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Notizie Milano 24 ore

 "Circola in Europa dall'estate" ?Così è arrivato il "nuovo" Covid >>
Inserita il 29 Oct, 2020 7:57:14 PM
Da quest'estate, in Europa sta circolando una nuova variante del Sars-CoV-2, proveniente dalla Spagna. La scoperta arriva da un team internazionale di ricercatori, che ha portato alla luce 20A.EU1.Lo studio, ancora in fase di pubblicazione, è stato guidato da Emma Hodcroft dell'Università di Basilea chem insieme ai colleghi dell'ETH di Zurigo e del consorzio SeqCOVID-Spagna, ha analizzato e confrontato le sequenze del genoma del virus raccolte da pazienti con Covid-19 in tutta Europa. Così, è stato possibile tracciare la diffusione e l'evoluzione del nuovo coronavirus. L'analisi ha portato alla luce la nuova variante, che avrebbe avuto origine in Spagna, quando un lavoratore del nord-est del Paese ha infettato diverse persone. Poi, la variante si è diffusa rapidamente in tutta la Nazione, per poi spostarsi in altri Paesi: ora rappresenterebbe quasi l'80% delle sequenze spagnole.Al di fuori della Spagna, invece, la frequenza della variante si attestava su valori molto bassi a metà luglio. Col passare del tempo, però, in Svizzera, Irlanda e Regno Unito, la percentuale è salita, raggiungendo il 40-70% a settembre. La trasmissione, nel corso delle settimane è cresciuta ancora: "Attualmente 20A.EU1 rappresenta il 90% delle sequenze dal Regno Unito, il 60% delle sequenze dall'Irlanda e tra il 30 e il 40% delle sequenze in Svizzera e nei Paesi Bassi. Si tratta quindi di una varianti più diffuse in Europa. È stato identificato anche in Francia, Belgio, Germania, Italia, Lettonia, Norvegia e Svezia"."Al momento non è chiaro se questa variante si stia diffondendo a causa di un vantaggio che può avere nella trasmissione del virus ", hanno spiegato i ricercatori, indicando la mancanza di prove circa una mutazione che aumenta la trasmissione o a un impatto sull'esito clinico". L'aumento della diffusione di questa variante in Europa potrebbe essere spiegata anche con "l'alta incidenza di casi registrati in Spagna, a seguito dalla diffusione estiva tra i turisti". La variante non è per forza legata all'aumento dei casi: "Non è l'unica variante in circolazione nelle ultime settimane e mesi- spiegano i ricercatori di Basilea- In effetti, in alcuni paesi con aumenti significativi dei casi di Covid-19, come il Belgio e la Francia, sono prevalenti altre varianti".Attualmente, il team internazionale sta lavorando per verificare se la nuova variante possa portare a una particolare mutazione della proteina spike, che rappresenta l'ingresso del virus nelle cellule. Inoltre, va portato avanti il lavoro di monitoraggio delle altre variati, dato che "nella sola Europa circolano attualmente centinaia di diverse varianti del nuovo coronavirus Sars-CoV-2". Nonostante questo, "solo pochissime di queste varianti si sono diffuse con successo e sono diventate prevalenti quanto la variante appena identificata, denominata 20A.EU1. Sebbene non ci siano prove che questa variante sia più pericolosa, la sua diffusione potrebbe fornire indicazioni sull'efficacia delle politiche di viaggio adottate dai paesi europei durante l'estate". >>

 Così il virologo Clementi smonta il piano scuole: ?"Perché non vanno chiuse" >>
Inserita il 29 Oct, 2020 7:49:49 PM
I focolai nelle scuole diminuiscono eppure il Governo avrebbe intenzione di chiuderle nuovamente. "I focolai a scuola nella settimana dal 12 al 18 ottobre sono solo il 3,5% di tutti i nuovi focolai che si registrano nel Paese" ha detto la Ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina sul proprio profilo Facebook secondo i dati forniti dall'Iss, l'Istituto Superiore di Sanità."Contagi in calo""Ma il dato più sorprendente è un altro: la settimana precedente (5-11 ottobre) erano il 3,8%. Quindi, il numero di focolai dentro le scuole è addirittura sceso, in proporzione al totale", ha concluso la Azzolila. Se, quindi, anche l'Iss conferma che dentro le scuole il rischio di trasmissione del virus continua ad essere "molto molto basso", il governatore della Regione Puglia Michele Emiliano ha deciso, comunque, di chiuderle.Per capire chi "ha ragione" e sapere qual è il reale pericolo che corrono gli studenti, abbiamo chiesto il parere di un esperto virologo, il Prof. Massimo Clementi, Direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell'Ospedale San Raffaele di Milano.Prof., si parla di chiudere le scuole: ma perché, se il contagio è molto basso, nell'ordine del 3,5% rispetto a tutti i fcolai che si registrano nel Paese?"Non si capisce, non le hanno chiuse nemmeno in Francia. Perché? Perché le ritengono importanti, l'istruzione dei ragazzi è un aspetto importante e non vogliono chiudere i giovani, un'altra volta, in casa per un lungo periodo. Dobbiamo fare lo stesso, assolutamente".Con le scuole chiuse e la didattica a distanza, si fermerebbe davvero l'avanzata del virus?"Il problema non è la scuola ma l'incapacità di risolvere il problema dei trasporti nelle grandi città che sono veramente in difetto. Questo problema non era mai emerso finché non sono state riaperte. Abbiamo pensato ad i banchi con le rotelle, ai monopattini, a distanziamenti vari ma questi ragazzi, prima e dopo la scuola, dovevano prendere degli autobus o dei treni strapieni. Tutto questo è emerso soltanto in un secondo momento ed ha portato a queste considerazioni".Adesso, quindi, come si potrebbe risolvere questo tipo di problematica?"Ora è difficile anche se ci sarebbero alcune soluzioni e sono state adottate anche in altri Paesi: ad esempio, prendere in affitto gli autobus turistici che in questo momento sono totalmente fermi"."Lo accennava prima: la Francia sta entrando in lockdown, ha i contagi più alti d'Europa ma le scuole continueranno a rimanere aperte"."Rimangono aperte le scuole e gran parte dei siti produttivi, hanno dovuto chiudere anche loro i ristoranti perché costituivano un problema ma la stessa cosa sta facendo anche la Germania: il lockdown soft è, nè più e nè meno, quello che noi abbiamo già oggi".Insomma, per quel minimo, è bene che le scuole rimangano aperte?"Con l'ultimo Dpcm, per il 75% la scuola si fa con la didattica a distanza. Ma mantenere, un minimo, di apertura significa dare ai ragazzi una fonte di luce".Nell'ultima settimana, i contagi nelle scuole sono diminuiti dal 3,8% dei contagi totali sul territorio nazionale al 3,5%, Quindi, addirittura, in diminuzione. Cosa ne pensa?"La scuola non si compone soltanto della lezione del docente, per >>

 Nizza, centrodestra attacca: "Via la Lamorgese", "Spieghi" >>
Inserita il 29 Oct, 2020 7:37:10 PM
Bentornato Medioevo. Un tempo fatto di teste mozzate e peste. Uno spettro si aggira per la vecchia Europa. Si chiama paura. I fatti di Nizza mettono in evidenza tutte le debolezze della nostra civiltà. "L'impero romano è caduto quando i romani hanno perso la coscienza di se stessi", disse qualcuno. E così ci ritroviamo in questo giovedì di fine ottobre a discutere di una tragedia annunciata. Proprio nella laica Francia. Proprio in un tempio della cristianità. Ecco cosa accade quando si è pronti a tutto pur di far entrare l'estremismo in casa nostra. Non parliamo di una crociata contro il mondo musulmano, che per Dna, tra l'altro, potremmo definire conservatore. Ma di una frangia integralista che semina panico e distruzione. Lo fa da almeno vent'anni. Da quell'undici settembre che rilanciò il moto perpetuo della storia. Una trottola che, dopo la fine della guerra fredda, sembrava ormai destinata ad arrestarsi. Libertà. Stato di diritto e religione cattolica sono sotto attacco. E non siamo stati noi provocare a il nemico.Questo il centrodestra lo sa. E non si tira indietro quando le voci sembrano confermare che Brahin Aoussaoui (lo squartatore di Nizza) abbia calpestato le travi di un barcone arenatosi a Lampedusa. "Il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, ha il dovere di spiegare come ha potuto un migrante sbarcato in Italia in piena pandemia raggiungere impunemente la Francia e compiere una strage", tuona la capogruppo in Senato di Forza Italia, Anna Maria Bernini. "È inammissibile che, stante l'emergenza Covid a cui ora si è aggiunto l'allarme terrorismo, a migliaia di immigrati continui ad essere notificato un semplice foglio di via, che nella maggioranza dei casi consente loro di sparire nel nulla. Questo per la mancanza di posti sufficienti nei centri per il rimpatrio".Poi continua: "C'è dunque una precisa responsabilità politica che non può essere sottaciuta. Ci vuole un'immediata inversione di rotta sull'accoglienza indiscriminata. È paradossale che il ministro dell'Interno che difendeva i confini sia sotto processo. E chi ha sempre sostenuto che i terroristi non arrivano sui barconi possa restare al suo posto come se nulla fosse accaduto".Alla Bernini si unisce la voce di Matteo Salvini: "Se per l'attentatore di Nizza sono confermati lo sbarco a Lampedusa a settembre, il passaggio da Bari e poi la fuga, chiediamo le dimissioni del ministro dell'Interno Lamorgese. L'attentato di Nizza non doveva sbarcare e non doveva essere libero di girare l'Europa e spargere sangue. Signor Conte, chieda scusa al popolo francese e al popolo italiano. Signora Lamorgese, chieda scusa al popolo francese e italiano. E si dimetta".Duro anche il commento di Fratelli d'Italia. "Se dovesse essere vera questa notizia, il governo Conte dovrebbe chiedere scusa alla Francia", dichiara il questore della Camera e membro della commissione Affari esteri Edmondo Cirielli, a seguito di quanto riportato dal deputato francese Eric Ciotti, secondo il quale l'attentatore di Nizza sarebbe un tunisino sbarcato a Lampedusa. "Il Pd e i Cinque Stelle con la loro politica dell'accoglienza indiscriminata sarebbero corresponsabili morali della strage di oggi. Fatto sta che lo Stato italiano >>

 L'economista Dosi: "Il lockdown ha aumentato la carica virale nelle famiglie" >>
Inserita il 29 Oct, 2020 7:27:43 PM
"Sia chiaro: non sono un negazionista, né un pro-salviniano. Semplicemente credo che il lockdown non serva a reprimere l'epidemia". Giovanni Dosi, professore ordinario di economia alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e membro della prima task force di Conte, boccia le misure dell'ultimo Dpcm e spiega al Giornale.it gli effetti di una chiusura generalizzata.In questi giorni la possibilità di un lockdown è al centro del dibattito politico e delle preoccupazioni dei cittadini. Quali sono gli effetti di una chiusura totale?Credo che il lockdown, come anche altre restrizioni meno ferree, servano solo a diluire la pandemia nel tempo, ma non a reprimerla. Per reprimerla sarebbe necessario adottare la soluzione cinese, in cui si isolano insieme le persone positive, come fosse un campo di concentramento, ma è una cosa che una democrazia occidentale non può fare e non vogliamo che venga fatta. Tutte le altre misure, come anche un lockdownd ferreo, simile a quello fatto in primavera da noi, non reprimono la pandemia. Si tratta di una soluzione che diminuisce molto i contatti tra le persone, eccetto quelli all'interno delle famiglie. Così, a parità di condizioni, aumenta la carica virale all'interno delle famiglie, perché si sta rinchiusi: ormai il 75% delle infezioni avviene dentro il nucleo famigliare.Perché ricorrere alla chiusura generale?Essenzialmente i lockdown vengono fatti quando il sistema sanitario non ce la fa più, perché non si può far morire la gente sulle ambulanze. Il difetto, però, sta a monte: in una sanità che è stata massacrata dai tagli e delle privatizzazioni. La sanità lombarda negli ultimo 20 anni è stata massacrata e sono stati eliminati i medici di famiglia, che dovrebbero essere il filtro agli accessi in ospedale. Ci sono medici che curano i pazienti a casa, nel caso in cui non sviluppano sintomi acuti: se tutti facessero così gli ospedali non sarebbero intasati.Cosa pensa dell'ultimo Dpcm? Sono utili queste nuove misure?No. Ovviamente bisogna tenere mascherine, distanziamento ed evitare affollamenti. Ma, detto questo, le altre misure non sono utili, perché il virus non è notturno, non è un pipistrello. E chiudere teatri, ristoranti e cinema non ha nessun senso, è semplicemente una violazione arbitraria delle libertà individuali, oltre che a un colpo tremendo ad alcune categorie di persone, dai ristoratori, ai tassisti, fino ai lavoratori dello spettacolo. E non c'è nemmeno un guadagno dal punto di vista protettivo. Se dal Nord al Sud non si è fatto niente in termini di aumento delle terapie intensive, o se le terapie intensive sono aumentate ma senza assumere nuovi infermieri, allora il sistema sanitario si intasa bene presto e c'è chi invoca la chiusura, che a quel punto deve essere una chiusura totale. Ma mi sembra insensato che venga fatta pagare ai cittadini l'incompetenza ripetuta e sistematca dei governanti.Cosa andava fatto?Oltre all'espansione dei posti letto, bisognava intervenire sulla medicina di prima istanza, con i medici di base. Loro avrebbero dovuto essere il filtro con l'ospedale.Quali sono le soluzioni ora?A questo punto bisognerebbe chiedere ai medici di visitare la maggior parte della gente a casa >>

 Da padre Hamel fino a Nizza: l'attacco al cuore dei cristiani >>
Inserita il 29 Oct, 2020 6:37:28 PM
"L'islamismo è un fanatismo mostruoso che deve essere combattuto con forza e determinazione, non fermerà la sua guerra, i barbari sono sempre nemici della pace, l'Occidente, oggi la Francia, deve comprenderlo". Con queste parole il prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, il cardinale Robert Sarah, ha commentato l'eccidio nella cattedrale di Notre Dame a Nizza.L'ennesima chiesa francese profanata. Stavolta a far scorrere il sangue tra le panche e l'altare è stato un giovane tunisino, Brahim Aouissaoui, sbarcato pochi giorni fa a Lampedusa, che al grido di Allah Akbar ha tagliato la testa di un'anziana fedele, sgozzato il sagrestano e ferito a morte un'altra donna. Il suo nome non sarebbe noto agli 007 francesi. Potrebbe essere un altro "cane sciolto". Uno di quelli che, come Abdullakh Anzorov, il 18enne ceceno che ha decapitato Samuel Paty, ha raccolto la chiamata alla jihad contro gli infedeli.Sullo sfondo ci sono le tensioni tra l'Europa e il mondo musulmano, tra la Francia e la Turchia di Recep Tayyip Erdogan. "Reagire agli attacchi contro il Profeta è per noi una questione di onore", aveva detto ieri il presidente turco commentando una vignetta che lo ritrae seminudo mentre scopre il corpo di una donna musulmana con il burqa, apparsa sul settimanale francese Charlie Hebdo. Parole, le sue, che oggi pesano come macigni davanti all'ennesima strage in nome di Allah. Tanto che alcuni eurodeputati, come il leghista Vincenzo Sofo, hanno chiesto il ritiro dell'ambasciatore Ue ad Ankara.Non è la prima volta che la furia jihadista fa irruzione in un luogo sacro per i cristiani. È la mattina del 26 luglio del 2016 quando due soldati del Califfato, Adel Kermiche e Abdel Malik Nabil Petitjean, entrano nella chiesa di Santo Stefano, a Saint-Etienne-de-Rouvray, prendono in ostaggio sei persone e tagliano la gola a padre Jacques Hamel. Lo uccidono sull'altare, mentre sta finendo di celebrare la Santa Messa. "Ha dato la vita per non rinnegare Gesù", dirà Papa Francesco definendolo un "martire".La cattedrale di Notre Dame a Nizza (La Presse)Pochi mesi dopo, all'inizio di settembre, una Peugeot 607 imbottita con almeno sei bombole piene di gas è stata ritrovata parcheggiata rue de la Bûcherie, nei pressi della cattedrale di Notre Dame, nel quinto arrondissement di Parigi. A tentare di farla esplodere erano state due donne, entrambe legate all'Isis. Poteva essere una carneficina. L'attentato fallì soltanto perché il veicolo era stato cosparso di gasolio, meno infiammabile della benzina, e quindi, nonostante i vari tentativi di incendiarlo, non prese fuoco.Un anno prima, il 19 aprile del 2015, Sid Ahmed Ghlam, studente algerino di 24 anni, era stato bloccato dalla polizia francese prima di aprire il fuoco nella chiesa Sainte-Thérèse di Villejuif, in Val-de-Marne. Gli agenti lo avevano arrestato nel tredicesimo arrondissement di Parigi, dove ha ucciso una donna, Aurélie Châtelain, per rubarle l'auto. A bordo venne ritrovato un vero e proprio arsenale: kalashnikov, pistole e un giubbotto anti-proiettile.Secondo i dati del ministero dell'Interno francese gli attacchi contro le chiese cattoliche in Francia sarebbero addirittura quadruplicati nel >>

 "Facciamo come ca... ci pare". Poi Luca Argentero mostra la figlia >>
Inserita il 29 Oct, 2020 6:27:30 PM
"È accaduto un fatto molto spiacevole che ci fa essere schifati e indignati", inizia così il video social di sfogo di Luca Argentero e Cristina Marino. La coppia, da sempre molto schiva e riservata, ha rotto il velo di privacy, che avevano deciso di mettere tra loro e l'opinione pubblica dopo la nascita della loro prima figlia. La pubblicazione di alcune foto della piccola Nina sulla rivista Oggi li ha però portati a esporsi pubblicamente e con toni decisamente forti.Attraverso alcuni video pubblicati nelle storie Instagram del profilo di Cristina Marino, l'attrice e il compagno Luca Argentero hanno letteralmente sbottato contro il settimanale: "Nina è stata esposta in modo irresponsabile, schiaffata sulle pagine della rivista. Lo sappiamo che ci sono cose più gravi in questo momento ma a noi questo tocca da vicino, perché non è quello che volevamo".Luca Argentero ha spiegato che, in qualità di genitori, avevano deciso di risparmiare alla figlia Nina un'esposizione pubblica così rilevante. Ai toni pacati utilizzati dall'attore ha replicato la compagna, Cristina Marino, che c'è andata giù pesante: "Soprattutto avevamo deciso di fare un po' come ca**o ci pare in qualità di madre e padre. Di fare in modo giusto e idoneo con l'immagine di nostra figlia. Non bastano due pixellini sul viso per non rendere riconoscibile un minore. Nostra figlia in queste foto si vede bene. Ci sentiamo privati del diritto di decidere se pubblicare le immagini di nostra figlia o no". Uno sfogo duro, dai toni accesi che però ha avuto un risvolto inatteso.Quello che infatti sembrava essere a tutti gli effetti un annuncio di diffida - a ulteriori violazioni della loro privacy - si è trasformato ben presto in una presentazione ufficiale. Dopo aver svelato che saranno intraprese azioni legali per quanto accaduto, Luca Argentero e Cristina Marino hanno deciso di presentare ufficialmente la piccola Nina, decidendo loro di mostrarne il volto. "Ora capiamo come mai tanti personaggi pubblici scelgono di pubblicare le foto dei loro figli - hanno proseguito nel video - forse per evitare un accanimento e quindi vi presentiamo la piccola Nina sperando che vi venga voglia di comprare una copia in meno e che ci sia meno speculazione". Chiaro il riferimento ai figli di coppie come Fedez e Chiara Ferragni, ma anche Silvia Provvedi e Beatrice Valli e Marco Fantini, che hanno deciso di rendere pubblica (o meglio social) l'immagine dei loro bambini prima ancora della loro nascita. >>

 Lattoferrina contro il Covid? "Mangia il nutrimento del virus" >>
Inserita il 29 Oct, 2020 6:25:47 PM
La proteina contenuta nel latte materno, la lattoferrina, potrebbe aiutare a combattere il Covid-19. È la scoperta di uno studio, condotto dai ricercatori dell'Università di Tor Vergata, tra cui anche la dermatologa Elena Campione che, in un'intervista a Repubblica, ne ha spiegato il funzionamento."Era marzo, all'inizio del lockdown quando abbiamo cominciato a ragionare sul perché ci fosse questa enorme differenza di esposizione al virus che esiste tra gli anziani e i bambini", ha raccontato la ricercatrice, che porta sulle spalle diversi riconoscimenti internazionali e una serie di lavori pubblicati sulle riviste scientifiche. E proprio partendo dai bambini è iniziata la ricerca: "Tutti noi veniamo al mondo con una immunità innata. Prima di compiere il terzo mese, i bambini non ricevono altra protezione che il latte della mamma. E proprio la lattoferrina è una proteina contenuta anche all'interno del latte materno". La sperimentazione è partita da circa 100 positivi, con sintomi lievi o asintomatici, "che sono stati curati solo con lattoferrina. È stata l'equipe stessa di ricercatori ad andare casa per casa per somministrare la proteina".Così, hanno scoperto che la lattoferrina può avere effetti benefici e contribuire alla lotta contro il Covid-19. "Sappiamo che il virus Sars-Cov-2 si alimenta del ferro presente nell'organismo umano- spiega Elena Campione- La lattoferrina riduce il ferro e quindi mette il virus in una posizione di svantaggio". In poche parole, questa proteina lascia il virus senza il suo nutrimento. Non solo, perché provoca due effetti: "Il primo in chiave di prevenzione, rendendoci molto più forti e quindi meno vulnerabili al contagio; il secondo in chiave di cura, perché abbiamo dimostrato che rispetto ai tempi medi di guarigione che arrivano anche a 30, 32 giorni, i pazienti ai quali viene somministrata anche la lattoferrina si negativizzano dopo 12 giorni". Una precisazione, però, è necessaria: "Usciremo da questo incubo solo con il vaccino e il vaccino è la strada maestra per sconfiggere il Covid-19".Come precisa Repubblica, lo studio è stato pubblicato sull'International Journal of Molecular Sciences, ma si tratta solo di "una prima parte della nostra ricerca". In arrivo, promette Campione, c'è molto di più: "Stiamo mettendo a punto la seconda parte del lavoro che è in procinto di essere pubblicata con nuovi e importanti risultati". >>

