconosciuto il valore del nostro lavoro e delle energie profuse da Igoodi negli ultimi anni per creare attraverso l'avatar un ponte tra l'io fisico e l'io digitale, realizzando prodotti e servizi che permettano di semplificare la vita delle persone in diversi settori: dal fashion agli eCommerce, dal wellness al medicale, dai social fino agli eSport".Il titolo di "Grand Champion" della competizione, conteso da ben 28 startup da tutto il mondo, è andato invece agli israeliani di Binah.ai grazie a un progetto per il monitoraggio della salute tramite una fotocamera. >>

 Autostrade e nomine, M5s nell'angolo >>
Inserita il 28 Jan, 2020 8:49:23 AM
Il termometro della nuova situazione politica, dopo l'evaporazione del Movimento 5 Stelle nelle elezioni regionali, è rappresentato da Piazza Affari. Non solo dallo spread, ma soprattutto di Atlantia che, dopo il balzo di venerdì, ieri ha messo a segno un rialzo del 2,15%, chiaro segnale che gli operatori non credono che i grillini possano più permettersi di fare il bello e il cattivo tempo sulla revoca delle concessioni. Insomma, la Borsa ritiene più probabile una soluzione di compromesso visto il rafforzamento del Pd che, sul tema, è sempre stato prudente.Non a caso, nel valzer delle nomine uno dei pochi nomi certi è quella di Cristiano Cannarsa come nuovo ad (in quota Nazareno) dell'Anas cui il decreto Milleproroghe consente il subentro nelle concessioni autostradali. "Sembra curioso che dopo elezioni regionali si mettano in discussione temi su cui abbiamo già avviati dei percorsi", ha tuonato ieri il reggente M5s Vito Crimi, ma in realtà, proprio come si evince dai corsi azionari, il futuro per Luciano Benetton e il suo gruppo pare meno incerto. "A breve ci sarà una decisione", ha tagliato corto senza sbilanciarsi il premier Conte. Tanto più che il Pd ha un atteggiamento meno ostile e manicheo rispetto agli alleati di governo sul capitolo infrastrutture. Quindi la disponibilità di Altlantia all'apertura del capitale della concessionaria autostradale potrebbe essere il presupposto decisivo per una sua "ripubblicizzazione" almeno parziale. Un discorso non troppo dissimile potrebbe valere anche per i casi altrettanto complessi di Alitalia e Ilva: l'intervento pubblico come soluzione più o meno transitoria, sebbene le controparti (da un lato Arcelor Mittal dall'altro la Commissione Ue) non siano docili. Il risvolto politico potrebbe essere il "commissariamento" del ministro dello Sviluppo Stefano Patuanelli con un ruolo sempre più forte del titolare dell'Economia, Gualtieri.E proprio l'inquilino di Via XX Settembre avrà un ruolo determinante nella designazione dei candidati ai cda delle spa statali. Entro il mese prossimo il Tesoro presenterà le liste dei candidati collegi sindacali. L'indebolimento dell'M5s rende più semplice per il Pd perseguire la linea della continuità, tanto più che gli attuali vertici dei colossi statali sono stati nominati o confermati dall'esecutivo Gentiloni nel 2017. Secondo i rumor, non dovrebbe più essere messa in discussione la riconferma di Claudio Descalzi alla guida dell'Eni, di Francesco Starace all'Enel e di Matteo Del Fante ai vertici di Poste. Analogamente molto probabile la conservazione dello status quo a Leonardo (Alessandro Profumo) e a Terna (Luigi Ferraris). Su questo processo pesa un'incognita: il ruolo defilato scelto da Matteo Renzi alle Regionali potrebbe indurre gli ortodossi del Pd ad avanzare pretese anche per importanti nomine alle quali l'ex premier diede l'imprimatur. Insomma, la procedura non ricalcherà quella seguita dal Consiglio dei ministri di ieri che ha reinsediato Ernesto Maria Ruffini (in quota Renzi) alle Entrate, Marcello Minenna alle Dogane e Antonio Agostini al Demanio, entrambi sposorizzati dai Cinque Stelle. >>

 Ora il Pd riscrive l'agenda. Via Quota 100 e il Reddito >>
Inserita il 28 Jan, 2020 8:48:05 AM
A poche ore dal voto nessuno se la sente di affossare gli alleati di governo già provati dal voto in Emilia Romagna e in Calabria. Anche perché si vuole evitare che il M5s sconfitto punti i piedi su temi identitari. Ma lontano dai riflettori il Partito democratico dà per scontata una sterzata e a farne le spese potrebbero essere Quota 100 e reddito di cittadinanza. Misure poco amate dai dem.A favore di un cambio di passo, anche il gradimento espresso dai mercati per i risultati del voto con un calo dello spread (146 contro i 157 di venerdì) che non si può spiegare solo con la sconfitta della Lega. A Piazza Affari il FseMIb ha chiuso a -2,3%, ma solo per i timori sul Coronavirus.Un assaggio del nuovo corso si è avuto già ieri all'incontro di tra i sindacati e il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo (M5s) sulle pensioni. Le organizzazioni dei lavoratori hanno capito che senza il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri (Pd) si fa poca strada.Il governo ha prospettato una riforma strutturale che sostituisca Quota 100 con nuovi requisiti, flessibili ma meno generosi. L'impronta Pd emerge dalla possibilità emersa chiaramente della fine anticipata di Quota 100. Non a fine 2021, ma già alla fine di quest'anno, come prospettato dal sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta (Pd). "Dipende dalle risorse e da come traghettare quota 100 garantendo una flessibilità per tutti", ha spiegato Catalfo.La riforma è condizionata dalla disponibilità di risorse. Catalfo non ha fatto cifre. Il ministero dell'Economia, aveva già chiarito che il saldo delle nuove misure dovrà comunque essere zero, o quasi.Ieri è stato avviato un percorso di confronto che assomiglia molto alla concertazione, che non è esattamente nel dna dei pentastellati. Tavoli tecnici su cinque temi (flessibilità, giovani, incapienti, pensioni in essere, secondo pilastro) per arrivare nel giro di qualche mese a una riforma condivisa. "L'obiettivo è inserire tutto nella Nadef, e quindi a settembre, per farla partire nella legge di bilancio".Metodo apprezzato dai sindacati. "Non c'è stato alcun volo pindarico. La riforma della Fornero si può fare se ci sono i soldi per farlo", ha spiegato il leader della Uil Carmelo Barbagallo"Finalmente parte il confronto - ha detto il segretario generale aggiunto Luigi Sbarra al termine dell'incontro al ministero del Lavoro - e si può passare dalle parole ai fatti". Un "confronto serio e importante" per il leader della Cgil Maurizio Landini.Possibile che alla fine la riforma della pensioni si leghi a quella delle aliquote Irpef, alla quale il premier Giuseppe Conte ha affidato il rilancio del suo governo. Dopo il primo assaggio - il taglio del cuneo fiscale, (in realtà è stato un rafforzamento del bonus Renzi da 80 euro) - arriverà la nuova Irpef. Anche in questo caso si tratta di una riforma che il ministero dell'Economia vuole fare praticamente a costo zero. Servirà a poco l'aumento della pressione fiscale sui redditi più alti annunciata dallo stesso Gualtieri.Più facile che una parte delle risorse arrivi dalla riforma del Reddito di cittadinanza alla quale ha fatto >>

 "Il mio non-padre Aldo Buzzi Tra cinema, cibo e libri culto" >>
Inserita il 28 Jan, 2020 8:43:43 AM
nostro inviato a ComoAldo Buzzi non voleva essere definito cuoco, né gastronomo. "Perché non lo sono", diceva. Era un amante della cucina. E il cibo era un pretesto per parlare d'altro. Divagazioni.Il fatto è che divagava così bene, quando parlava di uova (alla kok, non alla coque), di Stecchini da denti, di brodo e di lattuga per dire che è diventato, malgré lui, un autore culto. E persino una star ante litteram, se pensiamo al successo attuale della letteratura gastronomica. Eppure Aldo Buzzi morto a quasi cento anni, no: Aldo era precisissimo, a 99 anni, dieci anni fa pur essendo qualcosa di meno di un grande cuoco, fu qualcosa di più di un semplice scrittore. "Fu un uomo curioso, buongustaio, raffinato, osservatore attento di piccole cose che ad altri solitamente sfuggono, posato anche nelle parole, da qualcuno catalogato come burbero, e in effetti amava spesso stare da solo, era selettivo, è vero, ma capace di grandissime amicizie, e che detestava la volgarità, vizio che non perdonava a nessuno, compreso le donne", ricorda una delle donne della sua vita, la belle fille Marina Marchesi, figlia di Bianca Lattuada, la compagna di una vita di Aldo Buzzi. "Aldo diceva che Bianca era la sua non-moglie, e quindi io ero la sua non-figlia. E in effetti non fu mai un padre per me io un padre meraviglioso l'ho avuto, Corradino Marchesi, che fu collaboratore di Valentino Bompiani Aldo fu un grande amico, che ho avuto vicino da quando avevo 15-16 anni. Con me lui si confidava, io cantavo e lui mi accompagnava con la chitarra, ho viaggiato con lui e mamma, lui mi ha portato a New York nello studio del suo amico Saul Steinberg, e lui mi scriveva delle lunghe lettere, bellissime, che conservo, e non sono mai state pubblicate. Per ora".Oggi, intanto, con tre mesi di ritardo sul decennale della morte (nel 2009, 9 ottobre, nella Milano in cui abitò a lungo, dopo la nascita a Como, la città dove ancora oggi abita Marina) è stata pubblicata l'opera omnia: Aldo Buzzi, Tutte le opere (La nave di Teseo, pagg. 566, euro 35, a cura di Gabriele Gimmelli; introduzione di Antonio Gnoli e disegni di Saul Steinberg). Un libro monstrum per uno scrittore la cui unità di misura preferita era il piccolo: piccoli editori, come Scheiwiller, smilzi libretti di pagine essenziali e "piccoli generi", come i taccuini, le lettere, le ricette... Frammenti, che ricostruiscono un mondo.Il mondo di Aldo Buzzi - autore che aveva Un debole per quasi tutto: la tavola, il disegno, i viaggi, la letteratura, la frittata, i ragni-architetti e l'odore delle case - spaziò dall'architettura al cinema, dall'editoria alla scrittura, dalla cucina alla lettura."Per quanto riguarda l'architettura, Aldo non la professò mai, se non quando ristrutturò il rustico a Runo di Dumenza, sopra Luino, la casa di campagna di famiglia, ed è un peccato, perché aveva gusto, e soprattutto attenzione per gli aspetti pratici dell'abitare, non solo per l'estetica, come molti architetti che progettano case bellissime ma scomode... Si >>

 Giustizia, la guerriglia di Renzi non va in prescrizione >>
Inserita il 28 Jan, 2020 8:43:36 AM
"La proposta di Fi vuole abolire la riforma Salvini-Bonafede. Saremo coerenti, la resa di fronte a processi eterni ci troverà sempre contrari. Domani si voterà, confidiamo prevalga la ragionevolezza nella maggioranza". A scandire la dichiarazione di guerra di Italia viva sulla prescrizione è Ettore Rosato.Le urne delle regionali in Emilia-Romagna e in Calabria si sono appena chiuse, e già il partito corsaro di Matteo Renzi riapre le ostilità, su un fronte assai scivoloso per la maggioranza: quello della giustizia. Oggi infatti si voterà a Montecitorio sulla relazione del ministro della Giustizia Bonafede e sulla proposta Costa, che annulla lo stop grillino alla prescrizione, e il Pd è in difficoltà: da un lato vorrebbe ottenere modifiche sostanziali all'aberrante "fine processo mai" voluto dagli alleati, dall'altro non vuole creare scosse nella maggioranza né "umiliare" ulteriormente i soci di governo sonoramente bastonati nelle urne. Il piano dem, dunque, sarebbe quello di non decidere nulla, rinviare la proposta Costa in commissione e affidare al premier una improbabile "mediazione" che addolcisca la controriforma Bonafede.I renziani si mettono di traverso, pronti a votare con l'opposizione contro il "giustizialismo" di maggioranza. "Ora il Pd deve finalmente decidersi: o si accoda al mannettarismo dei Cinque stelle, o riscopre la sua vocazione riformista e si impegna sul fronte garantista. Non può continuare a galleggiare", dice Matteo Renzi. Convinto che proprio questo sarà "l'argomento di maggiore impatto, nei prossimi mesi: come il riformismo possa sconfiggere la visione giustizialista della società". Secondo l'ex premier "serve una mobilitazione delle coscienze per fare della battaglia garantista una battaglia culturale di tutti". La linea grillina, su questi temi, "è barbarie, non giustizia".Battaglia dunque, a cominciare da oggi in aula: "Per riuscire a rinviare la legge Costa in commissione - ragiona il renziano Roberto Giachetti - la maggioranza ha bisogno di tutti i suoi voti. Spero invece che nel Pd, ora che i grillini sono stati sconfitti nelle urne, ci siano molti che, in coscienza, non se la sentano di avallare la linea oltranzista di Bonafede". Certo, alla Camera la maggioranza (grazie ai Cinque stelle) ha numeri assai ampi, ma se i casi di coscienza nei Dem fossero molti il rischio di inciampo si materializzerebbe.Il successo del Pd in Emilia rende assai più difficile la navigazione del vascello renziano, che il prossimo weekend terrà a Roma la sua prima assemblea nazionale, e riduce i margini di manovra dell'ex premier. Che ha sostenuto Bonaccini, e sottolinea come la vittoria sia sua, e non di Zingaretti: "Il buongoverno batte il populismo, la demagogia si sconfigge con il riformismo", dice Renzi. Che avverte: Salvini è stato sconfitto a Bologna, ma "la strada della sfida nazionale è ancora lunga e tortuosa. E il vincitore si chiama Bonaccini: senza la sua testarda dedizione, il risultato sarebbe stato diverso". Italia viva, promette, continuerà ad "incalzare" il governo, e soprattutto un Pd ancora troppo pronto a "cedere" al populismo dei suoi alleati. >>

 L'amore? O è suino o non è Parola di allevatore di verri >>
Inserita il 28 Jan, 2020 8:43:00 AM
Maurizio Milani è uno scrittore che fa ridere. Ma innanzi tutto è uno scrittore, uno dei migliori. Imprevedibile, surreale eppure così concreto grazie a una lingua che affonda le radici nel dialetto (e nella cadenza) della Bassa padana. Il verro ruffiano. Il primo vero libro completo sul bestiame, anche se Greta Thunberg non vuole (Baldini+Castoldi, pagg. 208, euro 17) uscì in prima edizione nel 2016 ma ora torna in veste rinnovata. Ne offriamo un assaggio, per gentile concessione dell`editore, ai nostri lettori. Cosa c`è dentro? Battute geniali, una epopea suino-esistenziale, corteggiamenti, gli argini del fiume Po, tonnellate di anticonformismo che si abbattono sui luoghi comuni dell`ambientalismo, del km zero, dell`energia pulita. C`è spazio anche per la biologia, rivista e corretta da Milani: "Per allungare il collo ai suini si è iniziato a mettergli il mangime più in alto. Certo, ci vorrà un milione di anni prima che la specie si evolva, ma qualcuno doveva pur iniziare". Scoprite subito questo scrittore col dono della comicità, non aspettate altri trent`anni.Alessandro Gnocchi I nutile nasconderlo: noi che facciamo questo mestiere abbiamo difficoltà a fidanzarci, per cui siamo tutti iscritti all'agenzia matrimoniale.La psicologa che compila le schede degli iscritti ha l'ordine di esagerare in positivo sulle qualità del soggetto.Nel colloquio ci chiede: "Che lavoro svolge?""Metto i numeri sui fianchi dei maiali!"Lei: "Prego?""È semplice, prendi una bomboletta spray e pitturi il numero che non deve essere uguale al maiale precedente, se capita metto BIS.""Che hobby ha?"Io: "Castrare la soia". Lei: "Castrare la soia?" Io: "Sì!Perché?"Lei: "Niente! Non sapevo che tale leguminosa venisse castrata. Ma quando?"Io: "In prefioritura!"Lei: "Ok! Qui però mettiamo amante delle passeggiatein montagna".Lei: "Altri hobby?"Io: "Andare fisso a Villa Carlotta a Como".Lei: "Come fisso a Villa Carlotta?"Io: "Sì dottoressa. Vado a Como, mi metto davanti a Villa Carlotta e sto lì a fissarla".Lei: "Capisco, Villa Carlotta è il luogo più romantico della Terra. Ma quanto la fissa?"Io: "Anche un giorno intero. Spero sempre che una donna si fermi per chiedermi: L'ho vista stamattina fi ssare Villa Carlotta. Sono le 19 ed è ancora qui? Non è mai successo".Lei: "A questo punto fissi direttamente una donna che le piace poi la porti a Villa Carlotta".Io: "Ok!"Lei: "Altre cose che vuole dirmi per trovare l'anima gemella?"Io: "Ho anche dei malori".Lei: "Ah! Ma lei è completo, come uomo".Io: "Sì! Salto per terra all'improvviso, sono poco sano; e per una donna non è il massimo avere un uomo di salute molto cagionevole".Lei: "Ma non è detto! Se la donna s'innamora va bene tutto. Comunque mettiamo che le piace scherzare e far spaventare apposta la compagna".Lei: "Poi ha altre cose che vuole metta sulla sua scheda personale?"Io: "Sudo molto. Come un cane".Lei: "La smetta di far così, rischia di farmi innamorare, e poi mi licenzio e scappo con lei. Lasciamo perdere, non siamo bambini. Metto nelle note: uomo all'antica".Lei: "Beve?"Io: "Sì".Lei: "Anche liquori?"Io: "Solo quelli!"Lei: "Non possiamo mettere grande ubriacone, scrivo maschio amante delle buone usanze. È vero che un suo collega non va più nemmeno dal barbiere?"Io: >>

