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Notizie Milano 24 ore

 L?esperta: "Il principe Harry a disagio, Meghan Markle predominante" >>
Inserita il 25 Sep, 2020 5:44:31 PM
Il principe Harry e Meghan Markle hanno scatenato una tempesta con le loro dichiarazioni a carattere politico, espresse durante la cerimonia virtuale organizzata dalla rivista Time, che ha inserito i Sussex tra le 100 persone più influenti al mondo. Buckingham Palace è corsa ai ripari con una nota ufficiale che, di fatto, abbandona Harry al suo destino. Il comunicato sottolinea che i duchi non hanno più un ruolo di rappresentanza a corte, dunque le loro affermazioni non possono più rispecchiare la linea di condotta e di pensiero della royal family. Tuttavia il principe Harry rimane un Windsor e le sue esternazioni potrebbero avere un peso diplomatico non indifferente, anche perché gli Stati Uniti sono nel vivo di una campagna elettorale che si svolge in un clima difficile.Non sono solo le parole di Harry e Meghan Markle a sollevare le critiche, ma anche il loro atteggiamento. L'esperta di linguaggio del corpo Judi James ha spiegato al Daily Mail che il principe sembra tutt'altro che sicuro di sé e convinto del suo discorso. Analizzando il video della discordia la James ci fa notare alcuni particolari che potrebbero sfuggire se poniamo l'attenzione esclusivamente sulle parole. Infatti l'esperta ha dichiarato: "Harry è teso, lo si capisce dai numerosi rituali diversivi. È a disagio e a un certo punto sembra persino scrocchiarsi le nocche, un gesto di auto-aggressione che, come mangiarsi le unghie, indica la mancanza di tranquillità". Poi ha aggiunto: "Lo sguardo è incerto, sa che quelle frasi avrebbero avuto delle ripercussioni sui rapporti con la sua famiglia d'origine".Il parere di Judi James fa riflettere. Se l'esperta ha ragione e il principe Harry aveva dei dubbi, per quale motivo ha pronunciato le parole che stanno facendo indignare il popolo americano, inglese e la royal family? Impossibile che non abbia previsto le conseguenze. È un giovane uomo intelligente abbastanza da capire le implicazioni di ogni suo gesto pubblico e ha troppa dimestichezza con le telecamere e i giornali per sottovalutare la situazione. Di tutt'altro tenore è stato l'atteggiamento di Meghan Markle, come ha precisato Judi James: "Lo spazio è associato al potere ed è evidente che sulla panchina lei prenda la porzione più grande. Adotta una postura identificabile con il controllo e il marito sembra farsi da parte per lasciarle il centro della scena".Questa affermazione dell'esperta è davvero forte e potrebbe essere usata dai detrattori dei Sussex per sostenere che nella coppia la personalità dominante sia quella della duchessa o, addirittura, che quest'ultima manipoli il marito. Non possiamo dire con certezza che sia così, non abbiamo prove inconfutabili per dimostrare una tesi così netta. Tuttavia la spigliatezza di Meghan Markle è molto evidente e fa risaltare ancora di più il contrasto con l'apparente timidezza del principe Harry. La carriera di attrice spiega poco questo contrasto visto che, come abbiamo già detto, il duca è abituato a una vita sotto i riflettori. C'è anche un altro particolare che merita una menzione, l'abbigliamento di Harry e Meghan. Casual ma sobrio.Da notare la mancanza della cravatta per lui >>

 Tra i litiganti rispunta Fico il movimentista istituzionale >>
Inserita il 25 Sep, 2020 5:38:07 PM
E dire che persino gli amici lo avevano messo in guardia, ai tempi della sua elezione a Presidente della Camera, ormai due anni e mezzo fa. "Quel posto porta sfortuna se vuoi fare politica", dicevano. Con riferimento alla resistibile parabola di alcuni ex illustri occupanti dello scranno più alto di Montecitorio. Scomparsi dai radar dopo il prestigioso incarico. Gianfranco Fini su tutti. Ma anche Fausto Bertinotti, Luciano Violante o Irene Pivetti. E però il grillino Roberto Fico ha smentito i profeti di sventura. In un momento in cui il vascello dei Cinque Stelle naviga in acque a dir poco tempestose, lui è più centrale che mai. Movimentista ma responsabile. Scapigliato e istituzionale. Saggio ma radicale. Pochi gli inciampi in questi anni da terza carica dello Stato, nulla se si esclude la vicenda della colf in nero rivelata dalle Iene ad aprile del 2018. Ed eccolo emergere dall'anonimato della figura di garanzia il giorno dopo il tonfo alle elezioni regionali.Mentre Luigi Di Maio festeggia la vittoria al referendum e Alessandro Di Battista spara a palle incatenate contro tutti, lui ammette la sconfitta senza trascendere nella polemica. "Abbiamo perso" si batte il petto. Ma nessuna "guerra tra bande", avverte. E infatti diserta l'assemblea di ieri. L'orizzonte sono gli "Stati Generali permanenti", "un grande momento di riflessione". Fico martedì ha smosso le acque con una conferenza stampa tutta politica, inusuale per un presidente della Camera senza sbavature. E anche questo è un segnale del momento molto difficile che sta attraversando il M5s. Infatti Fico replica dopo nemmeno 48 ore. "Credo che la spaccatura del Movimento non ci sarà - dice a Radio24 - Ogni volta che il M5s vive momenti periodi difficili poi alla fine l'importante è sedersi intorno a un tavolo". Per Fico "quello che deve prevalere non è l'interesse personale ma il bene del M5s, il che oggi significa anche fare bene al paese". Quindi la critica: "I problemi che abbiamo oggi frutto di un verticismo troppo spinto che c'è stato in un periodo". E l'indicazione per "un organo collegiale" al vertice dei Cinque Stelle.Magari sarà anche per via del suo ruolo istituzionale, eppure dalla casa grillina in fiamme nessuno gli replica avvelenato. Né esplicitamente, né nascondendosi dietro le allusioni. Anzi gli attestati di stima si sprecano. C'è chi lo vede candidato sindaco di Napoli la prossima primavera. Chi vuole per lui un ruolo importante nella nuova struttura politica del Movimento. Di sicuro piazzerà suoi uomini all'interno del direttorio, intanto ripete di voler continuare a fare il presidente della Camera. Una situazione molto diversa rispetto ai giorni della formazione del governo gialloverde, che a Fico non è mai piaciuto, quando veniva dipinto come l'animatore esagitato della fronda degli "ortodossi" contro il pragmatismo incarnato da Di Maio. Quello che di lì a poco sarebbe diventato la terza carica dello Stato era percepito come un personaggio divisivo più che ecumenico. Anche la cravatta era una rarità. La barba fioriva disordinata. Ora invece potrebbe mettere d'accordo tutti. Perché è sicuramente a favore della continuazione >>

 Ascolta le parole di Francesco Totti: si risveglia dopo nove mesi >>
Inserita il 25 Sep, 2020 5:35:25 PM
Un videomessaggio a volte può essere molto potente e compiere davvero miracoli: è quello che è successo all'ex fuoriclasse della Roma Francesco Totti. Per capire cosa sia realmente successo, però, bisogna riavvolgere il nastro al 15 dicembre del 2019 quando la vita della giovane Ilenia è cambiata totalmente a causa di un brutto incidente stradale. Braccianese, 2 di notte, la macchina sbanda, va fuoristrada e sbatte contro un albero: l'amica di Ilenia muore sul colpo mentre la ragazza, calciatrice della Lazio e grande tifosa della Roma, viene trasportata in situazioni critiche all'ospedale Gemelli.Settimane criticheIn questi nove lunghi mesi i genitori di Ilenia non hanno mai smesso di sperare, sono stati vicini alla figlia in tutto e per tutto e quando era in coma le hanno fatto ascoltare l'inno della Roma e non solo. Grazie all'aiuto dell'Associazione Argos Forze di Polizia, del dottor Maritato e dell'allenatore Carlo Cancellieri, poi, i genitori sono riusciti ad ottenere un videomessaggio registrato da Francesco Totti."Ilenia non mollare, ce la farai, siamo tutti con te", queste le parole pronunciate dall'ex fuoriclasse giallorosso che a a giorni compirà 44 anni. La voce di Totti, unita alla sua grande voglia di restare aggrappata alla vita, ha dato una forza a Ilenia che è migliorata giorno dopo giorni fino ad un risveglio graduale.Una storia a lieto fineIlenia si è fortunatamente risvegliata dal coma e ora vorrebbe incontrare di persona quello che è stato per anni il suo idolo in campo e che le è stato vicino, con la sua voce, in questi mesi terribili. "Caro Francesco cosa aspettiamo? Ti aspettiamo con ansia, Ilenia ti sta aspettando", il messaggio dei genitori della giovane ragazza."La tua fantastica voce, unita alla passione, all'amore che Ilenia ha sempre avuto per la Roma, hanno favorito il suo risveglio, il ritorno del suo sorriso così contagioso che non puoi fare a meno, ai suoi occhioni pieni di luce e allegria", il ringraziamento finale dei genitori di Ilenia al Pupone che inconsapevolmente è riuscito a dare conforto e speranza ad una famiglia che ha vissuto mesi di angoscia e paura. Fortunatamente questa storia ha avuto un lieto fine e ora si attende solo di sapere quando avverrà questo emozionante incontro tra Ilenia e il suo "salvatore".Segui già la pagina di sport de ilGiornale.it? >>

 Toninelli senza freni: specula sul virus e si esalta: "Sono il ministro che ha fatto di più nella storia" >>
Inserita il 25 Sep, 2020 5:31:30 PM
Nelson Mandela, Helmut Kohl o Danilo Toninelli. Urge un ballottaggio su Rousseau per proclamare il miglior politico del pianeta. Ma chiaramente non c'è gara. Kohl, per dire, ci ha messo anni a riunire le due Germanie, mentre Toninelli ha congiunto Italia e Austria scavando un tunnel sotto al Brennero con una sola frase. Al Danilo nazionale comunque non servirà nemmeno sfoderare il famoso "sguardo concentrato" reso celebre durante le trattative per il governo gialloverde. Perché dalla sua ha i fatti che ha esposto ieri in un'intervista al Mattino. In cui ha proclamato: "Io credo di essere stato il ministro che ha fatto di più nella storia". E l'articolo potrebbe anche concludersi qui.Ma sarebbe ingiusto verso i lettori. Perché anche il resto dell'intervista è memorabile. Specie nella parte in cui l'ex infaticabile ministro si stupisce che un'intervista preveda delle vere domande: "Vabbè, sembra che vogliamo fare filosofia, mi sembra un dibattito e non un'intervista", replica stizzito per l'insistenza del cronista. L'esponente grillino si infastidisce quando critica la facilità con cui Mastella cambia alleanze "da una parte all'altra" e il giornalista gli chiede se non sia ciò che ha fatto anche il M5s passando dal governo con la Lega a quello con il Pd. Minuzie che Toninelli non raccoglie, impegnato com'è a denunciare gli sprechi, tanto da rispondere così alla domanda sullo staff da 700mila euro di Di Maio: "Ma lei è sicuro? Non sono informato".Una cosa è certa: l'ex ministro dei Trasporti è trasparente come l'acqua: ne è un esempio ormai proverbiale la sua partecipazione a Tg2 Motori per promuovere le politiche grilline in favore dell'auto elettrica. Durante il programma gli chiesero che auto avesse e lui placido: "Con mia moglie abbiamo appena comprato una Jeep Compass Diesel". Cioè un Suv sottoposto all'ecotassa a 5 Stelle sulle auto inquinanti. Inspiegabilmente massacrato sui social, tentò di difendersi dicendo che le vetture elettriche costano troppo e ci sono troppe poche colonnine di ricarica per poter fare viaggi lunghi, promuovendo così esattamente gli argomenti usati dagli avversari dell'auto elettrica. Capolavoro.Va detto che dopo l'intervista di ieri Toninelli ha diffuso una smentita. Ma non delle perle narrate sin qui: ha solo voluto rinnegare la parte in cui pareva ce l'avesse con Di Battista. Dunque tutto il resto l'ha detto davvero. Proprio come le infauste frasi di ieri contro la giunta lombarda: "Preoccupa che saranno questi signori a dover gestire un'eventuale seconda ondata di Covid-19". Del resto se Toninelli rideva sul plastico del ponte di Genova non è strano che faccia propaganda sull'epidemia.Eppure non è sfiorato dal dubbio che sia stato questo genere di performance a spingere il suo partito a farlo fuori da ministro. La ragione, dice, è un'altra: "Mi sono fatto troppi nemici". Forse gli eredi di Mandela e Kohl. >>

 Trappola Conte finito in ostaggio degli alleati >>
Inserita il 25 Sep, 2020 5:26:22 PM
C i sono tratti di mare che hanno superfici piatte come l'olio, neppure increspati dalle onde, ma percorsi in profondità da correnti fortissime che da un momento all'altro potrebbero dar vita a mulinelli letali, capaci di inghiottirsi un bastimento. La politica del post-voto è così: la nave di Conte va avanti, almeno in apparenza, sicuramente più stabile di prima, ma cinquanta-cento metri sotto si scorgono vortici e gorghi. Ci sono partiti in piena ebollizione come il movimento 5 stelle e Forza Italia. Leadership che debbono ripensarsi come quella di Salvini. Pezzi di maggioranza insofferenti e delusi. E infine partiti, come il Pd, che si atteggiano a vincitori ma che nel giro di qualche tempo potrebbero scoprire di essersi solo illusi. Cartine di tornasole di tutto questo sono da una parte la staticità, non solo per temperamento, del premier, impossibilitato a dare una risposta alla tiritera "Mes sì" o "Mes no" e, addirittura, a dar vita al tanto profetizzato "rimpasto". "Se tocchi qualcosa è la risposta che ha dato a Zingaretti rischia di cadere tutto". Dall'altra una maggioranza di governo che più passano i giorni e più si accorge che l'idea di decidere in beata solitudine, il nome del prossimo Capo dello Stato, oltre ad essere ardua, potrebbe rivelarsi perigliosa. Non c'è solo il dato, non trascurabile, che l'opposizione controllando almeno 15 regioni su 20, potrà contare tra i grandi elettori su un bel gruppo di rappresentanti regionali, ma anche la constatazione che con il trascorrere dei mesi i grillini somiglieranno sempre più a una maionese impazzita. Per cui i tanti candidati con l'imprinting giallorosso Prodi e Franceschini, oppure Veltroni e lo stesso Conte da purosangue potrebbero rivelarsi dei ronzini.Basta farsi un giro in Parlamento per prevedere l'evoluzione della corsa. "Se pensano di scegliere il prossimo Presidente da soli osserva il leghista Massimo Bitonci hanno sbagliato i calcoli. Quando ci sarà il rinnovo del Capo dello Stato, i grillini cominceranno a guardarsi attorno per trovare un'altra casa che li elegga: diventeranno un supermarket". Un rischio che dentro la maggioranza molti hanno calcolato. Tant'è che i più pragmatici immaginano un altro metodo. "Proprio perché quell'elezione può diventare un terno al lotto osserva il piddino Stefano Ceccanti proporremo un accordo su Mario Draghi". Un "realismo" che si ritrova pure nei ragionamenti di Matteo Renzi. "La strada giusta per il Colle ha spiegato ai suoi è quella di tentare una grande intesa con la destra. Io ho un nome in mente".Lo spunto della corsa al Quirinale, al di là del fatto in sé, dimostra che sotto l'orizzonte calmo del mare della politica, le insidie non mancano. Non per nulla il premier, ormai avvezzo al linguaggio del Palazzo, si è guardato bene dal dire nel dopo-voto "sono più forte", ma si è limitato ad un'autorassicurazione: "Non sono in bilico". Più che una rivendicazione di potenza, è la fotografia di una condizione contingente. La verità è che la vittoria del Sì ha fatto venir meno le residue possibilità del voto anticipato: l'unica che ne parla ancora, >>

 Attacco alla moda italiana. I francesi ci riprovano >>
Inserita il 25 Sep, 2020 5:21:35 PM
"Fashion Week di Milano: cronaca di un fiasco annunciato". Ecco il titolo sprezzante sparato ieri da Le Figaro con un articolo velenoso e pieno di errori scritto da Emilie Faure, seconda firma di moda del celebre quotidiano francese. La giovane collega che in genere sigla i pezzi sulle sfilate minori, stavolta usa la penna come un fucile a pallettoni per rimettere a posto noi cugini d'Oltralpe che oltre a essere degli inguaribili casinisti, abbiamo anche la pretesa di fare moda. Il che è davvero troppo essendo il prét-à-porter una cosa francese come quel famoso pittore Léonard che ogni anno porta milioni di visitatori al Louvre per guardare negli occhi una certa Gioconda. Peccato che in Italia ci sia una cosa chiamata manifattura di cui i marchi del lusso francese non possono fare a meno altrimenti il Gruppo LVMH (Louis Vuitton Moet Hennessy) non avrebbe aperto la fabbrica di occhiali Thelios a Longarone, quella di Celine a Radda in Chianti mentre Gucci che appartiene al Gruppo Kering di François Henri Pinault, ha un immenso quartier generale alle porte di Firenze. Il primo colpo di Le Figaro ha un bel ritorno di fiamma contro l'improvvisata giustiziera che ricorda la sfilata a porte chiuse di Armani del 23 febbraio come l'inizio dei nostri presunti disastri. "È stata la prima volta in assoluto" sentenzia EF dimenticando che nel marzo 1998 successe la stessa cosa. Allora Re Giorgio decise di sfilare senza pubblico sotto il mega tendone allestito sul sagrato di Saint-Sulpice perché la Prefettura di Parigi aveva emesso un inspiegabile e dispettoso veto. Stavolta invece la decisione è stata presa dall'intelligente prudenza del più famoso stilista del mondo. Da qui in poi i tiri mancini si moltiplicano. Secondo Le Figaro l'Italia è entrata in lockdown qualche ora dopo lo show di Armani, ovvero 15 giorni prima di quel drammatico 9 marzo. Le porte di Milano sono rimaste chiuse per mesi (come negarlo) ma, guarda caso, adesso il calendario delle sfilate si è arricchito di nomi come Valentino e Redemption solitamente in carico a Parigi. In realtà la "dolce" Emilie ce l'ha con il decreto ministeriale che impone il test a chi entra in Italia dalla Francia dove ieri si registravano oltre 13.000 casi di Covid. Stupende le reazioni dei nostri capitani coraggiosi."Mi spiace questa storia, perché è un bene ricominciare in modo corretto come stiamo facendo qui" ha detto Luigi Maramotti, presidente di Max Mara. "Noi abbiamo scelto di non sfilare ma riceviamo di persona stampa e compratori, perché la presenza fisica in totale sicurezza serve a garantire il senso della magia" incalza Nicoletta Spagnoli presidente e amministratore delegato di Luisa Spagnoli. Per noi l'unico commento possibile è in romanesco: "Rosiconi!". >>

 Se Milano "dimentica" di onorare San Francesco >>
Inserita il 25 Sep, 2020 5:19:01 PM
San Francesco, almeno dopo la sua conversione da cavaliere, avrebbe perdonato l'offesa di essere dimenticato da una delle più grandi chiese del mondo, Milano, nel giorno della sua festa. Ma era san Francesco, patrono d'Italia, onorato ogni 4 ottobre da una regione d'Italia a turno nella Basilica di Assisi, tra i santi più venerati al mondo. Eppure non ha trovato nemmeno un piccolo spazietto nel calendario liturgico ambrosiano. Una scelta che colpisce anche perché il nome di colui che è snobbato a Milano è stato scelto al momento della propria elezione da Papa Francesco, che il 3 ottobre sarà per la quarta volta ad Assisi e da lì firmerà la nuova enciclica Fratelli tutti. Lo scorso dicembre, a Greccio, dove san Francesco s'inventò il presepe, il Papa aveva firmato la lettera apostolica Admirabile signum sull'ormai universale devozione natalizia. Si sa che nella diocesi di Milano il rito è diverso, ma non vedere il nome di san Francesco il 4 ottobre fa pensare a un errore. Invece è una decisione liturgicamente studiata: il 4 è domenica e non si festeggiano i santi, ma si poteva anticipare al giorno prima, Francesco è morto il 3 ottobre, o rimandare a lunedì. "Niente recuperi" rispondono dalla Diocesi. Restano le chiese francescane o il pellegrinaggio. L'unico imperturbabile sarà il Poverello, che in un fioretto dice a frate Leone: "Sai quale è la perfetta letizia?". Se lui, Francesco, tornato tra i suoi a notte fonda, nel fango e con i ghiaccioli sulla tonaca, avesse bussato e l'avessero cacciato: "Qui non puoi venire, non abbiamo bisogno di te". Conclude: "Ebbene, se io avrò avuto pazienza e non mi sarò conturbato, questa è la perfetta letizia". A Milano hanno provato a accontentarlo. >>