 Grave lutto per Silvia Toffanin: è morta la mamma >>
Inserita il 29 Oct, 2020 6:12:56 PM
E' scomparsa oggi dopo una lunga malattia Gemma Parison, mamma della conduttrice Silvia Toffanin. La signora Parison era malata ormai da mesi ma da qualche giorno le sue condizioni erano peggiorate. La notizia di questa scomparsa è stata diffusa tramite l'agenzia Ansa, nessuna dichiarazione al momento da parte della presentatrice da sempre molto gelosa della sua privacy. Della sua famiglia d'origine si sa infatti molto poco. La Toffanin (41 anni) ha una sorella di nome Daiana e del suo passato ha rivelato qualcosa solo in una intervista di qualche anno fa.La sua è sempre stata una famiglia semplice che ha vissuto nell'intimità di Cartigliano un paese in provincia di Vicenza dove la Toffanin è cresciuta soprattutto con i nonni visto che i genitori lavoravano. "Il nonno mi raccontava i pettegolezzi del posto - ha ricordato -Mi coinvolgevano nelle loro attività: rosario, processione durante il mese della Madonna. Briscola, Settebello". Molto tenero anche il rapporto con i genitori, soprattutto con la mamma a cui era particolarmente legata e che l'ha sempre spinta a viaggiare e ad andare avanti nella vita: "Vai, viaggia, non fare come me che sono rimasta qui. Lo stesso mio padre anche se era davvero un tipo geloso. Era come se mi stesse dicendo: 'Io ti ho insegnato a camminare, ora tocca a te'".Di strada la conduttrice ne ha fatta molta, dopo gli inizi a Miss Italia e come Letterina a Passaparola, storico quiz show di Gerry Scotti, ha cominciato a lavorare come conduttrice a Mosquito, Nonsolomoda e Popstars. È quindi sbarcata a Verissimo, lo show del sabato pomeriggio che conduce ormai dal lontano 2006. "Da bambina sognavo di avere tanti vestiti -aveva raccontato nell'intervista - e a 14 anni, con i soldi dei primi lavori, servizi fotografici per cataloghi di negozi della zona, in genere tute da sci, ho cominciato a comprarli da sola. Mia madre ha conservato di sicuro i cataloghi. Me ne sono andata di casa che avevo sulla parete i poster di Claudia Schiffer, sul letto i pupazzi, ed è ancora tutto lì. La mia cameretta è rimasta intatta".Una famiglia molto unita a cui ora è venuta a mancare un vero perno. Le esequie si terranno in forma strettamente privata. >>

 Scatta l'allarme sulle pensioni Chi ha l'assegno da 1000 euro >>
Inserita il 29 Oct, 2020 6:05:15 PM
Sono numeri che spaventano. Un terzo degli oltre 15 milioni di pensionati Inps percepisce un assegno inferiore a mille euro al mese. Mentre sono quasi 1,6 milioni quelli che devono sopravvivere con un assegno mensile inferiore ai 500 euro. Per circa 1,27 milioni di pensionati l'assegno è superiore ai 3 mila euro. Dato inoltre il carattere retributivo della maggioranza delle pensioni attualmente corrisposte, l'importo medio è significativamente differenziato territorialmente (1.711 euro al centro-nord e 1.410 euro al sud). Più di un terzo dei pensionati ricade nella fascia d'età tra 70 e 79 anni. Un altro terzo dei pensionati è ultraottantenne, con netta predominanza delle donne.È quanto emerge dalla Relazione Annuale dell'Inps presentata oggi alla Camera. Di fronte a questi dati, secondo il rapporto, si ravvisa la necessità di implementare maggiore flessibilità in uscita, a beneficio soprattutto di lavoratori usuranti e gravosi, accompagnata da una pensione di garanzia che vada a proteggere soprattutto chi ha carriere discontinue, rediti bassi, soprattutto di giovani. Per il presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, se da una parte è comprensibile l'obiezione, prevalentemente sindacale, contro l'applicazione a tutti del sistema di calcolo contributivo, sull'assunto che ciò genererebbe in molti casi pensioni povere e tagli importanti, dall'altro è difficilmente accettabile, sul piano dell'equità intergenerazionale, acconsentire che tale taglio gravi sui giovani che avranno pensioni calcolate con il sistema contributivo puro. "Si potrebbe lavorare, all'interno di un regime contributivo per tutti, alla tutela dei lavoratori impegnati nei lavori usuranti e di quelli che perdono il lavoro dopo i 60 anni e all'implementazione di una pensione di garanzia per i giovani".La reazione dei sindacati è netta. "La relazione del presidente dell'Inps Tridico, per quanto riguarda la previdenza, contiene molti elementi meritevoli, a partire dall'idea che per prossimi anni sia necessario pensare ad un nuovo sistema pensionistico", dichiara il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli. "Al di là delle singole proposte evidenziate, non tutte condivisibili - sottolinea - sono importanti i richiami alla necessità di una flessibilità in uscita dopo i 62 anni e alla previsione di una pensione di garanzia per i più giovani e per il lavoro discontinuo, all'esigenza di prevedere condizioni pensionistiche più favorevoli per chi ha fatto lavori più pesanti e gravosi, per chi a una certa età rimane disoccupato, così come quelli alla necessità di riconoscere diversamente la maternità e alla modifica dell'automatismo della speranza di vita". "È invece poco convincente la parte relativa al ricalcolo contributivo e non chiara la questione sulle pensioni di anzianità. Ma complessivamente sono idee che interloquiscono con i temi posti nella piattaforma sindacale". Ghiselli ritiene "importante che abbia ribadito che l'incidenza reale della spesa previdenziale sul Pil non è del 16,1%, ma solo del 12,7 %, cioè allineata alla media europea". >>

 Francesi all'assalto delle tabaccherie italiane prima del lockdown >>
Inserita il 29 Oct, 2020 5:48:28 PM
"Tabacs, Souvenirs, Lotto". A leggere le insegne delle tabaccherie al confine di Ventimiglia, in provincia di Imperia, non sembrerebbe neppure di trovarsi in Italia; stesso discorso per i negozi di "Liqueurs" o gli alimentari che, bisogna dirlo, vivono del commercio transalpino. Migliaia di francesi che ogni settimana, soprattutto in occasione dell'ormai tradizionale mercato del venerdì, affollano le vie del centro: chi per acquistare sulle bancarelle, chi nei negozi o nei supermercati della città.Oggi, però, è un giorno speciale. Sicuramente tragico per l'attentato terroristico di Nizza, che ancora una volta ha scosso la nazione; ma anche per l'imminente lockdown che Macron ha annunciato a partire da domani. Ecco, dunque, che centinaia di francesi, probabilmente alcune migliaia se potessimo contarli tutti, hanno preso d'assalto le tabaccherie non solo di Ventimiglia, ma anche di alcune località limitrofe, per fare scorta di "bionde" e mettersi al sicuro in questo periodo di "confinamento" voluto dal governo transalpino per limitare i contagi da Covid19, che hanno superato il limite di guardia.Lunghissime code si sono così formate in tutte le rivendite di tabacchi: a partire dalla frontiera "bassa" di Ponte San Ludovico, per spostarsi in quella "alta" di Ponte San Luigi e proseguire per Latte, fino al centro e ancora avanti. File di francesi - molti si sono attrezzati con zaini e borsoni - decisi ad assicurarsi la scorta di sigarette, se non proprio fino al primo dicembre, quando dovrebbe cessare il lockdown in Francia, almeno per qualche settimana. E c'è poco da meravigliarsi, se consideriamo che un pacchetto di "bionde", nel nostro Paese può costare anche più della metà. Il perché di un assalto alle tabaccherie è molto semplice da spiegare.Durante il primo lockdown - quando si poteva entrare in Italia soltanto con "giustificata motivazione" - parecchi francesi si erano inventati le più disparate "favole", pur di varcare la frontiera e allungarsi di quei neppure cinquanta metri, per comprare alcol e tabacchi dal primo supermercato. Naturalmente sono stati tutti sempre respinti. Qualcuno un po' più "furbetto" è riuscito a raggiungere l'Italia, ma è stato multato (con verbale da 400 euro) dalla polizia locale. Insomma, vale la pena rischiare così tanto per una sigaretta? Sì che Macron ha lasciato aperte le scuole e le frontiere, ma siamo sicuri che sia così facile uscire in Italia o, meglio, rientrare poi in Francia? >>

 Covid, ancora record di contagi La percentuale positivi è al 13% >>
Inserita il 29 Oct, 2020 5:42:04 PM
Ancora record per i contagi da coronavirus nelle ultime 24 ore in Italia: i positivi sono 26.831 (ieri erano stati 24.991). I morti sono 217 (ieri erano stati 205). Sono invece 201mila i tamponi effettuati, secondo i dati del ministero della Salute. In ascesa anche il rapporto tra numero di positivi e test diagnostici somministrati. Oltre il 13% (precisamente 13,3%): vuol dire che su 100 tamponi eseguiti 13 sono risultati positivi; ieri era del 12,5%.I tamponi sono stati 201.452, 2500 in più rispetto a ieri quando erano stati 198.952: ancora un record.LOMBARDIAIn Lombardia sono 7.339 i nuovi contagi. Sono 57 i decessi. È quanto si evince dai dati nazionali diffusi dal ministero della Salute. I casi sono in lieve calo rispetto a ieri (7.558), le vittime in crescita: ieri erano 47.CALABRIAIn Calabria nelle ultime 24 ore si registra un nuovo aumento del numero dei ricoveri per coronavirus, passati da 131 a 141. Il dato emerge dal bollettino quotidiano della Regione sull'andamento del coronavirus. L'aumento tuttavia riguarda solo le Malattie infettive (+14 rispetto a ieri, per complessivi 134 ricoveri), mentre invece sono diminuiti i ricoveri in terapia intensiva (-4 rispetto a ieri, per complessivi 7 ricoveri). A Catanzaro i ricoveri sono 34 (di cui 1 in terapia intensiva), a Cosenza 52 (di cui 2 in terapia intensiva), a Reggio Calabria 52 (di cui 4 in terapia intensiva), a Vibo Valentia 5.VALLE D'AOSTASono 178 i nuovi casi di cononavirus in Valle d'Aosta, e non ci sono nuovi decessi. I nuovi test eseguiti sono 300, raggiungendo i 25.235 dall'inizio della pandemia. I casi positivi totali toccano quota 2.981. Ci sono 120 persone ricoverate, 7 in terapia intensiva e 1.457 in isolamento domiciliare.CAMPANIAPer la prima volta la Campania supera i 3.000 nuovi contagiati in un giorno. Nelle ultime 24 ore sono 3.103 i positivi al Covid su 17.735 tamponi effettuati, di cui 2.861 asintomatici e 242 con sintomi. Secondo il bollettino dell'Unità di crisi regionale, tra il 24 e il 28 ottobre ci sono stati 20 decessi, mentre i guariti nelle ultime 24 ore sono 265.PIEMONTESono 27 i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati dall'Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 3 verificatisi oggi. Il totale è, dunque, ora di 4332 deceduti risultati positivi al virus, 706 Alessandria, 262 Asti, 226 Biella, 419 Cuneo, 410 Novara, 1900 Torino, 233 Vercelli, 134 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 42 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte. I casi di persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte sono 65.030 (+2585 rispetto a ieri) di cui 1166 (45%) sono asintomatici e così ripariti, 951 screening, 654 contatti di caso, 980 con indagine in corso, 229 in Rsa e Strutture Socio-Assistenziali, 283 in ambito scolastico, 2073 tra la popolazione generale.TRENTINONumeri molto alti oggi in Trentino legati alla pandemia di Covid-19. Il bollettino giornaliero dell'azienda sanitaria provinciale indica 5 decessi, 191 nuovi casi (128 sono sintomatici) sui 2.761 tamponi e 100 pazienti complessivamente ricoverati. Si è aggravata la situazione dei decessi, altri 5, tutti riferiti a persone >>

 Come stanno davvero le cose: "Terapie intensive usate al 18%" >>
Inserita il 29 Oct, 2020 5:39:09 PM
"Dobbiamo dare un messaggio chiaro al Paese e tranquillizzare i cittadini". A dirlo è il ministro agli Affari regionali, Francesco Boccia, nel corso della riunione operativa con i presidenti delle Regioni, ritrovatisi in videoconferenza per discutere di test, terapie intensive e risorse ospedaliere.Le terapie intensiveSulle terapie intensive, la situazione sembra sotto controllo: "Sono immediatamente attivabili in tempo reale oltre 10.300 posti di terapia intensiva, tra quelli già attivi nelle singole Regioni e quelli attivabili grazie ai materiali inviati dal commissario", precisa Boccia. E, stando a quanto appreso dalle principali agenzie, la situazione sarebbe stata confermata dai dati forniti dal commissario straordinario all'emergenza coronavirus, Domenico Arcuri, che nel corso della riunione ha precisato: "Dai dati in nostro possesso la percentuale dei pazienti in terapia intensiva rispetto ai posti letto attivati è pari al 22% che scende al 18% attivando tutte le postazioni attivabili". Inoltre, per poter distribuire i pazienti tra i vari ospedali, così da evitare il sovraccarico di una struttura, sono state inviate delle mail "alle Regioni, con la richiesta dei fabbisogni per le terapie intensive". Appena avremo raccolto i loro riscontri- precisa Arcuri- procederemo con una nuova distribuzione di materiali". Al momento, la situazione sembra sotto controllo, dato che "sono attivabili ancora 1.445 posti di terapia intensiva e le Regioni si stanno già attrezzando per attivarli; sono già nelle disponibilità altri 1.849 ventilatori pronti per la distribuzione".I tamponiSui tamponi, inoltre, il commissario all'emergenza rivela che "ieri abbiamo raggiunto un picco di 199mila tamponi processati, 15 milioni in totale dall'inizio dell'emergenza". Oggi, in Italia, si potrebbero fare "oltre 500mila test al giorno, di cui 300mila molecolari al giorno". E precisa: "sui test molecolari è già pronta una nuova richiesta d'acquisto, ma serve identificare il quantitativo per evitare di comprare una dotazione che poi nei fatti non viene utilizzata; per questo chiediamo un riscontro alle regioni". In arrivo anche "altri 10 milioni di test rapidi su tampone nasofaringeo" ed è già pronto il contratto per una "fornitura di 1,2 mln di tamponi a settimana". In base anche alla possibilità di effettuare i test, bisogna decidere se procedere in questo modo o se modificare il fabbisogno: "In questo caso, comunicatecelo e adattiamo le forniture", incalza Arcuri.Numeri che sembrano rassicurare. Ma ora, precisa Boccia, "serve il massimo impegno per chi è in corsia e per i pazienti, tutti al lavoro e senza polemiche; le polemiche non le capirebbe nessuno e sarebbero imperdonabili". >>

 Nizza, l'attentatore sbarcato in Italia. Ecco perché è stato lasciato libero >>
Inserita il 29 Oct, 2020 5:20:44 PM
Si sta cercando di ricostruire il percorso di Brahin Aoussaoui, indicato come l'attentatore di Nizza che ha ucciso tre persone decapitandone una. Si sa, per ora, che il 9 ottobre era in Italia. Dopo essere sbarcato a Lampedusa, è stato portato in un centro di identificazione pugliese e fotosegnalato in questura. È un tunisino, nato il 29 marzo del 1999.Tutta la polizia e gli investigatori, fanno sapere fonti del Giornale.it, sono in allerta per capire dove e come si sia mosso prima di raggiungere la Francia. Ma è soprattutto una la domanda che viene fatta: per quale motivo un migrante, arrivato in piena pandemia in Italia, ha potuto tranquillamente raggiungere la Francia e commettere una mattanza?La risposta potrebbe essere semplice. Per quanto incredibile. L'8 ottobre, infatti, a Bari le autorità italiane hanno fatto sbarcre circa 805 migranti alla conclusione di un periodo di quarantena sulla nave Rhapsody. Come confermano diverse fonti di polizia del Giornale.it, la gestione è stata emergenziale: "Hanno fatto sbarcare i minorenni - ci raccontava in quei giorni un agente - poi quelli che dovevano andare nei centri a Gorizia, Roma e Milano e infine ad alcuni hanno solo dato l'invito a lasciare il territorio nazionale". Cosa significa? Spiega un altro investigatore: "A chi non è stato messo nei centri per l'identificazione, gli abbiamo consegnato l'allontanamento del questore con ordine di lasciare il territorio entro 7 giorni". Tradotto: all'immigrato viene notificato un "foglio di via" che in teoria lo costringerebbe a lasciare l'Italia entro una settimana, ma nessuno lo porta al confine. E se non segue le disposizioni? Scompare. Come tanti. Lo stesso potrebbe aver fatto Brahin Aoussaoui, libero così di raggiungere la Francia. Ci conferma un'altra fonte di polizia: "È sbarcato dalla nave come altri 800 stranieri. Senza precedenti in Italia per la prima volta. Gli è stato fatto il giorno 9 ottobre un respingimento del questore con relativo ordine a lasciare il territorio nazionale entro 7 giorni. Motivo di questi provvedimenti è la mancanza di posti nei centri per i rimpatri d'Italia. Tutto disposto dal Ministero".E pensare che in una lettera a Luciana Lamorgese, datata 10 ottobre 2020, Andrea Cecchini, segretario generale di Italia Celere, aveva già avvertito il ministro dell'assurdità di questa procedura: alcuni migranti, scriveva, "come parte di quelli che stanno sbarcando a Bari dalla Rhapsody, sembra che verranno lasciati liberi di vagare nel Paese col solo invito a lasciare il territorio italiano entro 7 giorni... con tutto il rispetto, dovessimo trovarci di fronte a questi ragazzi, cosa dovremmo fare noi poliziotti?". La stessa denuncia era arrivata anche da Franco Maccari, presidente nazionale dell'Fsp, a metà ottobre. "A Siracusa - diceva - da ordinanza del questore 46 migranti appena sbarcati dalla nave quarantena sono stati accompagnati presso la stazione ferroviaria. Dovrebbero lasciare il territorio nazionale entro 7 giorni ma sappiamo bene che diventeranno braccio armato della criminalità organizzata". Forse anche di peggio. Il fatto è che si tratta di una prassi consolidata: "È un buco amministrativo con cui dobbiamo fare i conti - >>

 Ultimo capitolo per "Le regole del delitto perfetto". Il gran finale è su Netflix >>
Inserita il 29 Oct, 2020 5:07:43 PM
Manca poco per conoscere quale sarà il destino finale dei protagonisti de Le regole del delitto perfetto. La serie americana, conosciuta con il titolo How to get Away With Murder, è stata prodotta dal team di Shonda Rhimes (la fautrice di Grey's Anatomy) e ora sta per arrivare su Netflix. L'ultima stagione, la sesta, sarà disponibile nel catalogo italiano dal prossimo primo novembre. E così, a poca distanza dalla sua trasmissione negli States, finalmente anche i fan del nostro Paese potranno scoprire cosa accadrà ad Annalise Keating e ai suoi protetti. Una serie che fin dal primo momento ha catturato l'attenzione della critica e del pubblico grazie alla sua narrazione tesa e coinvolgente, capace di inanellare un colpo di scena dopo l'altro.La quinta stagione è stata resa disponibile solo qualche mese su Netflix, ora in via del tutto eccezionale, i 15 episodi che compongono il capitolo finale dello show, arrivano in Italia (e dove il servizio è attivo) prima del previsto. Nel ruolo di Annalise Keating, avvocato penalista di colore e dal passato fin troppo problematico, c'è ancora una raggiante Viola Davis, vincitrice di diversi riconoscimenti, tra cui un Premio Oscar come Miglior attrice non protagonista per il film Barriere. Nella serie tv in cui figura anche come produttrice, è un rinomato avvocato difensore che, causa forza maggiore, coinvolge i suoi cinque studenti meritevoli, in un torbido gioco di inganni e segreti, dove ognuno di loro può essere sacrificabile. Ogni stagione ha una linea narrativa molto particolare. Si apre infatti con un flashback in cui i personaggi sono già proiettati al centro dell'azione, poi si torna indietro nel tempo e, pian piano, si ricostruisce l'intricato puzzle di eventi.L'ultima stagione non è da meno. Infatti si apre con un attentato alla vita di Annalise Keating e, solo alla fine, si scoprirà l'assalitore e il motivo di questa aggressione. La serie tv è stata trasmessa in America sulla ABC, ed è stata chiusa per volere dello stesso sceneggiatore anche se gli ascolti erano in picchiata. In Italia è arrivata su FOX, su Rai Due e poi su Netflix. Accattivante e coinvolgente, Le regole del delitto perfetto ha trovato grande consenso da parte del pubblico. Ha vinto diversi premi, come un Emmy Awards e due Screen Actors Guild Awards. >>