 La Chiesa adesso è a rischio: uno scisma minaccia l'Europa >>
Inserita il 28 Jan, 2020 8:39:29 AM
"Scisma" per la Chiesa cattolica rimane una parola impronunciabile. Eppure, da qualche tempo a questa parte, di "scisma" si parla e si scrive con continuità. Mentre si avvicina una delle fasi più complesse di questo pontificato, ossia la rivoluzione delle logiche curiali mediante la pubblicazione della nuova Costituzione Apostolica, con cui Jorge Mario Bergoglio intende rivoluzionare l'assetto romano, i vescovi tedeschi hanno indetto un "concilio interno" della durata di due anni. La parola d'ordine è una sola: riforma. Gli effetti potenziali, invece, sono molteplici. I presuli teutonici hanno deciso di percorrere una strada che può avere come meta delle "decisioni vincolanti". Quello, almeno, è l'obiettivo dichiarato. Poi bisognerà attendere la reazione di Roma.Il Vaticano, sin da principio, ha sollevato più di una perplessità. Il cardinale canadese Marc Ouellet, conservatore e prefetto della Congregazione dei vescovi, lo ha messo nero su bianco: decisioni di così grossa portata non possono essere prese senza tenere in considerazione i pareri - quelli sì "vincolanti" - della Santa Sede. Altrimenti si tornerebbe alle Chiese nazionali, con tanto di autogestione. Un vescovo italiano, Filippo Iannone, lo ha ribadito: "È facile vedere che questi temi non riguardano la Chiesa in Germania ma la Chiesa universale e - con poche eccezioni - non possono essere oggetto di deliberazioni o decisioni di una Chiesa particolare senza contravvenire quel che è espresso dal Santo Padre nella sua lettera". Le dichiarazioni del cardinal Marc Ouellet e di monsignor Filippo Iannone sono approfondibili su Askanews. Papa Francesco stesso, nel mentre Marx era già certo di procedere con il "concilio", ha scritto una missiva al "Popolo di Dio in cammino". La stessa lettera cui si è riferito Iannone. Le gerarchie della Santa Sede sembrano aver interpretato lo scritto del pontefice argentino alla stregua di un monito, per quanto fraterno, diretto al cardinale Rehinard Marx, che è il vero protagonista di questi sviluppi. I tradizionalisti, stando alla loro visione delle cose, evidenziano come episcopato tedesco e vescovo di Roma siano stati spesso d'accordo sulle svolte dottrinali da adottare. Quasi come se tra alcune realtà progressiste presenti nella Compagnia di Gesù, cui pure Bergoglio sarebbe ascrivibile, e le frange teologico progressiste - quelle nate e sedimentatesi in Germania - fosse esistita ed esistesse un'armonia d'intenti. E questo è un aspetto su cui converrà tornare dopo.Di cosa stanno discutendo i vescovi in GermaniaPer capire i perché dietro la palese esitazione del Vaticano, bisogna comprendere quali siano gli oggetti di discussione dell'episcopato tedesco. Il primo punto sollevato nel "cammino sinodale", da un punto di vista cronologico, riguarda il rapporto tra dottrina cristiano-cattolica ed omosessualità, che nel corso delle fasi preliminari del "concilio interno" è già stata dichiarata, in maniera diversa da quanto si trova scritto sul Catechismo, una "forma normale di predisposizione sessuale".Il cardinale Reinhard Marx, nel corso di questi anni, ha per esempio aperto a delle eccezioni sulla benedizione delle coppie gay. Altri vescovi teutonici hanno persino considerato la chance teorica di arrivare all'ordinazione di preti omosessuali. La morale sessuale tutta, a ben vedere, rischia di >>

 La diciottenne Billie Eilish è la nuova regina del pop >>
Inserita il 28 Jan, 2020 8:37:52 AM
Il ciuffo colorato ed irriverente di Billie Eilish domenica sera a Los Angeles ha scombinato la serata dei Grammy e annichilito le previsioni che davano come cantante favorita la morbida e vocalmente potente Lizzo (al secolo Melissa Viviane Jefferson). La serata dei premi più importanti della musica a stelle e strisce ha preso sotto moltissimi aspetti una piega inattesa, e meno male visto che nei giorni precedenti si era parlato quasi soltanto dello scandalo che ha scosso alle fondamenta la Recording Academy. In brevissimo: a poche ore dall'inizio della cerimonia, Deborah Dugan, CEO della Academy, ha presentato, secondo quanto riportato da l'Hollywood Reporter, una denuncia di discriminazione alla Commissione per le pari opportunità sul lavoro di Los Angeles, sarebbe stata messa in "congedo amministrativo" a seguito di diverse denunce sessuali da lei segnalate ai danni di esponenti di spicco dell'azienda.Una bella tegola su quello che era stato annunciato come il Grammy delle donne proprio per le 8 nomination di Lizzo e le 6 della giovanissima Billie Eilish. Alla fine però allo Staple Theatre è andato in scena un bello show. Toccante l'omaggio e il minuto di silenzio per Kobe Bryant. E a sorpresa la premiazione visto che il rock alternativo della diciottenne Billie Ellish ha sovvertito i pronostici. La giovane cantautrice, con un sound elettro-pop al punto giusto e qualche eco grunge e goth ben sviluppato, si è portata a casa: il premio per l'album dell'anno; il premio Best New Artist, quelli Best pop vocal album e Best engineered album, non-classical con When we all fall asleep, where do we go? dove ha collaborato anche il fratello di Billie, Finneas O'Connell (salito sul palco con lei). Ciliegina sulla torta la sua irriverente hit Bad Guys (135 battiti al minuto in chiave sol minore di irriverenza) ha vinto come canzone dell'anno. Eilish quindi ha lasciato una bella impronta nella storia dei Grammy come la più giovane artista ad aver vinto il premio di Album Of The Year, battendo così il record di Taylor Swift, che aveva vinto il titolo all'età di 20 anni per Fearless. Billie Eilish è anche la prima donna e la seconda artista a vincere i titoli di Record Of The Year, Album Of The Year, Song Of The Year e il Best New Artist nello stesso anno.Quindi Lizzo, rapper che sterza il genere verso sonorità calde e soul, ha dovuto accontentarsi di portare a casa grammofoni meno prestigiosi: Best pop solo Performance per il brano Truth Hurts, Best traditional R&B performance per Jerome e, infine, Best urban contemporary album per Cuz I Love You.Tra gli altri premiati vanno segnalati: il gruppo Vampire Weekend per il miglior album di musica alternativa, Tyler the creator che ha vinto per il miglior album rap, i Chemical Brothers per il miglior album dance e i Cage the Elephant per il miglior album rock. Caso quantomai curioso, poi, quello di Michelle Obama. Sì la ex first lady ha vinto anche lei un Grammy per quanto possa sembrare strano.Ci è riuscita con la >>

 Prendi i soldi e scappa La Calabria del reddito azzera Di Maio & Co. >>
Inserita il 28 Jan, 2020 8:33:01 AM
Da Lamezia Terme, alla vigilia delle elezioni regionali e delle sue dimissioni da capo politico del M5s, Luigi Di Maio davanti a una piazza gremita di sostenitori lanciava così la corsa del suo candidato alla presidenza della Regione Calabria, Francesco Aiello: "Noi ci fidiamo dei calabresi. Comunque andrà, per la prima volta il Movimento entrerà in Consiglio regionale". In Consiglio regionale invece il Movimento cinque stelle non ci va. Con il 6,2 per cento, si è fermato sotto la soglia di sbarramento per entrarci, fissata per le coalizioni all'8 per cento. Infatti, il M5s con l'unica civica con cui si è coalizzato ha fatto il 7,4 per cento. Niente consiglieri grillini in Calabria, dunque. E, si può dire, niente M5s in una regione che doveva essere un bacino di voti per i pentastellati. E dove lo stesso Di Maio aveva tentato di non correre verso una sconfitta già ampiamente prevista. Eppure ancor più bruciante, nella regione del boom del reddito di cittadinanza, la misura bandiera del M5s.Nel territorio simbolo di quel Sud da rilanciare, delle battaglie per la legalità, obiettivi messi nero su bianco in tutti i programmi di governo grillini, insieme col contrasto alla fuga dei giovani, di cervelli, di imprese. In quella stessa regione di promesse seminate in anni che hanno visto crescere il Movimento e poi di nuovo precipitare nelle urne di domenica, quando i consensi sembrano essersi polverizzati.Alle politiche del 2018 i cinquestelle toccarono l'apice, il 43,37%. La Calabria allora era governata dal Pd con il governatore Mario Oliverio e il M5s fu il partito più votato. La Lega si fermò solo al 5,61 e il Pd al 14,3. Anche alle Europee il M5s si era confermato primo partito con il 26,69%, mentre la Lega faceva il suo exploit al Sud raggiungendo il 22,61%. Magra consolazione essere cresciuti rispetto al 3,9% delle Regionali 2014. iello "è la persona giusta, cercheremo di rivoluzionare la regione, di dare una svolta. Sarà importante il senso di comunità. Chi si vuole rimboccarsi le maniche voti noi", diceva Di Maio salvo poi dare le dimissioni da capo politico pochi giorni prima della disfatta. Una doccia gelata per chi credeva di incassare perlomeno i consensi che si davano ormai certi dopo il varo del reddito di cittadinanza. La Calabria del picco di domande del sussidio e della recente operazione della Guardia di finanza di Locri che ha scoperto 237 furbetti, indebiti percettori del reddito perché lo avevano chiesto anche se titolari di imprese, ville e automobili di lusso.Il paradosso elettorale che dà l'idea dell'estensione capillare della misura grillina in Calabria sta nei numeri: gli elettori del M5s sono stati 48.221, a fronte dei 69.837 nuclei percettori del reddito e della pensione di cittadinanza secondo i dati dell'Inps. Escludendo le 25mila domande respinte, in totale fa 173.977 persone che hanno ricevuto l'integrazione al reddito (il numero comprende anche i minorenni). Insomma, un evidente gap di consensi tra beneficiari e chi ha dato il proprio voto ai grillini. Forse perché il lavoro promesso non >>

 Quei crudeli dispetti del dio del pallone >>
Inserita il 28 Jan, 2020 8:32:50 AM
Torino Il day after bianconero è quello che è. Non il massimo, ovviamente. Perché tornare sconfitti dal San Paolo, per quanto contro un Napoli che non vinceva nell'impianto amico addirittura da ottobre, ci può anche stare: semmai è il modo in cui è maturato il ko ad avere infastidito l'ambiente. Il non avere effettuato nemmeno un tiro nello specchio della porta per tutto il primo tempo, per esempio, è evento verificatosi per la prima volta in stagione: il che fa a cazzotti con la presenza in campo del tridente pesante, certo che sì. Troppe cose non hanno funzionato, insomma. Dentro il campo, ma anche fuori. Dove Sarri ha ammesso che la sua squadra ha disputato "una partita di scarsa energia mentale ed emotiva, come già ci era accaduto contro la Lazio". Bene ma non benissimo: perché, tradizionalmente, la Juve ha sempre fatto dell'approccio mentale uno dei propri punti di forza. A maggior ragione in occasioni di partite contro le pari grado o simili: a Napoli è invece scesa in campo una squadra molle, a tratti slegata. Che Sarri bacchetterà, pur se l'impressione è che non voglia infierire dal momento che "si è sbagliato tutti insieme, è mancato il collettivo". E però la sconfitta brucia anche perché, dopo i pareggi di Inter e Lazio, ci sarebbe stata la possibilità di aumentare davvero il vantaggio in classifica.Ma il giorno dopo è anche quello dei tifosi perplessi meglio: arrabbiati - per alcune dichiarazioni rilasciate dallo stesso tecnico bianconero: "È ovvio che avrei preferito non tornare a casa sconfitto. Che poi sia capitato contro il Napoli, non mi dà particolare fastidio. Sono contento per quei ragazzi cui sono e rimarrò legato per sempre: se proprio bisogna perdere, meglio con loro che con altri. Devo molto a quel gruppo: se si tolgono dai guai, sono contento". Un po' come se Conte, al termine dell'ultimo Inter-Juve, avesse detto "ok, meglio perdere contro di loro che con altre squadre". I più intransigenti non hanno gradito, mettiamola così. E, in rete, il dibattito si è acceso in fretta tra innocentisti ("non ha detto nulla di male") e colpevolisti ("follia"). Peraltro, da alcuni spifferi (non confermati, logicamente) pare non abbia apprezzato granché nemmeno Andrea Agnelli, per cui, l'aria torinese non sembra così salubre anche senza tirare in ballo i PM10.Sui social, per di più, gli incidenti diplomatici sono sempre dietro l'angolo e ieri per esempio il quotidiano La Stampa ha chiesto scusa ai tifosi interisti per avere pubblicato sul proprio sito un tweet dello scrittore Christian Rocca in cui l'Inter veniva descritta come "una specie di reparto di neuropsichiatria" facendo riferimento a quanto andato in scena al termine del match contro il Cagliari. Il clima è quello che è: non serenissimo, né di qua né di là. Pur se la Juve resta davanti a tutti in campionato, è arrivata in carrozza agli ottavi di Champions e ha raggiunto la semifinale di Coppa Italia. Certi scricchiolii, però, non fanno piacere. E nemmeno, dopo la seconda giornata di ritorno, gli otto >>