 Scuola, la nuova circolare: senza tampone non si torna a scuola >>
Inserita il 25 Sep, 2020 5:13:52 PM
Senza un tampone negativo non si potrà rientrare a scuola. Questo vale non solo per studenti e insegnanti, ma per tutto il personale scolastico. Lo chiarisce il ministero della Salute Roberto Speranza in una circolare (leggi qui il testo integrale) firmata dal direttore generale della prevenzione Giovanni Rezza e trasmessa a medici, Regioni, sindacati, società scientifiche. Insomma, dopo un periodo di assenza per "sospetta infezione da Sars-Cov-2" si dovrà presentare il certificato che attesta la negatività del tampone e, dunque, la guarigione.Ma non tutti tamponi sono accettati. È richiesto quello "tradizionale", eseguito in laboratorio, sui liquidi prelevati dal naso o dalla faringe, che permette di rintracciare la ricerca dell'Rna virale. Non sono ammessi, invece, i tamponi cosiddetti rapidi che però potrebbero essere introdotti nelle scuole a discrezione delle Regioni. Qusto perché i test rapidi, attestando la presenza di anticorpi, dicono solo se si è venuti o meno a contatto con il virus. E per accertare la positività sarebbe, comunque, necessario fare anche il tampone.La nuova circolare del ministero aggiunge ulteriori precisazioni alle linee guida per la gestione dei casi Covid nelle scuole, incluse nel decreto della presidenza del Consiglio dei ministri (Dpcm) del 7 settembre. Infatti, i protocolli messi a punto dall'Istituto superiore di sanità avevano lasciato una serie di dubbi su come regolarsi nelle varie situazioni di sospetta positività. Due i nodi ancora da sciogliere. Come ottenere gli "attestati di guarigione" per tornare in classe dopo aver accusato sintomi assimilabili a quelli tipici del coronavirus. E quando è necessario richiedere un tampone. Nella circolare sono indicati i quattro scenari che dovrebbero indurre pediatri e medici di base a "richiedere tempestivamente il test diagnostico, comunicando la decisione al dipartimento di prevenzione della Asl o al servizio di riferimento" previsto dall'organizzazione regionale.Scenario uno: temperatura corporea superiore a 37.5 o sintomatologia compatibile col Covid che si manifesta a scuola. Scenario due: gli stessi sintomi si manifestano a casa. La terza e quarta ipotesi riguardano le stesse situazioni per insegnanti e operatori. Se il tampone è positivo il medico prende in carico il paziente e dopo la conferma di avvenuta guarigione dà il via libera al rientro a scuola. L'attestato di guarigione si ottiene solo con l'esecuzione di due tamponi, entrambi con esito negativo, a distanza di 24 ore.In caso di patologie non Covid con tampone negativo il malato resta a casa fino alla completa scomparsa dei sintomi. Poi, spetterà al medico di base la stesura dell'attesato di guarigione. Per evitare tempistiche di attesa dei risultati troppo lunghe, la circolare ha prescritto la priorità assoluta di operatori e alunni nell'esecuzione del test. Le cose cambiano quando uno studente o un operatore convivono con una persona positiva. In questo caso sona da considerarsi "contatti stretti". E quindi devono fare una quarantena obbligatoria di 14 giorni. Mentre i compagni di classe saranno esentati, a meno che la Asl la presciva. Un chiarimento necessario per uniformare i comportamenti. "La circolare del ministero della Salute sulla gestione del Covid nelle scuole fa finalmente chiarezza su una materia >>

 51 contagi a bordo della nave: allarme per la Marina militare >>
Inserita il 25 Sep, 2020 5:13:32 PM
A bordo della nave della Marina militare "Margottini" sono stati registrati numerosi casi di positività al Coronavirus, alcuni dei quali per il momento asintomatici: questa è la comunicazione resa pubblica dall'azienda sanitaria provinciale (Asp) di Siracusa.Attualmente l'imbarcazione si trova ormeggiata presso il pontile Nato del porto di Augusta, ed è da qui che il comandante di Marisicilia, l'ammiraglio Andrea Cottini, ha fatto scattare l'allarme richiedendo durante il pomeriggio di ieri l'intervento delle autorità sanitarie al fine di effettuare tutte le verifiche del caso.La nave "Margottini" partecipa all'operazione comunitaria "Eunavfor Med Irini", lanciata dalla forza navale dell'Unione europea nel Mediterraneo il 31 marzo 2020 con lo scopo di far rispettare l'embargo delle Nazioni Unite sulla vendita di armi in Libia. Impegnata nel compito assegnatole, la nave della Marina militare si trovava in acqua da oltre 15 giorni, prima di attraccare al pontile Nato e richiedere l'intervento dell'azienda sanitaria provinciale per poter effettuare delle verifiche sulla salute del personale a bordo.Gli esami hanno evidenziato la presenza di ben 47 casi di positività al Covid-19 tra i membri dell'equipaggio dell'imbarcazione e di quattro tra coloro che fanno invece parte dello staff dell'Operazione Irini."Quale misura precauzionale si è deciso di effettuare immediatamente un'ulteriore verifica, ripetendo il test-tampone a favore di tutto il personale imbarcato", si legge nel comunicato ufficiale.Dopo aver effettuato delle precise verifiche sulle condizioni sanitarie dei soggetti così come sui sintomi riscontrati al momento dell'arrivo dei dipendenti di Asp sono stati quattro a finire ricoverati presso il Centro Covid dell'ospedale di Siracusa. Per tutti gli altri pazienti, invece, è arrivata la prescrizione della terapia farmacologica da seguire. Coloro che sono risultati positivi al tampone ma non colpiti da una significativa sintomatologia, dovranno restare in quarantena all'interno della stessa nave "Margottini" e sotto stretta osservazione da parte del personale medico di bordo. I positivi che, al contrario di questi ultimi, sono asintomatici, sono già stati trasferiti presso alloggi a disposizione della Marina militare."La situazione è sin dal primo momento sotto controllo, grazie alla collaudata sinergia tra l'Osservatorio epidemiologico dell'assessorato regionale della Salute, l'Asp di Siracusa e il prefetto che ha costantemente monitorato l'andamento delle attività svolte sino a tarda notte", si legge ancora nel comunicato, come riporta AdnKronos. >>

 La rabbia dei cittadini contro il principe Andrea: "Volava coi nostri soldi" >>
Inserita il 25 Sep, 2020 4:09:25 PM
La furia dei contribuenti si è abbattuta sul principe Andrea di York. Lungi dall'essere benvoluto dai cittadini britannici a causa dei rapporti con il pedofilo Jeffrey Epstein, il duca avrebbe speso 16.000 sterline dei contribuenti per recarsi in Irlanda ad un evento di golf lo scorso anno. Per partecipare all'Open Championship, il Daily Mirror riferisce che Andrea ha volato su un jet privato da Farnborough a Portrush, sebbene da Londra ci fossero ben 13 voli giornalieri per Belfast.L'accaduto è stato rivelato dal report annuale che si occupa di quantificare l'ammontare delle spese della famiglia reale. Un portavoce di palazzo ha così commentato: "il principe era in visita in qualità di patron dell'evento. Gli spostamenti in quel caso non gli permettevano di volare con voli di linea". Ma i cittadini inglesi non sono per nulla d'accordo, e molti hanno affidato ai social il loro sdegno per la spesa eccessiva del duca. Il noto presentatore Piers Morgan ha postato un tweet al vetriolo contro il principe, aggiungendo che il fatto è accaduto 3 settimane dopo l'arresto di Jeffrey Epstein, definendo l'accaduto un abuso e una mancanza di buon gusto, visti i suoi legami con il defunto milionario."Scusate, ma che cavolo. I cittadini britannici hanno pagato 15,848 per il volo del principe Andrea per Portrush, per gli Open di golf, tre settimane dopo che il suo amico pedofilo, Jeffrey Epstein, veniva arrestato per traffico di minori. È un disgustoso abuso dei nostri soldi", ha commentato Morgan.Sorry, WTF?British taxpayers paid £15,848 for Prince Andrew to fly by private jet to watch the Open golf championship in Portrush last year three weeks after his billionaire paedophile mate Jeffrey Epstein was arrested for sex trafficking minors.A disgusting abuse of our money. pic.twitter.com/IqBMjGimV2- Piers Morgan (@piersmorgan) September 25, 2020Il principe Andrea è stato accusato da una delle vittime sessuali di Jeffrey Epstein di aver avuto rapporti intimi con lei all'età di 17 anni. Virginia Giuffre sostiene di essere stata svenduta nel 2000 al duca come "schiava del sesso" dal magnate e la sua complice, Ghislaine Maxwell. Arrestata a luglio 2020 con le gravi accuse di cospirazione nel traffico di minori e adescamento ed abuso di minorenni, la Maxwell si trova nel carcere di Brooklyn in attesa del processo, che si terrà nel 2021. Sono molti i frequentatori dei festini hard a tremare, ora che la dark lady è in carcere.Ed ora un nuova ordinanza emessa dal procuratore generale delle Virgin Islands, sta causando panico tra gli influenti amici del defunto Epstein. Come riporta il New York Post, Denise George ha infatti disposto che vengano trovati tutti i tabulati dei voli effettuati in circa 20 anni, con gli elicotteri e gli aerei di Epstein. Il procuratore è decisa a procurarsi "lamentele e resoconti di qualsiasi condotta sospetta", ed ogni nota scritta dai piloti durante i voli. Ma non è finita qui: Denise George ha richiesto i nomi dei passeggeri dei voli e tutte le informazioni su cosa avveniva durante i voli. Nel 2009 il pilota David Rodgers aveva >>

 Ecco le pensioni ricalcolate. Ora gli arretrati sugli assegni >>
Inserita il 25 Sep, 2020 4:07:07 PM
Piovono aumenti sulle pensioni di invalidità. L'incremento varato dai giallorossi con il decreto Agosto sarà riconosciuto d'ufficio. Lo scrive l'Inps nella circolare numero 107 del 23 settembre 2020. L'assegno va dai precedenti 285,66 euro ai 651,51 euro (per tredici mensilità). Quando arriveranno gli agognati soldi ai beneficiari resta però un dilemma. Una data precisa finora non c'è. Ma i pagamenti dovrebbero essere elaborati presto. Probabilmente già dal prossimo novembre. I ritardi finora registrati sono dovuti in larga parte all'individuazione della platea dei beneficiari per i quali l'Istituto ha dovuto elaborare apposite liste. Bisogna infatti tenere conto non solo dell'età degli invalidi da selezionare, ma anche dei limiti di reddito.Tutto parte da una sentenza della Corte Costituzionale. È giugno quando le toghe riconoscono agli invalidi il diritto di ricevere più soldi ogni mese sul proprio conto corrente. La decisione fa breccia nel mondo della politica e, poco dopo, arriva l'intervento del governo. Tradotto: maggiorazione economica degli assegni. La decorrenza è il 20 luglio 2020, pertanto verranno corrisposti anche gli arretrati a partire da quella data.L'Inps fa sapere che gli aumenti riguardano solo gli invalidi al 100%, compresi ciechi e sordomuti, che hanno un'età compresa fra i 18 e 59 anni, esclusi in precedenza dalla normativa. Rimangono fuori gli invalidi civili parziali e gli invalidi civili totali con redditi superiori a una certa soglia. Per gli invalidi con età pari o superiore a 60 anni, gli aumenti sono già previsti dalla normativa vigente.L'incremento della pensione di invalidità dipende però da alcuni parametri. E, secondo l'Istituto di previdenza, sono necessari precisi requisiti reddituali. Innanzitutto, il beneficiario non coniugato deve possedere redditi propri non superiori a 469,63 euro al mese. Diversa la situazione per il beneficiario coniugato: deve vantare redditi propri di importo non superiore a 8.469,63 euro. E redditi cumulati con quello del coniuge di importo annuo non superiore a 14.447,42 euro.A stabilire i requisiti, come scrive Investire Oggi, concorrono i redditi di qualsiasi natura. Cioè i redditi assoggettabili a Irpef, sia a tassazione corrente che a tassazione separata, i redditi tassati alla fonte, i redditi esenti da Irpef. Restano fuori dal calcolo: il reddito della casa di abitazione, le pensioni di guerra, l'indennità di accompagnamento, l'importo aggiuntivo di 300mila lire (154,94 euro) previsto da una legge del duemila. Poi i trattamenti di famiglia e infine l'indennizzo previsto dalla legge n.210 del 1992, in favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie e trasfusioni.Si tratta, nonostante qualche dubbio sull'effettiva ricezione che verrà presto chiarita (il primo assegno maggiorato dovrebbe arrivare a novembre), di una buona notizia. Gli invalidi vedono più che raddoppiare l'ammontare pensionistico grazie a una norma di civiltà più che giusta. E tanto attesa dal popolo italiano. >>

 Pro Vita al fianco della Cuccarini: "Zorzi va espulso come Leali, ha discriminato" >>
Inserita il 25 Sep, 2020 3:59:00 PM
Sebbene conosca molto bene il linguaggio dei media e le reazioni che possono suscitare certe esternazioni, probabilmente Tommaso Zorzi non si aspettava di sollevare un clamore mediatico così esteso con le sue dichiarazioni. L'influencer del Grande Fratello Vip ha aspramente criticato Lorella Cuccarini per le sue posizioni sull'adozione da parte di coppie omosessuali, utero in affito e matrimonio gay. L'ha insultata e ha utilizzato un registro che, se sui social gli fa acquisire consensi e popolarità, in tv ha tutto un altro peso. Ha intimato il silenzio alla conduttrice "per non fare brutta" figura con le sue affermazioni, che secondo lui inciterebbero all'odio e alla violenza contro gli omosessuali.Repentina la risposta in serata di Lorella Cuccarini, che si è dovuta difendere dalle accuse ribadendo di non essere in alcun modo contraria ai rapporti omosessuali ma di avere idee "non allineate al politicamente corretto" in merito ad adozioni e utero in affitto. Da ieri, però, si è scatenata la bagarre. Da un lato si sono schierati i sostenitori di Zorzi, numerosi e per lo più giovani e giovanissimi della generazione social, strenui seguaci del politicamente corretto e del pensiero unico allineato. Dall'altra si sono schierati i fan di Lorella Cuccarini, che a Zorzi contestano gli insulti rivolti alla conduttrice e, soprattutto, la pretesa di coler imporre il suo come unico pensiero. Al fianco di Zorzi si è schierata anche Heather Parisi, accusando la collega di omofobia perché contraria ai matrimoni gay e alle adozioni da parte di coppie omo.In questa bagarre, che non giova a nessuno, si è inserita anche l'associazione Pro Vita, che si è schierata al fianco di Lorella Cuccarini criticando Tommaso Zorzi, per il quale viene chiesta addirittura la squalifica. "Cosa ha detto di omofobo Lorella Cuccarini? Si può ancora avere un'opinione contraria sulle adozioni o sulla pratica dell'utero in affitto in Italia? Pare proprio di no leggendo la 'buonissima' e 'arcobaleno' Heather Parisi, che ha tacciato la collega di omofobia. Ecco, meglio di mille parole, cosa accadrà se passasse il Ddl Zan sull'omotransfobia. Non si potrà più difendere i bambini trattati come merce, venduti come prodotti, e dire che hanno bisogno di una mamma e di un papà", scrivono in una nota Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita e Famiglia onlus.In base alle parole pronciate da Tommaso Zorsi nella Casa, e visto il precedente di Fausto Leali squalificato per aver detto la n-word, Pro Vita chiede che venga tenuta la stessa linea per l'influencer: "Visto che Fausto Leali è stato cacciato per razzismo, a Tommaso Zorzi dovrebbe spettare lo stesso epilogo: l'espulsione. Ci aspettiamo che la produzione del reality prenda provvedimenti, considerato che ha diffamato e insultato la Cuccarini definendola una 'stronza omofoba', per poi aggiungere che gli sta 'proprio sul cazzo'. È anche questa una grave e violenta forma di discriminazione". >>

 Mauro Corona si scusa. "Sono nervoso, non tocco alcool da giorni" >>
Inserita il 25 Sep, 2020 3:11:43 PM
Prima la lite in diretta con Bianca Berlinguer, poi la presa di posizione dei vertici Rai e ora le scuse pubbliche di Mauro Corona. Sta assumendo i tratti di una telenovela il violento scontro andato in onda lunedì scorso durante il programma di Rai Tre Cartabianca. Tra la conduttrice e lo scrittore opinionista sono volati stracci tra offese e prese di posizione e la lite si è trasformata in un vero e proprio caso.Difficile lasciar passare una vicenda simile anche per chi, come Bianca Berlinguer, è abituata ai modi grossolani e spesso maleducati di Corona. Lei stessa, nel corso di un intervento radiofonico a Radio2, ha confessato: "Corona stavolta ha esagerato. Non so se lo rivedremo nella prossima puntata". E in effetti sembra essere questa la linea intrapresa dai vertici Rai, che promettono di "prendere seri provvedimenti" contro l'opinionista. "Mauro Corona ha violato le disposizioni normative e i principi etici - si legge in una nota Rai - volti a promuovere la parità di genere e il rispetto dell'immagine e della dignità della donna. La Rai intraprenderà tutte le azioni del caso nei confronti di Corona al fine di tutelare l'immagine e la dignità culturale e professionale della conduttrice e il ruolo di servizio pubblico".Oggi però Mauro Corana - dopo aver zittito e chiamato "gallina" la Berlinguer in diretta - ha rotto il silenzio, tornando sui suoi passi e chiedendo pubblicamente scusa alla conduttrice e a tutte le donne. Al telefono con Daria Bignardi a L'Intrusa su Radio Capital, l'alpinista e scrittore ha fatto mea culpa: "Mi sono accorto la notte stessa di aver esagerato, di essermi espresso da maleducato, cafone e rozzo... però chiamarla subito poteva sembrare una cosa di comodo per cui ho lasciato un pò sedimentare. È stato un istinto, non trovo scuse, non era il caso di reagire in quel modo, soprattutto in televisione. Chiedo scusa alle persone che hanno sentito e soprattutto a Bianca Berlinguer non perché ho paura di ritorsioni, ma perché la mia coscienza mi ha detto: sei un cretino e un maleducato". E a chi lo accusa di aver avuto un atteggiamento sessista Corona si difende: "Non è così, io ho tre figlie. In tutti i miei libri la donna ne esce con dignità e onore, figuriamoci se nelle mie intenzioni volevo offendere le donne. Comunque se si sono sentite offese chiedo scusa a tutte quante".In attesa di conoscere i provvedimenti che la Rai adotterà nei confronti di Mauro Corona, l'opinionista ha svelato le reali motivazioni dietro al suo attacco gratuito: "Non ci sono giustificazioni ma sono abbastanza nervoso, l'hanno detto anche i miei figli, i miei amici, perché da 40 giorni non tocco una goccia d'alcol e, dopo anni e anni di bevute, ho degli scompensi...mi accorgo di essere oggi abbastanza aggressivo e intollerante". >>

 Scuola, bufera su libro: "Io vuole imparare italiano..." >>
Inserita il 25 Sep, 2020 3:01:09 PM
''Quest'anno io vuole imparare bene l'italiano''. Recita così l'illustrazione contenuta nelle pagine d'apertuna del manuale di seconda elementare in cui un bimbo nero pronuncia una frase sgrammaticata, senza concordanza tra verbo e soggetto. ''Ritiratelo subito dal mercato, è razzista'', s'indigna il popolo di Facebook che esprime all'unisono contrarietà per il tono discriminatorio della vignetta.Il ''libro incriminato'' è Le avventure di Leo, edito dal Gruppo Editoriale Raffaello. Nelle prime pagine, sono rappresentati degli studenti al primo giorno di scuola che esprimono i loro desideri in previsione del nuovo anno. ''Io vorrei fare tanti disegni coi pennaraeli'', dice un alunno; ''io vorrei andare a fare ricreazione sempre in giardino'', seguono altri. C'è poi un terzo bimbo, dalla chioma riccioluta e la pelle scura, che replica ai compagni: ''Io vuole impare bene l'italiano''. Una scelta di dubbio gusto, quella della ''frase sgangherata'' attribuita al ragazzino straniero, che ha fatto letteralmente infuriorare gli insegnanti: ''è un libro razzista'', scrivono sui social. Ma non è finita.Sebbene sia fuori da ogni ragionevole dubbio che il libro sia stato concepito sulla scia di un sentimento xenofobo, nelle pagine successive del manuale, vengono riproposti altri contenuti piuttosto discutibili. Nella lettura Un amico venuto da lontano compare un ennesimo ''testo della discordia'': "Questa mattina la maestra ci ha presentato Emmanuel, un amico con la pelle scura venuto da tanto lontano. - racconta un bimbo - Quando Emmanuel ha parlato ha sbagliato tutte le parole, allora noi bambini ci siamo messi a ridere, ma la maestra ha detto: Provate voi ad andare in un Paese dove tutti parlano un'altra lingua!". ''Mi mancano le parole per dire quanto razzisti, beceri, lontani dalla realtà delle classi, siano gli autori e gli editori di questa cosa che non riesco a chiamare libro - scrive Francesca Sempio, insegnante elementare a Milano - Insegnanti, riprendiamoci la libertà di insegnamento. Effettuiamo la scelta alternativa al libro di testo unico. Per fortuna, i nostri alunni non sono bidimensionali né stupidi come li dipinge questa pagina".Dopo le segnalazioni, il Gruppo Editoriale Raffaello si è subito scusato per la ''svista'' promettendo di apportare le correzioni al manuale in tempi brevi.Gentili genitori e docenti, è con grande rammarico che scriviamo questa comunicazione, in merito ad una segnalazione...Pubblicato da Gruppo Editoriale Raffaello su Venerdì 25 settembre 2020 >>