 Il dietro le quinte di Grease: tra droga, profilattici e morti misteriose >>
Inserita il 29 Oct, 2020 4:58:56 PM
Grease, il film del 1978 con John Travolta e Olivia Newton-John - in onda su Italia 1 alle 21.20 -, è diventato negli anni un vero e proprio cult, non solo per coloro che sono contemporanei alla pellicola, ma anche per tutte le generazioni successive, che hanno fatto di questa storia d'amore una sorta di baluardo e simbolo di un certo tipo di adolescenza.Tuttavia, dietro la facciata patinata del musical più famoso in Italia, si nascondono storie non sempre così idilliache. Nel dietro le quinte di Grease, infatti, c'è molto altro. Tra le altre cose, ad esempio, esiste online una teoria condivisa da Screenrant, secondo cui il personaggio di Sandy sia in realtà morta all'inizio del film, affogata, e tutto Grease non è altro che un'allucinazione di Danny che sogna un mondo in cui è riuscito a salvare la sua amata dall'annegamento.Grease, la tramaSandy (Olivia Newton-John) e Danny (John Travolta) vivono una splendida storia d'amore estiva, in riva all'oceano. Tuttavia, con l'imminente inizio della scuola i due sono costretti a dirsi addio, dal momento che Sandy deve tornare in Australia con la sua famiglia. Ma il primo giorno di scuola Danny scopre che Sandy è rimasta: e nonostante il ragazzo sia felice di averla intorno, deve mantenere la reputazione che si è costruito a scuola, da leader dei cosiddetti T-Birds. E Sandy, con i suoi abiti da brava ragazza e le maniere che potrebbero far invidia a un lord inglese, è quanto di più lontano si possa immaginare dall'aria da bello e dannato di Danny.Per il ragazzo, allora, comincia una lotta interiore tra la sua immagine pubblica e il desiderio di diventare l'uomo che Sandy merita. La ragazza, intanto, fa amicizia con le Pink Ladies, le ragazze più popolari della scuola, come Rizzo (Stockard Channing) e Frenchie (Didi Conn).La droga dietro i brillantiniGrease è un film che si concentra molto sull'amicizia e sul senso di lealtà che lega i T-Birds, questi ragazzi dall'aria dannata che, tuttavia, non sono altro che adolescenti alla ricerca del proprio posto nel mondo. Simbolo di questa amicizia sono soprattutto Danny e il suo migliore amico Kenickie (Jeff Conaway).Ed è proprio quest'ultimo, Jeff Conaway, che ha avuto più problemi con Grease. Come racconta il sito dell'Internet Movie Data Base, l'attore era così innamorato di Olivia Newton-John da non riuscire a pronunciare una sola parola in sua presenza. Ma il vero problema accadde quando, registrando la scena musicale di Greased Lighting Jeff Conaway, venne accidentalmente lanciato e fatto cadere. Riportò dei danni alla schiena per i quali dovette far ricorso a degli antidolorifici per poter continuare a girare.Purtroppo la medicazione divenne presto una vera e propria dipendenza. Dal giorno della caduta sul set di Grease fino alla sua morte nel 2011, Jeff Conaway non riuscì mai a uscire dal gorgo della dipendenza da droga.Un preservativo in scenaSempre a Greased Lighting è legato un altro aneddoto. Durante la scena, infatti, si vede Danny arrotolare del cellophane intorno alla macchina, dopo averlo lussuriosamente passato sul cavallo dei suoi pantaloni.Sempre >>

 Chi è l'attentatore di Nizza: tunisino, 21 anni, si chiama Bahrain >>
Inserita il 29 Oct, 2020 4:44:16 PM
A diverse ore dall'attacco, l'identikit dell'attentatore di Nizza inizia a delinearsi. L'uomo che giovedì 29 ottobre verso le 9 ha fatto irruzione nella basilica di Notre-Dame, avrebbe rivendicato la paternità dell'attentato e avrebbe parlato in arabo alla polizia. Secondo la testata locale Nice-Matin si tratterebbe di Aouissaoui Bahrain, un 21enne di origine tunisina che avrebbe agito da solo. Il presunto attentatore non ha fornito al momento ulteriori dettagli. "L'autore dell'attentato - ha riferito il sindaco Christian Estrosi - mentre veniva medicato dopo essere stato ferito dalla polizia, continuava a gridare senza interruzione Allah Akbar". Dunque, per il primo cittadino di Nizza, non ci sarebbero dubbi sulla matrice islamista dell'attacco in cui l'uomo ha ucciso tre persone, sgozzandone due e pugnalando un'altra.Chi è l'attentatore di NizzaSi chiama Aouissaoui Bahrain è nato in Tunisia il 29 marzo del 1999 ed è arrivato agli inizi di ottobre in Italia. È sbarcato a Lampedusa, bloccato grazie ai controlli, è stato portato in Puglia nel centro di identificazione e fotosegnalato dalla questura. Dopo la fotosegnalazione effettuata a Bari, è stato inserito nei terminali per "illecito ingresso in territorio nazionale". La polizia e i servizi di intelligence stanno ricostruendo le tappe del viaggio che lo hanno portato in Costa Azzurra. E soprattutto stanno indagando sul perché non sia stato trattenuto nel centro di identificazione in attesa del rimpatrio.Gli inquirenti hanno rilevato le impronte digitali dll'attentatore per risalire alla sua esatta identità. A consentire agli inquirenti francesi di identificarlo proprio un foglio rilasciato dalla Croce Rossa italiana trovato in tasca al killer. L'uomo che, armato di coltello, ha ucciso brutalmente tre persone dentro la basilica di Notre-Dame, è stato neutralizzato appena fuori dall'edificio dalla polizia giunta sul posto. Prima, gli agenti, avvertiti da alcuni passanti allarmati dalle grida provienti dall'interno della basilica, hanno fatto irruzione sparando. Poi, il terrorista, colpito da alcuni proiettili, è stato catturato dalle forze dell'ordine mentre gridava "Allah Akbar".Ma le impronte del jihadista non si trovano nel registroL'attentatore, ferito, è stato portato in ospedale. E sarebbe stato ricoverato in terapia intensiava in gravissime condizioni. Secondo le prime informazioni rilasciate dagli investigatori, avrebbe agito da solo, sarebbe di origine maghrebina e non sarebbe stato segnalato nelle liste di potenziali sospetti della polizia francese. Gli inquirenti in un primo momento non erano riusciti a ricostruire l'identità del jihadista. Infatti, l'uomo al momento della cattura non aveva con se documenti per l'identificazione. Nemmeno le impronte digitali rilevate dalle forze specilai giunte sul posto avevano permesso di sapere qualcosa in più sul profilo dell'assalitore, responsabile della morte di tre persone. Infatti, inserite nel registro dei potenziali sosopetti della polizia dell'uomo non c'ra alcuna traccia. Poi il documento decisivo rilasciato dalla Croce Rossa ha permesso di identificarlo. Non è ancora chiaro se l'uomo abbia agito da solo o con l'aiuto di qualche complice. Anche se nella tarda mattinata di giovedì 29 ottobre, come dichiarato da fonti investigative, sarebbero state fatte delle ricerche in quella direzione. Ma per ora, non ci sarebbe alcun riscontro. >>

 "Allah akbar". Orrore a Nizza: decapitazione nella cattedrale >>
Inserita il 29 Oct, 2020 4:11:57 PM
Un nuovo attacco terroristico in Francia, questa volta a Nizza. Un uomo armato di coltello ha seminato il panico nei pressi della chiesa di Notre-Dame uccidendo tre personeLa polizia, intervenuta subito dopo l'attacco, ha arrestato l'assalitore, che è stato portato all'ospedale. Le vittime sono una donna di 70 anni, decapitata all'interno della cattedrale, il guardiano della chiesa, che è stato sgozzato, mentre un'altra donna, ferita all'interno della cattedrale, e che era riuscita a fuggire dall'attentatore trovando rifugio in bar, è morta dopo pochi minuti nonostante i soccorsi. Un drammatico copione che ricorda fin troppo da vicino l'orrenda uccisione del professore Samuel Paty.Il sindaco di Nizza, Christian Estrosi ha parlato subito di attacco terroristico. "Tutto lascia supporre un attentato terroristico nella basilica di Notre-Dame", ha confermato il primo cittadino. "Il responsabile dei fatti non ha smesso di ripetere davanti a noi 'Allah Akhbar', mentre veniva soccorso dai sanitari. Nizza, come la Francia, forse più di altri luoghi, paga un tributo troppo pesante essendo vittima ancora una volta dell'islamofascismo" ha ripetuto poi Estrosi ai giornalisti."I miei colleghi stavano fumando in strada. Sono risaliti precipitosamente dicendo che c'era una sparatoria furiosa fuori", racconta un testimone a Nice-Matin, "Si sono sentiti diversi colpi, sei o sette. Eravamo una ventina e ci siamo rifugiati in ufficio. E molto angosciante. Abbiamo visto gli agenti entrare in chiesa, ci siamo allontanati dalle finestre". La polizia francese, intanto, ha chiesto ai cittadini di non avvicinarsi al luogo dell'attacco, nel pieno centro di Nizza, rispettando il perimetro di sicurezza imposto dalle forze dell'ordine. L'unità di crisi del ministero dell'Interno è già pienamente operativa per cercare di gestire l'emergenza.[#EvenementGrave] Evénement très grave Eglise Notre Dame à Nice Respect le Périmètre de sécurité de @PoliceNationale N'empruntez pas secteur centre ville - Explosion déminage Police Nationale Ne paniquez pas - pic.twitter.com/PqJRyijsab- Police Nationale 06 (@PoliceNat06) October 29, 2020Il premier Jean Castex ha lasciato l'Assemblea Nazionale per raggiungere la'unità di crisi. Il presidente Emmanuel Macron è in arrivo al Beauveau, sede del ministero dell'Interno per poi recarsi a Nizza, dove ha partecipato a una riunione dell'unità di crisi.Marine Le Pen, leader della destra francese, ha commentato immediatamente il tragico avvenimento di Nizza: "Dobbiamo smetterla di combattere solo il terrorismo, ma rivolgerci anche contro l'ideologia che lo arma, ovvero l'islamismo. Certamente c'è un legame con le minacce ricevute dall'estero, ma non abbiamo mai agito in modo diplomatico, per esempio contestando alla Turchia la presenza nella Nato, o interrogandoci sui nostri legami con il Qatar, che finanziano e sostegno questa ideologia".Allerta in tutta la FranciaL'allarme risuona in tutta la Francia, dove nel frattempo sono avvenuti altri attacchi. Alle 11.15, ad Avignone, un uomo è stato ucciso dalla polizia mentre cercava di colpire degli agenti con un coltello. A Gedda, in Arabia Saudita, un uomo è stato fermato mentre attentava sempre con arma bianca contro una guardia. A Lione è stato catturato un afghano che brandiva per strada con un coltello da 30 centimetri, mentre a Sartrouville, nella Ile de France, è stato fermato un uomo >>

 Il terrorista della cattedrale di Nizza era sbarcato giorni fa a Lampedusa >>
Inserita il 29 Oct, 2020 4:03:09 PM
Dalla Tunisia a Lampedusa, attraversando il Mediterraneo Centrale illegalmente. E poi da lì verso Nord, valicando il confine italofrancese, fino a Nizza. Aouissaoui Bahrain, il sanguinario islamista che questa mattina ha brandito il coltello, ha sgozzato due persone e ne ha ammazzata una terza all'interno della cattedrale, sarebbe un immigrato tunisino arrivato di recente in Francia dopo essere sbarcato al porto di Lampedusa. Il primo a rivelare l'inquietante particolare è stato il deputato francese dei Republicains, Eric Ciotti, dopo aver partecipato all'unità di crisi con il presidente Emmanuel Macron. "Durante l'incontro - ha spiegato - ho appena chiesto a Macron di sospendere tutti i flussi migratori e tutte le procedure di asilo, soprattutto al confine italiano"."Mentre veniva medicato dopo essere stato ferito dalla polizia - ha riferito il sindaco di Nizza Christian Estrosi - continuava a gridare senza interruzione Allah Akbar". Che sull'attacco alla cattedrale di Nizza ci fosse il marchio del terrorismo islamico è apparso chiaro agli inquirenti sin dall'inizio, nonostante la fatica iniziale a ricostruirne l'identità. Le sue impronte digitali non era, infatti, state ancora inserite dalla polizia francese nelle liste dei potenziali sospetti. Questo perché, come rivelato dal deputato Ciotti, il tunisino era arrivato in Francia da pochi giorni, dopo essere sbarcato al porto di Lampedusa ai primi di ottobre. L'indiscrezione rivelata da Ciotti, che ora chiede all'Eliseo la sospensione "tutte le procedure di asilo e l'emissione di visti dai paesi a rischio", trova riscontro nei servizi di intelligence che in queste ore si sono messi al lavoro per ripercorrere al contrario i passi che hanno portato il 21enne Aouissaoui Bahrain in Italia e poi in Francia. Un documento della Croce Rossa Italiana ritrovato nelle sue tasche li avrebbe messi sulla giusta strada per fare questo lavoro.L'assaillant de l'attentat de Nice est un tunisien arrivé il y a très peu de temps par Lampedusa.Avec la crise sanitaire et sécuritaire, plus aucune entrée ne doit être tolérée !Suspendons toutes les procédures d'asile et la délivrance de visa depuis les pays à risque !- Eric Ciotti (@ECiotti) October 29, 2020Non è la prima volta l'Italia risulta il crocevia di un'immigrazione clandestina che porta nei Paesi dei Vecchio Continente la jihad. Era sbarcato a Lampedusa, per esempio, anche Anis Amri, il terrorista tunisino che il 19 dicembre 2016, a Berlino, si era lanciato con un tir contro un mercatino di Natale e aveva ucciso dodici persone. Fuggito dalla Germania aveva poi ripiegato nuovamente in Italia, dove era stato freddato in un conflitto a fuoco con due poliziotti alle porte di Milano. Anche Aouissaoui Bahrain aveva trovato una via facile per entrare in Italia: il porto di Lampedusa. Non si sa ancora con precisione il giorno, ma trapela che il 9 ottobre, dopo essere stato messo in quarantena sulla nave "Rapsody", è stato portato a Bari dove è stato schedato dalle forze dell'ordine italiane per "illecito ingresso in territorio nazionale". Quindi è stato lasciato in libertà "insieme ad altri 800 immigrati" irregolari. "A chi non è stato messo nei centri per >>

 Sgarbi portato di peso fuori dalla Camera: "Lo faccio per tenere allenati i commessi" >>
Inserita il 29 Oct, 2020 3:54:02 PM
Ancora una gornata movimentata alla Camera, dove per la seconda volta in pochi mesi Vittorio Sgarbi è stato portato via di peso dai commessi. Oggi alla Camera dei Deputati è in corso la discussione sul dl Zan. Durante la discussione sull'istituzione della Giornata nazionale contro l'omofobia, presente al punto 6 del decreto, la discussione in aula si è accesa ancor di più e fonti interne riferiscono che è stato come "assistere alla contrapposizione tra due diverse tifoserie". Vittorio Sgarbi è stato uno dei più passionali nel difendere la sua contrarietà e così, nell'esporla con veemenza, si è tolto la mascherina. Inutili i richiami del presidente di turno, Maria Edera Spadoni: all'ennesima richiesta non ascoltata, infatti, il deputato Sgarbi è stato accompagnato fuori forzatamente dai commessi della Camera.Nonostante il Paese stia soccombendo sotto una delle più tragiche crisi economiche della storia moderna, derivante da una pandemia mondiale a causa della quale l'Italia è in stato di emergenza dallo scorso 31 gennaio, nell'emiciclo gli animi si fanno infuocati per la discussione del decreto Zan sull'omofobia. Vittorio Sgarbi in precedenza si era già reso protagonista di un altro scontro in aula, stavolta con il presidente Roberto Fico. La seduta odierna si è aperta con il ricordo del governatore della Calabria Jole Santelli, recentemente scoparsa, a cui è stata dedicata l'odierna giornata di lavori. Ancora una volta, Roberto Fico ha ripreso il critico d'arte impegnato a esprimere il suo pensiero ma senza indossare la mascherina. Una scena che si è ripetuta a distanza di una settimana dallo scontro precedente, durante il quale Vittorio Sgarbi aveva dichiarato in aula di soffrire di patologie tali che non gli permettevano di indossarla, tanto che avrebbe fornito regolare certificato medico.Vittorio Sgarbi, quindi, ha etichettato Roberto Fico come "fascista", parola spesso utilizzata nell'emiciclo in altre occasioni, che stavolta è stata considerata insultate da parte del presidente. Finito questo momento, con gli animi evidentemente ancora caldi, è stato il momento del secondo round alla Camera ed ecco che a scontrarsi sono Vittorio Sgarbi e Maria Edera Spadoni. A far animare il critico d'arte anche il rifiuto da parte della presidenza delle votazioni di un emendamento della Lega a scrutinio segreto. Le proteste durante l'intervento di Silvia Benedetti del Gruppo Misto sono costate l'espulsione forzata dalla Camera per Vittorio Sgarbi. I lavori sono stati sospesi per 5 minuti per poi ripartire, anche se il clima nell'emiciclo non si era disteso. Il deputato Leu, Erasmo Palazzotto, ifatti, ha voluto ulteriormente polemizzare: "Non sono più disponibile a stare in Aula in queste condizioni senza sicurezza, con assembramenti e il deputato Sgarbi che non indossa la mascherina". Fuori dall'aula, Vittorio Sgarbi non ha potuto fare a meno di commentare a modo suo quanto accaduto pochi minuti prima: "Sono stato nuovamente espulso dall'aula di Montecitorio. Mi hanno ancora portato via di peso. Sia chiaro: lo faccio per tenere allenati i commessi...". >>

 Sacchi ora attacca l'Inter: "Perché è incompiuta..." >>
Inserita il 29 Oct, 2020 3:49:04 PM
L'Inter di Antonio Conte sta andando a corrente alternata: discretamente in campionato dove occupa il terzo posto a quota 10 punti, a meno tre dal Milan capolista, zoppicante in Champions League con due pareggi nelle prime due uscite contro Borussia Moenchengladbach e Shakhtar Donetsk. Il tecnico leccese si è detto soddisfatto al termine del match pareggiato per 0-0 contro gli ucraini in una gara a senso unico per i nerazzurri che non sono però riusciti a sfondare per portarsi a casa i tre punti.La "critica" di SacchiIn tanti hanno espresso il loro parere sull'Inter e Conte e tra di loro c'è anche Arrigo Sacchi che dalle pagine della Gazzetta dello Sport ha fatto la sua disamina sulla situazione della squadra nerazzurra: "L'Inter arebbe meritato la vittoria contro lo Shakhtar. Non è arrivata e Conte, da grande allenatore qual è, dovrà trovarne le cause e porvi rimedio: non ci si può nascondere dietro la sfortuna, le traverse e il gol sbagliato", inizia così il commento dell'ex tecnico di Fusignano."Il primo tempo è stato buono, i nerazzurri hanno dominato. I lanci oltre alla linea difensiva e gli attacchi nella profondità delle punte e di Hakimi sono stati un problema per la difesa ucraina, ma l'Inter non ha segnato per qualche egoismo di troppo e un po' di precipitazione. Nel secondo tempo i lanci sono diventati sempre meno coordinati con gli attaccanti. Il gioco non scorreva più, collaborazione e sincronismi non erano più efficaci. Sarebbero occorse alternative", l'analisi lucida della partita disputata in Ucraina.Sacchi ha poi concluso il suo intervento dando un colpo al cerchio e una alla botta, definendo la squadra ancora in costruzione ed elogiando Antonio Conte come allenatore: "Forse l'Inter difetta a centrocampo di un giocatore che dia tempi e ritmi. Oggi è una squadra con i lavori in corso, una incompiuta. Ma ha la fortuna di aver un grande allenatore che sicuramente riuscirà a dare un gioco vincente". Segui già la pagina di sport de ilGiornale.it? >>

 C'è un terremoto nel governo? "Ora valutare tutti i ministri..." >>
Inserita il 29 Oct, 2020 3:46:21 PM
Che la fiducia nel governo presieduto dal sedicente avvocato del popolo Giuseppe Conte sia ai minimi storici è di certo un dato assodato, ma che gli strali adesso inizino ad arrivare con sempre maggiore insistenza e forza proprio da chi compone la scricchiolante maggioranza che ancora tiene in piedi l'esecutivo inizia a diventare una pericolosa costante da tenere in considerazione.L'affondo, che ha portato anche Mariastella Gelmini a chiedersi se si sia in effetti aperta concretamente una crisi di governo, arriva direttamente dal capogruppo del Partito Democratico Andrea Marcucci. Intervenuto a margine dell'informativa riferita a palazzo Madama dal presidente del consiglio Giuseppe Conte sul nuovo Dpcm in merito alle previste misure di contenimento del Covid, il senatore non ha usato mezzi termini. "Non mi interessa sapere se il governo ha commesso errori, sicuramente ce ne sono stati su trasporti, sanità e sul fatto che si permetta di fare concorsi pubblici", ha dichiarato il capogruppo dem, come riportato da LaPresse. "Per guardare al futuro del Paese ho delle richieste: di valutare, lei non altri, se i singoli ministri sono adeguati alle esigenze. Questo governo deve andare avanti e avere le migliori donne e i migliori uomini", ha aggiunto ancora Marcucci. "Visto quello che si legge, dobbiamo contare su una maggioranza parlamentare solida che ci permetta di governare bene il nostro Paese".Tra i temi toccati nel discorso, anche la necessità di creare un dialogo con le forze politiche di opposizione, in tal senso arriva il sollecito nei confronti del premier. "Signor presidente, valuti lei come coinvolgere le opposizioni. Serve un luogo di confronto con la maggioranza, che sia una bicamerale, un comitato di sicurezza nazionale o un altro organismo", suggerisce il capogruppo dem, che accoglie l'idea del Dpcm ma spinge al contempo affinchè sia indicata una scadenza delle misure eccezionali previste per l'emergenza Coronavirus. "L'obiettivo deve essere che così come si fanno i Dpcm per le restrizioni delle libertà individuali, servono anche per le restituirle", spiega Marcucci. Tuttavia,"occorre fare in modo che queste misure siano limitate nel tempo e per riuscirci occorre che queste misure siano efficaci".Tra le righe si può leggere una certa diffidenza da parte del senatore dem, tanto che il capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati Mariastella Gelmini si chiede se non si inizino ad intravedere i primi sintomi di una crisi. "Il capogruppo del Partito democratico al Senato, Andrea Marcucci, ha aperto di fatto la crisi di governo? La risposta alle sue domande retoriche è ovviamente implicita", considera Gelmini. "Molti ministri non sono adeguati all'emergenza che stiamo vivendo, la maggioranza non è solida, ed è mancato il coinvolgimento del Parlamento e delle opposizioni. E' una realtà sotto gli occhi di tutti, e il centrodestra lo dice da tempo", conclude.Un intervento che non ha mancato di suscitare polemiche tra le file della maggioranza giallorossa: "Al Senato Italia Viva ha due capogruppo, il Pd nessuno", avrebbe affermato con malcelata ironia un deputato vicino al segretario Zingaretti, come riferisce "AffarItaliani". Accusato di essere vicino al gruppo renziano, tanto da aver >>