 Sarri sconfitto due volte: in campo e a parole Tifosi infuriati. E Agnelli... >>
Inserita il 28 Jan, 2020 8:31:40 AM
Poi dici, il destino. Nainggolan ha qualche conto in sospeso. Uno l'ha fatto pagare alla Roma. Un altro, altrettanto caro, l'ha pagato l'Inter nel senso di Marotta e di Conte che, sull'argomento, ha fatto, come gli accade spesso, la quarta scimmietta, quella che non parla, quella che non sente, quella che non vede e quella che si volta dall'altra parte. Il pareggio del belga ha frenato l'Inter che ha invece scaricato i propri nervi al fischio di chiusura della partita con il Cagliari. Ma quel gol di Nainggolan è proprio un segno beffardo che ricorre puntualmente nel gioco del calcio, l'ex, venduto , ripudiato, bocciato, l'ex che ti mette nei guai e ti fa saltare i nervi, già scoperti a prescindere grazie all'accumulatore salentino la cui fuga dinanzi alle proprie responsabilità o errori fa parte del repertorio. Stellini in sala stampa è riuscito nell'impresa di smentire il capitano Handanovic e questo è un altro coriandolo del carnevale calcistico che hha avuto, poi, a sera, la sua sfilata migliore e clamorosa, nello stadio San paolo. Rino Gattuso, un altro ritenuto modesto, mediocre, inadatto a gestire le vicende milaniste, si è preso la bella rivincita in tre giorni, prima eliminando la Lazio dalla coppa Italia quindi smascherando la Juventus del suo collega Sarri. E' stato proprio il Napoli ha condannare il suo ex comandante, ecco un altro scherzo del destino, si fa per dire. Perché in questo caso il destino te lo vai a cercare e se una delle edizioni più povere del Napoli ha scherzato la Juventus, dall'altra l'allenatore di quest'ultima ha ribadito di non avere i fondamentali per guidare la squadra bianconera. Non li ha per pelle, per testa, non li ha avuti in passato e non li avrà in futuro, lo ha confermato lui stesso, involontariamente, nel dopo partita. Prima ha pronunciato queste parole che fanno infuriare i tifosi bianconeri e non soltanto i tifosi: Se proprio dovevo perdere, almeno l'ho fatto contro i ragazzi a cui sarò legato per sempre. Quindi, a domanda perfida se pensasse ancora, come pensava nell'era Napoli anti Juve, che c'è bisogno di indossare le maglie a strisce per avere un rigore, ha replicato:Infatti noi quest'anno non l'abbiamo più a strisce abbiamo avuto sei rigori a favore e sei contro, probabilmente è l'ora di rifare le maglie vecchia maniera. Un fine umorista, si potrebbe dire, un battutista da avanspettacolo, visto il ruolo che attualmente occupa, si potrebbe aggiungere. Ma tant'è. Conte e Sarri corrono per il titolo di campione d'Italia e sono figli della loro educazione sportiva, forse non soltanto quella sportiva. Il primo, come si usa dire a Napoli, chiagne e fotte, il secondo è un ex bancario che ha avuto la fortuna di trovare un brillante nell'uovo di Pasqua e, per questo, di considerarsi ricchissimo. Del resto hanno ragione loro, sono alla guida di squadre illustri, si giocano lo scudetto, con l'ombra di Simone Inzaghi che, rientrando tra gli scherzi di carnevale, potrebbe risultare la sorpresa finale. Anche in questo caso sarà >>

 Il "reietto" rossonero che ha salvato il campionato >>
Inserita il 28 Jan, 2020 8:30:51 AM
San Gennaro (Gattuso) da Corigliano Calabro è il nuovo santo protettore della sfida scudetto. Ha compiuto un mezzo miracolo calcistico. Ha evitato cioè che il duello tricolore che ha reso fin qui attraente il nostro calcio, nel passato dominato dalla dittatura juventina, si concludesse, prematuramente, in una tiepida notte di fine gennaio a Napoli e ha indicato ai rivali già rassegnati, come Inter e Lazio in particolare, la strada attraverso la quale è possibile togliere acqua al mulino di Sarri riducendo alla sete il suo famosissimo tridente d'attacco. Al netto dello stupefacente 2 a 1 realizzato, due risultati, frutto del lavoro di questi 45 giorni spesi dallo staff di Rino in quel di Castel Volturno a ingoiare rospi e a studiare dati accumulati durante gli allenamenti, hanno stregato i critici. Il primo: l'efficace organizzazione difensiva ritrovata, nonostante l'assenza del suo pilastro di cemento armato, Koulibaly, grazie a Manolas regista e Di Lorenzo uscito indenne dai duelli uno contro uno. Il secondo: aver occupato gli spazi della propria metà-campo impedendo le linee di passaggio alla Juve, trovate in altre cento occasioni, rendendo così sterile ogni iniziativa e riducendo il numero dei tiri in porta a un dato insignificante. Domenica notte, salvato il campionato, Rino Gattuso aveva un viso e gesti nervosi delle mani che parlavano per lui. Raccontavano delle sofferenze patite nei precedenti turni scanditi da quattro sconfitte domestiche consecutive. "Questi siamo, 27 punti valiamo" è diventato il suo mantra per ricordare ai più l'eredità scomoda ricevuta e il lavoro di risanamento fisico e morale da portare ancora a compimento. Andò esattamente così anche al Milan appena arrivato sulla scomoda panchina di Montella, con quella beffa subita a Benevento e altre pene successive prima di raddrizzare la rotta della sua squadra e condurla, dopo 18 mesi, a 1 punto dalla Champions league. Non ci fosse stato il litigio con Leonardo e Maldini dopo il derby di ritorno e il dissenso con la linea guida dell'azionista, Gattuso avrebbe magari maturato il proposito di restare ancora a Milanello che considerava casa sua. E giocato la Champions a San Siro. >>

 Il "facilitatore" Toninelli fa un altro flop >>
Inserita il 28 Jan, 2020 8:30:14 AM
Roma - L'esordio del facilitatore Toninelli è da incubo: M5s fuori del Consiglio regionale in Calabria e percentuali irrilevanti (3,48 %) in Emilia Romagna. Ma l'ex ministro è felice come una Pasqua: "Questa è la strada giusta, è la nostra strada, anche se non porta voti nell'immediato. In alto i cuori!". Mai scelta fu più appropriata, per condurre nel giro dei sei mesi il Movimento verso l'estinzione.Tanto che da ieri mattina nelle chat grilline Toninelli pare sia stato già ribattezzato il facilitatore delle sconfitte elettorali. La doppia sfida in Emilia-Romagna e Calabria è stato il primo banco di prova per l'ex ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, scelto a dicembre come facilitatore per le campagne elettorali nel team del futuro. Il Toninelli politico rischia di far più danni del Toninelli ministro. Nell'idea dell'ex capo dei Cinque stelle Luigi Di Maio, il senatore grillino doveva risvegliare l'orgoglio pentastellato nelle battaglie locali. Scommessa persa: Toninelli è un disastro.C'è già chi vuole un passo indietro dell'ex ministro, dopo la doppia disfatta. Ma Toninelli non prende in considerazione l'ipotesi delle dimissioni: "Continueremo a lavorare per dare un futuro migliore ai cittadini in difficoltà, per costruire un Paese più equo, sia in termini economici che di diritti". La missione suicida va avanti. Toninelli ha un solo l'obiettivo in testa: l'estinzione elettorale del Movimento. La sconfitta assume le dimensioni di una catastrofe in Calabria dove il numero dei voti del M5s è inferiore ai percettori del reddito di cittadinanza. Il Pd difende il re delle gaffe: elezione dopo elezione i dem rubano voti ai Cinque stelle.L'inadeguatezza di Toninelli era già venuta fuori durante la campagna elettorale: nella tappa in Emilia Romagna il senatore grillino aveva confuso il nome del candidato grillino (Simone Benini) alla presidenza. C'è chi nel M5s ha il terrore che la campagna elettorale alle regionali in primavera (Campania, Liguria, Puglia, Toscana, Marche) sia coordinata dal facilitatore Toninelli. Nicola Morra, presidente della commissione Antimafia, chiede un cambio di rotta (e di facilitatore) in vista dei prossimi appuntamenti elettorali: "La nostra proposta doveva essere meglio articolata. Io ho insistito sulla prudenza e sulla tempistica. Si è deciso altrimenti. Ora ci sono nuove amministrative sempre qui in Calabria: penso che il Movimento debba imparare dalle esperienze negative vissute. Quando si impara si cresce". Per Morra la strategia va cambiata subito: "Agli Stati Generali sottoporrò di nuovo un documento che indicava un percorso, già visionato ed emendato: e in vista delle prossime amministrative dobbiamo arrivare, sei mesi prima della scadenza consiliare della legislatura, con un piano per far conoscere le nostre proposte". Toninelli resiste. Ha un sogno nel cuore: passare alla storia come il becchino del Movimento. >>

 Eriksen, è festa per l'Inter Conte lo vuole per Udine E Marotta manovra ancora >>
Inserita il 28 Jan, 2020 8:27:56 AM
L'ultima settimana di trattative si è aperta con il colpo Eriksen all'Inter: ieri visite mediche per il danese, che si è legato ai nerazzurri fino al 2024. Oggi l'ufficialità, potrebbe già debuttare a Udine domenica. Fumata bianca, con tanto di test clinici superati a Villa Stuart, per Politano che lascia Milano e passa al Napoli in prestito oneroso per 18 mesi (2 milioni) con obbligo di riscatto a 18 milioni più 2 di bonus.Le manovre tra Marotta e Giuntoli non finiscono qui: il Napoli è interessato a Esposito (incedibile per i nerazzurri) e Pinamonti, in prestito al Genoa con obbligo di riscatto a 18 milioni al primo punto conquistato dopo il primo febbraio dai rossoblù. L'arrivo di un'altra punta alla corte di Gattuso libererebbe così Llorente richiesto dal Parma (che ieri ha preso dall'Inter in prestito il portiere Radu) e piano B della stessa Inter, in alternativa a Giroud (Chelsea). Nerazzurri attivissimi pure sul fronte uscite: ci siamo per le cessioni di Gabigol al Flamengo e Vecino all'Everton, che possono portare quasi 40 milioni nelle casse di Suning. L'addio dell'uruguayano può indurre i nerazzurri a piazzare un colpo last minute: resta difficile il sogno Vidal (Barcellona), più percorribili le piste Kucka (Parma) e Aranguiz (Leverkusen).Da una sponda dall'altra del Naviglio, dove il Milan è vicino a chiudere la cessione di Suso al Siviglia. Operazione in prestito per 18 mesi con diritto di riscatto a 20 milioni, che diventerà obbligo allo scattare di alcune condizioni. Gli andalusi vorrebbero tramutare il diritto in obbligo alla quindicesima presenza, mentre Boban chiede un numero di apparizioni inferiore a 10. Ultimi dettagli da limare, ma l'esterno ha già detto sì agli spagnoli. A proposito di uscite: il Tottenham insiste per Piatek senza però soddisfare le richieste rossonere (30 milioni). Gli Spurs offrono un prestito o in alternativa uno scambio con alcuni degli elementi in uscita dalla rosa di Mourinho (Lamela, Foyth e Wanyama). Non decolla neppure l'ipotesi di scambio Paquetà-Bernardeschi con la Juve: parti distanti sul valore dei due cartellini. Se ne riparlerà domani, anche se l'incastro resta complesso.Intanto il Milan ha bloccato il giovane terzino americano Robinson (Wigan) per rimpiazzare Rodriguez diretto al Fenerbahce, mentre per la mediana è vicino Florentino (Benfica) in prestito per 18 mesi con diritto di riscatto a 40 milioni. Da un centrocampista in arrivo in Serie A a un altro con i bagagli in mano: Emre Can è pronto a lasciare la Juve per tornare in patria. Accordo in dirittura con il Dortmund per 23 milioni. Bianconeri ai dettagli anche col Psg per lo scambio di terzini De Sciglio-Kurzawa: c'è l'assenso dei calciatori ma non ancora l'intesa tra le due società. Infine tris di rinforzi per la Roma: presi il brasiliano Ibanez (Atalanta) e gli spagnoli Perez (Barcellona) e Villar (Elche). >>

 Dalla citofonata a Bibbiano: quei passi falsi di Salvini >>
Inserita il 28 Jan, 2020 8:27:36 AM
S i é fermato davanti alle torri di Kenzo Tange come Napoleone davanti a quelle del Cremlino: quei palazzi restano il regno di Stefano Bonaccini e adesso Matteo Salvini dovrà riflettere inevitabilmente sugli errori compiuti. E sulla linea adottata: quei toni duri, ruvidi, talvolta grevi che hanno calamitato più del 30 per cento degli elettori emiliani e romagnoli ma non hanno sfondato in quell'area moderata, con una sensibilità vicina alla sinistra, a cavallo degli schieramenti.Difficile fare i conti in assenza di controprova, ma citofonare a casa della famiglia tunisina al Pilastro, per chiedere notizie sullo spaccio, può aver allontanato molte persone tentate dalla rottura con una tradizione che durava da sempre. Nessuno naturalmente può negare il degrado e i problemi di un quartiere della periferia bolognese, ma l'incursione teatrale, un tanto al chilo, deve aver messo a disagio chi non ne poteva più di un sistema di potere antiquato e a tratti soffocante ma non ha trovato un'alternativa concreta, agile e lontana da una retorica da palcoscenico.Non solo: un gesto del genere ha inevitabilmente rafforzato il "fronte del no", le Sardine e le diverse anime della sinistra che indicavano nel capo della Lega il nemico numero uno. Il cattivo da didascalia. Il pericolo, da demonizzare secondo meccanismi che si ripetono nella storia. La drammatizzazione ha funzionato, bloccando a metà del guado gli indecisi e spingendo invece chi si era rintanato in casa a tornare ai seggi per fermare l'avanzata dei barbari.Cosi, anche se in tono minore, qualcosa è andato storto anche a Bibbiano, dove si sono confrontate le due piazze. Quella leghista e l'altra animata dalle Sardine.La storia dei bambini "rubati" non è purtroppo una leggenda da sfatare ma storia terribile di questi anni e però infilare nell'arena politica i più piccoli, immersi con disinvoltura nel gelo del pomeriggio, insieme alle loro madri e alla mamma sventurata di Tommy, vittima innocente di un capitolo angosciante di cronaca nera, è parso di nuovo troppo.Come se il leader, sempre un passo avanti e un passo prima della candidata Lucia Borgonzoni, non si volesse fermare nella sua corsa davanti a niente e nessuno. Pronto a tirare dentro la contesa qualunque tema, qualunque scandalo, qualunque fibrillazione.In una successione vorticosa di eventi, comizi, blitz. Ecco cosi il Matteo assaggiatore, il Matteo pescatore e agricoltore, il Matteo vestito di rosso Ferrari a Maranello, dopo i costumi estivi e le scollature del Papeete, e poi ancora il Matteo di Bibbiano, ciucci, biberon e guerra alle istituzioni. Troppo e troppo di tutto, in un carosello che più di uno non ha apprezzato. La Lega non avanza ma arretra rispetto al picco delle Europee dell'anno scorso, perdendo due punti in Emilia (sostanzialmente recuperati però con l'1,7 per cento della lista civica targata Borgonzoni) e dimezzando addirittura i voti in Calabria, dove le truppe salviniane precipitano dal 22,6 al 10 per cento.Scricchiolii. O chissà, scosse di assestamento di un movimento che in tempi rapidissimi ha stabilito un feeling con milioni di cittadini. E che negli ultimi giorni sembrava in grado >>

 Sorpresa Lega, vince a Riace e Brescello >>
Inserita il 28 Jan, 2020 8:23:30 AM
La regione che da rossa diventa verde, gli operai che abbandonano il comunismo per abbracciare il sovranismo, Don Camillo e Peppone che "oggi voterebbero Lega". L'Emilia Romagna era la preda più ambita da Salvini, l'ha battuta "casa per casa, strada per strada" celebre motto di Enrico Berlinguer, appunto , ne ha fatto un concentrato di luoghi simbolo: Bibbiano, la Brescello di Guareschi, la Bologna contesa alle sardine, il quartiere periferico del Pilastro reso celebre dalla citofonata ai presunti spacciatori tunisini. "Quello è stato il suo secondo Papeete" ha commentato il sindaco bolognese Virginio Merola. C'è infatti un altro luogo simbolo, il lido dell'estate salviniana a Milano Marittima, che non ha portato fortuna al leader della Lega (lì maturò l'idea di far cadere il governo gialloverde, senza mettere in conto che sarebbe arrivato quello giallorosso). Nel quartiere Pilastro il centrosinistra ha stravinto, mentre la Lega è passata al 19,1% rispetto al 23,5% delle Europee 2019. In zona Papeete, lo stabilimento-residenza estiva di Salvini, il responso è positivo. Lì, precisamente a Cervia frazione Milano Marittima, la Lega diventa il primo partito con il 35,4% superando il Pd, anche se la coalizione della Borgonzoni nel suo complesso perde rispetto al centrosinistra. Negativo il risultato a Bibbiano, forse il luogo più evocato nella campagna elettorale leghista, chiusa lì in contemporanea a pochi metri con la piazza delle sardine. Nel paesino del reggiano la Lega arriva al 29% ma molto indietro rispetto al "partito di Bibbiano", il Pd (40,7%), mentre il confronto tra le due coalizioni finisce 56 a 37 per il centrosinistra. Altro posto, altro simbolo: Brescello, la città di Don Camillo e Peppone, uno dei tanti comuni emiliani battuti dal leader leghista ("Scommetto che Peppone oggi voterebbe Lega!" disse Salvini facendosi fotografare vicino alla statua del sindaco comunista inventato da Guareschi, "non avete idea di quanti vecchi comunisti mi abbiano detto in questi giorni: quelli del Pd preferiscono i banchieri agli operai, stavolta voto per voi!"). Ecco a Brescello il successo è arrivato: Lega primo partito oltre il 46%, Bonaccini surclassato di venti punti. Certo parliamo di un paese di quattro anime, ma pur sempre un simbolo. Come pure era importante il risultato dell'unico capoluogo di provincia governato da un sindaco leghista, ovvero Ferrara (il primo cittadino è Alan Fabbri, leghista di lungo corso). A Ferrara la Lega si conferma il primo partito con il 34,4%, ma la vittoria sul centrosinistra è di un soffio (142 voti di differenza) ma soprattutto il partito di Salvini arretra di due punti rispetto alle Europee dell'anno scorso. Ha fatto invece presa il discorso dello "Spielberg" tenuto a Comacchio, la cittadina lagunare in cui Salvini, sotto accusa per la nave Gregoretti, annunciò di essere pronto ad andare in galera e lì "da dentro, scriverò le Mie prigioni come Silvio Pellico". Ebbene a Comacchio la Lega ha sfondato con il 56%, stracciato il centrosinistra.Ma i simboli salviniani sono anche altrove, in Calabria. Lì c'è la Riace di Mimmo Lucano, il sindaco dell'accoglienza idolo dei salotti tv. Bè, com'è >>