 Barricate della Lega al porto: i migranti sbarcano lo stesso >>
Inserita il 25 Sep, 2020 2:55:56 PM
Alan Kurdi ha ottenuto il porto in Italia. La nave da soccorso in mare della ong Sea Eye è stata indirizzata al porto di Olbia, dove sono ora in corso le operazioni di sbarco dei 125 migranti a bordo. Inizialmente, alla nave battente bandiera tedesca era stato assegnato un punto di rada all'interno dello specchio marittimo sardo nei pressi di Arbatax, con il coordinamento della Guardia costiera italiana, per dare riparo all'imbarcazione a causa delle cattive condizioni meteomarine. Sarebbe dovuta rimanere all'ancora qualche giorno, prima di rimettersi in viaggio in direzione Marsiglia, dove il sindaco aveva aperto il porto. Nel primo pomeriggio di ieri, invece, la comunicazione da parte del Viminale della concessione allo sbarco sull'isola, da effettuare presso il porto di Olbia. Una decisione che non è stata gradita, tanto che questa mattina un gruppo di attivisti della Lega, ringraziati da Matteo Salvini, si è riunito nel porto sardo per protestare.È finita così la vicenda che si è protratta per circa una settimana. Alan Kurdi ha più volte sollecitato la Guardia Costiera a concedere lo spazio marittimo italiano, prima quello siciliano (sull'isola madre e su Lampedusa) e poi, lungo la navigazione, nei porti sardi che la nave avrebbe incrociato nel viaggio verso Marsiglia. Un viaggio che, fin dalle prime ore, era evidentemente diretto verso la costa sarda. In un primo momento, l'autorità marittima italiana sembrava voler seguire la linea del pugno duro, spiegando ad Alan Kurdi che le operazioni si soccorso effettuate non erano state in zona SAR italiana e, soprattutto, non erano state coordinate dall'autorità italiana. Per questa ragione, si invitava l'equipaggio a contattare Brema, ossia l'autorità search e rescue di riferimento per la nave battente bandiera tedesca.Un pugno di ferro durato poche ore. Non potendo sbarcare in Sicilia e non trovando apparentemente sostegno dalle autorità italiane, la nave ha quindi annunciato di fare rotta su Marsiglia e ha ripreso il mare. A quel punto, però, è arrivata la nota di Parigi che invitava l'Italia a farsi carico dei migranti a bordo di Alan Kurdi: "Da due anni siamo sempre al fianco dell'Italia nel meccanismo di solidarietà per la gestione degli sbarchi. Le chiediamo quindi di rispondere favorevolmente alla richiesta formulata dall'Ong di attraccare nel porto sicuro più vicino". Poche ore dopo, l'Italia ha aperto i suoi confini (non i porti, perché tecnicamente in stato di emergenza sono chiusi) e ha poi concesso lo sbarco. Eppure, da Marsiglia era arrivato l'invito esplicito per Alan Kurdi. Inoltre, la nave della Ong ora si trova a Olbia, circa 30 miglia nautiche a sud di Bonifacio, porto francese che la nave avrebbe trovato poco dopo, proseguendo la sua navigazione verso nord."Perché una nave tedesca diretta in Francia dopo essere stata respinta da Malta con 125 clandestini a bordo sta sbarcando proprio ora in Italia, a Olbia?", dice Matteo Salvini in un videomesaggio condiviso sui suoi social. "Non è generosità, non è solidarietà: significa farsi prendere in giro. Punto. Ringrazio il deputato Eugenio Zoffili che in questo momento, insieme a consiglieri e >>

 Ecco tutto quello che c'è dietro il caso della "cacciata" di Becciu >>
Inserita il 25 Sep, 2020 2:48:44 PM
Papa Francesco, "cacciando" Angelo Becciu, ha creato un precedente. Una modalità gestionale che il Vaticano, almeno durante i tempi odierni, ancora non aveva conosciuto. Becciu non è stato "scardinalato", come si pensava in prima battuta. L'alto consacrato italiano ha perso i diritti concessi dalla porpora: questa è la sintesi della mossa operata dal pontefice argentino. Attorno al Vaticano sembrano sollevarsi anche voci scandalizzate o quasi per l'accaduto, ma Bergoglio - in quanto vertice della Chiesa universale - è il depositario del potere che prevede di poter prendere decisioni come quella comunicata nel corso della giornata di ieri. Il perché della mossa dell'ex arcivescovo di Buenos Aires sta emergendo in queste ore.In relazione ai dubbi circolanti sul "come" il caso di monsignor Angelo Becciu sia stato affrontato, vale la pena riportare quanto scritto sul sito specializzato IlSismografo, che ha pubblicato un articolo a firma del direttore Lucas Badila in cui si legge pure quanto segue: "Questi astrali papali sarebbero elementi che il Papa ha avuto dal Tribunale unico vaticano che però non sta processando il cardinale dimissionario e non lo ha incriminato di nulla. Il gesto di ieri del Papa assomiglia ad una "esecuzione": sei accusato di ... ma non puoi difenderti (tranne che tramite la stampa". E ancora: "Becciu va processato come Pell e tutti devono attendere la sentenza finale definitiva. Il Papa, nonostante i suoi poteri, non è un giudice né un tribunale. Nonostante tutto, i diritti dell'accusato esistono e le garanzie anche così come la presunzione d'innocenza tanta cara a Francesco". Becciu, insomma, avrebbe diritto a difendersi. Ma la perdita dei diritti cardinalizi è ormai effettiva. Di rimando, proprio il cardinale australiano George Pell - come ripercorso da IlMessaggero - ha manifestato approvazione per la disposizione di Jorge Mario Bergoglio.Lo scandalo a questa questa vicenda sarebbe legata a quello dell'utilizzo dell'Obolo di San Pietro, ossia le offerte che i fedeli di tutto il mondo destinato al Papa. Il fondo tradizionalmente utilizzato per le opere di carità. Diverso, invece, il discorso riguardante lo "scandalo del palazzo di Londra", per cui Becciu non è stato tirato in ballo. Una specificazione narrativa: il pontefice sudamericano avrebbe dato contezza a Becciu di averlo privato dei diritti cardinalizii all'interno di un incontro privato. Il consacrato italiano non è uno qualsiasi: è stato il sostituto della segreteria di Stato, prima di ricoprire l'incarico di prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Anche quest'ultimo ruolo non verrà più ricoperto dal cardinale (perché Becciu resterà cardinale).I motivi della cacciataStando a quanto si apprende dall'Adnkronos, Bergoglio avrebbe deciso di intervenire su Becciu per via di "settecentomila euro destinati alla carità del Papa finiti in operazioni che avrebbero avvantaggiato i fratelli". Di questi, centomila euro sarebbero derivati proprio dall'Obolo di San Pietro, ma bisognerà verificare nel tempo la realtà dei fatti. Quello che viene ventilato, comunque sia, è che Becciu potrebbe aver trasferito alcuni fondi per "sostenere le attività caritative della Caritas di Ozieri che sarebbero alla fine state destinate non alla Caritas ma al suo braccio operativo, >>

 Sanremo si farà. Marcello Foa: "Sarà una ripartenza gioiosa" >>
Inserita il 25 Sep, 2020 2:23:03 PM
Il Festival di Sanremo ci sarà. L'annuncio è un messaggio di ottimismo che il presidente Rai ha voluto lanciare a margine del Prix Italia. Marcello Foa non ha dubbi: la 71esima edizione del Festival di Sanremo - la prima dopo lo scoppio della pandemia da coronavirus - ci sarà e nel più classico dei modi, cioè con il pubblico presente nello storico teatro Ariston. Ci sono sei mesi di tempo per prepararsi.Il presidente Rai ha di fatto smentito le parole di Amadeus che, per il secondo anno consecutivo, presenterà la kermesse canora insieme a Rosario Fiorello. Poche settimane fa il conduttore aveva smorzato gli entusiasmi di telespettatori e fan di Sanremo: "Non c'è nessun piano B, il Festival di Sanremo deve essere nella totale normalità o si fa con il pubblico oppure nulla". Parole che avevano scatenato un vero e proprio caso gettando ombre di incertezza sulla manifestazione. Quel "nulla" però non sembra essere contemplato dai vertici Rai, che confermano e rilanciano: "L'obiettivo è consentire l'afflusso in sala normale senza correre alcun rischio". E così il presidente della Rai Foa ha messo a tacere le voci di un possibile Festival della canzone italiana in forma ridotta. "Non immaginiamo neanche che Sanremo non possa esserci - ha proseguito Foa al Prix Italia - L'auspicio è che da qui ai primi di marzo si possano trovare le misure di sicurezza che possano consentire l'afflusso in sala normale senza correre alcun rischio. Credo sia questo l'obbiettivo".Nessuna decisione avventata, ha precisato Marcello Foa, ma una visione diversa e più ottimista dei mesi che verranno: "La lezione di Prix Italia è quella: a un certo punto devi crederci, devi andare avanti e credo che Sanremo, che è stato l'ultimo grande evento prima del lockdown, nell'edizione 2021 possa essere ricordato come un momento di ripartenza gioiosa dopo la parentesi del covid. Naturalmente tutto questo con la responsabilità che è necessaria".I prossimi sei mesi saranno fondamentali per capire l'andamento della pandemia da Covid-19 nel nostro Paese e per aggiustare il tiro sul Festival di Sanremo. Ma alla fine il richiamo è sempre il solito: "The show must go on". La macchina organizzativa è già in moto da diverse settimane anche se i più scettici rimangono a guardare. >>

 "Pu..., porti la minigonna". E in tre la picchiano in strada >>
Inserita il 25 Sep, 2020 2:14:28 PM
"Sono cresciuta a Strasburgo e non ho mai avvertito un clima così malsano per le ragazze". La brutta avventura di Elisabeth, studentessa francese di 22 anni con la passione per il pattinaggio artistico, fa indignare la Francia. Venerdì scorso stava rientrando a casa sua a piedi verso le due del pomeriggio quando ha incrociato i suoi aggressori. Tre ragazzi di non più di vent'anni che hanno iniziato ad insultarla perché indossava una gonna troppo corta."Guarda questa pu***a con la minigonna", le dice uno di loro. "Mi sono permessa di rispondere 'prego?', in maniera calma", ha raccontato la ragazza a Radio France Bleu. A quel punto i tre le si sono scagliati contro continuando ad insultarla ed intimandole di tacere e di abbassare gli occhi. "Due di loro mi hanno immobilizzato tenendomi le braccia e il terzo mi ha dato un pugno sul viso, poi si sono dileguati", ricostruisce Elisabeth, che ha ancora sul viso i segni della folle aggressione.Dei tre non si sa niente. "Una quindicina di persone ha assistito alla scena ma nessuno ha reagito né durante l'aggressione, né dopo, e neppure ora, nessuna testimonianza, nessuna reazione, è come se non avessero visto nulla, come se non fosse successo nulla", commenta amareggiata la studentessa. Nessuno è intervenuto neppure per chiamare i soccorsi. "È questo quello che mi fa più rabbia", ha aggiunto guardando dritto nella telecamera. "Mi piacerebbe che fossero rintracciati, perché quello che hanno fatto a me - avverte - potrebbero farlo a qualsiasi donna, anche ad una ragazza più giovane di me".Poi fa appello a chi quel giorno era nei dintorni della mediateca Malraux. "Se qualcuno ha riconosciuto la scena descritta o mi ha riconosciuto - ha detto a France Bleu - mi piacerebbe che si facesse avanti, anche in forma anonima, per trovare gli aggressori". La Direzione dipartimentale della sicurezza pubblica del Basso Reno, secondo quanto si legge su Le Figaro, ha aperto un'inchiesta. Gli agenti stanno scandagliando le immagini delle telecamere di videosorveglianza e hanno fatto appello ai testimoni, chiedendo di farsi avanti e collaborare con le forze dell'ordine.Sul caso è intervenuta anche la ministra delegata alla cittadinanza, Marlène Schiappa. "La gonna non è responsabile dell'aggressione e la donna ancora meno", ha detto, assicurando che la polizia è al lavoro per bloccare i responsabili. Nel frattempo Elisabeth assicura che tornerà ad indossare la minigonna. E nel Paese si infiamma il dibattito sulla sicurezza dopo che due giorni fa in un'altra città alsaziana, Mulhouse, due ventenni sono state assalite per lo stesso motivo da un ragazzo di 18 anni."Si parla troppo poco del caso di questa studentessa - denuncia un utente su Twitter - se fosse stata aggredita perché portava il velo sarebbe stato uno scandalo". "Elisabeth ha denunciato coraggiosamente il clima malsano e violento che devono sopportare ogni giorno migliaia di giovani donne francesi", attacca la deputata del Rassemblement National, Virginie Joron, augurandosi il carcere per gli aggressori.Solidarietà alla ragazza è arrivata anche dall'ex sindaco di Strasburgo, ora eurodeputata, Fabienne Keller: "Brava questa giovane donna >>

 Falla su Instagram: con una foto gli hacker ci rubano tutto >>
Inserita il 25 Sep, 2020 2:01:09 PM
Chi è in possesso di uno smartphone con sistema operativo Android ed ha un account Instagram deve fare attenzione: è infatti notizia recente che, a causa di una falla nel sistema, basterebbe una semplice immagine per sottrarre il profilo social al legittimo proprietario. Non solo. A quanto pare, attraverso il medesimo stratagemma, sarebbe addirittura possibile ottenere il pieno controllo dell'intero telefonino.A lanciare l'allarme è stata un'azienda israeliana specializzata in dispositivi di rete e software, in particolar modo prodotti relativi alla sicurezza, ovvero la Check Point Software Technologies. La società ha immediatamente contattato Facebook, proprietario del social, per segnalare il grave problema. Secondo quanto dichiarato dai tecnici della Check Point Software Technologies, gli hackers riescono ad entrare all'interno dello smartphone della vittima mediante un'immagine inviata tramite Whatsapp, email o semplice Sms. Una volta che la foto arriva al destinatario, può per quest'ultimo risultare dannosa solo nel caso in cui decida di salvarla sul proprio dispositivo. Ed è in questo modo che scatta la trappola.Quando il possessore del telefono apre l'applicazione di Instagram, ecco che l'hacker ottiene il pieno controllo del cellulare, riuscendo a governarlo da remoto. Il tutto avviene grazie allo sfruttamento di un particolare bug di Mozjpeg che, come viene spiegato su "Tecnologia.libero.it", non è altro che il decoder Jpeg open source utilizzato da Istagram per aprire e visualizzare foto. Una volta entrati nel sistema operativo del telefono, gli autori della truffa possono riuscire a bloccare il profilo social dell'utente fino ad arrivare addirittura ad utilizzare la fotocamera integrata, copiare contatti e sottrarre dati sensibili, come anche la posizione geografica del legittimo proprietario.A quanto pare le possibili vittime di questo attacco hacker sono coloro che stanno attualmente utilizzando una versione del social antecedente alla 128.0.0.26.128, rilasciata lo scorso 10 febbraio. Al momento, in ogni caso, tutto sembrerebbe risolto. Dopo essere stata avvisata della situazione, l'amministrazione di Facebook ha subito cercato di rimediare al gravissimo problema. Il colosso dei social media ha poi rilasciato un comunicato per tranquillizzare gli utenti: "Abbiamo risolto il problema e non abbiamo riscontrato alcuna prova di abuso. Siamo grati per l'aiuto di Check Point nel mantenere Instagram al sicuro", si legge nel messaggio, riportato da "Ansa".Malgrado ciò, Check Point Software Technologies raccomanda a tutti di aggiornare sempre le applicazioni, proprio perché le nuove patch di sicurezza possono garantire una completa protezione dei dispositivi. >>

 Parigi, quattro persone accoltellate vicino all'ex sede di Charlie Hebdo >>
Inserita il 25 Sep, 2020 12:58:12 PM
Nuova allerta Parigi. Secondo quanto riportato da Le Parisien, due individui avrebbero accoltellato e ferito quattro persone vicino all'ex sede della redazione di Charlie Hebdo. La polizia ha confermato che due delle quattro persone ferite sono in condizioni critiche. Tra di loro ci sono due giornalisti della società di produzione Premiere Lines, che si trova vicino alla redazione del giornale satirico e una donna della società Bocode. Sono stati trasferiti all'ospedale Salpetriere. Lo ha confermato il direttore, Paul Moreira, precisando che uno dei feriti è "grave". "È qualcuno che stava in strada con una specie di machete, che li ha attaccati davanti all'edificio", ha raccontato a BfmTv. "È agghiacciante", ha aggiunto, precisando che l'agenzia - che produce inchieste su svariati temi, compreso il jihadismo - "non ha ricevuto minacce". Mentre un dipendente dell'agenzia di stampa ha raccontato che questa mattina i due colleghi stavano fumando una sigaretta fuori dall'edificio, in strada. "Poi ho sentito delle urla, mi sono avvicinato alla finestra e ho visto uno dei miei colleghi, insanguinato, che veniva inseguito per strada da un uomo con una mannaia", ha aggiunto. Un testimone che ha dato l'allarme ha riferito che la prima ad essere colpita sarebbe stata la donna, aggredita con una specie di macete, davanti al murales in omaggio ai fumettisti del settimanale uccisi nell'attentato terroristico del 2015 dopo la pubblicazione di controverse caricature del profeta Maometto. Nei giorni scorsi Charlie Hebdo aveva ripubblicato le caricature in coincidenza dell'inizio del processo e al Qaeda aveva minacciato nuovi attacchi tramite i canali di propaganda del gruppo jihadista.Dopo aver blindato la zona circostante di boulevard Richard Lenoir, le forze dell'ordine hanno allargato la zona di isolamento a causa del ritrovamento di un pacco sospetto che poi si è dimostrato essere un falso allarme in quanto non contenente esplosivi. Lo ha riferito la prefettura, aggiungendo che le Bri (Brigate di ricerca e intervento) sono state mobilitate. Al ministero dell'Interno è stata allestita una unità di crisi, dove si sono recati il ministro Gerald Darmanin e il primo ministro Jean Castex, che ha interrotto una visita in una banlieue. La polizia ha anche confermato che sta dando la caccia a due persone. Uno dei due ricercati sarebbe scappato in metropolitana: indossava una giubbotto senza maniche e pantaloni da jogging neri e un paio di scarpe rosse.Un tweet della polizia invita gli abitanti a tenersi lontani dalla zona di boulevard Richard Lenoir, non lontano dalla ex sede del giornale satirico Charlie Hebdo. La questura parigina ha specificato che si tratterebbe di un solo aggressore. Un uomo è stato arrestato verso le 12.45 nei pressi di Place de la Bastille a Parigi con tracce di sangue sui vestiti. Secondo Le Figarò, potrebbe essere uno dei due sospetti ricercati per l'accoltellamento di quattro persone avvenuto poco prima vicino all'ex sede del magazine satirico già nel mirino di attacchi terroristici nel gennaio 2015.Come riportato da Le Parisien, il gruppo terroristico Al Qaeda ha recentemente lanciato nuovi appelli per attaccare il giornale satirico che aveva ripubblicato le >>