 "Fai schifo", "Vedete il marcio dove non c'è", volano stracci da Giulia De Lellis e le fan >>
Inserita il 29 Oct, 2020 3:07:00 PM
Volano stracci social tra Giulia De Lellis e alcune sue follower. La fine della relazione con Andrea Damante e l'inizio della frequentazione con un amico di lui hanno indispettito non poco le seguaci del dj, che su Instagram l'hanno attaccata. Quest'ultima, stanca del chiacchiericcio e delle continue accuse, ha perso le staffe rispondendo per le rime alle pesanti critiche.Gli ultimi mesi sono stati decisivi per la storia d'amore tra Giulia De Lellis e Andrea Damante. La coppia, dopo il riavvicinamento avvenuto lo scorso marzo durante la quarantena, è nuovamente scoppiata in estate. Andrea e Giulia si sono fatti vedere sempre più di rado insieme sia sui social che nella vita reale e i rumor su una loro crisi hanno trovato conferma a settembre. "Ci siamo presi una pausa, dobbiamo capire bene", aveva detto Giulia De Lellis sui social network. Ma quella pausa si è ben presto trasformata in una rottura definitiva. L'influencer ha iniziato, infatti, una nuova frequentazione con uno dei migliori amici di Damante, il rampollo Carlo Beretta. Un cambio di rotta che ha lasciato sorpreso lo stesso Andrea. L'ex tronista di Uomini e Donne, nella recente intervista a Verissimo, si è detto sorpreso della nuova storia di Giulia con la quale, ha ammesso, lui avrebbe voluto costruire una famiglia.Cosa sia andato storto non è ancora chiaro, ma ai seguaci della coppia (tra le più amate uscite da Uomini e Donne) la loro separazione non è piaciuta affatto. Sui social network Giulia De Lellis è stata travolta dalle critiche e dalle accuse. Dall'esser stata tradita a protagonista a sua volta di un "tradimento", ma non fisico. I suoi fan e quelli di Andrea l'hanno infatti accusata di essere stata poco coerente e di aver deluso le loro aspettative. "Sono delusa dal tuo comportamento nei confronti di Andrea. Eri un esempio per me adesso provo solo schifo. Lui ti avrà anche tradito ma tu con il suo amico?? Ma scherziamo...", le ha scritto sotto il suo ultimo post una follower, scatenando la reazione della De Lellis: "Ma che sta dicendo questa ragazza?". I commenti sono incominciati ad arrivare a decine sotto il post, tanto che Giulia De Lellis si è vista costretta a rispondere a tono per difendersi: "Dire che io ho tradito mi sembra un po' grave..cavolo. Poi se fa comodo raccontarlo tanto per ridere, ok. Ma fino ad un certo punto. Portate pazienza ma la mia testa non arriva al marcio dove altri arrivano". Insomma la De Lellis si smarca e rigetta le accuse di tradimento. Le fan troveranno pace? >>

 Renzi attacca Conte: "Populista. Senza di me farebbe il professore" >>
Inserita il 29 Oct, 2020 2:37:33 PM
Matteo Renzi torna ancora sul nuovo Dpcm e rincara la dose. E questa volta il leader di Italia Viva, intervistato da Repubblica, ci va giù pesante, sparando a zero sul premier Giuseppe Conte. "Questo modo sbrigativo di rispondere alle critiche - spiega Renzi a Repubblica - mi sembra più adatto a un populista che a un premier. Vorrei ricordare che senza i miei giochini politici di un anno fa oggi Conte farebbe il professore all'Università di Firenze e in queste ore si occuperebbe di come funziona la didattica online da Novoli, non di Dpcm".Renzi "smonta" ConteIl senatore di Rignano va sul personale e disconosce su tutta la linea la gestione dell'emergenza da parte del governo di cui fa parte. A cominciare dall'ultimo Dpcm del premier Conte. "Il nuovo decreto è tecnicamente sbagliato perché non poggia su dati scientifici, ma sulle ansie di alcuni ministri preoccupati. È un decreto che non riduce il numero dei contagiati, ma aumenta il numero dei disoccupati. Fomenta le tensioni sociali di un Paese diviso tra garantiti e non, crea un doppio binario sui ristori economicamente insostenibile nel medio periodo". Per Matteo Renzi "l'utilità del Dpcm dal punto di vista sanitario è tutta da dimostrare, mentre è certo sia dannoso a livello economico e sociale". Non solo. Il decreto varato dal governo di cui fa parte "tradisce una visione ottocentesca della cultura vista come mero divertimento di cui si può fare a meno e non come pilastro - anche economico - della nostra identità: preoccuparsi dei cinema e dei teatri senza aver fatto funzionare trasporti e tamponi è umiliante". Insomma, il leader di Italia Viva punge ancora e invoca il cambio di rotta. "Servono decisioni basate su valutazioni scientifiche e non su emozioni irrazionali. Dovremo convivere con il virus ancora per qualche mese: proprio per questo occorre organizzarsi in modo lucido, non con scelte improvvisate".Renzi rievoca anche il MesRenzi in vena polemica non si contiene e torna su un'altra questione spinosa connessa alla gestione dell'emergenza: il "famigerato" Mes, il fondo europeo di cui l'Italia non ha ancora deciso se fare richiesta o meno. "Avessimo chiesto il Mes quattro mesi fa, avremmo oggi meno persone in coda per un tampone e più controlli nelle scuole e nelle Rsa. Continuare a dire no al Mes è masochismo, non ideologia. E sinceramente non capisco la sponda che Gualtieri sta dando ai 5 stelle su questo". Poi, sferra un altro colpo basso agli alleati. "Continuare a dire no al Mes è masochismo, non ideologia. E sinceramente non capisco la sponda che Gualtieri sta dando ai 5 stelle su questo. A metà 2021 il mondo ricomincerà a girare a mille: dovremo essere pronti. Per questo serve il Mes, per questo serve il Recovery fund. Ho chiesto un tavolo politico per gestire queste cose, non per avere un ministero in più. L'Italia ce la farà. Ma dobbiamo abbandonare la superficialità e il populismo. E mettere in campo la Politica, quella con la P maiuscola", rimarca il senatore di Italia Viva. Insomma, se >>

 Nizza, Meloni: "Gli islamisti ci hanno dichiarato guerra" >>
Inserita il 29 Oct, 2020 2:32:31 PM
La Francia ripiomba nella paura a causa dell'ennesimo attentato terroristico, avvenuto in questa ultima occasione a Nizza, che si va ad aggiungere ad una situazione già complessa per ciò che concerne l'emergenza sanitaria e con lo spettro di un nuovo lockdown all'orizzonte: ad esprimere cordoglio ed a lanciare il monito a non abbassare mai la guardia, parlando esplicitamente di una vera e propria guerra in atto, è il presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni.Con un post sulla sua pagina personale Facebook, la parlamentare ha voluto così commentare la notizia che ha nuovamente alimentato l'allarme terrorismo islamico non solo in Francia ma in tutto il continente europeo. Al grido di"Allah Akbar" l'attentatore, un magrebino di età compresa tra i 23 ed i 25 anni che avrebbe riferito agli inquirenti di chiamarsi "Brahim" e di aver agito da solo, ha infatti preso d'assalto la cattedrale di Notre-Dame durante la mattinata di oggi, giovedì 29 ottobre, intorno alle ore 9:00. Tre le vittime accertate del giovane nordafricano, vale a dire una donna, brutalmente decapitata nei pressi dell'acquasantiera, così come il custode dell'edificio religioso, ed una 40enne deceduta all'interno di un bar nel quale aveva cercato riparo dall'aggressore."L'orrore islamista si abbatte nuovamente sulla Francia e sull'Europa: a Nizza nella cattedrale di Notre Dame una donna è stata decapitata e altre due persone sono state uccise da un lurido criminale terrorista che non smetteva di urlare Allah Akbar", ha commentato Giorgia Meloni sul suo profilo social. "Solidarietà e vicinanza al popolo francese. Gli islamisti ci hanno dichiarato guerra e chi lo nega è nemico della nostra civiltà", ha concluso il presidente di Fratell' d'Italia.Anche la Lega ha voluto esprimere il proprio cordoglio, parlando di "profondo dolore e sgomento". La posizione del partito di Matteo Salvini è affidata alle parole dei capogruppo al Senato ed alla Camera dei deputati, rispettivamente Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari. "I valori dell'Occidente, della Cristianità, le regole della convivenza laica tipiche delle nostre democrazie occidentali, sono quotidianamente sotto attacco; non permetteremo, però, che il fanatismo e l'odio prevalgano seminando terrore nelle nostre comunità", dichiarano i due rappresentanti del Carroccio. "Condanniamo senza indugi chi soffia sul fuoco dell'estremismo tirando il sasso e nascondendo la mano: la Lega sarà sempre dalla parte della libertà, della nostra identità e del nostro patrimonio civile e culturale", conclude il comunicato congiunto."Il terribile attentato nella Cattedrale di Nizza è una ferita al cuore dell'Europa", ha commentato l'eurodeputato di Forza Italia Massimiliano Salini, come riportato da AdnKronos. "Non basta la solidarietà al popolo francese, l'Ue deve passare dalle parole ai fatti. E' necessario che le istituzioni di Bruxelles prendano atto dello scontro di civiltà in atto", ha proseguito, "e condannino pubblicamente ogni forma di radicalismo islamico: è fondamentale dare un segnale forte, promuovendo subito meccanismi sanzionatori mirati nei confronti di soggetti giuridici, luoghi di aggregazione e persone fisiche che alimentano direttamente o indirettamente l'islamismo radicale, che da anni semina violenza e spargimento di sangue in particolare contro i cristiani e i luoghi simbolo del cristianesimo"."E' in gioco la >>

 La dieta per chi soffre di endometriosi >>
Inserita il 29 Oct, 2020 2:16:37 PM
L'endometriosi si può combattere anche a tavola.Una dieta mirata e basata su cibi antinfiammatori, disintossicanti e liberi di ormoni è infatti in grado di contribuire alla riduzione dei dolori e dell'infiammazione. Consente di contrastare i dolori pelvici, la sindrome da stanchezza cronica e il brain fog. Quest'ultimo è lo stato di annebbiamento cerebrale che spesso si accompagna alla malattia."Attualmente non ci sono cure mediche e farmacologiche per l'endometriosi, che solo in Italia colpisce oltre 3 milioni di donne, ma si può lavorare sulla riduzione dei sintomi - afferma Pietro Giulio Signorile, presidente della Fondazione Italiana Endometriosi - Partendo dal presupposto che l'ormone fa crescere malattia, la malattia provoca infiammazione e l'infiammazione fa produrre più ormoni, abbiamo messo a punto da oltre 10 anni un tipo di alimentazione che si basa su quattro pilastri. Essi sono la riduzione dell'assunzione di cibi estrogenici, l'aumento di cibi antiestrogenici, la riduzione dei cibi proinfiammatori e l'aumento dei cibi antinfiammatori. In tal modo si riducono gli ormoni nel sangue e l'infiammazione, quindi i dolori. Ma oltre ad agire sui sintomi, la dieta agisce anche sulla patologia. Riducendo gli estrogeni si limita la percentuale di crescita dell'endometriosi"."Nel caso dell'endometriosi è possibile parlare di "cibo terapeutico" - spiega Maria Cassano, biologa nutrizionista della Fondazione italiana endometriosi -Seguendo alcune specifiche raccomandazioni nutrizionali, l'organismo potrà infatti godere di benefici. Da preferire è innanzitutto una dieta contenente sostanze antinfiammatorie e antiossidanti, come curcuma e zenzero. Un eccesso di grassi saturi e zuccheri potrebbe innescare una cascata di reazioni in grado di stimolare l'attivazione dei mediatori dell'infiammazione. Mentre un'adeguata distribuzione dei carboidrati nella dieta permette di mantenere la secrezione di insulina all'interno di range favorenti l'equilibrio ormonale. Bisogna porre grande attenzione anche alla presenza di disregolatori endocrini, nascosti all'interno di scatolame, plastica e pesticidi. Essi interferiscono sulla produzione degli estrogeni".Ecco i consigli per un'alimentazione "a prova di endometriosi", da seguire durante la stagione più fredda:1) Si a frutta e verdura: le fibre riducono gli estrogeni nel sangue. Pertanto via libera a broccoli, cavoli, zucca, cime di rapa, verza. Lo stesso vale per i cereali integrali come i legumi. Tra la frutta invernale consigliate sono le arance, i mandarini, i melograni, le mele e le pere.2) Pesce azzurro: fonte di preziosi omega 3. È in grado di produrre la prostaglandina che riduce l'infiammazione addominale. Sì a salmone e tonno;3) Carne bianca: da preferire a quella rossa;4) Ridurre il consumo di derivati del latte: contengono caseina e lattosio;5) No ad alimenti industriali: come prodotti confezionati e bevande zuccherate. ridurre anche il consumo di alcol, caffeina, farine bianche e prodotti da forno raffinati. Lo stesso vale per i grassi saturi, lo zucchero bianco, i dolci altamente zuccherini, l'avena e segale (alto contenuto di estrogeni);6) Integratori fonte nutrienti fondamentali: tra di essi vitamina D, omega 3, quercetina, luteolina, partenio, nicotinamide, metifolato di calcio. >>

 Il naso continua a crescere? Lo conferma la scienza >>
Inserita il 29 Oct, 2020 1:51:44 PM
Il naso è una delle parti del nostro corpo che continua a crescere nel corso della nostra esistenza.Lo stesso vale per le orecchie. Le dimensioni del nostro organo olfattivo rimangono uguali. Tendono più che altro ad estendersi. È la cartilagine che si rilassa e cede alla forza di gravità. Sembrerebbe un'illusione ottica ma non lo è affatto perché lo confermano studi accurati dedicati all'argomento. Quest'ultimi sostengono che col passare degli anni naso e orecchie si dilatano.Questa crescita comincia intorno all'età di 18 anni. Di fatti dai 18 anni agli 80 è stato verificato che orecchie tendono a crescere di circa 12 millimetri. Nella donna invece si registra una crescita di circa 8 millimetri. Invece il naso si dilata di circa 2 millimetri, sia nel sesso maschile che in quello femminile nel medesimo arco temporale. Molti non sanno che il naso è un organo potente perché è in grado di percepire oltre cinquanta mila tipologie diverse di odori.Altre ricerche scientifiche invece affermano che durante la vecchiaia le orecchie diventano più grandi di 22 millimetri l'anno. Questo sorprendente ingigantimento nelle donne risulta accelerato a causa dell'utilizzo di orecchini pesanti. Utilizzare orecchini di un certo peso infatti fa allungare il lobo.Le sorprese che il corpo umano è in grado di donarci non finiscono qui. Ad esempio molti ignorano che la vagina non è un organo solo appartenente alle donne. La possiedono anche gli uomini ed è posizionata nella prostata. Il cuore è in grado di pompare circa 200 milioni di litri di sangue durante il corso della nostra vita. È in grado anche di registrare circa 2,5 miliardi di battiti. Inoltre quando per l'emozione e l'imbarazzo arrossiamo, arrossisce anche il rivestimento del nostro stomaco.Altra storia sorprendente riguarda lo sviluppo esagerato di peli nel corpo umano. Questa è una caratteristica sia del corpo femminile sia di quello maschile. Questa patologia si chiama ipertricosi. Si manifesta nell'uomo con folte sopracciglia, peli abbondanti su braccia e avambracci e sul dorso della mano. La causa è da rintracciare nelle ghiandole endocrine che regolano lo sviluppo dei caratteri sessuali.Nella donna invece questa patologia tende a sviluppare peli esagerati nel sopracciglio, sugli avambracci, sulle gambe, ma anche sulla faccia, sul labbro superiore, intorno al mento, sul seno. L'ipertricosi a carattere mascolino è accompagnata anche dallo sviluppo della muscolatura, la voce grossa, sterilità. Questa patologia nella donna ha luogo nell' eccesso di funzionalità della ghiandola surrenale corticale, o del lobo anteriore dell'ipofisi, ma spesso anche dall'ovaio. >>

 Coronavirus, cosa sta succedendo a Monza >>
Inserita il 29 Oct, 2020 1:48:58 PM
Situazione preoccupante a Monza e provincia, dove da martedì scorso i numeri di contagi tallonano quelli milanesi. Nella giornata del 27 marzo è stato registrato il dato peggiore dall'inizio dell'emergenza, ben 1.362 nuovi casi a Monza e Brianza. Distribuiti su 900mila abitanti. In sole quattro settimane si è passati da 90 casi a un numero di 15 volte superiore. "Quel numero è il risultato di molti tamponi dei giorni precedenti di cui si aspettava l'esito, ma è comunque impressionante" ha sottolineato il primo cittadino della città, Dario Allevi, parlando con il Corriere. I contagi ieri erano 822. Il sindaco sta seguendo attentamente la situazione da martedì dalla sua abitazione, si trova infatti anche lui in isolamento precauzionale, in quanto un suo parente è risultato positivo. Anche l'assessora all'urbanistica, Martina Sassoli è stata contagiata.Monza paga la vicinanza con MilanoSembra che l'aumento di positivi a Monza e provincia vada ricondotto alla sua vicinanza con la città di Milano. Allevi ha infatti tenuto a precisare: "Noi e il capoluogo siamo una cosa unica, per motivi lavorativi e di svago decine di migliaia di persone, anche di più, si spostano ogni giorno tra la Brianza, Milano e il suo hinterland. Pendolari, studenti, lavoratori: quello che succede là, si riflette anche qui". Della stessa idea anche il direttore del reparto di Malattie Infettive al San Gerardo e docente all'Università Bicocca, Paolo Bonfanti. Il direttore ha infatti spiegato: "È un territorio senza cesure, siamo strettamente legati. La prima ondata ci ha risparmiati, questa ci ha travolti. Un lockdown è una decisione difficile da prendere, ma siamo già vicini alla soglia d'allarme".In affanno il San GerardoCon l'aumento dei soggetti risultati positivi è cresciuta anche la pressione all'ospedale San Gerardo di Monza, hub regionale per il Covid. Durante la prima ondata la struttura ospedaliera si era occupata di seguire 1.780 pazienti, molti dei quali, la maggioranza, provenienti da altre province.Anche il direttore generale della Asst Mario Alparone, ha confermato quanto asserito in precedenza, ovvero che "i numeri dei ricoveri sono in costante crescita e provengono tutti da Monza e la Brianza" cosa che non si era invece verificata la volta scorsa. Ovviamente questa situazione si ripercuote anche su turismo e ristorazione, già duramente colpiti dagli ultimi mesi difficili. Un esempio su tutti, l'Hotel de la Ville, albergo quattro stelle lusso, dove quotidianamente vengono disdette delle prenotazioni. Il titolare Luigi Nardi, consigliere dell'associazione albergatori per Monza e Brianza, ha spiegato che, per far fronte al problema "abbiamo lanciato la formula "Stay-vacation" con promozioni, ma la situazione è drammatica, il tasso di occupazione è sotto il 10%". >>