 "Crepa sporca ebrea", nuova scritta antisemita a Torino >>
Inserita il 28 Jan, 2020 8:21:43 AM
"Crepa sporca ebrea". È la scritta antisemita che è stata rinvenuta sulle mura di un'abitazione nel centro di Torino in cui vive una donna di origini ebraiche figlia di una staffetta partigiana.Non è bastato l'episodio di Mondovì a spegnere il focolaio antisemita in Piemonte. A soli tre giorni dall'offensiva lanciata contro Aldo Beccaria, il figlio della notoria partigiana Lidia Rolfi che la mattina di venerdì 24 gennaio ha ritrovato la porta di casa imbrattata la frase Juden Heir (Qui vive un ebreo), un altro slogan nazista compare in una abitazione della precollina piemontese. Proprio nel giorno in cui il mondo intero ricorda le vittime dell'Olocausto.La scritta - "Crepa sporca ebrea" - è apparsa nella mattinata di oggi, 27 gennaio, sulle mura del cortile interno al palazzo di corso Casale dove abita la signora Maria, figlia di una staffetta partigiana. "Si tratta di una frase terribile, soprattutto nel Giorno della Memoria. Termini vecchi, passati, che però fanno ancora male", ha dichiarato la donna ai microfoni dell'Ansa che, nonostante fosse ancora provata e profondamente indignata per l'accaduto, ha deciso di recarsi subito in Questura per sporgere denuncia contro ignoti. Sul caso indaga la Digos."Non ho mai fatto mistero delle mie origini, non ne ho mai visto il motivo", ha aggiunto la donna uscendo dalla Questura di corso Vinzaglio dopo aver formalizzato la denuncia. "Purtroppo il mio non è il primo caso e questa escalation fa riflettere" ha commentato con grande amarezza la signora come concludendo: "Meno male che in tante scuole gli insegnanti, e non solo, educano i ragazzi al rispetto dei veri valori della storia. Ma è una brutta scritta, fa male. Fa tanto male...".Intanto, proprio in queste ore a Mondovì, è in corso una fiaccolata silenzionza in memoria delle vittime dell'Olocausto "per dire ad ogni forma di antisemitismo, razzismo, ignoranza" , si legge sullo striscione in testa al corteo. Al memoriale stanno partecipando migliaia di persone arrivate da tutto il Piemonte e dalla vicina Liguria. In testa i gonfaloni della Regione Piemonte, della Provincia di Cuneo e della Città di Mondovì. Il lungo corteo partito da piazza Martiri, davanti al Municipio, si sta muovendo lungo corso Statuto per arrivare fino in piazza Ferrero, vicino a casa Rolfi, dove interverranno il sindaco Paolo Adriano e il nipote di Lidia, Paolo Beccaria. Tanti i sindaci in fascia tricolore, tra cui il sindaco e presidente della provincia di Cuneo, Federico Borgna. >>

 L'esultanza di Fdi che avanza al Nord e al Sud. Meloni: "Nella coalizione cresciamo solo noi" >>
Inserita il 28 Jan, 2020 8:15:18 AM
Il bilancio della tornata elettorale in Emilia Romagna e Calabria lascia un po' di amaro in bocca alla Lega, ma non a Fratelli d'Italia, unico partito a crescere e di molto e a esultare. A pagare è stato l'impegno.Nella sede di via della Scrofa questo è il messaggio che circola, tra grandi sorrisi e voglia di fare di più. In Emilia Fdi ha infatti ottenuto un 8,6% di tutto rispetto, in Calabria un 10,8 che lo inserisce tra i big della competizione politica. L'impegno di Giorgia Meloni e la coerenza dei suoi uomini pagano e annullano anche le polemiche di qualche aspirante consigliere deluso dalla mancata elezione e che minaccia di uscire da Fdi. A quanto pare i malumori derivano dalle aspettative forse troppo ambiziose di entrare in consiglio regionale. Ma sono cose che succedono a ogni tornata elettorale, fanno sapere da FdI."Alla fine il vero vincitore, sul piano dei partiti, di queste elezioni regionali - ha detto la Meloni - è Fratelli d'Italia. Fdi è l'unico partito che cresce sia in Emilia Romagna che in Calabria, il partito che cresce di più e l'unico partito che cresce nel centrodestra. La nostra coerenza e la nostra correttezza sono stati premiati". Ha quindi proseguito: "Fino a qualche anno fa sarebbe stata impensabile per il centrodestra anche solo l'idea di poter essere in partita in Emilia Romagna. Aver tenuto tutti con il fiato sospeso fino alle tre del mattino in attesa dei risultati vuol dire che i tempi sono cambiati: è finita un'epoca. Non ci sono più territori inespugnabili e con proposte serie e credibili, con un grande lavoro, si può vincere ovunque". Per questo, ha specificato, "siamo già al lavoro per le prossime regioni che andranno al voto, a partire da quelle nelle quali Fdi esprimerà i propri candidati presidenti, quindi la Puglia con Raffaele Fitto e le Marche con Francesco Acquaroli, forti anche di una maggiore centralità che oggi ha Fratelli d'Italia". Ma si pensa anche alla Toscana, dove la Meloni punta, assieme agli alleati, a un nome di tutto rispetto.L'onorevole di Fdi Giovanni Donzelli è della stessa idea e al Giornale spiega: "Siamo l'unico partito a crescere anche più del Pd. Ecco perché questo è il momento di sostenere la coalizione di centrodestra che governa bene in molte regioni e che può farcela in altre".Sulla sconfitta in Emilia Romagna Donzelli è tutt'altro che drastico: "Era difficile vincere una partita come quella, ma in cui abbiamo messo molto impegno. E ancor più si sono impegnati Matteo Salvini e Lucia Borgonzoni. Ci abbiamo sperato, creduto, ma sapevamo che era una sfida molto ostica in territori dove la sinistra ha una rete di potere ben diffuso e ci vuole davvero tanto impegno per smantellarla. Prima o poi, è questione di tempo, si riuscirà anche in Emilia Romagna e in Toscana".Un commento sul risultato anche dal vicepresidente della Camera Fabio Rampelli: "Il risultato segna il de profundis per il M5s, cioè per il principale partito su cui si regge il governo Conte. Dopo >>

 Ambulanti nei corridoi del Cardarelli: vendono la merce agli allettati >>
Inserita il 28 Jan, 2020 8:11:11 AM
La scena è stata immortalata da un utente e inviata al consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli e al consigliere della seconda municipalità di Napoli Salvatore Iodice. Nella foto si vede un venditore ambulante abusivo in un corridoio dell'ospedale Cardarelli di Napoli, intento a "piazzare" la merce a un paziente in barella. "È una situazione allucinante. I pazienti già sofferenti per la loro condizione - ha detto Iodice - devono subire continuamente le insistenze di questi venditori, che non si fermano neanche davanti alle lamentele di persone sofferenti adagiate su delle barelle nei corridoi. Non capisco come facciano ad entrare ad ogni ora, evidentemente avranno il benestare della vigilanza all'ingresso".In merito alla vicenda è intervenuto anche il consigliere Borrelli, il quale annuncia un'interrogazione consiliare per capire di chi è la responsabilità delle scorribande dei venditori ambulanti. "Occorre verificare questa faccenda e porne fine. È un'indecenza - ha dichiarato l'esponente politico - che degli abusivi si infiltrino all'interno di una struttura ospedaliera. Non dovrà più essere permesso loro di entrare. Saranno presi provvedimenti seri".L'ospedale Antonio Cardarelli di Napoli è il maggior nosocomio della Campania e dell'intero Meridione, nonché il primo a livello nazionale per la cura dei grandi ustionati. La costruzione dell'ospedale iniziò nel 1927, (progetto ed esecuzione dell'architetto Alessandro Rimini) e fu terminata nel 1934 nel solo edificio centrale, destinato agli uffici amministrativi, mentre negli anni 1939-1940 furono completati i padiglioni retrostanti il corpo di fabbrica principale. L'intera struttura fu ufficialmente aperta e messa in funzione nel 1942.[[gallery 1817774]]Il complesso venne edificato su una collina, con alle spalle i Camaldoli e di fronte un'ampia spianata panoramica sulla città, e quindi ottimamente esposta nella zona dell'attuale Rione Alto ritenuta ideale sia per l'altitudine sia per la possibilità di collegamento rapido da diverse direttrici cittadine. Al nome previsto inizialmente (Nuovo Ospedale Moderno di Napoli) fu preferito quello di 23 Marzo; questo nome voleva ricordare, nel clima politico del tempo, la data di fondazione dei fasci di combattimento. Il 19 agosto del 1943 il complesso fu intitolato, definitivamente, ad Antonio Cardarelli clinico di chiara fama e famoso per le sue ricerche. L'eliporto presente nella struttura venne realizzato nel 1974; nel 1988 venne poi inaugurata la nuova struttura dedita all'ortopedia e alla riabilitazione; infine nel 1990 è stata aperta al pubblico la nuova struttura del pronto soccorso, che è tra i più attivi della regione.Segui già la pagina di Napoli de ilGiornale.it? >>

 "È iniziata una fuga di massa": ecco perché è ripartita l'invasione dalla Libia >>
Inserita il 28 Jan, 2020 8:11:00 AM
Non sono certo positive le notizie che arrivano dalla Libia: nessuna tregua è realmente partita, nonostante i proclami, dopo la conferenza di Berlino ed anzi la guerra nell'area di Tripoli sembra aumentare di intensità.E questo, sul fronte immigrazione, si sta traducendo in una nuova impennata di partenze. A pesare, in primo luogo, sono gli allentamenti dei controlli lungo le coste: quasi mille migranti sono partiti solo nell'ultimo fine settimane, segno di come la locale Guardia Costiera abbia oramai ridimensionato il proprio impegno. Forse, è l'ipotesi principale trapelata nelle ultime ore, le forze preposte alla sorveglianza delle spiagge sono state in parte "assorbite" dal conflitto e dirottate verso i fronti dove si combatte contro gli uomini del generale Haftar. Una circostanza che sta iniziando a preoccupare e non poco le autorità italiane, anche se dal governo non sono usciti commenti a riguardo.Già nei giorni scorsi il sentore di trovarsi dinnanzi a numeri vicini all'emergenza era ben evidente. Con i 223 migranti recuperati a bordo dalla Ocean Viking ed i 79 presi invece dalla Alan Kurdi, è risultato chiaro come il fenomeno migratorio dalla Libia stesse prendendo pieghe importanti.Ma nelle ultime ore un'ulteriore conferma in tal senso è arrivata anche da Alarm Phone, il network telefonico gestito dal parroco eritreo Don Zerai. È proprio a questo portale che arrivano la gran parte delle chiamate effettuate direttamente dai barconi in avaria.Su Twitter, tramite il proprio canale, Alarm Phone ogni giorno rilancia poi gli allarmi nel tentativo di pubblicizzare il più possibile le eventuali situazioni di difficoltà. Ed è proprio dal profilo social del network che è stato tracciato un bilancio dell'andamento del flusso della rotta libica degli ultimi giorni.La frase usata come preambolo di uno degli ultimi post di Alarm Phone, non ha lasciato spazio a dubbi od a doppie interpretazioni: "Fuga di massa dalla Libia e solidarietà in mare", si legge infatti sul profilo Twitter.Poi, in basso, l'elenco dei numeri che danno una prima idea dell'emergenza in corso: "Tra venerdì e domenica - si legge - Alarm Phone ha ricevuto chiamate da 7 barche in pericolo nel Mediterraneo Centrale con a bordo più di 500 persone in fuga dalla guerra in Libia. 5 di queste sono state soccorse da Ong Sar, 2 da Malta".Questo per quanto riguarda dunque l'ultimo fine settimana. Ma il bilancio non è completo: infatti, non tutte le barche hanno chiamato Alarm Phone per segnalare la propria presenza in mare. Alcune di queste hanno raggiunto la terraferma o la posizione di alcune navi Ong autonomamente: £Sappiamo di altre 6 barche partite, con 283 persone - si legge nel post immediatamente successivo - 1 barca soccorsa da Alan Kurdi, 1 da Ocean Viking, 1 dall'Italia e 1 ha raggiunto Lampedusa. 2 barche intercettate"."In 3 giorni - è il bilancio complessivo tracciato da Alarm Phone - Almeno 13 barche sono fuggite dalla Libia, quasi 800 persone: 720 hanno raggiunto l'Europa!"La guerra, che come detto ad inizio articolo giorno dopo giorno sta assumendo contorni sempre più intensi e che vede il governo >>

 La scure del Comune sui pini di Roma, alla faccia delle politiche "green" della Raggi >>
Inserita il 28 Jan, 2020 8:08:56 AM
Gli iconici pini marittimi di Corso Trieste sono sorvegliati speciali del Comune di Roma. La politica della prevenzione, da tempo, in questa città, è stata messa da parte. E così, l'ennesimo crollo, nel quale è rimasta addirittura coinvolta un'automobilista, ha messo l'amministrazione con le spalle al muro. Dopo aver ignorato i continui campanelli d'allarme, il Campidoglio si è trovato di fronte all'ennesima emergenza.Che fare? Tra le soluzioni strategiche messe in campo dal dipartimento Tutela ambiente nel corso di un vertice straordinario ce n'è una che ha sollevato una vera e propria levata di scudi. Si parla dell'abbattimento di 157 piante su 160. Una soluzione drastica che, qualora venisse adottata, stravolgerebbe irrimediabilmente la fisionomia del quartiere. Residenti e comitati sono sul piede di guerra. Pronti a difendere con le unghie e con i denti il doppio filare di alberi disegnato dall'architetto De Vico negli anni Trenta. "Non tutti i pini della strada sono arrivati a fine vita - tuona Emanuela Migheli, del comitato Salviamo i Pini di Corso Trieste - perché nel corso del tempo sono state effettuate delle sostituzioni". "Certo, - ammette l'attivista - sappiamo che ci sono delle criticità, ma non crediamo sia necessario desertificare il corso". Insomma, per la Migheli, il taglio indiscriminato non può e non deve essere la soluzione."Non si demolisce un edificio solo perché alcune delle sue parti sono da sostituire, ecco - riflette Susanna Spafford, presidente dell'associazione Amici dei Pini di Roma - vorremmo che anche per il filare di Corso Trieste si ragioni in questi termini". I pini, sostengono in coro le attiviste, non sono pericolosi di per sé. La trovata dei tecnici capitolini non convince neanche gli amministratori locali. "Il problema della sicurezza dei cittadini esiste e non va sottovalutato - puntualizza Rino Fabiano, assessore all'Ambiente del II Municipio - tuttavia ci opporremo alla desertificazione di Corso Trieste. É d'accordo anche il consigliere di Fratelli d'Italia Holljwer Paolo che ha già presentato una mozione sull'argomento. "Quello che chiediamo è un serio monitoraggio delle alberature da parte del Comune di Roma per capire quali sono effettivamente le piante da abbattere", spiega l'esponente di centrodestra. "Gli alberi irrecuperabili - sottolinea - vanno eliminati e sostituiti con le stesse essenze arboree, mentre quelli salvabili vanno curati".[[video 1817529]]Il caso ha inevitabilmente rimesso al centro del dibattito l'annosa questione della tutela del verde di Roma che, nel corso delle ultime amministrazioni, è stata lentamente trascurata. E così la situazione di Corso di Trieste è diventa emblema di un fenomeno che riguarda l'intera città. "Se gli alberi cadono, - chiarisce Fabiano - cadono per una mancanza di cura". D'altronde, prosegue l'assessore, "per la manutenzione del verde orizzontale sono stati investiti appena 5milioni di euro, mentre il fabbisogno sarebbe di 300milioni". Ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Da quando il servizio giardini è stato smantellato, spiega la Stafford, "la manutenzione del verde di Roma è stata affidata sostanzialmente a dei taglialegna, a ditte non specializzare sulla base di capitolati generici, e si è pensato solo a >>