 La Guardia Costiera blocca tutto: scatta il "trappolone" per l'Ong >>
Inserita il 25 Sep, 2020 12:47:13 PM
La Guardia Costiera ha notificato il divieto di imbarco sulla Mare Jonio al team di ricerca e soccorso dell'Ong Mediterranea Saving Humans, l'organizzazione proprietaria della nave attualmente ancorata a Pozzallo.A riferirlo sono stati gli stessi attivisti su Twitter, i quali hanno accusato il governo di voler "ostacolare ed impedire di fatto la presenza in mare di tutte le organizzazioni civili". Un'accusa importante lanciata verso l'esecutivo giallorosso, che potrebbe minare definitivamente il rapporto tra le Ong e il Conte II.Il provvedimento della Guardia CostieraA notificare l'atto con cui è stato vietato l'ingresso a bordo del team di ricerca, sono stati gli uomini della Guardia Costiera di Pozzallo diretti dal comandante della locale Capitaneria di Porto, Donato Zito. Il motivo del provvedimento sta soprattutto in un passaggio contenuto nel documento dell'atto: "I profili dei tecnici non hanno alcuna attinenza con la tipologia di servizio svolto dalla Mare Jonio", si legge.In poche parole, la nave Mare Jonio non è registrata come nave di ricerca e soccorso e dunque non può imbarcare tecnici deputati a questo scopo. Così come gran parte delle navi Ong, anche questo mezzo è registrato come mercantile con funzioni di cargo, monitoraggio e sorveglianza, da qui la decisione della Guardia Costiera di Pozzallo di negare l'accesso al team di soccorso. Nel Rina, il registro navale italiano, è stata riconosciuta una notazione in classe alla Mare Jonio come "naviglio attrezzato per search and rescue". Ma, hanno fatto sapere da Pozzallo, la Capitaneria non ha riconosciuto questa specifica nota e il provvedimento è stato confermato."L'imbarco dei tecnici Fabrizio Gatti e Georgios Iason Apostolopoulos risulta ingiustificato perché - si legge nel documento notificato - il primo è tecnico armatoriale paramedico che presterà la sua attività in supporto dell'osservazione e monitoraggio in mare, l'altro è ricercatore-osservatore esperto in diritti umani in mare nell'ambito delle attività di monitoraggio svolte dalla Mare Jonio nel quadro del progetto Mediterranez Saving Humans".La reazione dell'Ong italianaLa replica di Mediterranea non si è fatta attendere: "Questo è il primo diretto contro il soccorso in mare - ha dichiarato a Repubblica Luca Casarini, primo capomissione della Mare Jonio - Si impone che le navi non siano attrezzate per farlo contro tutte le convenzioni Solas, Unclos e Amburgo sulla sicurezza in mare". Sui social, nonostante la decisione non sia di natura politica visto che è un atto della Guardia Costiera, sono furenti le reazioni contro il governo.La parola più usata è quella di "continuità", accusando quindi l'esecutivo giallorosso di non aver attuato alcuna discontinuità dal governo gialloverde: "Si tratta evidentemente di una mirata persecuzione amministrativa e giudiziaria che nasce da una precisa volontà politica del governo - si legge nelle dichiarazioni rilasciate dagli attivisti di Mediterranea Saving Humans - e contiene un messaggio chiaro e terribile e ha un altrettanto micidiale obiettivo. Il messaggio del governo è: vietato soccorrere vite umane che si trovano in pericolo in mare, l'obiettivo del governo è ostacolare ed impedire di fatto la presenza in mare di tutte le organizzazioni civili. Con i provvedimenti adottati da oggi >>

 Spunta una cena segreta. L'ospite di Bill Clinton e gli intrecci con Epstein >>
Inserita il 25 Sep, 2020 12:14:51 PM
Bill Clinton continua ad essere associato a Jeffrey Epstein e alla sua complice, Ghislaine Maxwell. Secondo quanto rivelato dal Daily Beast, l'ex presidente degli Stati Uniti nel 2014 avrebbe partecipato ad una cena "intima" in un ristorante vegano, con la dama nera dell'alta società. L'incontro segreto si sarebbe tenuto a Los Angeles tra pochi intimi, dopo un evento di gala.Ma come mai la notizia è trapelata soltanto ora? All'epoca della cena, Epstein e la Maxwell erano già stati accusati e denunciati di aver abusato almeno di un'adolescente e il milionario era stato inserito nei registri dei predatori sessuali di minorenni. Nonostante ciò, il marito di Hillary Clinton si è unito al ristretto gruppo, cercando tuttavia di non far trapelare la notizia della sua presenza. Una fonte ha affermato piuttosto sbalordita: "Si è trattato di una cena intima di Clinton a Los Angeles. Pensate a quanta gente Clinton conosce a Los Angeles e proprio Ghislaine era presente".Un'altra fonte ha aggiunto che erano tutti sollevati che la notizia della cena con la Maxwell non fosse trapelata. Ghislaine Maxwell è stata arrestata a luglio di quest'anno con l'accusa di cospirazione nel traffico di prostituzione minorile, adescamento di minore, e spergiuro. La donna, che dopo la morte del suo complice Epstein si era data alla macchia, è stata rintracciata nella sua casa nel New Hampshire. I suoi rapporti con Clinton risalgono ai primi anni 2000, quando l'ex presidente era solito volare sul jet privato di Epstein in Africa e in Asia, per dei progetti umanitari.Durante uno di questi viaggi Clinton è stato fotografato mentre una giovane ragazza era intenta a massaggiarlo durante una sosta in aeroporto, suscitando l'indignazione generale. Virginia Giuffre, una delle principali accusatrici di Jeffrey Epstein, ha affermato di aver visto Bill Clinton sull'isola privata nei Caraibi di Epstein, in compagnia di due giovani in bikini. A proposito della notizia della cena con la Mawell, un portavoce dell'ex presidente ha dichiarato: "Il presidente Clinton non era a conoscenza dei terribili crimini commessi da Jeffrey Epstein in Florida, o di quelli per cui è stato dichiarato colpevole a New York". >>

 Carlo non ha mai voluto Diana. "L'amore? È una stretta di mano" >>
Inserita il 25 Sep, 2020 12:09:34 PM
Conosciamo bene il rapporto burrascoso tra il principe Carlo e Lady Diana, cominciato decisamente con il piede sbagliato. L'erede al trono era talmente impacciato e insicuro sul suo futuro con Diana da far innervosire perfino il principe Filippo. Quest'ultimo, stanco di vederlo tentennare, gli avrebbe intimato: "O la sposi o la lasci". Per non parlare della frase pronunciata dal principe di Galles il 24 febbraio 1981, giorno dell'annuncio del fidanzamento ufficiale. Un giornalista della BBC chiese ai futuri sposi se si amassero e Carlo rispose semplicemente: "Qualunque cosa significhi la parola amore". Avete letto bene. Ma cosa avrà voluto dire?!? Non tentò neanche di fingere per evitare le polemiche dei paparazzi. Si limitò a queste poche, scialbe parole che avrebbero fatto infuriare qualunque promessa sposa. Tranne Diana, così ingenua da non comprendere in che guaio si stava mettendo.La riottosità del principe nascondeva il sentimento mai spento per Camilla (benché la giovane Spencer non gli fosse indifferente, almeno inizialmente), ma anche le pressioni della famiglia affinché il matrimonio con Lady Diana si celebrasse il prima possibile. La rassegnazione del principe Carlo, però, avrebbe anche un'altra origine: l'educazione impartitagli a corte e, soprattutto, l'assenza dei genitori. Nella nuova biografia dedicata al duca di Edimburgo, "Prince Philip Revealed", di Ingrid Seward, vengono fuori dei dettagli inediti sull'infanzia dell'erede al trono. Un bambino cresciuto dalle tate, con una madre regina e un padre fin troppo assenti.Nella biografia leggiamo: "Diana diceva che l'unica cosa che Carlo aveva imparato sull'amore dai suoi genitori è stata una stretta di mano". Forse la principessa non esagerava. La regina Elisabetta e Filippo salutavano il figlio proprio così. Non vi erano altre dimostrazioni d'affetto. Il timido, sensibile Carlo provava soggezione nei confronti del padre, tanto diverso da lui. Filippo costrinse il figlio ad andare tre volte in palestra, a prendere lezioni di boxe. Sport per cui Carlo non era portato. Quando l'erede aveva 8 anni, suo padre aveva partecipato ai suoi compleanni solo 2 volte. Inoltre la prima volta che il duca vide il principe appena nato disse che somigliava a un "budino di prugne". Filippo voleva fare del figlio un uomo forte. A quanto pare, per insegnargli a nuotare aveva un metodo discutibile ma definitivo: buttarlo nella piscina di Buckingham Palace.Secondo Lady Diana la scarsa empatia dimostrata dal principe Carlo deriverebbe proprio da questa educazione per certi versi traumatica, perfino castrante. Parere condiviso da Lady Edwina Mountbatten (moglie dello zio di Carlo, ultimo viceré dell'India), che dichiarò: "Un personaggio come Filippo, che vede l'essere duro come una necessità per la sopravvivenza, voleva irrobustire suo figlio, ma lui era molto sensibile. Non fu facile per nessuno dei due". Forse se il principe Filippo e la regina Elisabetta avessero appoggiato le inclinazioni del figlio, le cose sarebbero andate diversamente. E Carlo avrebbe capito fin da subito cosa significa amare. >>

 I migranti passano sotto terra: ecco i tunnel per arrivare in Europa >>
Inserita il 25 Sep, 2020 11:55:37 AM
Tunnel strettissimi, lunghi al massimo 30 metri e nascosti sotto sassi e sterpaglie. Ora la nuova rotta migratoria verso l'Europa passa anche sottoterra. La polizia ungherese domenica scorsa ha scoperto due tunnel presi d'assalto dai migranti al confine meridionale con la Serbia. E sono solo gli ultimi di una luga serie. Oggi quella delle gallerie clandestine sta diventando l'espediente privilegiato per aggirare l'ostacolo della barriera metallica voluta da Viktor Orban nel 2015 per contrastare la crisi migratoria lungo la rotta balcanica. Si concentarno tra Csikeria (contea di Bask Kiskun) e Morahalom, le due località più vicine al territorio serbo. Secondo gli agenti i cuniculi vengono scavati dalla filiera che gestisce il traffico per far passare immigrati che arrivano da Oriente, soprattutto siriani, afghani, iracheni spinti lungo il corridoio balcanico. Poi, quando i controlli si fanno più stretti o si incontrano ostacoli fisici come barriere e reticolati, le alternative si cercano sotto terra.La portavoce della polizia della contea di Csongràd, Szilvia Szab, ha detto al quotidiano Magyar Horlap che la scoperta è stata fatta dopo che gli agenti hanno arrestato 26 immigrati illegali vicino al confine. Tutti afghani e siriani. Durante la perquisizione dell'area di Csikeira, la polizia ungherese ha trovato un tunnel nascosto sotto le sterpaglie. Sedici metri scavati sotto terra che dalla vicinissima Serbia portano direttamente in Ungheria. Subito dopo le guardie di frontiera hanno scoperto un altro cunicolo, questa volta di 34 metri, a Mórahalom, nella contea di Csongrád-Csanád. Un segno tangibile, secondo le forze dell'ordine, che il business illegale con la fine del lockdown è ripreso eccome.Già un anno fa, infatti erano stati individuati due passaggi, uno sempre a Csikeria e l'altro a Asotthalom, nel sud dell'Ungheria a pochi km dalla frontiera serba. Anche qui scoperti dopo aver fermato 44 migranti colti in flagrante. Poi con il coronavirus gli affari sulla tratta sotterranea sono precipitati: frontiere serrate, campi frofughi plindati e giro di vite anche all'immigrazione clandestina tra Serbia e Ungheria. Passata l'emergenza sanitaria però, il flusso dei migranti è ripreso. Quest'anno 18mila persone hanno tentato di attraversare illegalmente il confine serbo-ungherese, e il numero di trafficanti arrestati è salito a 207. Da giugno 2020 le pattuglie di frontiera hanno scoperto sedici tunnel sotto la recinzione del confine. In risposta, le autorità ungheresi, oltre a rinforzare il perimetro esterno della recinzione, stanno costruendo una barriera a maglie sottoterra. Un investimento indispensabile, secondo l'ufficiale di polizia ungherese Zoltán Boross, per contenere la pressione in crescita al confine sud: "Dopo il 21 maggio - dice - quando l'esercito serbo ha aperto i campi profughi, chiusi a causa dell'epidemia di coronavirus, la migrazione dalla Romania e dalla Serbia è aumentata notevolmente". Solo la scorsa settimana la polizia e le guardie di frontiera hanno bloccato l'ingresso di 147 immigrati clandestini, rispedendoli nel loro paese di ingresso (soprattutto Serbia, Romania e Ucraina).Il business illegale dei migranti è tornato fiorente, dunque, con il più alto numero di trafficanti in manette dalla crisi migratoria del 2015. Ma negli ultimi tempi sono stati catturati non >>

 "Sono contro le adozioni gay". La Parisi attacca la Cuccarini: "Sei omofoba e ipocrita" >>
Inserita il 25 Sep, 2020 11:48:17 AM
Le parole di Tommaso Zorzi contro Lorella Cuccarini hanno fatto molto rumore all'esterno della casa del Grande Fratello. Gli insulti del concorrente contro la conduttrice sulle questioni LGBT hanno nuovamente acceso un dibattito in realtà mai spento sulla questione dei diritti civili. In base alle parole spese nella Casa sull'argomento e in merito a Lorella Cuccarini, sembra che Tommaso Zorzi faccia parte di quel gruppo di utenti social incapace di avere un dialogo con chi la pensa in maniera diversa. Zorzi è un influencer con un seguito molto ampio, costituito soprattutto da giovani e da giovanissimi, che lo sostengono con gran forza. A dargli manforte, in quest'occasione, è arrivata anche Heather Parisi, da lui menzionata nella Casa.Al di là degli insulti rivolti a Lorella Cuccarini, in risposta a Stefania Orlando che cercava di ragionare con lui sulla questione della libertà di pensiero e su fatto che la collega non ha mai insultato la comunità LGBT, Tommaso Zorzi ha sbottato: "Eh, ma stai zitta che è meglio! Non puoi nel 2020 rompere i coglioni su 'sta roba. E infatti Heather Parisi l'aveva asfaltata 500 volte e mi sembra una un po' più intelligente (...) A me dà fastidio questa gente che deve aprir bocca per disseminare odio, piuttosto taci e fai più bella figura". Cercare di imporre il silenzio, o invocarlo, quando qualcuno non la pensa nello stesso modo è tipico di una certa cultura che si sta facendo largo e che pretende l'uniformazione nel pensiero politicamente corretto. È parte di una nuova mentalità che sta dilagando tra i giovani e i giovanissimi, in questo caso rappresentati da Tommaso Zorzi, che mirano al bavaglio ideologico per chi non è allineato.Lorella Cuccarini ha provato a spiegare le sue ragioni con un lungo post su Instagram, specificando la sua lontananza dagli estremismi omofobi: "Quando esprimo un'opinione, non è mai contro qualcuno, quindi sentire un concorrente del Grande Fratello dire che sono 'contro gli omosessuali' (più una serie di insulti che faccio finta di non aver sentito) è qualcosa che mi ferisce profondamente e che non credo di meritare. [...] Non sono sempre allineata al 'politicamente corretto': se mi si chiede un'opinione sulle adozioni o sulla pratica dell'utero in affitto, posso pormi delle domande e non essere a favore. Si può non essere d'accordo su tutto senza assolutamente essere omofobi."Uno sforzo inutile, quello di Lorella Cuccarini, che poco fa ha ricevuto la risposta di Heather Parisi. La ballerina americana non nomina mai la collega ma i suoi riferimento al post dell'ex conduttrice de La vita in diretta sono palesi. "Se 1 dice "se avessi 1 figlio gay lo amerei come qualsiasi altro figlio" (ma va?) e poi è contrario a adozioni gay e matrimoni tra persone dello stesso sesso, non vuol dire che "non è allineato al politicamente corretto". Vuol dire che è omofobo e pure ipocrita PUNTO", ha scritto la Parisi nel suo profilo Twitter. Tra le due non corre buon sangue e sono spesso state prese come punti di riferimento di due >>

 Preparano un altro processo a Salvini: arrivate a Palermo le carte del caso Open Arms >>
Inserita il 25 Sep, 2020 11:02:44 AM
Il prossimo 3 ottobre Matteo Salvini sarà a Catania per l'inizio del processo sul caso Gregoretti. Ma non sarà l'ultima trasferta siciliana di questo 2020 effettuata per motivi giudiziari. Infatti a Palermo sono arrivate dal Senato tutte le carte relative al caso Open Arms, per il quale l'aula di palazzo Madama ha dato il via libera al processo lo scorso 31 luglio.A rivelarlo è stato La Repubblica, secondo cui oramai il fascicolo è arrivato al tribunale dei ministri del capoluogo siciliano ed è stato quindi girato alla procura palermitana diretta da Francesco Lo Voi.Il caso Open ArmsLa vicenda risale all'agosto del 2019, quando in qualità di ministro dell'Interno il leader della Lega Matteo Salvini ha vietato per alcuni giorni l'approdo della nave dell'Ong spagnola Open Arms in Italia. A bordo vi erano 107 migranti recuperati dagli attivisti nel Mediterraneo centrale la settimana precedente al ferragosto.In quel frangente l'esperienza del governo gialloverde, quello cioè composto da Lega e Movimento Cinque Stelle, era agli sgoccioli. Dal Viminale però la linea di Salvini non è cambiata: prima di dare il via libera all'approdo, l'allora ministro dell'Interno voleva certezze sui ricollocamenti in Europa dei migranti. Il tira e molla con Open Arms è stato anche il primo dopo l'entrata in vigore del nuovo decreto sicurezza, approvato il 5 agosto.La svolta sul caso è arrivata il 20 agosto, nel giorno della caduta del primo governo di Giuseppe Conte. Il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio è infatti volato a bordo della Open Arms e ha proceduto al sequestro della nave, autorizzando contestualmente l'approdo della nave a Lampedusa e lo sbarco di tutti i migranti a bordo. Pochi giorni dopo la sua procura ha aperto un'inchiesta per abuso di ufficio e sequestro di persona contro Matteo Salvini. Essendo quest'ultimo ministro nei giorni dei fatti contestati, la competenza è andata alla procura di Palermo all'interno della quale si è insediato il tribunale dei ministri.Il primo febbraio scorso dal capoluogo siciliano è stato richiesto al Senato il via libera alla procedura nei confronti del segretario leghista. Palazzo Madama si è potuto pronunciare però soltanto dopo l'emergenza coronavirus, che aveva parzialmente bloccato l'attività parlamentare.Come si è arrivati al processoDopo un primo No da parte della giunta delle immunità del Senato, il 31 luglio scorso l'esito della votazione è stato ribaltato, con l'aula che ha quindi consentito lo svolgimento del processo contro Salvini. La differenza tra i due voti è stata dovuta alla diversa posizione manifestata da Italia Viva, il partito di Matteo Renzi, sul caso. In sede di giunta per le immunità infatti, la formazione politica nata dalla scissione con il Pd ha negato l'autorizzazione nei confronti dell'ex ministro, mentre in seduta plenaria ha votato assieme al resto della maggioranza giallorossa.Con le carte arrivate a Palermo, adesso i pubblici ministeri stanno valutando i tempi e i modi per avviare il procedimento vero e proprio. E dunque, dopo la prima udienza sul caso Gregoretti è probabile che entro l'anno Salvini sarà richiamato in Sicilia per il processo Open Arms. I due >>

 Incubo serie B o la penalizzazione. Cosa rischia davvero la Juve in campionato >>
Inserita il 25 Sep, 2020 10:49:09 AM
In questi giorni si sta parlando insistentemente dell'esame "farsa", per ottenere la cittadinanza italiana, sostenuto da Luis Suarez presso l'Università degli stranieri di Perugia. La Juventus, è bene precisarlo, non risulta indagata in questa triste vicenda ma nell'ambito delle intercettazioni telefoniche i "protagonisti" in gioco hanno fatto il nome di un dirigente del club bianconero: Fabio Paratici, nominato in più di una circostanza.Non solo, perché oltre a Fabio Paratici è stato tirato in ballo anche il suo braccio destro Cherubini che ricopre il ruolo di head of football team and technical areas. Secondo indiscrezioni provenienti da Torino sarebbe stato proprio lui a mettersi in contatto con il rettore dell'università statale di Perugia Maurizio Oliviero, che non risulta indagato, in virtù di una vecchia conoscenza per prendere informazioni circa l'esame che avrebbe poi dovuto sostenere Luis SuarezLe norme FigcLa Procura Federale della Figc ha aperto un provvedimento formale per indagare su questa vicenda e le prossime settimane saranno decisive per capire le reali responsabilità di tutti i protagonisti. Secondo quanto riporta il corriere.it nel lontano 2001 dopo la tempesta di Passaportopoli furono squalificati diversi calciatori e sette squadre punite con maxi multe. Il codide della Figc ha istituito un reato previsto dall'articolo 32, comma 7 che dice: "Le società nonché i loro dirigenti, tesserati, soci e non soci di cui all'art. 2, comma 2, che compiano direttamente o tentino di compiere ovvero consentano che altri compiano atti volti ad ottenere attestazioni o documenti di cittadinanza falsi o comunque alterati al fine di eludere le norme in materia di ingresso in Italia e di tesseramento di calciatori extracomunitari, ne sono responsabili applicandosi le sanzioni di cui ai successivi commi 8 e 9".Cosa rischia realmente la JuventusLe sanzioni sono molteplici e variano ovviamente a seconda della gravità del reato. Si va dall'ammenda per responsabilità oggettiva fino ad arrivare alla responsabilità diretta dove si va incontro a penalizzazioni fino ad arrivare alla retrocessione all'ultimo posto della classifica o alla estromissione dal campionato. Non è però automatico che si entri nel campo dell'articolo 32, nella sua totalità anche perché potrebbe essere contestata la mancata lealtà e quel punto tutto finirebbe con un'ammenda, ipotesi più probabile anche se tutto è al momento nel campo delle ipotesi anche perché bisognerà dimostrare una responsabilità del club bianconero che ad oggi non è nemmeno indagata in questa vicenda.Segui già la pagina di sport de ilGiornale.it? >>