 Qual è il "punto debole" dell'incubo Coronavirus >>
Inserita il 29 Oct, 2020 1:46:44 PM
Italia sempre più in affanno. Nella giornata di ieri, mercoledì 28 ottobre, si sono registrati 24.991 nuovi casi di Covid a fronte di 198.952 tamponi processati. Per la prima volta il numero degli attuali positivi ha superato quello dei guariti totali, quasi 25mila contagi in sole 24 ore. Le regioni maggiormente colpite sono sempre le stesse: la Lombardia (+7.558), il Piemonte (+2.827), la Campania (+2.427) e il Veneto (+2.143). La curva epidemiologica, dunque, non scende e siamo difatti nel cosiddetto "scenario 3" che va fronteggiato attraverso una serie di interventi. Tra questi l'interruzione di alcune attività sociali/culturali a rischio (bar, discoteche), l'incentivazione dello smart working al fine di ridurre l'affollamento dei trasporti pubblici e delle sedi lavorative. Poi la didattica a distanza per le scuole e una serie di chiusure temporanee in funzione del numero dei casi sospetti nella singola comunità scolastica. Va da sé che nel caso in cui la situazione di alto rischio dovesse persistere, sarà necessario adottare norme di contenimento più severe.In attesa del vaccino che, secondo il Direttore Generale dell'Agenzia Italiana del Farmaco Nicola Magrini si potrebbe avere a disposizione dei soggetti a rischio a gennaio o a febbraio, le uniche speranze sono affidate alla ricerca. A tal proposito è molto interessante lo studio coordinato dall'Università Sapienza di Roma in collaborazione con altri atenei italiani e pubblicato su "Pharmacological Research". Gli scienziati hanno infatti individuato un nuovo bersaglio molecolare per il controllo dell'infezione dei diversi ceppi di coronavirus, fra cui proprio il Covid. Si tratta per la precisione dei canali ionici lisosomiali Tpc (Two-Pore Channels), da anni oggetto di attenzione del team scientifico della Sapienza. L'intuizione che la proliferazione di Sars-CoV-2 si possa prevenire inibendo uno specifico bersaglio molecolare responsabile della progressione del patogeno appena entrato nella cellula è nata nel laboratorio dell'Unità di Istologia ed Embriologia medica dell'università romana diretto da Antonio Filippini.Fondamentale la cooperazione con Armando Carpaneto dell'Università di Genova che di recente ha individuato nella Naringenina, una sostanza naturale di agrumi e altri vegetali di uso alimentare, un'arma efficace per inibire i canali ionici lisosomiali. In particolare i ricercatori del Laboratorio di Virologia della Sapienza guidato da Guido Antonelli hanno evidenziato come il trattamento di cellule con Naringenina sia in grado di prevenire e di conseguenza di bloccare l'infezione di più di un tipo di coronavirus. Ma non è tutto. Il team del Laboratorio di Microbiologia dell'Università Vita-Salute San Raffaele, coordinato da Massimo Clementi, ha dimostrato che alle stesse dosi viene arrestata anche l'infezione da Covid. Questa molecola può, altresì, rivelarsi utile nel constrastare in maniera efficace la pericolosa tempesta di citochine tipica del Sars-CoV-2. "La sfida successiva a cui stiamo lavorando - afferma Filippini - è individuare la formulazione ottimale per veicolare il farmaco alle più basse concentrazioni possibili in modo efficace e selettivo alle vie aeree, il primo fronte critico su cui combattere l'infezione". >>

 Avete attivato il "super-bonus?" E adesso il Fisco può "rovinarvi" >>
Inserita il 29 Oct, 2020 1:34:15 PM
Il boom edilizio nato nei gloriosi anni Sessanta ha bisogno di una ritinteggiata. E così, anche per fare un favore al Paese, il governo si è impegnato nei mesi scorsi di varare l'ormai arcinoto Superbonus del 110%. Sembrava una vera e propria svolta. Una panacea a tutti i mali (economici) del Belpaese. Più o meno tutti sognavano una nuova facciata con cappotto termico, qualche infisso di ultima generazione, una caldai che facesse spendere poco in bolletta. Insomma, chi più chi meno, tutti in questo periodo si sono informati per dare vita a un restyling della propria abitazione.Peccato che i giallorossi abbiano bluffato. Tra ingarbugliamenti burocratici, minacce di sanzioni, controlli eterni, gli italiani hanno preso paura. E tutto l'ambaradan rischia di collassare. Certificando l'ennesima brutta figura di chi ci governa. I proprietari di casa, che sono oltre l'86% della popolazione, avevano sognato di rimettere in sesto appartamenti, villette, palazzi interi. Il tutto a spese dello Stato. Peccato che il Superbonus ristrutturazione sia un affare troppo complicato da poter funzionare. L'dea di ristrutturare il patrimonio immobiliare del nostro Paese sarà un affare riservato a pochi colossi. Oltre alle banche, spiega Libero, è entrata in partita anche Generali con ben due proposte per subentrare nel credito e svolgere tutti gli adempimenti.L'accollo del 100% degli oneri di ristrutturazione fa gola a molti. Le banche per un rendimento del 10% oggi farebbero carte false, se poi c'è la garanzia statale c'è da festeggiare per i prossimi anni. La parte che davvero spaventa del Superbonus è soprattutto quella burocratica. Chi ci ha perso un po' di tempo (tra questi anche gli addetti ai lavori) ha dovuto troppo spesso arrendersi. E quello che doveva rappresentare la panacea per risollevare il settore edilizio in profonda crisi da decenni, si è rivelato un gomitolo di adempimenti impossibili da sciogliere.Da tenere sott'occhio sono gli aggiornamenti normativi. Si accavallano. Si muovono nell'ombra. E spezzano le speranze. Ecco la loro unica funzione: il caos. Gli esperti parlano ormai apertamente di una vera e propria gimcana tra gli adempimenti. C'è anche chi ha fatto il conto. La Confartigianato Piemonte (oltre 49mila imprese presenti in tutta la filiera produttiva, ben 150mila addetti), ha scoperto che il fantomatico volano che dovrebbe far ripartire il mattone grazie ai fondi stanziati dallo Stato, con il supporto delle banche, per il momento ha partorito soltanto una marea di incertezze.Per ambire a intercettare i fondi, chi si mette in testa di fare il lavoro, deve fare i conti con un groviglio di moduli. Per citarne uno: gli atti da presentare per la cessione del credito sono in media 36. Che nel caso di un condominio lievitano almeno a 90. Poi ci sono i controlli per 5 anni a far sudare freddo. Il fisco ha 5 anni per verificare l'idoneità dell'intervento. Il rischio? Dover restituire gli importi goduti, gravati da pesanti sanzioni. >>

 "Questa Rai non è all'altezza", e Nicola Zingaretti diserta la roccaforte rossa di Rai3 >>
Inserita il 29 Oct, 2020 1:24:20 PM
È tempo di grandi manovre in viale Mazzini, dove nelle prossime ore si terrà il Cda Rai incentrato sul futuro di alcuni canali dell'azienda radiotelevisiva pubblica ma non solo. Marco Antonellis su Affaritaliani.it svela anche un curioso retroscena che coinvolge Nicola Zingaretti e tutto il Partito democratico, che sembra aver quasi dichiarato guerra alla Rai e, in particolare al suo amministratore delegato, Fabrizio Salini.Nell'ambiente è noto che dalle parti del Partito democratico si sia sviluppata una certa insofferenza alla gestione di Fabrizio Salini. Dal Nazereno, infatti, pare che giungano spesso voci di una certa impazienza per la scadenza contrattuale dell'amministratore delegato della Rai. "Non vediamo l'ora che scada, questa Rai non è all'altezza", direbbe spesso Nicola Zingaretti ai suoi fedeli sodali. Parole che, di fatto, sembrano chiudere le porte a qualunque possibilità di proroga del mandato. Ma se questo malcontento è sempre stato celato, anche se in modo grossolano, e non è mai stato motivo di scontro, ora le cose potrebbero essere cambiate nei rapporti tra il Pd e la Rai. Marco Antonellis rivela che al Nazareno c'è molta irritazione per le nomine effettuate a Rai3, storicamente molto vicina alla sinistra italiana come ricorda il soprannome Telekabul del Tg3 tra gli anni Ottanta e Novanta, quando in capo c'era Sandro Curzi. Di conseguenza, al Partito democratico non piace nemmeno la linea editoriale del terzo canale, ossia la gestione dei programmi che si occupano di veicolare il pensiero della sinistra italiana."Una rete in caduta verticale, soprattutto i nuovi programmi", si lamentano dal Nazareno, che ora si trova in aperto scontro con la rete. Lo dimostra l'assenza del segretario del Partito democatrico da tutte le trasmissioni di Rai3, dove nei mesi e negli anni passati i massimi esponenti del Partito democratico erano quasi di casa. Nicola Zingaretti continua a resenziare solo nelle trasmissioni dei conduttori che già conosce, quindi Lucia Annunziata e Fabio Fazio, dove sa di trovare terreno fertile con scarso (o nullo) contraddittorio durante i suoi interventi. Ma la situazione potrebbe deteriorarsi ulteriormente, con il Partito democratico pronto a far sentire ancora di più la sua assenza dal terzo canale. "Ma se continua così, non ha senso andare neanche in quelle", dicono dal Nazareno.In un momento storico in cui le aziende cercano di ottimizzare i costi ancor più rispetto a come facevano prima, la Rai sta pensando di accorpare i canali Rai Storia e Rai5, trasferendo sulle piattaforme digitali Rai Sport. Rai Storia e Rai5 sono simili negli intenti, essendo uno dedicato alla storia in generale e l'altro alla storia dell'arte, quindi un accorpamento potrebbe dar vita a un unico canale comprensivo di entrambi. Si tratta di una mossa quasi dovuta da parte dall'azienda statale a fronte dei conti che, come riferisce Antonellis, non sembrano essere parcolarmente rosei. L'indebitamento della Rai è salito fino a toccare quota 275,9 milioni e le prossime chiusure, vista la situazione del Paese, potrebbero anche peggiorare le cose. >>

 La Juve perde con il Barcellona Il figlio di Pirlo reagisce: "Basta" >>
Inserita il 29 Oct, 2020 1:14:37 PM
La Juventus di Andrea Pirlo ha perso malamente, in casa, contro il Barcellona di Ronald Koeman che a tratti è stato dominante sul terreno di gioco dello Stadium. I bianconeri hanno arrancato per gran parte della contesa ma hanno anche trovato per ben tre volte la via delle rete ma in tutte e tre le circostanze arbitro, guardalinee e Var hanno strozzato l'urlo in gola allo spagnolo e alla Vecchia Signora per tre fuorigioco millimetrici.La rabbia dei PirloNon è la prima volta che alla Juventus, in questa stagione, e sempre ad Alvaro Morata vengono annullati dei gol per fuorigioco millimetrico. Due volte in campionato che si vanno ad unire ai tre di ieri sera in Champions League sono un guinnes dei primati in negativo per l'ex attaccante di Chelsea e Atletico Madrid che avrebbe potuto essere il salvatore della patria, vista l'assenza di CR7, ma che dovrà invece rimandare i sogni di gloria.I tre gol annullati allo spagnolo hanno fatto storcere il naso al tecnico della Juventus mentre un altro Pirlo, il figlio Nicolò, sul divano di casa ha sfogato tutta la sua rabbia e frustrazione sui social network con una story su Instagram che lascia poco spazio ad interpretazione: "Andiamo tutti a casa, ma basta, ma basta!!!", si legge nella sua storia visibilmente piccato per le decisioni prese dal Var nei confronti di Morata. Il regolamento, però, parla chiaro e i tre gol cancellati alla Juventus sono state tre chiamate impeccabili, le prime due da parte del guardalinee, la terza sfuggita all'assistente del direttore di gara poi segnalato dal Var.Girone al sicuroNonostante la sconfitta subita contro il Barcellona la qualificazione agli ottavi di finale non è affatto in pericolo dato che nei prossimi due impegni la Juventus giocherà contro i modesti ungheresi del Ferencvaros e poi contro la Dinamo Kiev in casa nel penultimo turno, prima di riaffrontare poi i blaugrana. Il primo posto potrebbe non essere garantito dopo lo scivolone interno di ieri ma l'importante per la Vecchia Signora sarà staccare il pass per gli ottavi, obiettivo minimo dalle parti di Corso Galileo Ferraris. Il ritorno di CR7 in quest'ottica sarà una vera e propria manna dal cielo per aiutare la squadra di Pirlo ad uscire fuori da un momento di difficoltà che permane ormai da qualche partita.Segui già la pagina di sport de ilGiornale.it? >>

 Fate attenzione alla revisione: dall'1 scattano le multe salate >>
Inserita il 29 Oct, 2020 12:58:47 PM
Il primo novembre scattano le sanzioni per chi ha visto scadere la revisione del proprio veicolo lo scorso 31 marzo. A causa dell'emergenza sanitaria da coronavirus, il governo aveva introdotto una serie di deroghe. Le scadenze sono state previste in un primo momento dal decreto Cura Italia. Questo provvedimento autorizzava fino al 31 ottobre 2020 la circolazione dei veicoli da sottoporre a revisione entro il 31 luglio 2020. Anche l'Unione europea è intervenuta in materia con la promulgazione di una normativa specifica. Con questa norma, la proroga delle revisioni scadute tra il primo febbraio e il 31 agosto, è stata allungata di ulteriori sette mesi.Il decreto Semplificazione ha poi apportato delle modifiche al decreto Cura Italia, introducendo nuovi rinvii per evitare possibili assembramenti presso le officine meccaniche. E per consentire lo smaltimento del lavoro arretrato. È stata così autorizzata la circolazione fino al 31 ottobre 2020 dei veicoli da sottoporre entro il 31 luglio 2020 alle attività di revisione. Non solo, è stata autorizzata anche la circolazione fino al 31 dicembre 2020 dei veicoli da sottoporre ai medesimi controlli entro il 30 settembre 2020, nonché la circolazione fino al 28 febbraio 2021 dei veicoli da sottoporre agli stessi controlli entro il 31 dicembre.Chi ha la revisione scaduta dal 31 marzo deve, dunque, recarsi presso una delle tante officine autorizzate e procedere con il controllo della vettura. Il 31 ottobre sarà l'ultimo giorno utile, dopodiché, a partire dal primo novembre, le forze dell'ordine potranno ricominciare a verificare, sia tramite la banca-dati del Ced della motorizzazione, sia attraverso la visione della carta di circolazione durante i controlli in strada, l'avvenuta scadenza anche della proroga concessa per l'emergenza sanitaria. In caso di mancata revisione entro i termini previsti scatteranno le sanzioni.La multa, in caso di mancata revisione, va da 173 euro a 695 euro. Solo 121,10 euro se pagata entro 5 giorni, con annotazione sulla carta di circolazione che "il veicolo è sospeso dalla circolazione sino a revisione effettuata". Ben più pesanti le sanzioni per chi ha saltato più revisioni periodiche: si va da 346 euro a 1.390 euro, che diventano 256,10 se pagata entro 5 giorni. I dati, questa è una nota dolente, evidenziano una forte contrazione dei veicoli revisionati pari a -21,2%: sono 5.941.397 nel primo semestre del 2020 contro i 7.541.416 controllati nello stesso periodo del 2019. Come fare per controllare se si è in regola è molto facile. Il sito "Il Portale dell'Automobilista", gestito dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, permette di verificare in tempo reale, e gratuitamente, la scadenza della revisione del proprio veicolo. Mentre, registrandosi, è possibile ricevere un sms che ricorda l'avvicinarsi della data di scadenza. >>

 Terremoto a Ballando con le Stelle: Marco De Angelis lascia, Vittoria Schisano cambia maestro >>
Inserita il 29 Oct, 2020 12:29:13 PM
Continuano gli imprevisti a Ballando con le stelle. Il talent danzante del sabato sera di Rai Uno sta collezionando una serie di infortuni e incidenti che ha dell'incredibile. Così dopo i contagi da Covid, gli infortuni in sala prove e i malori improvvisi ecco l'ennesima tegola. Marco De Angelis non sarà in gara sabato sera. A sostituirlo sarà Samuel Peron che, insieme a Vittoria Schisano, proverà a salvare la coppia dall'eliminazione.Il ballerino professionista nei giorni successivi alla diretta di sabato scorso ha avuto un brutto malore che lo ha costretto a casa. Febbre alta e dolori addominali, dovuti a una brutta intossicazione alimentare (e quindi non al coronavirus, come si era pensato in un primo momento) lo hanno costretto a uno stop inatteso. Dopo le preoccupazioni iniziali, dovute anche all'assenza social, Marco De Angelis ha però rassicurato tutti su Instagram: "Sto meglio ragazzi. Dopo esser stato diversi giorni abbastanza male, con la paura che si trattasse del "bastardo" (il Covid, ndr), ieri ho effettuato un tampone risultato fortunatamente negativo. In realtà si trattava di un'intossicazione alimentare e l'unico modo per curarla completamente a malincuore è il riposo. Ma sei in buone mani, Samuel è un maestro eccezionale e spaccherete. Vinci per me, perché appena mi rimetto torno in pista per rivivere ogni emozione con te".Vista l'evidente indisponibilità per la prossima diretta del sabato sera la produzione è corsa ai ripari, richiamando in gara Samuel Peron. Il ballerino sarebbe dovuto essere a Ballando con le stelle da settembre - al fianco di Rosalinda Celentano - ma il contagio da coronavirus (scoperto alla vigilia dell'inizio del programma) lo ha di fatto escluso dal talent. Samuel Peron ha impiegato due mesi per guarire dal Covid, che nel suo caso è sempre stato asintomatico, ma Ballando con le Stelle non si sarebbe potuta permettere un rinvio così lungo. Al suo posto dunque è subentrata Tinna Hoffmann che con la Celentano sta facendo un percorso di crescita.L'improvvisa malattia di Marco De Angelis ha stravolto di nuovo gli equilibri, convincendo gli autori a richiamare Peron, che sabato sera scenderà in pista al fianco di Vittoria Schisano. L'attrice napoletana è a rischio eliminazione, dopo essere arrivata ultima la scorsa puntata, e con Samuel si gioca la possibilità di rimanere in gara. Contro l'inedita coppia ci sarà proprio Rosalinda Celentano, che con Peron avrebbe dovuto vivere l'esperienza a Ballando. Ironia della sorte. Visualizza questo post su Instagram DOMANI #29ottobre dopo il Facebook Live delle 16 anche @vittoria_schisano e @samuelperon saranno in diretta sulla pagina Facebook di #BallandoConLeStelle. Scriveteci le vostre domande nei commenti! @milly_carlucciUn post condiviso da Ballando con le stelle (@ballandoconlestelle) in data: 28 Ott 2020 alle ore 9:54 PDT >>

 Ecco quali sono i farmaci ?per curare i malati a casa >>
Inserita il 29 Oct, 2020 12:07:53 PM
Salvatore Spagnolo, cardiochirurgo calabrese con una competenza specifica nel trattamento dell'embolia polmonare massiva, ha spiegato all'Agi che i farmaci anti coronavirus ci sono ma che in pochi lo sanno. I pazienti, se presi in tempo, potrebbero essere curati nelle loro abitazioni, attraverso l'Aspirina, l'Eparina e il Cortisone. Questo trattamento potrebbe limitare l'aggressività del virus, andando a bloccare alcuni dei suoi effetti più letali, quali le patologie polmonari. I pazienti, perché i farmaci abbiano successo, devono però essere trattati subito, prima che si manifestino i sintomi.Importante informare la popolazioneQuello che chiede Spagnolo è che le autorità sanitarie informino la popolazione su questa possibilità. "Affrontare il virus nella fase iniziale costerebbe meno e migliorerebbe i risultati. Purtroppo, invece, i medici prescrivono i farmaci solo quando i pazienti si presentano da loro con la malattia in fase avanzata" ha spiegato il medico che opera a Rapallo, nella cardiochirurgia dell'Iclas di Rapallo. Secondo quanto raccontato, lo scorso marzo aveva ipotizzato che la causa di morte nella patologia da coronavirus non fosse solo una polmonite interstiziale ma anche un'embolia polmonare diffusa. Propose quindi di somministrare l'eparina, un anticoagulante.Per validare questa sua ipotesi, aveva anche pubblicato un articolo sul Journal of Cardiology Research, intitolato: Covid-19 as a Cause of Pneumonia and Diffuse Peripheral Pulmonary Embolism. Early Anticoagulant Treatment to Prevent Thrombi Formation. Ma nessuno prese in considerazione quanto sostenuto da Spagnolo. Fino alla fine di aprile, quando degli studi autoptici confermarono la presenza di trombi nei polmoni dei pazienti deceduti per coronavirus. Solo a quel punto l'eparina venne data ai pazienti positivi al Covid che si trovavano in terapia intensiva. E i miglioramenti si videro.Il professor Nicola Magrini, Direttore generale dell'Aifa, l'Agenzia Italiana del Farmaco, aveva dichiarato poi che l'eparina è un pilastro nel trattamento del Covid-19. Il farmaco viene però abitualmente usato solo nei pazienti ricoverati con segni di polmonite. Perché i pazienti abbiano dei benefici, la somministrazione del farmaco deve essere tempestiva. "Oggi sappiamo che, a differenza dei comuni virus antinfluenzali, i coronavirus non danneggiano solo i polmoni ma entrano nei capillari polmonari e si riproducono nella loro parete interna chiamata endotelio. È dimostrato da studi anatomopatologici e clinici che, quando il virus passa dalle narici alla trachea e raggiunge gli alveoli polmonari, entra direttamente nei capillari che circondano gli alveoli e naviga nella corrente sanguigna. Spinto dalla pressione di perfusione, raggiunge il cuore ed i vari organi del corpo umano. Esso ha la proprietà di riprodursi nell'endotelio sia degli alveoli polmonari che dei capillari e determinare una progressiva infiammazione dei polmoni ed una trombosi del microcircolo. In alcuni pazienti, la distruzione dell'endotelio vascolare causa trombosi anche nel tessuto cardiaco, cerebrale o renale e determina infarti miocardici, ictus cerebrali o infarti renali", ha spiegato Spagnolo.Se somministrati in tempo riducono la mortalitàEparina e Cortisone potrebbero quindi contrastare gli effetti letali del Covid, anche se prescritti a casa, andando a contrastare l'insorgenza di sviluppi infiammatori e trombotici. Spagnolo ha riferito che, secondo l'Università Americana del Maryland, nei pazienti affetti da coronavirus i farmaci antiaggreganti, se dati >>