 Quei fortini rossi dell'Emilia che hanno tradito Bonaccini >>
Inserita il 28 Jan, 2020 8:03:35 AM
L'Emilia Romagna è rimasta 'rossa'. Il centrosinistra ha vinto, ma, a bocce ferme, è lecito domandarsi se siamo di fronte al primo vero tonfo di Matteo Salvini oppure alla miglior sconfitta di sempre del centrodestra.I risultati elettorali delle Regionali in Emilia RomagnaGuardando il risultato finale non ci sarebbero dubbi. Il governatore uscente Stefano Bonaccini ha vinto con il 51,4% contro il 43,6% di Lucia Borgonzoni e il Pd è rimasto primo partito della Regione col 34,7% a fronte del 31,9% ottenuto dalla Lega. In teoria una sconfitta netta, considerato anche il fatto che, a differenza di cinque anni fa, ha votato quasi il 30% in più degli emiliano-romagnoli: si è passati dal 37,8% del 2014 al 67,7%. La scarsa affluenza, alle ultime elezioni Regionali, è da considerarsi un'anomalia dovuta alle dimissioni anticipate dell'ex governatore Vasco Errani che venne condannato in primo grado nell'ambito del processo sul caso "Terre emerse", inchiesta dalla quale venne assolto due anni dopo. Non solo. L'allora segretario del Pd, Matteo Renzi dovette scegliere tra due fedelissimi: Matteo Richetti e Stefano Bonaccini, entrambi indagati (poi assolti) per l'inchiesta sulle "spese pazze" che investì molti ex consiglieri regionali dell'Emilia Romagna. Stavolta, invece, l'aumento di partecipazione è stato dettato dalla polarizzazione dello scontro politico voluta da Salvini e dalla conseguente mobilitazione voluta dalle "sardine" di Mattia Sartori. Se da un lato è vero che i consensi per Bonaccini sono leggermente aumentati (dal 49% al 51%), è altrettanto vero che il distacco dal suo sfidante si è notevolmente ridotto. Nel 2014, infatti, il leghista Alan Fabbri, attuale sindaco di Ferrara, si fermò al 29, 8%, mentre la Borgonzoni, col 43,6%, ha ottenuto 14 punti percentuali in più. Certamente non un risultato pessimo per una candidata che è stata dipinta come debole e inconsistente Ma non solo. Nicola Zingaretti gongola per il 34,7% conseguito ieri, ma dovrebbe ricordarsi che cinque anni fa il Pd ottenne il 44,5% e, quindi, l'emorragia di consensi per la sinistra emiliano-romagnola non si è affatto fermata.La Lega, pur arretrando di circa 2,5 punti percentuali rispetto alle Europee dello scorso maggio quando divenne primo partito della Regione, ottiene una considerevole avanzata rispetto alle ultime Regionali. Se nel 2014 si era fermata al 19,4%, col voto di ieri è passata al 31,9%, pari a un +12,5%. Cinque anni fa, poi, il centrodestra e la Lega vinsero solo nella provincia di Piacenza dove Fabbri prese il 47% e il Carroccio il 28,2%, mentre stavolta la Borgonzoni si afferma anche nelle province di Parma, Ferrara e Rimini. Ma vediamo nel dettaglio. A Piacenza la senatrice leghista ottiene la percentuale più alta, sfiorando il 60%, mentre il suo partito vola al 44%. Bonaccini si attesta sempre intorno al 37%, mentre il Pd subisce un tracollo perdendo 11 punti (dal 35% al 24%). A Ferrara le cifre sono leggermente più basse: 55% per la Borgonzoni e 42% per la Lega. Nel 2014 Fabbri ottenne il 40,5%, mentre il partito che era già sotto la guida di Salvini prese al 26,2%. Discorso diverso >>

 Gf Vip, Valeria Marini nuova concorrente? Antonella Elia non ha dubbi: "Sarà una tragedia" >>
Inserita il 27 Jan, 2020 10:32:00 PM
Ritorno a sorpresa di Valeria Marini al Grande Fratello. La showgirl è stata protagonista della quinta puntata solo una settimana fa ma oggi ha deciso di varcare nuovamente la porta rossa per un confronto con gli inquilini. Stavolta, il suo bersaglio non è Rita Rusic, con la quale ha avuto un incontro-scontro 7 giorni fa, ma gli altri inquilini della Casa che, in quell'occasione, non le hanno risparmiato epiteti poco gentili. In particolare, Valeria Marini è entrata nella Casa per un confronto con Antonio Zequila e Antonella Elia, due di quelli che hanno usato parole pesanti contro di lei. Nei giorni precedenti, la showgirl ha partecipato anche ad altre trasmissioni come Verissimo e La Repubblica delle donne e ha avuto modo di esprimere il suo dispiacere per quanto sentito. Durante la puntata di lunedì, inoltre, né Antonio Zequila, né Antonella Elia e gli altri inquilini della Casa (tranne Ivan) hanno ritenuto gravi le frasi pronunciate su Valeria Marini, quindi nessuno ha ritenuto opportuno scusarsi con lei.È ovvio, quindi, che Valeria Marini sia entrata dalla porta rossa con la voglia di avere un faccia a faccia chiarificatore chiarificatore, soprattutto dopo che Antonio Zequila ha rivelato della loro liason del passato. Le premesse della serata sono chiare: Valeria Marini vuole entrare nella Casa per restarci. La showgirl si è presentata in studio con un trolley e potrebbe fermarsi per la notte. A darle il benvenuto, Alfonso Signorini ha scelto Antonella Elia, che in camera da letto ha trovato il trolley e un prosciutto. Alla donna è stata mostrata la clip riepilogativa degli insulti a Valeria Marini, prima del suo ingresso in Casa e il suo commento non si è fatto attendere: "Sarà una tragedia, dovrò nascondermi come un topo emigrare all'estero.""Sono la nuova inquilina. Prima hai detto che t ami le altre donne e non parli male. Parli male di tutte le donne, ti dimentichi che insultare gratuitamente un'altra persona, la tua aggressività è fastidiosa, diseducativa ed è un cattivo esempio. C'è stata un'insurrezione, a me scivola. Quello che rovina il mondo è l'invidia condita con la stupidità, che diventa una tragedia. Qui dentro la Casa ci sono anche donne che meritano come Adriana Volpe, che dà messaggi con spessore", ha detto Valeria Marini ad Antonella Elia. A dividerle solo un vetro ma la tensione tra le due era palpabile."Io penso che le persone che credono di suscitare invidia negli altri dovrebbero avere qualità straordinarie. Tu non hai nessun tipo di qualità, né personali né artistiche. Sai solo acchittarti, gonfiarti, metterti le calze a rete con le contenitive sotto, tirarti dove è possibile", ha risposto la Elia, ribattendo con fermezza. Il conduttore ha, quindi, freezato la Casa e la Marini è potuta uscire dalla camera da letto per raggiungere gli altri inquilini. Qui non ha perso occasione di stuzzicare Rita Rusic ma non ha risparmiato nessuno degli altri concorrenti. "Sarò la nuova inquilina. Siete contenti? Quando sono venuta per parlare con Rita, c'è stato qualcuno di voi che ha fatto brutti commenti, >>

 Megxit, Thomas Markle pronto a testimoniare contro sua figlia >>
Inserita il 27 Jan, 2020 7:53:51 PM
Harry e Meghan sono ormai lontani da Palazzo e hanno iniziato la loro nuova vita in Canada insieme ad Archie. Il loro scopo era quello di allontanare i clamori, allontanare l'attenzione dalla loro persona ma a distanza di giorni l'interesse sui duchi del Sussex sembra non essere sfumato, anzi. Ora che hanno raggiunto un accordo con la regina Elisabetta II e che con la famiglia reale i rapporti sono di civile (non) convivenza, a creare qualche grattacapo ai Sussex potrebbe essere Thomas Markle, papà di Meghan.L'uomo, ormai da anni in lotta con sua figlia, ha fatto una minaccia ben precisa a Meghan Markle, dichiarando che è disposto a rilasciare un'intervista al mese fino a quando la duchessa non deciderà di chiamarlo e non gli presenterà il principe Harry ma, soprattutto, il piccolo Archie. Thomas Markle ha parlato a distanza di qualche giorno da quando è stata attuata la Megxit e l'ha fatto con Piers Morgan per l'emittente inglese Itv. Nonostante non abbia mai vissuto da vicino la vita a corte, visti a rapporti pressoché inesistenti con sua figlia, il signor Markle ha definito "imbarazzante e dolorosa" per la regina la scelta di lasciare il Regno Unito per trasferirsi in Canada.Parole dure per Thomas Markle, che parla senza filtri e si dice pronto a creare guai a sua figlia e a suo marito se Meghan non acconsente di parlare con lui. Quello che sta cercando di attuare il padre della duchessa di Sussex sembra essere un vero e proprio ricatto, visto che all'emittente inglese ha dichiarato che se lui dovesse parlare a ruota libera potrebbe causare grandi problemi a Meghan e a Harry. Certo, il suo comportamento appare quanto meno contraddittorio dal momento che ha sempre dichiarato di voler chiarire con sua figlia ma a tal proposito ha dichiarato che ormai, arrivati a questo punto, ritiene questo l'unico modo per arrivare alla riconciliazione. "Non voglio rimanere zitto nel mio soggiorno per il resto della mia vita, aspettando che qualcuno mi chiami e entri in contatto con me", ha detto Thomas Markle, che non è fermato solo a questo tipo di minacce contro sua figlia.L'uomo, infatti, si è anche detto pronto a testimoniare contro Meghan per una causa intentata dall'attrice contro alcuni tabloid inglesi. Thomas Markle è già il principale testimone nel processo che vede i duchi confrontarsi contro il Mail on Sunday per un procedimento avviato dopo la pubblicazione di una lettera privata di Meghan a suo padre. Da quella lettera, il giornale avrebbe avviato una presunta campagna di notizie fake contro la duchessa. >>

 Odio social su Immobile: "Ciro ce l'ha l'elicottero?" La moglie: "Siete dei mostri" >>
Inserita il 27 Jan, 2020 6:59:11 PM
Non c'è mai fine al peggio e i social network, purtroppo, se non utilizzati in maniera corretta possono diventare un'arma davvero pericolosa. Questa volta a finire nel mirino degli hater, e non è la prima volta, è stato l'attaccante della Lazio, il capocannoniere del campionato di Serie A Ciro Immobile con qualche utente che si è divertito a mettere in rete una frase terribile visto il suo significato: "Ma Immobile ce l'ha l'elicottero?". Ovviamente questa frase è riconducibile al tragico incidente in cui ha perso la vita l'ex fuoriclasse Nba Kobe Bryant, deceduto insieme alla figlia Gianna e ad altre sette persone a bordo dell'elicottero che si è schiantato al suolo dopo 40' dal suo decollo.La moglie dell'attaccante della Lazio ha risposto a questo odio social con una story su Instagram dove ha postato la frase choc con il seguente commento: "Povertà d'animo. Ma dico io, dopo una tragedia del genere, come si possono scrivere certe cose? Per carità, nessuno può piacere a tutti, ma ci sono modi e modi. Qui si parla di ignoranza, cattiveria, qui si tratta di essere mostri! Io ho paura di queste persone, mi fanno pena e tristezza. Ma non state bene per nulla! Ogni giorno che passa rimango sempre più senza parole".Immobile non ha risposto alle provocazioni social ed ha postato solo una foto del mitico Kobe Bryant sul suo profilo Instagram con una semplice e significativa didascalia: "Rip leggenda". Il suo post ha raccolto oltre 125.000 like e una serie infinita di commenti, la maggior parte dei quali fortunatamente per omaggiare la memoria dello scomparso Kobe che ha lasciato un vuoto enorme nel mondo dello sport e non solo.Non è la prima volta che lady Immobile scende in campo per difendere il marito visto che in un'altra circostanza qualcuno sui social aveva insultato le figlie della coppia. Jessica ha postato in una story anche una foto di Kobe con la figlia Gianna e subito dopo la seguente didascalia a corredo:"Non siamo niente in questo mondo, siamo delle parentesi, siamo dei passanti. Costruiamo qualcosa di bello e lasciamo qualcosa di bello, amiamo e doniamo la vita è troppo breve per tutto il resto". Quest'ultimo messaggio della moglie di Immobile dovrebbe essere di insegnamento per troppe persone che riversano odio sui social senza un reale motivoSegui già la pagina di sport de ilGiornale.it? >>

 Gianni Morandi posta sardine, il web: "Ritorna a cantare va" >>
Inserita il 27 Jan, 2020 6:30:46 PM
La scorsa domenica 26 gennaio, si sono tenute le elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria. Le consultazioni tenutesi in Emilia Romagna si sono concluse con la timida vittoria del presidente Pd uscente - ricandidatosi per il centro-sinistra- Stefano Bonaccini, sulla candidata Lega per il centro-destra, Lucia Borgonzoni. Gli sfidanti in questione si sono attestati, rispettivamente, al 51,4% e 43,6%. Dalle consultazioni avvenute in Calabria, invece, emerge un successo per il centro-destra, la cui candidata di Forza Italia, Jole Santelli, ha vinto con il 55,4%, in ampio vantaggio sul candidato del centro-sinistra, Pippo Callipo, che non ha superato il 30% dei voti. Le ultime consultazioni, di fatto, segnano un ritorno al bipolarismo, se si considera il tracollo elettorale del M5S. E ad avere voce in capitolo, nelle ultime ore, è stato -non troppo velatamente- Gianni Morandi.All'indomani delle elezioni regionali, il cantautore originario di Monghidoro e classe 1944, è tornato non a caso ad attivarsi nel web. E il contenuto del suo ultimo post potrebbe rivelarsi- secondo gli utenti che si sono espressi in merito, in rete- un vero e proprio messaggio politico.All'incirca tre ore fa, Gianni Morandi ha condiviso con i follower un'immagine, che mostra quattro sardine colorate. E il post in questione del cantante bolognese, dalla descrizione ermetica "27 gennaio", ha in pochi minuti fatto incetta di commenti. La nuova immagine condivisa da Morandi sembra voler alludere al movimento attivista delle Sardine, nato nel 2019 in Emilia Romagna.Dal suo canto il leader delle Sardine, Mattia Santori, aveva riferito - in un recente intervento su La7- che l'obiettivo principale del suo movimento "apartitico" sarebbe stato quello di oscurare la campagna elettorale avviata dalla Lega in Emilia Romagna. E in molti- tra i quali presumibilmente lo stesso Morandi- ora, ritengono che il margine di vantaggio conseguito da Stefano Bonaccini alle regionali si sia segnato, soprattutto, grazie all'operato delle Sardine. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Gianni Morandi (@morandi_official) in data: 27 Gen 2020 alle ore 2:36 PSTIntanto tra gli utenti, sui social, c'è chi sembra non mandare proprio giù l'ultimo gesto pubblico compiuto da Gianni Morandi.Gianni Morandi criticato dai fan, dopo le elezioni regionaliPersino tra i fedeli fan dell'artista, c'è chi lo critica aspramente. "Per me Gianni potevi evitare- si legge in uno dei molteplici commenti giunti sotto l'ultimo post di Morandi-. Un personaggio pubblico dovrebbe almeno fingere di essere super partes...". E in un altro messaggio si legge: "Mi hai deluso, da te non me l'aspettavo, mi piace come canti, non fare politica". E, ancora: "Per me eri un idolo, ma mi sei proprio calato con il tuo post pro sardine". Infine, c'è chi dispensa consigli per il bene del suo beniamino: "Gianni non ti esporre, non è bello! Continua a cantare". Nelle ultime ore, sono emersi sui social anche i messaggi di chi sospetterebbe che Morandi non sia il fautore del discusso post visibile sui suoi profili social. "Ma siete sicuri che lo >>