 Aprono i porti con i seggi chiusi: il Pd ora può dare il via all'invasione >>
Inserita il 25 Sep, 2020 10:34:55 AM
Ha messo al sicuro i voti e poi è tornata all'attacco. È la solita strategia adottata dalla sinistra: non tirare fuori i dossier spinosi sotto elezioni e scoprire le carte solo a urne chiuse. Prendiamo, per esempio, il caso della Alan Kurdi. Dopo aver recuperato 133 immigrati clandestini nel Mar Mediterraneo centrale ha puntato dritto al porto di Lampedusa. Domenica scorsa, mentre gli italiani andavano a votare, il responsabile della nave Gordon Isler chiedeva l'immediata evacuazione. "Hanno particolarmente bisogno di protezione - diceva - non devono diventare oggetto di negoziazione tra i Paesi dell'Ue". Per ore il governo giallorosso ha fatto finta di nulla. L'indomani, mentre le urne erano ancora aperte, i volontari della Sea Eye sono tornati a chiedere che gli venisse aperto il porto. "Nessuno vuole la responsabilità di coloro che vengono salvati", lamentavano. Ma, ancora una volta, da Roma nulla. Solo silenzio. Le ore sono diventate giorni. E, mentre Nicola Zingaretti gioiva di aver arginato l'avanzata del centrodestra e di aver conservato il potere in Toscana, Campania e Puglia, l'imbarcazione decideva di far rotta verso Marsiglia. È bastata la voce grossa del ministro dell'Interno francese Gérald Darmanin a rimettere in riga il governo Conte che, evitata la disfatta alle regionali, può tornare ad accogliere tutti quanti.Non è solo sui porti aperti che i giallorossi stanno giocando sporco. Dopo aver salutato con devozione il nuovo Patto sulle migrazioni e l'asilo presentato dalla Commissione europea, eccoli tornare alla carica con il solito cavallo di battaglia: l'accoglienza senza se e senza ma. Eppure, non più di tre settimane fa, un sondaggio pubblicato da Affaritaliani aveva già seppellito l'esecutivo per la gestione strampalata degli sbarchi e per l'incapacità di mettere in quarantena i clandestini appena arrivati. "Una bocciatura netta, chiara e senza appello", aveva sintetizzato Roberto Baldassari, direttore generale di Lab2101 e docente di Strategie delle ricerche di opinione e di mercato all'università degli studi RomaTre. Non solo il 57% degli intervistati aveva detto di non condividere le misure adottate dal governo, ma quasi il 55%, considerando soprattutto la situazione drammatica che si è venuta a creare nei porti e negli hotspot siciliani, aveva chiesto le dimissioni del ministro dell'Interno Luciana Lamorgese. Il messaggio non deve essere arrivato forte e chiaro ai giallorossi e in particolar modo al Partito democratico. Nelle ultime ore si è, infatti, tornati a parlare di ius soli e di ius culturae. Non una sparata delle frangia più estremista ma una reale ipotesi di lavoro. "Ci rifletteremo", ha garantito il premier Giuseppe Conte. "Combatteremo per ottenere i voti necessari", assicura Zingaretti che solo una settimana fa si sarebbe ben guardato dal toccare un argomento tanto spinoso che aveva già fatto capitolare Paolo Gentiloni.Se in campagna elettorale non si parlava di ius soli, men che meno veniva tirato fuori il dossier dell'abolizione dei decreti Sicurezza. Soltanto ora, infatti, parlamentari come Graziano Delrio, capogruppo dem a Montecitorio, dicono che "il tempo dei rinvii è finito". Anche Zingaretti ha alzato la testa dopo aver avuto certezza delle elezioni regionali. "Sui >>

 Raz Degan e la fake news sul covid: "Non fatevi prendere più in giro" >>
Inserita il 25 Sep, 2020 10:29:17 AM
Du bufale sul Covid ne girano tante. Già da febbraio, quando il virus è arrivato a sconvolgere il nostro Paese, il web è stato letteralmente invaso da fake news e da elucubrazioni al limite del fantascientifico. Nel corso dei mesi, la speranza era quella di riuscire a fare un po' di chiarezza e di trovare la quadra per fornire alla popolazione notizie esatte e utili. Purtroppo non è stato così e nonostante i tentativi dei media e dei medici di guidare verso un'informazione sicura, i social continuano a essere veicolo di panzane da complottisti. La situazione è ancora più grave quando a divulgare certe informazioni sono personaggi con un ampio seguito, capaci di arrivare a molte persone e di influenzarle. In ordine cronologico, l'ultimo nome noto a pubblicare una fake news sul Covid è stato Raz Degan.Il modello e attore ha voluto condividere sul suo profilo Facebook una sorta di documento informativo relativo al funzionamento del test sierologico, generando allarmismo e preoccupazione nei suoi seguaci. Non che Raz Degan sia una voce eminente nel campo della medicina, ma ha un forte seguito che potrebbe essere influenzato dalle sue parole, perchè per molti utenti il solo fatto che una persona sia famosa la rende autorevole. "Quando fate il test sierologico o tampone e risultate positivi, chiedete: 'A quale coronavirus sono positivo?'", inizia così il post condiviso da Raz Degan. Il perché sarebbe importante fare questa domanda viene spiegato nelle righe successive: "Ne abbiamo a migliaia, dentro, di virus. Non fatevi prendere più in giro".Gli italiani, quindi, per Raz Degan sarebbero un popolo di creduloni. In base a quanto riportato nel post da lui condiviso, la domanda su quale sia il virus a cui, eventualmente, si risulta positivi dopo il tampone o il sierologico è importante perché gli stessi non sarebbero specifici ma andrebbero a rilevare qualunque coronavirus presente nel nostro organismo. "Hcov-229 E? Hcov-OC43? Hcov-NL63? Hcov-HKU1? Sars-Cov? Mers-Cov? Sars-Cov 2?", si continua a leggere in quel post, in cui si spiega che sono 7 i coronavirus che potrebbero contagiare l'uomo."La PCR rileva uno di loro; i primi quattro sono i raffreddori comuni di tutta la vita. In tv non sentirete dire 'positivo a Covid-19', è molto raro, e se lo dicono mentono poiché fonti ufficiali dicono che non è mai stato isolato, d'altro canto muta continuamente; dicono sempre positivo a coronavirus in maniera generica", spiega il post complottista condiviso da Raz Degan. Come sempre accade in post come questi, si cerca di insinuare il dubbio nel lettore e lo si invita a "indagare", a "leggere la letteratura medica e i decreti legge".Quanto scritto nel post condiviso da Raz Degan su Facebook è, ovviamente, falso. La PCR (Polymerase Chain Reaction) è sempre specifica per il singolo virus ricercato. Infatti, durante questo procedimento vengono moltiplicati per numero n di volte di acidi nucleici, che sono unici per ogni virus. Questo è necessario per avere un campione ampio con il quale far reagire il colorante fluorenscente che, aggiunto alle basi genetiche, rivela la presenza >>

 Elementari, pasticcio pagelle: voti a gennaio e giudizi a giugno >>
Inserita il 25 Sep, 2020 10:19:31 AM
Alla fine dello scorso anno, la scuola sembrava destinata ad un piccolo ma rivoluzionario cambiamento: via i voti in decimi dalle pagelle delle elementari con il solo giudizio di fine anno. Una scelta, decisa peraltro in pieno lockdown, che avrebbe consentito una valutazione non puramente numerica degli studenti ma sarebbe stata inculsiva del percorso di crescita maturato in classe. Nulla da recriminare o, almeno, fino a quando, alla ripresa delle lezioni - stiamo parlando di appena una settimana fa - arriva il contrordine sul decreto convertito a fine giugno. E così, neanche a provarci, si ritorna al ''vecchio stile dei numeretti'' che non piace né agli insegnanti né alle famiglie. Resta però la valutazione in forma estesa per gli scrutini di giugno. Una rassicurazione non da poco, certo, ma è il punto è un altro: come si tradurrà un voto in decimi nelle considerazioni conclusive sull'alunno?''Così è un pasticcio'' denunciano all'unisono genitori ed educatori che, dopo anni di battaglie, si ritrovano in mano con un pugno di mosche. ''Inaccettabile'', contesta Antonello Giannelli, voce dei presidi (Anp), reclamando un intervento urgente per raddrizzare il tiro: ''Occorre un atto legislativo, - spiega alle pagine del quotidiano La Repubblica - la valutazione è un processo unico. Non può essere fatta prima in numeri e poi in giudizi''. E invece sì, è possibile eccome. Lo precisa una nota ministeriale, a firma del capo del dipartimento dell'Istruzione Marco Bruschi, fresca di stampa: ''La norma attualmente nulla dispone per quanto concerne la valutazione intermedia, che resta dunque disciplinata con votazione in decimi''. E, quindi, come bisognerà regolarsi?Nell'attesa che il ''pastrocchio'' venga ripulito dalle evidenti incongruenze, il mondo della scuola insorge. Stefania Bassi, 45 anni, insegnante alla primaria Dalla Chiesa a Roma, nell'equipe sull'innovazione del Lazio, ricorda ancora il giudizio della sua maestra: ''Raccontava chi ero, invece noi abbiamo dovuto ridurre un bambino a un numero: un'impresa''. Alcuni anni fa con le colleghe si era inventata l'autopagella: ''Erano i bambini a prendersi l'impegno di migliorare''. L'rritazione per la svista nel decreto è tale che il Movimento di cooperazione educativa esorta gli insegnanti a un atto di disobbedienza: ''Il nostro invito è a non usare i voti numerici - esorta la responsabile nazionale Anna D'Auria a La Repubblica -in alternativa chiediamo che i collegi dei docenti decidano, con una forzatura, di compilare solo la pagella finale dove sono previsti i giudizi. Nella complessità della riapertura della scuola in emergenza non possiamo dimenticarci dell'aspetto pedagogico: la valutazione non è estranea alla progettazione didattica''. Il pedagogista Giuseppe Bertagna cita Kundera: ''Niente e nessuno è esente dal ridicolo, sono esterrefatto per questi continui stop and go, tra l'altro in un contesto dove i voti non hanno più senso: posso correggere in tempo reale, con le verifiche digitali, dove sbaglio. La valutazione è educativa, non selettiva''. Non da meno sono i Genitori democratici, che per primi hanno denunciato il pasticcio ministeriale: ''La nota ministeriale disorienta e sconcerta - commenta Angela Nava Mambretti - Ma, soprattutto, introduce elementi di confusione di cui non >>

 Il Pd vuole "Bella Ciao" a scuola "Cantatela con l'Inno di Mameli" >>
Inserita il 25 Sep, 2020 9:27:18 AM
Il risultato delle Regionali deve aver dato alla testa al Partito Democratico. Già, perché ora i dem tornano alla carica su una questione a loro molto cara: affiancare Bella ciao all'Inno di Mameli, facendo sì che il canto simbolo dei partigiani e della resistenza entri di diritto nei programmi scolastici di tutto il Paese a decorrere dall'anno scolastico 2020/2021.La pensata non è nuova e anzi risale alla scorsa primavera, quando l'Italia era in piena emergenza coronavirus. In data 30 aprile, infatti, un gruppo di parlamentari dem - tra cui Piero Fassino, Michele Anzaldi, Stefania Pezzopane, Patrizia Prestipino e Gian Mario Fragomeli - presentano a Montecitorio una proposta di legge per inserire nei programmi scolastici lo studio della canzone "rossa" per eccellenza, così da ottenere il riconoscimento ufficiale della canzone simbolo della lotta partigiana come canto ufficiale dello Stato italiano, quasi alla pari dell'Inno di Mameli.Oltre all'idea in sé, stupiscono anche le tempistiche, visto che in quelle difficili e durissime settimane l'Italia era in ginocchio e terrorizzata dalla pandemia di coronavirus, che continuava a mietere vittime. Con il Paese congelato dalla serrata e dalla paura, alcuni deputati del piddì hanno però pensato bene di badare ad altro e di interessarsi a Bella ciao.In quel 30 aprile, allora, a Montecitorio fa capolino la seguente proposta di legge: "Riconoscimento della canzone Bella ciao quale espressione popolare dei valori fondanti della nascita de dello sviluppo della Repubblica". Ma come detto non è tutto. "Non meno importante, infine, la legge dispone anche che in tutte le scuole, all'insegnamento dei fatti legati al periodo storico della Seconda Guerra Mondiale, della Resistenza e della lotta partigiana, venga affiancato anche lo studio della canzone Bella Ciao", come spiegato dal dem Fragomeli. Dalla scorsa primavera a questo autunno, perché praticamente all'indomani del risultato elettorale del referendum, delle Regionali e delle Comunali, la proposta di legge - come rende noto Il Tempo - è stata appena licenziata dalla commissione e approderà dunque in Aula, dove il Pd farà di tutto per ottenerne l'approvazione. D'altronde, secondo loro, come si legge all'interno della proposta di legge stessa, "Bella ciao è un inno facilmente condivisibile e non è espressione di una singola parte politica, visto che che tutte le forze politiche possono ugualmente riconoscersi negli ideali universali ai quali si ispira la canzone".Il blitz del Pd sulla canzone partigiana è tutto condensato nell'articolo uno del provvedimento che potrebbe diventare legge. All'articolo uno, infatti, si legge: "La Repubblica riconosce la canzone Bella ciao quale espressione popolare dei propri valori fondanti della propria nascita e del proprio sviluppo. La canzone Bella ciao è eseguita, dopo l'inno nazionale, in occasione delle cerimonie ufficiali per i festeggiamenti del 25 aprile, anniversario della Liberazione dal nazifascismo". Insomma, Bella ciao come secondo inno nazionale. >>

 Ora arriva l'addio ai contanti: 3.000 euro sul conto corrente >>
Inserita il 25 Sep, 2020 9:24:26 AM
Contanti addio. Il governo lavora senza sosta al piano cashless, nato per ridurre al minimo l'uso delle banconote e allo stesso tempo stanare i furbetti dall'evasione facile. Questa di cui scriviamo è l'ultima novità firmata Giuseppe Conte. I giallorossi sono allo studio di un premio destinato a chi risulta essere tra i primi 100mila utilizzatori di pagamenti digitali.La ricompensa consisterà in un accredito sul conto corrente di una somma pari a 1.500 euro a semestre (massimo 3mila euro l'anno). Una sorta di bonus. Non ci sono limiti di spesa o limiti su settori di prodotti acquistati, ma una soglia di ingresso di almeno 100 transazioni ogni 365 giorni. Il Supercashback, così si chiama la misura che partirà con ogni probabilità già il prossimo dicembre, va ad aggiungersi ai rimborsi che i consumatori cumuleranno a semestre per il solo fatto di pagare beni e servizi con le carte di credito.Come funzionaI fondi a disposizione del progetto sono 3 miliardi di euro. Gli importi verranno liquidati in due tranche, la prima a giugno e la seconda a dicembre. Per incentivare al massimo l'uso della moneta elettronica si sta valutando la possibilità di prevedere un minimo di operazioni da effettuare per ottenere il bonus.La stima è che in questa prima fase utilizzino il cashless circa 10 milioni di italiani, ma, fanno sapere da Palazzo Chigi, se la platea dovesse essere ridotta, si è pronti a ridistribuire le risorse e puntare a un tetto di rimborsi semestrale fino a 500 euro. Chi è interessato dovrà registrarsi e dare così la propria autorizzazione, o sul sito della propria banca o sulla app IO. Registrandosi fornirà il codice fiscale, l'iban e legherà al proprio account le carte che intende utilizzare. Il rimborso non è vincolato all'utilizzo di una sola carta, ma si cumula. Dall'operazione sono esclusi gli acquisti effettuati online.La privacyQuello di cui abbiamo parlato, il cashback, è un'operazione delicata sotto il profilo della privacy. I nostri dati e gli importi delle spese viaggeranno attraverso diverse piattaforme e saranno lavorate da più soggetti, compresa l'Agenzia delle entrate. Il ministero dell'Economia si appoggerà a PagoPa a cui saranno ovviamente affiancate le varie piattaforme bancarie. Alla app i consumatori dovranno registrarsi associando il proprio codice fiscale alla carta che utilizzano. Per farlo dovranno essere dotati dell'identità digitale Spid, ma per ovviare a questa complicazione si sta studiando anche la possibilità di utilizzare i vari canali di pagamento. Risulta, tuttavia, decisivo su questo il parere del garante della privacy.Il piano cashless del governo ha come primo obiettivo la lotta all'evasione. E questa non è la sola misura studiata dall'esecutivo sotto questo punto di vista. Dallo scorso luglio, infatti, il tetto all'uso dei contanti è sceso da 3mila a 2mila euro e quindi dal primo gennaio 2022 scenderà ulteriormente a mille. Inoltre, dal prossimo primo gennaio la soglia per pagare con carte contactless in base agli impegni già ufficializzati da tutti i principali operatori del settore verrà progressivamente aumentata a 50 euro rispetto all'attuale tetto di 25 euro. >>

 Il Mes è (già) stato approvato: che cosa può succedere adesso >>
Inserita il 25 Sep, 2020 9:17:10 AM
Probabilmente la coerenza non è ben accetta in casa Movimento 5 Stelle, così come dimostrato dalle infinite giravolte effettuate sui temi storici pur di restare incollati alla poltrona. E adesso prepariamoci all'ennesimo dietrofront. Su cosa? Sul Mes. Fino a qualche settimana fa veniva visto come uno strumento ormai superato e non moderno, una trappola dell'austerity che sottometterebbe l'Italia ai tecnocrati di Bruxelles. Ma a quanto pare ora sarebbe diventato un mezzo conveniente di cui il nostro Paese non potrebbe fare a meno. Strano, perché la posizione dei grillini era chiara: le "terribili" condizionalità nascoste ci costringerebbero a ritrovarci con una Troika alla porta.Una tesi confermata da Vito Crimi la scorsa settimana. Lo stesso capo politico aveva ribadito la sintesi del Movimento 5 Stelle: "Ancora nessuno ci ha dimostrato che il Mes sia senza condizionalità". E perciò restava il veto: "È uno strumento inadeguato e che non va utilizzato". Peccato però che il fondo salva-Stati sia stato già promosso dal governo giallorosso: qualcuno dovrebbe informare Crimi che i pentastellati hanno riconosciuto che in fin dei conti accedere al Mes non sia un'idea malvagia. Lo hanno fatto lo scorso 6 luglio nel Consiglio dei ministri. Non al bar, ma in un luogo istituzionale di rilievo.Quel documento approvatoA smascherare i 5 Stelle è stato Il Foglio: i ministri gialli (Luigi Di Maio, Alfonso Bonafede, Stefano Patuanelli, Lucia Azzolina, Federico D'Incà, Nunzia Catalfo, Riccardo Fraccaro, Paola Pisano e Sergio Costa) hanno approvato il Programma nazionale di riforma con una scheda tecnica particolare che conferma che il Mes non presenta condizionalità preoccupanti. Mancava solo il ministro Dadone, ma comunque il Meccanismo europeo di stabilità è stato promosso con un voto unanime di tutta la compagine di governo. Ecco spiegato il motivo per cui nelle ultime ore si registra un grande ottimismo da parte del Partito democratico, sempre più convinto di riuscire a sbloccare la pratica.Lo scorso 6 luglio Roberto Gualtieri ha portato in Cdm lo schema del Pnr: 133 pagine per tracciare la strada dell'esecutivo nel triennio 2021-2023. Nel documento di rilancio del Paese viene scritto che l'Italia può godere di una serie di risposte fornite dall'Ue per reagire ai danni provocati dall'emergenza Coronavirus. Un esempio? La linea di credito Pandemic Crisis Support del Meccanismo europeo di stabilità. Per introdurla è stato addirittura specificato che si tratta di una "importante iniziativa". La descrizione del Mes poteva concludersi in maniera semplice, ma il ministro dell'Economia e il premier Giuseppe Conte avrebbero accettato che nella scheda tecnica venisse aggiunto un dettaglio mica da poco: "La condizionalità si limita alla documentazione delle spese sanitarie dirette e indirette, che dovranno essere dettagliate in uno specifico piano per ciascun paese richiedente". Improvvisamente il fondo salva-Stati è diventato una grande opportunità, senza trucchi, senza giochini e senza Troika. >>