 Il bar chiede il conto a Conte: "3580 euro per lavorare e devo chiudere? Ora me li rendi" >>
Inserita il 29 Oct, 2020 12:02:31 PM
La protesta del personale della ristorazione, dello spettacolo, e di tutti quei settori che stanno pagano il prezzo più alto per le chiusure del Dpcm non accenna a fermarsi. La paura è sempre una: fallire. E quando questo spettro si avvicina per colpe non proprie, la rabbia di chi vede andare in fumo anni di lavoro, e investimenti, cresce. A maggio gli imprenditori di ogni settore sono stati chiamati a una maggiore responsabilità e invitati ad adeguare i locali alle disposizioni per garantire la sicurezza di avventori e clienti. Plexiglas, sanificazioni, disinfettanti e tutto quanto potesse renderli agibili in un momento di massima emergenza. Loro si sono adeguati, hanno speso e hanno provato a creare una nuova normalità ma il Dpcm del governo ha stroncato le gambe, ad alcuni per sempre. Per questo motivo un barista di Livorno ha deciso di protestare e di chiedere il conto a Giuseppe Conte per quanto speso pochi mesi fa per adeguarsi, ora che è costretto a chiudere le sue serrande alle 18.A raccontare la storia di Andrea Scali, che è quella di tantissimi suoi colleghi, è Repubblica, che ha raccolto la sua testimonianza e la particolare forma di protesta nei confronti del governo. "È una mazzata per un locale come il nostro che in questi anni si è specializzato in aperitivi e cocktail: una fascia di consumazione che rappresenta la gran parte del nostro fatturato, circa il 75%. Noi ci siamo attrezzati. Bar e ristoranti rispettano le regole. Qui il virus non si prende". Scali, 58 anni e titolaredi uno dei bar più noti di Livorno, dopo l'annuncio del presidente del Consiglio ha deciso di prendere in mano penna e calcolatrice per fare due conti, mettendo in colonna le spese sostenute per l'adeguamento del suo locale al Dpcm ed è stato molto preciso. 250euro per la sanificazione dei locali, 1.180euro per la macchina all'ozono. 950euro per i divisori in plexiglas, 900euro per i dispositivi HCCP, 300euro al mese aggiuntivi per le sanificazioni. Per un totale di 3.580euro. "E ora devo chiudere? Allora me li rendi", conclude nel suo foglio Andrea Scali, un conto che è stato affisso alla vetrina del suo locale.Gli effetti del Dpcm nel suo bar, e in tutti quelli che si trovano costretti a chiudere alle 18 sono stati subito evidenti: "In questi due giorni con la chiusura serale gli incassi sono crollati. Dopo il lockdown avevamo perso circa il 60% del fatturato. Questa estate eravamo riusciti a recuperare la metà. Ma adesso siamo di nuovo al punto di partenza". Quattro dipendenti verranno messi in cassa integrazione, tranne uno "assunto a inizio ottobre, per cui non c'è la possibilità di usufruire di questa misura. E con il blocco dei licenziamenti io non so come fare per dargli un paracadute". Andrea Scali non vuole licenziare nessuno ma non sa come fare per far quadrare i conti. Per altro, quella lista scritta di getto dopo l'annuncio del Dpcm non è nemmeno completa: "Sono rimaste fuori tantissime altre voci. Avrò investito almeno 7mila >>

 Uccide il marito con 30 coltellate, poi l'uomo va al bar con gli amici >>
Inserita il 29 Oct, 2020 11:25:17 AM
Debiti, gelosie e sospetti tradimenti. Sarebbero queste le ragioni che avrebbero spinto Luca Meloni, un 43enne originario di Cagliari ma residente a Casale Monferrato, ad uccidere con ben 40 coltellate il marito, Fabio Spiga, suo coetaneo. Secondo le informazioni che trapelano dalle indagini della polizia, coordinate dal magistrato competente del territorio di Alessandria Davide Pretti, l'assassinio si sarebbe consumato due giorni fa ma soltanto nelle prime ore della mattinata di mercoledì 28 ottobre il presunto omicida avrebbe confessato la responsabilità del crimine. ''Venite, ho ucciso mio marito'', ha raccontato nel corso di una telefonata alla polizia.Fabio, ucciso con 30 coltellateSecondo una prima ricostruzione dell'accaduto, riportata dal Corriere della Sera, i fatti risalirebbero alla notte tra lunedì 26 e martedì 27 ottobre in un appartamento in via della Caccia 104, a Casale Monferrato. Nel corso della serata di lunedì, tra i due coniugi, sposati con rito civile nel 2017, sarebbe esplosa una lite furibonda per incomprensioni di varia natura (debiti e gelosie). Nel tentativo di ristabilire la calma, Luca Meloni, successivamente reo confesso, si sarebbe allontanato da casa per qualche ora. Ma al rientro, dopo una breve sosta in un bar, gli animi tra i due sarebbero stati ancora infuocati tanto che la discussione avrebbe ripreso a pieno a ritmo sfociando poi in un truce delitto. Nel corso di una colluttazione, Luca avrebbe afferrato un coltello da cucina e, sulla scia di una furia cieca, avrebbe affondato la lama al corpo del marito per ben 30 volte lasciandolo senza vita in una pozza di sangue nella camera da letto.La telefonata alla polizia: ''Sono stato io''Dopo aver commesso il misfatto, il presunto autore dell'azione omicidiaria avrebbe incontrato alcuni amici salvo poi decidere di trascorrere la notte a casa di questi. Sarebbe stato solo al mattino successivo che, in preda alla disperazione, avrebbe fatto una richiesta di intervento nella palazzina di via della Caccia 104 per un assassinio. ''Venite, ho ucciso mio marito'', avrebbe riferito agli agenti di polizia. A seguito del sopralluogo nell'appartamento, con relativo accertamento del cadavere, Meloni sarebbe stato trattenuto in questura e sottoposto ad interrogatorio. Al momento, non sono stati riferiti dettagli circa la presunta confessione. Le indagini del caso sono affidate al magistrato competente del territorio di Alessandria Davide Pretti.Chi era la vittimaLa vittima era dipendente del supermercato Eurospin di Casale, dove era diventato responsabile delle vendite. Aveva lavorato un anno in Inghilterra e parlava molto bene l'inglese. Appassionato d'arte, aveva fatto il liceo artistico e frequentato per qualche anno l'Università. I conoscenti lo descrivono come una persona colta. Sconvolti per quanto accaduto i suoi colleghi come i compagni di scuola. ''Voglio ricordarti così Fabietto, spensierato e sorridente'' scrive su Facebook Giorgia Rea postando una foto di gruppo di una recente rimpatriata con gli ex compagni. ''Non mi sembra vero, penso alla scuola, al treno a tutte le volte che studiavamo insieme a casa tua. Una tragedia'', commenta Licia Lagomarsino. >>

 Rivolta del nigeriano in carcere: mangia l'orecchio di un agente >>
Inserita il 29 Oct, 2020 9:44:40 AM
La denuncia è arrivata dai vertici del sindacato di polizia penitenziaria Spp, increduli di fronte all'episodio accaduto nel carcere di Campobasso, in Molise, dove un detenuto nigeriano ha compiuto atti di cannibalismo. Il carcerato africano ha aggredito quattro secondini, strappando con i denti l'orecchio di uno di loro. L'uomo ha ingoiato il pezzetto di carne senza battere ciglio e solo a quel punto è stato immobilizzato e reso innocuo. A quanto pare il carcerato soffrirebbe di una patologia psichiatrica. Il segretario generale del sindacato Spp Aldo Di Giacomo ha dichiarato al quotidiano Libero che resta irrisolto il problema dei detenuti psichiatrici abbandonati nelle galere italiane.Dal racconto del sindacalista, lo stesso nigeriano nel recente passato si sarebbe reso protagonista di altri atti di violenza nei confronti degli agenti di polizia penitenziaria. La vicenda del carcere di Campobasso ha provocato anche la reazione della politica. Il segretario della commissione antimafia della Lega Gianni Tonelli e il commissario del partito di Matteo Salvini in Molise Jari Colla si schierano alla parte dei secondini, che sono costretti a lavorare in condizioni difficili e di precarietà all'interno delle case circondariali.La Lega ha da tempo proposto in Parlamento di dotare gli agenti della polizia penitenziaria di mini telecamere in grado di videoregistrare tutto quello che accade nelle carceri. Il progetto, presentato anche al garante per la privacy, prevede l'implementazione di due sistemi di registrazione audio/video: uno applicato a veicoli della polizia penitenziaria e l'altro indossato direttamente dagli agenti in servizio. Gli apparecchi in dotazione potranno essere attivati sia a distanza, dalla centrale operativa competente, sia dall'operatore impegnato sul campo, ma solamente in specifici contesti preventivamente determinati, come, ad esempio, il trasferimento o il piantonamento di detenuti o la tutela dell'ordine e della sicurezza negli istituti penitenziari (perquisizioni straordinarie, sommosse, interventi per reati in atto).Al fine di garantire il corretto trattamento dei dati e il rispetto dei diritti delle persone riprese, tutte le attività di videosorveglianza verrebbero sottoposte a precisi controlli gerarchici e verifiche. Sarebbe, ad esempio, vietato agli operatori di trattenere copia dei filmati, di divulgare o comunicare indebitamente il loro contenuto. I filmati scaricati, tra l'altro, avrebbero impresso il numero identificativo dell'apparecchio utilizzato, che consentirebbe di individuare l'agente o il veicolo cui l'apparecchio era in dotazione, nonché la data e l'ora delle registrazioni. Gli operatori, inoltre, quando la situazione sul campo lo consente, dovrebbero informare le persone riprese con i dispositivi mobili che è in corso una registrazione per motivi di sicurezza. Questa richiesta dei rappresentanti del Carroccio continua a non essere discussa nelle aule parlamentari. >>

 La Storia, il Potere, i re e... Cromwell >>
Inserita il 29 Oct, 2020 8:01:45 AM
Rovine (I)Londra, maggio 1536Mozzata la testa alla regina, se ne va. Il morso dell'appetito gli rammenta che è ora di una seconda colazione o magari di un pranzo anticipato. Le circostanze di questa mattina sono inedite e non ci sono regole a guidarci. I testimoni, che al trapasso dell'anima si sono inginocchiati, si alzano e si rimettono il cappello. Sotto le falde, i volti sono sbigottiti.Poi però torna sui suoi passi, per ringraziare il boia. Ha eseguito il suo compito con stile; e sebbene il re lo abbia ben retribuito, è importante ricompensare un buon servizio con un incentivo e una gratifica in denaro. Lui, che è stato povero, lo sa per esperienza.L'esile corpo giace sul patibolo nel punto in cui è caduto: prono, le mani distese, nuota in una pozza color cremisi mentre il sangue cola fra le tavole. Il francese hanno fatto venire il boia da Calais aveva raccolto la testa, l'aveva avvolta in un telo di lino e l'aveva porta a una delle donne velate, rimaste accanto ad Anna negli ultimi momenti. La donna aveva preso il fardello rabbrividendo da capo a piedi. Eppure l'aveva tenuto saldamente, e una testa pesa più di quanto ci si aspetti. Lui, che ha combattuto in guerra, sa anche questo.Le donne si sono comportate bene. Anna sarebbe stata fiera di loro. Non permettono che venga toccata dagli uomini; con i palmi protesi costringono ad allontanarsi chiunque tenti di aiutarle. Scivolando nel sangue, si chinano sul corpicino inerte. Le sente trattenere il fiato mentre sollevano quel che resta di lei, tenendola per le vesti; temono che la stoffa si strappi e le dita sfiorino la carne, che già comincia a raffreddarsi. Ciascuna ha cura di non calpestare il cuscino fradicio di sangue dove la regina era inginocchiata. Con la coda dell'occhio, vede passare una presenza, un uomo snello, con il corpetto di cuoio, che fugge via. È Francis Bryan, un solerte cortigiano, che corre ad annunciare a Enrico la ritrovata libertà. Conta pure su Francis, pensa lui: è un cugino della defunta regina ma anche gli sovviene adesso di quella che verrà.Al posto della bara i funzionari della Torre hanno trovato una cassa di frecce. Il corpo è piccolo e ci sta. La donna che tiene la testa si genuflette stringendo il fradicio fagotto e, non essendovi altro posto, lo sistema ai piedi del cadavere. Si alza facendosi il segno della croce. Le mani dei presenti si muovono imitandola e si muove anche la sua; ma poi la ferma, stringendo appena il pugno.Le donne la guardano per l'ultima volta. Poi si allontanano con le mani discoste per non sporcare gli abiti. Uno degli uomini di Kingston, il luogotenente della Torre, tende degli asciugamani di lino troppo tardi perché siano di qualche utilità. Questa gente è da non credere, dice lui al francese. Giorni e giorni che preparano, e neanche una bara? Sapevano che sarebbe morta, dubbi non potevano averne."Forse invece sì, Maître Cremuel". (I francesi non riescono mai a pronunciare il suo >>

 Diavolo, Baresi vice presidente. E adesso il Milan è più Milan >>
Inserita il 29 Oct, 2020 8:01:42 AM
Hanno scelto anche una data simbolica per l'annuncio: 23 anni fa Franco Baresi giocò l'ultima volta con la maglia numero 6, poi ritirata e la fascia di capitano al braccio. Nello stesso giorno, 23 anni dopo, è stato nominato vice-presidente onorario del Milan con la missione dichiarata di esaltare il senso di appartenenza, colmare il vuoto lasciato dall'addio traumatico di Boban (a proposito: è in atto una trattativa per chiudere il contenzioso giudiziario) e valorizzare la rappresentanza istituzionale. Già ai tempi di Silvio Berlusconi, il capitano per i milanisti di ogni generazione, divenne vice-presidente (con delega al settore giovanile) una volta uscito dallo spogliatoio di Milanello a 37 anni. È la storia gloriosa che si riannoda al presente governato da Elliott il cui management proprio ieri ha sottoposto all'assemblea degli azionisti, per l'approvazione, il bilancio chiuso al 30 giugno con un passivo imponente (meno 195 milioni) che tiene conto della crisi da Covid (37 milioni) compresi i mancati incassi da Sky e sponsor. Le uniche cifre che inducono a un misurato ottimismo sono rappresentate da zero debiti, dal rinvio all'ottobre del 2021 dell'appuntamento con l'Uefa per la verifica sul FFP e dal risparmio sul monte-stipendi (meno 50 milioni). A proposito della superlega di cui fa parte il Milan, Ivan Gazidis ("non ci sono proposte che possano portare a una rottura con i campionati nazionali") ha preso tempo mentre sul nuovo progetto per lo stadio, il presidente Scaroni ha promesso la presentazione al comune di Milano "entro i prossimi giorni".Stasera Pioli e i suoi torneranno in Europa league (lo Sparta Praga ha perso con il Lille quando è rimasto in 10) ed è venuto il momento di preparare un robusto turn over perché poi domenica, all'ora di pranzo, ci sarà la complicata trasferta di Udine da affrontare. L'utilizzo di Dalot, Tonali, Krunic, Brahim Diaz, Castillejo e per qualche minuto finale forse anche del recuperato Rebic, non possono togliere spazio alla questione portiere che è diventato l'argomento del giorno in casa Milan. Tatarusanu ha incassato ieri la fiducia di Stefano Pioli e sarebbe stato clamoroso il contrario ma la sua insufficiente prestazione con la Roma ha aperto la strada a un dibattito sull'operazione effettuata in agosto. Begovic, il vice di Donnarumma della passata stagione, non è stato riscattato e al suo posto, dopo 8 mesi di inattività al Lione, è arrivato il romeno costato poco (500mila euro) con una generosa dotazione di stipendio (1,2 milioni a stagione per tre anni). Se la prestazione in Europa league dovesse confermare le perplessità già tradite contro la Roma, diventerebbe inevitabile pensare a una promozione sul campo di Antonio, fratello di Gigio. La scelta potrebbe servire per testimoniare un legame ancora più solido con la famiglia Donnarumma in vista del rinnovo contrattuale del portiere titolare. >>

 Il ritorno del mitico Borat. Ora mette nel mirino i social e Rudy Giuliani >>
Inserita il 29 Oct, 2020 8:01:12 AM
È il momento di Sacha Baron Cohen. Due film, sulle due maggiori piattaforme di streaming, vedono protagonista il comico inglese. Sono Borat 2, sequel di Borat (Amazon Prime Video) e Il processo ai Chicago 7 (Netflix).Quarantanove anni, ebreo osservante, attivista della Anti-Defamation League, sposato con l'attrice Isla Fisher, Cohen è molto diverso dai suoi personaggi e così schivo da rasentare la timidezza patologica. La sua arte poi è da sempre legata alla denuncia dell'antisemitismo e di ogni altro genere di razzismo, misoginia e omofobia, attraverso la potente arma della provocazione, compiuta per mezzo dei suoi personaggi: il rapper Ali G, il modello gay Bruno e soprattutto Borat, da lui stesso definito "il primo giornalista di fake news", reporter kazako in viaggio per l'America, che lo fece conoscere al mondo 14 anni fa.Il sequel di Borat - Studio culturale sull'America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan ha un titolo non meno lungo e altrettanto sarcastico: Borat - Seguito di film-cinema. Consegna di portentosa bustarella a regime americano per beneficio di fu gloriosa nazione di Kazakistan e anche questa volta non risparmia il pubblico dalle provocazioni, incursioni e irriverenze che fecero il successo del film del 2006. Questa volta Borat farà irruzione, nei panni di Donald Trump, a una convention del vicepresidente Mike Pence, e tenderà una trappola all'ex sindaco di New York, Rudy Giuliani, filmato in una stanza d'albergo insieme a una finta giornalista. Le immagini ritraggono Giuliani con le mani nei pantaloni ma il collaboratore di Trump spiega in un Tweet di essere stato vittima di una montatura: "Mi stavo aggiustando la camicia nei pantaloni dopo aver rimosso il microfono", scrive.Cohen ammette che Borat oggi ha gioco più facile. "Allora erano necessari sotterfugi per far uscire il peggio dai miei ignari interlocutori, oggi no. Ora razzisti, misogini e antisemiti non hanno remore ed esprimono senza preoccupazioni di sorta il loro pensiero". A cosa si deve questo sdoganamento? Per Cohen la responsabilità è soprattutto dei social network, nei confronti dei quali da tempo conduce una battaglia aspra, culminata lo scorso anno in un pesante atto d'accusa nel corso di un incontro alla Anti-Defamation League: "Se ci fosse stato Facebook negli anni Trenta, sono certo che Hitler avrebbe postato brevi video su come attuare la sua soluzione finale. Oggi la demagogia è alla portata di tutti, le teorie complottiste, che una volta erano confinate in ambienti ai margini, ora sono sdoganate e popolari. È come se l'era della ragione fosse stata delegittimata con la complicità di un manipolo di società di internet che sono a capo della più grande macchina propagandistica mai esistita nella storia. Facebook, Youtube, Google, Twitter e altri raggiungono miliardi di persone. Gli algoritmi che le muovono deliberatamente propongono contenuti che tengono chi li usa incollato allo schermo. Storie che toccano i nostri istinti più bassi, e oltraggiano e spaventano".Facebook viene lanciato nel 2004, l'anno dopo viene girato Borat, personaggio che dunque nasce insieme al fenomeno social network. Borat è la rappresentazione umana delle distorsioni del sistema. >>

 C'è la tassa sui conti correnti? Ecco chi si salva dal "prelievo" >>
Inserita il 29 Oct, 2020 7:33:47 AM
Una delle tasse più odiate e impossibili da evadere: l'imposta di bollo sui conti correnti. Ecco quando non si paga. La prima esenzione viene riconosciuta per giacenze basse sul conto. Sotto i 5mila euro non è dovuta. Ma attenzione: se hai più conti e su ognuno di essi depositi meno di 5mila euro (ma il totale supera questa soglia) allora si dovrà pagare. In altre parole non basta distribuire i risparmi su più conti correnti per evitare di pagare l'imposta.La seconda esenzione prevista, come scrive Investire Oggi, riguarda i conti correnti delle pubbliche amministrazioni. Non pagano l'imposta di bollo neppure i soggetti privati che hanno un Isee inferiore a 7.500 euro all'anno. Alcune esenzioni riguardano invece il tipo di conto. In particolare sono conti gratis. Conti correnti di base: riservati a fasce indigenti. E conto corrente presso un istituto di pagamento o ente bancario che emette moneta elettronica.L'Agenzia delle entrate ha chiarito, con l'interpello n. 457 dell'8 ottobre 2020, che l'esenzione vale per "le note spese che vengono compilate dai dipendenti che, compiendo ad esempio trasferte, sostengono spese addebitabili al datore di lavoro e da rimborsare dal medesimo". Questo significa che non deve pagare la tassa sul conto corrente il dipendente che effettua operazioni per conto del datore di lavoro. Per lo stesso principio non si applica l'imposta di bollo sulle carte di credito aziendali collegate con quella principale dell'azienda.Ma vediamo una rapida genesi di questa tassa. Si tratta di un balzello che colpisce tutti quei soggetti che possiedono un conto corrente bancario o postale, anche quando lo movimentano pochissimo. Per le persone fisiche l'imposta vale 34,20 euro all'anno, mentre per le aziende l'importo è di 100 euro. Risale al 1972. È stata poi modificata con il tempo più volte e mai abolita nonostante le proteste dei consumatori.L'ultima volta che si è messo mano all'imposta di bollo risale al 2011. Parliamo dal famoso decreto Salva Italia emanato durante il governo Monti. L'Italia è al centro di una tempesta finanziaria, lo spread non fa dormire sonni tranquilli agli italiani. E così, i nostri governanti, hanno pensato bene di introdurre una nuova imposta. L'ennesima. Questa tassa, tanto odiata, viene applicata al momento dell'emissione dell'estratto conto o del rendiconto. Ed è relativa al periodo rendicontato anche in caso di apertura e chiusura in corso d'anno. Nel caso di assenza di rendiconto nell'anno, l'imposta è applicata al 31 dicembre di ciascun anno. Nel caso, invece, in cui lo stesso cliente intrattenga più rapporti di conto corrente e risulti intestatario di più libretti di risparmio, deve essere corrisposta per ciascun rapporto.Il versamento non viene effettuato dal contribuente, bensì dalla banca, che trattiene direttamente la somma dal conto del cliente per poi versarla allo Stato (ecco perché è impossibile evaderla). >>