 Una lezione ai poltronari grillini: tradire Salvini non basta a vincere >>
Inserita il 27 Jan, 2020 4:58:44 PM
In Emilia Romagna ha mosso i primi passi e in Emilia Romagna ha subito una di quelle battute d'arresto da cui è sempre difficile rialzare la testa. Che nel Movimento 5 Stelle qualcosa si sia rotto, è chiaro a tutti da più di un anno e mezzo. Il 32% incassato alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 è acqua passata. Tanto quanto lo sono i trionfi alle comunali a Torino e Roma dove a Beppe Grillo e compagni era riuscita l'impresa di piazzare Chiara Appendino e Virginia Raggi. Adesso non splendono più come un tempo. E in un lento ma costante logorio, già passato il 26 maggio 2018 attraverso la débâcle delle elezioni europee, si trovano a bruciare gli ultimi consensi che gli restano.Il Movimento 5 Stelle non è finito. Ma sicuramente si trova in un cul-de-sac che difficilmente gli permetterà di intravedere una exit strategy vincente. Quella in cui si trova oggi è la stessa, drammatica posizione in cui era venuto a trovarsi all'indomani delle elezioni europee dell'anno scorsco durante le quali sprofondò al 17%. Allora a mettere sotto scacco matto Luigi Di Maio era stato Matteo Salvini, forte del 34% appena incassato. Oggi il "reggente" Vito Crimi si trova nelle mani del Partito democratico che, dopo aver ribaltato i rapporti di forza con l'alleato di governo, farà di tutto per diventare la guida di questo scassato esecutivo. Ma facciamo un salto indietro nel tempo e analizziamo le dichiarazioni rilasciate a caldo. "Non useremo questo voto per un regolamento di conti interni", aveva assicurato il leader leghista promettendo che non avrebbe mai usato i voti degli italiani "per chiedere mezza poltrona in più" nel governo. Al tempo le frizioni tra i due alleati erano consistenti ma mai quanto quelle che oggi dividono i grillini dai democratici. E poi, prima dell'estate delle trame di Giuseppe Conte e dei colpi bassi dei pentastellati, i livelli di consenso nel Paese erano ben altri rispetti a quelli di cui godono oggi i giallorossi.Già allora, dal quartier generale dei grillini, era filtrato un certo "sconforto" nella gestione del movimento. Tanto che Di Maio, forse anche solo per inventarsi qualcosa da buttare in pasto ai suoi, aveva accusato la bassa affluenza alle urne ("soprattutto al Sud") e aveva invitato ad avere una maggiore attenzione ai territori. "Restiamo comunque ago della bilancia in questo governo", aveva poi concluso. Tuttavia, il ribaltamento dei pesi all'interno dell'esecutivo e il dilagare di Salvini nell'appeal sugli italiani avevano dimostrato il contrario. Tanto che nel giro di poche settimane erano venuti fuori tutti i problemi. Il leghista era andato per la sua strada finché Conte e i grillini non avevano iniziato a tramargli contro. Poi si era consumato lo strappo.Per non morire al 17% Di Maio aveva pensato (erroneamente) di attaccarsi alla poltrona e cambiare alleato. Il patto con il Partito democratico gli ha fatto, se possibile, ancora peggio di quello con la Lega. E, a distanza di meno di cinque mesi, si è visto costretto a lasciare la guida politica >>

 Christian De Sica: "Mi beccai l'epatite tra gli indios seminudi del Venezuela" >>
Inserita il 27 Jan, 2020 4:20:05 PM
Non usa filtri Christian De Sica nel raccontarsi al "Corriere della Sera". Il celebre attore capitolino ha parlato della sua carriera tra aneddoti e storie bizzarre, ma anche del rapporto con il padre, il compianto Vittorio De Sica. Nella lunga chiacchierata al quotidiano, Christian ha svelato del "vizietto" del padre per il gioco d'azzardo e di come, con una telefonata improvvisa, scoprì di avere una sorella mai conosciuta (frutto della relazione del padre con un'altra donna). Proprio per "fuggire" dalla figura ingombrante del padre (e della madre, anche lei attrice), De Sica ha raccontato di essere scappato in Venezuela in cerca della sua strada nel mondo artistico quando era soltanto un ragazzo."Mi vergognavo a fare l'attore, con padre attore e grande regista, e madre attrice (Maria Mercader ndr). Mi sentivo un cane, non volevo fare brutte figure e, siccome avevo una fidanzatina venezuelana, me ne andai dall'altra parte del mondo", dice. Ed è proprio qui che De Sica, che per mantenersi faceva il cameriere in un hotel di lusso di Caracas, conobbe il suo primo mentore, Renny Ottolina, noto produttore radio-televisivo amato dal pubblico sudamericano: "Lui era una specie di Mike Bongiorno. Mi prese in simpatia e mi offrì un contratto da cantante-attore, intrattenitore. Poi mi invitava spesso a viaggiare con lui sul suo aereo: in una di queste vacanze, mi sono beccato l'epatite".Christian De Sica, che potrebbe essere uno dei super ospiti del prossimo Festival di Sanremo, svela così di essersi ammalato durante un viaggio in Amazzonia. Qui, insieme al produttore e amico, venne accolto da un gruppo di rappresentati locali, indios seminudi: "Atterrammo di notte in un piccolo aeroporto: sulla pista, una lunga fila di fiaccole e di indios che ci attendevano con omaggi floreali e cesti di frutta. Erano seminudi e sul pene esponevano una specie di buccia di banana. Uno di loro mi offrì un frutto: evidentemente l'ho mangiato senza lavarlo o sbucciarlo". Una grave disattenzione che gli costò cara. L'attore costrasse infatti l'epatite e dopo poche settimane l'attore manifestò i primi sintomi della malattia: "Dopo qualche tempo diventai tutto giallo in faccia". Un episodio determinante della sua gioventù che lo spinse, come lui stesso ha confessato nell'intervista, a fare ritorno in Italia: "Lo raccontati a mamma che al telefono mi disse: 'che stai a fare là, torna a casa'". >>

 Gerardina Trovato senza soldi per Sanremo: "Vivo con 80 euro al mese della Caritas" >>
Inserita il 27 Jan, 2020 2:18:21 PM
A undici anni dall'ultima apparizione televisiva Gerardina Trovato è tornata sul piccolo schermo per raccontare il dramma della povertà negli studi di "Live Non è la d'Urso". Con il volto provato e il fisico esile, Gerardina Trovato ha svelato le difficoltà incontrate negli ultimi anni dall'abuso di psicofarmaci alla povertà, che l'hanno portata a chiedere aiuto alla Caritas fino al rifiuto della madre di aiutarla.Sono lontani i tempi dei suoi successi musicali, primo tra tutti "Ma non ho più la mia città" brano del 1993, oggi la cantautrice italiana vive un'esistenza difficile segnata dalle difficoltà economiche e dai problemi di salute che la affliggono da tempo. "Qui mi sento al sicuro, non mi vengono a prendere gli assistenti sociali per rinchiudermi", ha esordito la cantautrice catanese dopo aver fatto il suo ingresso in studio. Dopo la partecipazione all'ultimo Sanremo 2000, la Trovato ha svelato di aver avuto un crollo psicofisico, di aver perso peso e anche i soldi (per i quali ci sarebbe una battaglia legale in corso) e di esser stata costretta non solo a curarsi con gli psicofarmaci, ma anche di aver dovuto vendere la sua casa di Roma per trasferirsi di nuovo in Sicilia: "Da dodici mesi io sono viva grazie alle persone di Portopalo di Capopassero dove mi stanno aiutando. Ho debiti con il farmacista, ci sono persone meravigliose che quando vedono che crollo a terra mi riempiono di cose da mangiare, io ho la mia dignità e non chiedo".La cantautrice siciliana, intervistata da Barbara d'Urso, ha raccontato anche alcuni episodi choc del difficile rapporto con la madre, dalle violenze alle denunce fino ai macabri auguri di morte; non per ultime le difficoltà economiche per rialzarsi e cercare di guardare con fiducia al futuro. Lei oggi vive grazie all'aiuto economico della Caritas, 80 euro mensili, poco per poter sopravvivere figuriamoci per ricominciare con la musica. A Sanremo 2020, infatti, la sua canzone era stata scelta ma senza una casa di produzione e i soldi per promuoversi la cantante è stata scartata: "Da quando mi sono disintossicata ho scritto 24 canzoni, le ho presentate tutte a Sanremo 2020, tutte, una l'avevano pure scelta ma non avevo soldi. Non potevo produrmi, non ho dietro multinazionali e non potevo sostenere le spese. Finché avevo il conto in banca mi potevo permettere provini, mi finiscono i soldi, mi si blocca la vita". >>

 Vitamina E, alleata delle difese immunitarie >>
Inserita il 27 Jan, 2020 11:13:54 AM
La vitamina E è un potente antiossidante che protegge la struttura e la funzione di ogni cellula, combattendo lo stress ossidativo.Questa preziosa sostanza svolge un ruolo vitale nella salute di cuore, cervello, sistema immunitario e pelle. Circa il 90% della popolazione presenta una carenza di questo antiossidante e solitamente essa passa inosservata. Segni e sintomi tipici della sua carenza sono più comuni nei bambini. I sintomi più diffusi sono la debolezza muscolare, i disturbi della vista come la comparsa della cataratta e problemi alla retina e l'anemia emolitica. La carenza di Vitamina E può avvenire per diverse cause come i disturbi genetici, il ridotto assorbimento dei grassi e un'alimentazione inadeguata sono le principali cause di carenza di vitamina E.I suoi principali benefici per la nostra salute sono:1. Potenziamento delle difese immunitarie: è stato provato scientificamente che una maggiore assunzione di vitamina E riduce il rischio di infezioni batteriche e virali;2. Prevenzione contro il cancro, le malattie cardiache e l'ictus: le persone con bassa vitamina E mancano delle sue potenti proprietà immunostimolanti e antitumorali. Questo potente antiossidante è un alleato della salute del cuore. Impedisce infatti l'ossidazione delle particelle di colesterolo LDL. Uno studio americano ha dimostrato che su 1.000 pazienti con battiti cardiaci irregolari, quelli con un basso rapporto tra vitamina E e colesterolo presentano tassi più alti dell'87% di infarto o ictus;3. Aumenta la fertilità nelle donne e negli uomini: è in grado di aumentare la funzione ovarica e la fertilità nelle donne che stanno cercando di concepire;4. Contrasta il Morbo di Alzheimer: protegge dall'invecchiamento del cervello. Infatti supporta la funzione del sistema nervoso e le cellule cerebrali;5. Riduzione del rischio di cataratta: a causa della prolungata esposizione a schermi come la televisione, il pc, lo smartphone, il tablet e le diffuse luci a neon, i nostri occhi rischiano lo stress ossidativo. Questa potente sostanza è utile per prevenire il danno ossidativo negli occhi.Si può assumere vitamina E mangiando cibi che ne sono ricchi come olio di germe di grano, semi di girasole, mandorle, nocciole, arachidi, avocado. In misura inferiore è presente anche in spinaci e broccoli. La vitamina E è una sostanza molto stabile negli alimenti e non viene facilmente distrutta dalla cottura o dal congelamento, come avviene con le altre vitamine. È dimostrato che i cibi crudi hanno la stessa quantità di vitamina E di quelli cotti o surgelati. >>

 Alessia Marcuzzi ha copiato il tatuaggio della Ferragni? Chiara interviene >>
Inserita il 27 Jan, 2020 10:46:38 AM
Il nuovo tatuaggio di Alessia Marcuzzi ha scatenato una polemica sul web e l'accusa, da parte di un hater, di aver copiato lo stesso disegno di Chiara Ferragni.È "luce" la parola che la conduttrice Mediaset ha voluto tatuarsi sul braccio insieme a due stelle che, come spiegato da lei stessa, rappresentano i figli Tommaso, nato dalla relazione con Simone Inzaghi, e Mia, frutto dell'amore con Francesco Facchinetti. "Oggi ho tatuato la parola Luce - ha esordito la Marcuzzi su Instagram, allegando le foto dei nuovi tatuaggi - . E due stelline che rappresentano i miei figli, che ho dato alla 'luce' 19 e 9 anni fa, ed è stato il regalo più bello che la vita potesse donarmi. Luce è una parola che fa parte spesso della mia vita...non a caso il simbolo delle mie borse è proprio una stella. Luce è anche il nome del mio nuovo progetto a cui sto lavorando da un bel po' di mesi e che non vedo l'ora di presentarvi".Un pensiero che Alessia Marcuzzi ha voluto condividere sui social e che, inaspettatamente, ha sollevato una sorta di polemica. La conduttrice, infatti, è stata accusata da un utente della rete di aver palesemente tratto spunto per il suo tatuaggio da quello di Chiara Ferragni. I fan della influencer, infatti, sembrano ricordare a memoria ogni caratteristica della loro beniamina e, in questo caso, non hanno esitato ad accusare la Marcuzzi di aver voluto copiare la moglie di Fedez."Ah non è per copiare la Ferragni allora", ha commentato sarcastico l'hater, al quale Alessia Marcuzzi non ha esitato a replicare. "Sinceramente non lo ricordavo! - ha precisato la conduttrice, smorzando sul nascere ogni genere di polemica - .Vabbè sono contenta di avere una cosa in comune con una ragazza stupenda, sorridente e che emana luce sempre". Attestazione di grande stima, dunque, da parte della Marcuzzi nei confronti della Ferragni che, sentitasi chiamata in causa, non ha esitato a prendere le parti di Alessia."Ti sta d'incanto", ha commentato la influencer dimostrando, così, di non avere nulla in contrario rispetto al tatuaggio della Marcuzzi che, anche nel caso in cui avesse tratto ispirazione dal suo, non avrebbe fatto nulla di male. Visto il botta e risposta tra le due donne, inoltre, sembra essere abbastanza chiaro che tra loro ci sia una simpatia reciproca e una solidarietà femminile non comune sul web e nel mondo dello spettacolo. Visualizza questo post su Instagram Oggi ho tatuato la parola Luce. E due stelline che rappresentano i miei figli, che ho dato alla "luce" 19 e 9 anni fa, ed e' stato il regalo piu' bello che la vita potesse donarmi. Luce e' una parola che fa parte spesso della mia vita...non a caso il simbolo delle mie borse e' proprio una stella. Luce e' anche il nome del mio nuovo progetto a cui sto lavorando da un bel po' di mesi e che non vedo l'ora di presentarvi! #luceUn post condiviso >>

 Lady Martinez manda in delirio i suoi fan >>
Inserita il 25 Jan, 2020 5:53:02 PM
Lautaro Martinez sta incantando in questa stagione con la maglia dell'Inter. Il centravanti di Bahia Blanca è già arrivato a quota 15 reti in stagione tra campionato, dieci centri, e Champions League con cinque reti in sei partite. Il 22enne argentino è già arrivato a quota 51 reti in carriera tra Racing e Inter e in sole 120 apparizioni: non male per un giocatore che compirà 23 anni a fine agosto. I suoi numeri sono impressionanti anche con la maglia della nazionale argentina con cui ha giocato solo 17 partite realizzando 9 reti: anche qui un gol ogni due partite con l'Albiceleste.L'amico di Mauro Icardi ha trovato un nuovo partner d'attacco all'Inter, ovvero il gigante belga Romelu Lukaku e forse l'unico rammarico per lui, per l'ex capitano nerazzurro e per i tifosi nerazzurri è quello di non aver mai visto insieme i due argentini dato che Luciano Spalletti li ha spesso utilizzati separatamente dato che il suo modulo non prevedeva le due punte ma due esterni e una punta centrale. Lautaro è cresciuto in maniera incredibile e grande merito va dato anche ad Antonio Conte che ha saputo dargli la giusta collocazione e il giusto spazio per potersi imporre.Lautaro ha trovato in Romelu Lukaku il partner offensivo ideale, quello con cui si integra alla grande con l'ex Chelsea, Everton e Manchester United che ha già segnato la bellezza di 18 reti tra campionato, 14, Coppa Italia, 2 e Champions League con due centri in cinque presenze. Ora però i due dovranno continuare su questa strada e tornare a segnare con regolarità per far tornare al successo l'Inter che negli ultimi due turni di campionato ha messo insieme solo due punti frutto di due pareggi in casa contro l'Atalanta e in trasferta contro il Lecce.Il feeling è visibile sia in campo che fuori anche se il vero segreto di Lautaro fuori dal terreno di gioco è la sua sexy compagna Agustina Gandolfo che in questo anno e mezzo ha mandato letteralmente in tilt i suo tantissimi fan su Instagram che stanno aumentando in maniera esponenziale e che sono arrivati a quota 526.000. Agustina ama molto tenersi in forma e posta spesso sue foto e video intenta ad allenarsi in palestra. Questa volta ha fatto di più dato che ha voluto domandare ai suoi follower quante volte si fossero allenati durante la settimana: "Vi siete allenati tutti questa settimana? Quante volte? Vi leggo". Il suo post ha ricevuto una serie infinita di commenti e tantissimi like a testimonianza di come sia una delle wag più seguite dagli utenti dei social network.Segui già la pagina di curiosità de ilGiornale.it? >>