 Mentre Johnson accusa l'Italia, la sua fidanzata si gode il lago di Como >>
Inserita il 25 Sep, 2020 9:09:00 AM
Nonostante le recenti accuse di Boris Johnson all'Italia, bollata dal premier britannico come un Paese che sta riuscendo a contenere la seconda ondata di Covid a causa del non troppo elevato amore per la libertà dei cittadini del Belpaese, Carrie Symonds, la fidanzata del primo ministro, sembra invece apprezzare molto la nazione contro cui ha tuonato il leader tory. Mentre infatti Johnson rivolgeva all'Italia le accuse incriminate, la 32enne Carrie trascorreva, insieme a tre amiche e al figlioletto di quattro mesi Wilfred, vacanze extralusso proprio nel Paese contro cui Boris puntava il dito, ossia sul lago di Como. A realizzare tale scoop è stato il Daily Mail.La testata britannica ha infatti pubblicato ieri delle foto che immortalano la Symonds mentre si gode, tra passeggiate sul lungolago e cene prelibate al ristorante, un soggiorno estremamente confortevole nella rinomata località turistica lombarda, pernottando presso il lussuoso Grand Hotel Tremezzo, frequentato da molti facoltosi turisti internazionali.In the week Boris told battered Britain it was in for another six months of Covid winter misery, Carrie Symonds enjoys five-star Italian holiday https://t.co/wZg9eQWPPB pic.twitter.com/9Xjvnhh5mw- Daily Mail U.K. (@DailyMailUK) September 24, 2020In particolare, il quotidiano londinese evidenzia il fatto che, proprio mentre Johnson annunciava martedì alla nazione mesi difficili fatti di restrizioni ai danni di alcune attività commerciali in nome del contenimento del virus e mentre il suo governo procedeva a erogare sussidi a cinque milioni di disoccupati britannici, la sua fidanzata spendeva più di 600 euro a notte per soggiornare in quell'elegante albergo, costruito nel 1910.Altre foto diffuse dal giornale mostrano la fidanzata del premier, insieme alle amiche e al figlioletto avuto da Boris, pranzare al ristorante dell'hotel, assaporando una portata dal gusto mediterraneo e dal costo di quasi 30 euro: spigola con pomodori, capperi e olive.Ulteriori immagini della lussuosa vacanza di Carrie mostrano quest'ultima prendere parte, a bordo di un battello di legno levigato, a una visita guidata nei luoghi più suggestivi di quello spicchio di terra lombarda, organizzata dallo stesso albergo e dal costo di oltre 300 euro all'ora.Oltre alle foto, il Daily Mail fornisce, come prova della confortevole capatina in Italia della fidanzata del premier che ha recentemente tuonato contro il Belpaese, alcune testimonianze di turisti britannici che hanno incontrato proprio la Symonds sul lungolago."Lei sembrava molto rilassata, come se non avesse alcuna preoccupazione al mondo", hanno dichiarato alla testata i vacanzieri di Sua Maestà che hanno incrociato la fidanzata di Boris nella località turistica in questione. >>

 "A Non è l'Arena c'è serietà. La politica? Non la escludo" >>
Inserita il 25 Sep, 2020 8:05:29 AM
"Vuoi che parlino bene di te? Fai il morto". E mentre cita il vecchio detto cinese, Massimo Giletti esegue (metaforicamente) gli scongiuri. Scherzare su meriti e rischi che, in egual misura, le coraggiose inchieste di Non è l'Arena gli hanno procurato, fa parte del suo modo di stare al gioco. "Alle soglie dei 60 anni vivo in mezzo ad una tempesta confessa, dopo che gli è stata assegnata una scorta per le minacce del boss Filippo Graviano, infastidito dal suo programma (da domenica di nuovo su La7) -. Ma le tempeste rafforzano. Ho ancora nelle orecchie quel che mi disse un dirigente Rai, quando dopo 27 anni fui costretto a lasciare l'azienda, Tanto a La 7 non duri più di un mese. E sono qui, con successo credo, da quattro anni".Anzi: il successo è tale che si dice lei pensi di scendere in politica. È vero?"Negarlo sarebbe sciocco: non mi dispiacerebbe. A giugno scade il mio contratto con La7. E del resto fare tv come la faccio io è già fare politica: tanti colleghi, da Santoro alla Gruber a Sassoli, hanno già compiuto questo passo. Sono stato contattato più volte da più partiti, non dico quali. È normale: la politica pensa Questo porta voti. Ma accetterei solo se potessi incidere realmente. Fare il peone non mi andrebbe".Come ripartirà allora la (forse) ultima edizione di Non è l'Arena?"Nella puntata di domenica avremo Flavio Briatore, alla sua prima apparizione televisiva dopo la guarigione. Quindi il professor Zangrillo e le sue polemiche con i colleghi virologi. Poi Mirko Scarcella, il guru di Istagram accusato di truffa da un'inchiesta delle Iene, che ribatterà punto per punto a tutte le accuse".Le vostre inchieste sulle scarcerazioni dei boss mafiosi hanno portato ad esiti clamorosi: sfiducia per il ministro Bonafede, dimissioni del presidente del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria"Il mio editore Urbano Cairo deve aver pensato Ho preso un pazzo. Ma difficilmente avrei potuto fare questa battaglia su un'altra rete. Io paragono Non è l'Arena agli ammutinati del Bounty: come mi ha insegnato Giovanni Minoli noi cerchiamo sempre la verità parallela; non solo quella che appare per prima. I miei devono lavorare duro. Poi la Rai me li porta via. Pazienza: vuol dire che sono bravi".Cosa tiene bene a mente quando affrontate i temi più caldi?"La serietà. Sa quante volte avevamo per le mai scoop pazzeschi e solo ad un passo dalla conclusione, dopo ore di appostamenti, testimonianze e carte, abbiamo dovuto fermare tutto perché magari mancava solo un ultimo tassello? È frustrante. Ma preferisco così".Picchi di nove milioni e mezzo di ascoltatori testimoniano l'appoggio del pubblico. E quello dei colleghi?"Ecco la mia unica amarezza: ritrovarmi solo. Sull'affare delle scarcerazioni non avere neanche un messaggio di solidarietà da colleghi che pure credevo vicini, mi ha pesato. E parlo soprattutto di colleghi televisivi. Il paragone col coraggio di certi giornalisti di piccole emittenti, che ho conosciuto in Puglia o Calabria, è impietoso. Nonostante questo rifarei tutto. Con un po' meno di vis polemica, forse Ma davanti ad un politico che >>

 Tiramani, il leghista istrionico che ha fatto tre gol al governo >>
Inserita il 25 Sep, 2020 7:49:14 AM
Bello, giovane e leghista. Paolo Tiramani, classe 1983, è un deputato alla prima legislatura che si divide tra Montecitorio e Borgosesia, il suo paese natìo dove è sindaco dal 2017.Laureato in economia dei mercati globali, Tiramani, nonostante la sua giovane età, ha già alle spalle una lunga carriera politica. Assessore comunale a Borgosesia dal 2006 per circa dieci anni, poi assessore alla provincia di Vercelli e consigliere regionale. Nel 2017 prende il posto del compianto Gianluca Buonanno, istrionico europarlamentare deceduto prematuramente dopo un incidente stradale, come primo cittadino di Borgosesia. Nel corso della campagna elettorale ha inserito il suo numero di telefono nei cartelloni come segno di piena disponibilità verso i suoi concittadini. L'anno successivo diventa un deputato della Lega vincendo il suo seggio col 47% dei consensi, più del doppio dei suoi avversari. È capogruppo della Lega in commissione di Vigilanza Rai, ma il suo principale settore di competenza è la sanità tant'è vero che è membro anche della commissione Affari Sociali della Camera.Lo scorso 29 luglio, intervenendo in Aula, ha duramente attaccato il governo sul tema dell'immigrazione dichiarando: "Sono umanamente predisposto, in quanto padre di famiglia, ad accogliere bambini e madri, ma quando vedo che andiamo ad accogliere giovani palestrati con barboncino al seguito forse non ci facciamo una bella figura". È stato uno dei pochi leghisti a schierarsi contro il taglio dei parlamentari perché poco convinto della riforma "E poi, perché mai dovremmo assecondare Conte, Di Maio e Toninelli? #VotoNo". Davanti a simili argomentazioni è veramente difficile controbattere...La sua attività da parlamentare, però, non lo distoglie dal ruolo di sindaco. Anzi, nel periodo dell'emergenza coronavirus si è fatto promotore di alcune iniziative che hanno avuto risonanza nazionale. Al motto di "prima gli anziani" ha emanato un'ordinanza che imponeva ai dipendenti delle poste di prevedere una corsia preferenziale per gli over 65. Nel caso in cui le persone si fossero trovate a lungo sotto al sole, i responsabili di Poste Italiane sarebbero stati sanzionati. Una bella mazzata per i dipendenti pubblici poco avvezzi alle esigenze della gente comune. Ma non solo. A maggio ha promosso una giornata di test a tappetto gratuiti e su base volontaria per tutta la popolazione di Borgosesia, mentre il 12 settembre ha ripetuto l'esperimento per tutti i bambini che si avviavano al rientro a scuola e per i loro genitori. Tiramani ha dimostrato così che non solo Zaia, ma anche il sindaco di un piccolo comune è in grado di fare i test a tappeto, segnando così il suo primo gol contro il governo Conte.Durante il lockdown entra in conflitto col ministro Lucia Azzolina quando decide di istituire un servizio di baby-sitting per aiutare le coppie che dovevano rientrare a lavoro. La titolare del dicastero dell'Istruzione gli impedisce di usare le scuole del ministero e, allora, Tiramani porta avanti il suo progetto sfruttando i locali di proprietà comunale. E, così, il giovane leghista segna un altro gol a porta vuota, stavolto contro la Azzolina che non ne azzecca mai una. Non contento il >>

 Superiorità morale e ipocrisie: ecco come ragiona un radical chic >>
Inserita il 25 Sep, 2020 7:46:31 AM
Victor Hugo, nel suo "Les Miserables", dedica un'intero capitolo a descrivere la differenza sottile che, secondo lui, intercorre tra la "sommossa" e "l'insurrezione". In entrambi i casi si tratta di una rivolta di piazza: sono due collere simili, dice l'autore, ed entrambe prevedono la sollevazione del popolo, la guerriglia e la violenza. Eppure "una ha torto e l'altra ha diritto". Perché? La sommossa è negativa perché è la guerra di una minoranza contro quella che l'autore considera la "giustizia". L'insurrezione invece impugna le armi per rivendicare un diritto: è la difesa della massa contro chi vuole usurpare il potere. Dunque è legittima. Nella pratica per Hugo assaltare il Palazzo del governo è lecito se si vuole cacciare il Re, ma è un sacrilegio se la rivolta insidia un governo democratico. Allo stesso modo, sparare contro la folla è giustificato se lo si fa per difendere il "progresso" mentre è un crimine se ad aprire il fuoco sono i cannoni di un sovrano.Direte: ma che c'azzecca tutto questo con i radical chic? C'entra. Perché il modo di ragionare di Hugo sulle insurrezioni somiglia a quello utilizzato dalla sinistra italiana, europea e globale per perorare la causa della propria superiorità morale e politica. Sia chiaro: non stiamo dicendo che l'autore francese era un radical chic. Non sia mai. Ci serve solo come esempio. Hugo relativizza la violenza e la giustifica sulla base della propria lettura della storia: etichetta quindi con il bollino dei "buoni" tutto ciò che gli aggrada e con quello dei "cattivi" ciò che non apprezza. Lo stesso sono soliti fare - ma con molta meno intelligenza - i protagonisti di un certo pensiero progressista, radical nei contenuti e chic nelle movenze. Il riassunto può essere questo: se la pensi come me sei nel giusto, altrimenti vai demonizzato. E non importa se a volte pur di difendere le equazioni progressista=giusto e populista=sbagliato l'intellighenzia radical usa "due pesi e due misure" con tanta sfacciataggine da apparire imbarazzante.Va detto che il radical chic non ha una carattere ben definito. E il significato del termine è evoluto nel tempo: una volta dipingeva il ritratto di chi per moda o convenzienza sposava idee anticonformiste pur appartenendo ad un ceto sociale elevato. Oggi la locuzione abbraccia altre accezioni. Identifica ad esempio l'atteggiamento di chi è convinto di avere una certa superiorità culturale ed esibisce appena può questa cultura "elevata". Tradotto in altri termini, come nel caso di Hugo, è quel modo di fare in cui ciò che aggrada una certa parte (la sinistra) è giusto mentre tutto il resto (la destra) va cestinato. In Italia i protagonisti di questo "movimento" incarnano ora l'uno ora l'altro significato del termine.Dunque i radical chic nostrani sono quelli che combattono l'inquinamento ambientale vestendo sintentico, acquistando iPhone e mangiando McDonald's. Oppure chi predica l'accoglienza ma non vuole migranti a Capalbio. Ma sono anche quelli che s'indignano se alla manifestazione del centrodestra mancano le mascherine e poi tacciono se i Black Lives Matter si assembrano nelle piazze di tutto il mondo. >>

 Bollo auto? Quando si paga (e chi si salva dalla stangata) >>
Inserita il 25 Sep, 2020 7:45:46 AM
La scadenza per il pagamento del bollo dell'auto si avvicina ma ci sono due importanti novità: l'esenzione per alcune categorie di cittadini italiani ed il rinvio del pagamento in alcune regioni italiane. Ma andiamo con ordine.Il calendario con le scadenzeDi solito, i termini di scadenza per il pagamento del bollo sono fissati entro il mese successivo rispetto al mese di immatricolazione della propria autovettura. Questo non vale per i residenti del Piemonte e della Lombardia che hanno un calendario diverso: 20 gennaio 2020 se il bollo auto è scaduto nel mese di dicembre, 31 maggio 2020 e 30 settembre 2020 se il bollo è scaduto ad agosto.Le novità. Questa volta, però, c'è una variazione: in seguito all'emergenza sanitaria dovuta al Covid-19, nel decreto 'Cura Italia' il governo ha approvato il rinvio di alcuni pagamenti. Il bollo è stato rimesso all'autonoma decisione di ogni Regione, ed è così che in 10 di esse è stato sospeso il pagamento: Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia, Veneto, Toscana, Lazio, Marche, Umbria, Friuli Venezia Giulia, Campania e Calabria. Ogni amministrazione regionale ha stabilito termini diversi per il versamento. Per conoscerli bisogna collegarsi al sito interner della propria regione e vedere quali sono le disposizioni attualmente in vigore ed accertarsi così di essere in regola con i pagamenti.L'Umbria va incontro ai cittadini. La Regione Umbria ha disposto, tramite l'Aci, delle note di cortesia per ricordare agli utenti che non abbiano già precedentemente provveduto al pagamento, che sarà possibile pagare il bollo auto senza sanzioni e maggiorazioni entro il 30 settembre 2020 per tutte le scadenze comprese tra il 1 marzo e il 31 luglio di quest'anno.Su AdnKronos si legge che la Regione ha disposto la sospensione dei termini dei versamenti della tassa automobilistica regionale ordinaria da effettuare nel periodo sopra indicato ed i versamenti sospesi andranno effettuati, in un'unica soluzione, entro il 30 settembre 2020 senza incorrere in sanzioni e interessi. Nel caso in cui i dati riportati dalla nota ricevuta non corrispondessero all'attuale posizione fiscale del cittadino che l'ha ricevuta, ci si potrà rivolgere ad una delle seguenti strutture di assistenza al contribuente: Uffici Territoriali Aci, Delegazioni Aci e Agenzie/Studi di consulenza convenzionati per i servizi di assistenza. Andranno presentate: l'idonea documentazione in possesso dell'utente, la copia del documento personale di riconoscimento e il modulo di "Avviso di Scadenza della Tassa Automobilistica'', presente sul retro della nota di cortesia, debitamente compilato.Chi ha diritto all'esenzioneLe nuove esenzioni in vigore a partire dal 1° gennaio 2020 si possono applicare per alcune categorie di cittadini quali, ad esempio, tutti i soggetti disabili che rientrano nei requisiti previsti dalla Legge 104/1992 ed i titolari di auto con specifiche motorizzazioni: come già trattato sulle pagine de ilgiornale.it, le agevolazioni riguardano anche le vetture ultratrentennali e le auto meno inquinanti.Inoltre, non pagheranno il bollo auto nemmeno i cittadini italiani in possesso delle auto elettriche fino al quinto anno dopo l'acquisto dell'autovettura ed i possessori delle auto ibride acquistate durante il 2019,con un'esenzione pari a 3 o 5 anni per la tassa del >>

 Migranti, spunta il cavillo nel piano Ue: "Vietato criminalizzare le Ong" >>
Inserita il 25 Sep, 2020 7:42:27 AM
L'assistenza umanitaria "non può e non deve essere criminalizzata", quindi "la criminalizzazione delle Ong (...) non è consentita dal diritto dell'Ue". Più chiari di così, si muore. Sono le parole contenute nei documenti pubblicati dalla Commissione europea e allegati al nuovo Patto sulle migrazioni. La bozza di accordo che, a detta di Ursula Von der Leyen, dovrebbe tradursi nel "nuovo inizio" per una gestione sana delle migrazioni. Ma che invece non solo non contiene alcuna restrizione alle scorribande delle Ong nel Mediterraneo, ma anzi rischia di trasformarsi in un vero e proprio tappeto rosso.I documenti insidiosi sono due. Da una parte una "raccomandazione" scritta con l'intento di favorire la cooperazione tra Stati di fronte all'attività delle navi umanitarie. Dall'altra invece una "guida" all'attuazione delle norme dell'Ue sul favoreggiamento all'immigrazione clandestina. Partiamo dalla prima. Salta subito all'occhio l'invito rivolto agli Stati a fare in modo che i migranti recuperati vengano sbarcati "non appena possibile" nel porto "sicuro più vicino". Cioè in Italia, a Malta o in Grecia. Non è una sorpresa, certo. Però è un fatto politico rilevante, visto che Roma da tempo chiede che le Ong portino altrove gli stranieri imbarcati. Di fatto l'Ue persevera sulla scia che negli ultimi anni ha riempito Lampedusa e il Belpaese di immigrati, con tanti saluti alle proteste italiane. Ed è difficile immaginare che il piano per i ricollocamenti o il sistema dei rimpatri sponsorizzati, se mai verrà accetato, possa alleviare il peso che grava sugli Stati di frontiera.Chi sperava infatti che la Commissione col nuovo Piano riuscisse a mettere ordine al caos umanitario nel Mediterraneo dovrà ricredersi: manca una proposta coerente e pratica. L'unica novità riguarda la costituzione di "un gruppo di esperti" col compito di studiare le normative, mettere in contatto tutti gli attori e provare a far collaborare gli Stati di frontiera con quelli di bandiera delle navi private (magari per stabilire le responsabilità dello sbarco). Per il resto, la raccomandazione contiene solo un generico invito ai Paesi a scambiarsi "informazioni sulle navi coinvolte" nelle operazioni Sar e "sui soggetti che le gestiscono e le possiedono", così da verificarne "la conformità alle norme di sicurezza" e controllarne le attività. A parte questo, nient'altro: nessun codice di condotta per le Ong; nessuna limitazione alle operazioni. Solo il monito a "non criminalizzare".Ed è qui che entra in scena la "Guida" contro il favoreggiamento all'immigrazione clandestina. La leggi comunitarie, come quelle nazionali, prevedono infatti condanne penali per i cosiddetti "facilitatori", cioè chi favorisce l'ingresso irregolare di clandestini nel territorio europeo. Tra questi, a rigor di logica, potrebbero rientrare anche le Ong, che di fatto caricano i migranti di fronte alla Libia e li portano senza documenti in uno Stato membro. La normativa però ammette alcune eccezioni, tra cui proprio gli interventi Sar realizzati a scopi umanitari e di salvataggio. In sostanza: se salvi un naufrago irregolare perché sta affogando e lo porti in Europa, non sei passibile di denuncia. Norma sacrosanta, sia chiaro. Ma nella sua "Guida" l'Ue non si limita a riaffermare alcuni >>