 Rocco Siffredi e la sua famiglia positivi al Coronavirus >>
Inserita il 28 Oct, 2020 7:41:23 AM
Anche il pornoattore Rocco Siffredi è risultato positivo al coronavirus. Attualmente a Budapest la scorsa settimana era a Roma per scrivere la sceneggiatura della serie che racconterà la storia della sua vita. Dalle notizie che si apprendono risulterebbe contagiata anche tutta la sua famiglia, la moglie i due figli, la donna di servizio e l'autista. A far trapelare la notizia il sito di Dagospia che non ha però rilevato la fonte né quali siano le condizioni del pornoattore. Soltanto ieri, Rocco Siffredi aveva conquistato due premi al Xbiz Europa Awards 2020 per i suo nuovo film "My name is Zaawaadi".Il film diretto da Siffredi ha vinto come "Movie of the year" e "Best sex scene". È già il secondo anno che Siffredi è tra i protagonisti del gala cinematografico a luci rosse di Berlino, lo scorso settembre aveva lui stesso condotto lo spettacolo e ritirato il premio per la miglior regia insieme a Gabriele Galetta suo cugino e partner creativo da oltre trenta anni scomparso poi all'inizio di marzo 2020.La cerimonia di premiazione di quest'anno proprio a causa covid si era però svolta in forma virtuale. Lo scorso marzo nel periodo di lokdown Siffredi era sceso in campo per esortare la gente a rimanere a casa: "Ho utilizzato una chiave ironica perché sdrammatizzare è importante, ma bisogna allo stesso tempo far capire che non si tratta di un gioco" aveva detto.Il discorso era poi andato all'industria del porno ai tempi del Coronavirus: "È assurdo che non abbia ancora avuto uno stop. Da circa due mesi, cioè da quando è iniziata questa emergenza, io non giro più. Ma l'industria del porno non ha fatto lo stesso, stranamente. Non si è fermata l'Europa in generale, non si sono fermate Budapest, Praga, Parigi. Tutti gli attori continuano a girare".La sua preoccupazione si era quindi spostata all'Ungheria paese dove ormai Siffredi vive da anni, a suo dire poco attenta alle misure di contenimento dell'infezione. "Le persone stanno prendendo il problema troppo alla leggera, poi accade che la sanita' non funziona. E lasciamo perdere quella ungherese... Mi domando: perche' bisogna sempre aspettare che uno ci sbatta la testa? L'essere umano è cosi". Parole profetiche se lette ora, che però, nonostante le attenzioni usate, non lo hanno messo al riparo dall'infezione. >>

 Luspatercept, la nuova molecola contro l'anemia >>
Inserita il 27 Oct, 2020 6:02:16 PM
Una nuova molecola capace di emancipare dal continuo bisogno di trasfusioni di sangue i pazienti colpiti da sindromi mielodisplastiche e beta-talassemia. La rivoluzione terapeutica che si sta delineando coincide con luspatercept, prodotto da Celgene ora parte di Bristol Myers Squibb, e già approvata dall' Agenzia Europea del Farmaco (EMA) in Europa sulla base di due studi pubblicati sul New England Journal of Medicine.Il farmaco, disponibile in tempi brevi, ha dimostrato di ridurre il numero di trasfusioni necessarie, con un impatto significativo sul decorso clinico e sulla qualità di vita. Anche perché l'anemia grave, spesso presente tanto nelle sindromi mielodisplastiche che nella beta-talassemia, costringe i pazienti da un lato a frequenti sedute in ospedale a causa del fabbisogno di globuli rossi, e dall'altro ad assumere quotidianamente una terapia ferrochelante per scongiurare che il ferro in eccesso possa danneggiare organi come cuore, fegato e pancreas.Le sindromi mielodisplastiche e la beta-talassemiaPer meglio capire gli effetti di luspatercept è necessario spiegare prima che cosa si intende per sindromi mielodisplastiche e beta-talassemia. Le sindromi mielodisplastiche sono un gruppo eterogeneo di tumori del sangue, in cui le cellule del midollo osseo non riescono a diventare cellule perfettamente funzionanti e sane ma si fermano a uno stadio immaturo."Sono definite malattie clonali perché il loro sviluppo è dovuto ad una singola cellula che, sfuggendo ai meccanismi di controllo, si moltiplica, dando origine a cellule alterate nella forma e nella funzionalità. I sintomi e il decorso variano in modo significativo in base al tipo di cellula ematica colpita", ha spiegato Valeria Santini, Professore di Ematologia all'Università di Firenze e Responsabile MDS Unit dell'Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi di Firenze.Nei casi più gravi tali sindromi possono evolversi in leucemia mieloide acuta. Certo è che il loro minimo comun denominatore è provocare l'insufficienza midollare nei pazienti affetti, che a sua volta impedisce alle cellule del midollo di giungere a una maturazione completa. Le sindromi mielodisplastiche colpiscono per lo più persone anziane, con un'età media di 74 anni. Si stimano circa 4-5 persone colpite ogni 100mila abitanti."Anche la beta-talassemia costringe i malati a sottoporsi a trasfusioni di sangue ogni 2-3 settimane per tutta la vita e ad assumere ogni giorno una terapia ferrochelante, per evitare i danni causati dall'accumulo di ferro a organi vitali",ha sottolineato la Prof.ssa Maria Domenica Cappellini, Ordinario di Medicina Interna all'Università degli Studi di Milano. In Italia si stimano circa 7mila giovani adulti malati, di cui 5mila circa definiti trasfusioni dipendenti e 2mila non trasfusioni dipendenti.Il ruolo della molecola luspaterceptQui entra in gioco il ruolo di luspatercept, una molecola che ha la potenzialità per cambiare la storia della due malattie citate, riducendo la necessità delle continue trasfusioni. "Consiste in un farmaco iniettabile sottocute ogni 21 giorni, che il paziente in futuro potrà eseguire a casa", ha aggiunto la professoressa Capellini.Luspatercept riduce l'eritropoiesi inefficace - ovvero la causa principale delle manifestazioni cliniche della talassemia - e consente la produzione di globuli rossi maturi. Può essere inoltre somministrato potenzialmente a tutti i pazienti colpiti da beta-talassemia, a differenza di altre opzioni >>

 Le rivolte studentesche del '68 ne "L?incredibile storia de l?Isola delle rose" >>
Inserita il 27 Oct, 2020 5:28:47 PM
Nonostante i divieti imposti dal Dpcm del premier Conte, la filiera cinematografica non si ferma. In suo soccorso, infatti, arriva il colosso dello streaming di Netflix che ha in serbo tante novità per gli appassionati di cinema e di serie tv. Il prossimo 9 dicembre sarà disponibile il nuovo film di Sydney Sibilia, il talentuoso regista campano, classe 1981, che torna dietro la macchina da presa dopo il successo (insperato) di Smetto quando voglio, diventato poi una vera e propria trilogia cinematografica.Sibilia si appresta a raccontare le rivolte studentesche del '68 nel film L'incredibile storia de l'Isola delle rose, in una storia generazionale sferzante e irriverente. Il lungometraggio diventa un film originale di Netflix. Era previsto un suo arrivo nelle sale nel mese di dicembre, ma a causa delle restrizioni anti-contagio tutto è stato rimandato a data da destinarsi. Salvo, ovviamente, cambi dell'ultimo minuto.Il regista e la sua casa di produzione portano sul piccolo schermo e on-web una film di grande interesse che rievoca una pagina di storia moderna che ha segnato l'immaginario del nostro Paese. Nell'anno della contestazione studentesca, Giorgio Rosa, ingegnere interpretato da Elio Germano, cerca di perseguire i propri sogni, decidendo di costruire un'isola al largo di Rimini, fuori dalle acque territoriali, e la proclama Stato indipendente. Un'isola d'acciaio in cui la libertà individuale è il valore assoluto: non ci sono regole.In questa impresa impossibile, come recita la sinossi ufficiale, Giorgio avrà al suo fianco un eterogeneo gruppo di complici: il suo migliore amico, un giovane imprenditore più propenso ai bagordi che all'azienda di papà, un misterioso naufrago in cerca di approdo, un animatore delle notti romagnole in cerca di una nuova vita e una ventenne romantica in cerca di lavoro. E poi Gabriella, con il volto di Matilda de Angelis. Lei è un donna appassionata che Giorgio trascina nella sua ambiziosa avventura e nella sua vita.L'Isola delle Rose attira ben presto l'interesse della stampa e, soprattutto, di frotte di ragazzi da mezzo mondo. Il governo italiano, però, non può tollerare la fondazione di un nuovo Stato in acque così vicine.Questo non è il primo film del regista che è presente su Netflix. Da qualche tempo tutta la saga di Smetto quando voglio è disponibile sul catalogo italiano. La sua nuova opera sarà disponibile anche al di fuori dell'Italia, in quei Paesi in cui il servizio è attivo. >>

 Nuove città: la mappa della sostenibilità >>
Inserita il 27 Oct, 2020 8:28:47 AM
Oggi, metà della popolazione globale vive in città. Il dato arriva dall'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) ed è contenuto nell'undicesimo dei 17 obiettivi, fissati per raggiungere lo sviluppo sostenibile. L'ONU stima che entro il 2030 "quasi il 60% della popolazione mondiale abiterà in aree urbane", andando ad aumentare la superficie globale occupata dagli insediamenti urbani (ora pari al 3%). Nonostante attualmente le città occupino in minima parte il territorio, esse sono responsabili del 60-80% del consumo energetico e del 75% delle emissioni di carbonio. Per questo, l'aumento della popolazione delle città potrebbe portare a conseguenze drammatiche. Si inserisce in questo panorama la necessità, esposta nell'undicesimo obiettivo sostenibile dell'ONU, di creare città più intelligenti, resilienti, sicure, connesse e inclusive.La città sostenibileCon il termine città sostenibile si intende, secondo la definizione della Commissione europea, "un luogo in cui le reti e i servizi tradizionali vengono resi più efficienti con l'uso delle tecnologie digitali e delle telecomunicazioni a vantaggio dei suoi abitanti e delle imprese". Ma una città intelligente va oltre l'utilizzo delle nuove tecnologie: fondamentali sono anche strutture idonee allo smaltimento dei rifiuti, reti di trasporto sostenibili e uso di energie rinnovabili. Smart city significa anche la presenza di un'amministrazione attenta alle esigenze della popolazione e in prima line nella lotta al cambiamento climatico.Dalle azioni del governo, alla mobilità intelligente, sono sei le principali caratteristiche che identificano una città intelligente: smart governance, smart economy, smart people, smart mobility, smart environment e smart living. Come ricorda l'Agenzia nazionale ENEA, a svilupparle fu il gruppo di ricerca sulle città intelligenti europee nel Centro di scienze regionali dell'Università di tecnologia di Vienna, guidato dal professor Dr. Rudolf Giffinger.Una smart city si basa su un governo intelligente, in grado di rafforzare le interazioni con i cittadini, le imprese e le organizzazioni, per renderli partecipi delle decisioni, in un clima generale di connessione. Governo intelligente significa anche un'amministrazione più interattiva, attenta alle esigenze della popolazione e in prima linea nell'applicazione di protocolli mirati allo sviluppo sostenibile. "I governi hanno un ruolo fondamentale", ha affermato in un'intervista al Giornale.it Matteo Codazzi, Amministratore Delegato di CESI, azienda italiana leader mondiale nel campo dell'innovazione tecnologica, della consulenza e del testing per il settore elettrico. Infatti, "organismi nazionali e internazionali stabiliscono obiettivi e priorità e sono vitali nel creare un contesto regolatorio che sappia favorire i primi progetti pilota, fornendo indicazioni sul mercato e sugli investimenti necessari per affrontare le sfide del nostro tempo". Per raggiungere obiettivi sostenibili, nell'ottica della costruzione di una smart city, sono fondamentali impianti legislativi che mirino alla transizione energetica. Per questo, spiega Codazzi, "sono necessarie misure in grado di abilitare pienamente il potenziale delle rinnovabili, senza compromettere la sicurezza del sistema. Tra le soluzioni principali in termini di innovazione sostenibile, quelle più efficaci includono lo storage di energia rinnovabile, attraverso batterie (sia utility-scale sia behind-the-meter) e idrogeno (renewable power-to-hydrogen), smart charging dei veicoli elettrici, IoT e blockchain. È, inoltre, fondamentale implementare le infrastrutture di ricarica e incentivare l'acquisto di veicoli elettrici, visto che gran parte delle >>

 Tra Franceska Pepe e Mila Suarez volano stracci >>
Inserita il 26 Oct, 2020 11:16:49 AM
La vita di Franceska Pepe sembra essere piena di punti oscuri o per meglio dire di zone d'ombra difficili da decifrare. Con la sua ironia pungente, il sorriso e una dose di faccia tosta, tutto quello che dice questa ex concorrente del Grande Fratello Vip non si sa mai se sia realtà, come la sua storia d'amore con Vittorio Sgarbi. Un'altra riprova questa sera a Live non è la d'Urso quando si trova in collegamento con Mila Suarez che in un'intervista a Nuovo tv aveva dichiarato che Franceska aveva vissuto per un po' nel suo appartamento praticamente a scrocco."Tu la conosci bene" chiede la d'Urso a Franceska che con aria candida dice "La conosco ma non bene". Questo manda su tutte le furie la Suarez, che le ricorda di quando hanno vissuto e viaggiato a lungo insieme tra Montecarlo e Ibiza e perfino lavorato in uno shooting fotografico di costumi da bagno per cui poi Francesca ha preso tutto il compenso."Ci conosciamo da quattro anni - racconta la Suarez - e lei ha vissuto insieme a me in una casa a Milano che pagavo io, così come la spesa, e una volta che le ho chiesto di accompagnarmi ad un appuntamento ha voluto anche i 10 euro per la benzina". Franceska per nulla toccata dalle pesanti parole di Mila, le risponde a tono:"Non è vero e hai bel coraggio. Complimenti dovresti vergognarti. Perché devi dire queste cose ad una persona che non ti ha fatto nulla.Mi fai tenerezza per non dire pena, Sei una donna e dovresti dare il buon esempio. Chiedimi scusa e cominciamo con un altro pieno questa discussione" sostenendo poi, che non ha mai condiviso la casa con nessuno figurarsi con qualcuna che conosce a malapena come la Suarez. Però è soprattutto sulla questione dei soldi che si risente. "Io non ho mai chiesto un euro in prestito alla mia vita a nessuno - dice seccata alla Suarez - Puoi dire tutto quello che vuoi su di me, ma questo non te lo permetto".Il contendere tra le due è appunto questo shooting fotografico fatto a Montecarlo dove Francesca, a detta di Mila, entrambi i compensi. Quando però vengono chieste di mostrare queste foto, che Franceska dice di non aver mai scattato, la Suares non le ha e questo, soprattutto tra gli opinionisti, fa destare un po' di sospetto. "Nel 2016 vivevo nel collegio della cattolica e nei primi due mesi ero a Beirut -prosegue Franceska -perché ho fatto Miss Europa, posso provare tutto chiamando alla segreteria dell'Università, facendomi mandare tutti i documenti e le tasse che ho pagato" sono le parole di Francesca che conclude non solo minacciando querele nei confronti della Suarez ma anche dandole un consiglio: "Trovati un altro fidanzato famoso". Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Queen_colcuore_ (@queen_colcuore_) in data: 25 Ott 2020 alle ore 4:40 PDT >>

 Ecco Ploom S, il nuovo vaporizzatore di tabacco della JTI >>
Inserita il 26 Oct, 2020 8:03:45 AM
Si chiama Ploom S, unisce le ultime tecnologie disponibili a un design innovativo, ed è il nuovo vaporizzatore di tabacco realizzato da Japan Tobacco International (JTI). Sarà lanciato sul mercato italiano a partire dal prossimo 3 novembre, quando potrà essere acquistato, in anticipo rispetto al resto d'Italia, nelle tabaccherie e nei corner dei centri commerciali di Bari, Foggia e Palermo, oltre che online.Tecnologia e innovazioneStiamo parlando di un innovativo prodotto a potenziale rischio ridotto che, attraverso un'elevata qualità, frutto di approfonditi studi, punta a garantire ai consumatori la massima esperienza possibile. Al tempo stesso, dal momento che nel suo utilizzo non vi è alcuna combustione, il dispositivo rilascia meno sostanze tossiche. L'obiettivo è quello di ricreare un'esperienza per il consumatore quanto più simile a quella del consumo di tabacco tradizionale, riducendo l'esposizione a sostanze potenzialmente nocive per la salute.A differenza delle sigarette elettroniche, che vaporizzano liquidi aromatizzati, Ploom S si affida a un riscaldatore elettronico di stick simili a sigarette tradizionali. Due sono le tecnologie all'avanguardia che rendono unico il dispositivo: l'esclusiva miscela acrivblend, contenuta nei citati stick, e il sistema di riscaldamento heatflow."Le nuove tecnologie stanno cambiando le nostre abitudini. Migliora le esperienze dei consumatori e le rende diverse - ha affermato il Preisdente e Amministratore Delegato di JTI Italia, Gian Luigi Cervesato - Questo ha segnato anche il nostro business. Dal 2011 abbiamo continuato a sperimentare nuove tecnologie per offrire soluzioni diverse e al passo con i tempi"". Ricordiamo che nel periodo compreso tra il 2015 e il 2020, JTI ha investito a livello globale 2 miliardi di dollari per sviluppare prodotti a potenziale rischio ridotto.Le caratteristiche di Ploom SPloom S ha caratteristiche molto particolari. Le ha illustrate Giacomo Merli, direttore marketing di JTI Italia, sottolineando subito che saranno disponibili tre colorazioni del dispositivo: oro, argento e nero. "Il sistema scalda lo stick in una camera di calore a 235 gradi - ha dichiarato Merli - Così facendo si evita l'odore del fumo e non c'è nessun residuo". Ci sono due modalità di utilizzo: una sessione lunga e graduale, fino a 4 minuti e mezzo, e una che, invece, offre la massima intensità.Perché lanciare Ploom S in Sicilia e Puglia prima che nel resto del Paese? Ci sono due motivazioni. La prima è simbolica: JTI ha sempre effettuato investimenti che interessassero anche la geografia delle regioni, e ritiene che queste due aree giocheranno un ruolo fondamentale per far ripartire l'economia italiana. La seconda ragione è strategica: i consumatori locali si sono dimostrati ricettivi alle innovazioni. "Questo- ha concluso ancora Merli - è solo l'inizio e arriveremo con altre innovazioni sul mercato per dare la possibilità ai consumatori di scegliere". >>

 Spunta l?ex compagna del marito di Maria Teresa Ruta >>
Inserita il 26 Oct, 2020 7:51:52 AM
Colpo di scena nell'intricata vita di Maria Teresa Ruta, che giorno dopo giorno della permanenza nella casa del Grande Fratello Vip si arricchisce di particolari inediti. L'ultimo è quello che racconta Anna Parziale, l'ex compagna del suo amatissimo marito Roberto e madre di suo figlio Manuel, di cui spesso Ruta racconta ai suoi coinquilini. In particolare Maria Teresa aveva spiegato il difficilissimo rapporto con questa donna, che di fatto l'aveva esclusa dalla sua vita, cosa questa che le aveva provocato molto dolore. Ma non è stata tanto questa la dichiarazione a far infuriare Anna, piuttosto l'aver fatto passare questo rapporto e la nascita del figlio di Roberto come una storia durata poco tempo e di poco conto"A me è stato impedito di andare alla comunione, alla cresima, alla festa di compleanno, di Manuel - aveva raccontato la Ruta -perché non mi vogliono vedere. Lui non si è mai sposato, non ha mi promesso niente a questa donna. Non aveva promesso niente, lui mi ha detto che era libero. Per i primi due o tre anni lui è sempre tornato nella casa dove viveva il bambino. Mi aveva detto che lei non voleva conoscermi. Roberto ha detto che non si era separato, non era convivente, aveva solo un figlio. Questa incertezza per i primi anni è stata dilaniante. Questa signora ha altri tre figli, era rimasta vedova, ha conosciuto Roberto ed è rimasta incinta. Lui non voleva sposarla ma a 40 anni l'idea di avere un figlio gli faceva piacere e quindi le è rimasto vicino".Le cose non stanno proprio così almeno a sentire la signora Parziale, ospite sia durante la puntata di Domenica Live, che in quella di Live Non è la d'Urso. "Noi ci amavamo e ne parlo con dolore -dice la donna - non perché lo amo ancora ma per il modo squallido in cui quest'uomo mi ha lasciato (a mia insaputa ha iniziato a frequentare Maria Teresa) e per lo stesso modo squallido che permette alla sua attuale compagna di parlare della madre del suo unico figlio in questo modo".Ma come si erano conosciuti Roberto e Maria Teresa Ruta? A raccontarlo sempre Anna: "Nel 2006 Maria Teresa ha presentato un programma del fratello Carmelo (un cantante neomelodico ndr) e lì conobbe Roberto, che stava con me. Poi mi disse che aveva trovato lavoro a Milano e che sarebbe partito. Non guadagnavamo molto e gli dissi di andare, avevo una fiducia completa. Lui era gelosissimo, non potevo nemmeno parlare con qualcuno. Ad agosto mi telefonò mentre io stavo a casa del fratello, sua moglie e io siamo molto amiche. Mi disse che stava aspettando delle persone e che mi amava. Mezz'ora dopo lo richiamai e mi rispose lei, non sapevo si trattasse di Maria Teresa, lo avrei saputo dopo un paio di giorni. Le dissi che era la moglie di Roberto e lei rispose che avevo sbagliato e riagganciò. Roberto smise di rispondermi al telefono.Fui addirittura ricoverata per la crisi di nervi che ho avuto. Dopo una ventina >>