 La rivelazione: "Tinto Brass aveva l?abitudine di dare una pacca sul sedere" >>
Inserita il 23 Jan, 2020 2:53:14 PM
L'attrice Julija Mayarchuk racconta la sua esperienza sul set del film "Trasgredire" di Tinto Brass e parla di un vizio che il regista avrebbe con tutte le donne scelte per i suoi film.Classe 1977, la Majarcuk ha lasciato l'Ucraina per cercare fortuna in Italia e, arrivata a Napoli, si è perdutamente innamorata del posto. "Avevo 19 anni e sono arrivata a Napoli - ha raccontato l'attrice ai microfoni de I Lunatici - . Napoli è una città che ha delle caratteristiche diverse dalle altre. La prima cosa che mi ha colpito moltissimo è il traffico. Avevo paura ad attraversare la strada. Mi stupì anche l'invadenza simpatica dei napoletani, che dal primo momento che ti conoscevano volevano conoscere tutto della tua vita".Da quel momento, la Mayarchuk inizò a lavorare per esaudire il suo sogno: recitare. "Quando ho scoperto che avrei voluto recitare? Da bambina, da quando ero piccola facevo sempre gli spettacoli in parrocchia o a scuola - ha detto lei - .Cercavo sempre di primeggiare, la voglia di palcoscenico l'ho sempre avuta e fortunatamente ci sono riuscita". Importanti sono stati gli incontri con molti professionisti del settore, primo tra tutti Tinto Brass, col quale Julija stabilì da subito un patto."Sono ancora grata a quella occasione (il film "Trasgredire", ndr"), se dopo tanti anni faccio ancora questo lavoro è merito di quella occasione - ha ammesso lei - . Tinto Brass era preceduto da una fama scandalosa. Ero la protagonista del film, molto coccolata dalla produzione. C'erano delle scene di nudo, ma col mio corpo ho sempre avuto un rapporto di grande serenità". Nonostante la fama, però, Julija Mayarchuk si è fidata del regista e lo ha descritto come una "persona molto seria, di grande cultura, accompagnato sempre dall'onnipresente moglie". Sul set, come raccontato dall'attrice, Brass era sempre insieme alla consorte alla quale era molto legato, mentre l'immagine che ha scelto di mostrare di sé corrisponde ad un "personaggio col quale giocava".Tra lei e Brass, fin da subito, si stabilì un rapporto di "grande complicità": "Ma io ho messo subito le cose in chiaro. Lui aveva l'abitudine di dare la pacca sul sedere alle attrici, ma io dissi che con me non doveva farlo e lui ha rispettato questo accordo".Non è stato solo il regista di film erotici, però, a dare una grande opportunità lavorativa a Julija Mayarchuk. Tra gli incontri più importanti per la sua carriera non dimentica quello con Giuseppe Tornatore, che "non ha avuto sviluppo", e quello con Vincenzo Salemme. "Un grande signore, con enorme cultura - ha detto lei - . Comico, regista e autore che stimo moltissimo e con cui ho lavorato tanto". >>

 5 abitudini da eliminare per vivere a lungo >>
Inserita il 22 Jan, 2020 12:42:25 PM
Cosa si può fare concretamente per vivere più a lungo?La risposta a questa domanda è stata oggetto di studio dell'Harvard T.H. Chan School of Public Health.La ricerca completa è stata pubblicata sul sul British Medical Journal. Il team di ricercatori americani hanno delineato alcune cattive abitudini che non ci permettono di vivere in maniera sana. Le cattive abitudini in questione sono cinque: fumare, non fare attività fisica, essere sovrappeso, bere troppo alcol e seguire una dieta poco sana ed equilibrata."Abbiamo scoperto che seguire uno stile di vita sano può sostanzialmente aumentare gli anni che una persona vivrà senza malattie" spiega l'autore dello studio Frank Hu, che insegna al dipartimento di nutrizione all'Harvard T.H. Chan School of Public Health. "In particolare, le donne che evitano tutte le cinque cattive abitudini elencate potrebbero ottenere 10 anni di vita senza patologie. Gli uomini circa otto". Diabete, malattie cardiovascolari, cancro e altre condizioni croniche sono i disturbi che secondo la nuova ricerca vengono allontani da uno stile di vita equilibrato.Il lavoro di ricerca è stato un'estensione di uno studio pubblicato nel 2018. In quest'ultimo sono stati seguiti oltre 38.000 uomini per 28 anni e 73.000 donne per 34 anni. I ricercatori scoprirono che le donne che, a 50 anni, evitavano tutti e 5 i comportamenti insani, potevano vivere fino a 14 anni in più rispetto a chi non le seguiva. Allo stesso modo, gli uomini con sane abitudini avevano un'aspettativa più lunga di 12 anni in confronto a cui non le aveva. Il nuovo lavoro sulla base dei precedenti dati ha focalizzato la sua attenzione sull'impatto delle patologie croniche nel periodo di studio. L'obiettivo era capire effettivamente quanto e come le cattive abitudini interagissero con il rischio di sviluppare i disturbi.Le donne che hanno praticato quattro o cinque delle sane abitudini nei 20-30 anni coinvolti nello studio, hanno avuto circa 10 anni di vita libera dalle malattie rispetto alle donne che non hanno adottato cambiamenti nello stile di vita. Suddividendo per malattia, le donne più sane hanno guadagnato in media 8 anni senza cancro, 10 anni senza malattie cardiovascolari e 12 anni senza diabete. Gli uomini che invece hanno praticato da quattro a cinque comportamenti sani, hanno guadagnato 7,6 anni di vita. Circa 6 senza cancro, quasi 9 anni problemi cardiaci e oltre 10 senza diabete. Dallo studio americano emerge la verità che le sane abitudini di vita non solo prolungano la vita, ma ne migliorano anche la qualità >>

 La Regina Elisabetta è triste perché non vedrà più Archie >>
Inserita il 21 Jan, 2020 9:48:50 AM
Le notizie in merito alla Megxit sul web si rincorrono a un ritmo concitato. Dopo la decisione raggiunta alla conclusione del summit organizzato dalla Regina Elisabetta, la situazione sul futuro di Harry e di Meghan è molto chiara: i duchi perderanno i loro titoli, ma nonostante tutto, resteranno legati alla famiglia reale. Eppure sia la Regina che il Pincipe Carlo, ma anche il duca di Edimburgo, sono molto tristi dopo tutto quello che è successo negli ultimi giorni. La situazione pare che abbia messo a dura prova un po' tutti e ora si cominciano a pagare le conseguenze. Fonti interne di palazzo affermano che Elisabetta, per ora, si è chiusa in un rigoroso silenzio, cercando di somatizzare il colpo subito. E per una donna come lei, molto legata alla famiglia, non facile riuscire a superare un momento come questo.Pare che al centro delle sue preoccupazioni ci sia proprio l'incolumità del piccolo Archie. Il nipote e figlio dei Duchi di Sussex, sta preoccupando molto la sovrana perché, come si sono evolute le cose, il piccolo ex erede crescerà lontano da Londra e, soprattutto, lontano da tutte le tradizioni, gli usi e costumi della Corona. "Sua maestà è molto triste in questo momento. Da quando è nato ha visto il nipote solo un paio di volte", rivela ai tabloid una fonte interna e vicino a Elisabetta.""E soprattutto è consapevole che il piccolo Archie non potrà crescere a stretto contatto con George, Charlotte e Louis - continua la gola profonda -. Non riesce proprio a digerire tutto questo". Inoltre pare che la Regina sia riuscita a vedere solo un paio di volte il figlio di Harry e Meghan. È andata al cottage di Frogmore due giorni dopo la nascita e qualche settimana dopo a una gara di Polo. Poi sono cominciate a susseguirsi voci e indiscrezioni di un divorzio dalla corona da parte dei Duchi e, da quel momento in poi, la situazione è andata degenerandosi.Sta di fatto che essendo ancora molto piccolo, il protocollo impone poche uscite ufficiale per Archie, ma la sovrana ha sempre creduto di poter godere della sua presenza durante i pranzi e le riunioni di famiglia, ma ora la Megxit ha messo tutto in discussione. Sulla questione anche il Principe Carlo sarebbe molto indignato. "Harry sa molto bene quanto sono legato a mio nipote. Una separazione del genere può essere dannosa". Il dado però oramai è tratto. >>

 Kikò Nalli: "Tina Cipollari? Rifarei tutto anche se l?amore è finito" >>
Inserita il 21 Jan, 2020 9:39:57 AM
Tornato alla corte di Caterina Balivo dopo un periodo di distacco dovuto ad un litigio dietro le quinte con il volto di Vieni da me, Kikò Nalli si è prestato per una intervista durante la quale ha raccontato l'incontro con Tina Cipollari e il matrimonio con l'opinionista di Uomini e Donne.Approdato nel programma di Canale 5 dopo essere stato iscritto dal cugino per corteggiare una delle troniste, Kikò ha spiegato di essere stato folgorato immediatamente da Tina che, ai tempi, ricopriva già il ruolo di opinionista. Usciti insieme dalla trasmissione, i due diventarono subito genitori di Mathias, concepito durante un viaggio a Parigi, e, dopo un anno, decisero di convolare a nozze.Rivedendo le immagini del matrimonio, Nalli ha rivelato un retroscena di quel giorno che, fino ad adesso, aveva preferito non rendere noto. "Nel momento in cui stavo uscendo da casa per andare a sposarmi, il medico mi ha chiamato chiedendomi di portare mia madre in ospedale perché aveva...Non lo voglio dire - ha rivelato lui alla Balivo - .Per tutto il giorno del matrimonio ho mantenuto il segreto, poi il giorno dopo ho portato mia madre in ospedale e oggi è viva e sta bene"."Ti sei pentito di averla sposato Tina?", ha chiesto la conduttrice di Vieni da me al suo ospite, che ha sottolineato il profondo rispetto che nutre nei confronti della sua ex moglie, madre dei suoi tre figli. "Non mi sono mai pentito di averla sposata, mi ha regalato le tre cose più belle del mondo: non mi pento, rifarei tutto quello che ho fatto - ha detto Kikò - . È bello che ci sia stato l'amore, che siano nati dei figli stupendi ed è bello anche quando finisce: noi abbiamo creato questo rapporto, il fatto di non dividerci di fronte ai bambini ma accompagnarli in questo percorso che è la vita. Una settimana c'è lei ed una settimana ci sono io, una settimana entro io in casa ed una settimana entra lei".Finito il matrimonio, quindi, Kikò Nalli e Tina Cipollari hanno deciso di rendere il meno traumatico possibile per i figli il divorzio dei genitori. "Non hanno scelto loro che i genitori si lasciassero, lo abbiamo scelto noi - ha rivelato l'hairstylist - . È giusto che loro continuino a vivere la situazione quando entrambi eravamo presenti. Loro hanno la loro casa, il loro nido, e noi entriamo ed usciamo con le valigie". >>

 Emily Ratajkowski, lato B tra realtà e Photoshop >>
Inserita il 21 Jan, 2020 8:15:07 AM
Emily Ratajkowski, modella e influencer da oltre 25 milioni di followers, è la protagonista degli scatti più bollenti che possa capitare di vedere su Instagram. La modella statunitense, classe 1991, è ormai un'icona di culto della moda e della bellezza femminile. E come se non bastasse, è perfettamente consapevole della sua sensualità e delle sue forme tanto da giocarci spesso, per la gioia dei suoi ammiratori.Ed ecco quindi che poche ore fa la bellissima Emily Ratajkowski ha voluto fare un piccolo regalino ai suoi ammiratori postando una sua foto decisamente hot. Nel post in questione vediamo uno scatto del suo perfetto lato B, descritto con l'emoticon a forma di due ciliege. Un lato B che non è passato inosservato, visto che il jeans super aderente lo fascia alla perfezione evidenziando così la sua perfezione. Inoltre, il tatuaggio con scritto il suo nickname di Instagram - "emrata" - alla base della schiena è un dettaglio davvero molto intrigante. Insomma, lo scatto sui toni vintage del bianco e nero ha reso di mille colori la giornata dei followers che, davanti a questo panorama mozzafiato, hanno dato libero sfogo alla loro fervida immaginazione nei commenti. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Emily Ratajkowski (@emrata) in data: 19 Gen 2020 alle ore 7:22 PST La bellissima Emily Ratajkowski ha completamente incantato tutti i suoi followers e il suo fondoschiena perfettamente scolpito ha scatenato la loro immaginazione. Un fan le ha scritto: "Brava Emily! Sempre la migliore". Un altro ha subito aggiunto: "Che capolavoro artistico". E ancora: "E dai... Sempre con queste poesie nelle foto!". Infine, qualcuno ha fatto dell'ironia sul tatuaggio: "Almeno sanno il nome anche da dietro. Top!".Che dire? Un vero e proprio successo social. Tuttavia, guardando le proporzioni tra natiche e vita, un dubbio sorge legittimo. Ed è quello di un intervento, anche piuttosto maldestro di Photoshop. "Non avrai forse esagerato con i ritocchi?", "Bello, ma sempre piuttosto sproporzionato", "Sei sicura che sia il tuo?" e "Se solo fosse vero...", si legge in alcuni commenti.Infine, non è mancato chi l'ha criticata per il fatto di considerare un comportamento contraddittorio quello di rivendicarsi femminista e al contempo spogliarsi sui social. Così, un utente ha scritto: "Non c'è che dire... Davvero una lodevole rappresentazione femminista...". Tuttavia, durante in intervista rilasciata a Grazia, è stata la stessa Emily a sottolineare come il femminismo si identifichi "con la libertà di scegliere e con il diritto d'essere rispettate". "Qualunque cosa si decida di indossare", ha quindi aggiunto la modella statunitense evidenziando l'inoppugnabilità di questo diritto.Segui già la nuova pagina di gossip de ilGiornale.it? >>

 Melissa Satta in sauna, ma il web non apprezza il tattoo >>
Inserita il 21 Jan, 2020 8:14:42 AM
Gennaio è il mese delle settimane bianche, soprattutto per i personaggi famosi che inaugurano la stagione invernale con delle super vacanze nelle località alpine più trendy. Non fa eccezione Melissa Satta che, sempre impegnatissima tra televisione, sfilate e apparizioni ufficiali, ne approfitta per evadere dalla routine. Come è di dovere tra i Vip la scelta è ricaduta su Courmayeur, la destinazione preferita da chi ama la tranquillità, il fascino di panorami mozzafiato e quell'atmosfera tipicamente chic e mondana.Così, anche la Satta, dopo qualche ora trascorsa tra passeggiate e piste sulla neve, si è concessa una rigenerante sauna. La scelta è ricaduta lo stabilimento QC Terme di Pré Saint Didier, perla della Valle d'Aosta e di un benessere termale scoperto dagli antichi romani e apprezzato dalla famiglia reale dei Savoia già nel 1800. Insomma, un luogo davvero d'eccezione.Melissa Satta ha quindi condiviso su Instagram una foto scattata in un momento di pausa in sauna. Il fisico statuario della moglie di Boateng viene messo in risalto senza troppi convenevoli da un micro-bikini azzurro. Non sembra, però, che il famoso calciatore sia al suo fianco in questi giorni. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Melissa Satta (@melissasatta) in data: 18 Gen 2020 alle ore 6:46 PST Come sempre lei è bellissima e le basta un'immagine in costume per attirare l'attenzione dei suoi follower. Ad oggi, infatti, sono oltre 130mila i like che ha ricevuto, senza contare anche l'infinità di commenti di apprezzamento e di affetto. Tuttavia, non sono mancati commenti provocatori per quanto riguarda un dettaglio che non è passato inosservato: si tratta del tatuaggio che Melissa Satta ha sulla caviglia e che ha fatto parecchio discutere i suoi follower suscitando numerose polemiche. "Togliti quell'orribile tatuaggio sulla caviglia, grazie", "Un po' eccessivo quel tattoo sul piede?" e "Perché rovinarti con un tatuaggio?!", si legge tra chi non tollera le sue scelte in fatto di tatuaggi.Tuttavia, c'è poco da fare, visto che l'ex velina di Striscia La notizia ha un vero e proprio debole per l'arte del disegno su pelle. Infatti, Melissa Satta si è fatta tatuare sul corpo diverse scritte. Sul piede, ad esempio, ha un tatuaggio con una scritta in inglese che tradotta in italiano recita: "Nella vita ogni fine è solo un nuovo inizio". Non mancano, poi, disegni più elaborati è più vistosi come appunto quello sulla caviglia contestato dai fan. E poi ancora sul braccio, sulla schiena, dietro al collo, sul polso, all'inguine, sulle costole e sulla spalla.Insomma, non resta che aspettare la prossima cartolina dalla neve sperando che sappia accontentare tutti!Segui già la nuova pagina di gossip de ilGiornale.it? >>