 "A Masterchef i piatti li lanciavi", "Sui prezzi ti sprechi". Il web contro Carlo Cracco per la pizza antispreco >>
Inserita il 24 Sep, 2020 8:28:27 PM
Amara sorpresa per i clienti del ristorante di Carlo Cracco a Milano che nel piatto si sono trovati solo due terzi di pizza invece di una intera. Uno sbaglio? Tutt'altro: una provocazione. Il popolare chef ha servito ai suoi clienti solo una porzione del gustoso piatto per riportare l'attenzione sul crescente problema dello spreco alimentare. La trovata, degna di nota, non ha però incontrato il consenso del popolo del web, che ha duramente criticato lo chef.Sui social network, infatti, la provocazione lanciata da Carlo Cracco in occasione della Giornata Internazionale contro lo Spreco Alimentare (che ricorre il 29 settembre) non è stata raccolta e decine di utenti si sono scagliati contro il popolare chef. Sotto il video post pubblicato sulla sua pagina Instagram - nel quale Carlo Cracco spiega l'iniziativa - sono così fioccati sfottò e critiche: "È per questo che fai i piatti minuscoli? Per sprecare di meno?", "Meglio dire che sul prezzo non ti sprechi...", "Di sicuro non c'è da preoccuparsi nel tuo ristorante e la cosa divertente è che nel tuo locale non ci sono sprechi anche perché nei piatti non metti quasi un ca**o di cibo". La pizza non sembra portare bene a Cracco che per questo piatto era già stato criticato mesi fa per il prezzo eccessivo (una margherita 16 euro).A far indispettire non tanto i clienti - che si sono visti servire trequarti di pizza - quanto piuttosto gli internauti è stata soprattutto la passata esperienza di Carlo Cracco a Masterchef. Nel programma culinario, infatti, i giudici erano soliti gettare i piatti mal riusciti dei concorrenti in gara e più volte erano stati criticati per questo atteggiamento "leggero". Questa pratica oggi è stata abolita, ma i telespettatori non dimenticano e così la sfida a sfondo sociale lanciata da Carlo Cracco si è trasformata ben presto in un attacco a lui e a Masterchef: "Però lanciate i piatti in diretta televisiva ! Patetico ! Vai a vendere patatine che forse quello è il tuo reale lavoro! Marchesi disse: 'Cracco è il classico esempio dell'allievo che non supera il maestro'", "Co***one....allora quando fate quelle ca**te di programmi tipo Masterchef dovreste non sputare su un piatto riuscito male o addirittura buttarlo dentro il secchio della spazzatura .........rifletti imbecille prima di dire certe cose", "Si dovrebbe cominciare con abolire i programmi di cucina dove tutto viene gettato via l'esempio che date voi chef televisivi non è dei migliori". Visualizza questo post su Instagram Un terzo del cibo al mondo viene sprecato: le implicazioni in termini ambientali, sociali ed economici sono enormi, ma come spiegarlo in modo semplice e intuitivo? Il 29 settembre le Nazioni Unite e la FAO hanno proclamato la prima Giornata Internazionale della Consapevolezza sugli sprechi e le perdite alimentari. Fai la tua parte! @toogoodtogo.it #ilcibononsibutta #FLWDayUn post condiviso da Carlo Cracco (@carlocracco) in data: 23 Set 2020 alle ore 7:37 PDT >>

 La dieta con il partner favorisce la guarigione dall'infarto >>
Inserita il 24 Sep, 2020 3:10:40 PM
In Italia ogni anno si registrano circa 120mila casi di cui una buona parte fatale. Si ritiene che la mortalità, oggi assestata intorno all'11%, possa essere dimezzata fra qualche tempo grazie all'introduzione di migliori strategie diagnostiche e terapeutiche. Con il termine infarto (o attacco di cuore come viene popolarmente definito) si indica la morte del tessuto muscolare cardiaco che si verifica quando il flusso di sangue diretto ad una parte dello stesso si blocca a causa dell'ostruzione di una o più arterie (coronarie) dedite al suo trasporto. È in assoluto uno dei più gravi eventi cardiovascolari. L'infarto, che colpisce quasi sempre il ventricolo sinistro, si distingue in trasmurale e subendocardico. Nel primo la necrosi ischemica interessa l'intero spessore della parete ventricolare. Nel secondo, invece, si verifica la morte degli strati più interni della parete ventricolare.La causa principale del disturbo è l'aterosclerosi, una condizione dovuta all'accumulo di materiale lipidico lungo le pareti delle arterie coronarie. Viene così a formarsi una placca aterosclerotica che può rompersi e dar luogo alla formazione di un coagulo di sangue le cui dimensioni, se sufficientemente grandi, sono in grado di bloccare il flusso di sangue che circola attraverso l'arteria. Più raramente l'infarto è l'esito dello spasmo di un'arteria coronarica dovuto, ad esempio, a particolari condizioni come l'assunzione di droghe. Esistono, poi, fattori di rischio che favoriscono la sua comparsa: l'età avanzata, il sesso maschile, la familiarità, la sedentarietà, il fumo di sigaretta. Ancora il diabete, l'ipertensione e una dieta ricca di alimenti calorici e grassi che predispongono a un aumento del colesterolo cattivo nel sangue.Sintomi dell'infarto possono comparire improvvisamente o in maniera sfumata nelle ore o nei giorni precedenti. Alle volte nei pazienti diabetici, negli anziani e nei soggetti che hanno subito un trapianto di cuore, l'attacco cardiaco è asintomatico o determina una morte rapida e inaspettata. Manifestazioni tipiche includono: disagio, fastidio o dolore oppressivo al centro del petto (l'algia può estendersi allo stomaco, alla spalla, al braccio sinistro, ai denti, al collo, alla mascella), difficoltà respiratorie, nausea, vomito. Ancora sudorazione fredda, pallore, vertigini, svenimenti, estrema agitazione alla ricerca invana di una posizione capace di alleviare il dolore. Le donne, per le quali i segni clinici possono essere meno evidenti, lamentano dolori addominali, bruciore retrosternale, capogiri e senso di svenimento.Vita sedentaria, alimentazione scorretta, fumo di sigaretta, obesità, come già accennato, sono importanti e pericolosi fattori di rischio cardiovascolare. Lo studio Euroaspire 4 ha evidenziato quanto sia difficile motivare i soggetti a cambiare le proprie abitudini. Se non profondamente spronati, il 49% di quelli che prima dell'infarto fumavano ha ripreso. Il 60% di coloro che non facevano sport ha perpetrato l'inattività e l'80% degli obesi non è riuscito a perdere peso una volta dimesso dall'ospedale. Come convincere, dunque, i pazienti? Forse la risposta sta nella complicità di coppia.Durante l'ultimo Congresso della Società Europea di Cardiologia la ricercatrice Lotte Verwely dell'Accademic Medical Center di Amsterdam ha dimostrato che quando i partner si uniscono nello sforzo, chi ha vissuto un infarto ha maggiori probabilità di riuscire a cambiare la >>

 Ava Max, la nuova sorpresa del pop >>
Inserita il 23 Sep, 2020 8:23:22 AM
Pian piano Ava Max sta salendo di piano. Da esordiente di talento a giovane promessa fino a imminente nuova stella del pop anche qui in Europa. È appena uscito il suo primo disco Heaven&Hell che è il coronamento di ben sette brani di successo come Sweet but psycho (2 miliardi di stream), So I am , Salt e Torn, che in Italia è conosciuto anche per essere stato la colonna sonora di uno spot di auto.Vista così da lontano Ava Max, che in realtà si chiama Amanda Ava Koci nata a Milwaukee ma di origini albanesi, ha già il pedigree per diventare una nuova stella del pop e chissà se stabile oppure fugace come quasi tutte negli ultimi dieci anni. Nell'incontro video con la stampa italiana, lei si è presentata con la T-shirt dei Guns N'Roses e la risposta pronta, a conferma che oggi è tanto importante avere belle canzoni quanto battute di facile presa. "Non c'è alcuna canzone che sia un riempitivo in questo disco visto che abbiamo lavorato tanto su ciascun brano. Ad esempio a Kings & Queens abbiamo dedicato ben otto mesi di lavoro".In effetti lei, che ha 26 anni, sfoggia l'armamentario indispensabile per avere successo: look aggressivo ma modificabile, proprio come quello di Lady Gaga. Repertorio efficace tra pop e dance pop naturalmente contaminato dalle inevitabili influenze di Madonna, Gwen Stefani (soprattutto) e Britney Spears, ossia tre generazioni diverse di eroine del pop che negli ultimi 40 anni hanno declinato le proprie femminilità nella musica leggera. Anche Ava Max ci prova: "In questo disco voglio mostrare tutti gli aspetti della nostra personalità, la nostra dualità, le nostre emozioni, i nostri riflessi emotivi senza nasconderli".In effetti lo fa, e lo fa in modo abbastanza didascalico per poter diventare planetario. Nonostante sia sostanzialmente una debuttante visto che ha un solo disco all'attivo, lei è già "dressed to kill" ossia vestita simbolicamente per uccidere e raggiungere il top.Anche se ha avuto successo molto in fretta, non si è lasciata travolgere: "Mi sono ritagliata tempo ogni volta che ne ho avuto bisogno, con libri e film, sostanzialmente rallentando e nutrendo l'anima". Dopotutto questa è la vera differenza tra le nuove popstar e quelle del passato. Non la musica, ma la capacità di convivere con il successo". Un passo avanti, almeno in questo. >>

 Lieto fine per Ignazio Moser e Cecilia Rodriguez. Il bacio della riconciliazione >>
Inserita il 20 Sep, 2020 9:52:57 AM
Ha creato molto scompiglio la rottura (mai del tutto confermata) tra Ignazio Moser e Cecilia Rodriguez. Nell'ultimo mese, infatti, sono stati tanti i gossip che hanno interessato l'amata coppia dei social che è nata sotto il solo della Grande Fratello Vip. I due sembravano inseparabili e, soprattutto, molto innamorati. Eppure, come hanno riportato diverse fonti, pareva che la fiamma della passione si fosse spenta tra Ignazio e Cecilia. Lei era fuggita in barca in sua sorella, lui pizzicato con un'altra donna, ma i rumor però non sono mai stati confermati. Questo perché i diretti interessati non hanno mai rivelato dettagli sulla rottura. La crisi pare che sia iniziata in Sardegna, ma dopo settimane di apprensione, la love story tra Moser e Cecilia ha avuto il suo bellissimo lieto fine. E così trova una degna conclusione anche uno dei gossip più chiacchierati di questa turbolenta estate in epoca Covid.A dare la lieta notizia che ha rallegrato i fan è stato un amico della coppia. Andrea Caravita che di professione è food e travel blogger, è tra le sue storie di Instagram che ha fotografato un caldo bacio tra Ignazio e Cecilia. Un bacio che mette a tacere tutte le indiscrezioni delle ultime settimane. Secondo quello che si apprende dai video pubblicati, i due gieffini sono a Como insieme all'amico in comune, per un fine settimana in un resort di extra lusso tra le sponde del lago. E tra i video che mettono in bella mostra le leccornie messe a disposizione dal resort, spunta anche il bacio tra coppia social più amata del momento. Si vede molto chiaramente Ignazio Moser sporgersi verso Cecilia che si lascia baciare delicatamente sulle labbra. Il video è di qualche secondo appena, ma il filmato è lungo quanto basta per evidenziare la realtà dei fatti. La coppia finalmente ha trovato il sereno."Le mie più grandi passioni: la bici, il vino e la Chechinita", si legge un'altra storia condivisa dal travel blogger. Un gioco di parole per sottolineare la felicità nell'aver immortalato l'attesa riconciliazione. Sta di fatto però che questo avvenimento era nell'aria da diversi giorni. Già il padre di Ignazio, in una recente intervista, aveva affermato che suo figlio si era già ritrovato con Cecilia e che sarebbe ben lieto di avere un nipotino. Chissà, forse questo bacio è simbolo di qualcosa di più? Non resta che attendere gli sviluppi. >>

 Amore felice, amicizia e altre magie del giovane Dante >>
Inserita il 20 Sep, 2020 8:09:44 AM
Sullo sfondo della turbolenta Firenze medievale, in tumultuoso sviluppo economico e finanziario, il giovane Dante, prima che la passione politica lo travolga e ne determini la rovina e l'esilio, scrive la sua Vita Nova e sceglie Amore come suo unico Dio e Signore. È entrato a far parte di una cerchia di amici capitanata da Guido Cavalcanti, ricco, bellissimo, agilissimo nella mente e nel corpo, che si dichiarano Fedeli d'Amore, e riscrivono in versi dal nuovo stile il lessico delle gioie e dei tormenti del cuore.Dante si spinge più in là. Crea il mito di Beatrice, verso cui professa, come scrive Borges, una "adorazione idolatrica": per il giovane poeta Beatrice è tutto, è la ragazza di cui si innamora e le cui brevi vicende mondane, ritmate dal numero nove - tre volte tre, il numero di Dio - sono racchiuse in un incontro, un saluto, il rifiuto di un saluto e la morte prematura. Ed è un fantasma, il simbolo della Sapienza e della Bellezza Angelica, che illumina, ingentilisce, scaccia ogni sentimento violento, e porta dal cielo in terra il suo miracolo nuovo. Guido si chiude nel suo disperato, eroico materialismo. Dante, per onorare Beatrice, per dire di lei "quello che mai non fu detto di alcuna", intraprenderà il suo percorso di pellegrino celeste verso la conoscenza del mistero di Dio. Ma questo giovane, la cui anima conosce già vastità infinite e turbinose moltitudini, è capace di tradire l'oggetto della sua idolatria.Nelle Rime troviamo una poesia che è la più straordinaria celebrazione della giovinezza che la letteratura universale conosca. E lì Beatrice non c'è. Una poesia che parla di un desiderio e di un piacere del tutto mondani, di una aspirazione alla felicità concreta, vissuta nel sogno ma anche nella carne. È il sonetto Guido i' vorrei che tu e Lapo ed io. Un suo tema è l'amicizia, intesa come complicità, come condivisione di esperienze in una cerchia a sé stante, impermeabile al mondo. Un altro la magia, con la convocazione sulle rive dell'Arno del Mago Merlino, il "buono incantatore", dalle brume della favolosa Bretagna. Un altro ancora il viaggio, senza famiglia, senza impedimenti, tra compagni, in mare aperto e senza meta. E infine l'amore, che qui chiede di essere corrisposto come garanzia di felicità. Beatrice non c'è, nella navigazione magica del giovane Dante. Sul vascello del desiderio c'è madonna Vanna per Guido, madonna Lagia per Lapo, e per lui? Per Dante c'è "quella ch' è sul numer de le trenta". L'espressione può sembrare criptica e impoetica, ma certo gli amici complici l'hanno afferrata al volo. Dante, alla maniera dei trovatori di Provenza, aveva scritto una poesia in cui elencava le sessanta più belle donne di Firenze. Eco certo delle "sessanta regine" di cui parla Salomone nel Cantico dei Cantici. Chi era "sul numer de le trenta", al trentesimo posto? È lei che Dante vorrebbe sul vascello incantato. Una donna in carne ed ossa, di cui non conosceremo mai il nome. Una donna con cui "ragionar d'amore", e che fosse >>

 Gf Vip, Dayane Mello conferma il flirt con Balotelli: "Un sentimento forte" >>
Inserita il 17 Sep, 2020 6:22:08 PM
Nella casa del Grande Fratello Vip è già tempo di confessioni tra i partecipanti di questa quinta edizione partita lo scorso lunedì 14 settembre.Dayane Mello ed Enock Barwuah hanno chiacchierato a lungo, in disparte dai compagni di avventura, di Mario Balotelli fratello di Enock ed ex di Dayane. La modella senza mezzi termini ha confessato di provare ancora dei sentimenti per il calciatore: "Provo ancora un sentimento forte per lui", queste le sue parole.Ha poi raccontato alcuni aneddoti di quando, appena giunta in Italia, all'età di 19 anni, ha incontrato Balotelli e ha avuto con lui un breve flirt. Le confidenze di Dayane hanno attirato l'attenzione degli altri concorrenti. Le sue parole sono state eloquenti: "C'è sentimento, Mario è una persona speciale. quando lo vedo il mio cuore batte forte", spiazzando così i compagni di reality e soprattutto Enock che di certo non si apettava tale dichiarazione.La modella brasiliana ha proseguito il suo racconto: "Malgrado il sentimento non siamo riusciti mai a stare insieme, lui è un testardo e anche io; quando l'ho conosciuto avevo diciannove anni, l'ho amato e ho ancora dei sentimenti fortissimi per lui". Le reazioni degli altri concorrenti non si sono fatte attendere. "Ma questa è una bella dichiarazione d'amore!", ha esclamato Matilde Brandi.Dayane Mello ha anche ricordato il primo bacio dato a Balotelli: "È stato in macchina davanti all'agenzia dove io lavoravo. Ci guardavamo, io l'ho preso e gli ho dato un bacio". La modella quindi ha chiesto a Enock se queste confessioni possano infastidire il fratello: "Lui si inc***a che siamo qua a parlare di lui?".La reazione del giocatore non è tardata ad arrivarre, attraverso un mesaggio postato su Instagram e poi cancellato Balotelli ha sbottato: "Basta parlare di me a vanvera e bugie anche nella Casa, grazie. Sto facendo la mia vita senza rompere a nessuno, lasciatemi in pace ma davvero".Tra Dayane e Enock si è instaurata subito molta sintonia. "Noi ci conosciamo già", aveva esordito il giovane salutando la Mello prima di entrare nella Casa. E lo stesso Enock non si è scomposto quando Dayane ha avvertito che girerà nuda per casa, affermando: "Per me non è un problema". Se è ancora prematuro parlare di coppia è certo che tra i due ci sia molta simpatia. >>

 "Tale e Quale Show", sorpresa Carmen Russo: "Mi metto in gioco sin dai tempi di Drive In" >>
Inserita il 17 Sep, 2020 8:40:47 AM
"Nella vita non bisogna mai fermarsi: c'è sempre qualcosa da fare". E lei non è davvero tipo da starsene con le mani in mano. Ventisei film dimostrano, se non altro, che Carmen Russo è una che non molla. Non saranno stati tutti capolavori; ma se è partita dal sexy all'amatriciana anni 70 di Paulo Roberto Cotechiño centravanti di sfondamento, poi la futura, esplosiva regina del Drive In di Mediaset era arrivata a Fellini e alla La città delle donne. E ora, dopo quarant'anni come soubrette e ballerina, eccola inedita cantante-imitatrice nel Tale e Quale Show in partenza da domani (con norme anti-covid) su Raiuno. "Ho sempre avuto un solo desiderio: fare spettacolo racconta oggi, in tailleur-pantalone verde mela dai revers arancio -. Agli inizi ero attrice: con Walter Chiari in teatro, con Paolo Villaggio al cinema. Poi mi sono innamorata del cabaret: e per i miei spettacoli al Bagaglino accanto a Oreste Lionello avevo bisogno di un coreografo. Chiesi quello della Carrà: Enzo Paolo Turchi. Così ho conosciuto l'amore della mia vita. E ho cambiato vita, diventando ballerina".Lo show canterino di Carlo Conti non provocherà cambiamenti altrettanto epocali, ma è certo un bell'impegno: "Mai fatto niente del genere in vita mia. Però sono una cui piace mettersi in gioco. Sì: per canticchiare canticchio. Malgioglio aveva pure scritto qualcosa per me al tempo di Risatissima in tv, che poi riprendevo nelle feste di piazza Solo che Tale e Quale non è una sagra di paese". Si ferma, ci pensa su, e: "Ma non è neppure Sanremo, se è per questo". Insomma: come sempre Carmen Russo si butta. "L'ho fatto nella prima edizione dell'Isola dei Famosi, quando quella lì era ancora un'avventura vera, in mezzo alla natura tropicale. L'ho rifatto nell'Isola dei Famosi spagnola, che ho pure vinto. E l'ho rifatto ancora per la mia terza Isola, quella dei reduci. E volete che mi tiri indietro davanti ad un normale palcoscenico, per quanto impegnativo?". Del periodo d'oro che la lanciò, quando con le curve da "signorina grandi firme" ("Che non a caso avevo interpretato poco prima per Raitre") folgorò il pubblico maschile nel Drive In di Antonio Ricci, ha solo buoni ricordi: "Era una sorpresa continua: ogni puntata imparavamo qualcosa. E poi fu lo show che dettò lo stile Mediaset nell'intrattenimento: ritmi serrati, sketch telegrafici, belle ragazze generosamente scollate: certo. Che si trascinavano dietro anche fan troppo focosi? "Sicuro. Ma io ho imparato presto, a difendermi dagli importuni. Bastava non dare loro corda. E poi faceva anche parte del mio personaggio di allora, avere ammiratori deliranti. Era quanto la gente si aspettava da me".Oggi , considerato che (sempre splendida) è ormai una signora, ne ha di più tranquilli: "Sono sempre stata benissimo con la mia età, a qualsiasi età. E gli anni che passano? Alza le spalle: "Non vivo del passato e neppure del futuro. Mi adeguo al presente. E se vivi bene il presente ti prepari per il domani". >>