 Gina Lollobrigida in campo per i diritti gay >>
Inserita il 26 Oct, 2020 7:45:57 AM
Torna a Live Non è la d'Urso Gina Lollobrigida in collegamento dalla sua casa di Roma insieme ad Andrea Piazzolla. Gina è rimasta molto colpita dalle parole di apertura di Papa Francesco sulle unioni gay e il suo intervento è quello di portare la sua vicinanza per la difesa delle comunità LGBT du cui avrebbe dovuto essere madrina, impegno poi saltato. Si ricorda la frase del Pontefice che in un documentario presentato al Festival del Cinama di Roma, si era schierato a favore delle unioni gay dividendo il pensiero dei cattolici tra chi a favore e chi invece totalmente contrario."Io non ci credevo - dice Gina- per questo aspettavo di avere notizie sicure, perché quello del Santo Padre è stato un passo importante". Totalmente a favore Barbara d'Urso da anni in prima linea per la difesa dei diritti degli omosessuali. Il discorso però, va poi al matrimonio di Gina, che sono molti anni che tiene banco in una lunghissima diatriba familiare che vede coinvolto da una parte Javier Rigau ex marito il figlio e il nipote Dimitri e dall'altra Gina Lollobrigida e Andrea Piazzolla il suo attuale manager. Gina anche durante in questa serata sostiene che questo matrimonio non ci sia mai stato.Al contrario Javier Rigau "che ha diffidato la trasmissione" ricorda Barbara d'Urso, racconta che il matrimonio celebrato per procura, non è stato mai annullato dalla sacra rota o da Papa Francesco come invece ricorda Andrea Piazzolla "Che per Gina - racconta - farei di tutto e sono arrivato anche al punto di uccidermi perché non sopporto più queste ingiustizie e sono stato salvato dalla mia compagna Adriana".Andrea racconta anche una novità assoluta, ovvero che Riguau il 16 di settembre si è presentato al Registro civile di Barcellona per riscrivere il matrimonio. "Tutti hanno sentito la volontà di Gina in questi anni -dice -Il matrimonio è stato sciolto e lui ha presentato questa documentazione dando un indirizzo di Gina sbagliato. Noi lo abbiamo saputo per un caso e per questo per lui non è stato possibile farlo. Il suo interesse non è quello di contattare Gina ma di essere suo marito". Su questo aveva dibattuto anche Rigau sostenendo invece che il loro matrimonio era con la separazione dei beni e che non gli dava nessun diritto economico nei confronti dell'eredità della Lollobrigida."Io non vedo l'ora che lo mettono in prigione dice Gina - interviene arrabbiata Gina - Questo è quello che spero. È ora che paghi per quello che ha fatto". C'è un'altra cosa che invece non viene rivelata: "Ho promesso al tuo autore Ivan di non farlo", dice a Barbara che lo ringrazia... Ma la verità su questa ultima bomba di sicuro verrà fuori. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Live - Non e? la d'Urso (@livenoneladurso) in data: 25 Ott 2020 alle ore 2:35 PDT >>

 Arnold Schwarzenegger operato d'urgenza al cuore >>
Inserita il 24 Oct, 2020 1:39:07 PM
Nell'ultimo post social in cui Arnold Schwarzenegger si era mostrato ai suoi fan non aveva accennato ad alcun problema. Poi, dopo sette giorni di assenza dal web, è arrivata la foto che ha scioccato il mondo intero. Disteso in un letto di ospedale, provato ma sorridente, Schwarzenegger ha annunciato di aver subito un delicato intervento chirurgico al cuore. La seconda importante operazione dopo quella del 2018 in cui l'attore era stato costretto a sostituire una valvola polmonare.Sarebbe stato proprio quest'ultimo intervento a complicare il quadro clinico dell'ex governatore della California. L'operazione programmata - subita quasi due anni fa al Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles - avrebbe avuto risvolti inattesi, come spiega il Daily Mail; portando Arnold Schwarzenegger a un intervento chirurgico di emergenza a cuore aperto, che secondo quanto riferito è durato diverse ore.L'attore di Terminator era consapevole che la sostituzione della valvola polmonare fosse una procedura rischiosa, che comporta complicanze a livello cardiaco anche a distanza di anni. E così è stato. Il popolare attore hollywoodiano è stato sottoposto a un delicato intervento per la sostituzione della valvola aortica e ora le sue condizioni sono buone.Dopo alcuni giorni di assenza dai social network Arnold Schwarzenegger è tornato a rassicurare i suoi fan attraverso Twitter e Instagram. L'attore ha condiviso sui social network una foto dal letto di ospedale, attaccato con tubi e flebo a vari ausili, ringraziando lo staff medico per l'aiuto. "Grazie al team della Cleveland Clinic - ha scritto l'ex governatore della California - ho una nuova valvola aortica da abbinare alla mia nuova valvola polmonare dal mio ultimo intervento chirurgico".Arnold Schwarzenegger, che sarà presto sul grande schermo nel film Kung Fury 2, ha rassicurato tutti sul suo stato di salute, svelando di essere già tornato in piedi, felice e in forma per le vie di Cleveland: "Mi sento benissimo e ho già camminato per le strade di Cleveland godendomi le sue incredibili statue. Grazie a ogni dottore e infermiere della mia squadra!". Visualizza questo post su Instagram Thanks to the team at the Cleveland Clinic, I have a new aortic valve to go along with my new pulmonary valve from my last surgery. I feel fantastic and have already been walking the streets of Cleveland enjoying your amazing statues. Thank you to every doc and nurse on my team!Un post condiviso da Arnold Schwarzenegger (@schwarzenegger) in data: 23 Ott 2020 alle ore 1:24 PDT >>

 La "Donna di quadri" che pescava sempre bene nel mazzo dell'arte >>
Inserita il 22 Oct, 2020 8:22:46 AM
È scomparsa da dieci anni, Graziella Lonardi Buontempo, eppure è come se fosse ancora fra noi, tanto è stato forte il suo influsso nel mondo dell'arte e nella vita di chi ha avuto il bene di conoscerla. Per gli altri verrà presentato sabato e domenica prossimi alla 15ª edizione della Festa del Cinema di Roma il documentario di Gabriele Raimondi Donna di quadri, che si potrà vedere su Sky Arte domenica 1º novembre alle 21,15.Vi colpirà subito la sua bellezza, era una delle donne più splendide mai viste, capolavoro di architettura antropologica mediterranea. La sua qualità davvero speciale, però, era la grazia, quella dote così rara che permette di essere sempre se stessi e comunque graditi agli altri. Napoletana verace, era come se a una sofialoren fosse capitato in sorte di essere tanto intelligente quanto bella, tanto popolana quanto raffinata.Era nata nel 1928 e presto trasferita a Roma, l'intelligenza le dava il dono raro di arrivare subito all'essenza delle cose. Il senso del bello, unito a quello del nuovo, le permise di essere una straordinaria anticipatrice del gusto e scopritrice di talenti. Nel 1973 inventò una straordinaria mostra dell'avanguardia mondiale - "Contemporanea" - nell'immenso garage sotterraneo di Villa Borghese, determinando molti sviluppi futuri dell'arte e del rapporto degli italiani con quel mondo. L'anno dopo ecco Christo, non ancora così universalmente celebre, impacchettare grazie a lei le Mura Aureliane di Roma.Gallerista, mecenate e mercante internazionale d'arte sono definizioni riduttive per chi ha visto la sua casa a Palazzo Taverna. A un passo da Piazza Navona: affrescata e decorata in ogni stanza dai più grandi e celebri artisti della seconda metà del Novecento, e non con opere comprate, ma fatte apposta per lei, dedicate a lei, regalate a lei, come uno dei primi ritratti multipli e multicolori di Andy Warhol. A Palazzo Taverna impiantò anche la sede degli Incontri Internazionali d'Arte: biblioteca, archivio, e motore di iniziative originali, instancabili, spesso curate da Argan, Celant, Bonito Oliva.La conobbi all'inizio degli anni Ottanta quando, poco più che trentenne (io), rustico e digiuno di bel mondo, ricevetti il suo invito a fare parte della giuria del Premio Malaparte, di cui (premio e Capri) era la regina. Mi ritrovai così, di punto in bianco, a giudicare i più grandi scrittori del mondo in una giuria presieduta da Alberto Moravia e composta da Ugo Pirro, Giovanni Russo, Raffaele La Capria, Giuseppe Merlino, Lamberti Sorrentino, Gilles Martinet e, poi, Furio Colombo. È vero che avevo appena scritto una biografia di Malaparte, però so per certo che quel saggio da solo non sarebbe bastato, che Graziella vide nel ragazzo che ero l'uomo che sarei diventato, mala parte compresa.Tra il 1983 e il 1998 premiammo, senza tante riunioni o regolamenti complessi, con pochi scambi di telefonate, grandi autori alcuni dei quali di lì a qualche anno avrebbero ricevuto il Nobel: Anthony Burgess, Saul Bellow, Nadine Gordimer, Manuel Puig, John le Carré, Fazil Iskander, Zhang Jie, Vaclav Havel, Predrag Matvejevic, Susan Sontag, Michael Tournier, Breyten Breytenbach, A. S. Byatt, Isabel Allende. >>

 "The People I Like": Gastel si racconta in 200 fototessere >>
Inserita il 19 Oct, 2020 4:17:41 PM
Giovanni Gastel ha portato al MAXXI di Roma la gente che gli piace. "The People I Like" è infatti il titolo della mostra, curata da Uberto Frigerio, che fino al 22 novembre ci racconterà delle persone che hanno "toccato l'anima" del fotografo.Il ritratto, parte fondamentale del quarantennale percorso artistico di Gastel, si rivela qui opera artistica di eccellenza, ma soprattutto rappresenta per l'autore una necessità. Come tutto l'atto del fotografare, in effetti: ma ancor di più, perché, come dice l'artista, "rendere eterno un incontro tra due anime mi incanta e mi fa sentire parte di un tutto".E pensare che la sua famiglia, all'inizio, non apprezzava particolarmente la sua scelta di diventare fotografo. Forse perché erano altri tempi - negli anni settanta i fotografi di still life o di moda non erano le star che poi seppero diventare -; o forse perché la sua non era propriamente una famiglia ordinaria: Gastel è infatti figlio di Nane Visconti di Modrone, la sorella del regista Luchino Visconti e nipote di Carlo Erba: una famiglia che simboleggia la convergenza tra l'antica nobiltà milanese e la pragmaticità dell'alta borghesia industriale lombarda, che probabilmente guardava con occhi sospetti quella che riteneva un'attività che - parole del padre di Gastel - lo avrebbe portato a "fare fototessere per tutta la vita".Oggi, queste "fototessere", che raffigurano Barack Obama, Marco Pannella, Vasco Rossi, Andrea Bocelli e altri duecento personaggi tra musicisti, politici, giornalisti, artisti, chef, attori sono esposte in questa personale, e ci raccontano un inedito aspetto di sé che Gastel - e soltanto lui - ha saputo rivelare.Abbiamo incontrato il fotografo per farci raccontare del suo rapporto con i ritratti: intesi come forma espressiva, ma anche come participio passato.Se vado sul tuo sito trovo le bellissime foto di Elle Decor, still life e campagne per marchi prestigiosissimi... e i tuoi Portraits. Dei quali sei certamente maestro, ma, lasciamelo dire, sei innanzitutto maestro di versatilità...È stato Germano Celant a liberarmi. In occasione della nostra prima intervista, alla mia mostra della Triennale di Milano nel 1997, mi disse: "Smettila di dire che sei un fotografo di moda, di still life! Tu sei un fotografo; poi fotograferai un po' quel c.... che ti pare!" Beh, io ho seguito il suo consiglio."The People I Like": qual è il prerequisito per piacerti?Prima di tutto il darmi la possibilità di farsi leggere "dentro", al di là del personaggio. In un centoventicinquesimo di secondo tra me e chi ritraggo deve intercorrere una reciproca seduzione che ci metta in relazione profonda.Ritrarresti chiunque ti piaccia?Certamente ritraggo con più gioia le persone che in qualche misura sento già far parte (spesso attraverso le loro opere) del mio mondo interiore.E non ritrarresti mai chi non ti piace?Assolutamente no, perché non potrebbe nascere quell'istante di seduzione che è alla base di un ritratto riuscito, che è figlio del soggetto e mio: e per creare insieme bisogna piacersi.Se non ci si piace, difficilmente la persona che è davanti all'obiettivo si aprirà a una lettura più profonda, e tutto ciò che io >>

 Un virus letale travolge Mosca: la serie russa "To the Lake" sbarca su Netflix >>
Inserita il 18 Oct, 2020 4:00:54 PM
È altamente contagioso, uccide le persone in appena tre giorni e non ci sono cure per sconfiggerlo. Non stiamo parlando del Sars-CoV-2, ma del misterioso virus protagonista di "To the Lake", la serie televisiva russa approdata sul catalogo europeo di Netflix lo scorso 7 ottobre.Nonostante esistano decine di film le cui trame ruotano attorno al cliché del classico virus che devasta il mondo fino alla scoperta del miracoloso vaccino, "To The Lake" riesce a differenziarsi dalla massa. Ci troviamo infatti di fronte a un prodotto particolare, capace di unire generi differenti (dal thriller alla fantascienza) all'interno di una trama scorrevole, curiosa, carica di tensione e, soprattutto, mai banale.Negli 8 episodi dalla durata di circa 50' l'uno, la trama, ambientata nel presente, "spacca" subito lo schermo. Siamo a Mosca, nel cuore della Russia. Sono lontani i tempi della Perestrojka, della miseria e della riorganizzazione economica. Dopo anni complicati la società russa ha imboccato un nuovo percorso, anche se le alcune cicatrici del passato, come il ricordo dei tempi duri e i palazzoni in stile sovietico, sono indelebili.Mosca travolta da un virus misteriosoImprovvisamente una persona muore in un parco cittadino, forse per un infarto o chissà per quale altro problema. Nessuno dà peso all'accaduto, anche se quello è il momento cruciale. Inizia così la diffusione di una strana malattia per le strade di Mosca. Il nemico invisibile è un virus polmonare che uccide le persone tra atroci sofferenze. Tratti distintivi degli infetti: occhi bianchi privi dell'iride e sangue che cola dalla bocca.In poche ore la situazione si aggrava e le autorità sono costrette a isolare la capitale. Nessuno può entrare o uscire, se non per motivazioni rilevanti. Le forze dell'ordine, protette da maschere antigas e scafandri, creano cordoni di sicurezza ma ben presto il panico si diffonde tra la popolazione. Mosca viene travolta non solo dal virus ma anche da episodi di sciacallaggio e violenza.Taighe innevate e lande desolateÈ in un contesto del genere che un gruppo di famiglie, riunite quasi per caso, crea una sorta di alleanza precaria per riuscire a salvarsi dall'imminente apocalisse. Il protagonista è Sergey (interpretato da Kirill Käro), un uomo che ha alle spalle un matrimonio fallito e che adesso vive fuori Mosca assieme alla seconda moglie Anna (Viktoriya Isakova) e al figlio di lei affetto dalla Sindrome di Asperger.Non appena il virus approda nella capitale, Sergey decide di entrare illegalmente nell'epicentro del contagio per salvare l'ex moglie (Maryana Spivak) e suo figlio. Una volta rientrato nella sua abitazione, non distante da Mosca, l'uomo scopre che non esiste più alcun luogo sicuro. Bande di criminali saccheggiano i quartieri alla ricerca di denaro e cibo.Inizia così il folle viaggio on the road di Sergey tra taighe innevate e lande desolate, accompagnato dalle sue due famiglie, da suo padre Boris e dagli insopportabili vicini di casa. La meta da raggiungere: un lago sperduto, luogo sicuro in cui rifugiarsi in attesa che l'epidemia faccia il suo corso.Homo homini lupusLo show è uscito un anno fa in Russia con un titolo >>

 "Non sono malato. Ho perso 27 chili e sto meglio" >>
Inserita il 18 Oct, 2020 11:13:48 AM
Cos'è successo a Paolo Del Debbio? Questa è la domanda ricorrente nei telespettatori del giornalista di Rete4. Tornato in onda lo scorso 10 settembre con il suo Dritto e Rovescio, Del Debbio si è mostrato dimagrito, passando da una taglia 62 a una taglia 52, e con il look rivoluzionato. Era stato in onda fino a poco meno di tre mesi prima e la sua trasformazione in un tempo così limitato ha incuriosito il pubblico, che ora tra la risposta ai suoi dubbi tra le pagine del Corriere della Sera. Spoiler: Paolo Del Debbio non sta male, anzi, non è mai stato così bene ed è sempre più combattivo nella sua lotta alle ingiustizie."Ho mangiato meno, mi sono affidato a un medico e ho perso 27 chili. Ho un'età in cui lo stile di vita non andava più bene per la salute e mi sono piano piano sistemato. Tutto qui", ha dichiarato il giornalista, sorpreso per il clamore che ha suscitato il suo cambiamento di immagine. Non c'è una precisa volontà estetica da parte sua, tanto meno una patologia, ma, piuttosto, la volontà di rigenerarsi per stare meglio con se stesso: "Facendo corna, toccando ferro all'italiana e legno alla francese, non sono mai stato meglio. Mi sento meno affaticato, più sciolto, cammino più leggero e il cervello è più veloce. Poi, di sicuro, la dieta non è partita da una considerazione estetica, ma di salute. Dopodiché, sentirsi anche meglio con se stesso non è una cosa brutta".Nonostante abbia iniziato la dieta dopo Pasqua, quindi a metà aprile, i suoi telespettatori non hanno notato cambiamenti in lui finché è andato in onda a giugno. È lo stesso Del Debbio a definire "tortura coreana" il primo mese e mezzo di dieta, quando tutti i sacrifici fatti sembravano non dare i risultati desiderati: "Devi cambiare la testa. Hai fame, ma il problema non è il cibo, quanto evitare di ritenere il cibo una via di fuga, una copertina di Linus. Magari arrivi a casa dopo una giornata di lavoro e mangi o bevi più del dovuto". Dopo il primo mese e mezzo sono arrivati i risultati e con quelli l'incoraggiamento a proseguire in quella direzione: "Prima, facevo sempre due cose che amavo: stavo fermo in poltrona a leggere e mangiavo e bevevo con gusto. Ora, mi muovo molto e mangio poco. È una banalità, ma per me non lo è stata".Nessuna dieta miracolosa per Paolo Del Debbio ma un percorso alimentare di buon senso, un po' di sano movimento e, soprattutto, una diversa forma mentis. "Vengo da una famiglia semplice di un quartiere popolare di Lucca. Per noi, il pranzo della domenica era una festa. Si andava in campagna per il pic nic, con babbo, mamma, zii, cugini. Mi ricordo i tavolini pieghevoli, la stesa di salumi, sottaceti, sottoli. Era una gioia fatta di nulla. A un certo punto, adesso, mi sono reso conto che quella festa, piano piano, nella mia mente, si era trasformata in un rifugio, che in realtà era una >>

 L'appello choc della cantante "Sono paralizzata, muoio di fame" >>
Inserita il 17 Oct, 2020 11:28:49 AM
"Ok sono qui per chiedervi aiuto", con queste parole Sinead O'Connor, cantautrice irlandese 53 anni, ha sconvolto il popolo del web con un disperato appello. Attraverso il suo profilo Twitter l'artista di "Nothing Compares 2 U" ha lanciato un grido d'aiuto: "Soffro di agorafobico e non posso andare a fare la spesa. Sto morendo di fame". Non uno ma diversi cinguettii per raccontare la sua triste vicenda fatta di solitudine e malessere.Sinead O'Connor non ha mai nascosto di avere problemi di salute mentale e scarsa capacità di prendersi cura di se stessa. Nel 2016 la donna aveva fatto perdere le sue tracce, uscendo dalla sua casa di Chicago e non facendovi ritorno per giorni. La polizia la rintracciò in stato confusionale giorni dopo la scomparsa. Nel 2017, durante un'intervista nel talk show americano di Dr. Phil, la cantautrice ha raccontato di aver tentato il suicidio otto volte in un anno e delle torture subite dalla madre. Traumi devastanti che ne hanno segnato la vita e che l'hanno portata a una grave forma di agorafobia, la paura degli spazi aperti e non familiari. Una malattia contro la quale lei combatte da anni e che negli ultimi tempi l'ha portata sull'orlo del baratro."Negli ultimi anni, mesi e settimane - ha scritto su Twitter Sinead O'Connor - ho vissuto segretamente con un trauma fisicamente paralizzante e correlato a un caso di bassa autostima acuta e ultimamente non mangio perché mi ha reso così agorafobica che non posso andare a fare la spesa. E sto morendo di fame". La 53enne, che da tempo vive in una zona remota dell'Irlanda al riparo da tutto e da tutti, ha deciso di chiedere aiuto ai suoi fan attraverso i social. Twitter, infatti, è l'ultimo mezzo di comunicazione con il quale la O'Connor ha deciso di rimanere in contatto con i suoi seguaci dopo la fine della sua carriera musicale: "Qualcuno può dirmi se in Irlanda ci sono servizi di consegna di pasti per persone con problemi di salute mentale la cui capacità di prendersi cura di sé è stata ridotta? Mangerei la fo***ta gamba dell'Agnello di ***". Un appello che non è rimasto inascoltato e la cantante, dopo aver ricevuto un pasto caldo, ha pubblicamente ringraziato i suoi seguaci: "Tutto bene ora. Ho trovato il servizio di consegna dei pasti. Sono sazia e felice". Ok here goes a reach out. I've been secretly living with a physically paralysing, trauma related case ofacute low self esteem for the last few years and months and weeks and am lately not eating because it's made me so agoraphobic I can't go to the shops. And I'm starving.- Sinead O'Connor (AKA Shuhada Sadaqat) (@MagdaDavitt77) October 14, 2020 >>

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