 Eva Henger seminuda tra le lenzuola >>
Inserita il 21 Jan, 2020 8:13:44 AM
Continua a essere la protagonista indiscussa dei sogni degli italiani. Parliamo di Eva Henger, un'ex attrice pornografica, attrice, conduttrice televisiva, cantante e opinionista ungherese naturalizzata italiana, che sembra davvero senza età.Nonostante infatti abbia superato ampiamente la soglia dei 40 anni, Eva Henger si conferma giorno dopo giorno il desiderio erotico del pubblico maschile italiano - e non solo. Magra, bella e sensuale, Eva è attivissima sui social - in particolare Instagram, ama viaggiare, segue le tendenze ed è sempre impeccabile. Insomma, la Henger fa parte della generazione senza età delle ultraquarantenni e cinquantenni, quelle che nelle foto sembrano più sorelle maggiori che madri delle proprie figlie e con le quali si scambiamo i vestiti, guardano le stesse serie televisive, seguono lo stesso corso di yoga su YouTube o, come nel caso specifico di Eva, entrano apertamente in competizione.Ecco l'eterno dilemma: "Eva o Mercedesz Henger: chi è la più bella del pianeta?". Il pubblico ovviamente fa difficoltà a prendere posizione visto che la sensualità è di casa. Così, forse per autoconvincersi o convincere gli altri del proprio fascino, sembra proprio che mamma e figlia si sfidino a colpi di pose hot e scatti intriganti su Instagram.Così, se Mercedesz scatta un selfie in slip e maglioncino nella sua lussuosa camera da letto, Eva non resta a guardare e decide di mettersi in gioco. Nell'ultimo scatto condiviso su Instagram, infatti, la vediamo distesa tra le lenzuola che coprono le sue curve mozzafiato. Cosa di cavallo ed un make-up ad opera d'arte completano il look che Eva ha scelto prima di andare a dormire. "Buonanotte bella gente. Vi auguro che abbiate passato una domenica meravigliosa!", è la didascalia che accompagna il post. Visualizza questo post su Instagram #buonanotte #bellagente # Vi auguro che abbiate passato una domenica meravigliosa. Photo by @massimilianocaroletti #myphotographer #sleepygirl #readyformonday #loveinmyheart #ithinkofyou #goodnight ##photooftheday #instaphoto #instadaily #pickofthedayUn post condiviso da Eva Henger (@eva_henger) in data: 19 Gen 2020 alle ore 11:34 PST Ed in un attimo sui social è boom di like - oltre 21mila - e commenti a non finire. "Divina", "Meravigliosa", "Sei uno spettacolo di donna", "Eva, sei troppo bella, grazie di esistere", "Queste sono le cose belle della vita" e "Mi fai impazzire, altro che buona notte!", si legge nello spazio in fondo al post.Infine, qualcuno ha fatto notare come al mondo ci siano donne come Eva Henger che non invecchiano, che sembrano non accusare l'avanzare dell'età e non temono la visione prolungata allo specchio! "Per me è ancora il top", "Le ventenni ti fanno un baffo" e "Il tempo passa ma tu non passi mai", si legge tra le righe. Non resta che continuare a seguirla per scoprire il suo segreto di bellezza e di giovinezza e chiedersi se, noncurante della concorrenza, lo abbia rivelato almeno a sua figlia.Segui già la nuova pagina di gossip de ilGiornale.it? >>

 Allarme resistenza dei batteri in Italia >>
Inserita il 20 Jan, 2020 12:41:57 PM
A causa delle infezioni batteriche ogni anno muoiono circa 700 mila persone nel mondo.Il feroce attacco di batteri e virus miete innumerevoli vittime. L'Italia è maglia nera con un bilancio di circa 10 mila decessi l'anno. Solitamente le vittime sono pazienti anziani di età compresa tra i 65 e gli 85 anni. Gli ospedali rappresentano i principali luoghi dove si trasmettono le infezioni batteriche. Il problema della perdita di efficacia degli antibiotici è direttamente collegato all'eccessivo utilizzo di questi farmaci negli ospedali e tramite i medici di base che li prescrivono in maniera smodata. Questo utilizzo diffuso genera batteri resistenti alle infezioni che si propagano senza sosta.Sul consumo degli antibiotici è stato stilato, in queste settimane, un report completo da parte dell'Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. Dopo anni di notizie negative, il report in questione contiene segnali positivi di riduzione delle resistenze in diversi Paesi europei tra cui l'Italia. Emerge infatti che nel nostro Paese si registra uno dei tassi più alti di consumo di antibiotici. Ma negli ultimi anni qualcosa sta cambiando perché si sta diffondendo più consapevolezza sulla loro inefficacia e su ciò che il loro abuso è in grado di provocare. Di conseguenza se ne prescrivono di meno e solo quando sono davvero necessari.Segnali positivi di riduzione dell'eccessivo utilizzo di antibiotici arrivano anche dal settore zootecnico in Italia. Questo settore però è ancora ai primissimi posti in Europa per l'utilizzo di questi farmaci. Il nostro Pese si piazza al secondo posto tra gli utilizzatori di queste molecole in Europa. Al primo posto c'è Cipro e dopo di noi c'è la Spagna. Proprio gli allevamenti di suini sono uno dei principali responsabili dell'uso di antibiotici in ambito zootecnico. Lo sono soprattutto per i numerosi famigerati "trattamenti di massa. In essi si somministrano antibiotici a interi gruppi di animali tramite i mangimi medicati. In poche parole durante il 9 per cento della vita del suino, l'animale riceve antibiotici. Se lo rapportiamo a un uomo, significherebbe che ognuno di noi prende antibiotici per un mese intero ogni anno.L'uso di antibiotici è concentrato soprattutto nelle prime settimane di vita dei piccoli suini. Questi farmaci non servono a curare le potenziali malattie a cui gli animali vanno incontro ma a prevenirle efficacemente. È un uso strategico di questi farmaci. Utilizzati nella fase iniziale risultano efficaci per selezionare i batteri resistenti. I residui dei farmaci possono scomparire ma sono i batteri resistenti a rimanere nell'animale fino al momento della macellazione. >>

 Sabrina Paravicini: "Mi hanno presa per i capelli" >>
Inserita il 20 Jan, 2020 11:53:22 AM
Sabrina Paravicini è tornata a parlare della sua malattia sui social network. L'attrice di "Un medico in famiglia" ha scelto di condividere con i suoi follower una nuova pagina della sua vita, mentre intraprende il lento cammino verso la guarigione. Il carcinoma mammario che l'ha colpita a fine estate ha aperto uno scenario drammatico nella sua vita e "la possibilità di morire e di non sopravvivere per più di qualche mese" è stata concreta. A confessarlo è stata lei stessa sulla sua pagina Instagram.In un lungo post motivazionale, Sabrina Paravicini ha aperto il suo cuore ai fan che da mesi la seguono e sostengono in questo difficile momento della sua vita. Mai però l'attrice aveva parlato di morte o della possibilità di non farcela. Nel condividere i suoi pensieri sul web, invece, lei non ha nascosto paure e ansie come quando, pochi giorni fa, i medici le hanno confessato: "Ti abbiamo presa per i capelli, non so chi devi ringraziare ma non tutte le pazienti che sono arrivate con un carcinoma come il tuo ora stanno come stai tu". Parole pesanti come macigni sulle quali la scrittrice e sceneggiatrice non ha potuto non riflettere: "Sono giorni che penso a questa frase che mi è arrivata sulla porta dello studio del mio medico mentre stavo per uscire dall'ospedale qualche giorno fa".Sabrina Paravicini ha scelto invece "di restare e accettare le cure" piangendo, combattendo e appoggiandosi al figlio Nino, ma anche cercando di trasformare la sua battaglia e le sue paure in "qualcosa di utile agli altri". La Paravicini ha parlato così del suo nuovo progetto, realizzato nel corso di questo anno di cure dove ha filmato momenti privati della sua battaglia e intervistato persone incontrate nel viaggio della chemioterapia e tra le corsie di ospedale: "Ho cominciato a filmare pezzi di della mia vita: le notti in cui le lacrime scendevano da sole, Nino che mi toglieva la parrucca e mi baciava calva. Abbiamo filmato persone che ho incontrato nel viaggio della chemioterapia, persone che mi hanno aiutata, abbiamo filmato l'anno più straordinario della mia vita. Adesso iniziamo il montaggio e poi vedremo". Visualizza questo post su Instagram "ti abbiamo presa per i capelli, non so chi devi ringraziare ma non tutte le pazienti che sono arrivate con un carcinoma come il tuo ora stanno come stai tu" Sono giorni che penso a questa frase che mi è arrivata sulla porta dello studio del mio medico mentre stavo per uscire dall'ospedale qualche giorno fa. Penso al giorno della diagnosi quando il primo pensiero è stato qualcosa di simile a "non sono io in questo momento in questa stanza". Poi il pensiero a Nino, poi il pensiero di fuggire, la possibilità di morire, di non sopravvivere per più di qualche mese, la possibilità di restare e accettare le cure, di piangere, di fuggire in un posto lontano e caldo e lasciare finire tutto su una spiaggia bianchissima in costume da bagno. >>

 Thomas Markle: ?Mi vergogno di mia figlia Meghan? >>
Inserita il 19 Jan, 2020 2:09:54 PM
Thomas Markle, il padre che Meghan non vede da più di due anni e che lei accusa di aver venduto delle sue lettere private ai tabloid inglesi, in una intervista esclusiva al Sun ha espresso tutto il suo disappunto per il comportamento della figlia. "Questa non è la ragazza che ho cresciuto", ha dichiarato l'ex direttore delle luci di Hollywood, ora in pensione, dispiaciuto nel vedere quanto "Meghan abbia deluso la Royal Family" portando il marito, il Principe Harry, ad abdicare dai suoi doveri di reale.Thomas Markle, che è il protagonista di un documentario dal titolo "Thomas Markle: My Story", che andrà presto su Channel 5, ha definito Harry e Meghan "imbarazzanti" e sua figlia "una cacciatrice di dote che ha svenduto e reso così cheap la Corona inglese da farla assomigliare a un Walmart, gettando al vento il sogno di ogni ragazzina che desidera diventare una principessa e tutto questo solo per soldi".Il padre 75enne, che non ha mai conosciuto il nipotino Archie, non è più disposto ad aspettare il perdono della figlia e passa al contrattacco dalle pagine del Sun insieme a suo figlio, Thomas Junior a cui avrebbe più volte confidato il sogno di riappacificarsi con la figlia da lui amorevolmente cresciuta,nonostante il divorzio dalla moglie Doria Ragland. "Sogna di mettere una foto di se stesso con sua figlia, Harry e il nipote Archie su una parete speciale nella sua casa in Messico", ha dichiarato al Sun il fratellastro della Markle, aggiungendo: "Semmai un giorno riuscirà a farlo, morirà da uomo felice, non da padre rinnegato".Sempre Thomas junior, 53 anni, ha dichiarato al Sun, riferendosi alla Meghexit, che suo padre una volta venutone a conoscenza dai media avrebbe scosso desolato la testa, dicendogli: "Quella non è la figlia che ho cresciuto... Quando si è sposata ha preso un impegno che adesso rinnega, come fosse nulla. Che vergogna...". E ancora: "Mio padre non può credere a quello che è successo. È molto deluso dalle sue azioni perché pensa che Meghan abbia abbindolato la Famiglia reale e si vergogna perché lui l'ha cresciuta con dei valori", ha spiegato Thomas Markle junior aggiungendo: "Per mesi, anni, ha sperato in una riappacificazione ma, adesso che con la Meghexit tutto si è ulteriormente complicato, dubita che ciò accadrà mai. Ci spera, ma ogni giorno sempre meno".Thomas Jr. si è quindi lanciato in una strenua difesa di suo padre, svelando poi anche alcuni dettagli privati sul primo matrimonio di Meghan Markle. "Senza mio padre non sarebbe da nessuna parte. Ha pagato per la sua istruzione, auto, vestiti, affitto, bollette, spendendo migliaia di soldi per sostenere il suo sogno di diventare attrice. Già, una piccola fortuna, tutta spesa per lei, la principessa, a cui ora non importa se la sua famiglia fatica ad arrivare a fine mese... Finge che non esistiamo, è una squallida egoista, sa bene che non abbiamo milioni in banca come lei e Harry".Thomas Senior, come racconta anche nel documentario che sarà presto mandato in onda su Channel 5, ha pagato >>

 Mila Suarez in topless su Instagram >>
Inserita il 19 Jan, 2020 12:30:27 PM
Mila Suarez è famosa tra il pubblico italiano non solo per la sua lunga storia, ormai terminata, con l'attore Alex Belli - che oggi sarebbe finalmente pronto per diventare padre, ma anche per aver preso parte a Uomini e Donne, come corteggiatrice, a Temptation Island, nel ruolo di tentatrice e infine all'ultima edizione andata in onda del Grande Fratello di Barbara d'Urso.Inoltre, la showgirl è anche una nota influencer. Su Instagram, infatti, Mila conta un seguito di oltre 200mila followers che la seguono incessantemente giorno dopo giorno. È qui, infatti, che la modella originaria del Marocco condivide scatti di ogni tipo: da attimi di ordinaria quotidianità a impegni lavorativi, passando per le serate in compagnia dei suoi affetti più cari.Tuttavia, le foto che più spopolano tra i suoi follower sono quelle che la ritraggono in tutta la sua bellezza. Alta 1,72 cm, Mila Suarez pesa solo 53 kg grazie all'attività fisica che pratica ogni giorno e a una dieta particolarmente salutare. Non manca, infine, lo zampino di madre natura che le ha donato le giuste forme.Tuttavia, questa volta l'affascinate Mila si è davvero superata. Nella foto l'ex gieffina è stata immortalata di profilo mentre con una mano tiene sollevati i suoi lunghi capelli che le incorniciano il volto e con l'altra nasconde a fatica il suo esplosivo décolleté. Anche la sua espressione è paradisiaca: occhi fissi all'obiettivo e bocca socchiusa. La showgirl ha descritto così il suo post: "A volte c'è gente così infelice, che non accetta la felicità degli altri!". Uno scatto artistico in bianco e nero, che ha reso di mille colori la giornata dei suoi followers che, dopo aver osservato per bene le curve mozzafiato di Mila, ha dato libero sfogo alla loro fantasia. Visualizza questo post su Instagram A volte c'è gente così infelice , che non accetta la felicità degli altri !Un post condiviso da Mila Suarez (@mila.suarez_) in data: 15 Gen 2020 alle ore 9:03 PST Ed ecco che, nel giro di pochi minuti, lo spazio in fondo al post è stato riempito da like e commenti a non finire. Un fan le ha scritto: "Sei una vera e propria meraviglia". E un altro ha immediatamente aggiunto: "Complimenti davvero, una donna bellissima e incantevole!". Un follower completamente sconvolto ha commentato: "Mamma mia quanta roba!". E ancora: "Complimenti per la tua sensualità, sei stupenda!". Infine, in molti hanno notato un dettaglio in particolare: "Tesoro sempre bellissima, dolce e mai volgare... elegante e sensuale. Che Donna bella e speciale!". Insomma, Mila Suarez senza veli è a dir poco sensazionale.Non c'è nulla da fare, Mila Suarez è la regina dei social.Segui già la nuova pagina di gossip de ilGiornale.it? >>

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