 Tenet, quello che (non) avete visto >>
Inserita il 16 Sep, 2020 8:11:39 AM
"Viviamo in un mondo crespuscolare". Se a questa frase avete risposto con "Nessun amico al tramonto", significa che anche voi non avete resistito a vedere il film-evento dell'anno. Con il suo Tenet, Christopher Nolan torna a giocare con un concetto di tempo diverso da quello che conosciamo. Un "pallino" quello del regista che ricorre nei suoi film e che anche stavolta ha portato al cinema milioni di spettatori (nella prima settimana ha raccolto oltre 200 milioni di dollari in tutto il mondo).Rispetto ai precedenti, questa volta non si esce dalla sala con la sensazione di non aver capito granché. Anzi, i dialoghi sono forse fin troppo didascalici e a ogni scena "invertita" corrisponde uno "spiegone" che aiuta lo spettatore ad orientarsi. Anche i fenomeni fisici non di immediata comprensione vengono presentati in modo da sembrar quantomeno plausibili.Ma è solo qualche ora dopo la visione che vengono i dubbi, che i fili sparsi qui e lì si collegano. Per notare alcuni dettagli c'è bisogno addirittura di vederlo una seconda, anche una terza volta. Ecco quindi una lista di quello che probabilmente non avete notato.ATTENZIONE: DA QUI IN POI L'ARTICOLO CONTIENE SPOILERIl quadrato del SatorSator, Arepo, Tenet, Opera, Rotas. Cinque parole che - se non avete letto recensioni prima di andare al cinema - forse non avrete immediatamente collegato tra di loro. Magari vi siete anche chiesti perché vi sembrassero familiari. La spiegazione è nei libri di storia (e di latino). Si tratta infatti di un'iscrizione latina trovata in molte parti d'Europa. Le più famose sono state rinvenute a Pompei, esattamente il luogo nei dintorni del quale avviene il primo contatto tra Sator e il Protagonista. Le cinque parole formano un perfetto palindromo: la frase è la stessa in qualsiasi verso la si legga. E se messa - appunto - in un quadrato, persino dal basso verso l'alto, da sinistra a destra o con lettura bustrofedica.Nel film le cinque parole hanno ruoli importanti: Sator è il "villain", il russo che vuol rimettere insieme l'Algoritmo; Arepo è il falsario, motivo della gelosia di Sator e autore del disegno che impedisce a Kat di lasciarlo; Tenet è la missione che muove tutto; Opera è il luogo dove inizia (e finisce?) il film; Rotas è il nome dell'azienda di Sator e in latino significa "ruote", proprio come i tornelli che permettono l'inversione.La circolarità del tempoIl significato di questo enigma non ha mai trovato soluzione e nel tempo ha assunto un significato esoterico, magico. Molte teorie lo associano alla circolarità del tempo, un concetto ricorrente in tutto il film. Un tempo circolare, ma anche "intrecciato", proprio come le mani dell'agente che recluta il Protagonista. "Ti do un gesto e una parola, Tenet", dice unendo le dita. E in un'altra scena sir Micheal (cameo di Michael Caine) dice che nella città natale di Sator c'è stata "un'esplosione due settimane fa, il giorno dell'attacco a Kiev".Quindi la scena iniziale e quella finale si svolgono nello stesso giorno. E - probabilmente - la pietra con cui il Protagonista si >>

 Adua Del Vesco entra al Gf e si becca l'ex fidanzato >>
Inserita il 14 Sep, 2020 5:21:18 PM
Il cast della quinta edizione del reality show Grande Fratello Vip è composto da concorrenti eterogenei. Tra i nomi si leggono quelli di personaggi televisivi come Stefania Orlando, Paolo Brosio, Maria Teresa Ruta, Elisabetta Gregoraci, Flavia Vento; parenti di vip come Enock Barwuah Balotelli fratello di Mario; e quello di Fulvio Abbate, scrittore palermitano spesso presente in tv in qualità di opinionista.Scorrendo la lista dei partecipanti si scorgono i nomi di due ex fidanzati che proprio all'interno della Casa si ritroveranno dopo la fine della loro relazione. I due in questione sono: Adua Del Vesco e Massimiliano Morra. Prima di entrare nella casa la Del Vesco ha rilasciato una intervista pubblicata sul Fatto Quotidiano. Questo quanto dichiarato dalla donna: "Partecipo al Grande Fratello Vip perché è arrivato il momento giusto per mettermi in gioco, mostrare chi sono e cercare il mio riscatto rispetto al racconto sbagliato che è stato fatto di me. Mi hanno giudicato senza conoscermi, per anni mi hanno etichettato unicamente come la fidanzata di".La Del Vesco, attrice di film e fiction tv, è sempre rimasta in ombra rispetto ai partner che l'hanno affiancata negli anni. La sua lunga relazione con il collega attore Gabriel Garko, spesso finita sotto i riflettori, ha offuscato la sua carriera professionale creandole un certo disagio. Alla fine della storia con Garko, durata tre anni, la giovane ha attraversato un periodo difficile soffrendo di depressione e anoressia, da cui è uscita anche con la fede e la preghiera.A proposito dell'ex Massimiliano Morra, la Del Vesco ha dichiarato al quotidiano: "Conosco solo lui, mio malgrado. Siamo stati fidanzati ma non siamo rimasti in buoni rapporti, tanto che quando ho saputo che c'era lui, ho avuto qualche dubbio sulla partecipazione. Poi ho cambiato idea. Parliamo del passato, cercherò di valutare che persona è oggi. Diciamo che ha sbagliato tanto nei miei confronti e spero l'abbia capito".Adua ha preferito non entrare nei dettagli che hanno portato alla fine della relazione con Morra aggiungendo: "Onestamente non so se racconterò cos'è successo tra di noi. Io non ho nulla da nascondere. Raccontare di me o aprirmi non è un problema, sennò non avrei accettato di partecipare. Sono serena".A proposito dell'esposizione mediatica sofferta durante la relazione con Garko, Adua è stata perentoria: "Il gossip mi ha danneggiato, mi ha fatto stare male. Infatti oggi sono riservatissima, non parlo mai del mio compagno, cerco di tutelarmi. Vivere la mia storia d'amore con Gabriel Garko sotto i riflettori mi ha condizionato, spesso sono stata male perché non avevo gli strumenti per capire alcune dinamiche mediatiche. A vent'anni ero una ragazzina e beccarsi gli insulti o sentirsi giudicata per la propria vita privata da dei perfetti sconosciuti, a tratti è stato devastante".L'ultimo pensiero è dedicato proprio a Garko con il quale ha conservato ottimi rapporti: "Mi dispiace vedere Gabriel bersagliato da tutti, dai fotografi e dagli hater. Anche oggi abbiamo un rapporto bellissimo e di grande complicità e mi fa male per lui pensare che non abbia la possibilità di vivere in >>

 Tra paure e capricci sabato riparte la A >>
Inserita il 14 Sep, 2020 8:08:13 AM
Ultima settimana di propaganda calcistica. Da sabato diciannove si vota, cioè si gioca, fine delle promesse e delle premesse, tre punti o uno, oppure zero, non ci sono alternative. Va da sé che gli alibi sono mille, il virus, i tamponi, il mercato ancora aperto, la preparazione incompleta, l'assenza di pubblico, gli orari, la canicola, le modifiche del Var, tutta roba buona per pararsi il volto o altra parte del corpo e rinviare verdetti e sentenze ai mesi prossimi. Si ricomincia dal nono scudetto consecutivo, sul campo non ci sono dubbi, della Juventus e, a proposito, risulta singolare ma tipicamente esemplare della schizofrenia del nostro calcio, gli allenatori che hanno conquistato gli ultimi due scudetti, Allegri e Sarri, sono disoccupati. Ricchi di denari ma senza panchina. Le indicazioni di questi giorni non possono chiarire lo stato dell'essere di tutte le squadre, amichevoli di peso piuma, primi infortuni seri, Zaniolo su tutti, ricerca di intese, nuovi arrivi, debutti assoluti di allenatori, Pirlo per dire, insomma un momento anomalo come è anomalo tutto questo disgraziato duemila e venti che trascinerà ancora a lungo le sue ombre grigie. Molti, dunque, gli interrogativi, sulla Juventus il cui azionista di riferimento chiede il decimo titolo, quasi ci sia una infantile assuefazione alla vittoria, sull'Inter che è un album di figurine voluto dal suo allenatore capriccioso come un pupo sul seggiolone, sul Milan che punta sui vent'anni di Tonali e i quasi quaranta di Ibrahimovic, sul Napoli del tamponato presidente che conta cinque centravanti a differenza della Juventus di cui sopra, sulla Dea di Bergamo che potrebbe confermare una stagione bellissima macchiata dalla depressione del suo artista, sulle due romane che sono per il distanziamento societario, la Roma ha un nuovo padrone americano che non fa promesse avendo il portafoglio sgonfio, la Lazio il cui proprietario ha invece il conto solido in banca ma preferisce il low cost. Ultimi cinque giorni di comizi e promesse, poi, ultimi in Europa, come sempre, proveremo a credere, di nuovo, alla favola del pallone, convinti di essere i migliori. Fino al fischio d'inizio. >>

 L'attrice di Bollywood nella bufera: "Ha ucciso mio figlio" >>
Inserita il 13 Sep, 2020 12:31:04 PM
Ciò che Rhea Chakraborty sta vivendo è un vero e proprio incubo. Da quando il suo compagno è stato trovato morto lo scorso 14 giugno, la giovane attrice di Bollywood è finita nell'occhio del ciclone. Secondo quanto è stato riportato da Il Corriere, in merito alla scomparsa di Sushant Singh Rajput ci sono molti punti oscuri e l'unica che potrebbe far luce sul mistero sarebbe proprio Rhea. Il ragazzo e aspirante attore in cerca di lavoro è stato trovato senza vita nella sua abitazione a Bantra, in un distretto di Mumbai. Le indagini avrebbero portato a una svolta sconcertante sul caso, affermando che la Chakraborty avrebbe procurato la marijuana al fidanzato in una dose che avrebbe poi causato la sua morte. Le autorità indiane, martedì scorso, avrebbero arrestato l'attrice di 28 anni, dopo il referto dell'unità anti-droga. Ma il mistero si infittisce.Non è dato ancora sapere le cause della morte del compagno di Rhea. Non è trapelata nessuna informazione in merito. Le autorità riportano però che l'attore era in uno stato emotivo instabile dato che, a 34 anni, faticava a trovare lavoro e un riconoscimento per le sue doti recitative e, soprattutto, soffriva di pressione. Si è parlato di suicido, ma le ipotesi e le prove rinvenute non hanno mai convinto neanche la famiglia del malcapitato. Ed è subito scattata la denuncia.L'attrice è finita nel mirino dopo che il padre della vittima ha denunciato Rhea per "incoraggiamento al suicidio, furto e frode", chiedendo un'indagine più approfondita. E così è stato. Infatti sulla questione sta indagando il Central Bereau of Investigation e l'agenzia investigativa del ministro delle finanze. A inchiodare Chakraborty sarebbero state delle chat trovate su WhtasApp. Ma l'avvocato dell'attrice insorge: "Questo è una parodia della giustizia", afferma. Infatti, in molti hanno notato come la vicenda abbia suscitato troppo interesse dalle autorità indiane, fomentando l'opinione pubblica con una massiccia informazione sull'argomento e distogliendo l'attenzione da problemi ben più seri. In India, ad oggi, il Pil è il calo e l'infezione da Covid ha raggiunto numeri altissimi, ma sono troppi i show televisivi che si focalizzano sul caso dell'attrice di Bollywood. Una vicenda che ha spezzato in due un paese già malandato. E sui social c'è chi chiede giustizia per il giovane morto, mentre altri mettono sotto accusa le autorità per una "situazione patriarcale indiana abituata a incolpare le donne per i fallimenti degli uomini". Sono tante le donne che si sono unite al grido di #JusticeForRhea, nato su Twitter.Difficile sbrogliare il nodo alla matassa. Molto sono i retroscena che potrebbero spiegare questo accanimento (forse ingiustificato) nei riguardi dell'attrice. Il caso avrebbe assunto anche rilevanza politica, perché il cugino dell'attore morto è il dirigente del partito nazionalista indù. La coppia si sarebbe conosciuta nell'aprile dello scorso anno e dal dicembre sarebbero andati a vivere insieme. >>

 Quante polemiche amare sulla "Dolce vita" >>
Inserita il 11 Sep, 2020 8:03:16 AM
Venezia. È curioso. In Italia anche la ricostruzione, tra documentario, con decine di interviste, e fiction, di come è nato 60 anni fa il capolavoro di Federico Fellini La dolce vita, non mette d'accordo tutti e si conclude tra le polemiche. Così, alla conferenza stampa di presentazione di La verità su La dolce vita, diretto da Giuseppe Pedersoli e selezionato Fuori Concorso alla 77a Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, ecco che Umberto Rondi chiede la parola: "Sono indignato e offeso, mio padre, Brunello Rondi, è stato il più importante sceneggiatore della Dolce vita ed è stato completamente omesso con malafede. A luglio ho contatto Giuseppe Perdersoli per intervenire: ci saranno probabilmente conseguenze legali". "Non c'è motivo per escludere l'autorialità di suo padre ha risposto puntuale Pedersoli che è il figlio di Bud Spencer e nipote del produttore de La dolce vita solo che la nostra storia non ha nulla a che vedere con quello che dice. Ci siamo basati sulla non confutabile veridicità dei documenti di mio nonno. Nell'archivio abbiamo trovato la sceneggiatura che Peppino Amato comprò da Dino De Laurentiis: il nome di Brunello Rondi non c'è. Non si disconosce il ruolo di suo padre, non abbiamo nessun problema a riguardo. Ma non c'è stata alcuna possibilità di interloquire con lei in modo normale altrimenti avremmo trovato un accordo".Polemiche a parte, La verità su La dolce vita, prodotto da Arietta Cinematografica e distribuito in sala dal 15 settembre da Istituto Luce-Cinecittà, ricostruisce con cura la nascita di uno dei film italiani più conosciuti al mondo, vincitore della Palma d'oro a Cannes. Nei panni del produttore Amato c'è un attore, Luigi Petrucci, che si è calato, letteralmente, in quelli originali del nonno del regista: "Lo conoscevo bene attraverso gli aneddoti raccontati da altri attori più adulti. Una figura mitica che intuiva i gusti del pubblico ed esprime il desiderio universale di inseguire i propri sogni". Mentre il regista sottolinea come "dalle lettere traspaia la durezza dei rapporti e i contrasti tra chi difendeva il progetto artistico e chi le esigenze dell'industria. Ma anche il talento di un uomo che ha intuito subito il potenziale internazionale di un film molto romano, senza eroe né conclusioni delle storie narrate, né lieto fine. Ho cercato di creare suspense dando un ritmo non da documentario". >>

 Cosa è successo prima di "Qualcuno volò sul nido del cuculo?" A raccontarlo ci pensa Netflix >>
Inserita il 09 Sep, 2020 6:42:14 PM
Su Netflix ci sono nuove serie tv che stanno per essere presentate al grande pubblico. Una di queste è Ratched, che sarà disponibile sul colosso dello streaming dal prossimo 18 settembre. Otto gli episodi previsti per conoscere la nuova serie tv creata e prodotta da Ryan Murphy. Il re Mida della serialità americana, celebre per aver realizzato Nip/Tuck, Glee e i successi recenti di American Horror Story e American Crime Story, questa volta affonda nella tradizione letteraria e cinematografica del nostro passato, portando in tv e sul web il mito di "Qualcuno volò sul nido del cuculo".Il libro di Ken Kesey, pubblicato nel 1962 e diventato poi un film con Jack Nicholson vincitore di ben 5 premi Oscar, arriva su Netflix in una forma tutta nuova. La serie non sarà però né un sequel né un remake del celebre film, ma bensì un prequel. Ratched, infatti, attraverso le vicissitudini dell'infermiera Mildred, rivela cosa è successo prima del film di successo che ha consacrato il mito di Nicholson. Ambientato nel 1947, la storia ha inizio quando l'infermiera Ratched fa il suo ingresso in un ospedale psichiatrico della California del Nord, in un luogo in cui dove vengono realizzati strani esperimenti sulla mente umana. La protagonista, che viene presentata come una donna ligia sul lavoro, pian piano si addentra nelle viscere della clinica e scopre tanto (forse troppe) verità agghiaccianti.Quello di Ratched è un progetto molto ambito. Netflix si è accaparrata la promettente serie tv dopo che altri colossi dello streaming americano, come Hulu e Apple Tv, avevano destato interesse per la nuova "creatura" di Ryan Murphy. Costruita come un vero e proprio thriller psicologico, Ryan Murphy promette "tanta suspence e tantissimi colpi di scena". Ratched non è di certo la prima serie del prolifico creatore presente sul catalogo di Netflix. Di recente è stata apprezzata la sua lettera di cuore di pancia al mondo del cinema americano con "Hollywood", e in molti hanno riso di gusto con la satira di "Politician".Protagonista di Ratched è Sarah Paulson, attrice feticco del regista, e insieme a lei ci saranno anche Cynthia Nixon, la Miranda di Sex & The City, una bellissima Sharon Stone e gli attori Finn Wittrock e Charlie Carver, conosciuto per la sua apparizione in Teen Wolf. Grande attesa dunque per una serie tv che, sulla carta, pare un successo annunciato. Non resta che attendere il prossimo 18 settembre per scoprire la verità. >>

 Il cast completo del Gf Vip, tra concorrenti permalosi e diffidenza per il bagno in comune >>
Inserita il 08 Sep, 2020 2:48:43 PM
Il Grande Fratello Vip è pronto a riaprire la porta rossa ai nuovi concorrenti dal prossimo 14 settembre. In conduzione è stato confermato Alfonso Signorini mentre, ad affiancare Pupo come opinionista, quest'anno non ci sarà Wanda Nara ma Antonella Elia, reduce dalla passata edizione. Saranno 21 i vip che lunedì sera entreranno nella Casa ma in gara saranno 20, perché due partecipano in coppia come unico concorrente. Anche questa edizione del Gf Vip sarà segnata dall'epidemia di Covid, che a marzo dello scorso anno ha sconvolto il reality già avviato quando è stato proclamato il lockdown. Ora, dopo indiscrezioni, smentite e ripensamenti, Tv sorrisi e canzoni ha svelato il cast ufficiale della quinta edizione del Grande Fratello Vip pronto a iniziare il gioco.Stefania OrlandoConduttrice, 53 anni, è uno dei volti più popolari della Rai perché per anni ha presidiato le dirette delle estrazioni del Lotto, scandendo di volta in volta i numeri estratti. Ha deciso di rimettersi in gioco perché vorrebbe farsi conoscere dalla gente "nel bene e nel male". Per lei, l'ostacolo più grande sarà condividere il bagno con gli sconosciuti perché "da quando sono piccola ho sempre avuto il mio personale". Nella casa si propone di non essere istintiva ma assertiva e non vorrà passare inosservata nel gruppo dei concorrenti del Gf Vip. Ha dichiarato di non essere interessata alla vittoria ma vuole lasciare un segno nell'edizione.Matilde BrandiShowgirl di varietà, 51 anni, è alla sua prima esperienza nei reality show. Anche per lei il probema principale sarà la condivisione del bagno con gli altri 20 concorrenti ma si dice pronta a lavare, cucinare e pulire all'interno della Casa. Ammette di essere permalosa e si augura che per lei il Gf possa essere una vetrina che le offra nuove opportunità di lavoro nel mondo dello spettacolo per un nuovo inizio.Fulvio AbbateScrittore, ha 63 anni, ed è il concorrente che non ci aspetterebbe di trovare nella casa del Gf Vip. Ha deciso di partecipare principalmente per curiosità, "è come tornare a fare il servizio militare". Si dice preoccupato dell'eventuale tracotanza e non nasconde di avere un carattere insofferente.Andrea ZellettaModello, ex partecipante di Uomini e Donne, a 26 anni ha deciso di entrare al Grande Fratello Vip per "vincere e misurare la mia capacità di sopportazione e tolleranza". Gli mancherà il telefono e teme la presenza h24 del microfono sempre acceso. Anche lui, come la Brandi, si definisce permaloso e ammette che per lui "vincere è l'unica cosa che conta".Patrizia de BlanckNota come la Contessa, ha 79 anni ed è una presenza fissa dei salotti televisivi. Entra nella Casa per fare un esperimento sociologico e mettersi alla prova. Ha già fatto esperienza di realitu all'Isola dei famosi e di lei si conosce molto bene il carattere fumantino. Infatti, non nega di avere poca pazienza e dichiara di voler vincere per devolvere l'intero ricavato ai bambini oncologici e alle associazioni per animali in difficoltà.Flavia VentoSoubrette e opinionista, ha 43 anni e da tempo dichiara in tv la sua castità. Vuole entrare al >>

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